Natalia Paragoni, influencer di 28 anni, ha iniziato la sua quarta seduta di chemioterapia per il linfoma di Hodgkin, condividendo il momento con il compagno Andrea Zelletta, che la sostiene durante il suo difficile percorso di cura. #LinfomaDiHodgkin #Chemioterapia #SostegnoFamiliare

Leggo tanti paragoni di #Haaland con #Vieri però, con tutto il rispetto per Bobone, é già andato molto oltre a qualsiasi cosa abbia fatto lui in carriera. Per impatto su una nazione storicamente poco avvezza al calcio, qui siamo ai livelli di #Puskas. 25 anni, già leggenda. #Haaland #Calcio #Leggenda
Il centimetro nella Storia di Larissa. Quel centimetro in più rispetto a Fiona. Quel record italiano che è sempre stato più grande di lei, in tutti i sensi. Perché non era nemmeno nata quando mamma Fiona May volava a 7,11 metri il 22 agosto del 1998 agli Europei di Budapest. Larissa viene al mondo nel 2002, con l'atletica ha un rapporto di diffidenza, se ne respira troppo in casa tra madre e padre, Gianni Iapichino ex azzurro del salto con l'asta, non ne vuole proprio sapere. Da ragazzina vuole trovare una sua strada, è riservata, non sopporta i compagni di scuola che la prendono in giro per lo spot delle merendine girato quando aveva quattro anni, una pubblicità familiare che piace a tutta Italia ma non a lei. Preferisce dedicarsi per otto anni alla ginnastica, fino a quando da sola, in autonomia, sceglie di rispondere al richiamo dell'atletica che aveva lasciato in un angolo del cuore. Si sente matura, per saltare ma soprattutto per reggere il confronto con una madre supercampionessa. Sa che il paragone glielo rinfacceranno tutti, inevitabile, ma sa di avere le difese per affrontarlo. Perché è introversa ma non vuol dire che non sia forte. Larissa porta avanti la bandiera della sua generazione, ragazzi e ragazze che non ambiscono ad essere supereroi, che abbracciano le fragilità come parte della normalità, che soprattutto non si pongono limiti. Successi e delusioni, sorrisi e lacrime, stati di euforia e dubbi di autostima. Ha attraversato tutto negli ultimi anni la 23enne Iapichino, quando non si allena tuffa la testa nei libri universitari, la facoltà di Giurisprudenza l'ha scelta per vedersi in futuro un avvocato che difende i diritti. Con la stessa determinazione con cui si è trovata a difendere il rapporto con papà Gianni allenatore, perché nessuno deve permettersi di intromettere nei loro bisticci familiari, smorfie e dinamiche generazionali che di solito restano chiuse dentro il portone delle nostre case ma che per loro diventano pubblici davanti alle telecamere. Perché in pochi sanno che a 18 anni Larissa voleva smettere con il salto in lungo, fino al giorno in cui è andata dal padre a muso duro: io continuo a saltare solo se decidi di allenarmi tu. Larissa è tanto timida quanto "fumìna", in toscano, nelle poche volte in cui sa alzare la voce. La Diamond League è casa sua, ha vinto due volte il Diamante nel lungo (2024, 2025). Era destino che la misura più importante della sua vita (fino ad ora) la trovasse in un Meeting di Diamond League. Proprio a Eugene sull’Hayward Field, lo stadio culla dell'atletica americana, dove sono nate le scarpe sportive che fanno parte del nostro abbigliamento quotidiano, in quell'America che lei ha puntato come obiettivo ai Giochi di Los Angeles 2024 dopo i 9 centimetri che le hanno negato il bronzo a Parigi 2024. Aveva un conto in sospeso con quella stessa pedana che le aveva regalato una grossa delusione mondiale a 20 anni, nel 2022 finì fuori dalla finale iridata. Come avversaria principale la stella Tara Davis-Woodhall, oro olimpico e mondiale, una star mediatica insieme al marito Hunter atleta paralimpico, a differenza di Larissa che è single e i social li usa con il misurino. Vince l'americana, salta 7,13. Per la Iapichino la misura record è al primo salto: 7,12. Arriva dietro Tara per un centimetro. Ma con lo stesso centimetro di differenza supera mamma Fiona. Il record italiano resta in famiglia. I paragoni continueranno ad esserci, inevitabilmente, ma le sue spalle sono diventate forti e spioventi per lasciarsi scivolare il rumore delle voci. Un nuovo punto di partenza e non di arrivo. Il record italiano di Larissa, un centimetro per la (sua) Storia, di campionessa e figlia. 📷 @atleticaitalia #Atletica #RecordItaliano #Sportivi
Natalia Paragoni ha condiviso la sua esperienza di lotta contro il linfoma di Hodgkin su Instagram, mostrando i capelli rasati dopo la chemioterapia e rivelando che preferisce riferirsi alle sue infusioni piuttosto che usare il termine chemio, mentre affronta la malattia diagnosticata all'ottavo mese di gravidanza della sua seconda figlia. #NataliaParagoni #LinfomaDiHodgkin #Chemioterapia

