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„een positief, onderhoudend boek over het huwelijk van menselijke creativiteit en krachtige machines”Het boek werd aangeprezen door bestsellerauteur Steven D. Levitt (Freakonomics) als „een positief, onderhoudend boek over het huwelijk van menselijke creativiteit en krachtige machines”. #KunstmatigeIntelligentie #Wetenschap #Publiceren

Tweehonderd papers en veertien boeken in één jaar? Het is ‘jaloezie’ om te denken dat AI daaraan meeschreef, zegt een statisticus
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The Full Moon Coffee Shop by Mai Mochizuki translated by Jesse Kirkwood Translated from the Japanese bestseller, this charming and magical novel, inspired by the myth of cats returning favors to those who care for them, reminds us that it’s never too late to follow our stars. In Japan cats are a symbol of good luck. As the myth goes, if you are kind to them, they’ll one day return the favor. And if you are kind to the right cat, you might just find yourself invited to a mysterious coffee shop under a glittering Kyoto moon. This particular coffee shop is like no other. It has no fixed location, no fixed hours, and seemingly appears at random to adrift young people at crucial junctions in their lives. It’s also run by talking cats. While customers at the Full Moon Coffee Shop partake in cakes, coffees, and teas, the cats also consult them on their star charts, offer cryptic wisdom, and let them know where their lives have veered off course—because every person who visits the shop has been feeling more than a little lost. And for a down-on-her-luck screenwriter, a romantically stuck movie director, a hopeful hairstylist, and a technologically challenged website designer, the feline guides will set them back on their fated paths. After all, there is a reason the shop appeared to each of them…

