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#pubblicità

Guardo distrattamente un canale TV. Passa la pubblicità che incensa una linea di pasti quotidiani che fa dimagrire 5, 10, 12 chili... Subito dopo immagini di bambini africani denutriti e l' UNICEF che chiede di sottoscrivere donazioni. Le grandi disuguaglianze. In pubblicità. #disuguaglianze #pubblicità #solidarietà

How to defend against fake news and interference in political elections? The strategy is online. Starting from middle school, a course on logic, cognitive biases, and web education should be introduced. Television should create advertisements and short videos on the subject. (translated)

ANSA.it 7d

OpenAI has announced the launch of advertising on ChatGPT in Italy as well, starting from August 24, introducing commercial ads during Free and Go user sessions, while subscribers of Plus, Pro, Business, Enterprise, and Edu plans will remain excluded, ensuring that ads do not influence the generated responses and making known the restrictions on sensitive topics and minor accounts. (translated)

OpenAI lancia anche in Italia la pubblicità su ChatGpt

Apro YouTube per vedere un video di Diego Moreira e nella pubblicità c'è Van Dijk che lascia una cena per rispondere al telefono. Se la chiamata non è di Amorim per me questa stagione finisce qui. #YouTube #DiegoMoreira #VanDijk

The new iPhone advertisement has sparked controversy due to its controversial message about electronic babysitting, but despite the criticism, Apple emerges victorious, turning the campaign into a viral phenomenon on social media. (translated)

Polemiche sulla nuova pubblicità di iPhone. Ma a uscirne vincitrice è sempre Apple

Per adesso, l'unico obiettivo raggiunto da #Lavitola è fare pubblicità al suo ristorante #Ranucci https://t.co/c9Re79UYju #ristorante #pubblicità #obiettivi

larissa iapichino dalla pubblicità del kinder fetta al latte con mamma fiona may alla prima medaglia d'oro outdoor della carriera https://t.co/zfbtZkGGGz #LarissaIapichino #Sport #MedagliaOro

La Camera di Commercio della Florida ha pagato uno spazio pubblicitario a Times Square per celebrare lo sviluppatore economico dell’anno. Chi è? Il sindaco di New York Mamdani. La motivazione? “Volevamo ringraziarlo per i posti di lavoro, le aziende, le persone che sta spingendo fuori da New York e stanno venendo in Florida”. #Florida #NewYork #Economia

👏👏👏👏👏👏👏👏👏 Pietro Rael Preziosi Alice non lo sa ma negli anni 70 ai giovani di sinistra piaceva anche Battisti e a noi giovani di destra piacevano anche De Andrè, Guccini e De Gregori. Non ne facevamo una questione politica perché ci piaceva la musica, ci piacevano le loro poetiche seppur evidentemente di sinistra. Alice non lo sa ma la musica univa e andava oltre le ideologie. Poi sei arrivata tu e quelli come te, Alice, quelli che hanno distrutto il nostro mondo ideale e hanno cancellato qualunque barlume di convivenza civile fra persone che la pensano diversamente. PS. Ti sei fatta una bella pubblicità, Alice, perché io e tanta gente come me non sapevamo nemmeno che tu esistessi, musicalmente. Sanremo assicurato, dai! David Gramiccioli Tuo nonno è diventato De André grazie agli italiani. Tutti. Indistintamente. Nonostante il cognome importante, e sarebbe ipocrita fingere che non abbia rappresentato un vantaggio, fino a poco tempo fa, in Italia, in pochi conoscevano Alice De André. Attrice, stand-up comedian e oggi, improvvisamente, protagonista del dibattito pubblico. La notorietà, si sa, arriva spesso per vie imprevedibili. E in questo caso è arrivata anche attraverso Matteo Salvini. «Mio nonno gli avrebbe chiesto cosa ci faceva lì», ha dichiarato Alice De André, commentando la presenza di Salvini nella residenza di Fabrizio De André, L’Agnata. La nipote del cantautore ha inoltre sostenuto la contestazione di una ragazza presente tra il pubblico e si è detta sorpresa dalle critiche ricevute: «Forse mio nonno è diventato una specie di santino nazionale». No, Alice. Tuo nonno non è diventato un santino nazionale. È diventato qualcosa di molto più importante: un artista che ha saputo entrare nella storia culturale di questo Paese e nel cuore di milioni di italiani. E lo ha fatto attraverso le sue canzoni, la sua poesia, la sua capacità straordinaria di raccontare gli ultimi, gli emarginati, gli inquieti, gli uomini e le donne che la società spesso preferisce non vedere. Ma c'è un particolare che sarebbe bene non dimenticare. Quegli italiani erano, e sono, di ogni orientamento politico. Destra. Sinistra. Centro. Nessuna appartenenza. Italiani che hanno comprato i suoi dischi, riempito i suoi concerti, cantato le sue canzoni e contribuito, nel tempo, a trasformare Fabrizio De André in quello che oggi rappresenta: un patrimonio culturale che appartiene a tutti. E proprio quella popolarità, costruita dal talento di tuo nonno ma alimentata dall'affetto di un intero Paese, oggi consente anche a chi porta il suo cognome di godere di una luce riflessa che, piaccia o non piaccia, esiste. Per questo forse sarebbe opportuno usare quella luce con maggiore cautela. Perché Fabrizio De André non ha mai avuto bisogno di essere trasformato in una bandiera politica. E non ha certamente bisogno che qualcuno stabilisca, a posteriori, chi abbia il diritto di avvicinarsi alla sua memoria e chi invece debba essere considerato un intruso. Se Salvini va a L'Agnata, può piacere o non piacere. Si può condividere la sua presenza oppure no, ma contestarlo in quel luogo, durante la celebrazione di Faber proprio no. . Pensare che la memoria di Fabrizio De André appartenga a una famiglia, a una parte politica o a una determinata sensibilità ideologica significa dimenticare proprio ciò che ha reso universale la sua opera. E allora viene quasi da tornare alle parole dello stesso Fabrizio. Quelle parole che, forse più di qualsiasi polemica, spiegano quanto sia pericoloso salire in cattedra per distribuire patenti morali agli altri: «Si sa che la gente dà buoni consigli quando non può più dare il cattivo esempio». Ecco, Alice. Forse tuo nonno non è diventato un santino. Forse è diventato semplicemente troppo grande perché qualcuno possa pensare di possederne la memoria. #Musica #Cultura #DeAndre

