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#Istituzioni

Riportiamo questa foto che sta circolando sui social ed è stata pubblicata anche da alcune testate giornalistiche che ne hanno già parlato. Gli striscioni sarebbero apparsi a Nepi nelle ultime ore. «Sappiamo leggere i bilanci… Consob e Istituzioni i tuoi agganci» «Vai cercando i mandanti? La totalità del Popolo Laziale… tutti quanti!» «Libera la Lazio» Il messaggio che arriva da questi striscioni è chiaro: mentre intorno all’inchiesta continua a svilupparsi una narrazione fatta di presunte regie, mandanti e retroscena, una parte della tifoseria continua a rivendicare pubblicamente la propria protesta e la propria autonomia di pensiero. Le indagini facciano il loro corso. Ma raccontare un’indagine è una cosa; utilizzare le ipotesi investigative per mettere in dubbio la spontaneità del dissenso di migliaia di Laziali è un’altra. La protesta continua. E continua alla luce del sole. #Lazio #Protesta #Tifoseria

History will not be kind to @unibo institutions that, in the face of a #genocide that has exterminated 20,000 children in #Gaza, respond that they cannot terminate collaborations with #Israel because "they cannot contradict their obligations" We are "I have only obeyed my obligations" (translated)

L

The final farewell to Emma Bonino, a fighter for rights and democracy, took place in the Campidoglio with the presence of institutions and politicians, who celebrated her legacy and her dream of a united Europe. (translated)

L’ultimo abbraccio a Emma Bonino: “Ha lottato e cambiato il Paese”

NOVITÀ SUL CASO REVOLUT La novità più eclatante è arrivata dal canale specializzato International Cyber Digest, che è entrato in contatto diretto con gli aggressori. L'hacker ha dichiarato che l'operazione contro Revolut è in atto da ben sei mesi. L'attaccante sostiene di non aver colpito solo i clienti Revolut, ma di aver compromesso diversi dipartimenti delle forze dell'ordine italiane, rubando circa 147 Gigabyte di dati sensibili dai loro sistemi. Secondo il ricattatore, l'accesso ai sistemi di polizia italiani sarebbe servito proprio come "base operativa" e punto di ingresso per inviare le false richieste governative (tramite PEC istituzionali autentiche) a cui Revolut ha poi abboccato. Nota di cautela: mentre l’incidente che ha coinvolto Revolut è confermato dall'azienda, la violazione massiccia dei server delle forze dell'ordine italiane rimane al momento una rivendicazione dell'hacker e non è ancora stata confermata o smentita ufficialmente dal Viminale o dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Contestualmente, da alcune ore si registra un’escalation dell'estorsione su Telegram verso i clienti Revolut "High-Profile" Come avevo già scritto nel report di ieri, gli hacker continuano a pubblicare regolarmente i dossier completi dei clienti, al ritmo di uno al giorno, all'interno di canali Telegram dedicati e nel contempo minacciano di diffondere informazioni ancora più scottanti relative a clienti di alto profilo, qualora Revolut continuerà a rifiutarsi di pagare il riscatto. Oltre ai dati dei clienti, gli hacker stanno minacciando di pubblicare dettagli riservati su come Revolut gestisce internamente le richieste di informazioni governative, per dimostrare quella che definiscono una "grave negligenza" da parte della fintech (e direi che sulla negligenza di Revolut abbiamo pochi dubbi). La buona notizia è che da ieri a livello internazionale il dibattito si è spostato sulla sicurezza dei processi di verifica bancari. Gli esperti di cybersecurity stanno evidenziando come le finte richieste legali (subpoenas) da parte delle autorità siano diventate un problema sistemico gigantesco: colossi finanziari e tecnologici ricevono migliaia di richieste d'emergenza ogni settimana, e verificarle tutte in tempi record (spesso sotto pressione temporale) sta mostrando falle procedurali clamorose in tutto il settore, non solo in Revolut. In breve, quello che ieri sembrava "solo" un caso di phishing mirato contro una banca, oggi si sta profilando come un potenziale scandalo di cybersicurezza che coinvolge le istituzioni pubbliche italiane e internazionali. Perché sebbene oggi in molti sembrino avere già tutta la verità in tasca, sono convinto che nei prossimi giorni emergeranno ulteriori dettagli che riguardano anche agenzie internazionali. La mia convinzione deriva dal fatto che a oggi è stata documentata la sottrazione di dati personali di circa 700 clienti Revolut di varie nazionalità, tra cui Francia Spagna e Svizzera. E ciò mi fa dubitare del fatto che una singola agenzia governativa italiana abbia facoltà di raccogliere dati a tappeto relativi a cittadini UE ed extra UE. Restate sintonizzati #Revolut #Cybersecurity #Hacking #ProtezioneDati

ANSA.it 2d

The institutions and citizens are preparing to pay tribute to Emma Bonino in Campidoglio, where her state funeral will take place in the presence of the President of the Republic and Prime Minister Meloni, along with numerous political leaders and members of civil society. (translated)

