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#compattezza

Non arriva il fresco, arriva qualcosa di più realistico, il caldo che perde intensità. La settimana 17-24 agosto continua a mostrare un segnale interessante e concreto, ma va raccontato con precisione. Non stiamo andando incontro a un brusco cambio atmosferico, né a una vera rottura dell’estate. La lettura più corretta è un’altra, dopo Ferragosto il caldo dovrebbe attenuarsi, soprattutto al Centro-Nord, con un calo termico generalmente nell’ordine di 3-4°C, localmente anche 5-6°C nelle zone dove l’instabilità, la ventilazione o un maggiore ricambio d’aria riusciranno a incidere di più. Non sarà quindi il passaggio improvviso dal forno al fresco. Sarà piuttosto una perdita di potenza della fase più pesante con meno compattezza anticiclonica, valori meno estremi, notti gradualmente un po’ più respirabili e atmosfera più dinamica, soprattutto sulle regioni centro-settentrionali e adriatiche. Le temperature potranno restare ancora moderatamente sopra media in diverse aree, perché siamo pur sempre nella seconda metà di agosto e veniamo da una massa d’aria molto calda e persistente ma il punto è che il caldo non dovrebbe più presentarsi con la stessa forza, la stessa continuità e la stessa oppressione dei giorni precedenti. Anche il segnale pluviometrico va letto bene. Non significa pioggia ordinata e diffusa per tutti, ma maggiore possibilità di rovesci, temporali e passaggi instabili, soprattutto al Centro-Nord. Quindi per ora niente proclami e niente titoloni da clickbait. Non finisce l’estate, non arriva ancora l’autunno e non crollano le temperature. Semplicemente, dopo una lunga fase dominante, il caldo più intenso comincia a mollare la presa. E in una stagione così pesante, anche un’attenuazione graduale può fare una differenza concreta perchè molti sono sfiniti da questa lunga e perdurante ondata di caldo. #meteo #caldo #estate

Il caldo subtropicale continentale mostra le prime crepe, dopo il 17 agosto qualcosa può cambiare davvero. Gli spaghi del modello americano su Roma iniziano a mostrare un segnale interessante. Tra la fine della seconda decade e l’inizio della terza decade di agosto l’anticiclone subtropicale continentale potrebbe perdere compattezza e la media dei vari scenari mostra un calo termico con un ritorno a temperature nella media del periodo. Fino al 17-18 agosto il quadro resta ancora molto caldo, con valori a 850 hPa spesso intorno a +21/+23°C. La massa d’aria resta pienamente calda e sopra la media per il periodo e non ci sarà nessuna svolta immediata. Poi, però, qualcosa cambia. Tra il 18 e il 20 agosto diversi scenari iniziano a portare le isoterme verso valori meno estremi, spesso comprese tra +16 e +19°C a 850 hPa. Non sarebbe fresco autunnale, sia chiaro, ma sarebbe una discesa importante rispetto alla fase attuale e potrebbe segnare l’inizio di un declino più evidente e definitivo del caldo più intenso. Si nota anche qualche segnale di maggiore instabilità, con possibili rovesci o temporali, anche se su questo punto la previsione resta ancora delicata. Non stiamo parlando di una certezza assoluta, perché dopo il 20 agosto gli spaghi si aprono e l’incertezza aumenta ma rispetto ai giorni scorsi il segnale è più concreto e le possibilità aumentano. Forse possiamo iniziare a dire che la fase più bloccata, pesante e persistente del caldo subtropicale continentale sta per finire. #Meteo #Clima #Temperatura

Marco M.M. Aug 10

Dopo giorni di caldo bloccato, arrivano i primi segnali di cambiamento. Cominciano a comparire segnali più concreti di un possibile indebolimento dell’anticiclone subtropicale continentale tra la fine della seconda decade e l’inizio della terza decade di agosto. Non significa ancora "fine del caldo" e non significa che l’estate cambi volto da un giorno all’altro. Però, dopo giorni di persistenza, il segnale è interessante perchè la struttura anticiclonica potrebbe iniziare a perdere compattezza e avviarsi quantomeno verso un primo declino stagionale. Al momento i due principali modelli previsionali non raccontano ancora la stessa storia. Il modello americano vede una diminuzione più lenta e graduale, una specie di arretramento progressivo del caldo più intenso. Il modello europeo, invece, propone uno scenario più incisivo con un break estivo più corposo intorno al 18 agosto ed un declino già dal prossimo fine settimana, con anticiclone in maggiore sofferenza e isoterme meno calde, generalmente comprese tra +18 e +21°C a 850 hPa per poi scendere tra i + 12 ed i + 15 °C nel corso dell'eventuale break. Ricordo che 850 hPa fa riferimento a 1.500 metri di altitudine circa e che attualmente abbiamo valori compresi tra + 21 e + 25 °C a quella quota. Chi avrà ragione lo capiremo probabilmente entro le prossime 24-48 ore, quando i modelli dovrebbero iniziare a convergere verso uno scenario più affidabile. Per ora ancora niente proclami e niente svolte annunciate troppo presto ma dopo una fase così lunga e pesante, possiamo iniziare a guardare questi primi segnali con attenzione ed anche con un po’ di prudente sollievo. #Meteo #Clima #Estate

