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#apocalisse

Nella primavera del 2025 è diventata virale questa domanda che molti utenti hanno fatto a ChatGPT: Se tu fossi il diavolo, come distruggeresti le menti giovani della prossima generazione senza che se ne rendano conto? La risposta di ChatGPT è stata questa: 1 Inondate le giovani menti di intrattenimento e rumore senza fine. 2 Tenetele incollate agli schermi a scorrere contenuti superficiali. 3 Assicuratevi che non si annoino mai, perché è nella noia che nascono immaginazione, riflessione e pensieri profondi. 4 Fate sì che la verità appaia soggettiva, come se ogni versione fosse ugualmente valida, anche quando chiaramente non lo è. 5 Sfumate i confini tra opinioni e fatti. 6 Impregnate la cultura di paura e cinismo. 7 Promuovete l’idea che il pensiero critico sia elitario o inutile. 8 Modellate il mondo sulla velocità, la comodità. 9 Incoraggiate la connessione digitale a discapito delle vere relazioni umane. 10 Date loro follower invece che amici, commenti invece che conversazioni. In breve, per distruggere la prossima generazione non serve giocare sulla paura, la distrazione, l’intorpidimento, la confusione, l’isolamento, la demoralizzazione sono molto più efficaci. E allora viene da chiedersi, dove stiamo andando a finire? #consapevolezza #apocalisse #risvegliodellacoscienza #risvegliospirituale #distrazione #consapevolezza #distrazione #risvegliodellacoscienza

The topic in class is climate apocalypse, not economic. So: uncertain how much it will cost, not whether it will happen. And uncertainty is not good news. I don't understand this denialism. (translated)

The theme is: even if we were all much wealthier, with drought and climate apocalypse, money would be useless. Living at certain temperatures with all the undeniable consequences is a terrifying scenario. It is undeniable. (translated)

As every summer for several years now, there is widespread talk of the emergency of extreme heat. Climate change is invoked, and the masses of neoliberal globalization are reminded that it is their fault that a true green apocalypse is occurring. The proposed solution (translated)

#2agosto di 46 anni fa, #2Agosto1980 Non avevo ancora 11 anni, mancavano pochi giorni al mio compleanno ma io me ne sentivo già 11, anzi di più. Quartiere Barca, stavo giocando con gli amici sotto casa, sulle nostre biciclette con la carta fissata tra i raggi per fare quel “tatatatata”… Successe quel boom. L’onda d’urto arrivò subito benché lontani qualche km. Dalle finestre dei palazzi sopra noi spuntarono volti di mamme e nonne: “cos’è stato?” Decidemmo di avventurarci in centro, in bici, verso quel sordo e curioso boato. E arrivammo. Non avevamo mai visto una cosa del genere in TV, al cinema e neanche alle macchinette delle sale giochi a 200 Lire alla volta. Eravamo più candidi. Oltre Topolino non si leggeva, e lì quelle tragedie non accadevano. Impietriti, sul viale proprio davanti alla stazione, ad assorbire le urla, la disperazione, la polvere, le sirene, l’odore, il caos e l’apocalisse. E scappammo via. Vergognandoci. Sì, con le gambe tremolanti d’angoscia, ricordo bene la sensazione di vergogna che mi e ci avvolse. La vergogna per essere scappati via invece di rimanere di fronte a quella “cosa” troppo più grande di noi. Quella “vergogna” di quella fuga la provo ancora oggi e, per preservare il ricordo, trovo giusto rispolverarla ogni anno. Dai ricordi di un undicenne, 2 agosto 1980 Bologna. #Memoria #Storia #Bologna

Marco M.M. Jul 24

Salve nuovamente, sono il sig. "questo soggetto" ed è l'ultima volta che le rispondo. Mi fa sorridere questa cosa per cui, se non urli "apocalisse" tre volte al giorno, diventi automaticamente negazionista, lobbista e forse pure comandante dei bot anonimi. Il dettaglio trascurabile è che io da mesi scrivo l’opposto, scrivo di caldo da prendere sul serio, città da ripensare, più verde urbano, meno asfalto, più ombra, più adattamento, più tutela per fragili e territori. Che le città siano diventate ambienti sempre più difficili durante le ondate di caldo, anche e che servano soluzioni serie, strutturali, non slogan da curva climatica, dovrebbe essere il punto di partenza di qualunque discussione onesta. Io non nego il problema, nego solo che l’unico modo per parlarne sia mettersi un elmetto, salire su un bidone e urlare "moriremo tutti" ogni volta che arriva un'ondata di caldo. Secondo me continua a non essere il modo di giusto di sensibilizzare e comunicare. #Climatologia #Urbanismo #Sostenibilità

