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#Reputazione
Amy 1d

Helena aveva annunciato che doveva andare a Venezia per due eventi, ma che probabilmente ne avrebbe fatto solo uno. E tanto è stato. L'evento gala amfAR è uno degli appuntamenti benefici più esclusivi e prestigiosi a livello internazionale, con un parterre di ospiti selezionatissimi e rigidi standard di accesso. Non si compra il biglietto come al cinema. Ogni tavolo sono migliaia di dollari di donazioni e vengono gestiti da aziende, brand e agenzie. E ogni ospite è comunque filtrato dall'organizzazione per garantire la qualità e la reputazione degli ospiti dell'evento. Partecipare a un gala del genere, essere menzionati ed essere ripresi direttamente dai canali ufficiali dell'organizzazione e poi dall'agenzia Wannabe conferisce un posizionamento di alto profilo. Dimostra che la sua agenzia e il suo team stanno puntando su un'immagine di livello privilegiando contesti esclusivi. Per i brand che collaborano o vogliono collaborare con un personaggio, la presenza a un evento charity globale come amfAR ha un valore di posizionamento di gran lunga superiore rispetto al semplice passaggio sul red carpet promozionale. Ma le capre continueranno a belare perchè uscire dal recinto della propria mediocrità e capire come funzionano le cose è troppo sforzo. 😊 #amfAR #Venezia #eventi

Una recente sentenza della Cassazione (Prima sezione civile, 9997/2026) ha sancito che il danno reputazionale derivante da notizie o affermazioni fatte attraverso programmi televisivi e comunque con il mezzo della televisione, ha un impatto maggiore rispetto a quello (ad esempio) della carta stampata . Principio peraltro comprensibile data l’immediatezza con la quale recepiamo il tutto e la potenzialità maggiormente lesiva della nostra reputazione. Di conseguenza si chiede al giornalista televisivo (o all’opinionista che sia) un maggiore controllo su verità , rilevanza, continenza ovvero quelle le caratteristiche tipiche di un corretto esercizio del diritto di cronaca. Bisognerebbe tenere a mente questo punto. Molto…a mente. #DirittoDiCronaca #Reputazione #Giustizia

