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#stampa

Clamoroso, dopo Fenerbahce-Roma 1-1 l'allenatore Kartal ha rassegnato le dimissioni in conferenza stampa https://t.co/ZYfILWgZJT #Fenerbahce #Roma #calcio

A new publishing agreement has been signed between the Vatican media and the Sae Group, which will bring a continuous flow of information about the pontificate of Leo XIV on the websites of La Stampa and other local Italian newspapers. (translated)

Tutto il Papa minuto per minuto sul sito internet de La Stampa: nuovo accordo editoriale tra i media vaticani e il Gruppo Sae

Una recente sentenza della Cassazione (Prima sezione civile, 9997/2026) ha sancito che il danno reputazionale derivante da notizie o affermazioni fatte attraverso programmi televisivi e comunque con il mezzo della televisione, ha un impatto maggiore rispetto a quello (ad esempio) della carta stampata . Principio peraltro comprensibile data l’immediatezza con la quale recepiamo il tutto e la potenzialità maggiormente lesiva della nostra reputazione. Di conseguenza si chiede al giornalista televisivo (o all’opinionista che sia) un maggiore controllo su verità , rilevanza, continenza ovvero quelle le caratteristiche tipiche di un corretto esercizio del diritto di cronaca. Bisognerebbe tenere a mente questo punto. Molto…a mente. #DirittoDiCronaca #Reputazione #Giustizia

🪖 2d

Conte veniva massacrato dalla stampa nonostante uno Scudetto, una Supercoppa e un 2º posto. Allegri parte con TRE sconfitte consecutive e improvvisamente bisogna avere pazienza, dargli tempo, trovare attenuanti. La narrazione a Napoli cambia a seconda di chi siede in panchina #Calcio #SerieA #Allenatori

ANSA.it 2d

In Trieste, on the 12th, the news agencies of ABNA-se joined forces to combat fake news and promote press freedom, discussing the integration of information and the enlargement of the EU in the Balkans during the 34th general assembly. (translated)

A Trieste l'informazione dei Balcani unita contro le fake news

Nkunku in conferenza stampa pre Como-Lipsia: “Rispetto la decisione del Milan ma neanche io ho capito perché hanno avuto questa gestione con me. Sono rimasto sorpreso” https://t.co/udL0PB90zk #Nkunku #Lipsia #SerieA

AS Roma 2d

🗣️ La conferenza stampa di mister Gasperini e Mario Hermoso alla vigilia di Fenerbahce-Roma Le parole del tecnico 👉 https://t.co/1fg9Grcbd2 Le parole del difensore 👉 https://t.co/nQc9v7dkuA #ASRoma #UCL https://t.co/MN150aoNRd #FenerbahceRoma #Gasperini #Calcio

#Gasperini in conferenza stampa pre #FenerbahçeRoma: "#Greenwood? Niente contro di lui, ha fatto la scelta migliore per la sua situazione. È andato nel paese in cui picchiare le donne non è ancora un problema (ride, ndr)" #ASRoma https://t.co/dZhCsrFd3z #ASRoma #Gasperini #FenerbahçeRoma

No #ddlromeo cosidetto antisemitismo per la libertà di parola e per quella di stampa Criticare Israele non è antisemitismo https://t.co/2HzLHzhXKM #libertàdiparola #antisemitismo #Israele

oli🎡 3d

Situazione comunicativa in Ferrari non all’altezza. Un tuo pilota fa un incidente serio: non esce mezzo comunicato. i giornali conseguentemente si spaccano: per qualcuno CL sta bene per altri hanno chiamato Giovinazzi e il team comunque è in silenzio stampa OTTIMO #Ferrari #Formula1 #Sport

Giuseppe #Conte a La Stampa: "Sono al servizio del progetto progressista, a prescindere da chi vincerà le primarie. Se sarà Schlein, la sosterremo. Non farlo sarebbe di una vigliaccheria inconcepibile. Per me non ci sono alternative. Se accettassi di individuare il leader in un altro modo, i miei mi sputerebbero. Per noi è la prima volta in una coalizione alle Politiche, dobbiamo far sentire coinvolta la nostra base. Per me Renzi ci fa perdere voti, prenderlo in coalizione è un errore ma tanto Elly ha deciso fin dall’inizio di tenerlo dentro e dovremo farci i conti." #Politica #Progressismo #Elezioni

Fare finta che Chivu stia dicendo cose gravissime, che gli debbano in qualche modo tornare indietro a boomerang, un tecnico multimilionario di 45 anni che fa il lavoro che ama, dopo una carriera in cui ha vinto tutto, che lo trova da esordiente a vincere 2 trofei su 3. Potrebbe letteralmente ritirarsi domani e vivere su uno yacht il resto dei suoi giorni. Conte che ha alluso a retropensieri, fatto il dito medio ad Agnelli allo stadium, Allegri con le sue frasi “ma se non vinci mai ci sarà un motivo,no?”. In questi casi mamma mia come gasavano i comandanti. Questo non ha detto assolutamente nulla di male, ha la stampa che lo punzecchia da mesi, con l’unica cosa ancora che era rimasta, la stampa “amica” che getta benzina sul fuoco mettendo anche battute dall’allenamento, chiamate finto prete lui ed è l’esatto opposto, fate i santarellini sempre per il vizio che avete di crearvi un’identità alternativa per mostrare tutto ciò che non siete. Augurate tumori, morte, chiamate panzoni, pelati, n***i, ma se Chivu dice “non è mani come Lobotka” diventate don Matteo. Ma finitela ipocriti del cazzo #calcio #allenatori #sport

