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#Disumanizzazione
Il Post 2w

Il documentario NAZA, in uscita oggi in numerosi paesi, esplora il controverso sistema automatizzato con cui l'esercito israeliano ha ucciso civili palestinesi nella Striscia di Gaza, svelando le testimonianze anonime di soldati e membri dell'intelligence israeliana che descrivono la disumanizzazione e la normalizzazione dei massacri, suscitando un acceso dibattito pubblico internazionale e reazioni violente in Israele. #NAZA #Gaza #documentario

Cosa racconta NAZA

“Grazie ai giurati, siamo davvero grati di essere qui. Non è facile per noi”. Yuval Abraham e Rachel Szor accettano con gratitudine il Premio speciale della giuria guidata da Maggie Gyllenhaal, che va ad abbracciarli sul palco. Ma si capisce che la loro urgenza è un’altra. Naza, il loro documentario sull’uccisione dei civili palestinesi a Gaza, è arrivato al Lido all’ultimo momento e ne è diventato il caso politico e cinematografico: venticinque minuti di applausi, bandiere palestinesi e libanesi alzate in Sala Grande, quindi la contestazione dell’esercito israeliano, che mette in dubbio l’attendibilità delle fonti anonime e nega che l’intelligenza artificiale decida gli obiettivi, approvati, sostiene, da personale militare. “Gli ufficiali dell’intelligence israeliana - spiega Abraham - ci hanno raccontato che questi attacchi sono sistemici, frutto di politiche fondate sulla disumanizzazione dei palestinesi. Voglio essere molto chiaro: questa verità è stata documentata e resa nota grazie ai giornalisti palestinesi. Più di duecento di loro sono stati uccisi, molti nelle proprie case. Le loro voci sono state negate e messe a tacere. Negare un crimine è ciò che permette di continuare a perpetrarlo”. Su Repubblica l’articolo della nostra inviata Arianna Finos #rep #Gaza #Palestina #Documentario

Ahmad Tibi Aug 18

"È così che si presenta la disumanizzazione: si cancella l'essere umano e lo si trasforma in un numero"

Shock in Cisgiordania, palestinesi marchiati con il pennarello
www.ansa.it
ANSA.it Aug 18

In Cisgiordania, diversi palestinesi, tra cui Ahmed Hatna, sono stati arrestati dall'Idf e contrassegnati con numeri scritti a pennarello su fronte e braccia, sollevando accese critiche per disumanizzazione e violenza durante le operazioni militari, mentre la situazione di violenza tra coloni e palestinesi continua a deteriorarsi. #Cisgiordania #disumanizzazione #violenza

