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#Sociología

22 anni senza dire una parola, forse non ha la capacità intellettiva per formare una frase di senso compiuto Con un post manda al manicomio la metà stupida del mondo. Quella degli achievement based. Quella degli show celebrativi Battuti in casa loro. Non si riprenderanno mai https://t.co/VEYbgDgLbc #sociologia #intelligenza #società

Ho sempre voluto proteggere Belen, sin dal primo giorno in cui l’ho incontrata, ma ora non la posso proteggere più. Faccio questo mestiere da quando sono nato, fa parte di me, è nel mio sangue. Amo il mio lavoro, e ho il dovere di raccontarvi la verità. Quando fai parte del mondo dello spettacolo e vivi guadagnando sull’amore della gente, non puoi più lamentarti invocando la tua privacy, perché non esiste più. La narrazione, anche se avete i vostri social, non la comandate voi, la decide il pubblico. Ho creato questo format per portare la verità, a prescindere da chi ho di fronte. È gossip. Ma non solo, è informazione, sociologia della comunicazione, psicologia giovanile, narrativa, contenuto, performance. “FALSISSIMO”. P.S. non provate a farlo, è pericoloso. GUARDALA QUI https://t.co/DX3cJofGWw #gossip #verità #spettacolo

A escola pública precisa ser espaço de formação, criatividade, pensamento crítico e emancipação. Escola não é quartel e militar não é professor. Nos últimos anos, vimos avançar projetos de militarização das escolas e movimentos de censura como o Escola sem Partido, atacando a autonomia pedagógica, perseguindo professores e tentando transformar a educação em espaço de controle e obediência. Ao mesmo tempo, a Reforma do Ensino Médio aprofundou a precarização da educação, fragmentou o currículo e reduziu o espaço de disciplinas fundamentais para a formação crítica dos estudantes. Defendemos escola pública, gratuita, laica, inclusiva e em tempo integral, com gestão democrática e valorização dos profissionais da educação. Vamos lutar pela revogação dos programas cívico-militares e da Reforma do Ensino Médio, por um currículo que valorize as ciências, as artes, a filosofia e a sociologia e por um novo Plano Nacional de Educação com investimento, infraestrutura digna e valorização salarial. Segurança e respeito nas escolas se constroem com educação, acolhimento, valorização profissional e investimento público, não com militarização! #Jones5050 Federação PSOL/REDE - PROPAGANDA ELEITORAL - CNPJ 68.571.443/0001-76 #EducaçãoPública #EscolaSemMilitarização #ValorizaçãoDosProfessores

É satisfatório assistir um sociólogo admitindo que fazia parte do grupo que não acreditava na vitória de Bolsonaro em 2018. E ainda se perguntando onde foi que eles falharam em não aceitar o fenômeno chamado Bolsonaro. “Um ano e meio antes das eleições, ele tinha 15% dos votos. Isso não acontece com nenhum desses candidatos que nós imaginamos poderem ser uma 3ª via.” “Não dá pra comparar esses dois governadores com alguém de sobrenome Bolsonaro.” #Bolsonaro #Eleições #Sociologia

The article analyzes the case of the Sociology professor at the University of Cambridge, Jason Arday, who deceived academia with a resume full of lies, raising questions about whether universities are promoting fraud and mediocrity at the expense of the pursuit of true knowledge and criticism. (translated)

O que está a acontecer com as universidades? — Debate

Sociólogo Monark afirmou que já deu o bumbum e mamou linguiça. Blogueiro Felipe Neto analisa o caso: https://t.co/0VHhm1SKOm #sociologia #cultura #notícias

O caminho se faz durante a caminhada, caindo, levantando e perseverando. Coragem é o que devemos à vida, pra quem sabe olhar pra trás nenhuma rua é sem saída. Quem conhece a história fortalece a raiz, quem tem memória sabe o significado de cada cicatriz. Minha política nasce da experiência, eu não li, não assisti, eu vivi. E depois tive oportunidade de estudar, fiz dois anos de Sociologia, cinco anos de Direito e dois no Mestrado, na Universidade Federal do Paraná. Adquiri conhecimento prático e teórico para bem representar toda a população e, em especial, a população que mais precisa, que é maioria, o povo da periferia! Por isso me coloco novamente como candidato, porque a luta está apenas começando, agora a arena de batalha é Brasília. Essa é nossa voz, essa é nossa vez, Deputado Federal, Renato Freitas, 1333. #Coragem #Perseverança #Política

