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On August 12, 2026, a partial solar eclipse will be visible in some areas of Italy, with a maximum of 95% obscuration in the North, while the total phase will be observable in Spain, Iceland, and Greenland, providing an opportunity for both the public to witness this natural spectacle and for scientists to study the solar corona. (translated)

12 agosto, come godersi il grande spettacolo dell’eclisse

La fine della piazza? Perché il potere ha paura della nostra voce collettiva Provate a chiudere gli occhi e ad ascoltare il battito dei nostri centri urbani. Un tempo, il suono di una piazza era un caos vitale: l’odore acre del mercato, il riverbero dei passi sul selciato, il brusio incessante che diventava boato durante le assemblee spontanee. Oggi, quel suono è stato sostituito da un silenzio igienizzato. Le piazze sono diventate "zone di transito", spazi regolamentati dove la vitalità è concessa solo se programmata. Abbiamo trasformato l’agorà in un museo a cielo aperto, privandola della sua funzione ancestrale: essere il luogo dell’assembramento, la sede fisica della volontà collettiva. Ma cosa succede a una società quando la sua voce non trova più un’eco tra le pietre della città? La Piazza come specchio dell’identità e del potere La piazza non è mai stata un vuoto urbanistico, ma un palcoscenico di tensioni necessarie. È lo spazio del "clash", dove i monumenti e i palazzi dell’opulenza — con le loro facciate solenni e distaccate — sono costretti ad affacciarsi sulla vitalità quotidiana del popolo. Questa convivenza tra la fredda stabilità del potere e il calore transitorio dello scambio commerciale e umano è ciò che chiamiamo identità.È in questo attrito che nasce la democrazia visibile. La piazza permette al cittadino di esistere fisicamente davanti ai simboli dell'autorità, ricordando a chi sta nei palazzi che il potere non è un’entità astratta, ma un mandato che deve rispondere a corpi in carne e ossa. Quando questa dualità svanisce, la piazza smette di essere il cuore della comunità e diventa una semplice scenografia per il controllo. L’illusione dell’ordine: quando le regole proteggono il potere Oggi ci viene venduta una narrazione rassicurante: quella del decoro e della sicurezza. Eppure, grattando la superficie, emerge una distinzione inquietante tra il "rispetto delle regole civili" e la mera difesa del potere acquisito. Il contenimento della libera espressione non è quasi mai un atto di civiltà, ma una strategia di autoconservazione.Questo accade con forza brutale quando chi governa si ritrova sprovvisto dell’investitura della maggior parte del popolo . In assenza di una reale legittimazione democratica, il potere diventa fragile e, per sopravvivere, deve erigere argini. L'ordine imposto non serve a proteggere il cittadino, ma a proteggere il palazzo dalla piazza. La regolamentazione ossessiva dello spazio pubblico è il sintomo di un'autorità che, non potendo più convincere, sceglie di recintare. Il fattore paura: l’imprevedibilità della folla Perché la piazza spaventa chi siede ai vertici? Perché è l'unico luogo in cui avviene quella che possiamo definire la "forza che somma" . Nell'isolamento digitale, siamo atomi manipolabili; ma nella vicinanza fisica, la realtà riprende il sopravvento sulla narrazione mediata. La piazza è un "reality check" collettivo: guardando gli altri negli occhi, ci si rende conto che il dissenso non è un'anomalia marginale, ma un sentimento condiviso.In questo spazio, la manipolazione della realtà operata dall'alto crolla improvvisamente. La folla è imprevedibile, non risponde a uno script, non può essere "disattivata" con un clic."La piazza spaventa — perché la voce che vi si raccoglie non si può controllare."Questa incontrollabilità è, paradossalmente, la forma più pura di libertà. È il momento in cui la voce cessa di essere un dato statistico e diventa una forza fisica, un'energia che il potere non può filtrare né mediare Conclusione: quale spazio per la libertà domani? Mentre le piazze fisiche vengono svuotate e recintate, ci viene detto che la nuova agorà è il web. Ma possiamo davvero fidarci? La tecnologia agisce spesso come un mediatore invisibile, un algoritmo progettato per contenere la nostra voce in camere dell'eco dove il boato si riduce a un sussurro solitario. La forza fisica di una piazza gremita non ha equivalenti digitali: l'asfalto non mente, lo schermo sì.La sfida del nostro tempo non è solo politica, ma esistenziale. Dobbiamo chiederci se siamo disposti a barattare il calore e il rischio della presenza fisica con la comodità di un dissenso mediato e contenuto.Siamo pronti a reclamare il nostro spazio nelle piazze, o accetteremo di scambiare il ruggito della folla con l'eco solitaria di uno schermo, lasciando che la nostra voce venga arginata per sempre?