Natalia Paragoni, influencer seguita da milioni di persone, condivide la sua difficile esperienza con il linfoma di Hodgkin, diagnosticato durante la gravidanza e affrontato con coraggio e determinazione dopo il parto, trovando forza nel supporto della sua famiglia e dei suoi follower. #LinfomaDiHodgkin #Cura #Maternità

Recap #CobolliZverev Tempo di lettura: match di Arnaldi (Scusate. È andata così.) Zverev vince il Roland Garros. Quattro anni fa lo avevamo visto lasciarsi cadere nello stesso angolo e con le stesse mani sul volto, ma dal dolore. Tutti gli infortuni sono brutti, ma alcuni di più: per come arrivano e quando. Nadal era avanti un set, ma niente era già scritto sullo Chatrier. Sascha era all’apice della forma ed è crollato tutto. Dopo il lento recupero e il ritorno ai vertici, sulla sua strada ha trovato Sinner e Alcaraz, inespugnabili come una fortezza medievale. In un terribile deja-vu, era di nuovo il migliore fra gli umani. Colui che poteva ottenere quasi tutto. E il “quasi”, nello sport, logora più di qualunque altra cosa. Suonava come una beffa, visto che Madre Natura gli aveva fatto molti doni, tra i quali la fisicità e un rovescio benedetto. Gli aveva donato anche il diabete, però, e per molte persone i suoi traguardi hanno un significato che trascende il tennis. Zverev con tenacia ha colto la sua occasione. Si lascia cadere per terra e con lui cade dal suo sguardo un peso gigantesco: la paura di non farcela mai. La sua vittoria però ha contrariato molti per due motivi. Il primo è un tema impossibile da trattare in poche righe, scomodo come sedersi su un divano di pelle ad agosto. Lo metto qui come centrotavola: le sue vicende personali. Se il processo in tribunale alla fine non si è tenuto, la discussione pubblica invece sì. La mancanza di una sentenza ha reso inevitabile una zona grigia, che ciascuno - per fortuna - colora con i propri principi e la propria morale. Il secondo è più leggero ed è basato sul caposaldo che senza Sinner e Alcaraz non sia un torneo omologato. Si sprecano i paragoni con la finale dell’anno scorso, però mi sembra un tantino insensato paragonare la battaglia tra la Flotta Ribelle e la Morte Nera a una partita di tennis. Non lo so, fate voi. La verità è che da quando esiste il gioco della pallacorda, le dispute sui draw facili sono importanti solo per i tifosi di quelli che non hanno vinto. Dannato Soderling. La storia, che non tifa nessuno, invece ricorda solo uno slam in saccoccia. Tornando alla partita. Dall’altra parte della rete c’era Flavio Cobolli. L’esordio in una finale slam si fa sentire e il primo set scappa via. Poi ritrova fiducia, conquista un break, rivolge gli occhi al cielo e immaginiamo con chi stia parlando. Il muro azzurro dietro di lui lo aiuta a lottare come un leone e vince il quarto set: noi in purezza. Perde al quinto: sempre noi in purezza. Adriano Panatta arriva sul palco della premiazione. Mentre il pubblico lo celebra con applausi scroscianti, guarda Flavio seduto in panchina, sorride e gli fa un occhiolino. Per me, quel decimo di secondo è stato il momento più bello della finale: l’affetto discreto di chi sa cosa significa. Magari Adriano stava salutando un amico suo in seconda fila, ma che ci importa di rovinare una bella storia con la verità. Flavio, goditi il momento e l’ingresso in top10. La bellezza di tutte le prime volte è credere che non saranno le ultime. #tennis #rolandgarros #tennis #RolandGarros #Zverev
Natalia Paragoni, influencer italiana de 28 años, ha revelado que fue diagnosticada con linfoma de Hodgkin durante su octavo mes de embarazo, enfrentando esta dura noticia con el apoyo de su familia mientras se prepara para un nuevo viaje de tratamiento tras el nacimiento de su hija Beatrice. #Cáncer #LinfomaDeHodgkin #Embarazo

