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#Sottomissione

Mantenendo la possibilità del burqa in italia diamo una mano alla completa soggezione delle donne che lo indossano e che non hanno nemmeno il diritto di mostrare il proprio viso. Non è uno strumento di libertà ma di sottomissione . Tutto questo non c’entra con il rispetto della libertà religiosa . Inoltre vi sono evidenti motivi di sicurezza e possibilità di riconoscere una persona . #Libertà #DirittiUmani #Sicurezza

Il discorso di Guterres è un perfetto e spaventoso manifesto di sottomissione del modello Onu all’islamismo radicale. https://t.co/WMjtKvMhfQ Il segretario generale delle Nazioni Unite ha dimenticato gli houthi, ha rimosso l’Iran, ha minimizzato Hamas, ha demonizzato Israele https://t.co/hnvEWaCA6C #ONU #Islamismo #Guterres #IL #IR #PS #YE #US

Negli Anni 60 - racconta chi era studente allora - i ragazzi in aula erano letteralmente terrorizzati dai professori, che esercitavano il principio di autorità con severità estrema. Attraverso un lungo viaggio, siamo arrivati ai ragazzi che accoltellano i professori in classe, ovviamente riprendendo tutto per postarlo sui social. Era sbagliata la prima impostazione: non si trasmette mai nulla col terrore e con la paura, e autorità non significa sottomissione. Ma se mi dite che il modo in cui abbiamo ridotto le nostre scuole non ha nulla a che fare col declino del Paese, mi faccio una grassa, grassissima risata. #Educazione #Società #Scuola

4/4 Finché, per evitare il minimo rischio, ci si piegherà al volere dei potenti, gli abusi di potere continueranno. In assenza della politica, spero sia un tribunale a fermare questa corsa alla sottomissione preventiva. #AbusoDiPotere #Giustizia #DirittiUmani #Nospecificcountrycodesarementionedinthetweet.

4/4 Finché, per evitare il minimo rischio, ci si piegherà al volere dei potenti, gli abusi di potere continueranno. In assenza della politica, spero sia un tribunale a fermare questa corsa alla sottomissione preventiva. #AbusiDiPotere #Giustizia #Sottomissione #Therearenospecificcountrymentionsinthetweet.

A Trieste vicenda drammatica: una giovane originaria del Bangladesh denuncia le minacce della famiglia e scappa di casa con la sorella minore. La Polizia l'ha portata in una struttura protetta. L'ennesimo terribile caso di sottomissione in certe comunità islamiche: queste https://t.co/3lfzmNI07z #Trieste #dirittiumani #sottomissione #BD #IT

🇪🇸🇲🇦 La sottomissione del governo spagnolo al Marocco è uno dei grandi temi della politica internazionale di Sánchez. 🇪🇭🇺🇳 Accettare il piano marocchino per il Sahara occidentale tradisce un consenso di Stato condiviso da tutte le forze politiche spagnole, di destra e di sinistra, avallato da varie risoluzioni dell’Onu: lì doveva esserci un referendum di autodeterminazione, e la Spagna aveva una responsabilità come amministrazione coloniale. 📲🕵️‍♂️🇲🇦 Ed è un segreto di Pulcinella che lo spionaggio telefonico ai danni del presidente e della ministra della Difesa sia attribuito ai servizi marocchini. 🇪🇸🫩 Non si capisce la passività della Spagna, che consegnò perfino la testa dell’allora ministra degli Esteri González Laya per aver facilitato le cure a un dirigente del Fronte Polisario con documento d’identità spagnolo: tutti i vecchi saharawi ce l’hanno. 🇺🇸🇪🇸 La destra pensa: chissà cosa avranno visto nel telefono del presidente: io penso che semplicemente, nonostante i toni a volte duri con Israele e Stati Uniti, non ha saputo ridefinire i suoi rapporti internazionali. Continuiamo ad avere basi statunitensi, aumentiamo la spesa comprando materiale militare dagli Usa e vendiamo armi a Israele. Me entrevista @lucatbarone para @ilmanifesto https://t.co/3FKfCVfkrK #PoliticaInternazionale #SaharaOccidentale #Spagna

Nulla da invidiare di Barbara Demick è un saggio documentario che esplora la vita in Corea del Nord, analizzando le esperienze di individui che, tra fughe pianificate e paura di delazione, affrontano le difficili dinamiche di sottomissione e resistenza all'interno di un regime autoritario. #CoreaDelNord #Libri #Saggi

Nulla da invidiare, un saggio sulla vita in Corea del Nord tra fughe pianificate e paura di delazione

