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#niqab

Portugali kielsi kasvot kokonaan peittävän hunnun julkisilla paikoilla. Portugalin presidentti: ”Kasvoja on pidettävä ihmisen identiteetin ja vuorovaikutuksen keskeisenä osana.” Burka ja niqab ei kuulu Suomeen. Minkään Jumalan ei saa antaa eristää naisia yhteiskunnasta. #Portugali #Identiteetti #Yhteiskunta

Til alle der befinder sig til venstre for midten i dansk politik: Vi må ikke falde for det camouflerede “røde” sprog. Niqab er ikke kvindefrigørelse. Afvisning af håndtryk til kvinder er ikke MeToo-kamp. Undertrykkelse og underkastelse er ikke frihed og frigørelse. Det må vi huske. Ellers svigter vi de idealer, som vores partier bygger på. #dkpol #dkpolitics #feminism #freedom

Di.se 4d

The debate panel in Stockholm discusses the demonstrated division within the left block and the challenges for the Social Democrats to govern together with their allies, as well as addressing several current topics such as climate demands, niqab, and economic responsibility. (translated)

Debattpanelen: ”Påvisad splittring i vänsterblocket”

"Niqab och Burka hör inte hemma i Sverige"

Ebba Busch: "Niqab och Burka hör inte hemma i Sverige"
www.di.se
Di.se 5d

Ebba Busch stated that the niqab and burqa do not belong in Sweden, which sparked a debate about Czech identity and cultural values. (translated)

Ebba Busch: "Niqab och Burka hör inte hemma i Sverige"

En mand i en britisk by bliver spurgt om han har bemærket en forandring i demografien og de mennesker som lever der. "Nej" svarer han. Imens går to kvinder i fuld islamisk niqab.... https://t.co/BW0ZjNTlPE #Demografi #Kultur #Samfund