Jason Arday, former professor at the University of Cambridge and victim of a long media attack for alleged plagiarism cases, was found dead on August 14, 2026, shortly after resigning from his chair of sociology of education. (translated)

Jason Arday, ex professore di Cambridge trovato morto: si era dimesso dopo le accuse di plagio

Mas segundo a socióloga Miriam Leitão o povo tem a SENSAÇÃO que está tudo caro https://t.co/eMNb41ONIw #Economia #CustoDeVida #Sociologia

PEGGIORE DELLO SCHIFO CI SONO SOLTANTO LE RANCOROSE ACIDE PSEUDO-DONNE DI SINISTRA "Nana". "Caciottara a mollo". "È venuta a infestare il nostro mare, spero si sia disinfettata con l'amuchina". Il bersaglio: una madre in vacanza con la figlia di nove anni. Le firme, in gran parte: donne. Questo il trattamento riservato a Giorgia Meloni per tre giorni alla Maddalena. Tre giorni di volo di linea, traghetto, gommone a noleggio e panini nella borsa frigo. Niente yacht, niente voli di Stato: la fila all'imbarco come qualunque madre italiana d'agosto. Ed è proprio questa normalità che ha fatto impazzire la muta di cani rabbiosi. "Nullafacente da sempre", "le ferie le prende chi lavora": quasi quattro anni alla guida del governo, evidentemente, non contano come mestiere. Fino al capolavoro dell'amuchina. Infestare: il verbo che si riserva agli insetti. Quando l'avversario politico diventa un agente contaminante non siamo più nell'insulto, siamo nella disumanizzazione da manuale. Quella su cui si scrivono i saggi e si organizzano i convegni. Quando capita agli altri. E qui il dato che nessuno vuole vedere. Donne che danno della nana a una donna. Donne che deridono la maternità di una donna. Donne che evocano un disinfettante per una donna che fa il bagno con la figlia. La sorellanza, parola d'ordine di ogni piazza femminista degli ultimi dieci anni, si ferma al tornello della tessera politica. Di là dal tornello non ci sono sorelle: c'è una preda. Qualcuna, nel coro, ha pure fornito la teoria: "questa destra ha sdoganato la violenza verbale e ora vi meravigliate che qualcosina torni indietro". Eccola, l'assoluzione preventiva. Se l'è cercata. La stessa identica grammatica che il femminismo denuncia - giustamente - quando viene usata contro qualunque altra donna. La gonna troppo corta, il rientro troppo tardi, le idee troppo di destra: cambia il pretesto, la logica è quella. Ma applicata a Meloni diventa improvvisamente analisi politica. E la rabbia ha una radice precisa, che il vocabolario confessa da solo. Caciottara, borgatara, pescivendola: insulti di censo, non di politica. È il disprezzo del salotto per il mercato rionale, firmato da una sinistra che ormai vince ai Parioli e ha perso nelle borgate che furono sue. La prima donna al vertice di Palazzo Chigi doveva essere una di loro: laurea giusta, quartiere giusto, salotto giusto. Invece il soffitto di cristallo lo ha sfondato una madre della Garbatella che parla come il popolo che loro hanno smesso di frequentare. Non le perdonano le idee. Non le perdonano di essere arrivata prima, partendo da sotto. Né si può dire che manchi il contesto. Due mesi fa, alla Camera, il capogruppo grillino in commissione Esteri Francesco Silvestri ha spiegato che la premier "ha indossato delle ginocchiere per stare più comoda". Detto in aula, a verbale, dal pulpito della Repubblica. E nella stessa seduta si è consumata la scena che vale un trattato di sociologia: l'onorevole Boldrini indignata perché un collega aveva osato dire "signor presidente" - il maschile, che scandalo - e silente sull'allusione alle ginocchiere. La sentinella del linguaggio monta la guardia sull'articolo e dorme sulla sostanza. Risultato: nel giro di giorni, "ginocchiere" era l'argomento più gettonato sotto i post d'odio contro la premier. Il linguaggio non sale dalla fogna al palazzo. Scende dal palazzo alla fogna. E non è la prima volta. Quando Landini la definì "cortigiana", dalle piazze femministe. Quando la televisione di Stato russa la chiamò con epiteti da postribolo, sempre silenzio. Quando un professore augurò alla figlia di nove anni la fine di Martina Carbonaro e quando un camerunense davanti a una questura fece alla stessa bambina allusioni che non si trascrivono, le piazze che si riempiono per un asterisco rimasero vuote. Il copione non cambia mai: si cambia solo la vittima designata e la si toglie dall'elenco delle donne difendibili. Perché di questo si tratta. Il movimento che vede il patriarcato in una pubblicità, in una desinenza, in una ricetta di cucina, davanti alla prima donna presidente del Consiglio della storia repubblicana - coperta di insulti sessisti, minacciata, con la figlia minorenne nel mirino da tre anni - non ha mai trovato dieci minuti per un presidio. Non una fiaccolata. Non un corteo di Non Una di Meno. Non una riga delle firme che vivono di questo. Dov'era il patriarcato quando serviva davvero? Era in vacanza pure lui? La risposta la conosciamo ed è la stessa che spiega un altro silenzio: quello sulle donne musulmane. Sui matrimoni forzati, sulle mutilazioni, sui niqab imposti alle bambine nelle nostre città, il femminismo militante pratica da anni la medesima sordità selettiva. Le donne velate a forza e la premier detestata condividono lo stesso destino: sono donne sbagliate, la cui oppressione non porta consenso. E allora non esistono. Un femminismo che sceglie quali donne difendere in base alla convenienza non è un movimento di liberazione. È un ufficio stampa con la bandiera sbagliata. Il patriarcato lo vedono ovunque, tranne dove c'è una donna che non gli piace. E ogni giorno di questo silenzio, mentre una madre viene linciata per un traghetto e una bambina cresce sotto scorta digitale, quel silenzio firma. Con nome, cognome e sigla dell'associazione. #Femminismo #Sorellanza #Politica