Freeman della City di Londra: Onoreficenza Ordinaria per Tutti, Onoraria per Pochi. SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/freeman-della-city-di-londra-dal-1996-unonoreficenza-sardella-ph-d--qlt0f/ Abstract La Freedom della City of Londra è un'istituzione di origini medievali documentata fin dal 1237, originariamente concepita per garantire ai cittadini liberi protezione dai vincoli feudali, diritto al commercio e proprietà fondiaria entro le mura della Square Mile (la denominazione del territorio della City londinese). Progressivamente trasformatasi da privilegio economico concreto a riconoscimento civico e simbolico, essa ha mantenuto nel tempo la propria rilevanza attraverso successive riforme normative (notevolmente l'apertura a tutte le nazionalità nel 1996) e conta oggi circa 1.800-2.000 nuove ammissioni annue. Il presente articolo esamina l'evoluzione storico-giuridica del titolo, illustra le molteplici vie di accesso previste dalla normativa vigente (servitù per apprendistato, patrimonio, riscatto per nomina diretta, presentazione tramite le Livery Company (o Compagnie di Livrea) e iscrizione al registro elettorale), e analizza il profilo contemporaneo dei Freemen alla luce di ammissioni recenti a figure di spicco dei mondi della finanza, della cultura, dello sport e delle istituzioni. Contrariamente all'immagine elitaria che circonda molte onorificenze britanniche, la Freedom ordinaria si rivela accessibile a qualsiasi persona, indipendentemente da nazionalità o condizione economica, a fronte di requisiti minimi e di una quota amministrativa di £180-185. Il contributo conclude riflettendo sul significato contemporaneo dell'istituzione: non nei privilegi residuali ormai perlopiù simbolici, ma nella sua funzione identitaria, civico-partecipativa e di connessione con la lunga storia della città più antica e autorevole d'Europa. Parole chiave: Freedom of the City of London; Livery Companies; City of London Corporation; onorificenze britanniche; identità civica urbana. Contenuto dell’articolo Introduzione Nel panorama delle onorificenze storiche britanniche, poche istituzioni evocano un immaginario così ricco come la Freedom della City di Londra. Menzionata in film, romanzi e articoli di costume con toni di esclusività e mistero, essa appare frequentemente associata a figure di altissimo profilo: sovrani, capi di Stato, comandanti militari di ritorno dalle guerre. Eppure, a uno sguardo più ravvicinato e metodicamente documentato, emerge un quadro assai diverso: quello di un titolo che, nella sua dimensione ordinaria e non onorifica, è oggi accessibile a un numero considerevole di persone ogni anno, senza che siano richiesti meriti straordinari né mezzi economici elevati. Il presente contributo si propone di esaminare l'istituzione nella sua duplice valenza, storica e contemporanea, con l'obiettivo di sfatare l'equivoco più diffuso: quello che confonde la Freedom ordinaria con la Honorary Freedom (o Freeedom onoraria) quest'ultima effettivamente rara e riservata a figure di standing internazionale. L'articolo ripercorre le origini medievali e l'evoluzione normativa (§ 2), illustra le vie di accesso vigenti (§ 3), discute requisiti, costi e procedimento (§ 4), analizza la composizione contemporanea del corpo dei Freemen (§ 5), esamina diritti, privilegi e obblighi (§ 6), passa in rassegna i destinatari più illustri degli ultimi decenni (§ 7), e conclude con alcune riflessioni sul significato odierno dell'istituto (§ 8). Origini e Sviluppo Storico dell'Istituzione La Freedom della City di London è documentata fin dal 1237, durante il regno di Enrico III, come forma di status civico che designava gli individui non soggetti a un signore feudale e quindi titolari delle protezioni garantite dalle carte della City. In questa accezione originaria, il termine freeman indicava l'uomo libero in senso pieno: colui che poteva commerciare liberamente nel perimetro della Square Mile, il Miglio Quadrato, possedere beni e aderire alle corporazioni di mestiere senza interferenze esterne. I privilegi pratici erano di portata concreta e direttamente funzionali all'economia medievale: esenzione da determinati pedaggi, tra cui il celebre diritto di condurre greggi di pecore attraverso il London Bridge senza pagamento, concessione radicata nel commercio della lana che dominava l'economia inglese, protezione contro l'arresto arbitrario fuori dalla giurisdizione della City, e accesso ai mercati regolamentati dalle corporazioni. Come confermato dalle successive riemissioni della Magna Carta da parte di Enrico III nel 1225, tali libertà erano intrinsecamente legate all'autogoverno della City, che le difendeva dall'ingerenza regia e baronale. La progressiva codificazione dell'istituzione avvenne attraverso ordinanze regie a partire dal XIV secolo: nel 1319 Edoardo II emanò costituzioni che limitavano l'accesso alla Freedom ai membri delle corporazioni di mestiere, vietando l'ammissione di estranei non affiliati e formalizzando così la "servitù per apprendistato" come via principale per i nuovi entrati, mentre la via patrimoniale garantiva la continuità per le famiglie già stabilite. I monarchi successivi , da Edoardo III in poi, confermarono ripetutamente le libertà cittadine attraverso carte concesse spesso in cambio di prestiti finanziari, consolidando l'autonomia della City e il suo ruolo di creditore della Corona. Nel XIX secolo, con l'industrializzazione e l'espansione demografica di Londra, il controllo corporativo sul commercio si rivelò sempre meno applicabile: il Municipal Corporations Act del 1835 ampliò l'eligibilità