Istituzioni e cittadini si preparano per l'ultimo saluto a Bonino in Campidoglio
Il Post 2d

Zoe Williams' article highlights the responsibilities of tabloids in increasing the British prison population, emphasizing how, in Italy, the debate on the prison crisis ignores the negative consequences that these institutions have for both inmates and the outside society. (translated)

Charlie, presunti colpevoli

"AI is frightening. Let's slow down." This is the appeal of the head of Anthropic, Dario Amodei, after the distressing resignation of one of his researchers. He calls for regulation and controls from political institutions, which are late, lacking, or even complicit. Elon Musk and Sam Altman support this. (translated)

Il Post 5d

The candidate for the Brazilian presidency, Flávio Bolsonaro, is under investigation for corruption and money laundering in the context of the Banco Master financial scandal, which involved major institutions in the country. (translated)

In Brasile il candidato alla presidenza Flávio Bolsonaro è indagato per corruzione
ORA! 5d

Il sistema partitico si trincera. L’emendamento Zedda (FDI) approvato oggi al Senato con 87 voti favorevoli, è una norma antidemocratica e contro la rappresentanza politica. Con la riformulazione approvata, per le nuove forze politiche non presenti in Parlamento le firme necessarie per presentarsi alle elezioni passano da un minimo di 1.500 a 6.000, fino a 7.000, per collegio. Quattro volte tanto. Nel frattempo, partiti, gruppi e componenti già presenti in Parlamento continuano a beneficiare di esenzioni o requisiti fortemente ridotti. Di fatto, quasi tutto il sistema attuale, comprese formazioni nate da separazioni e scissioni avvenute dentro il Parlamento, viene tutelato dalle nuove regole. Chi invece rappresenta cittadini ma non fa già parte del sistema si trova davanti una barriera molto più alta. È una misura che protegge la politica costituita dall'alternativa, dal rinnovamento e dalla nuova rappresentanza politica. Sono gli stessi partiti già dentro le istituzioni a stabilire condizioni molto più difficili per chi vuole entrarci. In una democrazia sana dovrebbero essere gli elettori a decidere se una nuova forza politica merita rappresentanza, invece dei partiti esistenti, attraverso regole costruite per rendere più difficile persino presentarsi al voto. Abbiamo un sistema politico incapace di rinnovarsi, che si chiude e trincera, alzando muri attorno a se stesso. Quando una politica sempre meno capace di comprendere l’evoluzione della società e le sue nuove necessità reagisce al cambiamento proteggendo l’ordine costituito, alzando barriere contro chi rappresenta qualcosa di nuovo, a perdere sono il pluralismo, la rappresentanza e la capacità stessa della democrazia di evolvere insieme alla società. #Democrazia #Rappresentanza #Politica

È stata la migliore presidente della Repubblica che l’Italia non abbia mai avuto. Il punto più alto di una lunga vita da militante radicale, culminata nella primavera del 1999 nella “follia” di una candidatura “all’americana” al Quirinale, con tanto di slogan - «Finalmente l’uomo giusto» - comitato elettorale, spot tv, libretti agiografici distribuiti in migliaia di copie. Grazie a lei, alla sua immagine potentissima, alle copertine che i settimanali internazionali le avevano dedicato quando era commissaria Ue, alle successive europee i radicali arrivarono a una vetta mai più raggiunta, né prima né dopo: oltre due milioni e mezzo di voti, pari all’8,5%, più di quanti ne ha presi il M5S di Conte nel 2024 per fare un paragone. È il segno della straordinaria esistenza di Emma Bonino, la ragazza della provincia italiana – nata a Bra, in provincia di Cuneo -, capace di passare dalla lotta sui marciapiedi al vertice delle Istituzioni e ritorno. Non una teorica, ma una persona che ha incarnato una teoria della prassi fin da quando, nel 1974, incrocia la politica perché la politica la considera una fuorilegge. L’articolo completo di Francesco Bei su Repubblica #rep #EmmaBonino #Italia #politica

«Una ferita profonda, la sicurezza sia sempre la priorità delle istituzioni»

Genova, morto bambino di 5 anni caduto dal terzo piano. Indaga la polizia
www.ilmessaggero.it
ANSA.it 7d

German Chancellor Friedrich Merz has attacked the AfD, calling its remigration proposal a form of ethnic cleansing and denouncing the party's contempt for democratic institutions. (translated)

Merz attacca Afd, 'la vostra remigrazione è pulizia etnica'
Il Post 1w

Corruption in the United States, highlighted by the scandals related to Trump and the personal enrichment practices of his family, has become a growing concern for Americans, reflecting a deep distrust in the country's political and legal institutions. (translated)

La corruzione non costa più niente
L

Entrepreneurs in the field of artificial intelligence lament a growing divide between institutions and the innovation market, highlighting a drastic decrease in investments in Italy compared to other regions in Europe. (translated)

