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#fantasmi
Paola. 6d

the man trapped in a loop in the memory of sun as if he were the ghost of Christmas past https://t.co/xz7f7zEpQq #ricordi #fantasmi #Natale (translated)

ANSA.it 4w

L'articolo I fantasmi della storia - L'esplosione dell'Afd in Sassonia riguarda il nostro futuro analizza l'impatto crescente dell'Alternativa per la Germania (Afd) in Sassonia e le sue implicazioni per il futuro politico del paese. #Afd #Sassonia #Futuro

I fantasmi della storia
ANSA.it Aug 31

L'83/a Mostra del Cinema di Venezia, al via il 2 settembre, presenta cinque film italiani in concorso tra cui il ritorno di Nanni Moretti con 'Succederà questa notte', accompagnato da opere di Marco Bechis, Edoardo De Angelis, Andrea Pallaoro e Paolo Strippoli, che esplorano temi di amore, fantasmi e horror. #MostraCinemaVenezia #NanniMoretti #CinemaItaliano

Mostra del cinema di Venezia: in corsa un quintetto italiano, tra amore, fantasmi e orrore

Amorim va dritto, senza paura. È ben conscio dei limiti della rosa (“Non si possono risolvere tutti i problemi della rosa in una sessione”), ma sottolinea che un progetto si misura su più anni. È lui ad assumersi il rischio di dare opportunità a Comotto e Camarda con continuità, sarà lui -nel caso- a rimetterci punti. Ma serve coraggio: o li si tiene per giocare, o tanto vale mandarli in prestito. È l’unico modo per capire davvero di che pasta sono fatti questi ragazzi, e magari avere delle belle sorprese che potranno garantire uno zoccolo duro su cui costruire per tanti anni. Anche qui, lo dice lo stesso Amorim: “Pensate se non avessi ritenuto pronto Cisse prime della partita col Toro…”. Camarda avrà senza dubbio delle difficoltà, ma ricordiamoci di cosa accadde un anno fa, quando l’attacco del Milan veniva affidato in serie a dei fantasmi di presunta “esperienza” come Füllkrug e Gimenez: 1 gol in due. A questo punto, seguo la linea di Ruben Amorim, scommetto su un mio ragazzo, con la possibilità di un ritorno dell’investimento su più anni, e faccio un grande favore al calcio italiano. La terza punta? Quante squadre che giocano con una sola punta hanno tre centravanti per una sola posizione? Non nascondiamoci: il problema non è numerico; non si ha fiducia nel ragazzo, e lo scetticismo è più che comprensibile. Ma la linea è chiara e la strategia -finora- mi sembra coerente. Coi giovani mi sembra si vogliano solo i frutti senza la noia dei rischi e dei costi: non funziona così. Siamo bravissimi, a parole, a elogiare i progetti esteri in cui si ha il coraggio di buttarli in mischia, ma se solo prova a farlo la nostra squadra ce la facciamo sotto. Io sto con Ruben Amorim. #calcio #giovani #strategia

Mario Giuffredi (agente Pio Esposito) a Radio CRC: “È inutile creare fantasmi, Pio è felice all'Inter e credo che resterà lì per tanti anni: la volontà del ragazzo è questa. Non creiamo finte aspettative di mercato. È un club che lo ha protetto, lo ha instradato bene nel suo percorso: Pio vuole migliorare i numeri fatti quest'anno. Ha 20 anni e ha fatto 10 gol e 6 assist con l'Inter e 5 gol in Nazionale. Non c'è club migliore dell'Inter per un giovane come Pio Esposito” #Inter #PioEsposito #Calcio

Daniele Mari Jun 9

🚨🇮🇹Giuffredi a Radio CRC: "Pio Esposito? È inutile creare fantasmi, Pio è felice all’Inter e credo che resterà lì per tanti anni: la volontà del ragazzo è questa. Non creiamo finte aspettative di mercato. È un club che lo ha protetto, lo ha instradato bene nel suo percorso: Pio vuole migliorare i numeri fatti quest’anno. Ha 20 anni e ha fatto 10 gol e 6 assist con l’Inter e 5 gol in Nazionale. Non c’è club migliore dell’Inter per un giovane come Pio Esposito" #Inter #PioEsposito #Calcio