Shock in Cisgiordania, palestinesi marchiati con il pennarello

PEGGIORE DELLO SCHIFO CI SONO SOLTANTO LE RANCOROSE ACIDE PSEUDO-DONNE DI SINISTRA "Nana". "Caciottara a mollo". "È venuta a infestare il nostro mare, spero si sia disinfettata con l'amuchina". Il bersaglio: una madre in vacanza con la figlia di nove anni. Le firme, in gran parte: donne. Questo il trattamento riservato a Giorgia Meloni per tre giorni alla Maddalena. Tre giorni di volo di linea, traghetto, gommone a noleggio e panini nella borsa frigo. Niente yacht, niente voli di Stato: la fila all'imbarco come qualunque madre italiana d'agosto. Ed è proprio questa normalità che ha fatto impazzire la muta di cani rabbiosi. "Nullafacente da sempre", "le ferie le prende chi lavora": quasi quattro anni alla guida del governo, evidentemente, non contano come mestiere. Fino al capolavoro dell'amuchina. Infestare: il verbo che si riserva agli insetti. Quando l'avversario politico diventa un agente contaminante non siamo più nell'insulto, siamo nella disumanizzazione da manuale. Quella su cui si scrivono i saggi e si organizzano i convegni. Quando capita agli altri. E qui il dato che nessuno vuole vedere. Donne che danno della nana a una donna. Donne che deridono la maternità di una donna. Donne che evocano un disinfettante per una donna che fa il bagno con la figlia. La sorellanza, parola d'ordine di ogni piazza femminista degli ultimi dieci anni, si ferma al tornello della tessera politica. Di là dal tornello non ci sono sorelle: c'è una preda. Qualcuna, nel coro, ha pure fornito la teoria: "questa destra ha sdoganato la violenza verbale e ora vi meravigliate che qualcosina torni indietro". Eccola, l'assoluzione preventiva. Se l'è cercata. La stessa identica grammatica che il femminismo denuncia - giustamente - quando viene usata contro qualunque altra donna. La gonna troppo corta, il rientro troppo tardi, le idee troppo di destra: cambia il pretesto, la logica è quella. Ma applicata a Meloni diventa improvvisamente analisi politica. E la rabbia ha una radice precisa, che il vocabolario confessa da solo. Caciottara, borgatara, pescivendola: insulti di censo, non di politica. È il disprezzo del salotto per il mercato rionale, firmato da una sinistra che ormai vince ai Parioli e ha perso nelle borgate che furono sue. La prima donna al vertice di Palazzo Chigi doveva essere una di loro: laurea giusta, quartiere giusto, salotto giusto. Invece il soffitto di cristallo lo ha sfondato una madre della Garbatella che parla come il popolo che loro hanno smesso di frequentare. Non le perdonano le idee. Non le perdonano di essere arrivata prima, partendo da sotto. Né si può dire che manchi il contesto. Due mesi fa, alla Camera, il capogruppo grillino in commissione Esteri Francesco Silvestri ha spiegato che la premier "ha indossato delle ginocchiere per stare più comoda". Detto in aula, a verbale, dal pulpito della Repubblica. E nella stessa seduta si è consumata la scena che vale un trattato di sociologia: l'onorevole Boldrini indignata perché un collega aveva osato dire "signor presidente" - il maschile, che scandalo - e silente sull'allusione alle ginocchiere. La sentinella del linguaggio monta la guardia sull'articolo e dorme sulla sostanza. Risultato: nel giro di giorni, "ginocchiere" era l'argomento più gettonato sotto i post d'odio contro la premier. Il linguaggio non sale dalla fogna al palazzo. Scende dal palazzo alla fogna. E non è la prima volta. Quando Landini la definì "cortigiana", dalle piazze femministe. Quando la televisione di Stato russa la chiamò con epiteti da postribolo, sempre silenzio. Quando un professore augurò alla figlia di nove anni la fine di Martina Carbonaro e quando un camerunense davanti a una questura fece alla stessa bambina allusioni che non si trascrivono, le piazze che si riempiono per un asterisco rimasero vuote. Il copione non cambia mai: si cambia solo la vittima designata e la si toglie dall'elenco delle donne difendibili. Perché di questo si tratta. Il movimento che vede il patriarcato in una pubblicità, in una desinenza, in una ricetta di cucina, davanti alla prima donna presidente del Consiglio della storia repubblicana - coperta di insulti sessisti, minacciata, con la figlia minorenne nel mirino da tre anni - non ha mai trovato dieci minuti per un presidio. Non una fiaccolata. Non un corteo di Non Una di Meno. Non una riga delle firme che vivono di questo. Dov'era il patriarcato quando serviva davvero? Era in vacanza pure lui? La risposta la conosciamo ed è la stessa che spiega un altro silenzio: quello sulle donne musulmane. Sui matrimoni forzati, sulle mutilazioni, sui niqab imposti alle bambine nelle nostre città, il femminismo militante pratica da anni la medesima sordità selettiva. Le donne velate a forza e la premier detestata condividono lo stesso destino: sono donne sbagliate, la cui oppressione non porta consenso. E allora non esistono. Un femminismo che sceglie quali donne difendere in base alla convenienza non è un movimento di liberazione. È un ufficio stampa con la bandiera sbagliata. Il patriarcato lo vedono ovunque, tranne dove c'è una donna che non gli piace. E ogni giorno di questo silenzio, mentre una madre viene linciata per un traghetto e una bambina cresce sotto scorta digitale, quel silenzio firma. Con nome, cognome e sigla dell'associazione. #Femminismo #Sorellanza #Politica

