Ponad 81 proc. Polaków doświadczyło rozbieżności między ceną promocyjną na półce a ceną na paragonie, co podważa zaufanie do sklepów i wskazuje na rosnącą złożoność promocji. #promocje #handel #ceny

#Gasperini a @SkySport: “Il paragone tra #Baresi e #Balerdi? Quando mi vengono fatte queste domande capita che mi vengano delle associazioni spontanee, e quando le faccio vado sempre a cercare le caratteristiche dei migliori giocatori mai esistiti. La settimana prima mi avevano chiesto chi mi ricordasse Malen e avevo detto Milito. Con Balerdi ho detto Baresi, perché per caratteristiche, ma ovviamente non per livello assoluto, Balerdi mi ricorda quelle di Franco: la velocità con cui Baresi andava a recuperare certe situazioni di pericolo, l'intensità con cui andava sui contrasti, la sicurezza con cui impostava il gioco. Baresi era avanti trent'anni rispetto ai suoi colleghi, ma apparteneva a un calcio molto diverso da quello di oggi. È in questo mix di modernità e di qualità antiche che vedo la somiglianza. Mi piace fare questi paragoni anche con i ragazzi, per rendere loro l'idea di cosa possono ancora diventare” #Calcio #SerieA #Gasperini
Większość Polaków doświadczyła rozbieżności między ceną promocyjną a tą na paragonie, co pokazuje nowe badanie, potwierdzające, że sklepy często oszukują klientów w kwestii promocji. #promocje #zakupy #oszustwa

Quanto accade in Germania é un sintomo di un decennio di scelte miopi sia sul piano politico che industriale. Colpisce, ad esempio, vedere questo video del 2017 in cui l’allora Ceo di Volkswagen, Matthias Müller, liquidava Tesla, invitando a non fare paragoni con la casa automobilistica tedesca. Anche se tutt’oggi i numeri di produzione restano distanti, Tesla ha finito con il ridefinire il modello automobilistico, tanto che poi VW si è messa a inseguire sull’elettrico, in ritardo, mentre Musk è già entrato nella fase di riuscire a buttare giù i prezzi, mantenendo la qualità. Oggi Volkswagen soffre e taglia posti di lavoro e questo video di 9 anni ricorda un po’ quando il ceo di Nokia sorrideva di fronte a chi gli chiedeva cosa pensasse del fatto che Apple stava lanciando un telefono e per di più senza tastiera. Temo che il problema europeo sia più di lungimiranza che strutturale, di mancanza di visione del mondo che verrà, anzi, che è già qui. #Volkswagen #Tesla #Innovazione
Con la cessione di Leao si chiude definitivamente il lungo capitolo dei paragoni con i “vincenti” del gruppo Inter di questi anni. Kessié. Theo Hernandez. Bennacer. Leao. (Dimentico qualcuno sicuramente) Tutti finiti in leghe minori, mentre dall’altra parte si continuava a vincere. Alla fine il campo ha certificato tutto: la superiorità nerazzurra di questi anni è stata impietosa. #Inter #SerieA #Calcio
Chivu: "Non faccio paragoni tra Spence e Dumfries, ognuno ha caratteristiche diverse. Abbiamo scelto le caratteristiche che ci servono, Spence ha margini di miglioramento, lui sa che entra a far parte di un gruppo che vuole dominare ancora" https://t.co/khqGHqqDXM #Calcio #Inter #Calciomercato
Sara Curtis, tornata in Italia dopo aver vinto l'oro nei 50 metri dorso agli europei di Parigi con un record del mondo, si è dichiarata soddisfatta dei suoi risultati e ha commentato i paragoni con Federica Pellegrini, affermando che sebbene sia un confronto pesante, lo considera un onore, ricevendo anche i complimenti da Jannik Sinner. #SaraCurtis #FedericaPellegrini #Nuoto

Natalia Paragoni, influencer di 28 anni, ha iniziato la sua quarta seduta di chemioterapia per il linfoma di Hodgkin, condividendo il momento con il compagno Andrea Zelletta, che la sostiene durante il suo difficile percorso di cura. #LinfomaDiHodgkin #Chemioterapia #SostegnoFamiliare

