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#subsidenza

A Londra, le abitazioni stanno subendo danni strutturali a causa della subsidenza provocata dalle elevate temperature e dalla crisi climatica, con previsioni che indicano un potenziale rischio di cedimento per oltre 4,2 milioni di case entro il 2070. #subsidenza #crisiClimatica #Londra

Crepe sui muri e finestre deformate per il caldo, a Londra le case rischiano di sprofondare per la subsidenza
Marco M.M. Aug 15

Perché perdiamo 3°C in quota ma al suolo sembra non cambiare nulla? In queste ore abbiamo iniziato a perdere qualcosa a 850 hPa, cioè intorno ai 1500 metri di quota. Parliamo di un calo di circa 2-3°C, localmente anche qualcosa in più. E allora la domanda è legittima: perché al suolo il cambiamento si sente ancora poco? Il motivo principale è proprio l’inerzia della massa d’aria calda accumulata. Dopo settimane sotto anticiclone subtropicale continentale, il caldo non è più solo nella massa d’aria in quota, è entrato nei suoli, nelle città, nell’asfalto, nel cemento, nei muri, nei bassi strati e nel mare, che resta molto caldo e continua a restituire energia e umidità. Quindi sì, in quota qualcosa comincia a muoversi m vicino al suolo c’è ancora un grande serbatoio caldo da smaltire. In più, se l’anticiclone resta presente, anche se un po’ meno forte, continua a limitare il ricambio d’aria. La ventilazione può essere debole, la subsidenza può comprimere e riscaldare gli strati inferiori, l’umidità può restare elevata e il punto di rugiada continuare a rendere l’aria pesante. Non siamo ancora fuori dalla fase calda ma il primo passo c’è, il caldo sta iniziando a indebolirsi in quota e per sentirlo davvero al suolo servirà ancora un pò di tempo. #Meteo #Clima #CambiamentoClimatico

Marco M.M. Jul 31

Caldo intenso sì, ma non sarà una campana anticiclonica sempre chiusa, nei prossimi giorni potranno partire anche temporali. Nei prossimi giorni il protagonista principale resterà il caldo, legato a una nuova espansione del promontorio nord-africano ma c’è un aspetto importante da chiarire. Non saremo davanti a un anticiclone di blocco granitico, immobile e perfettamente stabile. La struttura subtropicale sarà presente, anche marcata, ma verrà continuamente modellata dalla circolazione atlantica. In altre parole, la "cupola" calda tenderà a gonfiarsi e sgonfiarsi a fasi alterne, sotto la spinta di piccoli impulsi più instabili che scorreranno ai suoi margini. Farà caldo, anche intenso, ma la stabilità atmosferica non sarà sempre pienamente efficiente. Lo si vede bene osservando il comportamento dei geopotenziali a 500 hPa, nei prossimi giorni tenderà più volte ad avanzare verso l’Italia e poi a ritirarsi parzialmente, con un andamento quasi a fisarmonica. Fasi di maggiore espansione anticiclonica si alterneranno quindi a momenti in cui la struttura perderà un po’ di compattezza e quando una massa d’aria molto calda e carica di energia incontra anche solo una lieve attenuazione della subsidenza, basta poco per accendere l’instabilità. Non serve per forza una grande perturbazione, a volte è sufficiente un piccolo calo delle altezze di geopotenziale, una debole infiltrazione più instabile in quota o una convergenza locale per favorire lo sviluppo di temporali. Un primo banco di prova arriverà tra il pomeriggio e la sera di oggi, soprattutto al Nord. Una modesta flessione del promontorio potrebbe permettere lo sviluppo di temporali su Alpi e Prealpi, localmente anche intensi, con possibili sconfinamenti verso le pianure, in particolare tra Piemonte e Lombardia. Come sempre in questi casi, la localizzazione precisa resta delicata, i temporali non si distribuiscono in modo uniforme e andranno seguiti con aggiornamenti ravvicinati e nowcasting. Dove arriveranno i temporali, le temperature potranno calare temporaneamente ma sarà un calo locale e legato ai fenomeni, non un vero ricambio generale della massa d’aria. Il giorno dopo, nelle zone non interessate da nuovi disturbi, il caldo tenderà facilmente a riproporsi. #Meteo #Caldo #Temporali