Scelta di buonsenso in #Portogallo: #burqa e #niqab non sono un simbolo di libertà, sono un simbolo di sottomissione e oppressione della donna. https://t.co/k7WuX3kJCf #Portogallo #burqa #niqab #PT

Con lo scopo di zittirmi pure le associazioni di #donne islamiche mi denunciano. È del tutto evidente il loro scopo: cercare di contrastare chi denuncia le moschee abusive, gli islamisti che vogliono la sharia, la sottomissione di molte donne musulmane. Ma tranquille, io continuo https://t.co/bDsrZapohq #donne #islam #moschee #IT #MA #FR #US

A un certo punto, durante la conferenza stampa di chiusura del vertice NATO di Ankara, ad alzarsi in piedi e a prendere la parola è un eroico giornalista danese. Il suo nome è Rasmus Svaneborg, dell'agenzia di stampa Ritzau. E rivolgendosi direttamente Mark Rutte, segretario generale della NATO e maggiordomo di Trump, gli rivolge una domanda che, in Italia, nessun giornalista avrebbe osato porre: "Mark, lei era seduto accanto a Donald Trump nei momenti in cui ha parlato di conquistare la Groenlandia, si è scagliato contro alleati come la Spagna e ha minacciato di scatenare guerre commerciali: cose che il vecchio Mark Rutte non sembrava approvare. Tutto questo ha qualche effetto sul suo amor proprio quando lei siede lì a fianco a lui e non dice nulla?". Rutte ha risposto così: "Quello che faccio sempre è riconoscere il merito quando è dovuto. E credo che dovremmo dare merito a Donald Trump, perché la NATO è molto più forte". Aveva davanti una domanda sul proprio rispetto di sé. Ha scelto di elogiare l'uomo che minaccia di annettersi il territorio di un Paese alleato. Ecco. In una sala gremita di potenti, davanti al capo della NATO e alla sua corte, un cronista danese ha dimostrato cosa voglia dire davvero la parola coraggio. E ha chiesto conto della sottomissione a chi la pratica ogni giorno con il sorriso. Immaginate la stessa scena in Italia. Un nostro cronista che si alza e chiede a un potente se, a furia di annuire, gli sia rimasto un briciolo di rispetto di sé. 92 minuti di applausi per Rasmus Svaneborg. Un giornalista danese ha appena dato una lezione di mestiere a un'intera categoria #NATO #Giornalismo #Coraggio

Donald Trump ha subito una sconfitta notevole a Versailles, con ritorsioni fallimentari sulla politica iraniana, mentre i leader europei, come Emmanuel Macron, lo applaudivano, dimostrando una continua sottomissione alla sua figura nonostante la gravità della situazione. #DonaldTrump #Iran #Geopolitica

Sconfitta monumentale per Trump a Versailles, ma i cortigiani non gli chiederanno conto della realtà

perché nessuna delle famiglie si è fatta giustizia? o forse 250.000 vittime sono solo quelle le cui famiglie non hanno reagito? a che tipo di scontro di civiltà stiamo assistendo? subire la barbarie è "tolleranza" o empatia suicida? e chi lo nega non è forse parte di una precisa strategia di sottomissione e cancellazione della civiltà postcristiana? #Giustizia #ScontriDiCiviltà #Empatia

