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#Mestiere

Is it the fault of AI or the teachers? The MIT report is brutal and correct. We are denying students the right to learn, but not because ChatGPT exists today, rather because teachers are not questioning their profession. In the last 3 years I have (translated)

La Sinistra ha sempre fatto lo stesso mestiere (dal 1848): convincere la classe operaia che avrebbe fatto la rivoluzione e nel frattempo consentire il dominio totale ed assoluto del Grande capitale introducendo leggi a suo favore e disinnescando la protesta dal basso #Sinistra #ClasseOperaia #Politica

La cosa più ridicola di oggi è che gli addetti ai lavori che sbandieravano fino a ieri l'onnipotenza tennistica e universale di Carlos Alcaraz sono esattamente gli stessi che oggi prendono la scusa della condizione. Gli stessi. NON SIETE PIÙ CREDIBILI. CAMBIARE MESTIERE GRAZIE. #tennis #Alcaraz #sport

Ha platinato il mestiere dopo l’Europeo e non gliene frega più nulla potrebbe campare di reality e comparsate ma continua a presentarsi in cabina a scambiar Barella per Carlos Augusto solo per l’amore verso Bergomi, top 2 italian gay romance #Calcio #Barella #Amore

#Gattuso sul #Milan: "Da bambino ricordo la sfilata dopo la Steaua con mio padre, per me è sempre stato un orgoglio e un sogno durato 12 anni. In questo momento tutto l'affetto e le gioie non si possono dimenticare ma oggi faccio un altro mestiere e domenica spero di fare punti contro la squadra del mio cuore". (Sky) #Milan #Gattuso #Calcio

Gattuso a @SkySport: “Lazio-Milan? Da bambino ricordo dopo la vittoria della Coppa dei Campioni, nel 1989 contro la Steaua, la sfilata a Corigliano con i tifosi del Milan, con mio padre col bandierione. Ho vissuto in una famiglia di milanisti e per me è stato un sogno un orgoglio indossare la maglia del Milan. Ho sempre detto che quando vestivo quella maglia mi sentivo presidente, giocatore e capitano, mi sentivo tutto. È stato un sogno durato 12 anni. Tutto l'affetto, tutte le gioie che ho vissuto col Milan non le dimentico, ma ora faccio un altro mestiere e spero di fare punti sabato contro quella squadra che è la squadra del mio cuore" #Milan #Calcio #SerieA

Io sono serio: per me Gatti ha sbagliato mestiere. Come difensore non riesco ad apprezzarlo, ma come attaccante d'emergenza ha una media gol/minuti giocati fuori di testa. #Calcio #Gatti #Sport

