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#Previsione

China, a two-speed economy: official PMI 49.8, private 51.5 Chinese industry continues to contract according to the official data, but the private index exceeds forecasts. Strong exports and weak domestic demand: the pattern that exports deflation to the world. (translated)

Omari Hutchinson? Nessuna analisi. Conosciuto da tutti oggi, conoscete anche Jair Cunha del Nottingham dunque che diventerà un difensore di livello mondiale? "Caos" nel bene e nel male è il termine giusto per descrivere quello che porta in campo l'inglese. O tutto o niente. Per questo la previsione è azzardata. #Calcio #Sport #GiovaniTalenti

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In the Atacama Desert, in Chile, the rare rains have led to the blooming of the Florido Desert, transforming one of the driest places on Earth into a vibrant display of colors, with an expansion forecast of nearly 15,000 square kilometers by October 2026. (translated)

Ecco come uno dei luoghi più aridi della Terra torna a fiorire: lo spettacolo dell'Atacama

Inflation in Spain has soared to 4.3% in August, reaching a three-year high due to the continued rise in gasoline prices, exceeding analysts' forecasts. (translated)

La inflación se dispara al 4,3% tras el verano y alcanza máximos en tres años por la subida de las gasolinas

Il momento è arrivato 🖤💙 Fate la vostra previsione sugli #UCLDraw 😎🔮 https://t.co/sMCIc3L9L5 #UCL #Calcio #Sport

Previsione: nelle prossime ore vedrete e rivedrete il video del gol in Champions League di Martina Rosucci 😲 #ChampionsLeague #Gol #MartinaRosucci

The excess heat in the Mediterranean Sea, which has reached record temperatures of up to 30 degrees, is contributing to the formation of severe storms and atmospheric instability in the region, as evidenced in Valencia, where winds of up to 149 kilometers per hour caused damage, raising concerns about the risk of extreme weather events in the future and underscoring the need to improve weather forecasts to protect the population. (translated)

El calor récord en el mar, combustible de reventones térmicos y posibles danas

Avevamo detto attenuazione ed è quello che sta succedendo. 4 giorni fa scrivevo che dopo Ferragosto non sarebbe arrivato il fresco, non sarebbe arrivato l’autunno e non ci sarebbe stato un brusco cambio atmosferico. La previsione più corretta era un’altra, una graduale attenuazione del caldo, soprattutto al Centro-Nord, con un calo termico nell’ordine di 3-4°C, localmente anche qualcosa in più dove temporali, ventilazione e ricambio d’aria sarebbero riusciti a incidere meglio. Direi che la tendenza a 4-6 giorni è stata sostanzialmente confermata. La passata temporalesca di ieri non ha spazzato via l’estate, ma ha fatto una cosa importante, ha abbassato umidità e punti di rugiada in diverse zone, rendendo l’aria meno pesante. In molte aree il calo termico è stato proprio nell’ordine previsto, senza effetti miracolosi ma con una differenza concreta nella percezione, soprattutto dopo giorni e giorni di caldo insistente. La meteorologia seria non deve vendere svolte epocali a ogni aggiornamento. Deve leggere i segnali, pesarli, comunicarli senza gonfiarli e senza spegnerli. La prudenza non serve a dire meno cose, serve a dirle meglio. Ora l’Italia tenderà purtroppo a dividersi in due, con il Nord più vicino a una fase meno calda definitiva e più dinamica, mentre Centro-Sud e Isole resteranno ancora più esposti a un caldo resistente. Il calendario però inizia a lavorare dalla nostra parte. Settembre si avvicina, le ore di luce diminuiscono, le notti si allungano e l’estate atmosferica, come accade sempre, prima o poi dovrà cedere terreno. Un grado alla volta, una notte alla volta, un temporale alla volta. #Meteo #PrevisioniDelTempo #Clima