I timori degli imprenditori dell’Ai: “Perso un terzo degli investimenti”

La Rivincita del “GIO Festival”: “Broadway World” Celebra “Marina” e il Teatro Umberto Giordano di Foggia (Lettere Meridiane.org by Geppe Inserra) SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/la-rivincita-del-gio-festival-broadway-world-celebra-e-asgue/ SOURCE: https://www.letteremeridiane.org/2026/08/la-rivincita-del-gio-festival-broadwayworld-celebra-marina-e-foggia/ Il GIO Festival è stato a dir poco snobbato da Rai3 Puglia e da altre testate regionali. Ma il festival dedicato a Umberto Giordano, promosso dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia e della Fondazione Monti Uniti, si è preso una bella rivincita, finendo nella home page di BroadwayWorld grazie alla prima mondiale dell’opera Marina, andata in scena il 5 giugno scorso al Teatro Umberto Giordano di Foggia. Non è poco, visto che BroadwayWorld è tra i più importanti siti statunitensi dedicati al teatro e allo spettacolo. Lo sbarco oltreoceano dell’opera del grande compositore foggiano non è sfuggito a Luciano Magaldi Sardella, che ha inviato alla redazione di Lettere Meridiane un approfondito e interessante contributo che potete leggere di seguito. Nell’articolo, l’autore ricostruisce con maestria la straordinaria vicenda della prima opera di Giordano, composta nel 1888 e rimasta per 138 anni senza un allestimento scenico, fino alla storica rappresentazione del 5 giugno scorso al Teatro Giordano. Ma soprattutto racconta come la prima edizione del GIO Festival abbia riportato Foggia al centro della scena lirica internazionale, attraverso il ritrovamento e la valorizzazione di Marina, il coinvolgimento di importanti istituzioni musicali e l’attenzione della stampa americana. Una stimolante riflessione sul riscatto culturale e identitario di una città che troppo a lungo ha portato il nome di Giordano sul frontone del proprio teatro senza riuscire a farne leva di visibilità internazionale. (g.i.) + + + + + Ci sono momenti nella storia di una città in cui il passato e il futuro si stringono la mano sul palcoscenico del presente. Foggia ha vissuto uno di questi momenti la sera del 5 giugno 2026, quando il sipario del Teatro Umberto Giordano si è alzato su Marina, un’opera composta nel lontano 1888 da un pressappoco ventunenne di nome Umberto Giordano, ancora studente al Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli. E quella partitura ha finalmente trovato, dopo centotrentotto anni di silenzio, il suo primo respiro scenico nel mondo. “Non è un evento ordinario. È una svolta. Un vuoto colmato. Una storia riscritta.” Umberto Giordano, uno dei più celebri compositori veristi della fin-de-siècle, nato a Foggia, autore di capolavori come Andrea Chénier, Fedora, Siberia, era rimasto fino ad oggi l’unico grande operista italiano senza un festival interamente dedicato alla sua opera. Un paradosso che pesava come un’ingiustizia storica su una città che porta il suo nome inciso sul frontone del proprio teatro più bello. È il viaggio incredibile di Marina, la prima opera di Umberto Giordano, che dopo 138 anni di oblio ha avuto la sua prima mondiale in forma scenica il 5 giugno 2026 al Teatro Umberto Giordano di Foggia, come evento di apertura del GIO Festival, durante la prima edizione del Giordano International Opera Festival. Il manoscritto, custodito nella Frederick R. Koch Collection della Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell’Università di Yale, ha compiuto un viaggio straordinario: dalle biblioteche d’élite della costa est americana al cuore pulsante della Daunia. Nella notte del 5 giugno 2026, al Teatro Umberto Giordano di Foggia, quel silenzio si è finalmente spezzato. Il GIO Festival è nato a Foggia come un grande nuovo progetto culturale promosso dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia, con l’obiettivo di trasformare l’eredità artistica del compositore verista in un motore di valorizzazione territoriale e turismo culturale. Sotto la direzione artistica della direttrice d’orchestra Gianna Fratta e del violinista Dino De Palma, l’evento colma finalmente un vuoto storico. Il modello di riferimento è esplicito e ambizioso: un progetto ispirato ai grandi festival dedicati ai compositori italiani come il Verdi Festival, il Puccini Festival, il Rossini Opera Festival (e così via…) , pur mantenendo una forte dimensione territoriale e partecipativa. Foggia, in altri termini, si candida ufficialmente al tavolo dei grandi. E lo fa con le credenziali che servono: una prima mondiale scenica irripetibile (parallela a quella concertistica del teatro milanese Dal Verme registrata dalla prestigiosa casa discografica lirica Decca Classics), una produzione operistica di qualità (tutta la macchina organizzativa), istituzioni culturali di primo piano al suo fianco (Teatro dell’Opera di Milano, Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari). Il festival si è avvalso della collaborazione dell’Orchestra del Conservatorio e del Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari, del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia, della Fondazione