LETTERA AL MIO PEGGIOR ALLIEVO Stamattina ho letto uno dei tanti straordinari post del mio amico Mattia Madonia, che si chiedeva cosa direbbe Indro Montanelli del suo allievo @marcotravaglio, e così, davanti alla mia vecchia Olivetti Lettera 22, ho pensato di somministrare il post all’AI come elemento di contesto e le ho chiesto di commentare il “lavoro” di Travaglio come se a scrivere fosse Montanelli. L’AI ha scelto autonomamente una lettera aperta, che riporto di seguito senza correzioni. —- Caro Marco, la chiamo per nome, come si fa con i figliocci e con i traditori: due categorie che, in una vita lunga e litigiosa, ho imparato a non tenere troppo distanti. Le batto queste righe sulla Lettera 22 - la verde - che qualcuno ha avuto la bontà di recapitarmi quassù, o quaggiù, non ho ancora capito in quale reparto mi abbiano sistemato. La macchina per scrivere ha un difetto che è la sua unica virtù: batte una lettera per volta, e ogni tasto è un fatto. Con una Lettera 22 non si bara. Con una linea editoriale, a quanto vedo, sì. Le devo un ringraziamento e una frustata, nell’ordine. Il ringraziamento è per avermi copiato la posa: il bastian contrario, l’uomo solo controvento, quello che dà del somaro a tutti. Bravo. Ha imparato la mia faccia. Peccato che della mia faccia lei abbia preso la smorfia e buttato via l’osso: perché controcorrente ci si va per amore dei fatti, non per amore della corrente contraria. Il contrarianismo senza i fatti non è coraggio, ma vanità con l’elmetto. Veniamo alla frustata, che è più istruttiva. Io, la guerra di un piccolo popolo aggredito da un colosso, l’ho vista con questi occhi, nel Quaranta, sugli sci, al gelo, tra i finlandesi. Non commentai una riga: raccontai. Raccontai la neve, i cecchini bianchi, i carri sovietici che si impantanavano nella loro stessa arroganza. E il lettore, senza che io glielo dicessi, diventava profinlandese. Perché la verità, quando la lasci in pace, cammina da sola. È il mestiere, caro Marco. Quello che lei ha smesso di fare. Perché quando un altro piccolo popolo - lo scriva pure, il nome, Ucraina, non morde - si è trovato sotto lo stesso colosso, con lo stesso pretesto delle minoranze da proteggere e delle zone cuscinetto da inventare, lei che ha fatto? Ha lasciato parlare i fatti? No. Ha lasciato parlare le veline. Ha preso il comunicato dell’aggressore e gli ha messo addosso la cravatta buona del dubbio: l’«eh, ma la NATO», l’«eh, ma non è tutto bianco e nero». Certo che non è tutto bianco e nero. Ma quando un carro armato entra in casa d’altri, il colore glielo do io: è del colore del torto. Lei mi dirà che pone domande, che dubita, che non si fa arruolare. Il dubbio, caro figliolo, è un arnese sacro, a patto di usarlo su tutti. Il suo lo tira fuori sempre e soltanto contro gli aggrediti. Un dubbio a senso unico non è giornalismo: è ufficio stampa con la puzza sotto il naso. Le confesso una cosa, ché quassù (o quaggiù) si diventa sinceri per noia. Di errori ne ho collezionati a bizzeffe, alcuni imperdonabili, e ho pagato anche con del piombo nelle gambe, regalatomi da gente che il dubbio non lo tollerava affatto. Non le do lezioni di virtù: sarei ridicolo. Le do una lezione di mestiere, l’unica cosa su cui posso ancora permettermi la superbia. Ed è vecchia come il piombo dei tipografi: i fatti prima, l’opinione dopo, e mai - mai - l’opinione travestita da fatto. Lei ha fatto l’esatto contrario. Ha preso il mio metodo, l’ha capovolto, e ci ha appiccicato sopra la mia foto come un santino. È l’unico plagio che non le perdono: non quello dei fatti, ma quello della faccia. La saluto. E le lascio, come si usa tra maestri e cattivi allievi, un compito per casa: un giorno solo, uno, provi a far parlare i fatti dell’aggredito con la stessa generosità con cui fa parlare i dubbi dell’aggressore. Vedrà che fatica. Il mestiere è tutto lì. Suo, con l’affetto ruvido che si deve ai figli sbagliati, I. M. #giornalismo #opinione #scrittura