a chiunque vivesse, lavorasse o avesse un legame significativo con Londra, sganciando parzialmente il titolo dall'appartenenza corporativa e trasformandolo progressivamente in una distinzione onorifica a carattere civico. Nel corso del Novecento ulteriori riforme inclusivizzarono l'accesso: le donne, già ammesse informalmente come vedove ereditiere in epoche precedenti, ma formalmente escluse dalle vie standard, videro riconosciuto il diritto all'ammissione ordinaria, con Angela Burdett-Coutts che aveva già ricevuto la Honorary Freedom (Freeedom Onoraria) nel 1872 e Florence Nightingale nel 1908, mentre la parità formale si consolidò nel XX secolo. Infine, nel 1996, fu abolito il requisito della cittadinanza britannica o del Commonwealth, aprendo il titolo a qualsiasi nazionalità. Le Vie di Accesso: Quadro Normativo Vigente La normativa vigente, gestita dalla Corte del Ciambellano della City of London Corporation, prevede cinque principali modalità di accesso alla Freedom della City londinese, che riflettono i diversi legami storici tra l'individuo e le istituzioni cittadine. Per servitù (by servitude) conferisce il titolo al completamento di un apprendistato formale secondo la Consuetudine di Londra, tradizionalmente della durata di sette anni, presso un maestro freeman di una Compagnia di Livrea (Livery Company). Questa via, la più antica e di maggior portata storica, verifica il merito attraverso la competenza pratica e la lealtà alla corporazione; gli apprendisti finali vengono ammessi senza necessità di approvazione della Court of Common Council qualora iscritti al registro elettorale della City da almeno un anno, e in tal caso non è previsto alcun contributo economico. Per patrimonio (by patrimony) conferisce l'eligibilità automatica ai figli di Freemen, purché il genitore detenesse questo titolo al momento della nascita del candidato e sia fornita adeguata documentazione. Storicamente limitato ai figli maschi, fu esteso alle figlie con il Municipal Corporations Act del 1835. Il candidato doveva aver compiuto il diciottesimo anno di età, non essere un "fallito non riabilitato" e non avere condanne penali rilevanti. Per riscatto (by redemption) costituisce la via aperta a chiunque: il candidato presenta domanda alla Corte del Ciambellano, supportato da due garanti, i Consiglieri Comunali, Aldermen o Liverymen con almeno un anno di atttvità che attestano la sua reputazione, e la pratica è esaminata dal Vicecomitato delle Ammissioni alla Freedom (Freedom Applications Sub-Committee) e approvata dalla Corte del Consiglio Comunale. La quota amministrativa (Freedom Fine) ammonta a £180 dalla revisione tariffaria del 1° aprile 2024 (£185 nella modalità per nomina diretta). Per i candidati iscritti al Ward List, il registro elettorale della City, la procedura è gratuita. La presentazione tramite Compagnia di Livrea (Livery Company) è la via più frequentemente percorsa nella prassi contemporanea: il candidato diviene dapprima membro della propria corporazione di riferimento, a sèguito di una procedura variabile per ciascuna delle 113 Compagnie di Livrea attualmente attive, e successivamente invia la domanda online alla Corte del Ciambellano per il passaggio alla Freedom della City, con approvazione nella quasi totalità dei casi di carattere routinario. Requisiti, Costi e Procedimento I requisiti per l'accesso alla Freedom ordinaria sono di una semplicità sorprendente rispetto all'aura di esclusività del titolo. Il candidato deve aver compiuto diciotto anni, non essere un "fallito non ristabilito" e non avere condanne penali non ancora estinte ai sensi del Rehabilitation of Offenders Act del 1974. Non è previsto alcun requisito di nazionalità, residenza, livello di istruzione o stato patrimoniale. La documentazione richiesta è di carattere anagrafico standard: certificato di nascita integrale, eventuale certificato di matrimonio o documento attestante il cambio di nome, e se mediante presentazione, il certificato di appartenenza della corporazione di riferimento. La domanda viene inoltrata online tramite il portale della City of London Corporation. La cerimonia di ammissione si svolge alla Guildhall di Londra, nell'Aula Tribunalizia del Ciambellano, ogni giorno feriale tra le 10:30 e le 12:00 e tra le 14:00 e le 15:30. Il neo-Freeman è invitato a leggere ad alta voce la Dichiarazione di un Freeman (Declaration of a Freeman) e a firmare il Registro delle Ammissioni, ricevendo al termine il certificato calligrafato su pergamena e una copia delle Regole di Condotta di Vita (Rules for the Conduct of Life), il documento settecentesco di orientamento morale che invita il titolare a condurre una vita retta, compassionevole e socialmente attiva. Per chi non possa recarsi fisicamente a Londra, la City Corporation ha mantenuto la possibilità di svolgere la cerimonia in modalità virtuale, introdotta durante la pandemia e successivamente conservata. Composizione Contemporanea del Corpo dei Freemen Un dato empirico significativo contribuisce a ridimensionare la dimensione elitaria del titolo: ogni anno vengono ammesse tra le 1.800 e le 2.000 nuove persone, in un corpo complessivo che conta oltre 300.000 ammissioni documentate nel corso dei secoli. Come rileva la stessa City of London Corporation, i Freemen contemporanei comprendono "un'ampia sezione trasversale della popolazione", includendo professionisti, studenti, artigiani, imprenditori, personale militare e cittadini stranieri. Il crescente apporto di studenti universitari, spesso presentati in gruppi dalle proprie istituzioni accademiche e di professionisti internazionali, ha