Chiedo ufficialmente alla Lega Serie A, attraverso la prova TV, di sospendere con effetto immediato Federico Gatti per le ripetute bestemmie urlate davanti alle telecamere. Mi aspetto che il giocatore si presenti in conferenza stampa e chieda scusa alla comunità cattolica. https://t.co/HZtuFaaabk #SerieA #GiustiziaSportiva #Calcio

During the press conference at the Venice Festival for the film The Echo Chamber, Susan Sarandon stated that her support for Palestine has cost her job opportunities in Hollywood, revealing the impact of American funding to Israel and criticizing the misuse of the concept of antisemitism. (translated)

“Non mi propongono più film per il mio sostegno alla Palestina. È stata una rivelazione scoprire quanto denaro gli Usa diano a Israele”: così Susan Sarandon a Venezia 83

LETTERA AL MIO PEGGIOR ALLIEVO Stamattina ho letto uno dei tanti straordinari post del mio amico Mattia Madonia, che si chiedeva cosa direbbe Indro Montanelli del suo allievo @marcotravaglio, e così, davanti alla mia vecchia Olivetti Lettera 22, ho pensato di somministrare il post all’AI come elemento di contesto e le ho chiesto di commentare il “lavoro” di Travaglio come se a scrivere fosse Montanelli. L’AI ha scelto autonomamente una lettera aperta, che riporto di seguito senza correzioni. —- Caro Marco, la chiamo per nome, come si fa con i figliocci e con i traditori: due categorie che, in una vita lunga e litigiosa, ho imparato a non tenere troppo distanti. Le batto queste righe sulla Lettera 22 - la verde - che qualcuno ha avuto la bontà di recapitarmi quassù, o quaggiù, non ho ancora capito in quale reparto mi abbiano sistemato. La macchina per scrivere ha un difetto che è la sua unica virtù: batte una lettera per volta, e ogni tasto è un fatto. Con una Lettera 22 non si bara. Con una linea editoriale, a quanto vedo, sì. Le devo un ringraziamento e una frustata, nell’ordine. Il ringraziamento è per avermi copiato la posa: il bastian contrario, l’uomo solo controvento, quello che dà del somaro a tutti. Bravo. Ha imparato la mia faccia. Peccato che della mia faccia lei abbia preso la smorfia e buttato via l’osso: perché controcorrente ci si va per amore dei fatti, non per amore della corrente contraria. Il contrarianismo senza i fatti non è coraggio, ma vanità con l’elmetto. Veniamo alla frustata, che è più istruttiva. Io, la guerra di un piccolo popolo aggredito da un colosso, l’ho vista con questi occhi, nel Quaranta, sugli sci, al gelo, tra i finlandesi. Non commentai una riga: raccontai. Raccontai la neve, i cecchini bianchi, i carri sovietici che si impantanavano nella loro stessa arroganza. E il lettore, senza che io glielo dicessi, diventava profinlandese. Perché la verità, quando la lasci in pace, cammina da sola. È il mestiere, caro Marco. Quello che lei ha smesso di fare. Perché quando un altro piccolo popolo - lo scriva pure, il nome, Ucraina, non morde - si è trovato sotto lo stesso colosso, con lo stesso pretesto delle minoranze da proteggere e delle zone cuscinetto da inventare, lei che ha fatto? Ha lasciato parlare i fatti? No. Ha lasciato parlare le veline. Ha preso il comunicato dell’aggressore e gli ha messo addosso la cravatta buona del dubbio: l’«eh, ma la NATO», l’«eh, ma non è tutto bianco e nero». Certo che non è tutto bianco e nero. Ma quando un carro armato entra in casa d’altri, il colore glielo do io: è del colore del torto. Lei mi dirà che pone domande, che dubita, che non si fa arruolare. Il dubbio, caro figliolo, è un arnese sacro, a patto di usarlo su tutti. Il suo lo tira fuori sempre e soltanto contro gli aggrediti. Un dubbio a senso unico non è giornalismo: è ufficio stampa con la puzza sotto il naso. Le confesso una cosa, ché quassù (o quaggiù) si diventa sinceri per noia. Di errori ne ho collezionati a bizzeffe, alcuni imperdonabili, e ho pagato anche con del piombo nelle gambe, regalatomi da gente che il dubbio non lo tollerava affatto. Non le do lezioni di virtù: sarei ridicolo. Le do una lezione di mestiere, l’unica cosa su cui posso ancora permettermi la superbia. Ed è vecchia come il piombo dei tipografi: i fatti prima, l’opinione dopo, e mai - mai - l’opinione travestita da fatto. Lei ha fatto l’esatto contrario. Ha preso il mio metodo, l’ha capovolto, e ci ha appiccicato sopra la mia foto come un santino. È l’unico plagio che non le perdono: non quello dei fatti, ma quello della faccia. La saluto. E le lascio, come si usa tra maestri e cattivi allievi, un compito per casa: un giorno solo, uno, provi a far parlare i fatti dell’aggredito con la stessa generosità con cui fa parlare i dubbi dell’aggressore. Vedrà che fatica. Il mestiere è tutto lì. Suo, con l’affetto ruvido che si deve ai figli sbagliati, I. M. #giornalismo #opinione #scrittura

