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#Appennini

The report by the Cima Foundation predicts that by 2070, Italy could lose 50% of its snow water resources, with the Apennine areas being more affected than the Alps, due to climate change. (translated)

Il futuro italiano senza neve (e acqua): meno 50% entro il 2070, Appennini più colpiti delle Alpi. Il report
Marco M.M. Aug 16

Non solo temporali di calore, tra lunedì e martedì passa una prima linea instabile. Tra lunedì e martedì non arriverà l’autunno e non finirà l’estate, però l’atmosfera inizierà finalmente a muoversi un po’ di più dopo giorni di caldo bloccato e aria pesante. Lunedì sarà ancora una giornata calda, anche molto calda in diverse zone. Al Nord avremo spesso valori tra 30 e 34°C, con punte locali sui 35°C in pianura dove il sole resisterà più a lungo. Al Centro molte aree interne resteranno tra 32 e 36°C, mentre al Sud e sulle Isole il caldo sarà ancora più tenace, con massime spesso tra 34 e 38°C, specie su Puglia interna, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e zone ioniche. La novità vera però sarà nelle piogge. Dal pomeriggio aumenteranno rovesci e temporali su Alpi, Prealpi e pianure del Nord, con fenomeni tra Piemonte, Lombardia, Emilia, Veneto e Friuli. Non sarà una pioggia ordinata e uguale per tutti, ma un passaggio rapido e irregolare, con celle temporalesche capaci di scaricare molto in poco tempo. Poi l’instabilità scivolerà anche lungo l’Appennino, coinvolgendo Liguria interna, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio interno e localmente anche parte del Sud appenninico. Martedì si vedrà meglio il primo calo termico, soprattutto al Nord, dove molte zone potranno scendere verso 28-32°C di massima, con qualche valore ancora più alto sulla bassa Pianura Padana. Al Centro resterà caldo, ma un po’ meno esasperato, spesso tra 30 e 34°C. Al Sud e sulle Isole il caldo mollerà più lentamente, con valori ancora diffusamente tra 32 e 37°C. Non è una svolta fresca e non è una perturbazione autunnale, è però il primo vero segnale di un’anticiclone che inizia ad essere "stanco". Il caldo comincia a perdere rigidità e i temporali segnano il primo vero tentativo di rottura del blocco subtropicale anche se per la rottura definitiva ci vorrà una transizione progressiva e lenta. #Meteo #Caldo #Temporali

Marco M.M. Aug 13

Stiamo per scavallare il Gran Premio della Montagna del caldo A maggio scrissi una cosa in cui credo ancora. Non bisogna vivere l’estate come un incubo, né trasformare ogni aggiornamento meteo in ansia anticipatoria. L’estate va vissuta, per quanto possibile, con equilibrio e serenità. Detto questo, l’onestà intellettuale però viene prima di tutto e questa estate è stata davvero pesante. Pesante per durata, persistenza, umidità, notti tropicali e difficoltà di recupero nelle ore notturne e il mio pensiero va soprattutto a chi non può permettersi un condizionatore in casa. Nel clima estivo che stiamo vivendo, il raffrescamento domestico non è più solo comfort ma per anziani, fragili, bambini piccoli e persone malate è sempre più un presidio sanitario indispensabile. Trovo scandaloso che non sia ancora trattato come tale. Tra la fine della seconda decade e l’inizio della terza decade di agosto si intravede il progressivo arretramento della struttura subtropicale continentale che ha dominato questa lunga fase. Usando il gergo ciclistico, stiamo per scavallare il Gran Premio della Montagna del caldo, non significa trovarsi subito in pianura, ma iniziare lentamente la discesa. Il caldo potrà ancora tornare. Anche settembre, in Italia, può proporre fasi calde importanti. Ma da qui in avanti l’astronomia inizierà a darci una mano, soprattutto di notte. Le giornate si accorciano, il sole perde forza, le ore di buio aumentano e diventa progressivamente più difficile mantenere minime diffusamente estreme, specie lontano dalle coste e dalle grandi aree urbane. La speranza, ora, è che l’autunno faccia l’autunno. Non servono nubifragi, non servono alluvioni, non serve recuperare in tre ore quello che non è caduto per settimane. Servono piogge distribuite, regolari, capaci di rientrare nei suoli e non solo di scorrere via. Le settimane appena passate hanno lasciato terreni secchi, vegetazione stressata e un deficit idrico che tra settembre e novembre sarebbe importante colmare nel modo giusto. C’è poi un punto comunicativo che voglio chiarire. Prevedere con diversi giorni di anticipo una fase anticiclonica calda in piena estate è molto più semplice che prevedere una perturbazione autunnale, una nevicata o una discesa artica in inverno. Il motivo è fisico, un anticiclone estivo è spesso una struttura ampia, lenta, persistente, con masse d’aria estese e segnali termici abbastanza continui. Le perturbazioni, invece, vivono di traiettorie, minimi di pressione, ondulazioni del getto, contrasti termici, interazioni con Alpi e Appennini, richiami umidi, aria fredda in quota e dettagli che possono cambiare anche a 48-72 ore dall’evento. Basta uno spostamento di poche decine o centinaia di chilometri per modificare piogge, temporali, neve, vento e temperature. Per questo alcuni titoli a effetto, quando annunciano caldo e anticiclone in estate, possono anche "andare a buon fine" ma non significa che lo stesso metodo funzioni da settembre in poi, quando l’atmosfera diventa più dinamica e la previsione a lunghissimo termine torna a essere molto più fragile. Il caldo più duro sembra avviarsi verso il suo declino stagionale, non sarà ancora la fine dell'estate ma lentamente ci avviamo a cambiare passo. #Estate #Clima #Temperature