Leggo tanti paragoni di #Haaland con #Vieri però, con tutto il rispetto per Bobone, é già andato molto oltre a qualsiasi cosa abbia fatto lui in carriera. Per impatto su una nazione storicamente poco avvezza al calcio, qui siamo ai livelli di #Puskas. 25 anni, già leggenda. #Haaland #Calcio #Leggenda
Il centimetro nella Storia di Larissa. Quel centimetro in più rispetto a Fiona. Quel record italiano che è sempre stato più grande di lei, in tutti i sensi. Perché non era nemmeno nata quando mamma Fiona May volava a 7,11 metri il 22 agosto del 1998 agli Europei di Budapest. Larissa viene al mondo nel 2002, con l'atletica ha un rapporto di diffidenza, se ne respira troppo in casa tra madre e padre, Gianni Iapichino ex azzurro del salto con l'asta, non ne vuole proprio sapere. Da ragazzina vuole trovare una sua strada, è riservata, non sopporta i compagni di scuola che la prendono in giro per lo spot delle merendine girato quando aveva quattro anni, una pubblicità familiare che piace a tutta Italia ma non a lei. Preferisce dedicarsi per otto anni alla ginnastica, fino a quando da sola, in autonomia, sceglie di rispondere al richiamo dell'atletica che aveva lasciato in un angolo del cuore. Si sente matura, per saltare ma soprattutto per reggere il confronto con una madre supercampionessa. Sa che il paragone glielo rinfacceranno tutti, inevitabile, ma sa di avere le difese per affrontarlo. Perché è introversa ma non vuol dire che non sia forte. Larissa porta avanti la bandiera della sua generazione, ragazzi e ragazze che non ambiscono ad essere supereroi, che abbracciano le fragilità come parte della normalità, che soprattutto non si pongono limiti. Successi e delusioni, sorrisi e lacrime, stati di euforia e dubbi di autostima. Ha attraversato tutto negli ultimi anni la 23enne Iapichino, quando non si allena tuffa la testa nei libri universitari, la facoltà di Giurisprudenza l'ha scelta per vedersi in futuro un avvocato che difende i diritti. Con la stessa determinazione con cui si è trovata a difendere il rapporto con papà Gianni allenatore, perché nessuno deve permettersi di intromettere nei loro bisticci familiari, smorfie e dinamiche generazionali che di solito restano chiuse dentro il portone delle nostre case ma che per loro diventano pubblici davanti alle telecamere. Perché in pochi sanno che a 18 anni Larissa voleva smettere con il salto in lungo, fino al giorno in cui è andata dal padre a muso duro: io continuo a saltare solo se decidi di allenarmi tu. Larissa è tanto timida quanto "fumìna", in toscano, nelle poche volte in cui sa alzare la voce. La Diamond League è casa sua, ha vinto due volte il Diamante nel lungo (2024, 2025). Era destino che la misura più importante della sua vita (fino ad ora) la trovasse in un Meeting di Diamond League. Proprio a Eugene sull’Hayward Field, lo stadio culla dell'atletica americana, dove sono nate le scarpe sportive che fanno parte del nostro abbigliamento quotidiano, in quell'America che lei ha puntato come obiettivo ai Giochi di Los Angeles 2024 dopo i 9 centimetri che le hanno negato il bronzo a Parigi 2024. Aveva un conto in sospeso con quella stessa pedana che le aveva regalato una grossa delusione mondiale a 20 anni, nel 2022 finì fuori dalla finale iridata. Come avversaria principale la stella Tara Davis-Woodhall, oro olimpico e mondiale, una star mediatica insieme al marito Hunter atleta paralimpico, a differenza di Larissa che è single e i social li usa con il misurino. Vince l'americana, salta 7,13. Per la Iapichino la misura record è al primo salto: 7,12. Arriva dietro Tara per un centimetro. Ma con lo stesso centimetro di differenza supera mamma Fiona. Il record italiano resta in famiglia. I paragoni continueranno ad esserci, inevitabilmente, ma le sue spalle sono diventate forti e spioventi per lasciarsi scivolare il rumore delle voci. Un nuovo punto di partenza e non di arrivo. Il record italiano di Larissa, un centimetro per la (sua) Storia, di campionessa e figlia. 📷 @atleticaitalia #Atletica #RecordItaliano #Sportivi
Natalia Paragoni ha condiviso la sua esperienza di lotta contro il linfoma di Hodgkin su Instagram, mostrando i capelli rasati dopo la chemioterapia e rivelando che preferisce riferirsi alle sue infusioni piuttosto che usare il termine chemio, mentre affronta la malattia diagnosticata all'ottavo mese di gravidanza della sua seconda figlia. #NataliaParagoni #LinfomaDiHodgkin #Chemioterapia

Natalia Paragoni, influencer seguita da milioni di persone, condivide la sua difficile esperienza con il linfoma di Hodgkin, diagnosticato durante la gravidanza e affrontato con coraggio e determinazione dopo il parto, trovando forza nel supporto della sua famiglia e dei suoi follower. #LinfomaDiHodgkin #Cura #Maternità