Dopo “Broadway World”, la Marina (1888) del Teatro Umberto Giordano (GIO Festival) di Foggia approda sul belga “Opera Gazet” SOURCE: https://medium.com/@ingnucllms/dopo-broadway-world-la-marina-1888-del-teatro-umberto-giordano-gio-festival-di-foggia-d8a501107038 SOURCE: https://www.operagazet.com/marina-by-giordano-its-world-stage-premiere-in-foggia/ Dalla homepage di “Broadway World” alle pagine dell’autorevole magazine internazionale: la prima scenica mondiale del melodramma giovanile di Umberto Giordano consacra Foggia capitale del verismo ritrovato. FOGGIA, 29 agosto 2026 — Vi è un destino che attende, paziente, di compiersi. È il destino di Marina, melodramma in un atto su musica di Umberto Giordano e libretto di Enrico Golisciani, composta nel 1888 per il celebre concorso Sonzogno e poi ritirata dallo stesso compositore, caduta in un oblio lungo 138 anni. Quel destino si è compiuto il 5 giugno 2026 al Teatro Umberto Giordano di Foggia, con la World Staging Premiere dell’opera, evento inaugurale della prima edizione del GIO Festival — Giordano International Opera Festival, la nuova manifestazione internazionale che dal 5 al 20 giugno ha trasformato la Capitanata in un palcoscenico diffuso dedicato al Maestro foggiano. Un’impresa culturale di respiro europeo, promossa dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia e della Fondazione Monti Uniti, che ha saputo restituire alla storia un tassello fondamentale del verismo nascente. L’allestimento foggiano — regia di Giandomenico Vaccari, direzione e concertazione di Matteo Dal Maso, scene e costumi di Alfredo Troisi, luci di Massimo Russo, nel ruolo eponimo il soprano Valeria Sepe — ha rappresentato non una semplice esecuzione, ma la resurrezione scenica di un’opera creduta perduta, la cui partitura autografa è stata riscoperta solo recentemente presso la Beinecke Rare Book and Manuscript Library della Yale University, nella Frederick R. Koch Collection, grazie al lavoro filologico del direttore d’orchestra e musicologo veneto di origini tedesche, Andreas Gies, che ne ha curato l’edizione critica. Dopo l’eco transatlantica che ha visto il GIO Festival conquistare la homepage di BroadwayWorld grazie alla prima mondiale di Marina, con foto esclusive dello storico debutto, giunge oggi un nuovo, prestigioso riconoscimento internazionale. L’autorevole magazine operistico belga Opera Gazet dedica infatti un’ampia recensione musicologica all’evento foggiano con l’articolo: “ “MARINA” (by Giordano) — ITS WORLD STAGE PREMIÈRE IN FOGGIA”. Un approdo tutt’altro che secondario. Se “Broadway World” ha segnato il debutto transatlantico dell’opera del grande compositore foggiano, Opera Gazet ne suggella la consacrazione critica presso il pubblico più esigente e specializzato: quello dei melomani, degli studiosi e degli addetti ai lavori di tutto il mondo. Da Foggia a New York, da New York al circuito della stampa lirica internazionale. Il percorso di Marina conferma ciò che il GIO Festival ha inteso dimostrare sin dalla sua fondazione: il patrimonio giordaniano non è memoria locale, ma repertorio vivo, capace di dialogare con i grandi palcoscenici e con le più prestigiose testate del mondo. La riscoperta di Foggia è ormai patrimonio di tutti.