Lia Capizzi Jun 7

La fine di una dannazione. Nessuno potrà più additare Zverev come il primo dei perdenti, a secco di titoli Slam. È stato un lungo viaggio fatto di sonore batoste e frustrazioni, di fantasmi mentali in campo, di accuse di ex fidanzate fuori dal tennis. La consapevolezza di essere inferiore sia ai Big 3 sia ai sopraggiunti Sinner e Alcaraz. Ammettiamolo, l’etichetta di Calimero è stata spesso irrispettosa nei suoi confronti, perché chi vince 24 titoli Atp e per giunta un oro olimpico è un vincente senza se e senza ma. Non si è fatto mancare nulla, compreso l’infortunio tremento proprio al Roland Garros di 4 anni fa, in semifinale contro Nadal: tre legamenti laterali della caviglia destra fanno crack, è costretto ad uscire in sedia a rotelle, ma una volta dentro lo spogliatoio chiede delle stampelle perché desidera tornare in campo, prima di ritirarsi vuole stringere la mano a Rafa. Eccolo adesso che con gli occhi lucidi si coccola la Coppa dei Moschettieri, i 14 kg più leggeri della sua vita. Rende omaggio a Cobolli che gli ha reso difficile la vita restandogli aggrappato alle caviglie. Flavio ha annusato la tensione del tedesco, ha provato a minarne le certezze, perché quando sente la pressione Zverev entra in un tunnel da psicodramma, perde l’efficacia al servizi, manda a ramengo i drittoni &Co. C’è un’altra vittoria che vale più di tutte. E la speranza è che tanti bambini davanti alla tv oggi abbiano avuto un genitore dire loro: anche lui è come te, se ce l’ha fatta lui ce la puoi benissimo fare anche tu. No, non si tratta di vincere uno Slam. Si parla di condurre una vita normale. Da quando ha quattro anni Zverev convive con il diabete di tipo 1. In ogni torneo utilizza le siringhe di insulina durante i cambi di campo. Il quantitativo dipende dalla durata del match, in genere una partita di cinque set gli richiede quattro iniezioni. Lo ha fatto anche durante la finale del Roland Garros (FOTO). Sascha non ha mai lasciato che il diabete lo fermasse. Per molto tempo lo ha nascosto, ne ha parlato pubblicamente solo nel 2022, il suo non è stato un eccesso di pudore, semplicemente non ha mai voluto suscitare pietismo. Perché questo è il punto: Zverev non vuole che sia il diabete a definirlo. È questo il messaggio che consegna alle migliaia di giovani che aiuta attraverso la sua Fondazione. Ai genitori, i più frastornati dopo le diagnosi, spiega come i loro figli potranno continuare ad avere una vita attiva. È preoccupante l’aumento in età pediatrica dell’incidenza del diabete, per la cura servono attenzione e costanza quotidiana ma l’aiuto della tecnologia ha sostanzialmente rivoluzionato tutto con il monitoraggio continuo del glucosio, i microinfusori di insulina e le App. La vittoria (finalmente) del primo titolo Slam di Zverev vale doppio. È la fine di una dannazione personale, è il megafono a non porsi limiti per i sogni degli altri. (e tanti saluti agli specialisti che quando da adolescente Zverev sognava di impegnarsi a tempo pieno nel tennis, gli avevano detto: lascia perdere, non potrai mai fare sport ad alto livello) #RolandGarros Credits 📷 @rolandgarros & @Yahoo #Zverev #Diabete #Tennis

✍️ Appunti di viaggio Sono passate ventiquattro ore dalla sconfitta di Sinner. Il velo di tristezza è ancora presente. Sì, presente e pure tanto. Nessuna vergogna ad ammetterlo. Si vince con Jannik. Si perde con Jannik. Ormai è così. Aggiungo solo qualche riflessione, prima di guardare avanti. Ho letto critiche esagerate su Sinner. Definito troppo vulnerabile, poco resistente al caldo, troppi infortuni e crampi, fantasmi, ansie e via a ruota libera. Qualcuno non vedeva l'ora di tirar fuori il file ammuffito dopo 6 Masters 1000 vinti e 30 match vinti di fila. La faziosità di chi riesce a esultare vedendo Jannik in difficoltà fisica sul campo evidenzia invidie recondite. Non perdo tempo a smontare questi teoremi fake. Meglio l'indifferenza, ce lo insegna Jannik. Non ti curar di loro ma guarda e passa. C'è qualcosa di più serio su cui riflettere. La cultura della sconfitta. Ha perso da eroe Jannik. È riuscito a rimanere in piedi di fronte a una sconfitta dolorissima. Una spada addosso ma non è crollato. Ha sbandato ma è rimasto lì. Stordito, ma senza cadere in quella dannata polvere rossa. In quell'inferno infuocato di un cratere chiamato Philippe Chatrier. Zero alibi a cui aggrapparsi, eppure ne aveva tantissimi. Zero scuse per giustificare una sconfitta. Poteva andare negli spogliatoi e rimanerci. Avrebbe perso per ritiro, non per l'avversario. È invece rimasto piegato in due ma ha voluto arrivare alla fine per stringere la mano ad un avversario che aveva dominato 6-3 6-2 5-1. Prima che il malore spazzasse via tutto. Questa sconfitta vale come i 30 match vinti. Perché Jannik ci ha mostrato come perde un fenomeno. Con dignità. Con rispetto. Con dolore al cuore, ma senza piangersi addosso. Sinner non ci ha insegnato solo la cultura della vittoria che nel tennis italiano conoscevamo poco. Ma ci ha insegnato anche questa cultura della sconfitta che forse non conoscevamo per niente. Quella più difficile da accettare. Senza scuse e senza alibi. Un diamante raro anche su questo. Un eroe anche nelle sconfitte. ✍️ Angelo #Sinner #Tennis #CulturaDellaSconfitta

nello scavo May 25

#Russia minaccia ancora #Kyiv. La mappa dei luoghi colpiti contiene un «messaggio». I fantasmi di Putin: Maidan, Chernobyl, la Borsa. Cremlino a stranieri e diplomatici: fuggite da #Ucraina. @nelloscavo inviato a #Kyiv @Avvenire_Nei https://t.co/ZUB4tv7xPQ #Russia #Ucraina #Kyiv #RU #UA