Siamo alla vergogna totale: Massa e Di Bello in Inghilterra-Spagna concedono un rigore che in Serie A col “protocollo Orsato” è vietato. La conferma che il calcio made in Italy è fuorilegge Bellingham (52’) cade in area su contrasto di Rodri sotto gli occhi di Massa che fa proseguire. Ma il contatto c’è stato e Di Bello richiama Massa: che rivede l’azione e comanda il calcio di rigore. Sanno che in Europa il regolamento di Orsato non conta, conta quello del calcio Il campionato di Serie A 2026-27, cioè quello in corso, si sta svolgendo nella più aperta “irregolarità regolamentare” - in spregio al regolamento del gioco del calcio accantonato per far posto al regolamento ad personam del designatore Orsato - e andrebbe fermato, sospeso, invalidato. E adesso non è più un sospetto: è una certezza. A darcene la prova sono stati ieri proprio due arbitri italiani, Massa e Di Bello, designati dall’UEFA per dirigere la sfida Inghilterra-Spagna di Nations League: Massa arbitro in campo, Di Bello arbitro al VAR. Ebbene, sapete cosa è successo? È successo che al minuto 52, sul risultato di 2-1 per l’Inghilterra, Bellingham è caduto in area dopo un contrasto con Rodri: il tutto sotto gli occhi di Massa che come le immagini dimostrano è lì a due passi, vede tutto e decide che Rodri non ha commesso alcun fallo oppure che Bellingham è caduto a terra accentuando l’entità del contatto. Fosse successo nel campionato di Serie A, ligio alle direttive di Orsato l’addetto al VAR si sarebbe ben guardato dal richiamare l’arbitro alla revisione dell’azione: lo abbiamo visto innumerevoli volte nelle prime 5 giornate in cui in 50 partite c’è stata solo un’OFR (e per un fallo di mano non visto in Genoa-Frosinone), mai per cadute dopo contrasti in area come ad esempio l’intervento falloso di Alajbegovic su Keita in Juventus-Parma, sul risultato di 1-0, con rigore per il Parma non concesso dall’arbitro Fourneau e silenzio di tomba dell’addetto VAR Meraviglia, come per lo sgambetto di Dragusin a Monterisi in Fiorentina-Frosinone o come per la spinta di DeBruyne a Vazquez in Genoa-Napoli alla prima di campionato. Cos’è successo invece in Inghilterra-Spagna? È successo che Di Bello, l’arbitro al VAR, si è ricordato che in tutta Europa, anzi che in tutto il mondo si gioca con il regolamento del gioco del calcio e non con quello di Orsato; e poichè il contatto tra la tibia di Rodri e quella di Bellingham c’era stato e il regolamento invita espressamente il VAR a richiamare l’arbitro in caso di chiaro ed evidente errore, ecco che Di Bello rinsavisce di colpo, richiama Massa e lo invita all’On Field Review a bordo campo. Massa risponde obbedisco, va al monitor, vede la gamba di Rodri colpire la gamba di Bellingham e anche se l’inglese ci marcia un po’ lasciandosi cadere più che volentieri, facendo cioè ciò che Orsato odia e persegue di più, Massa non ha dubbi: poichè non siamo in Serie A dove vige la giurisdizione dello sceriffo di Schio ma in Europa, dove conta il regolamento, l’intervento di Rodri su Bellingham è da calcio di rigore. Dito puntato sul dischetto e tanti saluti al “protocollo Orsato” (che Massa e Di Bello, naturalmente, torneranno ad osservare fin dalla prossima giornata di campionato in barba al regolamento del gioco del calcio). Insomma, ormai l’avete capito tutti: siamo alle comiche. Anche se in realtà per chi ama il calcio e ha a cuore i valori della regolarità e della giustizia c’è ben poco da ridere: perchè Massa e Di Bello hanno confermato ieri, col loro operato in Inghilterra-Spagna, che quello che si gioca in Italia è un calcio fuorilegge, da selvaggio West, dove i banditi hanno licenza di fare quel che gli pare perchè allo sceriffo del villaggio, lo sceriffo Orsato, piace così. L’ho scritto prim’ancora che il campionato cominciasse, l’ho ripetuto a giochi aperti e lo ribadisco anche oggi: o qualcuno nel Palazzo interviene a mettere la camicia di forza al designatore Orsato dando ordine che si ritorni all’uso e al rispetto del regolamento del gioco del calcio valido in tutto il mondo, oppure il calcio italiano - che già non è messo bene - finirà alla gogna del mondo intero come il calcio dei fuorilegge. Fermate Orsato. Nel vecchio West si sarebbe detto: Wanted dead or alive. P.S. Se l’articolo ti è piaciuto e ancora non conosci il mio profilo “Palla Avvelenata” su https://t.co/l4gP5JEXPE vieni a dargli un’occhiata; e valuta la possibilità di abbonarti (6 euro l'abbonamento mensile, 60 quello annuale) per avere ogni giorno una lettura di qualità e un giornalismo libero e indipendente. “Palla Avvelenata” è un bestseller di Substack con abbonati in USA, Francia, Inghilterra e altri Paesi del mondo #calcio #SerieA #arbitraggio

El artbook de GRAVITY FALLS ya es un best-seller de The New York Times: ​Es el cuarto libro de la serie que alcanza este logro incluso después de su final. https://t.co/6zDtErDdWO #GravityFalls #BestSeller #Libros

Miliardáři údajně usilují o urychlení globální katastrofy, protože věří, že po jejím nastání budou moci žít lépe bez ostatních, což je tématem nového bestselleru Apokalyptický fašismus od Naomi Klein a Astry Taylor, který varuje před vznikem dystopické budoucnosti. #Amerika #DonaldTrump #UměláInteligence

Miliardáři zradili lidstvo a snaží se urychlit globální katastrofu. Prý věří, že se jim po ní a bez nás bude žít lépe

Das freut mich SEHR: Mein neues Buch "Kampf der Giganten" ist auf Platz 4 der Spiegel Bestseller! Ich danke euch allen für das grosse Interesse! https://t.co/hBb4h7b8Co #Bestseller #Buch #Literatur

15 mænd er blevet kendt skyldige i bombeangrebene påsken 2019 i Sri Lanka, som kostede 279 mennesker livet, herunder tre børn af den danske Bestseller-ejer Anders Holch Povlsen. #SriLanka #bombeangreb #retssag