Marco M.M. Aug 9

Caldo intenso fino a Ferragosto. L’Italia resta sotto il promontorio subtropicale continentale. La settimana in arrivo ci accompagnerà verso il weekend di Ferragosto senza una vera svolta atmosferica. Il quadro resterà dominato da una nuova spinta del promontorio subtropicale verso il Mediterraneo e l’Europa centro-occidentale, proprio quelle aree che da maggio stanno vivendo una stagione decisamente calda, lunga e spesso ben oltre le medie del periodo. Su gran parte dell’Italia il tempo resterà stabile e soleggiato, con poche variazioni significative. Qualche disturbo potrà comparire soprattutto nelle ore pomeridiane sui rilievi alpini e appenninici, dove il caldo accumulato nei bassi strati potrà favorire locali temporali di calore. Fenomeni possibili, ma irregolari e non sufficienti a cambiare il quadro generale. Le temperature resteranno elevate, le massime saranno spesso comprese tra 32 e 38°C, con qualche picco vicino ai 40°C non escluso nelle aree più esposte. Le minime, altro dato importante, resteranno alte, in molte zone tra 22 e 27°C, quindi con notti tropicali diffuse e raffreddamento notturno ancora difficoltoso, soprattutto lungo le coste, nelle città e nelle aree più umide. La speranza è che qualcosa possa cambiare dal 17-18 agosto in poi ma al momento la tendenza è ancora aperta a qualsiasi scenario. #Ferragosto #Meteo #Estate

L'eccezionale ondata di caldo record sta causando gravi conseguenze anche nelle Alpi e negli Appennini, con l'accelerazione della fusione dei ghiacciai, il rischio di frane e colate di fango, secondo l'analisi di 3BMeteo. #CaldoEstremo #Alpi #Appennini

Caldo record, Alpi e Appennini si sgretolano: zeri termici alle stelle e colate di fango, allerta frane e crolli in quota
Marco M.M. Aug 1

Zero gradi nel cuore dell’estate? In Italia può succedere anche durante una rimonta subtropicale intensa. Sembra quasi un paradosso, ma non lo è. Mentre in molte zone l’Italia è sotto una massa d’aria molto calda, esistono luoghi particolari dove durante la notte la temperatura può crollare in modo sorprendente. La scorsa notte, nella dolina di Santa Maria, tra Lazio e Abruzzo, a circa 1700 metri di quota, è stata registrata una minima intorno a 0°C. Il tutto mentre lo zero termico si trovava molto più in alto, intorno ai 4600 metri. Com'è possibile? Le doline alpine e appenniniche sono piccoli laboratori naturali di microclima. Di notte, con cielo sereno e vento assente, il terreno disperde rapidamente calore verso l’alto. L’aria immediatamente a contatto con il suolo si raffredda, diventa più pesante e scivola verso il punto più basso della conca. A quel punto accade una cosa molto semplice, l’aria fredda si raccoglie sul fondo, quasi come farebbe l’acqua dentro una vasca. Se il vento non riesce a rimescolare gli strati d’aria, quella conca trattiene il freddo e può generare inversioni termiche molto marcate. Il risultato è che sul fondo della dolina si possono registrare temperature anche 20-25°C più basse rispetto alle zone circostanti o alle cime vicine. Non è una smentita del caldo in quota, è l’effetto locale di una geografia particolare, unita a cielo sereno, calma di vento e forte raffreddamento notturno del suolo. La dolina di Santa Maria è nota proprio per questo comportamento. In inverno, nelle condizioni giuste, può scendere anche verso valori intorno ai -30°C. L’Italia non ha un solo clima, ha decine di microclimi che convivono nello stesso momento. Caldo intenso in pianura, zero termico altissimo in quota e, in alcune conche chiuse, aria fredda intrappolata come in una piccola freezer naturale. #Italia #Clima #Microclimi

