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#autunno

Ancora un po' di caldo intenso nei prossimi 4-6 giorni, che bello ah? mancavano proprio quest'anno altri 33-36 °C per tutti! A seguire però le novità sono incoraggianti per gli amanti dell'autunno: da nord-ovest si avvicinerà una perturbazione che porterà un importante calo termico, soprattutto al Nord. Il calo sarà progressivo anche al Centrosud, con le temperature che risulteranno gradevoli su tutto il paese. Sia chiaro: non arriverà il freddo, ma le temperature si "ammorbidiranno" molto. Non mancheranno nuove occasioni di fiammate calde nella seconda parte del mese, ma andando avanti nella stagione le occasioni diventeranno sempre minori e più rapide, come è normale che sia. L'autunno è ormai prossimo. Aggiorneremo la tendenza nei prossimi giorni iniziando anche a parlare delle piogge in arrivo dal 7-8 in avanti. #meteo #autunno #caldo

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Antonello Pasini, climate physicist, warns that a new heat wave and a difficult autumn with extreme weather phenomena are likely due to global warming and increased temperature contrast. (translated)

Pasini, il fisico del clima: “Nuova ondata di calore e autunno difficile, abituiamoci alle tempeste”
ANSA.it 3d

Canada reacted to Trump's statements by installing a large sign on Lake Ontario, while an average increase in autumn spending of 633 euros per family is expected. (translated)

Il Canada risponde a Trump con un enorme cartello “Lake Ontario”
ANSA.it 3d

Chiara Ferragni revealed that she had a health issue in Peru due to the altitude, but she assured that she is fine now. (translated)

Chiara Ferragni, malore in Perù per l'altitudine: "Ora sto bene"

In autumn, the risks of tornadoes will increase in Italy due to the high temperatures of the Mediterranean Sea, making it difficult to predict the precise location of such phenomena. (translated)

Trombe d'aria, la meteorologa: «In autunno rischi maggiori. Possiamo prevedere in che regione può scatenarsi»

«La Russia sta preparando una massiccia escalation militare per l'autunno e l'inverno, che minaccia di allargare il conflitto ucraino alla Polonia e ad altri Paesi della regione»

Raid a Kiev, almeno 37 morti. Tusk: “Mosca prepara escalation per l’autunno, la guerra si allarga”
www.lastampa.it
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A night raid by Russian forces in Kyiv has caused at least 37 deaths and over 40 injuries, while Polish Prime Minister Tusk warns of a possible military escalation by Russia in autumn. (translated)

Raid a Kiev, almeno 37 morti. Tusk: “Mosca prepara escalation per l’autunno, la guerra si allarga”
Tany 6d

Fossi un Presidente di Regione o un membro del Governo comincerei a preoccuparmi per questo autunno ed inverno. Perché questo caldo ci porterà il conto con alluvioni e cicloni. Controllate argini ed alvei dei fiumi. Mettete in sicurezza le coste per le mareggiate. Ora. Non dopo. #Clima #EmergenzaAmbientale #Sicurezza

APRILE 2019: i fratelli Hartono comprano il Como, club di Serie D. La squadra festeggia con una bella vittoria a Caravaggio (0-1) AUTUNNO/INVERNO 2026: il Como fa il suo esordio in Champions e sfida i campioni del Psg. I soldi non fanno la felicità, ma la miseria è peggio. #ComoFC #SerieD #ChampionsLeague

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Italian families are preparing for a difficult autumn with increases in electricity and gas bills that could reach 40%, bringing the expected expenditure between September and December to 982 euros, which is 270 euros more than last year, due to the rising energy prices. (translated)

Bollette, stangata d’autunno per le famiglie: luce e gas verso rincari del 40%

The fuel crisis in Russia, exacerbated by Ukrainian attacks on strategic infrastructure and long lines at gas stations, is generating increasing frustration among citizens, thereby threatening Putin's popularity in the anticipated mobilization expected in the fall. (translated)

Russia, file chilometriche ai distributori di benzina: la frustrazione dei russi minaccia la popolarità di Putin

A new wave of heat is arriving in southern Italy, with temperature peaks exceeding 40°C in Puglia, Calabria, Sicily, and Sardinia, while the central-northern regions will remain around the seasonal average, warns climatologist Gianni Messeri, predicting an extreme autumn and potential new heat records. (translated)

