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#clickbait

Comincia l’ondata di caldo annunciata. Da domani seguiremo l’evoluzione giorno per giorno, con la sola bussola della professionalità scientifica, senza titoli altisonanti, senza toni apocalittici e senza trasformare ogni aggiornamento in clickbait. Nelle prossime ore aria molto calda di origine subtropicale continentale raggiungerà la Sardegna, con valori a 850 hPa davvero elevati, compresi tra +25 e +27°C. Ricordo che 850 hPa corrispondono indicativamente a circa 1500 metri di quota. Anche il versante tirrenico inizierà a essere interessato da correnti più calde, con isoterme sempre a 850 hPa comprese tra +21 e +24°C. Caldo meno intenso, invece, sulle aree orientali della Penisola. Domani le temperature massime potranno raggiungere i 38°C nelle zone interne della Sardegna. Sulla Pianura Padana occidentale e al Nord-Est avremo valori in genere tra 32 e 34°C, fino a 36°C sull’Emilia-Romagna. Massime tra 34 e 37°C sulle regioni tirreniche e nelle zone interne della Sicilia, mentre lungo i versanti adriatici i valori resteranno più contenuti, generalmente tra 30 e 34°C. Ventilazione moderata al Nord-Est e al Centro-Sud, soprattutto sui versanti adriatici. Possibile instabilità pomeridiana sulle Alpi orientali. Il caldo va preso sul serio e proprio per questo non va trasformato in spettacolo. I dati informano, il terrore vende ed io scelgo i dati. #caldo #meteo #clima

@Agenzia_Ansa "In arrivo un'ondata di caldo intensa" era troppo poco per il clickbait e allora si va con "fiammata di calore". "lunga 15 giorni": Da quando sono diventati un sito di stregoneria e profezie? #Caldo #Meteo #Notizie

Pisałem wczoraj, że w ukraińskim segmencie YouTube od mniej więcej tygodnia jest pompowana fala antypolskich wywiadów i nagrań, pod wyjątkowo prymitywnymi clickbaitami. Ale w tej ewidentnie sponsorowanej przez kogoś kampanii jest jeden wielki nieobecny - Siły Zbrojne Ukrainy. Na żadnym ukraińskim kanale wojskowym, a śledzę z pół setki, nie pojawił się żaden antypolski fejk czy bredzenie o tym, że "Polska nie pomaga Ukrainie". Być może właśnie dlatego, że oni wiedzą z pierwszej ręki, że jest inaczej. A z Toronto, Berlina czy nawet Kijowa nie zawsze to widać. #Ukraina #YouTube #Polska

Il meteo a 10-15 giorni non è falso, è fragile. La previsione meteorologica non è astrologia, nasce da fisica, modelli numerici, satelliti e radiosondaggi però l’atmosfera è un sistema caotico. Vuol dire che un piccolo errore nello stato iniziale, magari sulla posizione di una saccatura, sull’intensità di un promontorio, sull’umidità disponibile o sulla traiettoria di una goccia fredda, può amplificarsi giorno dopo giorno, per questo l’attendibilità cala con la distanza temporale. Indicativamente, entro 24-48 ore siamo spesso su valori molto alti, anche 90-95% per il quadro generale. A 72 ore la previsione resta buona, ma i dettagli locali iniziano già a pesare, tra 96 e 120 ore entriamo in una fascia più delicata, 60-75%, dipende dalla situazione. A 144 ore, cioè 6 giorni, siamo spesso al limite tra previsione e tendenza, può esserci un segnale utile, ma non sempre abbastanza solido per parlare di temperature precise, temporali su singole zone o svolte nette. Oltre i 7-10 giorni l’attendibilità può scendere facilmente sotto il 30-40%, soprattutto sui dettagli, ecco perché io difficilmente vado oltre le 144 ore. Non per prudenza eccessiva ma per rispetto della meteorologia. Se oltre quella soglia compaiono segnali chiari, coerenti tra più modelli e confermati da più corse, allora si può parlare di tendenza importante ma trasformare una mappa a 240 ore in una previsione certa, città per città, grado per grado non è divulgazione, è clickbait con una carta meteo in mano. #Meteo #Previsione #Meteorologia

Artykuł opisuje, jak media, korzystając z modelu biznesowego skoncentrowanego na kliknięciach, manipulują naszą uwagę poprzez clickbaity i algorytmy, co prowadzi do zniekształcenia postrzegania rzeczywistości, ale jednocześnie podaje sposoby na świadome poruszanie się w tym cyfrowym chaosie. #media #clickbait #koncentracja

Jak media walczą o Twoją uwagę i co na tym tracisz?