Marco M.M. Jul 21

Nowcasting in corso, i temporali stanno interessando le aree previste, ma con intensità molto diversa da zona a zona. In questo momento i fenomeni più significativi riguardano alcune province dell’Emilia-Romagna, in particolare Parmense, settore nord della provincia di Modena, Ferrarese e aree appenniniche tra Modena e Bologna. Rovesci intensi sono segnalati anche nell’area di Trieste, mentre precipitazioni moderate interessano alcune zone tra Udinese, Bellunese e Vicentino. Più a sud, rovesci e temporali sparsi sono presenti sull’Umbria orientale e lungo le coste settentrionali dell’Abruzzo. Sul Gargano i temporali sono stati localmente forti, ma al momento tendono a spostarsi verso l’Adriatico meridionale. Le Marche, per ora, risultano meno coinvolte rispetto ad altre aree, ma andranno seguite nel corso della serata. Da segnalare anche l’aumento della ventilazione sulle regioni centrali, Lazio e Roma compresi, pur in un contesto ancora caldo. Temperature in calo soprattutto tra Nord-Est, Emilia-Romagna e area del Delta del Po. La situazione resta coerente con l’evoluzione attesa, fenomeni localmente intensi, distribuzione irregolare e necessità di seguire l’evoluzione in tempo reale. E da voi che tempo fa? Indicate sempre la località. #Meteo #Previsioni #Temporali

Marco M.M. Jun 22

Nei prossimi 3-4 giorni vedremo più temporali pomeridiani ma non significa che l'anticiclone sia finito. Come vi avevo annunciato qualche giorno fa, i geopotenziali tenderanno a calare leggermente, quindi la struttura anticiclonica perderà un po’ di compattezza nella parte alta dell’atmosfera. Tradotto in modo semplice e comprensibile, il tappo anticiclonico diventa meno efficace e strutturato ma sotto il caldo resta presente e quando hai caldo al suolo, rilievi che aiutano l’aria a salire, umidità sufficiente e una quota un po’ meno stabile, nelle ore pomeridiane possono svilupparsi nubi cumuliformi e temporali locali anche di forte intensità. L'instabilità pomeridiana coinvolgerà da oggi fino a giovedì in particolar modo le zone appenniniche centro-meridionali, zone interne di Calabria, Sicilia e Sardegna oltre che zone prealpine ed alpine centro-orientali. Sono previsti possibili sconfinamenti fino a zone pianeggianti sopratutto su Lazio, Campania, Basilicata e Toscana. Il lieve cedimento in quota dei geopotenziali però non va confuso con un cambio generale della circolazione. Per ora, oltre a questo cedimento parziale in quota, non si vedono ancora segnali solidi di una svolta netta almeno nei prossimi 5 giorni. Sarà una fase meno compatta, non una rottura vera ed il caldo continuerà a persistere almeno fino al fine settimana. #Meteo #Temporali #Caldo