Marco M.M. Jul 23

State vedendo temperature molto alte sulle app meteo tra 10-15 giorni? Prima di andare in ansia, fermiamoci un attimo. Quelle non sono "previsioni certe". Sono uscite automatiche, spesso basate su modelli numerici, trasformate in un numero secco giorno per giorno. Il problema è che a 10-15 giorni l’attendibilità scende molto, non perché i modelli "non servano", ma perché l’atmosfera è un sistema caotico e piccoli cambiamenti nei prossimi giorni possono modificare posizione dell’anticiclone, asse della rimonta calda, ventilazione, copertura nuvolosa e temperature al suolo. A quella distanza non bisogna guardare il singolo 40, 41 o 42°C come fosse già scritto. Bisogna guardare la tendenza, la coerenza tra i modelli, la persistenza del segnale e soprattutto quanto gli scenari sono aperti. Poi c’è un altro punto da tenere in considerazione, se a inizio agosto le app mostrano caldo, non stanno necessariamente annunciando l’apocalisse. Siamo nel cuore climatologico dell’estate, grosso modo tra metà luglio e metà agosto, il periodo in cui il caldo è più probabile e più facile da ritrovare nelle proiezioni. Questo non significa minimizzare eventuali ondate di calore anche intense. Significa non trasformare ogni numero automatico a due settimane in una sentenza già scritta. Poi magari farà anche molto caldo, questo nessuno può escluderlo. Ma preoccuparsi oggi per un numero automatico visto a 10-15 giorni significa scambiare una possibilità ancora fragile per una certezza. Ed è così che nasce l’ansia meteorologica. Dopo settimane in cui il caldo è stato spesso pesante, abbiamo bisogno di informazioni chiare, non di panico aggiunto. Qualcuno dirà che bisogna urlare all’apocalisse per sensibilizzare chi ci governa. Io penso l’esatto contrario, solo una comunicazione seria, moderata e spiegata bene aumenta davvero la consapevolezza. #Meteo #Clima #Temperature

Ma il fatto che se fa caldo parlano di apocalisse climatica e se fa un po' meno caldo cambiano argomento non suggerisce proprio alcuna riflessione al parco buoi...? #climatechange #globalwarming #sostenibilità

Melissa Jul 5

Aiuto sono le 8 del mattino e c’è ancora gente bloccata a tor vergata sembra l’apocalisse degli zombie a me come minimo mi avrebbero già ricoverata #TorVergata #ZombieApocalypse #Roma

Calano le temperature e quindi meno articoli sull'apocalisse climatica. Si alzano le temperature e quindi più articoli con titoli più grossi. È chiaro che pensano di parlare a bambini di 4 anni. #Clima #CambiamentoClimatico #Temperature

ANSA.it Jun 29

Nell'apocalisse di La Guaira, la città colpita da un potente sisma, si manifesta una devastazione diffusa, mentre i residenti oscillano tra preghiere e una speranza tenace per il futuro. #Venezuela #devastazione #speranza

Nell’apocalisse di La Guaira, la città inghiottita dal sisma
ANSA.it Jun 28

La Guaira, Venezuela, ha vissuto un'apocalisse con un bilancio delle vittime che è salito a 1.430, mentre decine di migliaia di persone risultano ancora disperse dopo la catastrofe. #bilancio #vittime #dispersi

Venezuela,l'apocalisse di La Guaira vista dall'alto
LadyB Jun 24

Qualcuno nei commenti le ha definite i quattro cavalieri dell’apocalisse e chi sono io per contraddirlo #CavalieriDellApocalisse #Commenti #Riflessioni