ulteriormente ampliato la base demografica. La cerimonia di gruppo del 2024, in cui 40 individui provenienti da settori che spaziano dalla scienza alla medicina, dall'imprenditoria alle iniziative per la diversità, hanno ricevuto il titolo simultaneamente, esemplifica questa apertura. Va ribadita, tuttavia, una distinzione fondamentale: la Freedom Onoraria della City di Londra costituisce un'istituzione del tutto separata e di portata radicalmente diversa. Concessa dalla Corte of Consiglio Comunale con una risoluzione speciale, è riservata a figure di eccezionale statura internazionalte tipicamente meno di una dozzina di concessioni annue e rappresenta, nelle parole della stessa City Corporation, il massimo onore che essa possa conferire. È questa la Freedom di cui hanno goduto Winston Churchill, la regina Elisabetta II e, più di recente, la presentatrice televisiva Rachel Riley (ottobre 2025) per il suo impegno nell'educazione alla Shoah e nella lotta all'antisemitismo. La confusione tra le due forme è la principale responsabile della percezione distorta dell'istituto nel dibattito pubblico. Il Significato Contemporaneo: tra Identità e Partecipazione Se la quasi totalità dei privilegi pratici un tempo associati alla condizione di Freeman è oggi scomparsa o ridotta a forma cerimoniale solenne, ciò che persiste è il potente valore simbolico e identitario del titolo. La cerimonia conserva elementi di solennità rituale la lettura della Dichiarazione, la firma sullo storico Registro delle Ammissioni, il ricevimento del certificato calligrafato su pergamena, che inscrivono il nuovo Freeman in una catena di continuità di quasi otto secoli, collegando figure eterogenee attraverso un legame condiviso con la storia del Miglio Quadrato (o Square Mile). La nobile istituzione londinese svolge altresì una funzione di coesione nell'ecosistema della City e delle Compagnie di Livrea: le 113 corporazioni attive hanno erogato collettivamente oltre 81 milioni di sterline in attività benefiche nel 2024, con programmi di formazione professionale, borse di studio e apprendistati tecnici che preservano competenze specializzate in settori economicamente rilevanti. Essere Freeman costituisce un prerequisito formale per l'avanzamento a Liveryman, e quindi per l'esercizio dei diritti elettorali nella governance della City: un residuo di democrazia corporativa che, per quanto distante dai modelli di suffragio universale, mantiene una sua logica istituzionale nell'architettura giuridica unica del Miglio Quadrato londinese. Critici di orientamento progressista hanno rilevato che il sistema favorisce reti consolidate e accessi per via ereditaria o professionale, potenzialmente escludendo strati più ampi della popolazione londinese con un bacino di Freemen viventi ben inferiore all'1% dei nove milioni di residenti nella Grande Londra (Great London). Tuttavia, i dati sulle ammissioni recenti, con riconoscimenti che spaziano dall'imprenditoria africana allo sport comunitario, dalla radiofonia alla medicina, suggeriscono una traiettoria di apertura progressiva che, pur senza raggiungere la piena rappresentatività demografica, testimonia la volontà istituzionale di mantenere l'istituto come tradizione viva piuttosto che reliquia esclusiva. Conclusioni L'analisi condotta permette di formulare alcune considerazioni conclusive. La Freedom della City, quella ordinaria, è oggi un'onorificenza accessibile a una platea ben più ampia di quanto l'immaginario collettivo suggerisca: i requisiti di ammissione sono minimi, i costi contenuti, le procedure relativamente snelle e aperte a qualsiasi nazionalità. La persistente confusione con la Freedom Onoraria, riservata a figure di eccezionaleelevatura internazionale, è la principale responsabile di una percezione distorta che merita di essere corretta. Il valore contemporaneo del titolo non risiede nei privilegi residuali, ormai perlopiù solenni e cerimoniali, ma in tre dimensioni complementari: quella identitaria, che connette il titolare a quasi otto secoli di storia istituzionale; quella civico-partecipativa, che attraverso l'accesso alle Livery Companies e al sistema elettorale della City inserisce il Freeman in reti realmente operative; e quella comunitaria, che attraverso i meccanismi di riconoscimento onorifico celebra contributi di portata e provenienza sempre più eterogenee. In questo senso, la Freedom rappresenta un caso di studio istruttivo su come le istituzioni storiche possano reinventarsi senza perdere autenticità, mantenendo vivo il proprio significato attraverso l'inclusione piuttosto che l'esclusione. Riferimenti e Fonti: City of London Corporation. (2024). Freedom of the City of London. https://www.cityoflondon.gov.uk/about-us/law-historic-governance/freedom-of-the-city Guild of Freemen of the City of London. (2025). Freedom of the City. https://www.guild-freemen-london.co.uk/freedom-of-the-city Livery Committee. (2025). Freedom of the City. https://liverycommittee.org/about/membership-freedom-and-livery-clothing/freedom-of-the-city/ Municipal Corporations Act 1835. UK Parliament. Rehabilitation of Offenders Act 1974. UK Parliament. Grokipedia. (2025). Freedom of the City of London. https://grokipedia.com/page/Freedom_of_the_City_of_London City Solicitors' Educational Trust. (2025). Applying for the Freedom of the City of London. LondradaVivere.com. (2025). La "Freedom of the City of London": un'antica libertà ancora viva. City of London Corporation. (2023). Livery Companies: Charitable Activities Report 2024. ONS / City of London Corporation. (2023). Financial Services Contribution to UK GDP.