Marco M.M. Jun 29

Non tutte le ondate di caldo si spiegano con una parola sola e non ogni promontorio anticiclonico è automaticamente un "blocco a Omega". Ho visto un video divulgativo di Vincenzo Schettini "La fisica che ci piace" dove mette in correlazione, in modo netto, l'ondata di caldo con il "blocco ad omega". Il blocco a Omega, in meteorologia, è una configurazione abbastanza precisa, una robusta area anticiclonica in quota che resta incastrata tra due aree depressionarie, una a ovest e una a est, assumendo sulle mappe una forma simile alla lettera greca dell'omega. Il flusso perturbato viene deviato, la circolazione rallenta e la stessa massa d’aria può insistere per più giorni sulle stesse zone. Favorisce il caldo e la persistenza del caldo ma non è una parola magica da applicare a ogni fase calda europea. Guardando la situazione attuale a 500 hPa, non mi sembra corretto parlare di blocco a Omega classico da manuale. In alcune fasi precedenti si poteva anche riconoscere meglio una dinamica di blocco, ma il quadro attuale è più complesso e non si lascia ridurre a una sola etichetta. Abbiamo un promontorio subtropicale che si è disteso sull’Europa, con un asse caldo che prima ha lavorato soprattutto sull’Europa occidentale e poi, piegandosi verso est, ha coinvolto più direttamente anche l’Italia. Abbiamo avuto una falla iberica-atlantica che ha favorito il richiamo di aria molto calda verso nord, abbiamo la subsidenza anticiclonica, cioè aria che scende, si comprime e si riscalda, rendendo il caldo più efficace al suolo e probabilmente abbiamo anche un contesto teleconnettivo favorevole, per esempio una fase positiva dell’East Atlantic pattern. Detta in modo semplice, l’EA+ non crea da solo un’ondata di caldo, ma può favorire un assetto euro-atlantico più adatto a temperature sopra media in Europa, maggiore stabilità su parte del Mediterraneo e minore passaggio perturbato sull’Europa meridionale. È un elemento del quadro, non tutto il quadro ed è qui che bisogna fare attenzione. "Blocco a Omega" è un termine utile quando descrive davvero la struttura atmosferica in atto ma se lo usiamo per spiegare qualunque ondata di caldo, allora smette di spiegare e diventa solo un’etichetta. Il caldo di questi giorni non nasce perché su una carta possiamo scrivere "Omega". Nasce da una combinazione di fattori, promontorio subtropicale, posizione dell’asse caldo, falla iberica, assetto del getto, subsidenza, massa d’aria, mare, suolo, rilievi e teleconnessioni. L’atmosfera non è una figura geometrica ferma su una lavagna è un sistema tridimensionale, rotante, caotico, dove quota e suolo si parlano continuamente. Per questo conoscere bene la fisica di base non significa automaticamente leggere bene tutta la dinamica atmosferica. Il blocco può aver contato in alcune fasi ma ridurre tutto a quello, oggi, è una scorciatoia comoda e non necessariamente una buona spiegazione meteorologica. #meteorologia #clima #scienza

Marco M.M. Jun 21

L’ondata di caldo europea entrerà nella sua fase più intensa tra oggi e domani. Le mappe a 850 hPa mostrano un asse subtropicale molto robusto disteso tra Nord Africa, Penisola Iberica, Francia ed Europa centro-occidentale. In quest’area la massa d’aria calda risulterà particolarmente intensa e profonda, con valori in quota molto elevati e possibili record mensili sulla Francia dove la combinazione tra aria calda, subsidenza, suoli asciutti e forte soleggiamento potrà favorire massime eccezionali per giugno con punte fino a 42-43 °C. Anche l’Italia sarà coinvolta dalla fase calda, con valori sopra media e condizioni localmente impegnative, soprattutto dove il riscaldamento diurno sarà favorito da aree interne, scarsa ventilazione o compressione sottovento con massime fino a 36-38 °C soprattutto al Nord, in Sardegna e lungo parte del versante tirrenico. Attenzione anche alla classica instabilità pomeridiana, anche oggi possibili temporali su Alpi, Prealpi e Appennino centrale. Da domani il segnale tenderà a estendersi anche all’Appennino meridionale, Sila compresa, mentre martedì qualche sviluppo potrà interessare anche la Sardegna interna-centrale. Sono fenomeni localizzati, legati soprattutto a riscaldamento diurno e orografia, ma possono risultare improvvisi e molto intensi. #Caldo #Meteo #Europa

