BETA nonprofit public democratic european moderated

Search

#ingiustizia
George 3d

La tragedia di Palermo lascia un senso di profonda ingiustizia e sconcerto. Davanti alla perdita di una bambina di soli quattro anni, l'unica risposta umana e degna dovrebbe essere il rispetto per il dolore incommensurabile di una madre e di un padre. Invece, assistiamo ancora una volta al consueto e triste spettacolo del processo mediatico istantaneo. Prima ancora che la magistratura possa fare chiarezza sulla dinamica dei fatti o valutare la tempestività dei primi soccorsi — considerando che la piccola era già stata dimessa un primo momento dall'ospedale —, figure pubbliche come Bassetti tanto per nominarne uno, si ergono a giudici infallibili. Si emettono sentenze sui social, puntando il dito contro i genitori e cavalcando il dramma per rilanciare battaglie ideologiche o richieste di coercizione sanitaria che non trovano eguali nel resto d'Europa. Il paradosso è evidente: Garantismo a senso unico: Si procede con tempestività nei confronti della famiglia, senza sollevare la minima domanda o attendere verifiche sulla gestione clinica e diagnostica iniziale del caso. Spostamento della potestà genitoriale: Si crea un precedente pericoloso in cui la scelta di cura passa dalle mani delle famiglie a quelle delle narrazioni di Stato, ignorando la complessità di decisioni che ogni genitore prende in scienza e coscienza. Spettacolarizzazione del dolore: Un lutto devastante viene strumentalizzato per alimentare dinamiche di colpevolizzazione pubblica, anziché garantire silenzio, analisi rigorosa e reale sostegno a chi ha perso un figlio. Tutta la mia solidarietà va a questa famiglia, travolta non solo da una perdita irreparabile, ma anche dalla brutalità di chi usa il loro dramma per ergersi a tribunale morale e politico. La medicina e le istituzioni dovrebbero curare e proteggere, non condannare a mezzo stampa prima ancora di conoscere la verità. #Giustizia #Solidarietà #DirittiUmani

Insisto: la questione decisiva relativa al woke in tutti i suoi aspetti e tra questi il femminismo psicotico, le politiche DEI e le vendette psicotiche su chi si oppone, non va cercata in prima battuta nelle radici ideologiche, come se ci fosse bisogno di confutare le barzellette. La questione assolutamente decisiva è il sistema di potere che consente alle persone di passare sette ore al giorno a manifestare solidarietà a una madre che ha ucciso i tre figli o che consente a un rettore travestito e plagiatore di licenziare un docente perché denuncia i plagi. È questo sistema di potere, questo Parastato gramsciano, che consente a tutti questi personaggi di poter commettere atti di ingiustizia o follia o semplice inutile quanto soggettiva manifestazione di emozioni ESSENDO INSERITI IN UN CONTESTO LAVORATIVO CHE RISOLVE LORO OGNI INCOMBENZA ESISTENZIALE senza il quale non troverebbero alcuna occupazione nel mondo del lavoro non-parastatale. Sta qui la chiave di tutto. Nel poter fare i sit-in per 45 giorni consecutivi per protestare contro la pulizia delle alghe delle fontane di Washington e NEL FRATTEMPO ESSERE PAGATI da un ente statale o da una Ong. #Woke #Femminismo #GiustiziaSociale

Buzzo 7d

Numeri identici in due foto, io non ho più parole per la gente che popola questo social di disgraziati #SocialMedia #Ingiustizia #Fotografie

The Generation Z of the Global South, feeling betrayed and excluded by a system that promised opportunities, does not limit itself to protesting but erupts into desperate and momentary actions, mobilizing against corruption, injustice, and precariousness, seeking dignity and change even in difficult contexts, as demonstrated by the tragic story of Floribert Bwana Chui. (translated)

La Generazione Z del Sud globale non protesta soltanto: esplode

I colpevoli morali della morte di Jason Arday sono coloro che lo hanno indotto in un sistema di ingiustizia e menzogna che il povero ragazzo non è più riuscito a sostenere. #Giustizia #Verità #DovereSociale

M49 3w

Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore Mentre fa correr via la macchina a vapore E che ci giunga un giorno ancora la notizia Di una locomotiva, come una cosa viva, lanciata a bomba contro l'ingiustizia #Guccini 💔 https://t.co/kPR5Iq3Rbt #Musica #Poesia #Giustizia