Freeman della City di Londra: Onoreficenza Ordinaria per Tutti, Onoraria per Pochi.

Sì sì, #Bologna5🚕 è tornato ed è già in giro per la città. Lo confermo qui a beneficio dei colleghi che mi leggono come guardoni dal buco della serratura per poi riferire al branco. “È tornato l’infame” sarà la frase più ripetuta in qualche loro infima chat privata🚕, dove sguazzano pure i colleghi che mi hanno tagliato le gomme, quelli che chiedevano che io venissi bastonato, ecc, sempre protetti dal branco. Che sia chiaro, pure le “brave persone” nella categoria stanno proteggendo questi vigliacchi, tutti solidali nel combattere l’infame che ha denunciato pubblicamente i nostri sistemi d’evasione e i nostri privilegi. Poi che Agenzia delle Entrate, Politica e Guardia di Finanza non si interessino all’argomento è un altro discorso, si sa. Io più di così non posso fare. A settembre avrò due udienze contro qualche collega per continuare a togliermi soddisfazioni… perché non mi fate paura, neanche se mandate avanti i più squallidi a minacciarmi per incutermi timore. Venite in tribunale pure voi, care cooperative e sindacati di categoria a costituirvi parte civile? Siete danneggiati pure voi nella reputazione, no? Ah no? #Bologna #Giustizia #Diritti