@rachele_caps Tu scherzi? Chi lavora con il pubblico è a rischio ogni giorno. Troppe teste folli in giro. #sicurezza #lavoro #pubblico

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On August 2, 1980, the Bologna massacre struck a crowded public place, becoming an emblematic episode of the strategy of tension perpetrated by fascists, while the judiciary worked to shed light on the perpetrators and the context, contributing to a resurgence of democracy after the failures of the past. (translated)

Strage di Bologna, alla storia segue la magistratura

Nel messaggio d'addio a Franco Baresi, Alessandro Del Piero ha aggiunto una frase che ha incuriosito tutti: "39 volte grazie. Gli juventini capiranno". 🌹🙏🏻 Il riferimento va dritto al 1990. Il Milan è a Bruxelles per l'andata dei quarti di Coppa dei Campioni contro il Malines. Lo stadio scelto è l'Heysel, lo stesso della tragedia del 1985, quando persero la vita 39 tifosi della Juventus. Nonostante il divieto di qualsiasi cerimonia ufficiale, Baresi decise, insieme all'allora direttore organizzativo Paolo Taveggia, di far preparare 39 rose e portarle sotto la Curva Z, tra i fischi del pubblico belga. Nessun proclama, nessuna telecamera: solo una breve preghiera e il silenzio di chi capiva davvero il peso di quel momento. eurosport Ecco a cosa si riferiva Del Piero. Ecco perché un capitano juventino, a distanza di 36 anni, ha voluto ricordarlo proprio così. 💙 #Calcio #SerieA #FrancoBaresi #Calcio #SerieA #Juventus