Het is warm in Europa. Meteen klinkt weer: "klimaatverandering". Meteoroloog Chris Martz wijst op een veel simpelere verklaring: een hardnekkig omega-blok in de straalstroom dat hete Saharalucht naar Europa voert. Voor het weer: luister naar meteorologen, niet naar sensationele clickbait van media. #Klimaat #Weer #Klimaat #Weer #Meteorologie

Die große Traurigkeit, wenn es ohne Clickbait nicht mehr geht. 1. Es sind in den letzten Tagen schon ganz viele Rekorde gefallen an einzelnen Orten. 2. Der deutschlandweite Junirekord fällt noch nicht heute. Er wird vielleicht morgen fallen, ganz sicher am Samstag und dann nochmal neu am Sonntag, wenn wahrscheinlich ein neuer Allzeitrekord für alle Monate aufgestellt wird. #Clickbait #Rekorde #Traurigkeit

Il caldo dell’anno scorso è già sparito dalla memoria. In questi giorni l’ondata di caldo al Nord Italia è intensa, fastidiosa, in alcune zone anche molto pesante ma non è un evento senza precedenti recenti. Il mio discorso è ovviamente riferito alla nostra Penisola e non ad altre zone d'Europa, come la Francia Centro-Occidentale dove ci sono decine di record di caldo mensile. Appena un anno fa, nel giugno 2025, il Nord Italia aveva già vissuto una fase molto simile, e in alcuni dati perfino più notevole. Quel mese chiuse in Italia secondo solo al giugno 2003, con uno scarto di circa +3 °C sulla media 1991-2020. Al Nord l’anomalia fu ancora più marcata, +3,38 °C, anche in questo caso seconda solo al 2003. In Piemonte fu il secondo giugno più caldo degli ultimi 68 anni. A Milano ci furono ben 27 notti tropicali, più del giugno 2003. Alla Capanna Margherita, a 4554 metri, si misurarono 9,5 °C, mentre lo zero termico superò i 5000 metri sulle Alpi. Addirittura qualche media in modo maldestro tentò di attribuire al caldo il collasso parziale dell'insegna "generali" sulla torre Hadid a Milano. Il punto a cui voglio arrivare non è dire che il caldo attuale sia normale perchè non lo è. Al Nord Italia siamo 7-9 °C sopra la media del periodo e non è assolutamente normale. Il punto è dare una scala a quello che stiamo vivendo perchè vedo, da alcuni titoli dei media principali, che la situazione sta sfuggendo velocemente di mano. Per stabilire se questo giugno sarà il più caldo della serie, o più caldo di quello dello scorso anno, serviranno i dati definitivi di inizio luglio e fino ad allora, titoli come "la peggiore ondata di caldo di sempre" o “la peggiore dal 2003” sono più narrazione che meteorologia. Spesso un’ondata di caldo ci sembra "mai vista"anche perché abbiamo già archiviato quella dell’anno prima. Il caldo attuale va preso sul serio proprio per questo non va raccontato a sentimento, né trasformato in clickbait per inseguire qualche visualizzazione in più. Vedremo a inizio luglio cosa diranno i dati ma fino ad allora, trasformarla nella "peggiore di sempre" non è informazione meteorologica è fare titolo prima ancora di avere una misura. #Caldo #Metereologia #Italia

Volete un'evidenza del fanatismo da clima? L'account di Marco M.M., meteorologo abbastanza noto qui, è sotto attacco perché ha adottato uno stile più divulgativo, scientifico, rifuggendo lo stile allarmista da clickbait che molti siti meteo adottano (e che lui stesso a volte aveva). Ora preferisce spiegare le cose, invece di spargere terrore. Ebbene, la setta è partita all'unisono, a testa bassa, dandogli del negazionista, cosa che lui non è nemmeno lontanamente, basta leggere i suoi post. #climatechange #science #communication