dei Monti Uniti e della Fondazione Apulia Felix. Una rete di eccellenze che ha conferito alla manifestazione spessore e risonanza nazionale. Il Teatro Umberto Giordano è uno scrigno ottocentesco di rara bellezza, il più antico teatro funzionante storico a ferro di cavallo in Puglia. Eppure per decenni ha vissuto in una sorta di semiclandestinità culturale, relegato ai margini delle rotte liriche che contano, condannato anche da ritari di lavorazioni che ne hanno bloccato l’utilizzo dal 2007 al 2014, inclusa la recente richiesta di adeguamento antincendio. Inoltre, Qualcuno lo chiamava, con quel misto di condiscendenza e rassegnazione tutta provinciale, “teatro di provincia”, destinato solo a raccogliere la denominazione storica di Umberto Giordano. Quell’etichetta è ora destinata a cadere. È proprio a Foggia che questo piccolo capolavoro giovanile ha visto il suo primo allestimento scenico, inserendo la città nella toponomastica internazionale dell’opera lirica. Un posizionamento che non ha precedenti nella storia recente della città. Il Teatro Giordano ha registrato il tutto esaurito nella storica prima in formato scenico della Marina giordaniana, accogliendo centinaia di spettatori, mentre altrettanti hanno seguito lo spettacolo dall’esterno grazie a un maxi schermo allestito per l’occasione. La produzione ha risposto con piena dignità artistica alle aspettative: l’allestimento ha trasportato la vicenda nel periodo della Prima Guerra Mondiale, accentuando il carattere drammatico e realistico dell’opera. Sul podio, l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia diretta da Matteo Dal Maso. Scene e costumi affidati ad Alfredo Troisi, luci curate da Massimo Russo. Un ensemble di talenti che ha reso onore al nome che il teatro porta con orgoglio. Il sigillo definitivo dell’importanza storica di questo momento è arrivato dall’altra parte dell’Atlantico. Broadway World, la più influente testata mondiale di critica e informazione sullo spettacolo dal vivo, arricchito dalle sue oltre 5,5 visualizzazioni mensili nel mondo, ha dedicato all’evento una copertura esclusiva, pubblicando una galleria fotografica integrale della première mondiale scenica a cura di Chloe Rabinowitz e un approfondimento critico di notevole spessore a cura di Rachel Stone. L’articolo della testata americana ha sottolineato il valore storico dell’operazione e il legame tra il compositore e la sua città natale, evidenziando la qualità musicale della partitura, definita sorprendentemente matura rispetto all’età del compositore. Il Teatro Umberto Giordano è così approdato per la prima volta sul sito newyorchese affiancandosi a leggendo comer Los Angeles Opera House, Houston Opera, BBC Classical Music at Royal Opera House, e via dicendo. È lì il suo posto naturale. Doveva esserci già da almeno diversi decenni. Ma finora il mondo conosceva Umberto Giordano, ricordandosi i suoi successi milanesi e non l’opera giovanile scritta tra Foggia e il conservatorio di Napoli, la perduta (e poi ritrovata) Marina (1888). Ma sottolineiamolo: non è un dettaglio secondario. Broadway World non dedica gallerie esclusive ai teatri di provincia. Lo fa per gli eventi che spostano le coordinate della storia della musica, dell’opera, del teatro nei circuiti che contano. E questa volta, quelle coordinate si sono spostate su Foggia grazie al GIO Festival, in nome di Umberto Giordano. Ricordiamo per onor di cronaca, o per chi ancora non lo sapesse, che Il GIO Festival è un nuovo e ambizioso evento a cadenza biennale ideato dalla Camera di Commercio di Foggia, con l’obiettivo di celebrare il genio del compositore foggiano Umberto Giordano e trasformarlo in un potente volano di sviluppo per l’intera Capitanata. Biennale significa continuità, progettualità, visione. Significa che Foggia non vuole essere una meteora nel firmamento operistico, ma una presenza stabile e riconoscibile nel panorama dei festival lirici del circuito internazionale. Andrea Chénier, Siberia e Fedora avevano già portato da almeno un secolo il nome di Giordano al Metropolitan Opera House di New York, dove l’opera viene eseguita ancora oggi con grande partecipazione di pubblico. Ora è Foggia stessa, non solo le sue opere sparse per il mondo, a reclamare il proprio “posto al sole”. Il compositore che la sua città aveva faticato a riconoscere in vita, e di cui conserva il nome sul teatro, sulla piazza e sul conservatorio, può diventare finalmente leva di un riscatto culturale, economico e identitario senza precedenti. Il GIO Festival 2026 non è un punto d’arrivo, spero. Dovrebbe essere il primo capitolo di una storia nuova per Foggia, per la Capitanata, per il Mezzogiorno culturale italiano. Il Teatro Umberto Giordano non è più soltanto un gioiello architettonico da preservare: è diventato ora un luogo di creazione e di ispirazione, capace di attrarre l’attenzione della stampa internazionale e di ospitare eventi che entrano nei libri della lirica mondiale. A chi ancora sussurra che Foggia è una città di provincia, la risposta ora è scritta sui palchi del mondo: la sera del 5 giugno 2026, la periferia è diventata centro.