Alle 10.25 l’orologio della stazione di Bologna è fermo da quarantasei anni. Ottantacinque morti, più di duecento feriti, una sala d’aspetto di seconda classe in un sabato di partenze.   Due giorni dopo cade l’anniversario dell’Italicus. Quattro agosto 1974, dodici morti in galleria a San Benedetto Val di Sambro. Prima c’era stata piazza Fontana, diciassette morti nel dicembre del 1969. Piazza della Loggia a Brescia, 28 maggio 1974, otto morti sotto la pioggia durante un comizio antifascista. Gioia Tauro, sei morti. Peteano, tre carabinieri saltati in aria. La questura di Milano, quattro morti. Un elenco che quasi nessuno ricorda per intero, e già questo è una vittoria postuma di chi le bombe le ha messe.   Non sono opinioni. Sono sentenze passate in giudicato. Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, i NAR. Fioravanti, Mambro, Ciavardini, Cavallini, Bellini. Licio Gelli e la P2 per i depistaggi. Tutto questo arriva dopo il tentativo di golpe Borghese del dicembre 1970, la notte in cui un pezzo di apparati dello Stato provò a prendersi il paese.   Il metodo aveva un nome tecnico: strategia della tensione. Funziona così. Si semina terrore tra gente qualunque, si aspetta che la paura produca domanda di ordine, si incassano leggi più dure, più controllo, più repressione. La bomba non serve a uccidere quelle ottantacinque persone. Serve a spaventare i cinquanta milioni rimasti vivi.   Adesso la parte scomoda.   Guardate cosa è successo in questi giorni a Ceuta. Migliaia di persone partite a nuoto da Castillejos, i corpi che il mare continua a restituire davanti al frangiflutti del Tarajal. Ottantaquattro finora, sessantasette recuperati dalla Guardia Civil e altri diciassette dalle autorità marocchine, e il conteggio non è chiuso. Al centro della reazione politica del nostro governo non ci sono stati quei morti. C’è stato il ripristino dei controlli alle frontiere con la Spagna per un mese, il vocabolario della “minaccia ibrida”, il richiamo al terrorismo. Il dramma trasformato in materia prima entro ventiquattr’ore. In Spagna peninsulare, va detto, non è arrivato nessuno.   La tecnica cambia. La logica no. Allora il terrore veniva prodotto con le bombe. Oggi la paura viene alimentata trasformando ogni tragedia in un’emergenza permanente. Cambiano gli strumenti, resta l’idea che una società impaurita sia più disponibile a rinunciare a libertà, diritti e garanzie in cambio della promessa di sicurezza.   Nel 1980 a pagare erano i pendolari di Bologna, con un nome, una faccia, una foto sul giornale. Oggi pagano corpi senza documenti che il mare restituisce a pezzi o non restituisce affatto. Quei morti finiscono per diventare funzionali a una narrazione politica fondata sull’emergenza permanente.   Dal 2014 a oggi l’Organizzazione internazionale per le migrazioni conta più di trentamila persone morte o disperse nel Mediterraneo. Nessuna commissione d’inchiesta. In compenso decreti sicurezza, CPR, accordi con la Libia, centri in Albania.   Gli eredi politici del MSI governano oggi il Paese. È legittimo chiedersi se abbiano davvero reciso ogni continuità culturale con quella tradizione oppure se ne abbiano semplicemente sostituito gli strumenti. Se ieri il consenso passava attraverso la paura delle bombe, oggi passa attraverso la paura dello straniero. Cambia il nemico, cambia il metodo, resta la funzione politica della paura al centro del discorso pubblico.   Mattarella oggi ha detto che la strategia neofascista voleva distruggere libertà e democrazia. Ha usato il passato. Io, quel passato, non riesco ancora a vederlo. #Memoria #DirittiUmani #Politica

The criminal #bengvir often says in public what his boss and accomplice #netanyhau thinks and does in private. Yesterday's statements, in which he uses the events in Ceuta for a direct attack on the European Union, are not happening by chance and should make us reflect on the relationships. (translated)

The criminal #bengvir often publicly conveys what his leader and accomplice #netanyhau thinks and does in private. Yesterday's statements, in which he uses the events in Ceuta for a direct attack on the European Union, are not coincidental and should make us reflect on the relationships between (translated)

Domenico De Felice, a doctor and commentator, criticizes the constant increase in public expenditure allocated to private healthcare in Italy, which reached 28.7 billion euros in 2024, hoping for greater political attention to the public sector and the protection of the National Health Service. (translated)

28,7 miliardi al privato: vorrei tanto che la politica si concentrasse sul pubblico puro in sanità
ANSA.it 5d

The public prosecutor has requested an immediate trial for Carmelo Cinturrino, a former policeman accused of the premeditated murder of Abderrahim Mansouri, which took place on January 26, with aggravating circumstances related to the violation of public official duties, while an investigation remains ongoing regarding over 30 charges against him, including drug trafficking and extortion. (translated)

Il pm: 'Cinturrino a processo immediato per l'omicidio di Mansouri'

