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#Kavkaz
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Predsjednica Europske komisije Ursula von der Leyen započela je strateški posjet Južnom Kavkazu kako bi ojačala energetsku suradnju i podržala Armeniju suočenu s ruskim pritiscima, uz naglasak na jačanju trgovine, regionalne povezanosti te mirovnog procesa između Armenije i Azerbajdžana. #Armenija #azerbajdžan #europska komisija

EU kreće po plin, trgovinu i utjecaj u regiji koju Rusija gubi

A causa del devastante attacco al porto di Kerch e di Kavkaz, in Crimea è stata totalmente interrotta la vendita di benzina e diesel alla popolazione. Il carburante è lasciato solo ai servizi gov. Il passaggio di Kerch è stato chiuso Per il resto, tutto va bene per la Russia https://t.co/W7DGFGYvnU #Crimea #Benzina #Russia

Hoří na obou stranách Kerčského mostu, který spojuje okupovaný Krym s pevninou. Plapolají přístavy Kerč a Kavkaz. Odřezávání Krymu od pevniny pokračuje přesně v souladu s tím, co řekl před pár dny ukrajinský ministr obrany: "Z Krymu uděláme ostrov." https://t.co/EATFoFsurF #Krym #ukrajina #konflikt

Il Generale @rovannacci continua senza vergogna a divulgare le menzogne di Mosca e ogni giorno tocca nuove vette di asservimento alla propaganda putiniana. Stando ad una agenzia diffusa oggi, il fondatore di Futuro Nazionale ha affermato che la Russia è stata provocata dalla NATO con continue esercitazioni prima del 2022, alle quali il Cremlino “rispondeva con altrettante esercitazioni”, e che l’invasione è avvenuta perché “la misura era ormai colma”. Parole che sembrano un’interessante variazione rispetto alla versione dell’allargamento ad est dell’Alleanza Atlantica. Anche qualora al generale, in tanti anni di carriera militare (alcuni dei quali trascorsi proprio a Mosca) e dei pochi passati finora in politica fosse sfuggito il dettaglio che Putin nega da circa 20 anni il diritto dell’Ucraina ad esistere al di fuori dell’orbita russa e che al momento dell’annessione della Crimea, nel 2014, l’Ucraina era neutrale per voto a maggioranza della Rada, il parlamento di Kyiv, la scusa delle esercitazioni è, se vogliamo, ancora più ridicola. Intanto non ci vuole molto a capire dai dati che le esercitazioni NATO si svolgevano con poche migliaia di uomini e raramente con 40-50.000 unità, mentre quelle russe hanno spesso raggiunto le 100.000 presenze e talvolta sfiorato le 200.000 (peraltro suddivise in tanti piccoli "sotto-addestramenti" indipendenti sulla carta, ma diretti da un unico comando centrale, per sfuggire alla regola che impone la presenza di osservatori OSCE quando si superano i 13.000 uomini impiegati). Va poi detto che la NATO utilizzava tutto il territorio europeo, perché di volta in volta si simulavano vari scenari, incluse crisi legate ai mari del nord o nel Mediterraneo o i trasferimenti rapidi di mezzi e truppe. Quelle russe, invece, si sono invece per lo più concentrate al confine con i paesi occidentali ed in particolare in Bielorussia e nell’exclave di Kaliningarad. Le più colossali sono non a caso quelle che si svolgono ogni 4 anni e che prendono il nome di “Zapad”, cioè letteralmente “Occidente”, tanto per rendere chiaro quale sia il nemico designato. Perché di nemico si tratta, dal momento che gli scenari (in genere molto realistici), a differenza di quelli elaborati negli addestramenti dei paesi dell’Alleanza Atlantica, simulano per lo più azioni offensive di attacchi su territori stranieri, sbarchi e invasioni, che in più occasioni avevano come obiettivo i Baltici, in genere attaccati dopo averli isolati attraverso il corridoio Suwalki (che collega Bielorussia e Kaliningrad). A tutto questo aggiungo che le “minacciose” esercitazioni occidentali sono sempre rimaste solo esercitazioni. Nel caso della Russia, questo non è altrettanto vero. L'invasione della Georgia fu preceduta dall'esercitazione Kavkaz-2008 a luglio. Le truppe rimossero i pesanti equipaggiamenti dai campi di addestramento solo per dirigerli direttamente oltre il confine georgiano poche settimane dopo. L'annessione illegale della Crimea e l'intervento nel Donbas del 2014 furono preceduti da Zapad 2013 e poi coperti da imponenti "ispezioni a sorpresa" (snap exercises) ordinate da Putin lungo il confine ucraino, che servirono a mascherare i movimenti delle truppe d'élite. Le esercitazioni congiunte russo-bielorusse Allied Resolve, avviate all’inizio di febbraio 2022 con il pretesto di testare la difesa comune, sono inoltre state la piattaforma di lancio letterale per l'attacco su Kiev del 24 febbraio e l’invasione su vasta scala. Le truppe non sono mai tornate nelle guarnigioni d'origine, semplicemente hanno varcato il confine. Quindi la mia domanda a Vannacci è: chi provocava chi? Preferisco pensare che il Generale sia solo un pessimo politico e che sia stato un ancora peggiore militare. Perché l’alternativa sarebbe chiedersi se non stia tradendo la Nazione che per entrambi questi ruoli dovrebbe aver servito e servire tutt’ora, per fare invece gli interessi di un paese del quale continua imperterrito a diffondere la propaganda. #Russia #NATO #Propaganda

