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#ingiustizia

Bonifacio Castellane defined a political regression as presenting it as an injustice to prevent someone from occupying another person's house. He attributed this backwardness to 15 years spent arguing that a man dressed in women's clothes was a woman and had menstruation. #ingiustizia #politica #diritti (translated)

Paola. 6d

Paola wrote that Guendalina had been criticized for strategizing on the televotes, a choice that, according to her, everyone should have made. She added that she had joined the group of those who, in her opinion, had been unfairly put in the spotlight. https://t.co/mzJgX3WODi #tribunale #strategia #ingiustizia (translated)

Mario Adinolfi, a former deputy arrested for an alleged clandestine betting system worth 4.7 million euros, stated to the judges that he would return the money to his clients if he were not unable to do so due to the restrictions linked to the investigation, and expressed his intention to continue gambling, highlighting further risks of recidivism. #MarioAdinolfi #ScommesseClandestine #Ingiustizia (translated)

Mario Adinolfi ai giudici: «Restituire i soldi? Lo farei se potessi giocare a poker»

Luca Azzola criticized a statement by Grazia Longo, who had described Sempio as trapped, unjustly accused, and a victim. Referring to the Garlasco case, Azzola called those words "embarrassing." #garlasco https://t.co/TeQmxSssSS #ingiustizia #garlasco #verità (translated)

A professor has been subjected to a media lynching by the red collective because she asked some North African students, who were speaking in Arabic, not to disturb the lesson. https://t.co/GZN2TZKXv6 #LibertàDiEspressione #Ingiustizia #Educazione (translated)

++#GARLASCO, DEFENDER SEMPIO: WE WILL PROBABLY REQUEST A PROBATIVE INCIDENT ON PRINT 33 IN FRONT OF THE JUDGE++ A turning point in the defensive strategy, the lawyers of Andrea Sempio "will very likely" make a request in front of the judge for the preliminary hearing. #Giustizia #Ingiustizia #Processo (translated)

Ore 11 2w

Garlasco: Stasi incastrato da prove contraffatte. L'avvocato Antonio De Rensis a #ORE11: "Basta anomalie, basta inesattezze, basta sciatteria: è una cosa inaudita e grave". https://t.co/60zGRFDDJa #Garlasco #Giustizia #Ingiustizia

La sua sagacia, la sua disponibilità, il suo buon gusto, il suo essere mamma, la sua ironia, le sue fragilità e le battaglie sempre dalla parte dei più deboli, la sua sana rabbia. Che fortuna per noi averla conosciuta, che fortuna per la Nina essere sua figlia. Che ingiustizia. https://t.co/cl2aagEmvs #amore #gratitudine #maternità

AH AH AH - Siamo poveri - Non c’è lavoro - Ci rimettiamo - Troppe tasse - Il POS è rotto - Non c’è la rete, è scarico - Le commissioni ci strozzano - Siamo penalizzati - Incassiamo pochi € al dì - Più lavoriamo, più perdiamo - Siamo indigenti Una vita nella menzogna 🤡 #povertà #lavoro #ingiustizia

Tra le sfide poste oggi al mondo scientifico ed educativo, segnalo in particolare quelle aperte nel vasto campo della tecnologia. I nostri sforzi in quest’ambito devono far sì che le nuove tecnologie rimangano al servizio della persona umana, anziché diventare un ulteriore strumento di dominio e di ingiustizia. @UNESCO #ViaggioApostolico #Francia https://t.co/vkUMP9UArC #Tecnologia #Scienza #Educazione

C'è un pregiudizio che, in Italia, dura da decenni: chi sceglie un istituto tecnico o professionale fa una scelta di serie B rispetto a chi si iscrive al liceo. È un'ingiustizia verso centinaia di migliaia di ragazzi e i loro insegnanti, e un danno per l'Italia. Perché il nostro #Istruzione #GiustiziaSociale #IstitutiTecnici #IT

Luca Moro, nipote di Aldo Moro, ha espresso la sua gratitudine alla premier Giorgia Meloni per l'applicazione della legge in favore delle vittime del terrorismo, sottolineando come il governo attuale sia l'unico a schierarsi attivamente per il riconoscimento della giustizia dopo 22 anni di ingiustizia per la sua famiglia. #AldoMoro #Giustizia #Terrorismo

«Dopo 22 anni resa giustizia a mio nonno Aldo Moro, finalmente la legge è stata applicata». Il nipote scrive a Meloni