Freeman della City di Londra: Onoreficenza Ordinaria per Tutti, Onoraria per Pochi. SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/freeman-della-city-di-londra-dal-1996-unonoreficenza-sardella-ph-d--qlt0f/ Abstract La Freedom della City of Londra è un'istituzione di origini medievali documentata fin dal 1237, originariamente concepita per garantire ai cittadini liberi protezione dai vincoli feudali, diritto al commercio e proprietà fondiaria entro le mura della Square Mile (la denominazione del territorio della City londinese). Progressivamente trasformatasi da privilegio economico concreto a riconoscimento civico e simbolico, essa ha mantenuto nel tempo la propria rilevanza attraverso successive riforme normative (notevolmente l'apertura a tutte le nazionalità nel 1996) e conta oggi circa 1.800-2.000 nuove ammissioni annue. Il presente articolo esamina l'evoluzione storico-giuridica del titolo, illustra le molteplici vie di accesso previste dalla normativa vigente (servitù per apprendistato, patrimonio, riscatto per nomina diretta, presentazione tramite le Livery Company (o Compagnie di Livrea) e iscrizione al registro elettorale), e analizza il profilo contemporaneo dei Freemen alla luce di ammissioni recenti a figure di spicco dei mondi della finanza, della cultura, dello sport e delle istituzioni. Contrariamente all'immagine elitaria che circonda molte onorificenze britanniche, la Freedom ordinaria si rivela accessibile a qualsiasi persona, indipendentemente da nazionalità o condizione economica, a fronte di requisiti minimi e di una quota amministrativa di £180-185. Il contributo conclude riflettendo sul significato contemporaneo dell'istituzione: non nei privilegi residuali ormai perlopiù simbolici, ma nella sua funzione identitaria, civico-partecipativa e di connessione con la lunga storia della città più antica e autorevole d'Europa. Parole chiave: Freedom of the City of London; Livery Companies; City of London Corporation; onorificenze britanniche; identità civica urbana. Contenuto dell’articolo Introduzione Nel panorama delle onorificenze storiche britanniche, poche istituzioni evocano un immaginario così ricco come la Freedom della City di Londra. Menzionata in film, romanzi e articoli di costume con toni di esclusività e mistero, essa appare frequentemente associata a figure di altissimo profilo: sovrani, capi di Stato, comandanti militari di ritorno dalle guerre. Eppure, a uno sguardo più ravvicinato e metodicamente documentato, emerge un quadro assai diverso: quello di un titolo che, nella sua dimensione ordinaria e non onorifica, è oggi accessibile a un numero considerevole di persone ogni anno, senza che siano richiesti meriti straordinari né mezzi economici elevati. Il presente contributo si propone di esaminare l'istituzione nella sua duplice valenza, storica e contemporanea, con l'obiettivo di sfatare l'equivoco più diffuso: quello che confonde la Freedom ordinaria con la Honorary Freedom (o Freeedom onoraria) quest'ultima effettivamente rara e riservata a figure di standing internazionale. L'articolo ripercorre le origini medievali e l'evoluzione normativa (§ 2), illustra le vie di accesso vigenti (§ 3), discute requisiti, costi e procedimento (§ 4), analizza la composizione contemporanea del corpo dei Freemen (§ 5), esamina diritti, privilegi e obblighi (§ 6), passa in rassegna i destinatari più illustri degli ultimi decenni (§ 7), e conclude con alcune riflessioni sul significato odierno dell'istituto (§ 8). Origini e Sviluppo Storico dell'Istituzione La Freedom della City di London è documentata fin dal 1237, durante il regno di Enrico III, come forma di status civico che designava gli individui non soggetti a un signore feudale e quindi titolari delle protezioni garantite dalle carte della City. In questa accezione originaria, il termine freeman indicava l'uomo libero in senso pieno: colui che poteva commerciare liberamente nel perimetro della Square Mile, il Miglio Quadrato, possedere beni e aderire alle corporazioni di mestiere senza interferenze esterne. I privilegi pratici erano di portata concreta e direttamente funzionali all'economia medievale: esenzione da determinati pedaggi, tra cui il celebre diritto di condurre greggi di pecore attraverso il London Bridge senza pagamento, concessione radicata nel commercio della lana che dominava l'economia inglese, protezione contro l'arresto arbitrario fuori dalla giurisdizione della City, e accesso ai mercati regolamentati dalle corporazioni. Come confermato dalle successive riemissioni della Magna Carta da parte di Enrico III nel 1225, tali libertà erano intrinsecamente legate all'autogoverno della City, che le difendeva dall'ingerenza regia e baronale. La progressiva codificazione dell'istituzione avvenne attraverso ordinanze regie a partire dal XIV secolo: nel 1319 Edoardo II emanò costituzioni che limitavano l'accesso alla Freedom ai membri delle corporazioni di mestiere, vietando l'ammissione di estranei non affiliati e formalizzando così la "servitù per apprendistato" come via principale per i nuovi entrati, mentre la via patrimoniale garantiva la continuità per le famiglie già stabilite. I monarchi successivi , da Edoardo III in poi, confermarono ripetutamente le libertà cittadine attraverso carte concesse spesso in cambio di prestiti finanziari, consolidando l'autonomia della City e il suo ruolo di creditore della Corona. Nel XIX secolo, con l'industrializzazione e l'espansione demografica di Londra, il controllo corporativo sul commercio si rivelò sempre meno applicabile: il Municipal Corporations Act del 1835 ampliò l'eligibilità