Článek analyzuje postavení Gruzie v kontextu oslabení ruského vlivu na Kavkaze a zdůrazňuje, že pro obnovení silných vazeb se Spojenými státy bude nutné vzdát se úzké spolupráce s Čínou a navrhnout významné zahraničněpolitické projekty, zatímco Gruzie čelí hrozbám ze strany ruských vojenských základen a absenci silného spojence, jakým je pro Ázerbájdžán Turecko. #Грузия #США #Кавказ

ЮРИЙ КОЧИНЕВ ⟩ Россия не хочет уходить с Кавказа

Nikol Pašinjan je ponovno pobijedio na armenskim parlamentarnim izborima, čime je osigurao daljnje vođenje zemlje i dodatno oslabljuje ruski utjecaj u Južnom Kavkazu, što izaziva nervozu u Moskvi, koja je nastojala podržati njegovu opoziciju. #NikolPašinjan #parlamentarniIzbori #JužniKavkaz

Putin je doživio novi težak poraz, Rusija gubi stoljetni utjecaj na strateški ključnom području
Dnevnik.hr Jun 8

Članak analizira strahove Vladimira Putina u vezi s mogućom krizom nasljeđivanja nakon što se očekuje smrt čečenskog vođe Ramzana Kadirova, koja bi mogla destabilizirati regiju i utjecati na rusku vlast usred rata u Ukrajini. #Putin #Čečenija #Kavkaz

Ovo je Putinov najveći strah: Mnogi su zaboravili što se događalo devedesetih, a ovi borci imat će ključnu ulogu

Pašinjan potpuno dijeli njegovu viziju mira i prosperiteta za Armeniju i cijelu regiju Južnog Kavkaza.

Povijesni izbori pred vratima: Hoće li ova država okrenuti leđa Rusiji?
dnevnik.hr