“Lukashenko ha detto che era ora che i presidenti di Ucraina e Bielorussia si incontrassero... ed è arrivata Sviatlana Tsikhanouskaya”. Ho preso spunto da questo interessante episodio, perché l’invito ufficiale a Kiev per la leader dell’opposizione bielorussa in esilio, considerata dalla comunità internazionale la legittima vincitrice delle elezioni del 2020, non è solo un assist alla Bielorussia democratica. È un capolavoro di "trolling" geopolitico. Una mossa di judo comunicativo che trasforma la minaccia del regime di Minsk, che proprio in questi mesi si presta a esercitazioni nucleari congiunte con Mosca, in una barzelletta da social network. Dietro la risata c’è infatti una strategia precisa, che per la prima volta nella storia della Russia di Putin sta mettendo a nudo i limiti strutturali della macchina d'informazione di Mosca. Per decenni, la Russia ha dominato lo spazio post-sovietico (e non solo) attraverso una dottrina di guerra d'informazione basata sulla saturazione, sul cinismo e sul terrore psicologico. La propaganda del Cremlino è rigida, verticale, solenne. Si nutre dei lunghi e cupi monologhi storici di Vladimir Putin, delle minacce nucleari apocalittiche di Dmitry Medvedev e dei talk-show televisivi urlati da megafoni di regime. È una comunicazione che esige rispetto o, in alternativa, paura. L'Ucraina ha capito che rispondere a questa narrazione con lo stesso tono accorato e burocratico sarebbe stato un suicidio comunicativo. Kiev ha così introdotto nel conflitto il linguaggio del XXI secolo: la decentralizzazione, l'ironia "memetica" e l'immediatezza. Quando Lukashenko si è offerto come mediatore, l'Ucraina non ha risposto con un freddo comunicato del Ministero degli Esteri. Ha usato il paradosso. Invitare Tsikhanouskaya significa dire al mondo, in modo chiaro e comprensibile a chiunque, che Lukashenko è un usurpatore senza legittimità. Il potere autoritario sa come gestire la rabbia o la sottomissione, ma si ritrova del tutto disarmato di fronte a chi decide di prenderlo in giro. L'episodio Tsikhanouskaya è solo l'ultimo capitolo di una strategia che ha radicalmente ribaltato i rapporti di forza comunicativi. Dai selfie in strada di Zelensky fatti nelle prime ore di invasione per smentire le notizie sulla sua fuga, fino alla documentazione meticolosa dell’impatto sui civili della guerra di terrore russa o ai successi delle azioni di guerra, ottenuti attraverso l’impiego di nuove tecnologie, ad evidenziare le differenze tra una macchina bellica offensiva russa costruita sulla retorica di grandi missili e bombardamenti a tappeto sulle città, e quella difensiva, agile, basata su invenzioni domestiche, capaci di bucare le difese della presunta superpotenza. La stessa nascita della NAFO (North Atlantic Fella Organization), un esercito decentralizzato di utenti web che, a colpi di ironia e immagini di cani Shiba, neutralizza quotidianamente i bot e i troll russi sui social è in questo senso un fenomeno emblematico. Questa agilità comunicativa serve a un duplice scopo. All'interno, mantiene alto il morale di una popolazione sotto le bombe, trasformando la resilienza in orgoglio. All'esterno, garantisce il supporto di parti delle opinioni pubbliche occidentali altrimenti esposte alla disinformazione di Mosca, traducendo una complessa e tragica guerra di logoramento in una narrazione universale di Davide contro Golia, dove Davide ha il volto di trenta-quarantenni spigliati e determinati, mentre il gigante non è solo cattivo, ma ha anche tutta la goffaggine di una spietata ed autoreferenziale gerontocrazia. C’è quindi, di conseguenza, anche un problema di velocità. La macchina della propaganda russa è una burocrazia pesante: per reagire a un imprevisto ha bisogno di direttive che scendano dall'alto. La comunicazione ucraina, invece, agisce in tempo reale, con l'elasticità di una start-up. A qualcuno questa guerra nella guerra potrà sembrare un dettaglio, ma in realtà non lo è. Perché soprattutto su questo terreno si gioca il sostegno del quale l’Ucraina ancora gode a livello internazionale. E dall’esito di questa battaglia dipende almeno in parte la possibilità di trasformare la vittoria di Kyiv in un trionfo del mondo libero. Vale a dire l’opportunità di bloccare ogni possibile via di fuga al regime morente di Vladimir Putin, cui non sarà possibile spacciare per pareggio una sconfitta che appare sempre più catastrofica e quindi sfuggire al destino che attende (quasi) tutti i più sanguinari dittatori della storia. #Ucraina #Bielorussia #Geopolitica

Donald Trump ha bocciato la risposta dell'Iran a una proposta di pace degli Stati Uniti definendola "totalmente inaccettabile", mentre l'Iran ha replicato che non ha alcuna intenzione di compiacere l'amministrazione americana e ha rifiutato il piano statunitense poiché lo considera come una forma di sottomissione. #Trump #Iran #Pace

Trump definisce "totalmente inaccettabile" la risposta dell'Iran
la Repubblica May 10

Sarah Borruso, ex fidanzata di Alberto Genovese, condannata a due anni, ha parlato a Verissimo del suo passato, esprimendo vergogna per le sue azioni e raccontando la sua esperienza in un libro che esplora la sua travolgente relazione con Genovese, caratterizzata da sottomissione e un ambiente malsano, oltre a sottolineare le sue responsabilità in merito agli eventi giudiziari che l'hanno coinvolta, mentre cerca di ricostruire la propria vita e libertà. #AbuseSurvivor #PersonalGrowth #Accountability

Sarah Borruso, ex di Alberto Genovese: "Terrazza sentimento era un sistema collaudato e degradante"