AS - Il Bernabéu è terra di fenomeni soprannaturali. Alcuni indimenticabili. Tutti inspiegabili. Una buona Inter si è sparata due volte da sola, mentre il Real Madrid ha assistito quasi compiaciuto al suicidio nerazzurro, ha poi sprecato la possibilità di dilagare e ha finito addirittura per chiedere quanto manca. Per lunghi tratti, infatti, la squadra di Mourinho ha ricordato quella degli ultimi due anni. È il momento di festeggiare poco una vittoria importante e di analizzare molto, perché senza un’altra prestazione memorabile di Courtois la festa non sarebbe stata possibile. Il portiere belga è stato il principale garante del successo madridista all’esordio nella sua competizione. L’Inter farà fatica a spiegarsi questa sconfitta. Ha gestito la partita, ha dominato il Madrid in diverse fasi e ha costruito occasioni importanti, ma sbagliare due volte al Bernabéu costa carissimo. E il Real, dal canto suo, farà altrettanta fatica a capire come abbia finito per soffrire, dopo aver avuto la possibilità di fare una goleada pur senza giocare bene, quando la partita era ormai diventata completamente folle. Il primo tempo è stato quasi paranormale. L’avvio del Real è stato gelido: pressione troppo blanda, uscita palla imprecisa, centrocampo dominato da quello nerazzurro, soprattutto da Barella. Per l'Inter un suicidio da manuale. E una partita sempre più inspiegabile. Il Madrid si è ritrovato lanciato senza quasi essersi sporcato le mani, a parte quelle di Courtois, che sembravano immerse nell’acqua santa, e con una gara ormai aperta, terreno ideale per le sue frecce offensive. Dopo il gol di Carlos Augusto, al Bernabeu si è diffuso il panico. Una vittoria tanto necessaria quanto poco rassicurante #RealMadrid #Inter #ChampionsLeague