a chiunque vivesse, lavorasse o avesse un legame significativo con Londra, sganciando parzialmente il titolo dall'appartenenza corporativa e trasformandolo progressivamente in una distinzione onorifica a carattere civico. Nel corso del Novecento ulteriori riforme inclusivizzarono l'accesso: le donne, già ammesse informalmente come vedove ereditiere in epoche precedenti, ma formalmente escluse dalle vie standard, videro riconosciuto il diritto all'ammissione ordinaria, con Angela Burdett-Coutts che aveva già ricevuto la Honorary Freedom (Freeedom Onoraria) nel 1872 e Florence Nightingale nel 1908, mentre la parità formale si consolidò nel XX secolo. Infine, nel 1996, fu abolito il requisito della cittadinanza britannica o del Commonwealth, aprendo il titolo a qualsiasi nazionalità. Le Vie di Accesso: Quadro Normativo Vigente La normativa vigente, gestita dalla Corte del Ciambellano della City of London Corporation, prevede cinque principali modalità di accesso alla Freedom della City londinese, che riflettono i diversi legami storici tra l'individuo e le istituzioni cittadine. Per servitù (by servitude) conferisce il titolo al completamento di un apprendistato formale secondo la Consuetudine di Londra, tradizionalmente della durata di sette anni, presso un maestro freeman di una Compagnia di Livrea (Livery Company). Questa via, la più antica e di maggior portata storica, verifica il merito attraverso la competenza pratica e la lealtà alla corporazione; gli apprendisti finali vengono ammessi senza necessità di approvazione della Court of Common Council qualora iscritti al registro elettorale della City da almeno un anno, e in tal caso non è previsto alcun contributo economico. Per patrimonio (by patrimony) conferisce l'eligibilità automatica ai figli di Freemen, purché il genitore detenesse questo titolo al momento della nascita del candidato e sia fornita adeguata documentazione. Storicamente limitato ai figli maschi, fu esteso alle figlie con il Municipal Corporations Act del 1835. Il candidato doveva aver compiuto il diciottesimo anno di età, non essere un "fallito non riabilitato" e non avere condanne penali rilevanti. Per riscatto (by redemption) costituisce la via aperta a chiunque: il candidato presenta domanda alla Corte del Ciambellano, supportato da due garanti, i Consiglieri Comunali, Aldermen o Liverymen con almeno un anno di atttvità che attestano la sua reputazione, e la pratica è esaminata dal Vicecomitato delle Ammissioni alla Freedom (Freedom Applications Sub-Committee) e approvata dalla Corte del Consiglio Comunale. La quota amministrativa (Freedom Fine) ammonta a £180 dalla revisione tariffaria del 1° aprile 2024 (£185 nella modalità per nomina diretta). Per i candidati iscritti al Ward List, il registro elettorale della City, la procedura è gratuita. La presentazione tramite Compagnia di Livrea (Livery Company) è la via più frequentemente percorsa nella prassi contemporanea: il candidato diviene dapprima membro della propria corporazione di riferimento, a sèguito di una procedura variabile per ciascuna delle 113 Compagnie di Livrea attualmente attive, e successivamente invia la domanda online alla Corte del Ciambellano per il passaggio alla Freedom della City, con approvazione nella quasi totalità dei casi di carattere routinario. Requisiti, Costi e Procedimento I requisiti per l'accesso alla Freedom ordinaria sono di una semplicità sorprendente rispetto all'aura di esclusività del titolo. Il candidato deve aver compiuto diciotto anni, non essere un "fallito non ristabilito" e non avere condanne penali non ancora estinte ai sensi del Rehabilitation of Offenders Act del 1974. Non è previsto alcun requisito di nazionalità, residenza, livello di istruzione o stato patrimoniale. La documentazione richiesta è di carattere anagrafico standard: certificato di nascita integrale, eventuale certificato di matrimonio o documento attestante il cambio di nome, e se mediante presentazione, il certificato di appartenenza della corporazione di riferimento. La domanda viene inoltrata online tramite il portale della City of London Corporation. La cerimonia di ammissione si svolge alla Guildhall di Londra, nell'Aula Tribunalizia del Ciambellano, ogni giorno feriale tra le 10:30 e le 12:00 e tra le 14:00 e le 15:30. Il neo-Freeman è invitato a leggere ad alta voce la Dichiarazione di un Freeman (Declaration of a Freeman) e a firmare il Registro delle Ammissioni, ricevendo al termine il certificato calligrafato su pergamena e una copia delle Regole di Condotta di Vita (Rules for the Conduct of Life), il documento settecentesco di orientamento morale che invita il titolare a condurre una vita retta, compassionevole e socialmente attiva. Per chi non possa recarsi fisicamente a Londra, la City Corporation ha mantenuto la possibilità di svolgere la cerimonia in modalità virtuale, introdotta durante la pandemia e successivamente conservata. Composizione Contemporanea del Corpo dei Freemen Un dato empirico significativo contribuisce a ridimensionare la dimensione elitaria del titolo: ogni anno vengono ammesse tra le 1.800 e le 2.000 nuove persone, in un corpo complessivo che conta oltre 300.000 ammissioni documentate nel corso dei secoli. Come rileva la stessa City of London Corporation, i Freemen contemporanei comprendono "un'ampia sezione trasversale della popolazione", includendo professionisti, studenti, artigiani, imprenditori, personale militare e cittadini stranieri. Il crescente apporto di studenti universitari, spesso presentati in gruppi dalle proprie istituzioni accademiche e di professionisti internazionali, ha