Il caldo arretra in Europa, ma l’Italia resta divisa. La tendenza per il periodo 21-28 agosto è interessante perché racconta bene il cambio di fase che dovremmo vivere nella terza decade. Non stiamo parlando di fresco generalizzato e non stiamo parlando di fine dell’estate per quanto riguarda l'Italia ma la mappa mostra però una cosa importante, l’Europa occidentale e centro-settentrionale entrerebbe in una fase con temperature in media o sotto media, mentre il caldo più anomalo tenderebbe a concentrarsi tra Balcani, Italia centro-meridionale, Grecia, Turchia e Mediterraneo orientale. L’Italia sarebbe esattamente divisa a metà dalla linea di confine delle due masse d'aria. Il Nord sarebbe più vicino all’influenza atlantica, quindi con temperature normali per il periodo, localmente anche leggermente inferiori alla media. Dal prossimo fine settimane le regioni settentrionali saranno libere, in modo definitivo, dal rovente abbraccio dell'anticiclone subtropicale continentale. Il Centro vivrebbe una fase di transizione con periodi meno caldi alternati a momenti in cui l'anticiclone riuscirà ancora a far sentire la sua resistenza. Sud e Isole, invece, resterebbero più vicini al bordo caldo della struttura subtropicale, con anomalie ancora positive e un ridimensionamento che probabilmente avverrà non prima degli ultimi giorni del mese. Il caldo non sparisce, ma arretra. Non domina più tutta la scena europea come nelle fasi più bloccate, ma tende a ritirarsi verso latitudini più basse e verso il Mediterraneo orientale. Vi ricordo che siamo ancora su una tendenza media settimanale, non su una previsione di dettaglio. Non ci dice il tempo giorno per giorno, né dove pioverà o quanto farà fresco in una singola città, ci dice però che l’assetto barico in Europa sta cambiando. A livello atmosferico l'Italia sta per dividersi, l'estate comincia a perdere il suo dominio assoluto ma resisterà in modo tenace al Centro-Sud, ed in particolare a partire da Lazio ed Abruzzo in giù. #meteo #estate #Europa

L’estate non è ancora finita ma l’atmosfera comincia già a cambiare stagione. Questo grafico non dice che domani arriverà il fresco in Italia e non va letto come una previsione diretta per il nostro Paese. Racconta però qualcosa di molto interessante. Nella stratosfera, a circa 30 km di quota, il vento zonale medio a 10 hPa sta progressivamente passando dalla circolazione tipica dell’estate a quella più autunnale. Il vortice polare stratosferico comincia lentamente a ricostruirsi. Durante l’estate la stratosfera polare è ancora in una fase molto diversa, con venti deboli o orientali. Poi, man mano che il Polo Nord perde radiazione solare, la stratosfera si raffredda, aumenta il contrasto termico con le medie latitudini e tornano a rinforzarsi i venti occidentali. È un passaggio normale, stagionale, ma molto significativo. Non significa che l’estate finisca di colpo, non significa che il caldo non possa tornare e non significa che settembre non possa avere fasi calde anche importanti, però il motore stagionale sta cambiando passo. Il sole scende, le giornate si accorciano, le notti si allungano, l’energia disponibile diminuisce e anche l’atmosfera, lentamente, inizia a prepararsi a un assetto diverso. La meteorologia dei prossimi giorni si farà ancora in troposfera, con anticicloni, saccature, temporali e masse d’aria ma lassù, molto più in alto, il calendario atmosferico ha già iniziato a voltare pagina. #Meteorologia #Stagioni #Clima

ANSA.it 2w

The Stelvio is closed due to the summer heat, while in Europe there will be no options for summer skiing, as Netanyahu discusses with Kushner the seriousness of the peace plan without any provision for a Palestinian state. (translated)

Chiude per il caldo anche lo Stelvio, in Europa niente sci estivo

This summer, Europe is facing extreme heat waves, devastating wildfires, and historic droughts, which scientists attribute to accelerated global warming, with projections of agricultural losses and a lasting impact on the environment. (translated)

Cinco olas de calor, incendios casi imposibles de apagar... Europa se abrasa en un verano histórico

