Dall'aeroporto di Vnukovo, dove stamattina NON è atterrato nessun aereo militare americano, NON è partito alcun corteo di macchine NON dirette verso il centro di Mosca con targhe NON americane. https://t.co/JIA88RwATV #Vnukovo #Mosca #Notizie
Dall'aeroporto di Vnukovo, dove stamattina NON è atterrato nessun aereo militare americano, NON è partito alcun corteo di macchine NON dirette verso il centro di Mosca con targhe NON americane. https://t.co/JIA88RwATV #Vnukovo #Mosca #Notizie
Il Torino esce sconfitto all'esordio in campionato contro il Milan, ma lo fa "a testa alta" "Il cuore granata c'è", e anche i tifosi sugli spalti, soprattutto la Maratona con un unico striscione appeso, un'enorme scritta VATTENE, messaggio chiaramente rivolto alla sfortuna Nel giorni scorsi vi avevamo parlato di Italtoro e Toro Made in Italy, e così è stato, con ben 5 italiani sui 16 utilizzati da Abate. Numeri da record, un vero e proprio blocco di calciatori nostrani Oristanio, che secondo Urbano Cairo (inchino) "ha un potenziale incredibile e farà un'annata spettacolare", è al secondo non entrato su 2 partite ufficiali. Perché il Presidente è uno che di calcio ne capisce, sono anni che lo dimostra Molto bene il subentrato Abouklhal, che ha sfiorato il gol colpendo di callo e tirando fuori a un metro dalla porta Abate comunque ci crede, il Torino ieri sera ha vinto laddove conta per davvero: nei palloni recuperati, 46 e 44 e nel possesso palla, però solo del secondo tempo (57,9%). Nel primo tempo il Milan ha avuto il 73% ma non è un dato che ci interessa riportare Da segnalare infine un corteo di tifosi granata all'esterno dello stadio nelle ore precedenti l'inizio della partita, per protestare contro la riforma della legge elettorale #TorinoFC #SerieA #Calcio
Quello di Travaglio è ormai un virus che contamina anche chi gli sta intorno. Persino @a_padellaro, che aveva mantenuto sinora posizioni più decenti ha alla fine aderito al corteo degli sbandieratori pro-Cremlino. Lo sciacallaggio sui problemi di corruzione è forse la parte più ignobile del pezzo di ieri, perché ad esempio citare la posizione nel relativo indice di Ucraina e Russia nel 2021 (122esima la prima e 136esima la seconda) senza poi dire come siano collocate oggi, significa nascondere deliberatamente le loro traiettorie, che hanno portato Kyiv, nonostante la guerra, a risalire fino al 104esimo posto e Mosca a precipitare al 157esimo. E non è un dettaglio, visto che il giornale di Padellaro e Travaglio sta portando avanti una campagna per denunciare le ruberie degli uomini (e delle donne) di Zelensky perché si smetta di finanziare l’Ucraina, ma vorrebbero riprendere a comprare gas da Mosca, pur sapendo che un bel pezzo delle nostre bollette per decenni sono servite a pagare i cessi d’oro di Putin e della sua cerchia, e che Gazprom, come sostiene la Fondazione Navalny, è strutturata per essere il “bancomat” del regime. È poi interessante vedere il doppio registro del giornale, che sei 6 giorni su 7 parla di Kyiv come di un regime, ma il settimo si compiace delle proteste popolari che costringono Zelensky a cambiare leggi e degli organismi anticorruzione indipendenti che ne stanno decimando l’entourage, due esempi di democrazia e di bilanciamento di poteri che in un regime non dovrebbero esistere. E infine il grande classico: la menzogna. È falso che il fabbisogno dell’Ucraina sia di 15-20 miliardi al mese (le stime UE parlano di 3-4). È falso che l’Italia abbia versato 19 miliardi per l’Ucraina (in 4 anni ne abbiamo spesi poco più di 4 e partecipato in quota parte al sostegno europeo per un totale di forse 9-10 miliardi, cioè circa 3 euro al mese. E di nuovo l’accusa, tanto cara al Fatto, agli ucraini di rivendere le armi che vengono fornite per la difesa. Prove? Nessuna. Fonti? Zero. Mentre i Z-blogger russi solo pochi mesi fa avevano rivelato di ispezioni del Ministero della Difesa di Mosca al fronte, dove i militari fanno sparire benzina, munizioni, droni e mezzi per rivenderli al mercato nero, e dove i gradi più bassi subiscono torture dai superiori e devono cedere parte della loro paga per non essere spediti in missioni suicide. Il tutto per approdare da una strada laterale allo stesso repertorio di sempre. L’“inerme armamentario ucraino” fornito dai “cosiddetti volenterosi”, che non impedisce la mattanza di civili, ma che non lo porta a dire di aumentare il sostegno per impedire che questo avvenga. Al contrario, meglio disarmare e possibilmente bullizzare l’aggredito, per poi premiare e fare affari con l’aggressore. “Dell’Ucraina ce ne dovremmo fregare”, dice il suo direttore. Sarei felice se cominciassero a farlo, piuttosto che scrivere illegibili scemenze sotto dettatura del Cremlino. #Ucraina #corruzione #media
Today the autopsy on Tania will take place, a murder victim by her ex-partner, who had already been reported as an aggressor by four women, although the reports were withdrawn. (translated)