15 mænd kendt skyldige i angreb, der kostede Holch Povlsens børn livet

ADOLF HITLER: MY LAST TESTAMENT. LET GOD JUDGE ME. Mike Walsh. Forbidden History: This is the first time this bestseller has been published. Adolf Hitler, who took on Satan and his disciples, describes his struggle for victory over the Capitalist-Communist hydra. Adolf Hitler also explains his downfall. Illustrated. Softcover. 195 pages. https://barnesreview.org/product/adolf-hitler-my-last-testament-let-god-judge-me/

Vom Autor von „Bundeszwang“ und „Komme mir niemand mit Free Speech“ jetzt der brandneue Bestseller: „Diese Reformen sind das Mittel gegen das autoritäre Gift, das mit der Faszination des Autoritären immer tiefer in unsere Gesellschaft eindringt.“ Der Kanzler kennt sich jedenfalls aus mit der Faszination des Autoritären und könnte mit einem Rücktritt ein wirksames Gegengift liefern. #Autoritarismus #Freiheit #Gesellschaft

Kurier 2w

Bestsellerautorin Hera Lind spricht in einem Interview über ihre Entwicklung von heiterer Frauenliteratur hin zu anspruchsvolleren Tatsachenromanen, die die Lebensgeschichten von Menschen in Krisensituationen beleuchten und ein Bewusstsein für gesellschaftliche Themen schaffen sollen, insbesondere im Kontext von Antisemitismus und Demokratie. #HeraLind #Tatsachenroman #Literaturvermittlung