Marco M.M. Jun 23

C’è un equivoco che va chiarito una volta per tutte anche se continuo a non capire il perchè non viene compreso e questo comincia ad installare in me pensieri di una "leggerissima" malafede. Dire che il cambiamento climatico è reale e osservabile nei dati non obbliga a trasformare ogni singola previsione meteorologica in un titolo definitivo sull’apocalisse perchè sono due piani diversi. Il cambiamento climatico è il quadro di fondo, la previsione meteorologica riguarda l’evoluzione concreta di una massa d’aria, di un anticiclone, di una perturbazione, di un temporale, in un certo luogo e in un certo intervallo di tempo. Se dico che un’ondata di caldo è intensa ma non da record, non sto minimizzando il cambiamento climatico sto semplicemente descrivendo quella singola ondata. Quando dico che una tendenza va confermata perché gli ensemble sono ancora aperti, non sto nascondendo nulla, sto facendo solo meteorologia seria e professionale. Il cambiamento climatico è certamente l’elefante nella stanza ma non può diventare un’etichetta da appiccicare indistintamente a ogni carta meteo dipinta di rosso perchè una specifica ondata di caldo va valutata per intensità, durata, estensione, valori in quota, umidità, persistenza e distribuzione geografica, poi va inserita dentro un clima che di fondo che sta cambiando e che rende le ondate di caldo più probabili e spesso più intense. Il quadro climatico dà il contesto e la meteorologia descrive l’episodio, confondere i due piani non rafforza il messaggio scientifico ma lo rende più fragile. Si può criticare qualunque mio post, qualunque dato, qualunque previsione, qualunque scelta comunicativa ma dire che dietro ogni cautela, ogni precisazione e ogni distinzione ci sia una strategia nascosta di minimizzazione non è una critica nel merito è un processo alle intenzioni. Sicuramente è comodo perchè evita la fatica di entrare nel merito ma fa sorgere il dubbio che dietro ci sia quella "leggerissima" malafede di cui ho scritto all'inizio. #CambiamentoClimatico #Meteorologia #Scienza

Marco M.M. May 30

"È meteo o è clima?" Domanda legittima, certo, ma ormai è diventata il terreno di una guerra abbastanza sterile. Da una parte chi vede l’apocalisse in ogni carta colorata, dall’altra chi usa ogni temporale fresco, ogni nevicata tardiva, ogni giorno sotto media per dire che il cambiamento climatico non esiste. Entrambi, a modo loro, fanno un torto alla meteorologia. L’aria fresca di metà maggio era meteorologia, l’ondata di caldo degli ultimi giorni era meteorologia ma entrambe si muovono dentro un clima di fondo che non è più quello di 60 o 70 anni fa. Questa è la distinzione che molti fingono di non capire, Il singolo episodio è meteo mentre la frequenza, l’intensità, la persistenza e la distribuzione statistica degli episodi nel tempo sono clima. Il problema non è scegliere una tifoseria, il problema è capire come un’atmosfera caotica e mobile continui a produrre variabilità dentro un sistema climatico che sta cambiando. In sintesi, il cambiamento climatico non produce effetti meteorologici lineari. Io non voglio trasformare la meteorologia in un tribunale permanente dell’angoscia e non voglio nemmeno ridurla al baraccone di chi nega tutto per partito preso. Voglio raccontarla per quello che è, una scienza meravigliosa, complessa, piena di sfumature, dove il dubbio non è debolezza ma metodo perché se ogni fenomeno diventa una bandiera da sventolare contro qualcuno, allora non stiamo facendo divulgazione, stiamo solo trasformando la scienza in propaganda di giornata. La scienza non dovrebbe farsi trascinare dalle tifoserie, dovrebbe aiutare a capire, anche quando la spiegazione non piace a nessuno dei due schieramenti. #Meteo #Clima #CambiamentoClimatico

Fabio Bergomi May 28

Ve lo RIDICO OGGI: preparatevi all’Apocalisse.. l’Inter farà uno squadrone perché vuole assolutamente alzare la quarta. POI NON DITE CHE NON VI AVEVO AVVISATO. Sarà mercato TOP! #Inter #Mercato #Calcio