La Rivincita del “GIO Festival”: “Broadway World” Celebra “Marina” e il Teatro Umberto Giordano di Foggia (Lettere Meridiane.org by Geppe Inserra)

"BROADWAY WORLD(NEW YORK CITY)" PUBBLICA IN ESCLUSIVA LE FOTO DELLA PRIMA SCENICA MONDIALE DI "MARINA (1888)" AL TEATRO UMBERTO GIORDANO DI FOGGIA SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/broadway-worldnew-york-city-pubblica-esclusiva-le-di-sardella-ph-d--vtkme/ by CHLOE RABINOWITZ SOURCE: https://www.broadwayworld.com/bwwopera/article/Photos-MARINA-Umberto-Giordanos-Lost-Opera-Receives-World-Stage-Premiere-at-GIO-Festival-20260821?fbclid=IwY2xjawT2NhRwZG9mAWV4dG4DYWVtAjEwAGJyaWQRMDQ5ek5hQkxMWVhBOE5LVlFzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEe4n96y7J22kojADqwAArAhonni1Rm_6wdWDWB3zK8mfyTaQXJeYs8rq9CSjY_aem_9q2QndVzG5uXkgAXBVifQg IL "GIO FESTIVAL" DI FOGGIA ENTRA NEI CIRCUITI DELLA STAMPA LIRICA INTERNAZIONALE E NEL CIRCUITO DEI TEATRI CHE CONTANO? QUESTO E' UN OTTIMO INIZIO ! IL TEATRO UMBERTO GIORDANO NON E' PIU' UN TEATRO DI PROVINCIA, COME ALCUNI RIBATTEVANO, MA DIVENTA TESSUTO STORICO LIRICO DI EMERGENTE LIVELLO INTERNAZIONALE ! BRAODWAY WORLD L'HA DESCRITTO UN EVENTO MONDIALE ESCLUSIVO: "Exclusive 2026 Gran Gala Opening of Giordano's Marina (1888) at the World Staging Premiere of Giordano International Opera Festival (GIO Festival) in Foggia's Umberto Giordano Theatre." IL "GIORDANO INTERNATIONAL OPERA FESTIVAL (GIO FESTIVAL) ORA HA TUTTO: - PRIMA SCENICA MONDIALE DI "MARINA (1888)" DI UMBERTO GIORDANO CHE SEGNATO LA STORIA LIRICA MONDIALE; - UMBERTO GIORDANO, COMPOSITORE VERISTA NATO A FOGGIA DI LIVELLO GLOBALE; - SERVIZIO STAMPA LIRICA DI LIVELLO MONDIALE SU BRAODWAY WORLD; - EVENTO OPERISTICO INTERNAZIONALE, ANCHE SE EMERGENTE VISTA LA PRIMA EDIZIONE; - COLLABORAZIONE DI LIVELLO NAZIONALE CON TEATRO DELLA SCALA E FONDAZIONE TEATRO PETRUZZELLI; - TEATRO UMBERTO GIORDANO CHE SPICCA IL SALTO DI QUALITA' NELL' OPERISTICA INTERNAZIONALE. Ecco qui pubblicate le foto esclusive del debutto mondiale di Marina (1888) al Teatro Umberto Giordano di Foggia, segnando una svolta storica nei libri della lirica mondiale e della storia operistica foggiana e nazionale e mondiale di Umberto Giordano. Il tutto sancito e ribadito da "Broadway World", il quale ha pubblicato una galleria fotografica esclusiva che documenta in modo completo e dettagliato la storica prima mondiale dell’opera Marina di Umberto Giordano, presentata al Teatro Umberto Giordano di Foggia in occasione del GIO Festival 2026. La raccolta visiva rappresenta un contributo di grande valore per studiosi, appassionati d’opera e professionisti del settore, offrendo uno sguardo approfondito su ogni elemento della produzione. Produzione scenica: La galleria mostra con chiarezza la visione registica che ha guidato la messa in scena: atmosfere della Prima Guerra Mondiale, tensioni drammatiche, dinamiche familiari e la costruzione di un immaginario visivo coerente con la lettura contemporanea dell’opera. Le immagini catturano la forza narrativa delle scelte sceniche e la cura dei dettagli che hanno caratterizzato questa prima assoluta. Il cast: Le fotografie ritraggono i protagonisti nei momenti più intensi della rappresentazione: - la Marina interpretata da Valeria Sepe, - il Giorgio Lascari di Samuele Simoncini, - le figure di Lambro ed Elia Fabbian, - Daniele interpretato da Cüneyt Ünsal. Ogni scatto restituisce la qualità interpretativa degli artisti e la profondità emotiva dei personaggi. Scenografie e costumi: La documentazione visiva mette in risalto il lavoro di Alfredo Troisi, autore di scene e costumi, e la progettazione luministica di Massimo Russo. Le immagini mostrano ambientazioni curate, tessuti, colori e soluzioni sceniche che hanno contribuito a ricreare un contesto storico credibile e suggestivo. Momenti salienti della serata inaugurale: La galleria include anche fotografie che immortalano l’atmosfera del teatro gremito, la partecipazione del pubblico, l’emozione del debutto e la risposta entusiasta della città. Sono immagini che testimoniano un evento culturale di grande rilevanza, capace di unire comunità, istituzioni e appassionati.