TOTI: IL FANGO RESTA, MA CHI LO HA LANCIATO? Ve lo ricordate il “sistema Toti”? Ve le ricordate le piazze, le urla, le accuse, le richieste di dimissioni? Ve li ricordate Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli e compagnia cantante pronti a trasformare un’inchiesta giudiziaria in una sentenza politica? E soprattutto: ve lo ricordate il linciaggio mediatico? Perché oggi arriva una notizia che dovrebbe far riflettere tutti! Il GIP di Genova ha disposto l’archiviazione del filone bis dell’inchiesta, ritenendo che non ci fossero elementi idonei a formulare una ragionevole previsione di condanna e che non fosse sostenibile l’ipotesi di reato contestata in quel procedimento!! E allora una domanda diventa inevitabile: chi restituisce a Giovanni Toti quello che gli è stato tolto? Chi gli restituisce la dignità politica? Chi gli restituisce i mesi agli arresti domiciliari? Chi restituisce alla sua famiglia l’umiliazione di vedere il proprio nome trascinato quotidianamente nel fango? Chi restituisce alla Liguria la serenità istituzionale sconvolta da quella vicenda? E soprattutto: chi chiederà scusa? Perché in Italia funziona troppo spesso così: l’inchiesta finisce sui giornali con titoli cubitali, l’indagato diventa immediatamente “colpevole” nell’immaginario collettivo, la politica si getta sul cadavere ancora caldo dell’avversario e le televisioni fanno il resto. Poi, quando arrivano archiviazioni, assoluzioni o ridimensionamenti, improvvisamente cala il silenzio. Nessuna piazza. Nessuna manifestazione. Nessun titolo a caratteri cubitali. Nessuna autocritica. Il fango fa rumore quando viene lanciato. Le smentite, invece, fanno pochissimo rumore. E questo è il vero problema. Non sto dicendo che la magistratura non debba indagare. Deve farlo. Sempre. Ma proprio perché la magistratura è uno dei pilastri dello Stato di diritto, bisogna pretendere che un’indagine non diventi una condanna mediatica prima ancora di arrivare davanti a un giudice. E alla politica dico ancora di più: quando un avversario viene travolto da un’inchiesta, la prudenza dovrebbe essere un dovere. Perché domani potrebbe toccare a voi. A Toti è stato tolto il potere politico. La macchina mediatica gli ha tolto reputazione. La pressione giudiziaria e politica ha contribuito alla fine della sua esperienza da governatore. E adesso, davanti a un’archiviazione che certifica l’insufficienza degli elementi per sostenere l’accusa in quel filone, io vorrei vedere almeno una cosa: DA PARTE DI QUESTA GENTAGLIA UN PO’ DI VERGOGNA. Da parte di chi lo ha già condannato. Da parte di chi ha trasformato un’inchiesta in propaganda. Da parte di chi ha scambiato il garantismo con il tifo politico. Ma temo che resterà soltanto il silenzio. Perché il problema non è soltanto il fango che viene gettato. Il problema è che, in Italia, troppo spesso nessuno paga mai il prezzo del fango che ha gettato sugli altri. E questa, signori miei, non è giustizia. È una devastante giustizia mediatica di parte!!! #Giustizia #Politica #LibertàDiStampa

Stiamo per scavallare il Gran Premio della Montagna del caldo A maggio scrissi una cosa in cui credo ancora. Non bisogna vivere l’estate come un incubo, né trasformare ogni aggiornamento meteo in ansia anticipatoria. L’estate va vissuta, per quanto possibile, con equilibrio e serenità. Detto questo, l’onestà intellettuale però viene prima di tutto e questa estate è stata davvero pesante. Pesante per durata, persistenza, umidità, notti tropicali e difficoltà di recupero nelle ore notturne e il mio pensiero va soprattutto a chi non può permettersi un condizionatore in casa. Nel clima estivo che stiamo vivendo, il raffrescamento domestico non è più solo comfort ma per anziani, fragili, bambini piccoli e persone malate è sempre più un presidio sanitario indispensabile. Trovo scandaloso che non sia ancora trattato come tale. Tra la fine della seconda decade e l’inizio della terza decade di agosto si intravede il progressivo arretramento della struttura subtropicale continentale che ha dominato questa lunga fase. Usando il gergo ciclistico, stiamo per scavallare il Gran Premio della Montagna del caldo, non significa trovarsi subito in pianura, ma iniziare lentamente la discesa. Il caldo potrà ancora tornare. Anche settembre, in Italia, può proporre fasi calde importanti. Ma da qui in avanti l’astronomia inizierà a darci una mano, soprattutto di notte. Le giornate si accorciano, il sole perde forza, le ore di buio aumentano e diventa progressivamente più difficile mantenere minime diffusamente estreme, specie lontano dalle coste e dalle grandi aree urbane. La speranza, ora, è che l’autunno faccia l’autunno. Non servono nubifragi, non servono alluvioni, non serve recuperare in tre ore quello che non è caduto per settimane. Servono piogge distribuite, regolari, capaci di rientrare nei suoli e non solo di scorrere via. Le settimane appena passate hanno lasciato terreni secchi, vegetazione stressata e un deficit idrico che tra settembre e novembre sarebbe importante colmare nel modo giusto. C’è poi un punto comunicativo che voglio chiarire. Prevedere con diversi giorni di anticipo una fase anticiclonica calda in piena estate è molto più semplice che prevedere una perturbazione autunnale, una nevicata o una discesa artica in inverno. Il motivo è fisico, un anticiclone estivo è spesso una struttura ampia, lenta, persistente, con masse d’aria estese e segnali termici abbastanza continui. Le perturbazioni, invece, vivono di traiettorie, minimi di pressione, ondulazioni del getto, contrasti termici, interazioni con Alpi e Appennini, richiami umidi, aria fredda in quota e dettagli che possono cambiare anche a 48-72 ore dall’evento. Basta uno spostamento di poche decine o centinaia di chilometri per modificare piogge, temporali, neve, vento e temperature. Per questo alcuni titoli a effetto, quando annunciano caldo e anticiclone in estate, possono anche "andare a buon fine" ma non significa che lo stesso metodo funzioni da settembre in poi, quando l’atmosfera diventa più dinamica e la previsione a lunghissimo termine torna a essere molto più fragile. Il caldo più duro sembra avviarsi verso il suo declino stagionale, non sarà ancora la fine dell'estate ma lentamente ci avviamo a cambiare passo. #Estate #Clima #Temperature