Marco M.M. Jul 31

Quando inizierà davvero a mollare il caldo? La risposta non è un giorno secco, ma una tendenza da leggere bene. In questi giorni molti mi stanno chiedendo quando finirà questa nuova fase calda. La risposta, almeno per ora, non è una data precisa da segnare sul calendario, ma una tendenza che va letta con attenzione. Guardando gli spaghi previsionali, fino al 6-7 agosto il quadro resta abbastanza chiaro, continueremo ad avere caldo intenso, a tratti anche molto intenso. La rimonta subtropicale resterà presente e continuerà a condizionare buona parte del Paese. Questo però non significa che l’atmosfera resterà completamente ferma. Tra il 2 e il 5 agosto si nota un primo piccolo segnale di cambiamento, la struttura anticiclonica in quota tenderà a perdere un po’ di compattezza e anche le temperature a 850 hPa, cioè intorno ai 1500 metri, mostreranno una lieve flessione. Non arriverà il fresco, non cambierà stagione e non usciremo di colpo dal caldo, però l’atmosfera potrà diventare un po’ meno stabile. Questo potrebbe favorire qualche episodio di instabilità pomeridiana, soprattutto sui rilievi e nelle zone interne, come spiegato anche nel post di questa mattina. Il caldo resterà comunque sopra la media del periodo, in molte aree anche di 3-5°C. Quindi parliamo di una fase ancora molto calda, ma non perfettamente immobile. La parte più interessante arriva verso la fine della prima decade di agosto. Qui le strade principali sembrano due: o un break estivo più incisivo tra l’8 e l’11 agosto, oppure una diminuzione più lenta, progressiva, fatta a piccoli passi. Nei primi giorni di agosto avremo spesso valori a 850 hPa compresi tra +20°C e +25°C. Nella seconda decade, invece, è statisticamente probabile che si possa scendere più spesso verso valori compresi tra +16°C e +21°C. Non sarebbe ancora fresco, ma sarebbe comunque un gradino verso il basso. Dopo un’estate in cui l’anticiclone subtropicale continentale è stato spesso protagonista, anche un progressivo calo dei geopotenziali può essere letto come un primo segnale di una struttura meno solida rispetto alle settimane precedenti. Non significa che il caldo sparirà, ma che la campana anticiclonica potrebbe iniziare a mostrare qualche segno di cedimento. Un maratoneta che deve affrontare 42 km quando arriva intorno al km 35-36 comincia ad accusare i primi segni di stanchezza ed è cosi anche per l'anticiclone continentale. Qui però serve molta prudenza, agosto e settembre sono mesi delicati per le previsioni a lunga distanza. A 10-15 giorni i modelli possono cambiare parecchio da un aggiornamento all’altro, anche perché bastano piccoli disturbi atlantici, basse pressioni o sistemi tropicali sull’Atlantico per modificare in modo importante lo scenario europeo. Per questo non bisogna inseguire ogni singola uscita modellistica. Un run può mostrare un break netto, quello successivo può attenuarlo, quello dopo ancora può spostarlo di due giorni o cambiarne completamente la traiettoria. Il lavoro serio non è prendere la mappa più bella o più estrema e farla diventare una certezza. Il lavoro serio è guardare gli spaghi, capire se il segnale si ripete, se gli scenari iniziano ad avvicinarsi tra loro e se la tendenza viene confermata aggiornamento dopo aggiornamento. Il caldo sarà ancora intenso fino almeno al 6-7 agosto ma qualche primo segnale di un'anticiclone, che dopo aver dominato a lungo, comincia lentamente a perdere forza ci sono. #Meteo #Caldo #Previsioni