Marco M.M. Jun 21

QUANTO CALDO FARÀ? Quarta puntata. Da lunedì a mercoledì il caldo sarà intenso in molte città. Accanto a massime e minime trovate anche l’afa stimata dal punto di rugiada suddivisa in G= giorno ed N= notte. Non è la temperatura percepita, serve a capire quanto il caldo potrà risultare umido e pesante. Aosta: Lun 32/19° G assente, N assente | Mar 32/19° G assente, N assente | Mer 31/20° G assente, N assente Torino: Lun 35/24° G moderata/afoso, N moderata | Mar 36/25° G moderata/afoso, N moderata | Mer 37/25° G afoso, N moderata/afoso Milano: Lun 36/25° G moderata/afoso, N moderata | Mar 36/27° G moderata/afoso, N moderata | Mer 36/27° G moderata/afoso, N afoso Trento: Lun 33/21° G assente/moderata, N assente | Mar 34/22° G moderata/afoso, N assente | Mer 34/22° G moderata, N assente Venezia: Lun 29/26° G afoso, N moderata/afoso | Mar 29/25° G afoso, N molto afoso | Mer 29/26° G afoso, N afoso/molto afoso Trieste: Lun 32/24° G afoso/molto afoso, N moderata | Mar 30/21° G afoso/molto afoso, N moderata/afoso | Mer 30/21° G afoso/molto afoso, N moderata/afoso Genova: Lun 33/24° G moderata/afoso, N moderata | Mar 29/24° G afoso, N moderata/afoso | Mer 29/24° G afoso, N afoso Bologna: Lun 37/24° G assente, N assente/moderata | Mar 34/23° G assente, N assente/moderata | Mer 33/24° G assente, N moderata Firenze: Lun 38/22° G assente, N moderata | Mar 35/21° G assente, N moderata | Mer 34/22° G assente, N moderata Ancona: Lun 29/25° G afoso/molto afoso, N moderata | Mar 28/24° G assente/moderata, N afoso/molto afoso | Mer 29/24° G assente/moderata, N moderata Perugia: Lun 35/22° G assente, N assente/moderata | Mar 33/19° G assente, N assente | Mer 32/19° G assente, N assente L’Aquila: Lun 28/18° G assente, N assente, (possibili temporali pomeridiani) | Mar 32/19° G assente, N assente, (possibili temporali pomeridiani) | Mer 27/15° G assente, N assente Roma: Lun 35/25° G moderata, N moderata, (possibili temporali pomeridiani) | Mar 36/23° G moderata, N moderata | Mer 35/24° G moderata, N moderata Campobasso: Lun 30/22° G assente, N assente, (possibili temporali pomeridiani) | Mar 29/18° G assente, N assente | Mer 29/18° G assente, N assente Napoli: Lun 32/24° G moderata, N afoso | Mar 32/23° G moderata, N afoso | Mer 32/24° G afoso, N moderata Potenza: Lun 29/17° G assente, N assente | Mar 28/18° G assente, N assente, (possibili temporali pomeridiani) | Mer 26/17° G assente, N assente, (possibili temporali pomeridiani) Bari: Lun 29/22° G moderata, N afoso | Mar 30/24° G afoso, N afoso | Mer 29/25° G afoso, N moderata Cosenza: Lun 35/20° G assente/moderata, N moderata/afoso | Mar 31/22° G moderata, N moderata, (possibili temporali pomeridiani) | Mer 31/21° G moderata, N moderata Palermo: Lun 32/25° G moderata, N moderata | Mar 31/24° G moderata, N afoso | Mer 31/24° G moderata, N moderata Cagliari: Lun 29/23° G moderata, N moderata | Mar 27/24° G moderata, N moderata | Mer 27/25° G moderata, N moderata Il caldo più intenso nelle massime si concentrerà soprattutto su alcune aree interne e di pianura come Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Perugia e Cosenza avranno valori spesso tra 35 e 38°C ma il caldo più umido non coinciderà sempre con le città più calde. Le zone dove l’afa potrà pesare di più saranno soprattutto alto Adriatico, coste venete e friulane, Genova, Napoli, Bari e in parte Palermo e Cagliari. Molto diverso il quadro in alcune zone interne del Centro e dell’Appennino come Firenze, Perugia, L’Aquila, Campobasso e Potenza avranno caldo anche marcato, ma con punto di rugiada spesso basso e quindi afa generalmente più contenuta. Da seguire anche l’instabilità pomeridiana su alcuni settori appenninici, con possibili temporali locali soprattutto tra Centro e Sud nel corso della settimana. #Caldo #Meteo #Afa

Marco M.M. Jun 14

Non sarà un’Italia completamente immobile a livello barico fino a mercoledì 17. Nelle prossime 72 ore il quadro resterà in prevalenza estivo, con temperature nel complesso stazionarie e caldo senza particolari variazioni, ma con qualche disturbo pomeridiano nelle aree più esposte all’instabilità diurna. Domani l’attenzione sarà soprattutto sul Nord-Est, in particolare tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, dove nelle ore più calde potranno formarsi rovesci e temporali sparsi. Non parliamo di maltempo organizzato su larga scala, ma di instabilità pomeridiana legata al riscaldamento diurno, all’orografia e a una struttura atmosferica non completamente sigillata. Martedì il segnale tenderà ad allargarsi anche alle zone appenniniche del Centro-Sud, alle aree interne della Calabria e alla Sicilia orientale, sempre con fenomeni più probabili tra primo pomeriggio e prime ore della sera. Le temperature resteranno generalmente stazionarie, con un lieve calo delle massime al Nord, soprattutto dove nuvolosità e temporali limiteranno il riscaldamento nelle ore centrali. Si tratta di una dinamica abbastanza tipica di una fase estiva non bloccata, sole e caldo su molte zone, ma atmosfera ancora capace di accendersi localmente nel pomeriggio soprattutto dove i geopotenziali in quota tenderanno a calare. #Meteo #Estate #Tempeste