Un nuovo monumento a Luni commemora le 140 vittime del Moby Prince, offrendo un luogo di riflessione sulla tragedia avvenuta nel 1991, in memoria di chi ha perso la vita e per ricordare le ingiustizie subite dalle famiglie coinvolte. #MobyPrince #memoria #ingiustizia

Un monumento a Luni per non dimenticare le 140 vittime del Moby Prince
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Il saggio di Paul Nizan, Aden Arabie, offre una prospettiva profetica sulle problematiche sociali e politiche dello Yemen contemporaneo, riflettendo sulle tensioni globali e sull’ingiustizia coloniale attraverso la sua esperienza ad Aden. #Aden #PaulNizan #StoriaContemporanea

Aden e lo stretto delle lacrime, sempre al centro delle tensioni globali
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Un video di una poliziotta che schiaffeggia e spinge una donna ammanettata in un furgone ha suscitato indignazione in Belgio, portando all'apertura di un'inchiesta da parte della Procura del Brabante Vallone per accertare un possibile uso illegittimo della forza. #Polizia #Ingiustizia #Violenza

Poliziotta schiaffeggia una donna ammanettata e la spinge nel furgone

EMIN : “Sono estremamente onesto, sai? Sono troppo onesto. Per esempio... beh, una volta finito il lavoro, abbiamo cenato con il nostro produttore. Eravamo lì per fare il punto sulla stagione, congratularci a vicenda, e così via. Gli ho chiesto: "Se non mi conoscessi, cosa direbbe la gente di me?". Lui ha risposto: "Non sopporti minimamente l'ingiustizia". Perché è successo sul set. Diciamo che un set è un ambiente con cento persone. Intervengo ogni volta che qualcuno viene trattato ingiustamente. Non riesco a tollerare l'ingiustizia su di me, né a sopportare di vedere persone che conosco subirla. Semplicemente, non riesco a trattenermi.” Emin e’ un uomo onesto e non sopporta le ingiustizie 🥹 E’ davvero una persona meravigliosa 😭❤️ #EminGünenç #EmSu #Arafta #MerTeş https://t.co/w9lrUoQv7s #EminGünenç #Onestà #Giustizia

Barbara Berlusconi ha risposto alle dichiarazioni di Giovanni Brusca, sostenendo che da oltre trent'anni si formulano teorie infondate su suo padre Silvio Berlusconi, senza prove concrete, e condannando il processo che lo coinvolge come un'ingiustizia paradossale. #Mafia #SilvioBerlusconi #GiovanniBrusca

Mafia, Barbara Berlusconi risponde a Brusca: “Da oltre 30 anni teoremi su mio padre, ma senza prove”

La Vittoria più importante dell'era #Gasperini, forse degli ultimi 3-4 anni. La banda Argentina ribalta un'Atalanta sculata e speculativa. Sarebbe stata un'ingiustizia anche solo il pareggio. #Atalanta #Gasperini #SerieA