"BROADWAY WORLD(NEW YORK CITY)" PUBBLICA IN ESCLUSIVA LE FOTO DELLA PRIMA SCENICA MONDIALE DI "MARINA (1888)" AL TEATRO UMBERTO GIORDANO DI FOGGIA

LA PRIMA MONDIALE "MARINA" DEL TEATRO "UMBERTO GIORDANO" DI FOGGIA E IL "GIO FESTIVAL" SBARCANO SUL NEWYORCHESE "BRODDWAY WORLD" SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/la-prima-mondiale-marina-del-teatro-umberto-giordano-e-rf2qe/ SOURCE: https://www.broadwayworld.com/bwwopera/article/MARINA-Umberto-Giordanos-Lost-Opera-Makes-World-Stage-Premiere-in-Foggia-20260816?fbclid=IwY2xjawTvAJtwZG9mAWV4dG4DYWVtAjEwAGJyaWQRMFVieGZUZjlJTHlycjJucmVzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeb4UykSs2J3TSMIe2ngfG85cNUsT_wKgdcTP_6Qz1gaj8KV8pw8dJ7nU5Fk0_aem_Zewl9iCLWLv80771fs7YOg TITOLO: MARINA, UMBERTO GIORDANO'S LOST OPERA, MAKES WORLD STAGE PREMIERE IN FOGGIA. Essendo foggiano, sono lietissimo di condividere il mio articolo affiancato dalla redattrice di New York City, Rachel Stone, del prestigioso: BRAODWAY WORLD (NEW YORK CITY), la più grande piattaforma internazionale dedicata al teatro e all’opera (oltre 5,5 milioni di visite mondiali mensili), ha pubblicato un approfondito articolo sulla prima mondiale di "Marina" di Umberto Giordano, presentata a Foggia dal GIO Festival (Giordano International Opera Festival). UN RICONOSCIMENTO CHE VA OLTRE LA CRONACA La testata newyorkese definisce la rinascita di Marina un evento storico per la cultura operistica mondiale, sottolineando la qualità artistica, filologica e produttiva del progetto e la centralità di Foggia come luogo di innovazione culturale. UN PASSO DECISIVO DI FOGGIA COME CAPITALE OPERISTICA ITALIANA ED INTERNAZIONALE Questa pubblicazione: - rafforza la visibilità globale del Festival e del Teatro Umberto Giordano; - valorizza il lavoro di artisti, tecnici e istituzioni coinvolte; - conferma Foggia come nuovo polo internazionale della lirica contemporanea. Siamo felici di vedere il nostro territorio raccontato da New York come un luogo capace di generare cultura, visione e futuro.

LA PRIMA MONDIALE "MARINA" DEL TEATRO "UMBERTO GIORDANO" DI FOGGIA E IL "GIO FESTIVAL" SBARCANO SUL NEWYORCHESE "BRODDWAY WORLD"

Dr. Luciano Magaldi Sardella, Saggista per l'Erpenbach Institute della Dr.ssa Eva Maria Erpenbach SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/dr-luciano-magaldi-sardella-saggista-per-lerpenbach-sardella-ph-d--gwate/ SOURCE: https://erpenbach.institute/guest-essays/quiet-republic-of-consent.html Un grazie sincero alla dr.ssa Eva Maria Erpenbach, direttrice e fondatrice dell’Istituto, per aver creduto in questo lavoro e per il suo impegno nel creare spazi di pensiero internazionale rigorosi e necessari. Le istituzioni arrivano sempre dopo. Prima che un’idea diventi “ufficiale”, è già stata riconosciuta da una comunità che l’ha testata, discussa, accolta. "The Quiet Republic of Consent: How Legitimacy Is Earned Before It Is Granted" Nel mio nuovo saggio per il prestigioso e tedesco "Erpenbach Institute" racconto questa quiet republic of consent: una repubblica silenziosa fatta di piccoli gesti di fiducia che, messi insieme, costruiscono la legittimità molto prima che un decreto o una certificazione provino a inseguirla.