Marco M.M. Jul 31

Caldo intenso sì, ma non sarà una campana anticiclonica sempre chiusa, nei prossimi giorni potranno partire anche temporali. Nei prossimi giorni il protagonista principale resterà il caldo, legato a una nuova espansione del promontorio nord-africano ma c’è un aspetto importante da chiarire. Non saremo davanti a un anticiclone di blocco granitico, immobile e perfettamente stabile. La struttura subtropicale sarà presente, anche marcata, ma verrà continuamente modellata dalla circolazione atlantica. In altre parole, la "cupola" calda tenderà a gonfiarsi e sgonfiarsi a fasi alterne, sotto la spinta di piccoli impulsi più instabili che scorreranno ai suoi margini. Farà caldo, anche intenso, ma la stabilità atmosferica non sarà sempre pienamente efficiente. Lo si vede bene osservando il comportamento dei geopotenziali a 500 hPa, nei prossimi giorni tenderà più volte ad avanzare verso l’Italia e poi a ritirarsi parzialmente, con un andamento quasi a fisarmonica. Fasi di maggiore espansione anticiclonica si alterneranno quindi a momenti in cui la struttura perderà un po’ di compattezza e quando una massa d’aria molto calda e carica di energia incontra anche solo una lieve attenuazione della subsidenza, basta poco per accendere l’instabilità. Non serve per forza una grande perturbazione, a volte è sufficiente un piccolo calo delle altezze di geopotenziale, una debole infiltrazione più instabile in quota o una convergenza locale per favorire lo sviluppo di temporali. Un primo banco di prova arriverà tra il pomeriggio e la sera di oggi, soprattutto al Nord. Una modesta flessione del promontorio potrebbe permettere lo sviluppo di temporali su Alpi e Prealpi, localmente anche intensi, con possibili sconfinamenti verso le pianure, in particolare tra Piemonte e Lombardia. Come sempre in questi casi, la localizzazione precisa resta delicata, i temporali non si distribuiscono in modo uniforme e andranno seguiti con aggiornamenti ravvicinati e nowcasting. Dove arriveranno i temporali, le temperature potranno calare temporaneamente ma sarà un calo locale e legato ai fenomeni, non un vero ricambio generale della massa d’aria. Il giorno dopo, nelle zone non interessate da nuovi disturbi, il caldo tenderà facilmente a riproporsi. #Meteo #Caldo #Temporali

Marco M.M. Jun 25

Inizio luglio, gli spaghi cambiano faccia. Non parlo ancora di svolta certa perchè ci vuole ancora prudenza per un paio di giorni però gli spaghi previsionali di Roma iniziano a mostrare un segnale interessante, dopo il caldo persistente atteso fino a fine giugno, lo scenario tra 1 e 3 luglio diventa molto più aperto. Fino al 29-30 giugno gli spaghi restano abbastanza compatti e molto alti, a 850 hPa, quindi intorno ai 1500 metri, la massa d’aria resta spesso tra 20 e 23°C con caldo sopra media fino a 6-8 °C e ancora ben presente al suolo. Si nota bene il nuovo picco di calore atteso tra il 28 ed il 30 giugno, come avevo già scritto in un precedente post, causato dallo schiacciamento del promontorio subtropicale continentale verso est ma questo movimento barico è conseguenza diretta del rinforzo dell'anticiclone subtropicale marittimo (quello delle Azzorre) in pieno atlantico che prima libererà dal caldo la Francia spostando il promontorio verso est e poi aiuterà anche la nostra Penisola ad una riduzione del caldo. Infatti dal 1 luglio gli spaghi si aprono, la media comincia a scendere, alcuni membri vedono un calo più netto, altri mantengono ancora una massa d’aria calda ma moderatamente meno intensa ed in basso compaiono anche diversi segnali di precipitazione, quindi aumenta la possibilità di una fase più instabile. La struttura anticiclonica, dopo giorni di grande continuità, potrebbe iniziare a perdere compattezza. Caldo persistente fino a fine giugno con nuovo picco tra il 28 ed il 30, poi dopo il 1 luglio però ci sono segnali concreti quantomeno di un ridimensionamento termico e di maggiore instabilità. #Meteo #Caldo #Precipitazioni

