Ho deciso di non sprecare più una parola per rispondere alle gravi falsità che La #Verità continua a pubblicare sul mio conto. L’ultima riguarda un processo e contiene affermazioni che ritengo gravemente false e diffamatorie: si sostiene che sarei stato ricusato e che non avrei avuto i titoli necessari. Niente di tutto questo corrisponde alla realtà. Mi sono dimesso spontaneamente perché non avevo alcuna intenzione di occuparmi di quel processo. Punto. Di fronte a chi costruisce campagne basate su falsità e insinuazioni, non intendo più fare da bersaglio né alimentare un gioco che ha evidentemente altri obiettivi. Da oggi parleranno i miei avvocati. Ho dato loro mandato di tutelare in ogni sede la mia reputazione e di chiedere il risarcimento dei danni per quanto è stato pubblicato. La verità, quella vera, non si stabilisce con titoli urlati sui giornali o con ricostruzioni fantasiose: si dimostra con i fatti e, quando necessario, nelle aule di tribunale. E sarà interessante vedere se chi oggi si sente così libero di accusare sarà altrettanto coraggioso quando dovrà rispondere delle proprie affermazioni davanti a un giudice. Per quanto mi riguarda, la stagione delle risposte è finita. Adesso parlano gli avvocati. E chi vive anche grazie al sostegno e agli aiuti pubblici dovrà ricordarsi che la libertà di scrivere non significa libertà di diffamare senza conseguenze. #diffamazione #verità #giustizia