Adesso Ardey farà il giro del mondo di conferenze per dire che le sue balle erano un complotto razzista. E ci sarà gente che andrà ad applaudirlo. Ma non è un problema. Voglio dire, la gente va al cinema a vedere i film di Elio Germano, va a sentire gruppi scarsi, va al circo, va al centro commerciale il sabato pomeriggio. La questione è il sistema di potere ed ingiustizia sistematica detto "Parastato gramsciano" che usa individui come Ardey per espandere il proprio dominio. E lo fa con i soldi di tutti. #Giustizia #Potere #Società

The Chamber of Deputies approved yesterday the proposal of Italia Viva-Casa Riformista, with my first signature, for the establishment of the National Day in memory of the victims of judicial errors. An act of civility for those who have suffered an injustice and a commitment to always defend. (translated)

Una bella definizione quella di Francoise Sagan. Tra "inevitabile" e "insopportabile" passa tutta la differenza tra chi vuole combattere l' ingiustizia e chi la vuole perpetrare, tra chi vuole cambiare e tra chi preferisce "giustizia fai da te" e repressione. Anche sui minori. #giustizia #ingiustizia #cambiamento

La canizza dei soliti buffoni di corte contro Salvini sta raggiungendo livelli di pateticità fuori scala e conferma chi sia per il sistema il vero nemico da colpire e diffamare. Non sono un fan delle candidature per "salvare" qualcuno. L'ingiustizia se c'è va sanata per tutti alla radice, infatti ho proposto come soluzione il cambio di legge, non altro. Tuttavia quanto detto da Salvini è normalissimo e non ha fatto nessun errore: al momento Roggero è incandidabile ma in Lega SI VALUTANO LE POSSIBILITÀ. Per esempio cambiare le norme sulla candidabilità fra cui (anche se non basterebbe) quella parte, per me oscena, della legge Severino. Come ho SEMPRE detto per me il popolo deve avere il diritto di eleggere anche Attila come proprio rappresentante, se pensasse che in un determinato periodo difenderebbe meglio di altri i suoi interessi. Nessuno strafalcione quindi di Salvini, il PD e i suoi troll pensassero piuttosto a Bonaccini e alle sue lacune sulla Costituzione (e non solo). #Salvini #Politica #Legge

L
lastampa.it Jul 24

Il video della bodycam mostra i momenti drammatici che precedono la tragedia di Bologna, con il protagonista Fakir coinvolto in una lite con un residente e la moglie della vittima che denuncia un'ingiustizia, mentre la procura indaga sull'accaduto. #Bologna #giustizia #crimine

I pugni all’auto e la lite con il residente. I deliri di Fakir nel video della bodycam

Sono avvocato da tanti anni, quasi ventisei. Ho seguito innumerevoli processi in tanti tribunali italiani. E sì, mi sono imbattuta in sentenze sbagliate, e lo dico con certezza perché poi sono state ribaltate in sede di appello, diventando poi definitive e cristallizzando una verità processuale. L’unica legalmente valida, anche se i fatti, nella realtà, potevano essere andati diversamente. Perche questa è una delle prime regole che si impara addentrandosi in questo mestiere: che un conto è ciò che accade, un conto è ciò che si può dimostrare. E visto che l’onere della prova incombe su chi deve far valere l’ingiustizia, se quella prova non viene raggiunta, si può non avere giustizia. O una giustizia diversa da quella che ci si sarebbe aspettati. Per questo, non comprendo perché ci si ostini a bollare come fantasiose, infondate, vuote le nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Perché qui, è chiaro anche a una talpa con una forte miopia che sono emersi elementi che mettono in dubbio la ricostruzione processuale che ha portato alla condanna di Alberto Stasi. Sennò, non ci sarebbero una Procura, degli inquirenti, dei carabinieri e dei poliziotti, dei consulenti di varia natura, a lavorare su indizi vecchi e nuovi da oltre un anno. Nessuno è così folle da sperperare denaro pubblico per riaprire un’indagine su un caso che, attenzione, non è un “cold case”, perché il caso Garlasco un colpevole ce l’ha. È che, a quanto pare ogni giorno di più, è il colpevole solo processuale. E non reale. #garlasco #giustizia #procura #diritto