L'articolo di Dalia Ismail critica la narrazione disumanizzante attorno agli arresti di palestinesi in Italia, sottolineando la mancanza di rispetto per i diritti basilari di queste persone e la complicità di tutta la classe politica, che tratta i palestinesi come criminali e ignora la loro umanità, al punto da negare loro cure mediche adeguate e trasparenza legale. #DirittiBasilari #DetenutiPalestinesi #Disumanizzazione

Per i palestinesi arrestati non valgono i diritti basilari. Ed è tutto normale, non solo per la destra

Leggere in queste ore commenti ignobili e disumani contro Eugenia Roccella è qualcosa che fa rabbrividire. C’è un limite che non dovrebbe mai essere superato, ed è quello del rispetto dovuto alla sofferenza umana. Quando si arriva a colpire una persona e una famiglia in un momento così drammatico, non si è più nel campo dello scontro politico, ma in quello della miseria morale. È anche il frutto di un clima avvelenato che alcuni hanno alimentato per troppo tempo, legittimando odio, disumanizzazione e disprezzo. E questo schifo dovrebbe indignare tutti, senza eccezioni e senza ambiguità. #Rispetto #UmHumanità #Indignazione

L'articolo affronta l'importanza dell'intelligenza artificiale nel cambiare il nostro modo di vivere e lavorare, sottolineando però i rischi legati alla disumanizzazione e alla sostituzione dell'essere umano, mentre invita a una guida responsabile e consapevole di questo progresso attraverso il supporto di istituzioni come la Chiesa, la famiglia e la scuola. #IntelligenzaArtificiale #Cambiamento #Innovazione

Intelligenza artificiale, governare il cambiamento senza subirlo
Il Messaggero May 26

Papa Leone XIV, con la sua enciclica Magnifica Humanitas, lancia un avvertimento contro il potere delle Big Tech e l'intelligenza artificiale, esortando a disarmare questa tecnologia per evitare che diventi uno strumento di dominio e disumanizzazione, richiamando la necessità di quadri giuridici adeguati e una democratizzazione del potere algoritmico. #DisarmareIA #MagnificaHumanitas #BigTech

Papa Leone e il monito della prima enciclica: «Disarmare l'Ia per salvare il mondo»
Il Post May 25

Papa Leone XIV ha pubblicato la sua prima enciclica Magnifica humanitas, dedicata all'intelligenza artificiale, in cui sottolinea l'importanza di governare questa tecnologia per prevenire disuguaglianze e disumanizzazione, esortando i governi a regolarne gli sviluppi e a proteggere i bambini da contenuti inappropriati, mentre richiama l'attenzione sull'equilibrio tra progresso tecnologico e dignità umana. #intelligenzaartificiale #enciclica #LeoneXIV

Un’enciclica sulle intelligenze artificiali
ANSA.it May 25

L'enciclica di Leone XIV, Magnifica Humanitas, richiama l'umanità a mantenere la propria dignità di fronte ai pericoli dell'intelligenza artificiale e della disumanizzazione, avvertendo dell'urgenza di stabilire vincoli etici internazionali, condannando l'industria bellica e le nuove forme di schiavitù, e sottolineando l'importanza di preservare la dignità dei popoli e promuovere il bene comune. #MagnificaHumanitas #DignitàUmana #GiustiziaFraternità

Arriva l'enciclica di Leone XIV. Il messaggio: 'Rimaniamo umani'
L
lastampa.it May 21

L'attivista Giorgio Bonistalli, arrestato un mese fa, ha denunciato il trattamento subito durante la detenzione, affermando di essere stato tenuto a testa in giù per ore, accusando le autorità di volerlo disumanizzare. #Attivismo #Disumanizzazione #Israele

L’attivista fermato un mese fa: “Anche io tenuto per ore a testa in giù. Il loro obiettivo è disumanizzarci”