Il caldo arretra da Nord, dopo Ferragosto l’estate cambia passo. Dopo settimane dominate dall’anticiclone subtropicale continentale, i segnali iniziano a diventare più concreti ed ormai quasi certi. Tra il 17 e il 19 agosto la massa d’aria più calda comincerà a ritirarsi verso latitudini più basse, lasciando spazio da nord a correnti meno calde e più instabili. Il cambiamento non sarà uguale per tutti. Al Nord il segnale appare più netto con le temperature in quota che tenderanno a rientrare progressivamente verso valori più vicini alla media, con un aumento dell’instabilità e la possibilità di rovesci o temporali. Non una semplice limatura del caldo, ma un vero cambio di passo rispetto alla lunga fase precedente. Sul Centro il ridimensionamento dovrebbe arrivare con maggiore gradualità, ma anche qui la traiettoria è abbastanza chiara, dopo Ferragosto la cupola calda perde forza e il caldo più pesante inizia a mollare la presa. Più lenta la risposta su Sud e Isole, dove la struttura subtropicale resterà inizialmente più vicina. Bari, Cagliari e Palermo mostrano un segnale di attenuazione, ma meno lineare e qui il caldo potrà resistere più a lungo e qualche nuova pulsazione non va esclusa, soprattutto per Estremo Sud e Sicilia mentre la Sardegna potrebbe vedere l'arrivo di Maestrale intorno al 18. La cosa importante è non spingersi troppo oltre con le certezze. Finché gli scenari restano vicini tra loro, la previsione è più solida con caldo ancora intenso fino a Ferragosto, poi progressivo rientro da Nord verso Sud e instabilità in aumento soprattutto al Centro-Nord. Non è la fine dell’estate. È qualcosa di diverso, e forse più importante dal punto di vista meteorologico, il primo vero arretramento stagionale della grande cupola subtropicale che ha dominato questa lunga fase estiva. #Meteo #Stagione #Estate

Il caldo subtropicale continentale mostra le prime crepe, dopo il 17 agosto qualcosa può cambiare davvero. Gli spaghi del modello americano su Roma iniziano a mostrare un segnale interessante. Tra la fine della seconda decade e l’inizio della terza decade di agosto l’anticiclone subtropicale continentale potrebbe perdere compattezza e la media dei vari scenari mostra un calo termico con un ritorno a temperature nella media del periodo. Fino al 17-18 agosto il quadro resta ancora molto caldo, con valori a 850 hPa spesso intorno a +21/+23°C. La massa d’aria resta pienamente calda e sopra la media per il periodo e non ci sarà nessuna svolta immediata. Poi, però, qualcosa cambia. Tra il 18 e il 20 agosto diversi scenari iniziano a portare le isoterme verso valori meno estremi, spesso comprese tra +16 e +19°C a 850 hPa. Non sarebbe fresco autunnale, sia chiaro, ma sarebbe una discesa importante rispetto alla fase attuale e potrebbe segnare l’inizio di un declino più evidente e definitivo del caldo più intenso. Si nota anche qualche segnale di maggiore instabilità, con possibili rovesci o temporali, anche se su questo punto la previsione resta ancora delicata. Non stiamo parlando di una certezza assoluta, perché dopo il 20 agosto gli spaghi si aprono e l’incertezza aumenta ma rispetto ai giorni scorsi il segnale è più concreto e le possibilità aumentano. Forse possiamo iniziare a dire che la fase più bloccata, pesante e persistente del caldo subtropicale continentale sta per finire. #Meteo #Clima #Temperatura