"Nessun media o sito esagera il messaggio" è notevole. Quindi i vari Caronte, Lucifero, Cerberus, forni ventilati e non, weekend infernali, apocalissi africane, 50°C percepiti sparati senza contesto, 85 °C sulle superfici di Milano erano tutti sobri esercizi di comunicazione scientifica o semplicemente abstract dell’IPCC. Che siamo invasi dal clickbait evidentemente è una mia "invenzione". Prendo nota. #Comunicazione #Clickbait #Scienza

Abbiamo più mappe, più modelli, più dati eppure spesso il meteo viene raccontato con meno meteorologia. C’è una cosa preziosa nella vecchia scuola meteo di Bernacca, Baroni e Caroselli, l’abitudine a guardare il tempo come un quadro d’insieme, non come una somma di fattori isolati. Allora non c’erano le mappe colorate di oggi, non c’erano gli spaghi a portata di telefono, non c’erano app aggiornate continuamente, eppure si provava a spiegare il tempo partendo dalla circolazione atmosferica, alte e basse pressioni, isobare, fronti, correnti, masse d’aria, traiettorie delle perturbazioni. Non era solo "farà caldo" o "pioverà". I fenomeni atmosferici venivano illustrati, si spiegava da dove arrivava l’aria, quale traiettoria avrebbe seguito, quali zone sarebbero state più esposte e quali più riparate, perché una perturbazione sarebbe riuscita a entrare meglio al Nord o perché un anticiclone avrebbe protetto il Mediterraneo per più giorni. Il numero finale, la temperatura o la pioggia prevista, arrivava dopo era la conseguenza di un ragionamento. Oggi abbiamo strumenti molto più avanzati e dati molto più raffinati, ma spesso il racconto pubblico del meteo si è impoverito. Si prende un fattore, lo si isola, lo si mette nel titolo e tutto il resto scompare. Una massima, una minima, un colore rosso o blu su una carta, una percentuale di pioggia, un bollino, una singola corsa modellistica, tutto diventa più immediato, ma anche più fragile. La buona divulgazione dovrebbe tornare lì, non solo dire che cosa succederà, ma spiegare perché, il tempo atmosferico non è mai un dato buttato lì è una storia fatta di aria che si muove, pressioni che cambiano, correnti che deviano, mari che mitigano, rilievi che amplificano, città che trattengono calore. Serve una meteorologia più leggibile, capace di far capire senza titoli urlati e scorciatoie fuorvianti perché quando il meteo diventa solo spettacolo e clickbait, il pubblico non capisce e si divide di più. #meteo #meteorologia #clima

Quando una massa d’aria calda si sposta di 200-300 km piu' ad ovest, non cambia solo una mappa, cambia il senso della previsione. Da giorni molti siti stanno annunciando con largo anticipo una nuova ondata di caldo molto intensa sull’Italia, spingendosi spesso fino a valori massimi previsti a 7-10 giorni di distanza mentre io ho preferito predicare prudenza. Non perché il caldo non arrivi, da giovedì 18 giugno il contributo subtropicale continentale tenderà ad aumentare e una fase calda ci sarà, soprattutto su alcune aree del Paese come il Nord Italia. Una cosa però è dire che aumenterà il caldo, un’altra è fissare già oggi intensità, durata e valori massimi come se fossero già scritti nei libri della storia della meteorologia. Le carte aggiornate di GFS ed ECMWF mostrano un lieve-moderato cambiamento rispetto alle scorse emissioni, la parte più intensa della risalita calda viene ora spostata più a ovest, verso la Penisola Iberica e il Mediterraneo occidentale, l’Italia resta coinvolta, ma in modo meno diretto rispetto ad alcune uscite precedenti. Questo è esattamente il motivo per cui, quando si parla di temperature locali, preferisco non andare oltre le 120-144 ore. Le ondate di caldo hanno spesso una predicibilità migliore rispetto ad altri fenomeni, è vero, ma le temperature al suolo restano una grandezza delicata, dipendono da molteplici fattori come isoterme in quota, geopotenziali, ventilazione, umidità, copertura nuvolosa, urbanizzazione e posizione reale dell’asse anticiclonico. Se a dieci giorni un modello disegna 40°C, non significa che quei 40°C vadano immediatamente trasformati in titolo apocalittico clickbait. Questo discorso vale soprattutto quando una risalita anticiclonica dipende dalla traiettoria di una goccia fredda in quota posizionata tra le Azzorre e la Penisola Iberica. Si può attendere con prudenza ed attendere non significa nascondere o minimizzare ma significa rispettare l'incertezza del caos atmosferico. Il problema è che una parte della comunicazione meteorologica ha preso la strada opposta, arrivare prima, gridare più forte, occupare l’attenzione prima ancora che la previsione maturi, così però la meteorologia perde autorevolezza perché non nasce per alimentare apprensione ed ansia per dieci giorni. Nasce per leggere l’atmosfera, dichiarare i margini di incertezza e trasformare una previsione in informazione utile. La meteorologia non deve arrivare prima di tutti, deve arrivare bene. #Meteo #Caldo #PrevisioniMeteorologiche