La Rivincita del “GIO Festival”: “Broadway World” Celebra “Marina” e il Teatro Umberto Giordano di Foggia (Lettere Meridiane.org by Geppe Inserra) SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/la-rivincita-del-gio-festival-broadway-world-celebra-e-asgue/ SOURCE: https://www.letteremeridiane.org/2026/08/la-rivincita-del-gio-festival-broadwayworld-celebra-marina-e-foggia/ Il GIO Festival è stato a dir poco snobbato da Rai3 Puglia e da altre testate regionali. Ma il festival dedicato a Umberto Giordano, promosso dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia e della Fondazione Monti Uniti, si è preso una bella rivincita, finendo nella home page di BroadwayWorld grazie alla prima mondiale dell’opera Marina, andata in scena il 5 giugno scorso al Teatro Umberto Giordano di Foggia. Non è poco, visto che BroadwayWorld è tra i più importanti siti statunitensi dedicati al teatro e allo spettacolo. Lo sbarco oltreoceano dell’opera del grande compositore foggiano non è sfuggito a Luciano Magaldi Sardella, che ha inviato alla redazione di Lettere Meridiane un approfondito e interessante contributo che potete leggere di seguito. Nell’articolo, l’autore ricostruisce con maestria la straordinaria vicenda della prima opera di Giordano, composta nel 1888 e rimasta per 138 anni senza un allestimento scenico, fino alla storica rappresentazione del 5 giugno scorso al Teatro Giordano. Ma soprattutto racconta come la prima edizione del GIO Festival abbia riportato Foggia al centro della scena lirica internazionale, attraverso il ritrovamento e la valorizzazione di Marina, il coinvolgimento di importanti istituzioni musicali e l’attenzione della stampa americana. Una stimolante riflessione sul riscatto culturale e identitario di una città che troppo a lungo ha portato il nome di Giordano sul frontone del proprio teatro senza riuscire a farne leva di visibilità internazionale. (g.i.) + + + + + Ci sono momenti nella storia di una città in cui il passato e il futuro si stringono la mano sul palcoscenico del presente. Foggia ha vissuto uno di questi momenti la sera del 5 giugno 2026, quando il sipario del Teatro Umberto Giordano si è alzato su Marina, un’opera composta nel lontano 1888 da un pressappoco ventunenne di nome Umberto Giordano, ancora studente al Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli. E quella partitura ha finalmente trovato, dopo centotrentotto anni di silenzio, il suo primo respiro scenico nel mondo. “Non è un evento ordinario. È una svolta. Un vuoto colmato. Una storia riscritta.” Umberto Giordano, uno dei più celebri compositori veristi della fin-de-siècle, nato a Foggia, autore di capolavori come Andrea Chénier, Fedora, Siberia, era rimasto fino ad oggi l’unico grande operista italiano senza un festival interamente dedicato alla sua opera. Un paradosso che pesava come un’ingiustizia storica su una città che porta il suo nome inciso sul frontone del proprio teatro più bello. È il viaggio incredibile di Marina, la prima opera di Umberto Giordano, che dopo 138 anni di oblio ha avuto la sua prima mondiale in forma scenica il 5 giugno 2026 al Teatro Umberto Giordano di Foggia, come evento di apertura del GIO Festival, durante la prima edizione del Giordano International Opera Festival. Il manoscritto, custodito nella Frederick R. Koch Collection della Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell’Università di Yale, ha compiuto un viaggio straordinario: dalle biblioteche d’élite della costa est americana al cuore pulsante della Daunia. Nella notte del 5 giugno 2026, al Teatro Umberto Giordano di Foggia, quel silenzio si è finalmente spezzato. Il GIO Festival è nato a Foggia come un grande nuovo progetto culturale promosso dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia, con l’obiettivo di trasformare l’eredità artistica del compositore verista in un motore di valorizzazione territoriale e turismo culturale. Sotto la direzione artistica della direttrice d’orchestra Gianna Fratta e del violinista Dino De Palma, l’evento colma finalmente un vuoto storico. Il modello di riferimento è esplicito e ambizioso: un progetto ispirato ai grandi festival dedicati ai compositori italiani come il Verdi Festival, il Puccini Festival, il Rossini Opera Festival (e così via…) , pur mantenendo una forte dimensione territoriale e partecipativa. Foggia, in altri termini, si candida ufficialmente al tavolo dei grandi. E lo fa con le credenziali che servono: una prima mondiale scenica irripetibile (parallela a quella concertistica del teatro milanese Dal Verme registrata dalla prestigiosa casa discografica lirica Decca Classics), una produzione operistica di qualità (tutta la macchina organizzativa), istituzioni culturali di primo piano al suo fianco (Teatro dell’Opera di Milano, Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari). Il festival si è avvalso della collaborazione dell’Orchestra del Conservatorio e del Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari, del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia, della Fondazione dei Monti Uniti e della Fondazione Apulia Felix. Una rete di eccellenze che ha conferito alla manifestazione spessore e risonanza nazionale. Il Teatro Umberto Giordano è uno scrigno