ulteriormente ampliato la base demografica. La cerimonia di gruppo del 2024, in cui 40 individui provenienti da settori che spaziano dalla scienza alla medicina, dall'imprenditoria alle iniziative per la diversità, hanno ricevuto il titolo simultaneamente, esemplifica questa apertura. Va ribadita, tuttavia, una distinzione fondamentale: la Freedom Onoraria della City di Londra costituisce un'istituzione del tutto separata e di portata radicalmente diversa. Concessa dalla Corte of Consiglio Comunale con una risoluzione speciale, è riservata a figure di eccezionale statura internazionalte tipicamente meno di una dozzina di concessioni annue e rappresenta, nelle parole della stessa City Corporation, il massimo onore che essa possa conferire. È questa la Freedom di cui hanno goduto Winston Churchill, la regina Elisabetta II e, più di recente, la presentatrice televisiva Rachel Riley (ottobre 2025) per il suo impegno nell'educazione alla Shoah e nella lotta all'antisemitismo. La confusione tra le due forme è la principale responsabile della percezione distorta dell'istituto nel dibattito pubblico. Il Significato Contemporaneo: tra Identità e Partecipazione Se la quasi totalità dei privilegi pratici un tempo associati alla condizione di Freeman è oggi scomparsa o ridotta a forma cerimoniale solenne, ciò che persiste è il potente valore simbolico e identitario del titolo. La cerimonia conserva elementi di solennità rituale la lettura della Dichiarazione, la firma sullo storico Registro delle Ammissioni, il ricevimento del certificato calligrafato su pergamena, che inscrivono il nuovo Freeman in una catena di continuità di quasi otto secoli, collegando figure eterogenee attraverso un legame condiviso con la storia del Miglio Quadrato (o Square Mile). La nobile istituzione londinese svolge altresì una funzione di coesione nell'ecosistema della City e delle Compagnie di Livrea: le 113 corporazioni attive hanno erogato collettivamente oltre 81 milioni di sterline in attività benefiche nel 2024, con programmi di formazione professionale, borse di studio e apprendistati tecnici che preservano competenze specializzate in settori economicamente rilevanti. Essere Freeman costituisce un prerequisito formale per l'avanzamento a Liveryman, e quindi per l'esercizio dei diritti elettorali nella governance della City: un residuo di democrazia corporativa che, per quanto distante dai modelli di suffragio universale, mantiene una sua logica istituzionale nell'architettura giuridica unica del Miglio Quadrato londinese. Critici di orientamento progressista hanno rilevato che il sistema favorisce reti consolidate e accessi per via ereditaria o professionale, potenzialmente escludendo strati più ampi della popolazione londinese con un bacino di Freemen viventi ben inferiore all'1% dei nove milioni di residenti nella Grande Londra (Great London). Tuttavia, i dati sulle ammissioni recenti, con riconoscimenti che spaziano dall'imprenditoria africana allo sport comunitario, dalla radiofonia alla medicina, suggeriscono una traiettoria di apertura progressiva che, pur senza raggiungere la piena rappresentatività demografica, testimonia la volontà istituzionale di mantenere l'istituto come tradizione viva piuttosto che reliquia esclusiva. Conclusioni L'analisi condotta permette di formulare alcune considerazioni conclusive. La Freedom della City, quella ordinaria, è oggi un'onorificenza accessibile a una platea ben più ampia di quanto l'immaginario collettivo suggerisca: i requisiti di ammissione sono minimi, i costi contenuti, le procedure relativamente snelle e aperte a qualsiasi nazionalità. La persistente confusione con la Freedom Onoraria, riservata a figure di eccezionaleelevatura internazionale, è la principale responsabile di una percezione distorta che merita di essere corretta. Il valore contemporaneo del titolo non risiede nei privilegi residuali, ormai perlopiù solenni e cerimoniali, ma in tre dimensioni complementari: quella identitaria, che connette il titolare a quasi otto secoli di storia istituzionale; quella civico-partecipativa, che attraverso l'accesso alle Livery Companies e al sistema elettorale della City inserisce il Freeman in reti realmente operative; e quella comunitaria, che attraverso i meccanismi di riconoscimento onorifico celebra contributi di portata e provenienza sempre più eterogenee. In questo senso, la Freedom rappresenta un caso di studio istruttivo su come le istituzioni storiche possano reinventarsi senza perdere autenticità, mantenendo vivo il proprio significato attraverso l'inclusione piuttosto che l'esclusione. Riferimenti e Fonti: City of London Corporation. (2024). Freedom of the City of London. https://www.cityoflondon.gov.uk/about-us/law-historic-governance/freedom-of-the-city Guild of Freemen of the City of London. (2025). Freedom of the City. https://www.guild-freemen-london.co.uk/freedom-of-the-city Livery Committee. (2025). Freedom of the City. https://liverycommittee.org/about/membership-freedom-and-livery-clothing/freedom-of-the-city/ Municipal Corporations Act 1835. UK Parliament. Rehabilitation of Offenders Act 1974. UK Parliament. Grokipedia. (2025). Freedom of the City of London. https://grokipedia.com/page/Freedom_of_the_City_of_London City Solicitors' Educational Trust. (2025). Applying for the Freedom of the City of London. LondradaVivere.com. (2025). La "Freedom of the City of London": un'antica libertà ancora viva. City of London Corporation. (2023). Livery Companies: Charitable Activities Report 2024. ONS / City of London Corporation. (2023). Financial Services Contribution to UK GDP.