Dalla petizione scritta con @fede_marconi sono passati 8 mesi, e tante cose sono successe, ma nessuna risposta è arrivata dalla società. Sogno e rispetto sono stati chiesti con diverse forme: la lettera al presidente Lotito, l'abbandono dell'Olimpico, il corteo dei 30 mila, gli Stati Generali della Lazialità, il no agli abbonamenti. Adesso una sola possibilità è rimasta all'attuale proprietà: vendere. #Lazio #Calcio #Petizione
PEGGIORE DELLO SCHIFO CI SONO SOLTANTO LE RANCOROSE ACIDE PSEUDO-DONNE DI SINISTRA "Nana". "Caciottara a mollo". "È venuta a infestare il nostro mare, spero si sia disinfettata con l'amuchina". Il bersaglio: una madre in vacanza con la figlia di nove anni. Le firme, in gran parte: donne. Questo il trattamento riservato a Giorgia Meloni per tre giorni alla Maddalena. Tre giorni di volo di linea, traghetto, gommone a noleggio e panini nella borsa frigo. Niente yacht, niente voli di Stato: la fila all'imbarco come qualunque madre italiana d'agosto. Ed è proprio questa normalità che ha fatto impazzire la muta di cani rabbiosi. "Nullafacente da sempre", "le ferie le prende chi lavora": quasi quattro anni alla guida del governo, evidentemente, non contano come mestiere. Fino al capolavoro dell'amuchina. Infestare: il verbo che si riserva agli insetti. Quando l'avversario politico diventa un agente contaminante non siamo più nell'insulto, siamo nella disumanizzazione da manuale. Quella su cui si scrivono i saggi e si organizzano i convegni. Quando capita agli altri. E qui il dato che nessuno vuole vedere. Donne che danno della nana a una donna. Donne che deridono la maternità di una donna. Donne che evocano un disinfettante per una donna che fa il bagno con la figlia. La sorellanza, parola d'ordine di ogni piazza femminista degli ultimi dieci anni, si ferma al tornello della tessera politica. Di là dal tornello non ci sono sorelle: c'è una preda. Qualcuna, nel coro, ha pure fornito la teoria: "questa destra ha sdoganato la violenza verbale e ora vi meravigliate che qualcosina torni indietro". Eccola, l'assoluzione preventiva. Se l'è cercata. La stessa identica grammatica che il femminismo denuncia - giustamente - quando viene usata contro qualunque altra donna. La gonna troppo corta, il rientro troppo tardi, le idee troppo di destra: cambia il pretesto, la logica è quella. Ma applicata a Meloni diventa improvvisamente analisi politica. E la rabbia ha una radice precisa, che il vocabolario confessa da solo. Caciottara, borgatara, pescivendola: insulti di censo, non di politica. È il disprezzo del salotto per il mercato rionale, firmato da una sinistra che ormai vince ai Parioli e ha perso nelle borgate che furono sue. La prima donna al vertice di Palazzo Chigi doveva essere una di loro: laurea giusta, quartiere giusto, salotto giusto. Invece il soffitto di cristallo lo ha sfondato una madre della Garbatella che parla come il popolo che loro hanno smesso di frequentare. Non le perdonano le idee. Non le perdonano di essere arrivata prima, partendo da sotto. Né si può dire che manchi il contesto. Due mesi fa, alla Camera, il capogruppo grillino in commissione Esteri Francesco Silvestri ha spiegato che la premier "ha indossato delle ginocchiere per stare più comoda". Detto in aula, a verbale, dal pulpito della Repubblica. E nella stessa seduta si è consumata la scena che vale un trattato di sociologia: l'onorevole Boldrini indignata perché un collega aveva osato dire "signor presidente" - il maschile, che scandalo - e silente sull'allusione alle