Fra molto l'IA dimostrerà che il 90% delle tesi di dottorato sono copiate. Ora, vorrei rivolgermi ai proprietari di autolavaggio a Foggia che hanno pagato quattro anni di affitto di una stanza a Milano a 900€ per il figlio specializzato in "Percorsi gender e queer nella sociologia dell'etica delle generazioni ecologiche": non era meglio non si fosse neanche laureato...? #IA #Dottorato #Foggia

The Sociology professor at the University of Cambridge, Jason Arday, has resigned from his position following weeks of plagiarism accusations and the opening of an investigation into his academic credentials and professional background, although he has denied these accusations, stating that his resignation is a result of the impact the situation has had on his personal life. (translated)

Dimite el controvertido profesor de Cambridge Jason Arday después de las acusaciones de plagio
Punta Jul 31

Jajajajajaja. Ayer eran 20.000 y hoy, de repente, 50.000 clavaos. Y van fichando la salida. Odio a los políticos con toda mi alma, pero a los “medios de comunicación” mil veces más. #Política #MediosDeComunicación #Sociología

VENDETTA, POLITICA E DEMOCRAZIA: una visione sociologica Il caso giudiziario del gioielliere condannato per l'omicidio di alcuni rapinatori in fuga ha superato i confini delle aule di tribunale, trasformandosi in un acceso dibattito pubblico e questo stimola l’interesse del sociologo. Se osservata attraverso le categorie sociologiche di Pierre Bourdieu, questa vicenda cessa di essere un isolato fatto di cronaca o una questione di dottrina penale, configurandosi come una chiara manifestazione delle tensioni strutturali che attraversano lo spazio sociale, in particolare nel rapporto tra il campo giuridico, il mondo dei profani e il campo politico. Il campo giuridico si costituisce storicamente come uno spazio sociale autonomo, regolato da logiche proprie e accessibile solo a professionisti dotati di specifiche competenze linguistiche e tecniche (giudici, avvocati, giuristi, ecc.). Quando i magistrati emettono una sentenza di condanna basata sul rigido scrutinio della legittima difesa, applicando i requisiti di attualità del pericolo e proporzionalità, esercitano il potere tipico del campo ovvero il potere di nominare, classificare e produrre la realtà sociale in modo legittimo. L'evento drammatico viene spogliato della sua carica emotiva e tradotto in categorie codificate dalla legge. A questa razionalizzazione formale si contrappone l'habitus dei profani, ovvero dei cittadini comuni, la cui percezione della giustizia risponde a un senso pratico immediato. Per una parte consistente dell'opinione pubblica, la condanna dell'esercente appare incomprensibile perché urta contro schemi cognitivi basati sulla tutela emotiva della proprietà privata e sul principio della compensazione morale rispetto al torto subìto. Si manifesta così una frattura netta tra la neutralizzazione formale della violenza operata dallo Stato e le istanze etiche, spesso disorganiche, del pubblico non specialista. Sotto il profilo della sociologia del diritto, il contrasto tra l'azione del gioielliere e la risposta dell'ordinamento richiama il principio fondativo dello Stato moderno cioè la rinuncia da parte del cittadino al proprio diritto di vendetta privata. Nel patto sociale stabilito all’interno degli Stati di diritto, l'individuo cede la gestione della giustizia riparativa (vendetta) a un'entità terza e impersonale, lo Stato, la quale assume su di sé il monopolio della forza legittima. La reazione del gioielliere, che colpisce i rapinatori durante la fuga, viene interpretata dal campo giuridico come un tentativo di riappropriarsi di quella violenza privata originaria che il contratto sociale ha storicamente bandito. La condanna penale non mira soltanto a sanzionare un illecito, ma risponde alla necessità strutturale di riaffermare l'esclusività del potere statale, impedendo che i singoli consociati tornino a farsi giustizia da sé, disfacendo l'ordine legalizzato e pertanto la coesione sociale. Questa divisione tra habitus profano e razionalità giuridica apre lo spazio a un marcato pericolo di manipolazione dell'opinione pubblica, operata dalle forze politiche attraverso una sistematica comunicazione mediatica. Nel tentativo di erodere l'autonomia del campo giuridico, gli attori politici più radicali e conservatori utilizzano i mass media per amplificare la risposta emotiva dei cittadini profani, offrendo una narrazione semplificata e polarizzata del reato. La cronaca giudiziaria viene così strumentalizzata per veicolare e legittimare modelli di controllo sociale basati sulla violenza e