Freeman della City di Londra: Onoreficenza Ordinaria per Tutti, Onoraria per Pochi.

Ho sempre voluto proteggere Belen, sin dal primo giorno in cui l’ho incontrata, ma ora non la posso proteggere più. Faccio questo mestiere da quando sono nato, fa parte di me, è nel mio sangue. Amo il mio lavoro, e ho il dovere di raccontarvi la verità. Quando fai parte del mondo dello spettacolo e vivi guadagnando sull’amore della gente, non puoi più lamentarti invocando la tua privacy, perché non esiste più. La narrazione, anche se avete i vostri social, non la comandate voi, la decide il pubblico. Ho creato questo format per portare la verità, a prescindere da chi ho di fronte. È gossip. Ma non solo, è informazione, sociologia della comunicazione, psicologia giovanile, narrativa, contenuto, performance. “FALSISSIMO”. P.S. non provate a farlo, è pericoloso. GUARDALA QUI https://t.co/DX3cJofGWw #gossip #verità #spettacolo

The tough job of the right-wing anti-vax has become even tougher. Because when a disease like diphtheria comes back, one should do something terribly simple: tell people to get vaccinated. But how exciting is that? It's much more adventurous to discuss where it came from. (translated)

"See? I just heard that Moderna is announcing the mRNA #vaccine for #cancer, the whole Covid circus is going wild like in the good old days of the Moderna vaccine for Covid. But, as I tried to explain, citing the same analyses from the US biotech sector, which professionally follows these." (translated)

⚫️🔵 L’Inter è uno dei principali obiettivi del calciomercato dei club. Secondo diverse fonti, quest’estate Oaktree ha ricevuto diverse manifestazioni di interesse da parte di investitori pronti a diventare azionisti di minoranza della società. A farsi avanti sarebbero stati sia grandi fondi sia family office italiani ed esteri che gestiscono patrimoni di importanti dinastie imprenditoriali. Come è nel suo mestiere, il fondo americano sta vagliando le proposte ricevute e nelle prossime settimane potrebbe approfondire i dialoghi con uno o più pretendenti. Contattata, Oaktree non ha commentato l’indiscrezione @Corriere #calciomercato #Inter #investimenti

“L’Inter è uno dei principali obiettivi del calciomercato dei club. Secondo diverse fonti, quest’estate Oaktree ha ricevuto diverse manifestazioni di interesse da parte di investitori pronti a diventare azionisti di minoranza della società. A farsi avanti sarebbero stati sia grandi fondi sia family office italiani ed esteri che gestiscono patrimoni di importanti dinastie imprenditoriali. Come è nel suo mestiere, il fondo americano sta vagliando le proposte ricevute e nelle prossime settimane potrebbe approfondire i dialoghi con uno o più pretendenti. Contattata, Oaktree non ha commentato l’indiscrezione.” #CorriereDellaSera #Calciomercato #Inter #Investimenti