ginocchiere. La sentinella del linguaggio monta la guardia sull'articolo e dorme sulla sostanza. Risultato: nel giro di giorni, "ginocchiere" era l'argomento più gettonato sotto i post d'odio contro la premier. Il linguaggio non sale dalla fogna al palazzo. Scende dal palazzo alla fogna. E non è la prima volta. Quando Landini la definì "cortigiana", dalle piazze femministe. Quando la televisione di Stato russa la chiamò con epiteti da postribolo, sempre silenzio. Quando un professore augurò alla figlia di nove anni la fine di Martina Carbonaro e quando un camerunense davanti a una questura fece alla stessa bambina allusioni che non si trascrivono, le piazze che si riempiono per un asterisco rimasero vuote. Il copione non cambia mai: si cambia solo la vittima designata e la si toglie dall'elenco delle donne difendibili. Perché di questo si tratta. Il movimento che vede il patriarcato in una pubblicità, in una desinenza, in una ricetta di cucina, davanti alla prima donna presidente del Consiglio della storia repubblicana - coperta di insulti sessisti, minacciata, con la figlia minorenne nel mirino da tre anni - non ha mai trovato dieci minuti per un presidio. Non una fiaccolata. Non un corteo di Non Una di Meno. Non una riga delle firme che vivono di questo. Dov'era il patriarcato quando serviva davvero? Era in vacanza pure lui? La risposta la conosciamo ed è la stessa che spiega un altro silenzio: quello sulle donne musulmane. Sui matrimoni forzati, sulle mutilazioni, sui niqab imposti alle bambine nelle nostre città, il femminismo militante pratica da anni la medesima sordità selettiva. Le donne velate a forza e la premier detestata condividono lo stesso destino: sono donne sbagliate, la cui oppressione non porta consenso. E allora non esistono. Un femminismo che sceglie quali donne difendere in base alla convenienza non è un movimento di liberazione. È un ufficio stampa con la bandiera sbagliata. Il patriarcato lo vedono ovunque, tranne dove c'è una donna che non gli piace. E ogni giorno di questo silenzio, mentre una madre viene linciata per un traghetto e una bambina cresce sotto scorta digitale, quel silenzio firma. Con nome, cognome e sigla dell'associazione. #Femminismo #Sorellanza #Politica
La protesta in corso dei tifosi laziali è clamorosa, unica e straordinaria anche e soprattutto perché pacifica, civile e democratica. La petizione, l'abbandono dell'Olimpico, il corteo dei 30mila, gli Stati Generali della lazialità, il no agli abbonamenti: un dissenso senza precedenti e senza incidenti, con una forza mediatica che probabilmente non si era mai riscontrata prima nel mondo calcistico. Adesso con il blocco della trasferta a Bologna qualcuno, o più di qualcuno, pesca nel torbido e cerca lo scontro. Ma anche questa volta i laziali non cadranno nella trappola e saranno civili, pacifici, democratici. E se non potranno andare allo stadio felsineo, magari si faranno una gita turistica nel capoluogo emiliano, città bellissima e da visitare per le sue tante bellezze. Sullo sfondo rimane la realtà di una società che appare al capolinea. #Lazio #Tifosi #Protesta
Bologna commemorated the massacre of August 2, 1980, with a procession that honored the 85 victims, while various political figures, including Prime Minister Giorgia Meloni, emphasized the seriousness of the attack, highlighting the fascist responsibility identified by the sentences, while the families of the victims and the opposition called for greater commitment to keep the historical truth alive. (translated)