Caldo, picchi di oltre 40 gradi in arrivo: quando e dove. Il climatologo Messeri: «Verso nuovi record, autunno estremo»

Avevamo detto attenuazione ed è quello che sta succedendo. 4 giorni fa scrivevo che dopo Ferragosto non sarebbe arrivato il fresco, non sarebbe arrivato l’autunno e non ci sarebbe stato un brusco cambio atmosferico. La previsione più corretta era un’altra, una graduale attenuazione del caldo, soprattutto al Centro-Nord, con un calo termico nell’ordine di 3-4°C, localmente anche qualcosa in più dove temporali, ventilazione e ricambio d’aria sarebbero riusciti a incidere meglio. Direi che la tendenza a 4-6 giorni è stata sostanzialmente confermata. La passata temporalesca di ieri non ha spazzato via l’estate, ma ha fatto una cosa importante, ha abbassato umidità e punti di rugiada in diverse zone, rendendo l’aria meno pesante. In molte aree il calo termico è stato proprio nell’ordine previsto, senza effetti miracolosi ma con una differenza concreta nella percezione, soprattutto dopo giorni e giorni di caldo insistente. La meteorologia seria non deve vendere svolte epocali a ogni aggiornamento. Deve leggere i segnali, pesarli, comunicarli senza gonfiarli e senza spegnerli. La prudenza non serve a dire meno cose, serve a dirle meglio. Ora l’Italia tenderà purtroppo a dividersi in due, con il Nord più vicino a una fase meno calda definitiva e più dinamica, mentre Centro-Sud e Isole resteranno ancora più esposti a un caldo resistente. Il calendario però inizia a lavorare dalla nostra parte. Settembre si avvicina, le ore di luce diminuiscono, le notti si allungano e l’estate atmosferica, come accade sempre, prima o poi dovrà cedere terreno. Un grado alla volta, una notte alla volta, un temporale alla volta. #Meteo #PrevisioniDelTempo #Clima

"in autunno sarà presentata la più ampia lista di sanzioni dall'inizio della guerra"

'Basi segrete per i superdroni russi, possono arrivare a Varsavia'
www.ansa.it

Non solo temporali di calore, tra lunedì e martedì passa una prima linea instabile. Tra lunedì e martedì non arriverà l’autunno e non finirà l’estate, però l’atmosfera inizierà finalmente a muoversi un po’ di più dopo giorni di caldo bloccato e aria pesante. Lunedì sarà ancora una giornata calda, anche molto calda in diverse zone. Al Nord avremo spesso valori tra 30 e 34°C, con punte locali sui 35°C in pianura dove il sole resisterà più a lungo. Al Centro molte aree interne resteranno tra 32 e 36°C, mentre al Sud e sulle Isole il caldo sarà ancora più tenace, con massime spesso tra 34 e 38°C, specie su Puglia interna, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e zone ioniche. La novità vera però sarà nelle piogge. Dal pomeriggio aumenteranno rovesci e temporali su Alpi, Prealpi e pianure del Nord, con fenomeni tra Piemonte, Lombardia, Emilia, Veneto e Friuli. Non sarà una pioggia ordinata e uguale per tutti, ma un passaggio rapido e irregolare, con celle temporalesche capaci di scaricare molto in poco tempo. Poi l’instabilità scivolerà anche lungo l’Appennino, coinvolgendo Liguria interna, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio interno e localmente anche parte del Sud appenninico. Martedì si vedrà meglio il primo calo termico, soprattutto al Nord, dove molte zone potranno scendere verso 28-32°C di massima, con qualche valore ancora più alto sulla bassa Pianura Padana. Al Centro resterà caldo, ma un po’ meno esasperato, spesso tra 30 e 34°C. Al Sud e sulle Isole il caldo mollerà più lentamente, con valori ancora diffusamente tra 32 e 37°C. Non è una svolta fresca e non è una perturbazione autunnale, è però il primo vero segnale di un’anticiclone che inizia ad essere "stanco". Il caldo comincia a perdere rigidità e i temporali segnano il primo vero tentativo di rottura del blocco subtropicale anche se per la rottura definitiva ci vorrà una transizione progressiva e lenta. #Meteo #Caldo #Temporali