Ma perché Report può rivelare dettagli economici di aziende private e nessuno può rivelare dettagli economici di una trasmissione del Servizio pubblico? ➡️ Ieri la stampa ha pubblicato un documento che riassume i costi (folli) di Report. In particolare le centinaia di migliaia di euro a stagione che percepiscono i suoi reporter. Ranucci e company si sono incassati come delle bisce querelando e minacciando sfracelli per la diffusione di “un documento interno strategico”. Manco avessero diffuso i piani di fabbricazione di un’atomica. La trasparenza, evidentemente, vale solo per gli altri. Mica quando si parla di cifre finanziate dal canone e dai soldi pubblici. Ha pure sostenuto che quelle cifre includevano i costi che i poveri reporter a partita iva anticipano di tasca propria. Bello: vorrei essere anche io un reporter di sinistra in grado di anticipare decine e decine di migliaia di euro di costi all’anno e campare pure. Sarà un mestiere che possono fare solo i figli e le figlie dei radical chic delle Ztl. La questione però va al di là di queste cifre faraoniche, percepite o rimborsate che siano. Avete notato che dopo una vita alle spalle dei contribuenti, vengono pure ricompensati - sempre a spese dei contribuenti - in incarichi politici strapagati gentilmente forniti dal Pd? Ruotolo, la Gruber, l’Annunziata e ora forse pure Ranucci: tutti sistemati in politica a spese nostre. Ma per i servigi resi a chi? Al pubblico o al Pd? #Trasparenza #ServizioPubblico #Economia

PEGGIORE DELLO SCHIFO CI SONO SOLTANTO LE RANCOROSE ACIDE PSEUDO-DONNE DI SINISTRA "Nana". "Caciottara a mollo". "È venuta a infestare il nostro mare, spero si sia disinfettata con l'amuchina". Il bersaglio: una madre in vacanza con la figlia di nove anni. Le firme, in gran parte: donne. Questo il trattamento riservato a Giorgia Meloni per tre giorni alla Maddalena. Tre giorni di volo di linea, traghetto, gommone a noleggio e panini nella borsa frigo. Niente yacht, niente voli di Stato: la fila all'imbarco come qualunque madre italiana d'agosto. Ed è proprio questa normalità che ha fatto impazzire la muta di cani rabbiosi. "Nullafacente da sempre", "le ferie le prende chi lavora": quasi quattro anni alla guida del governo, evidentemente, non contano come mestiere. Fino al capolavoro dell'amuchina. Infestare: il verbo che si riserva agli insetti. Quando l'avversario politico diventa un agente contaminante non siamo più nell'insulto, siamo nella disumanizzazione da manuale. Quella su cui si scrivono i saggi e si organizzano i convegni. Quando capita agli altri. E qui il dato che nessuno vuole vedere. Donne che danno della nana a una donna. Donne che deridono la maternità di una donna. Donne che evocano un disinfettante per una donna che fa il bagno con la figlia. La sorellanza, parola d'ordine di ogni piazza femminista degli ultimi dieci anni, si ferma al tornello della tessera politica. Di là dal tornello non ci sono sorelle: c'è una preda. Qualcuna, nel coro, ha pure fornito la teoria: "questa destra ha sdoganato la violenza verbale e ora vi meravigliate che qualcosina torni indietro". Eccola, l'assoluzione preventiva. Se l'è cercata. La stessa identica grammatica che il femminismo denuncia - giustamente - quando viene usata contro qualunque altra donna. La gonna troppo corta, il rientro troppo tardi, le idee troppo di destra: cambia il pretesto, la logica è quella. Ma applicata a Meloni diventa improvvisamente analisi politica. E la rabbia ha una radice precisa, che il vocabolario confessa da solo. Caciottara, borgatara, pescivendola: insulti di censo, non di politica. È il disprezzo del salotto per il mercato rionale, firmato da una sinistra che ormai vince ai Parioli e ha perso nelle borgate che furono sue. La prima donna al vertice di Palazzo Chigi doveva essere una di loro: laurea giusta, quartiere giusto, salotto giusto. Invece il soffitto di cristallo lo ha sfondato una madre della Garbatella che parla come il popolo che loro hanno smesso di frequentare. Non le perdonano le idee. Non le perdonano di essere arrivata prima, partendo da sotto. Né si può dire che manchi il contesto. Due mesi fa, alla Camera, il capogruppo grillino in commissione Esteri Francesco Silvestri ha spiegato che la premier "ha indossato delle ginocchiere per stare più comoda". Detto in aula, a verbale, dal pulpito della Repubblica. E nella stessa seduta si è consumata la scena che vale un trattato di sociologia: l'onorevole Boldrini indignata perché un collega aveva osato dire "signor presidente" - il maschile, che scandalo - e silente sull'allusione alle ginocchiere. La sentinella del linguaggio monta la guardia sull'articolo e dorme sulla sostanza. Risultato: nel giro di giorni, "ginocchiere" era l'argomento più gettonato sotto i post d'odio contro la premier. Il linguaggio non sale dalla fogna al palazzo. Scende dal palazzo alla fogna. E non è la prima volta. Quando Landini la definì "cortigiana", dalle piazze femministe. Quando la televisione di Stato russa la chiamò con epiteti da postribolo, sempre silenzio. Quando un professore augurò alla figlia di nove anni la fine di Martina Carbonaro e quando un camerunense davanti a una questura fece alla stessa bambina allusioni che non si trascrivono, le piazze che si riempiono per un asterisco rimasero vuote. Il copione non cambia mai: si cambia solo la vittima designata e la si toglie dall'elenco delle donne difendibili. Perché di questo si tratta. Il movimento che vede il patriarcato in una pubblicità, in una desinenza, in una ricetta di cucina, davanti alla prima donna presidente del Consiglio della storia repubblicana - coperta di insulti sessisti, minacciata, con la figlia minorenne nel mirino da tre anni - non ha mai trovato dieci minuti per un presidio. Non una fiaccolata. Non un corteo di Non Una di Meno. Non una riga delle firme che vivono di questo. Dov'era il patriarcato quando serviva davvero? Era in vacanza pure lui? La risposta la conosciamo ed è la stessa che spiega un altro silenzio: quello sulle donne musulmane. Sui matrimoni forzati, sulle mutilazioni, sui niqab imposti alle bambine nelle nostre città, il femminismo militante pratica da anni la medesima sordità selettiva. Le donne velate a forza e la premier detestata condividono lo stesso destino: sono donne sbagliate, la cui oppressione non porta consenso. E allora non esistono. Un femminismo che sceglie quali donne difendere in base alla convenienza non è un movimento di liberazione. È un ufficio stampa con la bandiera sbagliata. Il patriarcato lo vedono ovunque, tranne dove c'è una donna che non gli piace. E ogni giorno di questo silenzio, mentre una madre viene linciata per un traghetto e una bambina cresce sotto scorta digitale, quel silenzio firma. Con nome, cognome e sigla dell'associazione. #Femminismo #Sorellanza #Politica