Brutto ranocchio del cavolo… La cardiologa Maria Grazia Modena, in questi giorni ha ricordato come, nel 2015, subì una gogna mediatica da parte del narcisista Ranucci. Report accusò la dottoressa per corruzione e per sperimentazioni cliniche sospette. Tre anni dopo, venne assolta in quanto il fatto non sussisteva. Il “giornalista”, dopo aver rovinato la reputazione della ricercatrice, si limitò a scrivere sul sito due righe in merito all’innocenza. Report non è mai stato un giornalismo d’inchiesta bensì uno sputtanamento con l’obiettivo di colpire e rovinare persone appartenenti a un differente schieramento politico. Paolino Bonacci #giornalismo #verità #giustizia

Il Post 2w

Shein is preparing to go public in Hong Kong amid a deteriorating reputation and new regulatory challenges, aiming to raise at least $1.7 billion despite a reduced valuation compared to the past. (translated)

Shein si sta quotando in borsa nel momento peggiore
Il Post 2w

A critical article in The Economist questions the authority of Daron Acemoglu, Nobel Prize winner in Economics, regarding his views on AI, triggering a wide academic and public debate about his reputation and the value of his work. (translated)

L’“Economist” contro l’economista più popolare al mondo

Ho deciso di non sprecare più una parola per rispondere alle gravi falsità che La #Verità continua a pubblicare sul mio conto. L’ultima riguarda un processo e contiene affermazioni che ritengo gravemente false e diffamatorie: si sostiene che sarei stato ricusato e che non avrei avuto i titoli necessari. Niente di tutto questo corrisponde alla realtà. Mi sono dimesso spontaneamente perché non avevo alcuna intenzione di occuparmi di quel processo. Punto. Di fronte a chi costruisce campagne basate su falsità e insinuazioni, non intendo più fare da bersaglio né alimentare un gioco che ha evidentemente altri obiettivi. Da oggi parleranno i miei avvocati. Ho dato loro mandato di tutelare in ogni sede la mia reputazione e di chiedere il risarcimento dei danni per quanto è stato pubblicato. La verità, quella vera, non si stabilisce con titoli urlati sui giornali o con ricostruzioni fantasiose: si dimostra con i fatti e, quando necessario, nelle aule di tribunale. E sarà interessante vedere se chi oggi si sente così libero di accusare sarà altrettanto coraggioso quando dovrà rispondere delle proprie affermazioni davanti a un giudice. Per quanto mi riguarda, la stagione delle risposte è finita. Adesso parlano gli avvocati. E chi vive anche grazie al sostegno e agli aiuti pubblici dovrà ricordarsi che la libertà di scrivere non significa libertà di diffamare senza conseguenze. #diffamazione #verità #giustizia

The article by Luigi de Magistris analyzes the political implications and threats to press freedom in Italy, highlighting the attempt to damage the reputation of the program Report and its host Sigfrido Ranucci, suggesting that the real assault on investigative journalism occurs through institutional maneuvers rather than direct violent attacks. (translated)

Report, cronaca di una morte annunciata: si sa che chi è sgradito al potere va fatto fuori in casa