PEGGIORE DELLO SCHIFO CI SONO SOLTANTO LE RANCOROSE ACIDE PSEUDO-DONNE DI SINISTRA "Nana". "Caciottara a mollo". "È venuta a infestare il nostro mare, spero si sia disinfettata con l'amuchina". Il bersaglio: una madre in vacanza con la figlia di nove anni. Le firme, in gran parte: donne. Questo il trattamento riservato a Giorgia Meloni per tre giorni alla Maddalena. Tre giorni di volo di linea, traghetto, gommone a noleggio e panini nella borsa frigo. Niente yacht, niente voli di Stato: la fila all'imbarco come qualunque madre italiana d'agosto. Ed è proprio questa normalità che ha fatto impazzire la muta di cani rabbiosi. "Nullafacente da sempre", "le ferie le prende chi lavora": quasi quattro anni alla guida del governo, evidentemente, non contano come mestiere. Fino al capolavoro dell'amuchina. Infestare: il verbo che si riserva agli insetti. Quando l'avversario politico diventa un agente contaminante non siamo più nell'insulto, siamo nella disumanizzazione da manuale. Quella su cui si scrivono i saggi e si organizzano i convegni. Quando capita agli altri. E qui il dato che nessuno vuole vedere. Donne che danno della nana a una donna. Donne che deridono la maternità di una donna. Donne che evocano un disinfettante per una donna che fa il bagno con la figlia. La sorellanza, parola d'ordine di ogni piazza femminista degli ultimi dieci anni, si ferma al tornello della tessera politica. Di là dal tornello non ci sono sorelle: c'è una preda. Qualcuna, nel coro, ha pure fornito la teoria: "questa destra ha sdoganato la violenza verbale e ora vi meravigliate che qualcosina torni indietro". Eccola, l'assoluzione preventiva. Se l'è cercata. La stessa identica grammatica che il femminismo denuncia - giustamente - quando viene usata contro qualunque altra donna. La gonna troppo corta, il rientro troppo tardi, le idee troppo di destra: cambia il pretesto, la logica è quella. Ma applicata a Meloni diventa improvvisamente analisi politica. E la rabbia ha una radice precisa, che il vocabolario confessa da solo. Caciottara, borgatara, pescivendola: insulti di censo, non di politica. È il disprezzo del salotto per il mercato rionale, firmato da una sinistra che ormai vince ai Parioli e ha perso nelle borgate che furono sue. La prima donna al vertice di Palazzo Chigi doveva essere una di loro: laurea giusta, quartiere giusto, salotto giusto. Invece il soffitto di cristallo lo ha sfondato una madre della Garbatella che parla come il popolo che loro hanno smesso di frequentare. Non le perdonano le idee. Non le perdonano di essere arrivata prima, partendo da sotto. Né si può dire che manchi il contesto. Due mesi fa, alla Camera, il capogruppo grillino in commissione Esteri Francesco Silvestri ha spiegato che la premier "ha indossato delle ginocchiere per stare più comoda". Detto in aula, a verbale, dal pulpito della Repubblica. E nella stessa seduta si è consumata la scena che vale un trattato di sociologia: l'onorevole Boldrini indignata perché un collega aveva osato dire "signor presidente" - il maschile, che scandalo - e silente sull'allusione alle ginocchiere. La sentinella del linguaggio monta la guardia sull'articolo e dorme sulla sostanza. Risultato: nel giro di giorni, "ginocchiere" era l'argomento più gettonato sotto i post d'odio contro la premier. Il linguaggio non sale dalla fogna al palazzo. Scende dal palazzo alla fogna. E non è la prima volta. Quando Landini la definì "cortigiana", dalle piazze femministe. Quando la televisione di Stato russa la chiamò con epiteti da postribolo, sempre silenzio. Quando un professore augurò alla figlia di nove anni la fine di Martina Carbonaro e quando un camerunense davanti a una questura fece alla stessa bambina allusioni che non si trascrivono, le piazze che si riempiono per un asterisco rimasero vuote. Il copione non cambia mai: si cambia solo la vittima designata e la si toglie dall'elenco delle donne difendibili. Perché di questo si tratta. Il movimento che vede il patriarcato in una pubblicità, in una desinenza, in una ricetta di cucina, davanti alla prima donna presidente del Consiglio della storia repubblicana - coperta di insulti sessisti, minacciata, con la figlia minorenne nel mirino da tre anni - non ha mai trovato dieci minuti per un presidio. Non una fiaccolata. Non un corteo di Non Una di Meno. Non una riga delle firme che vivono di questo. Dov'era il patriarcato quando serviva davvero? Era in vacanza pure lui? La risposta la conosciamo ed è la stessa che spiega un altro silenzio: quello sulle donne musulmane. Sui matrimoni forzati, sulle mutilazioni, sui niqab imposti alle bambine nelle nostre città, il femminismo militante pratica da anni la medesima sordità selettiva. Le donne velate a forza e la premier detestata condividono lo stesso destino: sono donne sbagliate, la cui oppressione non porta consenso. E allora non esistono. Un femminismo che sceglie quali donne difendere in base alla convenienza non è un movimento di liberazione. È un ufficio stampa con la bandiera sbagliata. Il patriarcato lo vedono ovunque, tranne dove c'è una donna che non gli piace. E ogni giorno di questo silenzio, mentre una madre viene linciata per un traghetto e una bambina cresce sotto scorta digitale, quel silenzio firma. Con nome, cognome e sigla dell'associazione. #Femminismo #Sorellanza #Politica