ottocentesco di rara bellezza, il più antico teatro funzionante storico a ferro di cavallo in Puglia. Eppure per decenni ha vissuto in una sorta di semiclandestinità culturale, relegato ai margini delle rotte liriche che contano, condannato anche da ritari di lavorazioni che ne hanno bloccato l’utilizzo dal 2007 al 2014, inclusa la recente richiesta di adeguamento antincendio. Inoltre, Qualcuno lo chiamava, con quel misto di condiscendenza e rassegnazione tutta provinciale, “teatro di provincia”, destinato solo a raccogliere la denominazione storica di Umberto Giordano. Quell’etichetta è ora destinata a cadere. È proprio a Foggia che questo piccolo capolavoro giovanile ha visto il suo primo allestimento scenico, inserendo la città nella toponomastica internazionale dell’opera lirica. Un posizionamento che non ha precedenti nella storia recente della città. Il Teatro Giordano ha registrato il tutto esaurito nella storica prima in formato scenico della Marina giordaniana, accogliendo centinaia di spettatori, mentre altrettanti hanno seguito lo spettacolo dall’esterno grazie a un maxi schermo allestito per l’occasione. La produzione ha risposto con piena dignità artistica alle aspettative: l’allestimento ha trasportato la vicenda nel periodo della Prima Guerra Mondiale, accentuando il carattere drammatico e realistico dell’opera. Sul podio, l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia diretta da Matteo Dal Maso. Scene e costumi affidati ad Alfredo Troisi, luci curate da Massimo Russo. Un ensemble di talenti che ha reso onore al nome che il teatro porta con orgoglio. Il sigillo definitivo dell’importanza storica di questo momento è arrivato dall’altra parte dell’Atlantico. Broadway World, la più influente testata mondiale di critica e informazione sullo spettacolo dal vivo, arricchito dalle sue oltre 5,5 visualizzazioni mensili nel mondo, ha dedicato all’evento una copertura esclusiva, pubblicando una galleria fotografica integrale della première mondiale scenica a cura di Chloe Rabinowitz e un approfondimento critico di notevole spessore a cura di Rachel Stone. L’articolo della testata americana ha sottolineato il valore storico dell’operazione e il legame tra il compositore e la sua città natale, evidenziando la qualità musicale della partitura, definita sorprendentemente matura rispetto all’età del compositore. Il Teatro Umberto Giordano è così approdato per la prima volta sul sito newyorchese affiancandosi a leggendo comer Los Angeles Opera House, Houston Opera, BBC Classical Music at Royal Opera House, e via dicendo. È lì il suo posto naturale. Doveva esserci già da almeno diversi decenni. Ma finora il mondo conosceva Umberto Giordano, ricordandosi i suoi successi milanesi e non l’opera giovanile scritta tra Foggia e il conservatorio di Napoli, la perduta (e poi ritrovata) Marina (1888). Ma sottolineiamolo: non è un dettaglio secondario. Broadway World non dedica gallerie esclusive ai teatri di provincia. Lo fa per gli eventi che spostano le coordinate della storia della musica, dell’opera, del teatro nei circuiti che contano. E questa volta, quelle coordinate si sono spostate su Foggia grazie al GIO Festival, in nome di Umberto Giordano. Ricordiamo per onor di cronaca, o per chi ancora non lo sapesse, che Il GIO Festival è un nuovo e ambizioso evento a cadenza biennale ideato dalla Camera di Commercio di Foggia, con l’obiettivo di celebrare il genio del compositore foggiano Umberto Giordano e trasformarlo in un potente volano di sviluppo per l’intera Capitanata. Biennale significa continuità, progettualità, visione. Significa che Foggia non vuole essere una meteora nel firmamento operistico, ma una presenza stabile e riconoscibile nel panorama dei festival lirici del circuito internazionale. Andrea Chénier, Siberia e Fedora avevano già portato da almeno un secolo il nome di Giordano al Metropolitan Opera House di New York, dove l’opera viene eseguita ancora oggi con grande partecipazione di pubblico. Ora è Foggia stessa, non solo le sue opere sparse per il mondo, a reclamare il proprio “posto al sole”. Il compositore che la sua città aveva faticato a riconoscere in vita, e di cui conserva il nome sul teatro, sulla piazza e sul conservatorio, può diventare finalmente leva di un riscatto culturale, economico e identitario senza precedenti. Il GIO Festival 2026 non è un punto d’arrivo, spero. Dovrebbe essere il primo capitolo di una storia nuova per Foggia, per la Capitanata, per il Mezzogiorno culturale italiano. Il Teatro Umberto Giordano non è più soltanto un gioiello architettonico da preservare: è diventato ora un luogo di creazione e di ispirazione, capace di attrarre l’attenzione della stampa internazionale e di ospitare eventi che entrano nei libri della lirica mondiale. A chi ancora sussurra che Foggia è una città di provincia, la risposta ora è scritta sui palchi del mondo: la sera del 5 giugno 2026, la periferia è diventata centro.

La Rivincita del “GIO Festival”: “Broadway World” Celebra “Marina” e il Teatro Umberto Giordano di Foggia (Lettere Meridiane.org by Geppe Inserra)
Amala Sep 5

Come l’anno scorso, uguale identico, sei sicuro di aver subito un’ingiustizia ed esci completamente dal campo. #ingiustizia #sport #emozioni