Hera Lind: „Ich habe mir die Männer erarbeitet“

Nel giorno dei 100 anni di San Siro, lo stadio dedicato a Meazza che tenne a battesimo Sandrino al debutto nel 1961, Mazzola se ne va: una vita per l’Inter da campione eccelso Figlio di una leggenda vivente come papà Valentino scomparso a Superga, Mazzola è riuscito nell’impossibile impresa di arrampicarsi sul suo piedistallo. Un altro mito della Grande Inter che se ne va Sembra quasi che abbia voluto sceglierlo, il giorno della sua morte, Sandro Mazzola: che ci ha lasciato oggi, 19 settembre 2026, nel giorno in cui lo stadio di San Siro che negli anni 60 e 70 lo vide eccelso e inimitabile primattore compie 100 anni; lo stadio che porta il nome di Giuseppe Meazza, altra leggenda interista, l’uomo che - guarda caso - tenne a battesimo in Serie A come allenatore proprio lui, Sandrino Mazzola, il 10 giugno 1961 in un match passato alla storia del calcio italiano: quel Juventus-Inter 9-1 in cui Angelo Moratti, papà di Massimo, in segno di protesta contro la FIGC del presidente Umberto Agnelli - en passant anche presidente della Juventus - decise di schierare la formazione De Martino, cioè la Primavera di oggi, dopo l’annullamento della vittoria a tavolino data all’Inter per l’invasione di campo che il 16 aprile aveva costretto l’arbitro Gambarotta a sospendere al 30’ del primo tempo, sullo 0-0, la partita al Comunale di Torino. La FIGC del presidente Umberto Agnelli accolse il ricorso del presidente della Juventus Umberto Agnelli e in barba a ogni precedente in materia dispose la ripetizione della partita: che l’Inter, appunto, boicottò mandando in campo i ragazzi e spedendo in panchina non Helenio Herrera ma Giuseppe Meazza. L’uomo di cui San Siro che oggi compie 100 anni porta il nome. L’uomo che proprio in quell’occasione tenne a battesimo Mazzola al debutto in Serie A in cui Sandro mise la firma all’unico gol nerazzurro di una partita surreale - oggi diremmo distopica - entrata subito nella storia non proprio adamantina del nostro calcio borderline. Raccontare Mazzola a chi non ha avuto la fortuna di vederlo giocare, diciassette lunghe stagioni dal 1960 al 1977, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, quattro scudetti, il titolo di campione d’Europa con l’Italia nel 1968, capocannoniere sia in Serie A (1964-65, 17 gol) sia in Coppa dei Campioni (1963-64, 7 gol), una vita per l’Inter prima da giocatore e capitano (417 partite, 116 gol), poi da dirigente prima con Fraizzoli e poi con Massimo Moratti, raccontare Mazzola a parole - dicevo - non è facile. Ma a fotografarne la grandezza tecnica basta forse una tabella, quella che vedete sotto: è tratta dall’Albo d’Oro del Pallone d’Oro e si riferisce al 1971. Un’edizione del Pallone d’Oro in cui Mazzola, a quel tempo 29enne, si piazza al secondo posto dietro Johan Cruyff e davanti a George Best: e anche se ai tempi non eravate ancora nati o eravate troppo piccoli per ricordare, che fuoriclasse immensi siano stati Cruyff dell’Ajax e Best del Manchetser United credo lo sappiate tutti. Erano, è vero, tempi d’oro per il calcio italiano: che due anni prima, nel 1969, aveva trionfato con Rivera Pallone d’Oro e Gigi Riva secondo e che di lì a due anni avrebbe portato nientemeno che un portiere, Dino Zoff, sul secondo gradino del podio tra Cruyff (vincitore) e Gerd Muller (terzo classificato). Sandro Mazzola è stato un campione unico. Numero 8 della leggendaria Grande Inter di Helenio Herrera, in cui il 9 era Peirò (e prima Di Giacomo) e il 10 Luisito Suarez, Mazzola era un ibrido unico nel suo genere capace com’era, grazie alla sue doti di tecnica e velocità, scatto e resistenza di essere al tempo stesso eccelso attaccante e eccelso centrocampista, all’occorrenza anche di fatica. Ma ancora una volta sono le immagini, più della parole, a raccontare tutto di lui. E anche se quelle in bianco e nero non rendono giustizia, riguardatevi il gol che l’8 dicembre 1966 Mazzola segnò in Coppa dei Campioni sul campo dell’allora fortissimo Vasas Budapest: gol dell’1-0 dopo imbeccata di Bedin a innescarne la corsa. https://t.co/e90SQPEyK2 Sarti, Burgnich, Facchetti; Bedin, Guarneri, Picchi; Jair, Mazzola, Peirò, Suarez, Corso. Emoziona rileggere i nomi della Grande Inter degli anni Sessanta; e rattrista e fa male sapere che con la scomparsa di Mazzola sono oggi soltanto due i sopravvissuti: Gianfranco Bedin, classe 1945, e Aristide Guarneri, classe 1938, che ho la fortuna di incrociare ogni tanto nella città dove vivo, Cremona, nei pressi di Piazza Marconi, in perfetta forma: tutto diresti tranne che di trovarti di fronte a un ottantottenne. A pochi giorni dal crudele addio a Franco Baresi, leggenda del Milan, il calcio italiano s’inchina e piange Sandro Mazzola. Campione d’Europa nel 1968, vicecampione del mondo nel 1970, campione per sempre nel cuore non solo dei tifosi dell’Inter e della nazionale ma di tutti gli sportivi italiani. Capace di compiere la più difficile e grande delle imprese: salire - e rimanervi - sul piedistallo di un papà, il Valentino Mazzola scomparso a Superga, per classe, bravura e carisma inarrivabile. P.S. 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Ratten können mittels Gehirnstimulation ferngesteuert werden. Wie ein ferngesteuertes Spielzeugauto. Transhumanisten sind begeistert! Mein Bestseller „Transhumanismus“ soll schon im Oktober verboten werden. Der letzte Sonderdruck ist noch bei https://t.co/HwEpi8bqkH verfügbar. https://t.co/HnmbWUSkeg #Transhumanismus #Gehirnstimulation #Technologie #None

Ukrajinský spisovatel Illarion Pavljuk, autor bestselleru Vidím, že vás zajímá temnota, popisuje, jak psaní jeho románu, jenž reflektuje temnotu války a osobní ztrátu, sloužilo jako terapie v těžkých časech a proč temná literatura přitahuje čtenáře i v náročných obdobích. #TemnáLiteratura #Ukrajina #IllarionPavljuk

Hledal jsem peklo. Jeho nejhorší verzi jsem našel v ruské vesnici, říká autor ukrajinského bestselleru

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