@pap1pap Fratello Pap, 2 giornali sportivi su 3 sono iper schierati, perfino la Stampa non se ne occupa, TV vabbè, canali online seguiti vabbè e mi citi un titolo di Repubblica? Se solo sapessi com'era scatenata una procura incompetente + media 3 anni fa... Ah, come siete abituati bene.. #Sport #Media #Ingiustizia

Daniele Mari Jul 21

L'inchiesta arbitri esce letteralmente devastata da questi passaggi del decreto: - Le ipotesi riguardanti l’Inter erano “prive di base probatoria”; - Non è stato possibile formulare nemmeno “compiute incolpazioni preliminari”; - Non c’erano elementi sufficienti per svolgere investigazioni utili; - L’ipotesi di frode sportiva relativa a Rocchi viene degradata a “mera illazione”, cioè a una supposizione non sostenuta da prove Quindi il messaggio sostanziale è: non soltanto non sono state trovate prove contro l’Inter, ma le ipotesi investigative non hanno raggiunto neppure una consistenza tale da poter essere sviluppate in accuse strutturate #Sport #Calcio #Ingiustizia

Ultimora.net Jul 18

Salvini uscito dal carcere di Bollate, dopo un incontro di un'ora e mezza: "Roggero ritiene di aver subito un'ingiustizia. Se qualcuno non fosse entrato nella sua proprietà non avrebbe reagito. Commentare seduti in salotto è facile. Stiamo esaminando i profili legali, sarei orgoglioso di poterlo candidare" #Salvini #Giustizia #Politica

La Zanzara Jul 17

Cruciani: “L’ultima ingiustizia si è consumata. Mario Roggero, gioielliere, lavoratore, persona onesta, padre e marito è entrato in galera. Non hanno fatto un cazzo per anni e ora invocano Mattarella per la grazia. POTEVANO PENSARCI PRIMA! QUATTRO ANNI DI GOVERNO!” @giucruciani #Giustizia #Politica #DirittiUmani