The Republic dedicates an entire investigation to Welcome to Favelas and discovers that it has a VAT number, Telegram channels, Facebook pages, and advertising banners. An astounding revelation. But the real reason for the investigation is surely another: Welcome to Favelas has been telling that for years. (translated)

B

Perchè in questa pubblicità dei buoni pasto c'è Matteo Salvini?

B

Doveva essere senza pubblicità. Doveva.

The Israeli newspaper Haaretz reports that its billboards have been removed in Tel Aviv after legal pressure from Netanyahu's Likud party, which accuses the campaign of being illegal election propaganda, while Haaretz claims to defend freedom of the press and the value of journalism for democracy. (translated)

Israele, la denuncia del giornale Haaretz: “Rimossi i nostri cartelloni pubblicitari a Tel Aviv dopo le pressioni del partito di Netanyahu”

Geopolitica pedatoria Di Marco Travaglio Neppure il più fine umorista avrebbe potuto immaginare un Paese che caccia l’allenatore della Nazionale fresco di nomina Andrea Pirlo perché è testimonial della società privata russa di scommesse sportive Fonbet, dunque “putiniano”, e l’indomani lo sostituisce con Roberto Mancini, che ha allenato non solo la Nazionale dell’Arabia Saudita, orgoglio e vanto dello squartatore di giornalisti e recordman di condanne a morte Bin Salman, ma pure la squadra del cuore di Putin, lo Zenit San Pietroburgo, che ha come proprietario e sponsor Gazprom, il colosso energetico di Stato russo. Naturalmente a noi non frega una beneamata ceppa di ciò che pensano Pirlo e Mancini della Russia o dell’Arabia Saudita, ma pure del Madagascar o del Myanmar. Ci accontenteremmo che facessero un po’ meno peggio di chi è riuscito a farci sbattere fuori dagli ultimi tre mondiali: Gattuso, Ventura e lo stesso Mancini, che nel 2022 perse i play off financo con la Macedonia del Nord, per poi fuggire a Riad per 25 milioni di motivi (in petrodollari). Ma siccome gli acchiappa-putiniani che chiedono il permesso a Zelensky pure per andare alla toilette cantano vittoria per aver sgominato il filorusso Pirlo e altri noti complici dell’invasione in Ucraina come Maldini e Leonardo, siamo curiosi di sapere perché non dicono nulla sul putiniano e binsalmaniano Mancini. A meno che, si capisce, non confessino una buona volta che la loro allergia per le autocrazie e le guerre di aggressione è selettiva: riguarda solo la Russia e ogni tanto la Cina, mentre non vale per chi fa cose molto peggiori, ma dalla nostra parte: tipo Israele, Usa, Arabia Saudita, Turchia e altri paradisi terrestri. Potrebbero salvarsi in corner eccependo sull’immoralità di sostenere società di scommesse, ma anche lì li vediamo male: la russa Fonbet fa esattamente le stesse cose delle italiane Lotto, Superenalotto, Gratta e Vinci &C., che incoraggiano la ludopatia sfruttando la disperazione della gente, ma tengono in piedi le casse dello Stato (e in passato pure di tv e giornali con pubblicità milionarie). L’altro giorno faccia di Merlo, su Rep, se l’è presa col putiniano Pirlo rammentando che “nel 2018 con il ‘decreto Dignità’ l’talia ha vietato la pubblicità del gioco d’azzardo”. Ma s’è scordato chi lo varò: il governo gialloverde Conte1 su proposta dei 5Stelle, che lui definiva “eversivi” e “pericolosi per la democrazia”. L’idea di valutare Pirlo e Mancini in base alle loro capacità o incapacità non ha sfiorato nessuno. Altrimenti poi vai a spiegare perché il russo Gergiev, uno dei migliori direttori d’orchestra del mondo, non può esibirsi in Italia e il presunto filorusso Buttafuoco l’hanno cacciato da Radio Rai, mentre la fidanzata di Piantedosi è ancora lì. #Geopolitica #Sport #Russia