Bologna gathered to commemorate the 46th anniversary of the massacre on August 2, 1980, which caused 85 deaths and over 200 injuries, with President Mattarella and Premier Meloni emphasizing the neo-fascist nature of the attack, while the victims' families and participants in the procession called for truth and justice. (translated)

Predappio Annullato per maltempo il corteo per Mussolini. Alla fine bastano 2 gocce d'acqua per far sparire i fascisti🤣 https://t.co/HVqLrEB78L #Mussolini #Fascismo #Maltempo
The mayor of Bologna, Matteo Lepore, was greeted with a long applause during the procession for the 46th anniversary of the massacre of August 2, 1980, after receiving threats following the demonstration for the death of Aderrahim Fakir. (translated)

The procession for the 46th anniversary of the Bologna massacre of August 2, 1980, saw the participation of families of the victims, including the loved ones of Abderrahim Fakir, with President Mattarella denouncing the attack as a neofascist act aimed at destroying democracy, while the mayor of Bologna and other leaders emphasized the importance of remembering history to protect civil values. (translated)

Un corteo al Pilastro di Bologna ha visto centinaia di persone unirsi per chiedere giustizia per Abderrahim Fakir, il 42enne morto durante un fermo di polizia, con gli organizzatori promettendo di lottare fino a quando non verrà fatta piena luce sulla sua morte. #GiustiziaPerFakir #Bologna #Corteo

Dopo gli scontri violenti al corteo No TAV in Val Susa, 450 persone sono state identificate e oltre 100 agenti sono rimasti feriti, mentre la polizia ha intensificato i controlli per prevenire ulteriori incidenti. #NoTAV #ValSusa #protesta

È morta la donna vittima dell'attentato terroristico di Modena. Ma nessuno chiede la verità. Nessuna manifestazione. Nessun corteo. Niente. https://t.co/CQxVCmPWqu #Giustizia #Modena #Terrorismo
🟡🔴 La testa del corteo con lo striscione "Lo stemma del popolo" 📣 E il grido unanime dei giallorossi: "Forza Roma alé" ➡️ https://t.co/71HTvuxHwL https://t.co/jq8Lq0EFtq #Roma #ForzaRoma #Corteo
La curva Maratona del Torino ha deciso di porre fine allo sciopero e tornare a sostenere la squadra allo stadio, ma continuerà la contestazione contro il presidente Cairo con un corteo di protesta prima della prima partita di campionato contro il Milan. #Torino #tifosi #calcio

Poche ore fa #Israele ha colpito nel centro di #Gaza un corteo funebre. Sette le vittime accertate fin'ora, decine i feriti. Non posto immagini perché sono scioccanti. Le troverete in rete. Il massacro continua, ma lo chiamano tregua. #Gaza #Israele #Conflitto
La tensione tra Iran e Stati Uniti è in aumento dopo che i raid americani hanno colpito oltre cento obiettivi in Iran, portando a una risposta missilistica iraniana contro forze americane in Kuwait, Bahrein e Qatar, mentre il traffico nello stretto di Hormuz è quasi completamente bloccato e il paese piange la morte dell'ex Guida suprema Ali Khamenei con un corteo imponente. #Iran #USA #Hormuz