PEGGIORE DELLO SCHIFO CI SONO SOLTANTO LE RANCOROSE ACIDE PSEUDO-DONNE DI SINISTRA "Nana". "Caciottara a mollo". "È venuta a infestare il nostro mare, spero si sia disinfettata con l'amuchina". Il bersaglio: una madre in vacanza con la figlia di nove anni. Le firme, in gran parte: donne. Questo il trattamento riservato a Giorgia Meloni per tre giorni alla Maddalena. Tre giorni di volo di linea, traghetto, gommone a noleggio e panini nella borsa frigo. Niente yacht, niente voli di Stato: la fila all'imbarco come qualunque madre italiana d'agosto. Ed è proprio questa normalità che ha fatto impazzire la muta di cani rabbiosi. "Nullafacente da sempre", "le ferie le prende chi lavora": quasi quattro anni alla guida del governo, evidentemente, non contano come mestiere. Fino al capolavoro dell'amuchina. Infestare: il verbo che si riserva agli insetti. Quando l'avversario politico diventa un agente contaminante non siamo più nell'insulto, siamo nella disumanizzazione da manuale. Quella su cui si scrivono i saggi e si organizzano i convegni. Quando capita agli altri. E qui il dato che nessuno vuole vedere. Donne che danno della nana a una donna. Donne che deridono la maternità di una donna. Donne che evocano un disinfettante per una donna che fa il bagno con la figlia. La sorellanza, parola d'ordine di ogni piazza femminista degli ultimi dieci anni, si ferma al tornello della tessera politica. Di là dal tornello non ci sono sorelle: c'è una preda. Qualcuna, nel coro, ha pure fornito la teoria: "questa destra ha sdoganato la violenza verbale e ora vi meravigliate che qualcosina torni indietro". Eccola, l'assoluzione preventiva. Se l'è cercata. La stessa identica grammatica che il femminismo denuncia - giustamente - quando viene usata contro qualunque altra donna. La gonna troppo corta, il rientro troppo tardi, le idee troppo di destra: cambia il pretesto, la logica è quella. Ma applicata a Meloni diventa improvvisamente analisi politica. E la rabbia ha una radice precisa, che il vocabolario confessa da solo. Caciottara, borgatara, pescivendola: insulti di censo, non di politica. È il disprezzo del salotto per il mercato rionale, firmato da una sinistra che ormai vince ai Parioli e ha perso nelle borgate che furono sue. La prima donna al vertice di Palazzo Chigi doveva essere una di loro: laurea giusta, quartiere giusto, salotto giusto. Invece il soffitto di cristallo lo ha sfondato una madre della Garbatella che parla come il popolo che loro hanno smesso di frequentare. Non le perdonano le idee. Non le perdonano di essere arrivata prima, partendo da sotto. Né si può dire che manchi il contesto. Due mesi fa, alla Camera, il capogruppo grillino in commissione Esteri Francesco Silvestri ha spiegato che la premier "ha indossato delle ginocchiere per stare più comoda". Detto in aula, a verbale, dal pulpito della Repubblica. E nella stessa seduta si è consumata la scena che vale un trattato di sociologia: l'onorevole Boldrini indignata perché un collega aveva osato dire "signor presidente" - il maschile, che scandalo - e silente sull'allusione alle ginocchiere. La sentinella del linguaggio monta la guardia sull'articolo e dorme sulla sostanza. Risultato: nel giro di giorni, "ginocchiere" era l'argomento più gettonato sotto i post d'odio contro la premier. Il linguaggio non sale dalla fogna al palazzo. Scende dal palazzo alla fogna. E non è la prima volta. Quando Landini la definì "cortigiana", dalle piazze femministe. Quando la televisione di Stato russa la chiamò con epiteti da postribolo, sempre silenzio. Quando un professore augurò alla figlia di nove anni la fine di Martina Carbonaro e quando un camerunense davanti a una questura fece alla stessa bambina allusioni che non si trascrivono, le piazze che si riempiono per un asterisco rimasero vuote. Il copione non cambia mai: si cambia solo la vittima designata e la si toglie dall'elenco delle donne difendibili. Perché di questo si tratta. Il movimento che vede il patriarcato in una pubblicità, in una desinenza, in una ricetta di cucina, davanti alla prima donna presidente del Consiglio della storia repubblicana - coperta di insulti sessisti, minacciata, con la figlia minorenne nel mirino da tre anni - non ha mai trovato dieci minuti per un presidio. Non una fiaccolata. Non un corteo di Non Una di Meno. Non una riga delle firme che vivono di questo. Dov'era il patriarcato quando serviva davvero? Era in vacanza pure lui? La risposta la conosciamo ed è la stessa che spiega un altro silenzio: quello sulle donne musulmane. Sui matrimoni forzati, sulle mutilazioni, sui niqab imposti alle bambine nelle nostre città, il femminismo militante pratica da anni la medesima sordità selettiva. Le donne velate a forza e la premier detestata condividono lo stesso destino: sono donne sbagliate, la cui oppressione non porta consenso. E allora non esistono. Un femminismo che sceglie quali donne difendere in base alla convenienza non è un movimento di liberazione. È un ufficio stampa con la bandiera sbagliata. Il patriarcato lo vedono ovunque, tranne dove c'è una donna che non gli piace. E ogni giorno di questo silenzio, mentre una madre viene linciata per un traghetto e una bambina cresce sotto scorta digitale, quel silenzio firma. Con nome, cognome e sigla dell'associazione. #Femminismo #Sorellanza #Politica

Choice of common sense in #Portugal: #burqa and #niqab are not a symbol of freedom, they are a symbol of submission and oppression of women. (translated)

Ieri in un confronto radiofonico uno studioso islamista ha detto che sono #femminista colonizzatrice (😂) e ha affermato che il mio femminismo universalista è morto e quello moderno accetta il #burka, il #Niqab ecc (che lascia le donne libere di essere oppresse) @stemolinaradio https://t.co/YrEA7T4hgQ #femminismo #dirittidelledonne #libertà