El actor Simu Liu sale en defensa de Hudson Williams a través de comentarios, respuestas y publicaciones en su cuenta de Threads pues reconoce que Hudson está pasando por una campaña de odio racista. Primero, reaccionó a una publicación de BuzzFeed que promocionaba un artículo negativo contra Hudson destacando una cita controversial en la que pide que dejen de "excusarlo" y lo hagan "rendir cuentas". Simu: Para una organización que se ha vuelto sinónimo del clickbait, que nunca crece, nunca evoluciona, nunca tiene un momento de autoconciencia y simplemente sigue publicando basura sensacionalista y repugnante como esta, esto es simplemente triste. Dejen de ensañarse con las personas racializadas por absolutamente nada. No es de extrañar que su salida a bolsa (IPO) fracasara de forma tan miserable. A estas alturas están al mismo nivel que TMZ. En su propia cuenta publicó: Así que tengo este trauma muy específico relacionado con personas en internet que inventan cosas sobre mí y las convierten en una enorme campaña de odio, como ocurrió cuando empecé a hacerme conocido. Comencé a notar ciertos patrones cada vez que personas racializadas tenían un momento de visibilidad. Sucedía como un reloj, una y otra vez, y ahora lo estoy viendo de nuevo. Internet está loco. Hay personas malintencionadas por todas partes. Si estás aquí, ten cuidado. Sé inteligente. 🤍 También respondió a una persona que dijo "Lamento mucho que hayas pasado por eso." Simu: Nah, no te preocupes, ahora estoy bien. Pero me niego rotundamente a quedarme de brazos cruzados y permitir que eso les suceda a otras personas. #StopRacism #SupportEachOther #StandAgainstHate

Marco M.M. Jun 6

Il caldo non ha sempre lo stesso passaporto. Dire "anticiclone" non basta. Il problema nasce quando ogni anticiclone estivo viene raccontato come "fiammata africana". La meteorologia serve proprio a distinguere, non a usare sempre la stessa etichetta. C’è il subtropicale marittimo, più vicino all’Anticiclone delle Azzorre, spesso con caldo più moderato e atmosfera più mobile e c’è il subtropicale continentale, quello delle risalite più calde, molto afose, quando la configurazione richiama aria dal Sahara o dalla zona subsahariana. Sembrano dettagli ma in realtà sono la differenza tra una normale fase estiva e un’ondata di caldo strutturata. Chiamare tutto "Africa" non è divulgazione è pigrizia comunicativa e quando diventa sistematico, il confine con il clickbait si fa molto sottile. #meteo #clima #caldo

e mais: ABSOLUTAMENTE TUDO o que vocês falam aqui no twitter reflete diretamente na recepção do trabalho da taylor. as revistas só esperam uma brecha para fazer clickbait’s usando a própria opinião de vocês contra a taylor e os swifties. então, por favor, sejam cautelosos. #TaylorSwift #Swifties #Clickbait