La situazione di buona parte dei territori occupati sta precipitando e ora la Russia teme il colpaccio contro la Crimea. L’Ucraina, data per spacciata fin dai primi giorni dai nostri giornaliZti e opinioniZti, in questi anni ha non solo mostrato una incredibile resilienza sul piano strettamente operativo-militare, ma anche sviluppato tecnologie che hanno consentito di stabilizzare il fronte e persino di rendere vana la millenaria strategia moscovita di pretendere aree cuscinetto a spese dei vicini, trasformare quelle aree in zone pienamente russe e quindi pretenderne di nuove, in un infinito bisogno di allontanare i confini dal centro. La guerra dei droni, che Kyiv sta vincendo sia sul piano numerico che tecnologico fa sì che nulla sia più al sicuro, elemento questo che mina le precondizioni non solo di un’ulteriore avanzata di Mosca, ma anche del mantenimento di quanto illegalmente occupato sinora, non dal 2022, ma dal 2014. In questi giorni sui social appaiono immagini di interminabili code nei distributori in Crimea. Il carburante è stato ufficialmente razionato, ma in alcuni punti della penisola è già esaurito. Questo è risultato della strategia che l’Ucraina ha pianificato dall’ottobre del 2022, da quando cioè colpì uno dei treni cisterna che regolarmente transitavano sul ponte di Kerch, che collega la regione occupata alla Russia, danneggiandone seriamente la sezione ferroviaria, poi ulteriormente indebolita dall’attacco di droni marini. Le autorità, a seguito dell’attacco, hanno quindi sospeso il trasporto su rotaia (ciascun vagone trasportava anche 60 tonnellate di carburante), sia per evitare il possibile cedimento della struttura, sia per scongiurare che ulteriori attacchi ucraini potessero causare uno spettacolare crollo. A questa chiusura si è cercato di ovviare istituendo il cosiddetto Kerch Ferry Crossing, un servizio di traghetti cargo (Ro-Ro) che spola tra i porti di Kavkaz (sulla sponda russa) e Kerch (in Crimea), per trasferire gli stessi vagoni cisterna che non possono più attraversare il ponte. Ma, una volta perso il dominio dei mari, per la Russia, anche questa soluzione si sta rivelando impraticabile. Solo nelle ultime settimane, l'Ucraina ha preso di mira i traghetti chiave (come la Avangard, la Conro Trader e la Slavyanin), oltre a varie motovedette, facendo crollare verticalmente il traffico di combustibili. L’unica alternativa diventa quindi ora quella della M-14 (la spina dorsale che collega Rostov a Mariupol, Berdiansk, Melitopol fino alla Crimea). Ma anche quell’arteria, essenziale per l’approvvigionamento delle truppe di occupazione, si sta rivelando una gigantesca trappola. L'introduzione massiccia di droni ad ala fissa di nuova generazione e sistemi a lungo raggio (come i droni Hornet, potenziati con algoritmi di riconoscimento dei target) ha esteso a dismisura la "kill zone" ucraina, tanto che gli stessi Z-blogger ormai quotidianamente riportano notizie di decine di mezzi in fiamme ai lati della strada. La strategia di Kyiv di “logistical lockdown” si sta dunque rivelando straordinariamente efficace, dal momento che proprio i blogger militari riferiscono di truppe costrette a centellinare benzina e munizioni, che arriverebbero al fronte nella misura di circa il 40% rispetto alle reali necessità, al punto di scomodare il sacro mito dell’assedio di Leningrado per rappresentare la gravità dello strangolamento in atto e combattere la tendenza di diversi generali di far arrivare a Mosca rapporti falsi nei quali si nega la reale gravità della situazione. Se a questo si sommano i recenti colpi messi a segno dall’Ucraina contro radar, sistemi missilistici, depositi di carburanti e munizioni in Crimea (una delle aree più difese al mondo, a riprova dell’altissimo valore propagandistico che la penisola riveste per il regime), c’è da aspettarsi che a breve le forze ucraine tentino un massiccio attacco per abbattere del tutto il ponte di Kerch, ottenendo l’isolamento pressoché totale della penisola e della parte occupata di Kherson, rendendo pertanto entrambi indifendibili nel breve-medio periodo. Il crollo del ponte o l’ipotesi di un solo soldato ucraino che poggi gli scarponi sul suolo della Crimea, rubata con una occupazione, seguita da un referendum illegale nel 2014, avrebbe un impatto devastante sulla fiducia anche interna che la Russia sia in grado di continuare a sostenere questa guerra e comprometterebbe la tenuta stessa del regime, che sulla retorica della potenza militare e delle invasioni per sopravvivenza basa la propria esistenza. Perché tutto questo a noi appare così strano? Perché la guerra in questi anni ce la siamo fatta finora raccontare da Travaglio, Di Battista, Orsini e dal generale Mini, che per un mix di ignoranza, supponenza, egocentrismo patologico e consapevole disinformazione ci hanno spacciato i successi tattici della Russia per vittorie strategiche, ridicolizzando il sostegno dell’Europa e sottovalutando l’eroica resilienza dell’Ucraina, nonché, diciamocelo, anche la straordinaria rete civile di resistenza contro il cinismo promosso dalla propaganda russa che noi tutti abbiamo costruito in questi anni. Siamo dalla parte giusta della storia. E la storia ci sta dando ragione. #Russia #Ucraina #Guerra