Ci sarebbe bisogno di uno spazio europeo social, quindi questo risponde a un'esigenza che potrebbe avere un seguito ma... Che credibilità ha un social/sito/nonsocosa pieno di banner pubblicitari Clickbait un po' cretini come questo sulla Gabanelli e carico di profili fake. Senza apparentemente nessun utente vero in carnene ossa? Chi leggerà il post che sto scrivendo? Chi possiede questo sito (non c'è un nome di persona, una presentazione su come funziona)? La combinazione di opacità societaria (nessun nome dei fondatori) e silenzio mediatico rende estremamente rischioso considerare questo sito come un affidabile "spazio pubblico democratico".

Schlein in tv come adesso su la7: "Mi dica, quali sono le vostre meravigliose proposte per un'italiana migliore?" (Ore di sproloquio) "Ma sono solo queste idee meravigliose o ne avete anche altre in serbo?" (Altre ore di sproloquio) Quando intervistano Salvini: "Parliamo delle sue proposte irrealizzabili... prego" "No come irrealizzabili?" "Ma si ma si tanto lo sappiamo... guardi questo video di quando aveva diciotto anni. Sente cosa dice? Come si giustificano queste incoerenze?" "Ma possiamo parlare di cose che interessano agli Italiani?" "Si certo, guardi qui, c'è un messaggio di mio cugino che mi sta scrivendo che il suo treno è in ritardo. Cosa ci fa qui invece di essere a spingere i treni?" "Ma che dice? I dati dicono che..." "Va bè va bè mi parli di Vannacci, è vero che gli italiani vogliono votare lui mentre qui ho l'ultimo sondaggio PDtrend che dice che voi siete al meno 3%. Come commenta questi dati?" "Ma non sono dati sono numeri inventa..." "Grazie a Matteo Salvini, leader della Lega, pubblicità". #PoliticaItalia #Salvini #Schlein

Ultimora.net Jul 26

Andrea Pirlo, in pole position per diventare ct dell'Italia, è stato criticato da alcuni politici per un contratto di sponsorizzazione che l'allenatore ha con Fonbet, società di scommesse sportive russa con legami con il governo di Putin. Sul sito ci sono ancora pubblicità di sconti e promozioni con le fotografie di Pirlo. La Gazzetta dello Sport, citando i legali dell'ex centrocampista, afferma che il suo contratto con Fonbet può essere rescisso senza penali #Pirlo #Calcio #Scommesse

Si sono resi conto che prendendo Pirlo si beccano secchiate di merda addosso e ora fanno dietrofront usando come scusa una pubblicità fatta assieme ad un lama e Arshavin che si beve un espresso gigante. Federazione che se si guarda dietro vede il futuro #Pirlo #calcio #futuro

Il Post Jul 23

Il governo spagnolo ha proposto un disegno di legge per introdurre un divieto di fumare in molti spazi all'aperto e per regolamentare più severamente la vendita e la pubblicità dei prodotti del tabacco, ma la sua approvazione passa attraverso una discussione parlamentare incerta, in quanto alcuni partiti mostrano scetticismo riguardo all'impatto economico delle nuove norme. #DivietoFumo #Spagna #SalutePubblica

La Spagna vorrebbe introdurre il divieto di fumare all’aperto