Provocazione o Insulto? Perché smettere di confonderli cambierà il modo in cui discuti Introduzione: Il Calore dello Scontro Nel cuore di una disputa accesa, quando la pressione dialettica sale, è comune percepire un’istanza dell'interlocutore non come un contributo al tema, ma come una minaccia identitaria. In quel momento, la nostra architettura cognitiva sembra collassare sotto il peso di una reazione pre-razionale: facciamo fatica a distinguere tra un pungolo intellettuale e un attacco personale. Le riflessioni di L.S. annotate nel suo "Diario XII" nel giugno 2026, mettono a nudo questa fragilità psicologica. L'autore stesso ammette di lasciarsi talvolta suggestionare da una tendenza pericolosamente moderna: l’assimilazione della provocazione all'insulto. Se persino chi analizza professionalmente le dinamiche comunicative fatica a riconoscere il confine, è evidente che ci troviamo di fronte a un nodo cruciale della nostra fenomenologia relazionale. Perché cediamo così facilmente all'istinto di replica, rinunciando a comprendere la reale natura dello scontro? L'Illusione della Somiglianza: Una Questione di Forma La confusione tra provocazione e insulto nasce primariamente da un inganno estetico. Siamo abituati a pensare che una comunicazione razionale debba essere necessariamente garbata e formale; quando invece la provocazione si manifesta in una veste rozza, goffa o persino astiosa, il nostro sistema di difesa la cataloga immediatamente come ostilità gratuita. È l'incapacità di distinguere tra l'estetica della consegna e l'intento del messaggio. La provocazione è spesso un'invitante sfida logica travestita da minaccia; tuttavia, la sua superficie ruvida innesca un istinto di risposta speculare che ci impedisce di guardare oltre la crosta del linguaggio. Ci fermiamo all'istinto di replica perché interpretiamo la sgradevolezza del tono come una prova dell'assenza di contenuto, ignorando che la verità può talvolta indossare abiti scomposti per scuotere le nostre certezze più radicate. La Provocazione come Strumento Razionale Contrariamente alla percezione comune, la provocazione non è un atto di chiusura, ma un'operazione euristica. Essa è intrisa di una tagliente razionalità che mira a forzare l'analisi e a spingere il confronto verso territori inesplorati. Nonostante l'apparente aggressività, la provocazione riconosce la dignità intellettuale dell'altro, considerandolo un soggetto capace di sostenere una tensione dialettica elevata."La provocazione chiede qualcosa."Questo passaggio del diario chiarisce l'essenza dell'atto: la provocazione è una domanda, un’istanza che esige un approfondimento o una difesa logica delle proprie posizioni. È un invito al gioco dialettico, per quanto duro possa apparire. Chi provoca non vuole distruggere l'interlocutore, ma testare la solidità delle sue fondamenta razionali, offrendo uno stimolo che, se accolto, produce una crescita per entrambi gli attori della discussione. L'Insulto: La Manifestazione del Dolore L'insulto opera su un piano ontologico radicalmente differente. Non è un argomento, né il tentativo di instaurare un dialogo; è, al contrario, la resa dell'intelletto e la manifestazione di un io interiore ferito e brutto. Quando un interlocutore "accusa il colpo" e si sente sopraffatto da un'argomentazione che non riesce a gestire, l'insulto diventa un meccanismo di difesa estremo. È l'estrusione del disagio di chi non ha più strumenti per abitare il piano della ragione. Come nota acutamente L.B., il ricorso all'insulto segnala spesso non tanto una mancanza di capacità intellettiva, quanto una deliberata mancanza di volontà di confrontarsi onestamente."L'insulto sanguina."Questa immagine potente descrive la natura viscerale e disordinata dell'offesa. Mentre la provocazione è chirurgica, l'insulto è una ferita aperta che sporca il campo del discorso. Esso non chiede nulla, non propone nulla: si limita a testimoniare la sofferenza e la "bruttezza" di chi lo scaglia. L'insulto non è un segnale di forza dominatrice, ma il sintomo di una vulnerabilità mal gestita che cerca di nascondersi dietro l'aggressione verbale. La Trappola del Registro: Perché Non Rispondere al Fuoco col Fuoco Il pericolo maggiore in un dibattito non è subire un insulto, ma reagire adottando lo stesso registro dell'avversario. Cedere a questa tentazione significa commettere una profonda ingiustizia alla sincerità delle nostre stesse posizioni. Se permettiamo alla scomposta reazione altrui di dettare le regole della nostra comunicazione, tradiamo l'integrità del nostro pensiero originale. Discendere nel disordine emotivo dell'altro è un atto di auto-sabotaggio filosofico: significa rinunciare alla superiorità della ragione per affogare nello stesso "sangue" dell'insultante. Mantenere la lucidità di fronte a un attacco scomposto non è solo una prova di forza psicologica, ma un dovere etico verso la verità che stiamo cercando di esprimere. Rimanere ancorati alla propria razionalità, anche quando l'altro capitola nell'offesa, è l'unico modo per onestamente onorare il contenuto del proprio discorso. Conclusione: Oltre la Superficie del Dialogo Smettere di sovrapporre provocazione e insulto è un atto di igiene mentale e civile. Dobbiamo imparare a vedere nella prima una richiesta di analisi e nel secondo l'esposizione di una ferita interiore. Sono due polarità opposte: l'una cerca il "più" della conoscenza attraverso lo scontro, l'altra rivela il "meno" della capacità dialettica. In un'epoca di conflitti verbali perenni, recuperare questa distinzione significa restituire nobiltà alla discussione e proteggere la nostra integrità intellettuale dalle reazioni scomposte che, troppo spesso, scambiamo per forza.La prossima volta che ti sentirai attaccato, avrai il coraggio di chiederti se l'altro sta cercando un confronto o se sta semplicemente sanguinando?

ANSA.it Jul 11

Il Papa, durante un pranzo a Castel Gandolfo con persone fragili assistite dalla diocesi di Roma, ha espresso il suo desiderio di giustizia e di autentica carità, invitando a rimuovere le cause della povertà e dell'ingiustizia nel mondo. #giustizia #carità #riconciliazione

Il Papa: 'Ho fame di giustizia, si eliminino le cause della povertà'

Ho parlato con Gianni e ho chiesto una revisione a un uomo molto rispettato per rimediare a un'ingiustizia perché amo lo sport e quello di Balogun su Muharemovic non era fallo, ma un normale scontro di gioco.

Mondiali, Trump firma la grazia a Balogun: «Ho chiamato io la Fifa, era giusto»
www.ilmessaggero.it

Per qualche scherzo della storia, gli sparuti destini democratici di questo giuoco sono affidati a te. E già ci piace immaginare nel cuore della notte vederti lanciare Lukaku a bomba contro l'ingiustizia come nella Locomotiva di Guccini. Torniamo a far suonare il violino Rudi. https://t.co/P07UKcsMdN #democrazia #ingiustizia #calcio