Natalia Paragoni, influencer e ex volto di Uomini e donne, ha affrontato la diagnosi di linfoma di Hodgkin, annunciata sui social durante l'ottavo mese di gravidanza, condividendo il momento del taglio dei capelli prima della chemioterapia insieme al compagno Andrea Zelletta, dopo la nascita della loro secondogenita Beatrice. #NataliaParagoni #LinfomaDiHodgkin #Chemioterapia

Natalia Paragoni, influencer e compagna di Andrea Zelletta, ha rivelato di essere affetta da linfoma di Hodgkin, diagnosticato mentre era all'ottavo mese di gravidanza, e ha iniziato la chemioterapia dopo la nascita della figlia Beatrice, condividendo con i suoi follower le sue paure e la determinazione di combattere per le sue bambine. #linfomaDiHodgkin #chemioterapia #forzaMaterna

Natalia Paragoni ha rivelato su Instagram di aver ricevuto la diagnosi di linfoma di Hodgkin all'ottavo mese di gravidanza, e dopo il parto della figlia Beatrice ha iniziato la chemioterapia, sostenuta dall'amore della famiglia e determinata a combattere per le sue bambine. #LinfomaDiHodgkin #Chemioterapia #Maternità

👀🇹🇷🗣️Kenan Yildiz in un'intervista a GQ Magazine: “La realtà che vivo pggi è anche più bella dei miei sogni d'infanzia. La maglia numero 10 della Juventus non è una maglia qualsiasi. Lo senti fin dal primo momento, perché conosci la storia e i giocatori che l'hanno indossata prima. Non voglio sempre pensare al peso di questa maglia, perché devo essere me stesso in campo. Ma sono consapevole di dover dare sempre qualcosa in più quando la indosso. La scelta della Juventus è stata basata anche sulla fiducia. Sapevo che questa squadra avrebbe dato una direzione forte alla mia carriera. La Juventus credeva nel mio potenziale e mi offriva un percorso in cui potevo crescere passo dopo passo. Torino e la Juventus hanno un posto molto speciale nella mia vita: ho trovato il posto giusto per crescere. Voglio essere ricordato come uno che ha sempre dato tutto, dentro e fuori dal campo. Non voglio solo essere qualcuno con cui fare paragoni: voglio lasciare un segno autentico alla Juventus, alla Turchia e a tutti quelli che hanno creduto in me". #Juventus #Calcio #Football
Uwaga, trzymajcie się. Urzędnik z Izby Skarbowej w Gdańsku przyszedł zjeść pizzę. Zamówił pizzę z krewetkami, zjadł ją, poprosił o rachunek, a po wszystkim wyciągnął legitymację. Na paragonie zwrócił uwagę, że pizza została objęta 8% VAT-em. Problem w tym, że żyjemy w Polsce i według przepisów pizza z krewetkami podlega innej stawce VAT niż zwykła pizza. XD Mimo próśb urzędnik ukarał właściciela mandatem w wysokości 2500 zł, po czym wyszedł. Tak władza dba o naszą, polską przedsiębiorczość. Panie Domański, dumny jest Pan z siebie? #VAT #podatki #przedsiębiorczość
Giada Bocellari: “Oliva non tiri in ballo la madre di Stasi, non glielo consento. È stata offesa ingiustamente e non ha mai replicato. Non paragoni la madre di Stasi con la madre di Sempio, non sono sullo stesso piano. NON C’È PROPRIO GARA” GIADA 🔥🔥🔥 #mattino5 #garlasco https://t.co/OVniozldUK #GiadaBocellari #Stasi #controversia