sull'autodifesa militarizzata, elementi ideologici tipici delle destre populiste che, si ricorda, hanno come nucleo valoriale ed ontologico fondante, l'assunto della disuguaglianza tra i cittadini, formalizzando una divisione gerarchica tra chi ha il diritto intrinseco di essere protetto, o persino di esercitare una forza letale, e chi viene permanentemente declassato a una categoria subalterna priva di tutele umane fondamentali. Attraverso la celebrazione mediatica del cittadino che si fa giustizia da sé, la propaganda politica tenta di normalizzare l'uso privato delle armi e di ridefinire il concetto stesso di sicurezza, trasformando un grave illecito penale in un atto di eroismo civile. Questa strategia non mira solo a raccogliere consenso elettorale immediato, ma persegue l'obiettivo più profondo di imporre una visione del mondo autoritaria, in cui la coesione sociale non è garantita dall'equità delle istituzioni terze, bensì dalla minaccia della forza privata e dalla punizione esemplare del deviante. La vicenda si arricchisce di un ulteriore livello di complessità con l'intervento del Ministro della Giustizia il quale, superando le proprie prerogative in ossequio alla linea della propria parte politica, richiede formalmente la grazia per il condannato. Dal punto di vista bourdieusiano, questa condotta descrive il tentativo del campo politico di invadere i confini del campo giuridico, cercando di subordinare l'ortodossia delle procedure legali alle logiche del consenso elettorale e alla legittimazione dei sopra citati modelli securitari. Il ministro tenta di capitalizzare politicamente il risentimento dei profani, proponendo un principio di visione e di divisione del mondo alternativo a quello espresso dalla magistratura, fondato sull'idea di una giustizia sostanziale e di parte. A questa ingerenza risponde l'ammonimento del Presidente della Repubblica, che interviene per sanzionare l'infrazione delle regole istituzionali e per ristabilire i confini del campo giuridico. Il richiamo del Quirinale risponde alla necessità non tanto di ribadire le proprie prerogative quanto di difendere l'autonomia del diritto da condizionamenti esterni, riaffermando l'immagine di un potere statale neutrale, oggettivo e superiore agli interessi particolari delle fazioni politiche. In ultima analisi, il conflitto generato attorno alla figura del gioielliere mette a nudo l'essenza stessa del fenomeno giuridico secondo Bourdieu per cui il diritto non è un apparato neutrale e universale, ma l'esito di una lotta simbolica permanente per il monopolio della violenza legittima. La condanna giudiziaria e la successiva difesa dei confini istituzionali da parte della presidenza servono a mantenere viva l'efficacia dell'imposizione di un ordine sociale dominante che si dissimula dietro l'apparenza di una mera, e inevitabile, applicazione tecnica della legge. Il caso esaminato mostra quindi come la stabilità di questo ordine fondante dei regimi democratici dipenda costantemente dalla capacità del campo giuridico di respingere le spinte emotive della piazza, i modelli di controllo reazionari e le strumentalizzazioni della politica, riaffermando ogni volta la propria universale legittimità. L'analisi di questa complessa dinamica tra campi del potere permette di formulare una considerazione conclusiva sulla natura e sulla funzione dell'ordine sociale dominante all'interno dei sistemi democratici contemporanei. Sebbene Bourdieu evidenzi con severità critica i meccanismi di conservazione e di dissimulazione del potere insiti nelle istituzioni statali, la strenua difesa dei confini del campo giuridico mostra un risvolto democratico di fondamentale importanza. I meccanismi di autoconservazione istituzionale, la rigida e razionale applicazione della norma penale e la ferma reazione del vertice dello Stato contro le ingerenze di parte non devono essere intesi come una sterile chiusura tecnocratica, bensì come i veri e propri anticorpi che proteggono la democrazia. Nel momento in cui le forze politiche radicali tentano di cavalcare le passioni popolari per legittimare modelli reazionari di controllo sociale, la tenuta dell'ordine giuridico formale si erge come un argine insostituibile. Riaffermando la neutralità della legge e l'esclusività statale della forza, questi presidi istituzionali neutralizzano il pericolo di una deriva autoritaristica, impedendo che lo Stato di diritto venga svuotato dall'interno a favore di una logica della violenza privata e del populismo penale e politico. PS: se volete approfondire leggete Bourdieu "La forza del diritto. Elementi per una sociologia del campo giuridico"