Recap #CobolliZverev Tempo di lettura: match di Arnaldi (Scusate. È andata così.) Zverev vince il Roland Garros. Quattro anni fa lo avevamo visto lasciarsi cadere nello stesso angolo e con le stesse mani sul volto, ma dal dolore. Tutti gli infortuni sono brutti, ma alcuni di più: per come arrivano e quando. Nadal era avanti un set, ma niente era già scritto sullo Chatrier. Sascha era all’apice della forma ed è crollato tutto. Dopo il lento recupero e il ritorno ai vertici, sulla sua strada ha trovato Sinner e Alcaraz, inespugnabili come una fortezza medievale. In un terribile deja-vu, era di nuovo il migliore fra gli umani. Colui che poteva ottenere quasi tutto. E il “quasi”, nello sport, logora più di qualunque altra cosa. Suonava come una beffa, visto che Madre Natura gli aveva fatto molti doni, tra i quali la fisicità e un rovescio benedetto. Gli aveva donato anche il diabete, però, e per molte persone i suoi traguardi hanno un significato che trascende il tennis. Zverev con tenacia ha colto la sua occasione. Si lascia cadere per terra e con lui cade dal suo sguardo un peso gigantesco: la paura di non farcela mai. La sua vittoria però ha contrariato molti per due motivi. Il primo è un tema impossibile da trattare in poche righe, scomodo come sedersi su un divano di pelle ad agosto. Lo metto qui come centrotavola: le sue vicende personali. Se il processo in tribunale alla fine non si è tenuto, la discussione pubblica invece sì. La mancanza di una sentenza ha reso inevitabile una zona grigia, che ciascuno - per fortuna - colora con i propri principi e la propria morale. Il secondo è più leggero ed è basato sul caposaldo che senza Sinner e Alcaraz non sia un torneo omologato. Si sprecano i paragoni con la finale dell’anno scorso, però mi sembra un tantino insensato paragonare la battaglia tra la Flotta Ribelle e la Morte Nera a una partita di tennis. Non lo so, fate voi. La verità è che da quando esiste il gioco della pallacorda, le dispute sui draw facili sono importanti solo per i tifosi di quelli che non hanno vinto. Dannato Soderling. La storia, che non tifa nessuno, invece ricorda solo uno slam in saccoccia. Tornando alla partita. Dall’altra parte della rete c’era Flavio Cobolli. L’esordio in una finale slam si fa sentire e il primo set scappa via. Poi ritrova fiducia, conquista un break, rivolge gli occhi al cielo e immaginiamo con chi stia parlando. Il muro azzurro dietro di lui lo aiuta a lottare come un leone e vince il quarto set: noi in purezza. Perde al quinto: sempre noi in purezza. Adriano Panatta arriva sul palco della premiazione. Mentre il pubblico lo celebra con applausi scroscianti, guarda Flavio seduto in panchina, sorride e gli fa un occhiolino. Per me, quel decimo di secondo è stato il momento più bello della finale: l’affetto discreto di chi sa cosa significa. Magari Adriano stava salutando un amico suo in seconda fila, ma che ci importa di rovinare una bella storia con la verità. Flavio, goditi il momento e l’ingresso in top10. La bellezza di tutte le prime volte è credere che non saranno le ultime. #tennis #rolandgarros #tennis #RolandGarros #Zverev
Natalia Paragoni, influencer italiana de 28 años, ha revelado que fue diagnosticada con linfoma de Hodgkin durante su octavo mes de embarazo, enfrentando esta dura noticia con el apoyo de su familia mientras se prepara para un nuevo viaje de tratamiento tras el nacimiento de su hija Beatrice. #Cáncer #LinfomaDeHodgkin #Embarazo

Natalia Paragoni, influencer e ex volto di Uomini e donne, ha affrontato la diagnosi di linfoma di Hodgkin, annunciata sui social durante l'ottavo mese di gravidanza, condividendo il momento del taglio dei capelli prima della chemioterapia insieme al compagno Andrea Zelletta, dopo la nascita della loro secondogenita Beatrice. #NataliaParagoni #LinfomaDiHodgkin #Chemioterapia

Natalia Paragoni, influencer e compagna di Andrea Zelletta, ha rivelato di essere affetta da linfoma di Hodgkin, diagnosticato mentre era all'ottavo mese di gravidanza, e ha iniziato la chemioterapia dopo la nascita della figlia Beatrice, condividendo con i suoi follower le sue paure e la determinazione di combattere per le sue bambine. #linfomaDiHodgkin #chemioterapia #forzaMaterna