Dr. Luciano Magaldi Sardella, Saggista per l'Erpenbach Institute della Dr.ssa Eva Maria Erpenbach

LA "BATTAGLIA DI CERIGNOLA (1503)" RITORNA AL CENTRO DELLA STORIA EUROPEA: PUBBLICATA SUL 'LONDON DAILY NEWS' SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/la-battaglia-di-cerignola-1503-ritorna-al-centro-sul-sardella-ph-d--cqf5e/ SOURCE: https://www.londondaily.news/why-britons-should-recall-the-battle-of-cerignola-1503-the-battlefield-where-guns-killed-chivalry/ LA BATTAGLIA DI CERIGNOLA, BATTAGLIA STORICO MILITARE DI IMPORTANZA STRATEGICO-MILITARE MONDIALE Che onore ed orgoglio per Cerignola e tutta la Capitanata: la prestigiosa testata giornalistica londinese da oltre 250.000 visite mensili e oltre 2 milioni di contatto annuali, il 'London Daily News', ha pubblicato il primo approfondimento storico dedicato alla Battaglia di Cerignola (1503), definita dagli storici come la prima battaglia moderna d’Europa, il momento in cui l’archibugio e le nuove tattiche militari segnarono la fine della cavalleria pesante e l’inizio di un nuovo modo di combattere. UN PLAUSO ALLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI PASSATE E MODERNE Un plauso anche all’Amministrazione Comunale attuale di Cerignola, complimenti all’attuale Sindaco e all’Assessore alla Cultura, che negli ultimi anni, insiemi a molti altri dirigenti ed amministratori cerignolani, hanno creduto con forza nella valorizzazione della storia, sostenendo iniziative, ricerche e percorsi identitari che oggi trovano eco anche fuori dall’Italia. IL GIUSTO RICONOSCIMENTO AL PROF. MATTEO STUPPIELLO Un ringraziamento sentito al fondatore e presidente del cerignolano "Centro Studi Torre Alemanna, il prof. Matteo Stuppiello, che ha dedicato decenni di ricerche, divulgazione e studio locale alla Battaglia di Cerignola, contribuendo in modo decisivo a riportare questo evento nel dibattito storico internazionale: il suo lavoro instancabile, archivistico, archeologico, culturale e divulgativo, è da oggi riconosciuto anche oltre i confini foggiani, pugliesi e nazionali. CERIGNOLA FULCRO DELLA STORIA EUROPEA E MONDIALE Il campo di battaglia del 1503, dove gli spagnoli del "Gran Capitano" Gonzalo Fernández de Córdoba sconfissero l’esercito francese del Duca Armagnac Nemours grazie a una strategia innovativa e all’uso massiccio degli archibugi, è oggi considerato dagli studiosi di tutto il mondo, soprattutto spagnoli, un vero punto di svolta della storia militare che ha segnato un punto di svolta epocale.. Un ringraziamento alla sinergia tra istituzioni, studiosi e comunità locale, Cerignola sta finalmente ottenendo la visibilità che merita!

LA "BATTAGLIA DI CERIGNOLA (1503)" RITORNA AL CENTRO DELLA STORIA EUROPEA: PUBBLICATA SUL 'LONDON DAILY NEWS'