Paolo Becchi Jul 24

immigrant from Ghana, autistic to the point that until 16 he could not read anything, is admitted to a doctorate in "sociology of racism." In a few years, he becomes a university professor at Cambridge. Professor of what? "Racism and Inequality...". But it means that he is the (translated)

MA SOLO IO HO NOTATO CHE SI È CREATO UN BEL RAPPORTO PIÙ TRA GLI UOMINI CHE TRA LE DONNE RISPETTO AGLI ANNI PASSATI? #temptationisland #relazioni #sociologia #cambiamento

Ay chicos ya entendí que ustedes van a la universidad más exigente del país a estudiar ingeniería nuclear y creen que la sociología no sirve para nada 🙏 suelten a los sociólogos pobre gente ya bastante mal pasa #IngenieríaNuclear #Sociología #Educación

Facciamo per favore un’analisi sociologica sul fenomeno condanna del comportamento di sara e beatificazione di gabriele perché voi non state bene e poi magari vi definite pure feminists dai su vergogna #temptationisland https://t.co/5iFpMAoiHY #sociologia #feminismo #comportamento

eldiario.es Jul 8

Antonio Ariño, Premio Nacional de Sociología, argumenta, en una entrevista, que la universidad no solo no elimina las desigualdades sociales, sino que también contribuye a reproducirlas, al señalar que el acceso a la educación superior y las oportunidades laborales siguen condicionadas por el origen social de los estudiantes, lo que exige una mayor integración del conocimiento sociológico en las políticas públicas. #Desigualdad #Sociología #Universidad

Antonio Ariño, Premio Nacional de Sociología: "La universidad no elimina las desigualdades; también contribuye a reproducirlas"

Estudante de sociologia Enzo Teixeira entrou em choque com a falta de diversidade e inclusão nessa copa do mundo. https://t.co/KAixf1YQfN #Diversidade #Inclusão #CopaDoMundo