Dubito che dietro l’omicidio di Chiara Poggi ci siano dinamiche criminali internazionali da nascondere, soggetti influenti da proteggere, storie oscure da non poter rivelare. Ma non vorrei neppure che ci fossero piccoli pezzi di singole reputazioni da proteggere, che hanno contribuito a costruire grandi reputazioni e l’accesso a opportunità, soprattutto professionali, molto importanti. Non penso a un piano a monte per tutelare aprioristicamente un indagato o per consolidare da qui all’eternità la condanna dell’unico colpevole processuale, e rifuggo all’idea che vi sia un interesse a difendere quella reputazione che, cascando il castello di carte, potrebbe risultarne scalfita. Ma vedo in giro tante lotte individuali, ripicche personali, vendette intestine. E il dubbio che ciò sia fatto non per amore della verità, ma per amor proprio, sale. Sempre più in alto. #garlasco #giustizia #verità #omcidio

Il Post 2w

The Chinese dissident artist Gao Zhen has been sentenced to three years in prison for creating satirical statues of Mao Zedong, deemed offensive, violating a 2018 law that protects the reputation of national heroes. (translated)

In Cina un artista dissidente è stato condannato a tre anni di carcere per alcune statue satiriche di Mao Zedong

🚨⚽️BRAND FINANCE - Inter e Milan superano la Juventus: l'Inter è ora il club calcistico di maggior valore in Italia (585 milioni di euro, +22%), seguita dal Milan (514 milioni, +28%). Il club bianconero resta comunque il marchio calcistico più forte d'Italia, nonostante un calo di 6,8 punti nel proprio Brand Strength Index, sceso a 78,5 su 100: un vantaggio ormai risicato su Inter (77,1) e Milan (78,4). Ciò che resta del primato della Juventus si basa sulla dimensione della base di tifosi, sul seguito e sullo stadio, più che sulla qualità della percezione: nel 2026 l'Inter ha superato la Juventus per reputazione, qualità dei giocatori e stile di gioco, ed è oggi percepita come il club meglio gestito tra i due, secondo i dati di Brand Finance #Calcio #Inter #Juventus

Amala 3w

GdS - #Inter: che sorpasso! Secondo uno studio di Brand Finance nel 2026 l’Inter ha superato Juventus e Milan per reputazione, qualità dei giocatori e stile di gioco, ed è oggi percepita come il club meglio gestito in SerieA, e il 12º marchio in Europa. https://t.co/5ucvy5tfcn #Inter #SerieA #Calcio

“Sorpasso Inter! Gli analisti di Brand Finance spiegano che «nel 2026 l’Inter ha superato la Juventus per reputazione, qualità dei giocatori e stile di gioco, ed è oggi percepita come il club meglio gestito tra i due».” #Gazzetta https://t.co/yDwx1JGKqJ #Inter #Juventus #Football

Signora @heather_parisi, il problema non è che lei abbia fatto la cantante e la ballerina, attività nelle quali ebbe successo. Il problema è che continua a esprimersi come un'autorità in materia di virologia, immunologia e vaccini senza possedere le competenze scientifiche necessarie. La scienza si confronta con dati, evidenze e studi, non con slogan, insinuazioni o attacchi personali. La verità non dipende dal coraggio di togliersi un camice, ma dalla capacità di dimostrare ciò che si afferma. Su vaccini, malattie infettive e salute pubblica contano le prove, non le convinzioni personali. Attaccare medici e ricercatori non rende più solide le sue tesi: le rende semplicemente più rumorose.Per quanto riguarda le affermazioni che mi riguardano personalmente, mi riservo ogni opportuna iniziativa a tutela dei miei diritti e della mia reputazione. #Scienza #Vaccini #SalutePubblica

Benedetto Longo's article warns against the risk that popularity on social networks could replace medical expertise in the field of surgery, emphasizing how digital reputation, based on views and followers, does not equate to the experience and training necessary to ensure safe and effective care. (translated)

Il chirurgo nell’era dei follower: quando la popolarità rischia di sostituire la competenza