Marco M.M. Jun 24

A volte il caldo non inizia a cedere dal termometro, inizia a cedere dall’alto. Al suolo possiamo avere ancora 34, 36 o 38°C, città calde, afa, notti difficili e la sensazione che non stia cambiando nulla ma intanto, a 5-6 km di quota, la struttura dell’anticiclone può già mostrare i primi segnali di perdita di compattezza. È per questo che nei prossimi aggiornamenti guarderò con attenzione la finestra tra il 30 giugno e il 2 luglio. Il segnale interessante è un possibile indebolimento della componente più calda e continentale della struttura anticiclonica, ma il meccanismo non è ancora chiaro. Potrebbe trattarsi di una saccatura atlantica più incisiva verso l’Europa centro-meridionale, con maggiore instabilità e temporali, oppure di un rinforzo dell’anticiclone delle Azzorre da ovest, con una componente più marittima capace di sostituire gradualmente quella subtropicale continentale, in questo caso avremmo comunque un calo termico e geopotenziali meno estremi, ma senza una vera rottura perturbata. Due scenari diversi ma stesso punto da seguire, capire se, tra fine giugno e inizio luglio, il caldo riuscirà finalmente a perdere continuità e intensità. #Meteo #Clima #Estate

Marco M.M. Jun 24

C’è un segnale modellistico interessante tra fine giugno e inizio luglio. Ne avevo parlato anche nel post di ieri mattina in base all'evoluzione degli spaghi previsionali. Dopo una lunga fase dominata dal caldo e dal promontorio subtropicale continentale, i due maggiori modelli previsionali iniziano a vedere un possibile affondo atlantico verso l’Europa centro-meridionale tra il 30 giugno e il 2 luglio. Niente di definitivo ancora, manca una settimana e bisogna essere prudenti però il segnale merita attenzione perché non compare su un solo modello isolato. Dopo un nuovo e ulteriore "picco" del caldo tra il 28 ed il 29 giugno, l’anticiclone potrebbe perdere definitivamente compattezza in quota e lasciare spazio a una saccatura atlantica, con geopotenziali in calo tra area alpina, Italia centro-settentrionale e Mediterraneo centrale. Se l’affondo riuscisse a entrare meglio, potrebbe aprirsi una fase più instabile, con temporali più organizzati, calo termico almeno temporaneo e ridimensionamento del caldo soprattutto al Centro-Nord. Qualora la tendenza venisse confermata un passaggio ancora più delicato sarà capire se questa saccatura resterà agganciata al flusso atlantico oppure tenderà a isolarsi in una goccia fredda in quota sul Mediterraneo perchè nel secondo caso aumenterebbe l’incertezza sulla distribuzione dei fenomeni, ma anche il potenziale per instabilità più marcata in alcune zone. Per ora ci vuole prudenza e bisogna attendere ancora 48-72 ore ma è il primo segnale serio, visto da entrambi i principali modelli, di un possibile break estivo tra fine giugno e inizio luglio. #Meteo #Previsioni #Clima

Marco M.M. Jun 22

Nei prossimi 3-4 giorni vedremo più temporali pomeridiani ma non significa che l'anticiclone sia finito. Come vi avevo annunciato qualche giorno fa, i geopotenziali tenderanno a calare leggermente, quindi la struttura anticiclonica perderà un po’ di compattezza nella parte alta dell’atmosfera. Tradotto in modo semplice e comprensibile, il tappo anticiclonico diventa meno efficace e strutturato ma sotto il caldo resta presente e quando hai caldo al suolo, rilievi che aiutano l’aria a salire, umidità sufficiente e una quota un po’ meno stabile, nelle ore pomeridiane possono svilupparsi nubi cumuliformi e temporali locali anche di forte intensità. L'instabilità pomeridiana coinvolgerà da oggi fino a giovedì in particolar modo le zone appenniniche centro-meridionali, zone interne di Calabria, Sicilia e Sardegna oltre che zone prealpine ed alpine centro-orientali. Sono previsti possibili sconfinamenti fino a zone pianeggianti sopratutto su Lazio, Campania, Basilicata e Toscana. Il lieve cedimento in quota dei geopotenziali però non va confuso con un cambio generale della circolazione. Per ora, oltre a questo cedimento parziale in quota, non si vedono ancora segnali solidi di una svolta netta almeno nei prossimi 5 giorni. Sarà una fase meno compatta, non una rottura vera ed il caldo continuerà a persistere almeno fino al fine settimana. #Meteo #Temporali #Caldo