Tadek Solarz May 27

Observaties vanuit het riool Volgens Volkskrant-hoofdredacteur Pieter Klok is X een “open riool”. Wie er nog zit, draagt volgens hem bij aan een medium dat “de democratie ondermijnt”. Vertrek zou daarom de enige oplossing zijn. Ik zit inmiddels zestien jaar op dat platform. Lang genoeg om te zien hoe het verruwde. Maar ook lang genoeg om te weten dat die verruwing niet op sociale media begon. De omslag zag ik eind jaren negentig al bij de traditionele media. Tot die tijd bestond er een duidelijke scheiding tussen redactie en commercie. Journalisten maakten journalistiek, advertenties waren herkenbaar als advertenties. Abonnementen en reclame financierden samen de krant. Artikelen hoefden geen emoties op te pompen of permanent aandacht vast te houden. Journalisten konden gewoon hun werk doen. Dat veranderde toen uitgevers ontdekten hoeveel advertentiegeld bij tussenpartijen bleef hangen. Kranten gingen advertenties zelf verkopen en langzaam vervaagde de grens tussen commercie en redactie. Partnercontent, branded journalism, native advertising. De lezer mocht steeds vaker zelf raden wat onafhankelijk was en wat niet. Daar begon de erosie van het gezag van de dagbladen. Niet bij Elon Musk, maar op de eigen redactievloer. Daarna maakte internet het oude model definitief kapot. Advertenties verdwenen, oplages daalden en journalistiek alleen bleek online onvoldoende rendabel. Artikelen moesten verkeer trekken. Koppen werden harder, emoties winstgevender, verontwaardiging een verdienmodel. Clickbait wordt graag toegeschreven aan sociale media, maar traditionele media hebben het uit economische noodzaak zelf grootgemaakt. Sociale platforms maakten het proces later zichtbaarder en extremer, maar de toon was toen al gezet. Columnisten moesten scoren, meningen moesten circuleren, morele profilering werd onderdeel van het businessmodel. De traditionele media legden zelf de infrastructuur van het huidige riool aan. Woorden die ooit met grote terughoudendheid werden gebruikt, zoals fascisme, nazi, genocide en ondermijning van de democratie, zijn in opiniestukken en columns steeds normaler geworden als morele kwalificaties in gewone politieke discussies. Dagbladen speelden daarin een belangrijke rol door die taal te legitimeren en te normaliseren. Vanuit die institutionele autoriteit verspreidde die verruwing zich verder via talkshows, politiek en sociale media. Ik kom uit een generatie waarin zulke termen met terughoudendheid werden gebruikt. Tegenwoordig volstaat afwijken van de morele consensus binnen delen van de kwaliteitsmedia soms al om in de buurt van “fascisme” terecht te komen. Daar wringt het Volkskrant-commentaar. De morele verhevenheid waarmee over grote groepen mensen wordt gesproken, maakt van een analyse al snel een sociaal oordeel. X is een “riool”, reacties zijn “drek”, gebruikers worden impliciet tegenover verstandige burgers geplaatst. Dat zijn geen observaties meer maar sociale etiketten. Daar spreekt niet alleen afkeer van een platform uit, maar ook wantrouwen tegenover het vermogen van gewone mensen om zelf onderscheid te maken tussen onzin en waarheid. Wat ontbreekt is zelfreflectie. Traditionele media hebben zelf meegebouwd aan de cultuur die zij nu veroordelen. Aan de toon, de verontwaardiging en de morele profilering. De dagbladen hebben een deel van hun gezag verkwanseld door journalistieke afstand en objectiviteit steeds vaker in te ruilen voor moreel opportunisme. Vertrek van X is de enige manier om ondermijning van de democratie te stoppen | de Volkskrant https://t.co/734D65Dk1B #journalisme #democratie #media

Patrik Nacher Mar 20

Uzavřený kruh v praxi ⬇️⬇️⬇️ „Přesně podle Kremlu. Ve světě si všímají chystaného českého zákona o zahraničních subjektech,” hlásí headline @novinkycz. Co se však čtenář nejen z clickbaitového titulku, ale ani z textu samotného nedozví? Autorkami oněch „zahraničních” textů (Euractiv, Politico), do jejichž nadpisů byla klíčová slova „Kreml” a „český zákon” (způsobem nekriticky přebírajícím styl nadpisu článku @SeznamZpravy) zakomponována, jsou české novinářky Aneta Zachová a Ketrin Jochecová. A třešinka na dortu - druhá jmenovaná pracovala coby mluvčí na ministerstvu vnitra v době, kdy mu šéfoval Vít Rakušan… Poměrně zásadní kontext, který však Novinky manipulativně opomněly. Suma sumárum: Seznam zprávy napíše článek ▶️ převezme jej Euractiv a Politico ▶️ Novinky následně napíšou, že už o tom píší i v zahraničí 🤷‍♂️ https://t.co/7O0HIt6Bsi -