La Rivincita del “GIO Festival”: “Broadway World” Celebra “Marina” e il Teatro Umberto Giordano di Foggia (Lettere Meridiane.org by Geppe Inserra) SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/la-rivincita-del-gio-festival-broadway-world-celebra-e-asgue/ SOURCE: https://www.letteremeridiane.org/2026/08/la-rivincita-del-gio-festival-broadwayworld-celebra-marina-e-foggia/ Il GIO Festival è stato a dir poco snobbato da Rai3 Puglia e da altre testate regionali. Ma il festival dedicato a Umberto Giordano, promosso dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia e della Fondazione Monti Uniti, si è preso una bella rivincita, finendo nella home page di BroadwayWorld grazie alla prima mondiale dell’opera Marina, andata in scena il 5 giugno scorso al Teatro Umberto Giordano di Foggia. Non è poco, visto che BroadwayWorld è tra i più importanti siti statunitensi dedicati al teatro e allo spettacolo. Lo sbarco oltreoceano dell’opera del grande compositore foggiano non è sfuggito a Luciano Magaldi Sardella, che ha inviato alla redazione di Lettere Meridiane un approfondito e interessante contributo che potete leggere di seguito. Nell’articolo, l’autore ricostruisce con maestria la straordinaria vicenda della prima opera di Giordano, composta nel 1888 e rimasta per 138 anni senza un allestimento scenico, fino alla storica rappresentazione del 5 giugno scorso al Teatro Giordano. Ma soprattutto racconta come la prima edizione del GIO Festival abbia riportato Foggia al centro della scena lirica internazionale, attraverso il ritrovamento e la valorizzazione di Marina, il coinvolgimento di importanti istituzioni musicali e l’attenzione della stampa americana. Una stimolante riflessione sul riscatto culturale e identitario di una città che troppo a lungo ha portato il nome di Giordano sul frontone del proprio teatro senza riuscire a farne leva di visibilità internazionale. (g.i.) + + + + + Ci sono momenti nella storia di una città in cui il passato e il futuro si stringono la mano sul palcoscenico del presente. Foggia ha vissuto uno di questi momenti la sera del 5 giugno 2026, quando il sipario del Teatro Umberto Giordano si è alzato su Marina, un’opera composta nel lontano 1888 da un pressappoco ventunenne di nome Umberto Giordano, ancora studente al Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli. E quella partitura ha finalmente trovato, dopo centotrentotto anni di silenzio, il suo primo respiro scenico nel mondo. “Non è un evento ordinario. È una svolta. Un vuoto colmato. Una storia riscritta.” Umberto Giordano, uno dei più celebri compositori veristi della fin-de-siècle, nato a Foggia, autore di capolavori come Andrea Chénier, Fedora, Siberia, era rimasto fino ad oggi l’unico grande operista italiano senza un festival interamente dedicato alla sua opera. Un paradosso che pesava come un’ingiustizia storica su una città che porta il suo nome inciso sul frontone del proprio teatro più bello. È il viaggio incredibile di Marina, la prima opera di Umberto Giordano, che dopo 138 anni di oblio ha avuto la sua prima mondiale in forma scenica il 5 giugno 2026 al Teatro Umberto Giordano di Foggia, come evento di apertura del GIO Festival, durante la prima edizione del Giordano International Opera Festival. Il manoscritto, custodito nella Frederick R. Koch Collection della Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell’Università di Yale, ha compiuto un viaggio straordinario: dalle biblioteche d’élite della costa est americana al cuore pulsante della Daunia. Nella notte del 5 giugno 2026, al Teatro Umberto Giordano di Foggia, quel silenzio si è finalmente spezzato. Il GIO Festival è nato a Foggia come un grande nuovo progetto culturale promosso dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia, con l’obiettivo di trasformare l’eredità artistica del compositore verista in un motore di valorizzazione territoriale e turismo culturale. Sotto la direzione artistica della direttrice d’orchestra Gianna Fratta e del violinista Dino De Palma, l’evento colma finalmente un vuoto storico. Il modello di riferimento è esplicito e ambizioso: un progetto ispirato ai grandi festival dedicati ai compositori italiani come il Verdi Festival, il Puccini Festival, il Rossini Opera Festival (e così via…) , pur mantenendo una forte dimensione territoriale e partecipativa. Foggia, in altri termini, si candida ufficialmente al tavolo dei grandi. E lo fa con le credenziali che servono: una prima mondiale scenica irripetibile (parallela a quella concertistica del teatro milanese Dal Verme registrata dalla prestigiosa casa discografica lirica Decca Classics), una produzione operistica di qualità (tutta la macchina organizzativa), istituzioni culturali di primo piano al suo fianco (Teatro dell’Opera di Milano, Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari). Il festival si è avvalso della collaborazione dell’Orchestra del Conservatorio e del Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari, del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia, della Fondazione dei Monti Uniti e della Fondazione