Marco M.M. Jun 19

Il caldo piu' intenso arriva adesso, ma non lo racconterei come un tunnel senza uscita. Guardando gli spaghi, la finestra più calda sembra collocarsi tra domenica e mercoledì. Milano e Roma restano per diversi giorni ben sopra la media a 850 hPa, quindi la massa d’aria calda c’è ed è evidente ed importante. Palermo invece resta sopra media, ma con un segnale meno estremo, altro indizio che il cuore più forte della struttura non sarà centrato sull’estremo Sud. La parte più intensa dovrebbe restare più sbilanciata verso Mediterraneo occidentale, Penisola Iberica e Francia, mentre l’Italia verrà coinvolta in modo diverso da zona a zona. Vorrei sottolineare che si tratta di un caldo intenso per il periodo e che in Francia probabilmente ci saranno nuovi record mensili di caldo. Dalla seconda metà della prossima settimana le linee negli spaghi previsionali iniziano ad aprirsi, specie al Centro-Nord, e compaiono segni di una maggiore instabilità pomeridiana. Non è ancora il segnale di un break estivo ma un indizio che l'anticiclone potrebbe iniziare a perdere compattezza, prima in quota. Il caldo è in aumento e sarà intenso ma di certo non sarà infinito. #meteo #caldo #estate

Brigata Lazio Jun 12

Alessandro #DiBattista : “C’è la possibilità, da parte di un Popolo, di ottenere un risultato grazie alla compattezza”. #lotito #lazio #abbonamenti #curvanord #protesta https://t.co/pyReH423E9 #Popolo #risultato #compattezza

Marco M.M. Jun 12

Non c’è bisogno di correre a prevedere la prossima grande ondata di caldo. Il caldo arriverà, perché siamo a giugno e nei prossimi giorni il quadro resterà spesso sopra la media, questo è evidente. Ma una cosa è dire "fase calda", Un’altra è cominciare con dieci giorni di anticipo a parlare di ondate molto intense, picchi estremi, fiammate, forni e scenari già scolpiti nella pietra. Guardate questi spaghi previsionali aggiornati per Roma, fino al 20 giugno il segnale caldo c’è, ma resta abbastanza ordinato, valori a 850 hPa sopra la media in progressivo aumento, sì, però senza raggiungere in modo netto e stabile la soglia dei +20°C a circa 1500 metri, poi, dopo quella data, gli spaghi si aprono vistosamente e questo indica prudenza. Le ondate di caldo sono spesso più prevedibili di altri eventi, certo, ma anche lì servono conferme su durata, intensità, posizione dell’asse anticiclonico, isoterme in quota, geopotenziali, compattezza degli ensemble. Annunciare con largo anticipo una grande ondata di calore come se fosse già certa non rende la meteorologia più utile ma la rende più fragile. Quando si trasformano tendenze ancora aperte in titoli già definitivi, si crea solo ansia in chi legge e sfiducia verso chi informa. Qualora la tendenza venisse confermata stiamo parlando di un'ondata di caldo simile a quella vissuta a fine maggio ma lontana dalle ondate di caldo molto intense che raggiungono valori compresi tra + 23 e + 27 °C ad 850 hpa. Per citare un esempio storico recente possiamo fare un paragone con l'ondata di caldo del 19-22 giugno 2024 quando i valori termici raggiunsero i 42-44 °C al Centro-Sud con picchi fino a + 27 °C ad 850 hpa. Quella sì che era un'ondata di caldo davvero intensa. Andremo come sempre insieme passo dopo passo con serietà e professionalità. Il caldo va previsto non va venduto. #Meteo #Caldo #Previsioni

Marco M.M. Jun 11

Il caldo tornerà a salire ma attenzione a non chiamare "ondata africana" ogni carta che diventa gialla o arancione. A partire da sabato al Nord Italia e da domenica al Centro-Sud le temperature torneranno a salire ma almeno fino a mercoledì 17 non ci sarà caldo subtropicale continentale. Questa è la media ensemble GEFS per martedì 16 giugno, quindi non il singolo run più caldo, ma una media tra molte soluzioni previsionali e la media, per ora, dice una cosa abbastanza chiara. Il segnale subtropicale c’è, soprattutto tra Nord Africa, Mediterraneo occidentale e Penisola Iberica. Sull’Italia, però, la massa d’aria più calda resta ancora parziale. La + 20°C a 850 hPa, cioè circa 1500 metri di quota, rimane soprattutto tra entroterra sahariano e Mediterraneo occidentale, mentre sulla Penisola prevalgono valori più spesso tra + 14 e + 18°C. Questo significa che avremo caldo estivo con valori moderatamente sopra media, più avvertibile al Nord Italia tra sabato e domenica a causa di una lieve infiltrazione della componente continentale con massime tra i 32 ed i 34 °C ma almeno fino a metà della prossima settimana non si tratterà di una vera ondata di calore continentale, intensa e ben strutturata. Affinchè ciò che avvenga mancano isoterme più elevate in ingresso sull’Italia, maggiore compattezza dei modelli, geopotenziali più robusti, durata e persistenza. Tornerà il caldo, avremo valori estivi ma non ancora un blocco subtropicale continentale. Quello che accadrà nella seconda metà della settimana e nel prossimo fine settimana lo scopriremo tra qualche giorno. #Meteo #Caldo #Italia