PORTAL-ANALITIKA.ME Pubblica L'«Edicola Teatro» di Foyer'97 Francesco Gravino di San Severo, Puglia, Italy SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/portal-analitikame-pubblica-ledicola-teatro-di-san-sardella-ph-d--xbkkf/ Il format della compagnia pugliese Foyer '97 — già definito "il teatro più piccolo del mondo" — conquista la ribalta internazionale sul portale internazionale Europe Says. Una storia nata da un'edicola abbandonata in provincia di Foggia che sta valicando ogni confine. È un vero piacere e un onore diffondere la brillante idea del direttore artistico del Teatro ‘97, il brillante attore e regista sanseverese, Francesco Gravino, e la sua ragguardevole compagnia teatrale, nel guadagnare visibilità internazionale su questa meravigliosa e innovativa creazione: un “Teatro Edicola”. Source: https://www.portalanalitika.me/clanak/na-drugoj-obali-jadrana-otvoreno-najmanje-pozoriste-na-planeti Bastano pochi metri quadrati, sei sedie e la passione di una compagnia teatrale per fare la storia. L'«Edicola Teatro» di Francesco Gravino, direttore artistico della storica compagnia sanseverese Foyer '97, sta ottenendo grandi riconoscimenti mediatici "calcando il palco" delle migliori testate nazionali ed internazionali grazie alla sua talentuosa intuizione ispirata all' "Edicola Fiore" del noto re dello spettacolo italiano, Rosario Fiorelllo. Un'edicola abbandonata, un teatro da record È stato già ribattezzato «il teatro più piccolo del mondo» e, con soli sei posti a sedere, forse punta al Guinness dei Primati. Da quando è stata lanciata, pochi giorni fa, l'originale location ha raccolto centinaia di curiosi che si sono messi in fila per assistere agli spettacoli, programmati ogni 15 minuti, all'interno di una ex edicola abbandonata di San Severo, in provincia di Foggia. L'iniziativa è nata dalla particolare visione della storica compagnia sanseverese Foyer '97 di Francesco Gravino, che ha voluto così celebrare la Giornata Mondiale del Teatro con un esperimento senza precedenti, già ripreso da tantissimi media di respiro anche nazionale. L'idea, apparentemente semplice nella sua folgorante essenzialità, cela in realtà una riflessione profonda sulla natura del fare teatro. «L'idea del Teatro più piccolo del mondo nasce da una provocazione creativa: riportare il teatro alla sua essenza più diretta. Con gli altri della compagnia ci siamo chiesti quanto si potesse ridurre lo spazio senza perdere intensità, e l'edicola è diventata il simbolo perfetto: un luogo che improvvisamente si trasforma in un palcoscenico. Da spazio di notizie a spazio di emozioni», ha spiegato Gravino. La compagnia teatrale Foyer '97 opera dal 1997 e ha sede a San Severo. Il prossimo anno compirà 30 anni di attività. Un anniversario che si avvicina nel momento di maggiore visibilità della sua storia. Il format: sedici giganti della letteratura in quindici minuti Con soli 6 posti disponibili per volta e performance che si susseguono ogni 15 minuti, il pubblico viene letteralmente catapultato dentro l'opera. Dalle 11:00 alle 20:45, undici attori si alternano portando in scena i giganti della letteratura: da Goldoni a Cechov, passando per l'ironia di Gaber e la forza di Euripide. All'interno del piccolo teatro ricavato dall'ex-edicola dismessa di proprietà del signor Pino Grau, non esiste la classica separazione tra il palco e la platea, ma si verifica un incontro ravvicinato in cui spettatori e attori diventano una cosa sola. L'ingresso è libero, a rispecchiare l'obiettivo di Gravino: puntare all'accessibilità del teatro, un luogo che deve tornare ad accogliere tutti. Sulla soglia dell'edicola, un QR code e un avviso sibillino sintetizzano lo spirito del progetto: «Attenzione. Questo QR Code trasforma i passanti in attori. Scansiona solo se sei pronto.» Dalla crisi dell'editoria alla rinascita culturale Il progetto porta con sé anche una riflessione sulla trasformazione urbana e sulla crisi del commercio tradizionale. L'edicola era in disuso da circa sei anni e si trasforma così in uno spazio scenico intimo e sorprendente nel quale tra gli attori e gli spettatori c'è meno di un metro di distanza. In un momento in cui le edicole nel centro di paesi e città si trasformano via via in chioschi di bibite e granite e in negozi di fiori o souvenir, l'Edicola Teatro si avvicina di più allo spirito di conoscenza con il quale nacquero come luoghi di vendita di giornali e libri. Un cortocircuito simbolico quanto mai eloquente: un presidio della cultura scritta che diventa presidio della cultura dal vivo. L'idea nasce prendendo spunto da Edicola Fiore, la trasmissione cult di Fiorello, che per primo aveva portato lo spettacolo all'interno di un'edicola di Roma. Gravino e i suoi hanno anche raccolto l'invito di Willem Dafoe, celebre attore e attuale direttore del settore Teatro della Biennale di Venezia, sull'importanza del teatro come elemento di coesione tra i popoli. La voce su Grokipedia: il salto di scala globale La compagnia teatrale Foyer'97 di Francesco Gravino ha ottenuto la creazione di una voce enciclopedica tutta sua, "Teatro Edicola": quest'indicizzazione Grokipedia rappresenta qualcosa di più di un semplice riconoscimento mediatico. Grokipedia è stata lanciata nell'ottobre 2025 come enciclopedia generata dall'AI, gestita da xAI, la società di ricerca sull'intelligenza artificiale fondata dallo stesso Musk. Il fatto che il motore di conoscenza di Grok abbia ritenuto il micro-teatro degna di una voce enciclopedica autonoma, alla stregua di un'istituzione culturale consolidata, certifica l'eco internazionale di un'idea nata in una via secondaria di una città del Sud Italia. L'obiettivo è ora quello di esportare il format anche oltre i confini della Puglia: con il riconoscimento di Grokipedia, quella prospettiva appare oggi più concreta che mai. Il plauso delle istituzioni locali «Esprimiamo a Franco Gravino ed a tutti gli attori ed artisti i nostri più sentiti rallegramenti per la bellissima iniziativa», hanno dichiarato il sindaco Lidya Colangelo e la vicesindaca con delega alla Cultura, Anna Paola Giuliani. L'amministrazione comunale ha annunciato di voler ricevere la compagnia a Palazzo Celestini per celebrare insieme il risultato. La reazione del pubblico è stata forse la parte più bella. Molti sono usciti con gli occhi lucidi o con il sorriso sospeso, come se avessero vissuto qualcosa di segreto. È questo il teatro che Francesco Gravino e Foyer '97 hanno scelto di fare: non quello che aspetta il pubblico su poltrone di velluto, ma quello che va a cercarlo per strada, lo sorprende, lo trasforma.

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