Apulia Felix. Una rete di eccellenze che ha conferito alla manifestazione spessore e risonanza nazionale. Il Teatro Umberto Giordano è uno scrigno ottocentesco di rara bellezza, il più antico teatro funzionante storico a ferro di cavallo in Puglia. Eppure per decenni ha vissuto in una sorta di semiclandestinità culturale, relegato ai margini delle rotte liriche che contano, condannato anche da ritari di lavorazioni che ne hanno bloccato l’utilizzo dal 2007 al 2014, inclusa la recente richiesta di adeguamento antincendio. Inoltre, Qualcuno lo chiamava, con quel misto di condiscendenza e rassegnazione tutta provinciale, “teatro di provincia”, destinato solo a raccogliere la denominazione storica di Umberto Giordano. Quell’etichetta è ora destinata a cadere. È proprio a Foggia che questo piccolo capolavoro giovanile ha visto il suo primo allestimento scenico, inserendo la città nella toponomastica internazionale dell’opera lirica. Un posizionamento che non ha precedenti nella storia recente della città. Il Teatro Giordano ha registrato il tutto esaurito nella storica prima in formato scenico della Marina giordaniana, accogliendo centinaia di spettatori, mentre altrettanti hanno seguito lo spettacolo dall’esterno grazie a un maxi schermo allestito per l’occasione. La produzione ha risposto con piena dignità artistica alle aspettative: l’allestimento ha trasportato la vicenda nel periodo della Prima Guerra Mondiale, accentuando il carattere drammatico e realistico dell’opera. Sul podio, l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia diretta da Matteo Dal Maso. Scene e costumi affidati ad Alfredo Troisi, luci curate da Massimo Russo. Un ensemble di talenti che ha reso onore al nome che il teatro porta con orgoglio. Il sigillo definitivo dell’importanza storica di questo momento è arrivato dall’altra parte dell’Atlantico. Broadway World, la più influente testata mondiale di critica e informazione sullo spettacolo dal vivo, arricchito dalle sue oltre 5,5 visualizzazioni mensili nel mondo, ha dedicato all’evento una copertura esclusiva, pubblicando una galleria fotografica integrale della première mondiale scenica a cura di Chloe Rabinowitz e un approfondimento critico di notevole spessore a cura di Rachel Stone. L’articolo della testata americana ha sottolineato il valore storico dell’operazione e il legame tra il compositore e la sua città natale, evidenziando la qualità musicale della partitura, definita sorprendentemente matura rispetto all’età del compositore. Il Teatro Umberto Giordano è così approdato per la prima volta sul sito newyorchese affiancandosi a leggendo comer Los Angeles Opera House, Houston Opera, BBC Classical Music at Royal Opera House, e via dicendo. È lì il suo posto naturale. Doveva esserci già da almeno diversi decenni. Ma finora il mondo conosceva Umberto Giordano, ricordandosi i suoi successi milanesi e non l’opera giovanile scritta tra Foggia e il conservatorio di Napoli, la perduta (e poi ritrovata) Marina (1888). Ma sottolineiamolo: non è un dettaglio secondario. Broadway World non dedica gallerie esclusive ai teatri di provincia. Lo fa per gli eventi che spostano le coordinate della storia della musica, dell’opera, del teatro nei circuiti che contano. E questa volta, quelle coordinate si sono spostate su Foggia grazie al GIO Festival, in nome di Umberto Giordano. Ricordiamo per onor di cronaca, o per chi ancora non lo sapesse, che Il GIO Festival è un nuovo e ambizioso evento a cadenza biennale ideato dalla Camera di Commercio di Foggia, con l’obiettivo di celebrare il genio del compositore foggiano Umberto Giordano e trasformarlo in un potente volano di sviluppo per l’intera Capitanata. Biennale significa continuità, progettualità, visione. Significa che Foggia non vuole essere una meteora nel firmamento operistico, ma una presenza stabile e riconoscibile nel panorama dei festival lirici del circuito internazionale. Andrea Chénier, Siberia e Fedora avevano già portato da almeno un secolo il nome di Giordano al Metropolitan Opera House di New York, dove l’opera viene eseguita ancora oggi con grande partecipazione di pubblico. Ora è Foggia stessa, non solo le sue opere sparse per il mondo, a reclamare il proprio “posto al sole”. Il compositore che la sua città aveva faticato a riconoscere in vita, e di cui conserva il nome sul teatro, sulla piazza e sul conservatorio, può diventare finalmente leva di un riscatto culturale, economico e identitario senza precedenti. Il GIO Festival 2026 non è un punto d’arrivo, spero. Dovrebbe essere il primo capitolo di una storia nuova per Foggia, per la Capitanata, per il Mezzogiorno culturale italiano. Il Teatro Umberto Giordano non è più soltanto un gioiello architettonico da preservare: è diventato ora un luogo di creazione e di ispirazione, capace di attrarre l’attenzione della stampa internazionale e di ospitare eventi che entrano nei libri della lirica mondiale. A chi ancora sussurra che Foggia è una città di provincia, la risposta ora è scritta sui palchi del mondo: la sera del 5 giugno 2026, la periferia è diventata centro.