In una fase come questa, l’Europa deve dimostrare di saper restare unita, una compattezza necessaria per affrontare assieme le altre sfide che ci aspettano.

Dai paletti sulla spesa agli aiuti per le bollette: patto Meloni-von der Leyen
www.lastampa.it
Marco M.M. May 30

Il caldo resiste ancora, ma l’atmosfera non è più quella di 3-4 giorni fa. Oggi l’instabilità pomeridiana sarà in forte diminuzione, mentre domani, domenica 31 maggio, tornerà a farsi vedere su alcune zone. Le massime potranno ancora raggiungere picchi di 30-32 °C in Pianura Padana, ma dentro un contesto diverso rispetto al picco dell’ondata, la colonna d’aria è meno calda e l’anticiclone ha perso compattezza. Domani avremo un ulteriore calo dei geopotenziali in quota. Questo, insieme al riscaldamento diurno, favorirà nuova instabilità pomeridiana soprattutto sulle zone alpine e prealpine centro-orientali e sull’Appennino centrale, in particolare tra Lazio e Abruzzo. In parallelo inizierà ad aumentare in modo significativo anche la ventilazione, segnale dell’avvicinamento di una moderata ondulazione atlantica attesa nella prima metà della prossima settimana. #Meteo #Caldo #Instabilità

Marco M.M. May 27

Quanto caldo ha fatto oggi? Settima puntata. Abbiamo raggiunto il picco di questa prima ondata di caldo subtropicale. Già oggi rovesci e temporali hanno interessato le zone prealpine, ma non solo, delle regioni orientali, in particolare tra Veneto e Friuli. È il primo segnale di una struttura anticiclonica che comincia a perdere compattezza. Nelle prossime 24-48 ore l’instabilità pomeridiana tenderà ad allargarsi anche alle regioni centro-meridionali e ci sarà inoltre una piccola novità per stanotte, di cui vi parlerò nel prossimo post. Sul piano termico, entro il fine settimana i valori tenderanno a calare in modo progressivo e abbastanza generalizzato di circa 2-3 °C, localmente fino a 4 °C in meno sulle regioni adriatiche centro-meridionali. In generale aumenterà anche la ventilazione e si starà un po’ meglio ma questo non significa fresco e non significa cambio atmosferico netto, almeno per il momento. Significa semplicemente uscire dalla fase più intensa dell’ondata. Ecco le temperature massime registrate oggi in Italia, dalla più alta alla più bassa: 35 °C — Milano, Bolzano 34 °C — Bologna 33 °C — Torino, Perugia 32 °C — Firenze 31 °C — Roma, Pescara 30 °C — Ancona 29 °C — Venezia, Cagliari 27 °C — Bari 26 °C — Napoli 25 °C — Genova, Palermo, Lamezia Terme In Europa occidentale il caldo resta molto evidente con 35 °C a Madrid, fino a 37 °C nel Sud-Ovest della Francia, 31 °C a Parigi. Londra, dopo i record di ieri, oggi è scesa a 27 °C. Il quadro generale è dunque abbastanza chiaro, picco raggiunto, caldo ancora presente, ma primi segnali di ridimensionamento e instabilità in aumento. #Caldo #Meteo #Italia

Antonio Conte ha annunciato il suo addio al Napoli in una conferenza stampa caratterizzata da polemiche, lamentandosi della mancanza di compattezza nella squadra e suggerendo la candidatura di Guardiola per la Nazionale, mentre il presidente De Laurentiis ha sottolineato le difficoltà economiche del club e la necessità di rifondare il calcio italiano. #AntonioConte #Napoli #Calcio

“A Napoli ho fallito su una cosa. Ho visto tanti veleni e chi sparge veleni è un fallito”: l’addio di Antonio Conte

Antonio Conte leaves @sscnapoli: "I called the president a month ago to tell him that my journey here was over. I couldn't bring togetherness." (translated)