Non arriva il fresco, arriva qualcosa di più realistico, il caldo che perde intensità. La settimana 17-24 agosto continua a mostrare un segnale interessante e concreto, ma va raccontato con precisione. Non stiamo andando incontro a un brusco cambio atmosferico, né a una vera rottura dell’estate. La lettura più corretta è un’altra, dopo Ferragosto il caldo dovrebbe attenuarsi, soprattutto al Centro-Nord, con un calo termico generalmente nell’ordine di 3-4°C, localmente anche 5-6°C nelle zone dove l’instabilità, la ventilazione o un maggiore ricambio d’aria riusciranno a incidere di più. Non sarà quindi il passaggio improvviso dal forno al fresco. Sarà piuttosto una perdita di potenza della fase più pesante con meno compattezza anticiclonica, valori meno estremi, notti gradualmente un po’ più respirabili e atmosfera più dinamica, soprattutto sulle regioni centro-settentrionali e adriatiche. Le temperature potranno restare ancora moderatamente sopra media in diverse aree, perché siamo pur sempre nella seconda metà di agosto e veniamo da una massa d’aria molto calda e persistente ma il punto è che il caldo non dovrebbe più presentarsi con la stessa forza, la stessa continuità e la stessa oppressione dei giorni precedenti. Anche il segnale pluviometrico va letto bene. Non significa pioggia ordinata e diffusa per tutti, ma maggiore possibilità di rovesci, temporali e passaggi instabili, soprattutto al Centro-Nord. Quindi per ora niente proclami e niente titoloni da clickbait. Non finisce l’estate, non arriva ancora l’autunno e non crollano le temperature. Semplicemente, dopo una lunga fase dominante, il caldo più intenso comincia a mollare la presa. E in una stagione così pesante, anche un’attenuazione graduale può fare una differenza concreta perchè molti sono sfiniti da questa lunga e perdurante ondata di caldo. #meteo #caldo #estate

Stiamo per scavallare il Gran Premio della Montagna del caldo A maggio scrissi una cosa in cui credo ancora. Non bisogna vivere l’estate come un incubo, né trasformare ogni aggiornamento meteo in ansia anticipatoria. L’estate va vissuta, per quanto possibile, con equilibrio e serenità. Detto questo, l’onestà intellettuale però viene prima di tutto e questa estate è stata davvero pesante. Pesante per durata, persistenza, umidità, notti tropicali e difficoltà di recupero nelle ore notturne e il mio pensiero va soprattutto a chi non può permettersi un condizionatore in casa. Nel clima estivo che stiamo vivendo, il raffrescamento domestico non è più solo comfort ma per anziani, fragili, bambini piccoli e persone malate è sempre più un presidio sanitario indispensabile. Trovo scandaloso che non sia ancora trattato come tale. Tra la fine della seconda decade e l’inizio della terza decade di agosto si intravede il progressivo arretramento della struttura subtropicale continentale che ha dominato questa lunga fase. Usando il gergo ciclistico, stiamo per scavallare il Gran Premio della Montagna del caldo, non significa trovarsi subito in pianura, ma iniziare lentamente la discesa. Il caldo potrà ancora tornare. Anche settembre, in Italia, può proporre fasi calde importanti. Ma da qui in avanti l’astronomia inizierà a darci una mano, soprattutto di notte. Le giornate si accorciano, il sole perde forza, le ore di buio aumentano e diventa progressivamente più difficile mantenere minime diffusamente estreme, specie lontano dalle coste e dalle grandi aree urbane. La speranza, ora, è che l’autunno faccia l’autunno. Non servono nubifragi, non servono alluvioni, non serve recuperare in tre ore quello che non è caduto per settimane. Servono piogge distribuite, regolari, capaci di rientrare nei suoli e non solo di scorrere via. Le settimane appena passate hanno lasciato terreni secchi, vegetazione stressata e un deficit idrico che tra settembre e novembre sarebbe importante colmare nel modo giusto. C’è poi un punto comunicativo che voglio chiarire. Prevedere con diversi giorni di anticipo una fase anticiclonica calda in piena estate è molto più semplice che prevedere una perturbazione autunnale, una nevicata o una discesa artica in inverno. Il motivo è fisico, un anticiclone estivo è spesso una struttura ampia, lenta, persistente, con masse d’aria estese e segnali termici abbastanza continui. Le perturbazioni, invece, vivono di traiettorie, minimi di pressione, ondulazioni del getto, contrasti termici, interazioni con Alpi e Appennini, richiami umidi, aria fredda in quota e dettagli che possono cambiare anche a 48-72 ore dall’evento. Basta uno spostamento di poche decine o centinaia di chilometri per modificare piogge, temporali, neve, vento e temperature. Per questo alcuni titoli a effetto, quando annunciano caldo e anticiclone in estate, possono anche "andare a buon fine" ma non significa che lo stesso metodo funzioni da settembre in poi, quando l’atmosfera diventa più dinamica e la previsione a lunghissimo termine torna a essere molto più fragile. Il caldo più duro sembra avviarsi verso il suo declino stagionale, non sarà ancora la fine dell'estate ma lentamente ci avviamo a cambiare passo. #Estate #Clima #Temperature