La Rivincita del “GIO Festival”: “Broadway World” Celebra “Marina” e il Teatro Umberto Giordano di Foggia (Lettere Meridiane.org by Geppe Inserra)

“BROADWAY WORLD” di NEW YORK OMAGGIA IL “TEATRO MERCADANTE” di CERIGNOLA NEL NOME DEL “MASCAGNI FESTIVAL” SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/broadway-world-di-new-york-omaggia-il-teatro-nel-nome-sardella-ph-d--yqqae/ by Stephi Wild, New York City. SOURCE: https://www.broadwayworld.com/italy/article/Photos-Teatro-Mercadante-and-Teatro-Goldoni-Partner-on-SOUNDTRACK-MASCAGNI-20260827 Il più influente portale teatrale del mondo consacra il gemellaggio culturale tra Cerignola e Livorno e il risarcimento storico di un verismo nato in Puglia: esiste un momento in cui una storia locale cessa di essere periferica e, per il semplice fatto di essere raccontata nel luogo giusto, diventa storia universale. Quel momento, per il Teatro Mercadante di Cerignola, è accaduto… . Broadway World, la bibbia del teatro internazionale con almeno 6 milioni di utenti globali mensili e letta quotidianamente da produttori, direttori artistici e critici da New York al West End, ha accolto nelle sue pagine il patto culturale tra il Mercadante e la Fondazione Teatro Goldoni di Livorno, siglato nella primavera del 2026 dal direttore artistico Savino Zaba e dall’Amministrazione comunale nella persona del Vice Sindaco e Assessore alla Cultura Maria Dibisceglia. A firmare il servizio, uscito nell’edizione del 27 agosto, è Stephi Wild, con il titolo: “Photos: Teatro Mercadante and Teatro Goldoni Partner on SOUNDTRACK MASCAGNI.” Non è un dettaglio. Broadway World non recensisce stagioni provinciali. Quando lo fa, sta dicendo al sistema teatrale anglofono che qualcosa, laggiù, merita di essere visto. Il cuore del riconoscimento è Soundtrack Mascagni: la musica che ha ispirato il cinema, il cinema che ha celebrato Mascagni, la coproduzione che la VII edizione del Mascagni Festival ha scelto come evento di chiusura. Uno spettacolo ibrido, un concerto-reading per voce narrante, ensemble, immagini e suoni, dove drammaturgia e testo sono di Vittorio Giacci, gli interpreti sono gli Artisti della Mascagni Academy e l’Orchestra del Teatro Goldoni di Livorno “Massimo de Bernart” diretta da Maurizio Colasanti. Sul palco, nei panni di un Mascagni immaginario, narratore e guida attraverso il proprio universo musicale, l’attore-regista Maurizio Nichetti. Uno spettacolo, si legge nelle note italiane, “nato dalla sinergia tra il Teatro Mercadante di Cerignola e il Teatro Goldoni di Livorno” che vedrà sul palco il grande attore e regista Maurizio Nichetti e l’Orchestra del Goldoni, diretta dal maestro Maurizio Colasanti, con regia affidata a Marco Voleri e Savino Zaba. Ciò che Broadway World ha intercettato non è solo uno spettacolo. È una tesi storiografica che finalmente forza la letteratura internazionale: per decenni, le biografie anglofone hanno liquidato il decennio pugliese di Pietro Mascagni come “anni di povertà e oscurità”. La verità documentale, custodita nel Polo Museale di Piano San Rocco, è di un’altra tempra. Nel dicembre 1886, in tournée con la compagnia Maresca, Mascagni fece tappa a Cerignola, dove il sindaco allora in carica, il commendatore Cannone, lo invitò a fermarsi per dirigere la neonata filarmonica. Il compositore resterà, salvo momentanee assenze, nella casa di via Assunta sino al 1895, componendo ben cinque opere: Cavalleria rusticana; L’amico Fritz; I Rantzau; Guglielmo Ratcliff; Silvano. Un terzo dell’intera produzione operistica, scritta in una povertà febbrile, in una cittadina agricola della piana ofantina. Fu lì, nel luglio del 1888, che gli arrivarono per cartolina da Livorno, dagli amici poeti Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, i versi della Cavalleria. Lì, il 27 maggio 1889, chiuse l’autografo. La busta, quel mattino, recava timbro postale di Cerignola. Il debutto mondiale al Costanzi di Roma, il 17 maggio 1890 davanti alla Regina Margherita, fu un terremoto. La parabola produttiva sancita da Broadway World è esemplare per come ribalta la tradizionale direttrice Nord-Sud dei progetti culturali. Si parte ial Mascagni Festival di Livorno con “Soundtrack Mascagni,” poi il debutto anche a Cerignola, nel corso della prossima stagione del Mercadante. Anzi, con data già fissata: “Soundtrack Mascagni” sarà presentato a Cerignola il prossimo 24 ottobre come spettacolo di apertura della stagione teatrale 2026/2027 del Teatro Mercadante. Un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: il cinema come lente per rileggere Mascagni. Il compositore che Scorsese e Coppola hanno saccheggiato, che Visconti ha citato come un nume, aveva già nella sua scrittura, densa, sinfonica, quasi montata per tagli, una vocazione cinematografica, e “Soundtrack Mascagni” non celebra solo questa filiazione, ma la interroga. Che Broadway World abbia scelto di fotografare proprio questo: un teatro di provincia che non chiede ospitalità ma co-produce alla pari con un teatro di tradizione come il Goldoni, dice molto sullo spostamento dell’asse culturale italiano. Non più il Sud che importa, ma il Sud che genera archivio, che custodisce autografi, caricature, lettere inedite, e le restituisce al circuito internazionale. Per Cerignola, abituata a vedersi raccontare come terra di grano e non di musica, l’approdo su Broadway World è più di una rassegna stampa. È la certificazione che la sua storia mascagnana non è più una nota a piè di pagina locale, ma un capitolo necessario della storia del verismo. E che il Mercadante, da teatro comunale di provincia, è entrato a pieno titolo nel novero dei teatri che il mondo guarda.