#Bolton #Manchester: cervelli occidentali all’ammasso. Perdonatemi la brutalità, ma mi dispiace, la #niqab non è un simbolo di emancipazione femminile. https://t.co/4Au1G7vPdv #Libertà #Femminismo #DirittiUmani

Total paradox: "British Citizen Award" awarded to Khadija Patel who promotes the emancipation of women by wearing the "#niqab". If this is #integration... (translated)

Islam rummer nogle af verdens mest kvindeundertrykkende normer og praksisser. Alligevel er der larmende tavshed fra venstrefløjens feminister, når kvinder tildækkes med burka eller niqab, eller når religiøse normer begrænser deres frihed. Til gengæld kan man dårligt åbne en avis eller tænde for fjernsynet, før det feministiske hylekor går i selvsving over, at der mangler kvinder i en tilfældig bestyrelse. Hvis kampen virkelig handler om kvinders frihed, hvorfor er tavsheden så størst dér, hvor undertrykkelsen er mest åbenlys? #Feminisme #KvindersRettigheder #Ytringsfrihed

Secondo l'articolo, avrei aggredito verbalmente una donna musulmana per il suo niqab.

‘Send them back’: lo spettacolo osceno al Parlamento Ue rimanda direttamente alla Germania degli anni Trenta
www.ilfattoquotidiano.it
via.tt.se Jun 11

Sverigedemokraterna har utsett Sara Gille till ny jämställdhetspolitisk och hederspolitisk talesperson och planerar att införa ett totalt förbud mot slöja, hijab, niqab och burka i Sverige för att främja kvinnors frihet och jämställdhet. #jämställdhet #hedersvåld #Sverigedemokraterna

Ny jämställdhetspolitisk och hederspolitisk talesperson

Sverigedemokraterna föreslår ett förbud mot slöja på allmän plats, liksom det tidigare föreslagna förbudet mot niqab och burka, med argumentet att dessa plagg symboliserar kontroll och kvinnors underordning. #slöjförbud #Sverigedemokraterna #jämställdhet

SD vill se slöjförbud i Sverige
adevarul.ro Jun 10

Parlamentul Insulelor Baleare dezbate o lege ce vizează interzicerea burkăi și niqabului în spațiile publice, propusă de partidele de dreapta Vox și Partidul Popular, cu amenzi ce pot ajunge până la 25.000 de lire sterline și pedepse cu închisoarea pentru cei care impun aceste veșminte femeilor, generând controverse și critici din partea partidelor de stânga care consideră inițiativa discriminatorie. #Burka #Niqab #DrepturileFemeilor

O destinație turistică celebră vrea să interzică burka și niqabul în spațiile publice. Amenzi de până zeci de mii de euro și închisoare

Nederlandse visboer weigert niqab dragende vrouw te bedienen. Reden: haar gezicht was bedekt en dat gaf geen vertrouwen. Mijn mening:een niqab past niet in onze open samenleving. Hulde voor deze #visboer ! Hij verdient een #lintje! #motie https://t.co/NSLYMv8G2v #integratie #vrijheid #samenleving

Lahti on päättänyt kieltää kouluissa naamioitumisen. Kielto koskee niin burkhia, niqabeja, kommandopipoja kuin maskejakin. Hyvä niin. https://t.co/sOqERJlGf4 #Lahti #koulu #naamioituminen

"We want to ban burqa, niqab, and other face coverings in public spaces, as well as headscarves in preschools and primary schools, since attire aimed at making women invisible in the public sphere does not belong in the Swedish, gender-equal society. Principals should have a" (translated)

RT @realninawysocka: Video circulating shows Tesco security refusing entry to a woman wearing a full niqab (face veil) at a UK store. Staff… #Niqab #Tesco #UKNews #UK