Quando finirà davvero il caldo? Per ora la risposta è una sola: bisogna ancora aspettare. Nei prossimi 7-10 giorni lo scenario atmosferico cambierà poco. Il segnale dominante resta quello dell’anticiclone subtropicale continentale e, al netto dei consueti temporali di calore pomeridiani che continueranno a svilupparsi soprattutto nelle zone interne, non si intravedono cambiamenti sostanziali. Qualcosa potrebbe muoversi dopo il 18-20 agosto, ma siamo ancora troppo lontani per parlare di una tendenza affidabile. In questa fase sarebbe poco serio trasformare un segnale a lunga distanza in una previsione. La buona notizia, però, c’è ed è già scritta nel calendario astronomico. Dalla terza decade di agosto la riduzione delle ore di luce inizierà ad avere un impatto concreto sulle temperature notturne. Avremo mediamente 45-50 minuti di luce in meno rispetto a oggi e quasi 2 ore in meno rispetto alla fine di giugno e ai primi di luglio. Anche se la massa d’aria in quota dovesse rimanere molto simile, con valori paragonabili sia a 850 hPa sia a 500 hPa, le minime tenderanno comunque a scendere. Il raffreddamento notturno diventerà infatti più efficace, soprattutto nella fascia oraria compresa tra le 2 e le 6 del mattino, quando il terreno avrà più tempo per disperdere calore. Ci aspettano ancora giorni di caldo intenso ma la stagione, lentamente, inizierà comunque a cambiare. E le prime a raccontarcelo saranno le notti. #Meteo #Caldo #Estate

In un Paese dove quasi nessuno ammette mai un errore, Mario Giuliacci ha appena dato una lezione di meteorologia e di stile. Si può sbagliare una previsione. Succede. Soprattutto quando si lavora su una fase lunga, complessa, dominata da caldo persistente, piccoli cedimenti modellistici e aggiornamenti che possono cambiare strada nel giro di poche emissioni. La meteorologia non è lettura del destino, è analisi continua di dati, modelli, scenari, probabilità e margini d’incertezza. Per questo il gesto del Colonnello Giuliacci merita rispetto. Un professionista che, a un’età in cui molti avrebbero già smesso da tempo, continua a metterci faccia, voce, passione e responsabilità, oggi ha detto una cosa semplice e rara:"ci dispiace, vi abbiamo illuso, qualcosa è andato storto ed abbiamo sbagliato previsione". Questo non lo rende meno autorevole, lo rende più autorevole. L’autorevolezza non sta nel fingere di avere sempre ragione, sta nel riconoscere quando una previsione non ha retto, spiegarlo alla propria comunità e tornare a leggere l’atmosfera con serietà. A Mario Giuliacci va la mia solidarietà, ma soprattutto il mio rispetto. La meteorologia ha bisogno anche di questo. Competenza, umiltà e amore vero per una scienza difficile. #Meteorologia #Previsioni #Competenza

Despite a notable increase of 76% in Toyota's net profits during the first quarter, reaching 8.1 billion euros, the company has lowered its forecasts for the remainder of the fiscal year due to the difficulties caused by the conflict in the Middle East and rising costs. (translated)

Los beneficios de Toyota se disparan un 76% aunque se rebajan las previsiones para el resto del ejercicio

Nissan has overcome losses and recorded a net profit of 21 million euros in the first quarter of 2026 thanks to its restructuring plan Re:Nissan, but it has lowered its sales forecasts for the year to 3.15 million units due to increasing uncertainty in the markets and raw material costs. (translated)

Nissan sale de números rojos gracias a su plan de reestructuración, pero reduce sus previsiones de ventas