“BROADWAY WORLD” di NEW YORK OMAGGIA IL “TEATRO MERCADANTE” di CERIGNOLA NEL NOME DEL “MASCAGNI FESTIVAL”

"BROADWAY WORLD(NEW YORK CITY)" PUBBLICA IN ESCLUSIVA LE FOTO DELLA PRIMA SCENICA MONDIALE DI "MARINA (1888)" AL TEATRO UMBERTO GIORDANO DI FOGGIA SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/broadway-worldnew-york-city-pubblica-esclusiva-le-di-sardella-ph-d--vtkme/ by CHLOE RABINOWITZ SOURCE: https://www.broadwayworld.com/bwwopera/article/Photos-MARINA-Umberto-Giordanos-Lost-Opera-Receives-World-Stage-Premiere-at-GIO-Festival-20260821?fbclid=IwY2xjawT2NhRwZG9mAWV4dG4DYWVtAjEwAGJyaWQRMDQ5ek5hQkxMWVhBOE5LVlFzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEe4n96y7J22kojADqwAArAhonni1Rm_6wdWDWB3zK8mfyTaQXJeYs8rq9CSjY_aem_9q2QndVzG5uXkgAXBVifQg IL "GIO FESTIVAL" DI FOGGIA ENTRA NEI CIRCUITI DELLA STAMPA LIRICA INTERNAZIONALE E NEL CIRCUITO DEI TEATRI CHE CONTANO? QUESTO E' UN OTTIMO INIZIO ! IL TEATRO UMBERTO GIORDANO NON E' PIU' UN TEATRO DI PROVINCIA, COME ALCUNI RIBATTEVANO, MA DIVENTA TESSUTO STORICO LIRICO DI EMERGENTE LIVELLO INTERNAZIONALE ! BRAODWAY WORLD L'HA DESCRITTO UN EVENTO MONDIALE ESCLUSIVO: "Exclusive 2026 Gran Gala Opening of Giordano's Marina (1888) at the World Staging Premiere of Giordano International Opera Festival (GIO Festival) in Foggia's Umberto Giordano Theatre." IL "GIORDANO INTERNATIONAL OPERA FESTIVAL (GIO FESTIVAL) ORA HA TUTTO: - PRIMA SCENICA MONDIALE DI "MARINA (1888)" DI UMBERTO GIORDANO CHE SEGNATO LA STORIA LIRICA MONDIALE; - UMBERTO GIORDANO, COMPOSITORE VERISTA NATO A FOGGIA DI LIVELLO GLOBALE; - SERVIZIO STAMPA LIRICA DI LIVELLO MONDIALE SU BRAODWAY WORLD; - EVENTO OPERISTICO INTERNAZIONALE, ANCHE SE EMERGENTE VISTA LA PRIMA EDIZIONE; - COLLABORAZIONE DI LIVELLO NAZIONALE CON TEATRO DELLA SCALA E FONDAZIONE TEATRO PETRUZZELLI; - TEATRO UMBERTO GIORDANO CHE SPICCA IL SALTO DI QUALITA' NELL' OPERISTICA INTERNAZIONALE. Ecco qui pubblicate le foto esclusive del debutto mondiale di Marina (1888) al Teatro Umberto Giordano di Foggia, segnando una svolta storica nei libri della lirica mondiale e della storia operistica foggiana e nazionale e mondiale di Umberto Giordano. Il tutto sancito e ribadito da "Broadway World", il quale ha pubblicato una galleria fotografica esclusiva che documenta in modo completo e dettagliato la storica prima mondiale dell’opera Marina di Umberto Giordano, presentata al Teatro Umberto Giordano di Foggia in occasione del GIO Festival 2026. La raccolta visiva rappresenta un contributo di grande valore per studiosi, appassionati d’opera e professionisti del settore, offrendo uno sguardo approfondito su ogni elemento della produzione. Produzione scenica: La galleria mostra con chiarezza la visione registica che ha guidato la messa in scena: atmosfere della Prima Guerra Mondiale, tensioni drammatiche, dinamiche familiari e la costruzione di un immaginario visivo coerente con la lettura contemporanea dell’opera. Le immagini catturano la forza narrativa delle scelte sceniche e la cura dei dettagli che hanno caratterizzato questa prima assoluta. Il cast: Le fotografie ritraggono i protagonisti nei momenti più intensi della rappresentazione: - la Marina interpretata da Valeria Sepe, - il Giorgio Lascari di Samuele Simoncini, - le figure di Lambro ed Elia Fabbian, - Daniele interpretato da Cüneyt Ünsal. Ogni scatto restituisce la qualità interpretativa degli artisti e la profondità emotiva dei personaggi. Scenografie e costumi: La documentazione visiva mette in risalto il lavoro di Alfredo Troisi, autore di scene e costumi, e la progettazione luministica di Massimo Russo. Le immagini mostrano ambientazioni curate, tessuti, colori e soluzioni sceniche che hanno contribuito a ricreare un contesto storico credibile e suggestivo. Momenti salienti della serata inaugurale: La galleria include anche fotografie che immortalano l’atmosfera del teatro gremito, la partecipazione del pubblico, l’emozione del debutto e la risposta entusiasta della città. Sono immagini che testimoniano un evento culturale di grande rilevanza, capace di unire comunità, istituzioni e appassionati.