[On] u potpunosti dijeli moju viziju mira i prosperiteta za Armeniju i cijelu regiju Južnog Kavkaza... Učinimo Armeniju ponovno velikom - MAGA! Nikol ima moju potpunu i totalnu podršku za reizbor 7. lipnja 2026. Uskoro će Sjedinjene Države i Armenija zajedno započeti projekt Trumpove rute za međunarodni mir i prosperitet (TRIPP), koji će transformirati Južni Kavkaz i pomoći našim divnim američkim energetskim tvrtkama da dobiju pristup iz Srednje Azije sve do Sjedinjenih Država.

Trump upada u Putinovo stražnje dvorište, bijes u Moskvi: ‘Započinjemo veliki projekt!‘
www.jutarnji.hr

On the evening of May 22, drones hit the two largest oil storage and transshipment complexes in the entire Caucasus: the Grušovaja storage and the Šescharis transshipment in the port of Novorossiysk. The attack disrupted logistics, storage, and oil exports through the port of Novorossiysk. Russia is no longer an oil superpower. (translated)

On the night of May 22, drones from Ukraine hit the two largest oil storage and transshipment complexes in the entire Caucasus located in the Russian port of Novorossiysk: the Grušovaja storage and the Šescharis transshipment. The attack disrupted logistics, storage, and oil exports through the Novorossiysk port. Russia is no longer an oil superpower. (translated)

Jutarnji list May 15

U Zagrebu će se 16. svibnja u kavani Kavkaz održati okrugli stol posvećen važnosti preventivnih pregleda raka debelog crijeva, gdje će biti predstavljena nova metoda testiranja koja će olakšati sudjelovanje građana u programu ranog otkrivanja bolesti, a sve u okviru kampanje povodom Dana plave zvijezde. #rak debelog crijeva #FIT test #prevencija

‘Čak 3820 ljudi godišnje oboli od ovog raka, ali sada stiže test koji će olakšati preglede‘

NATO by teď mělo zahájit velké a časově neomezené cvičení na Kavkaze. Change my mind. https://t.co/TQX5q6GtWe #NATO #Kavkaz #cvičení

P

Gruzínská vládkyně Tamara Veliká, která odmítla titul královny a vládla jako král, změnila dějiny Kavkazu v 12. století, dokázala porazit domácí vzpoury, posílit autoritu monarchy, rozšířit hranice Gruzie a podpořit kulturní rozvoj země, přičemž její jméno zůstává na Západě téměř nepovšimnuto. #TamaraVeliká #StředověkáPolitika #GruzínskáHistorie

První zprávy - Královna, která si říkala král a ovládla Kavkaz
Novinky Apr 29

Nový archeologický objev v Gruzii naznačuje, že chlebová pšenice mohla vzniknout již před 8000 lety na Kavkazu, což zpochybňuje tradiční názor o její domestikaci v Úrodném půlměsíci a ukazuje na složitý proces křížení různých druhů obilnin a vliv místních komunit na ranou zemědělskou civilizaci. #pšenice #domestikace #neolitickáEpocha

Archeologický objev: Původ chlebové pšenice možná leží na Kavkazu