Marco M.M. Jun 17

Non conta solo quanto caldo fa, conta quanto resta. Il blocco a omega è una configurazione reale della circolazione in quota, un promontorio anticiclonico al centro, con due aree depressionarie ai lati, fino a disegnare una struttura simile alla lettera omega. Quando accade, il flusso occidentale tende a ondulare molto e a procedere più lentamente ed in questo caso le masse d’aria cambiano meno, le perturbazioni faticano a entrare, l’alta pressione resta più a lungo sulle stesse zone. Nel settore centrale del blocco dominano moti discendenti, subsidenza, compressione dell’aria, stabilità e riscaldamento nei bassi strati. Se la massa d’aria di partenza è già subtropicale, il caldo può diventare più persistente. Quando arriva un promontorio di aria subtropicale bisogna capire se è una semplice espansione temporanea o se la struttura tende a bloccarsi. Spesso non è il picco di un giorno a fare la differenza ma la persistenza. Detto questo, la mia non è una previsione puntuale per fine mese. La persistenza anticiclonica resta una delle possibili evoluzioni da monitorare ma io preferisco procedere passo dopo passo, perché nel medio-lungo termine il caos atmosferico può ancora cambiare traiettorie, durata e intensità degli scenari. Al momento, dal 23 giugno, i modelli vedono piuttosto un lieve calo termico a tutte le quote e un ulteriore aumento dell’instabilità pomeridiana. #Meteo #Clima #Previsioni

Marco M.M. Jun 17

Buongiorno amici del Corriere, vorrei farvi notare che il titolo è fuorviante perchè giorni roventi e forti temporali vanno d'accordo ma solo fino ad un certo punto. Se l’anticiclone è ben strutturato a tutte le quote, la subsidenza tende a comprimere e stabilizzare la colonna d’aria, limitando lo sviluppo di temporali organizzati. Per avere rovesci e temporali pomeridiani servono infiltrazioni un po’ più fresche in quota. Nell'introduzione all'articolo scrivete "con l'afa la sensazione di caldo arriverà a 42-43 °C". La percezione di calore è puramente soggettiva, c'è chi sente caldo già con 28 °C e c'è chi non lo sente nemmeno con 34 °C. Tra l'altro, al massimo, sarebbe appropriato parlare di "disagio termico", mentre la percezione di calore è proprio un orrore scientifico. Riguardo alle temperature previste, avremo picchi di 36-37 °C ma per capire bene l'intensità del caldo bisogna guardare anche il valore del punto di rugiada. Su gran parte del paese il punto di rugiada resterà basso, significa che il caldo diurno sarà principalmente secco tranne che in Pianura Padana dove avendo un punto di rugiada diurno intorno ai 19-20 °C il caldo risulterà afoso, a tratti molto afoso nelle ore notturne specialmente tra domenica e lunedì. Il caldo va raccontato ma va raccontato bene. #Meteo #Clima #Temperature

Marco M.M. Jun 16

Il caldo in arrivo non sarà distribuito allo stesso modo su tutta l’Italia. La chiave sarà la posizione dell’asse anticiclonico. Da giovedì 18 giugno l’Europa centro-occidentale entrerà sotto l’espansione di un promontorio subtropicale sempre più strutturato, con tendenza ad assumere una configurazione di blocco a omega. Una struttura di questo tipo favorisce stabilità, subsidenza e persistenza delle stesse condizioni atmosferiche sulle aree coinvolte. Non sarà però un impulso unico, tra giovedì 18 e sabato 20 arriverà una prima avvezione calda in quota mentre una seconda spinta è attesa tra domenica 21 e lunedì 22, con ulteriore rinforzo della massa d’aria. Il cuore della risalita più calda tenderà a disporsi lungo un asse dall’entroterra algerino verso l’Europa centro-occidentale e settentrionale. Per questo le anomalie più marcate a circa 1500 metri interesseranno soprattutto Penisola Iberica, Francia, Germania, Belgio e Paesi Bassi, con scarti anche di 10-12°C sopra la media del periodo. Non sono da escludere locali record di caldo per il mese di giugno in quelle zone. L’Italia sarà coinvolta, ma in modo non uniforme. Il segnale appare più importante al Nord, sulla Sardegna e lungo il medio-alto versante tirrenico, dove l’anomalia a 850 hPa potrebbe collocarsi intorno a 6-8°C sopra la norma. Più attenuato invece il coinvolgimento del Sud e soprattutto del Sud estremo, soprattutto tra Puglia meridionale, Calabria e Sicilia, dove lo scarto positivo dovrebbe risultare decisamente più contenuto. Al suolo, tra venerdì e lunedì, le aree interne più esposte potranno raggiungere diffusamente massime comprese tra i 34-37°C. Punte superiori non sono escluse, specie dove agiranno effetti locali di compressione o particolari configurazioni del campo di pressione nei bassi strati. Su questo dettaglio, però, serve ancora prudenza e lo vedremo nella nostra nuova rubrica dedicata alle temperature. Si tratta sicuramente di una fase calda significativa in arrivo ma non basta dire "arriva il caldo africano", bisogna capire dove passa l’asse della struttura perchè in meteorologia la traiettoria conta quanto l’intensità. #Meteo #Caldo #Italia