"BROADWAY WORLD(NEW YORK CITY)" PUBBLICA IN ESCLUSIVA LE FOTO DELLA PRIMA SCENICA MONDIALE DI "MARINA (1888)" AL TEATRO UMBERTO GIORDANO DI FOGGIA

Il GIO Festival Conquista Broadway World: Riflettori Internazionali sulla Prima Scenica di “Marina” di Umberto Giordano SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/il-gio-festival-conquista-broadway-world-riflettori-sardella-ph-d--xonke/ SOURCE: https://www.immediato.net/2026/08/20/il-gio-festival-conquista-broadway-world-riflettori-internazionali-sulla-prima-scenica-di-marina-di-umberto-giordano/ La prestigiosa testata statunitense dedica un ampio approfondimento alla rappresentazione andata in scena al Teatro Giordano di Foggia. L'opera, composta nel 1888 e rimasta per quasi 140 anni senza una vera messa in scena, è tornata a vivere nell'ambito del festival diretto da Gianna Fratta e Dino De Palma. a prima mondiale scenica di “Marina”, opera giovanile di Umberto Giordano, porta Foggia sulle pagine della stampa internazionale. A dedicare un ampio approfondimento all’evento è stata Broadway World, testata statunitense specializzata nel mondo dello spettacolo, che ha raccontato la produzione andata in scena il 5 giugno al Teatro Umberto Giordano nell’ambito del GIO Festival. A segnalare l’eco internazionale dell’iniziativa è Luciano Magaldi Sardella, che in una comunicazione inviata alle redazioni ha evidenziato come l’evento abbia ricevuto attenzione anche oltreoceano. Il titolo scelto da Broadway World è eloquente: “Marina, Umberto Giordano’s Lost Opera, Makes World Stage Premiere in Foggia”. Un’opera rimasta nell’ombra per quasi 140 anni “Marina” venne composta nel 1888 da Giordano, allora poco più che ventenne e ancora allievo del Conservatorio di Napoli. L’opera partecipò alla seconda edizione del Concorso Sonzogno di Milano, ma non vinse e rimase sostanzialmente dimenticata per decenni, mentre la carriera del compositore foggiano avrebbe successivamente trovato consacrazione con titoli come “Andrea Chénier” e “Fedora”. La partitura, secondo quanto riportato nell’approfondimento, ha conosciuto una prima esecuzione concertistica solo all’inizio del 2026 al Teatro Dal Verme di Milano. La rappresentazione di Foggia ha segnato invece il vero debutto scenico dell’opera, nel teatro che porta il nome dello stesso Giordano. La prima scenica al Teatro Giordano La produzione è stata presentata il 5 giugno nel corso del GIO Festival. La direzione artistica è affidata a Gianna Fratta e Dino De Palma, mentre la regia della rappresentazione è stata curata da Giandomenico Vaccari. Secondo il racconto pubblicato da Broadway World, l’allestimento ha trasportato la vicenda nel periodo della Prima Guerra Mondiale, accentuando il carattere drammatico e realistico dell’opera. Nel ruolo di Marina si è esibita Valeria Sepe, mentre sul podio l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia è stata diretta da Matteo Dal Maso. Il cast comprendeva inoltre Samuele Simoncini nel ruolo di Giorgio Lascari, Elia Fabbian e Cüneyt Ünsal, mentre il Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli è stato preparato da Marco Medved. Broadway World celebra Foggia L’articolo della testata americana sottolinea il valore storico dell’operazione e il legame tra il compositore e la sua città natale. Il dato simbolico è forte: proprio nel teatro intitolato a Giordano, Foggia ha ospitato per la prima volta la versione scenica completa di un’opera rimasta fuori dal repertorio per oltre un secolo. L’approfondimento evidenzia anche la qualità musicale della partitura, definita sorprendentemente matura rispetto all’età del compositore e già capace di anticipare alcuni elementi che avrebbero caratterizzato la successiva produzione di Giordano. Un festival tra Foggia, Gargano e Monti Dauni Il GIO Festival, acronimo di Giordano International Opera Festival, è stato promosso dalla Camera di Commercio di Foggia in partnership con Comune e Provincia, con il sostegno della Regione Puglia e di Puglia Culture. L’iniziativa ha coinvolto non soltanto il capoluogo ma anche il Gargano e i Monti Dauni, con un calendario articolato tra opera, jazz, cinema, danza, musica da camera e divulgazione scientifica. La chiusura del festival è stata affidata il 20 giugno a “Andrea Chénier” in piazza Cavour, con una produzione nata alla Scala di Milano e trasportata a Foggia. Sul podio, per l’occasione, Gianna Fratta ha diretto il Coro e l’Orchestra del Teatro Petruzzelli. L’immagine di Foggia oltre i confini italiani Il risalto ottenuto da “Marina” rappresenta anche un risultato sul piano dell’immagine per il territorio. La narrazione proposta dal festival punta infatti a valorizzare il patrimonio culturale foggiano attraverso una delle sue figure più rappresentative. La comparsa della produzione sulle pagine di Broadway World rafforza questa dimensione internazionale, trasformando il recupero di un’opera dimenticata in un’occasione di promozione culturale per l’intera Capitanata.

Il GIO Festival Conquista Broadway World: Riflettori Internazionali sulla Prima Scenica di “Marina” di Umberto Giordano