TOTI: IL FANGO RESTA, MA CHI LO HA LANCIATO? Ve lo ricordate il “sistema Toti”? Ve le ricordate le piazze, le urla, le accuse, le richieste di dimissioni? Ve li ricordate Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli e compagnia cantante pronti a trasformare un’inchiesta giudiziaria in una sentenza politica? E soprattutto: ve lo ricordate il linciaggio mediatico? Perché oggi arriva una notizia che dovrebbe far riflettere tutti! Il GIP di Genova ha disposto l’archiviazione del filone bis dell’inchiesta, ritenendo che non ci fossero elementi idonei a formulare una ragionevole previsione di condanna e che non fosse sostenibile l’ipotesi di reato contestata in quel procedimento!! E allora una domanda diventa inevitabile: chi restituisce a Giovanni Toti quello che gli è stato tolto? Chi gli restituisce la dignità politica? Chi gli restituisce i mesi agli arresti domiciliari? Chi restituisce alla sua famiglia l’umiliazione di vedere il proprio nome trascinato quotidianamente nel fango? Chi restituisce alla Liguria la serenità istituzionale sconvolta da quella vicenda? E soprattutto: chi chiederà scusa? Perché in Italia funziona troppo spesso così: l’inchiesta finisce sui giornali con titoli cubitali, l’indagato diventa immediatamente “colpevole” nell’immaginario collettivo, la politica si getta sul cadavere ancora caldo dell’avversario e le televisioni fanno il resto. Poi, quando arrivano archiviazioni, assoluzioni o ridimensionamenti, improvvisamente cala il silenzio. Nessuna piazza. Nessuna manifestazione. Nessun titolo a caratteri cubitali. Nessuna autocritica. Il fango fa rumore quando viene lanciato. Le smentite, invece, fanno pochissimo rumore. E questo è il vero problema. Non sto dicendo che la magistratura non debba indagare. Deve farlo. Sempre. Ma proprio perché la magistratura è uno dei pilastri dello Stato di diritto, bisogna pretendere che un’indagine non diventi una condanna mediatica prima ancora di arrivare davanti a un giudice. E alla politica dico ancora di più: quando un avversario viene travolto da un’inchiesta, la prudenza dovrebbe essere un dovere. Perché domani potrebbe toccare a voi. A Toti è stato tolto il potere politico. La macchina mediatica gli ha tolto reputazione. La pressione giudiziaria e politica ha contribuito alla fine della sua esperienza da governatore. E adesso, davanti a un’archiviazione che certifica l’insufficienza degli elementi per sostenere l’accusa in quel filone, io vorrei vedere almeno una cosa: DA PARTE DI QUESTA GENTAGLIA UN PO’ DI VERGOGNA. Da parte di chi lo ha già condannato. Da parte di chi ha trasformato un’inchiesta in propaganda. Da parte di chi ha scambiato il garantismo con il tifo politico. Ma temo che resterà soltanto il silenzio. Perché il problema non è soltanto il fango che viene gettato. Il problema è che, in Italia, troppo spesso nessuno paga mai il prezzo del fango che ha gettato sugli altri. E questa, signori miei, non è giustizia. È una devastante giustizia mediatica di parte!!! #Giustizia #Politica #LibertàDiStampa

Lavitola: “Non escludo che Ranucci sapesse del mio piano”. Il crollo della reputazione di Ranucci e Report si fa sempre più rovinoso. La narrazione del martire sta sfociando in un penoso regolamento di conti tra conoscenti. Un naufragio di credibilità devastante per la sinistra. #Lavitola #Ranucci #Report

Il Post 4w

Italian swimmer Sara Curtis has recently broken the world record in the 50-meter backstroke at the European Swimming Championships in Paris, solidifying her reputation as one of the most promising athletes in the swimming scene, thanks also to her training at the University of Virginia and her ability to confront biases related to ethnic diversity in swimming. (translated)

Ma parliamo di Sara Curtis

Donald Trump's star on the Hollywood Walk of Fame has been vandalized again, highlighting his reputation as one of the most controversial and frequently damaged symbols of the famous boulevard, requiring ongoing repairs by the authorities. (translated)

La stella di Donald Trump sulla celebre Hollywood Walk of Fame distrutta e vandalizzata per le proteste