“In autunno Putin attaccherà la Nato. È la sua unica soluzione per sopravvivere alla guerra”

La profezia di Calenda: “In autunno Putin attaccherà la Nato. È la sua unica soluzione per sopravvivere alla guerra”
www.ilfattoquotidiano.it

Carlo Calenda predicts that in autumn Vladimir Putin will attack NATO to test its resilience, believing that this represents his only chance of survival in the conflict, and suggests the need for an old-fashioned government in Italy to face an increasingly dangerous world. (translated)

La profezia di Calenda: “In autunno Putin attaccherà la Nato. È la sua unica soluzione per sopravvivere alla guerra”

No, anche se l’anticiclone restasse fino a Natale non vivremmo un estate infinita. Può sembrare strano, ma è una delle regole fondamentali dell’atmosfera e della stagionalità astronomica. Qualcuno si sta lanciando in titoli come "A dicembre farà caldo come in estate", evidentemente deve tornare a studiare Scienze della Terra alle scuole elementari. Immaginiamo uno scenario estremo con alta pressione bloccata sull’Italia per mesi, poche piogge, poca neve e aria molto mite anche in quota. Per esempio una +20°C a 850 hPa, cioè circa 1500 metri di altezza, costante. Sarebbe una situazione gravissima e catastrofica per l’acqua, per l’agricoltura, per la neve in montagna, per fiumi, falde e suoli. Un problema enorme. Ma non significherebbe avere temperature estive fino a dicembre. Con il passare delle settimane, cambia la quantità di energia che arriva dal Sole. Le giornate si accorciano, il Sole si abbassa sull’orizzonte, le notti diventano più lunghe e il terreno ha molte più ore per perdere calore. La stessa massa d’aria molto calda in quota può produrre effetti diversissimi a seconda del periodo dell’anno. Con una +20°C a 850 hPa, inizio agosto potrebbe significare minime anche di 24-27°C in città o lungo le coste. A metà settembre, con la stessa aria in quota, potremmo essere più facilmente sui 19-23°C, a metà ottobre sui 15-19°C, a metà novembre, in molte pianure e zone interne, anche 8-14°C, a metà dicembre persino 4-10°C. Questo succede perché in autunno e inverno si attiva più facilmente l’inversione termica. Durante la notte il terreno si raffredda, raffredda l’aria vicina al suolo e quell’aria fredda, più pesante, resta intrappolata in basso. Sopra, magari a 1000-1500 metri, può esserci aria molto mite ma sotto, in pianura o nelle valli, può fare freddo. Si può avere caldo anomalo in quota e temperature basse al suolo e non è una contraddizione ma è semplicemente fisica. Lo dico prima che arrivi il controllore della CO2 col fischietto, le emissioni restano il nodo principale del cambiamento climatico. Tuttavia la natura non è passiva davanti al calore ed ha meccanismi di regolazione precisi come il suolo che disperde energia di notte, le inversioni termiche, l’evaporazione, la vegetazione che ombreggia e traspira, l’acqua che assorbe e rilascia calore più lentamente, le brezze che rimescolano l’aria. Sono processi fisici reali, che possono attenuare gli estremi e rendere un territorio più vivibile. Il problema è che spesso li abbiamo indeboliti. Abbiamo tolto alberi, impermeabilizzato suoli, coperto tutto di asfalto, prosciugato spazi naturali e costruito città che accumulano calore invece di disperderlo. Rimettere la natura al centro non significa fare retorica verde, significa usare meglio i regolatori naturali che già esistono. Adattare i territori significa anche smettere di combattere la fisica della natura e tornare a lavorare con essa altrimenti finiamo sempre lì con green nei convegni, cemento nelle piazze, alberi che restano nei rendering e cittadini arrostiti alla fermata dell’autobus. #Clima #CambiamentoClimatico #ScienzeDellaTerra