Il Post Aug 7

The podcast The Difficult Job of Repeating Itself explores the complexities of scientific reproducibility, showing how different results can undermine trust in discoveries, highlighting identification errors in oncological research, and discussing topics such as the management of vipers and the preservation of food in hot summer temperatures. (translated)

Il difficile mestiere di ripetersi
Lula Aug 4

Ho più esperienza di chiunque altro nel mestiere di presidente.

Lula non è ancora stanco
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Nessuna squadra indagata invece l'inter era indagata su arbitropoli ma per il clamore mediatico non hanno intercettato i telefoni interisti, su San Siro indagati l'Amministratore Delegato (infatti subito sostituito) ed il rappresentsnte e procuratore dell'Inter VAN HUUKSLOT Mark e i due avvocati dell'inter ma LA STAMPA NON VI HA DETTO NIENTE nonostante le intercettazioni siano nella disponibilità di tutte le redazioni "importanti". Altre cose ora non le possiamo dire, c'è altro ed andiamo avanti, vi posso solo diere che due pezzi da 90 del mondo del calcio non mangeranno il panettore ... Buon fine settimana a quelli che di mestiere dalla cameretta commentano la competenza altrui, studiate, buon fine settima e chi deciderà di supportare la @fondazionejb , non vorrete essere mica da meno di tanti interisti che pagano e piangono 😄 #calcio #arbitropoli #Inter

Angelo Jul 27

- Fa sapere di aver contattato Ancelotti che ha un contratto di 4 ANNI con il Brasile; - Annuncia una trattativa con Guardiola che 12 ore dopo gli dice di no; - Si impunta su Pirlo che non ha ancora dimostrato di essere un allenatore. La domanda è lecita: Maldini è del mestiere? https://t.co/CcT1FVqyRB #Calcio #Maldini #Allenatori