Ennesima decisione che insegue la cronaca e della quale non risultano dimostrati i requisiti previsti dalle norme europee, a partire dalla proporzionalità, principio con cui il nostro Governo sembra avere un rapporto complicato. Il ripristino dei controlli sarebbe legittimo solo se l’Italia comprovasse un rischio concreto o imminente di movimenti secondari verso il nostro Paese; una minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna; l’insufficienza di misure meno restrittive, come cooperazione, scambio di informazioni e controlli di polizia; e un impatto sui viaggiatori regolari non eccessivo rispetto ai risultati attesi. Ma la misura appare anche poco utile. I controlli sugli arrivi diretti dalla Spagna possono essere elusi transitando per altri Paesi Schengen, ammesso che le persone entrate a Ceuta vogliano davvero raggiungere l’Italia. Per rendere il sistema impermeabile bisognerebbe estendere le verifiche a molte altre provenienze, con evidente sproporzione rispetto al risultato. Come sempre, al Governo sembra interessare soprattutto la scenografia, più della legittimità e dei risultati concreti. #Europa #Sicurezza #Governo

Martedì 4 agosto, alle ore 11.00, si terranno i funerali del nostro Capitano, Franco Baresi. La cerimonia funebre avrà luogo presso la Basilica di Sant'Ambrogio a Milano e sarà aperta al pubblico, nel rispetto della capienza disponibile. The funeral of our Captain, Franco Baresi, will take place on Tuesday, 4 August, at 11:00 CEST. The ceremony will be held at the Basilica di Sant'Ambrogio in Milan and will be open to the public, subject to the church's capacity. #FrancoBaresi #Funerali #Milano

The article by Giorgio Cremaschi denounces European colonial stubbornness that addresses the migrant issue with repressive measures and walls, while emphasizing how the massive migration towards Ceuta is the result of political and geopolitical decisions, ignoring human suffering and turning the issue into a public order problem, thus fueling racism and fascism. (translated)

A Ceuta tutta la miseria e l’ottusità colonialista dell’Europa

The article discusses the disaster of public green management in Rome, highlighting the desolation of Piazza Risorgimento and the criticisms aimed at the Environment Councillor, Sabrina Alfonsi, who tries to defend the choices of the Junta despite the deterioration of public spaces and the failure to implement projects for urban forests. (translated)

Tormentone alberi a Roma: la toppa della Giunta è peggiore del buco
ANSA.it 5d

Live concerts have become a powerful engine for cultural tourism in Italy, generating over 11 million overnight stays and an economic impact of 4.3 billion euros, with a strong shift in the audience organizing trips around musical events rather than being motivated by the destinations themselves. (translated)

Anche i concerti spingono il turismo, fino a 11 milioni di pernottamenti
pap1pap 5d

Perfetto. Il punto però è che a questi della loro posizione legale non frega un accidente. Non interessa essere "eleggibili" come ricorrenti. L'obiettivo è lo "schema Pioli"... Mettiamola in caciara. Buttiamo un sasso nello stagno e vediamo se un'onda incontra un obnubilato dal tifo. È il subliminale. Teoricamente l'opposizione non dovrebbe essere nemmeno letta. "Chi la propone ne ha titolo? No." Cestinata. Ma loro sperano che subliminalmente si insinui il tarlo del dubbio da tifoso. Sperano che qualcuno legga tuttosport e in ogni caso cercano di provocare la sommossa con argomentazioni risibili e pure da avanspettacolo. Del resto il "pubblico di riferimento" è quello che se qualcuno scrive: "La Pinetina non è dell'Inter" in centinaia gli vanno dietro... e se produci la visura catastale magari ti rispondono "Fake, fatta da AI". E tra 2 anni ci sarà ancora qualcuno che dirà "neanche la pinetina è vostra" esattamente come ancora adesso gente parla di 1 miliardo di debiti o spara minchiate anche in tv e regolarmente smentite dati alla mano, su sponsor inesistenti. L'obiettivo non è legale, l'obiettivo è "metterla in caciotta". #Calcio #Opinioni #Tifo

La sua ultima volta a casa sua, a San Siro, dove si sentiva amato e sicuro. Quando gli propongono di essere uno dei tedofori alla Cerimonia di apertura dei Giochi di Milano Cortina, risponde: "Siete sicuri? Guardate che non sono tanto in forma". Il 6 febbraio 2026 Franco Baresi si presenta al Meazza, c'è già Beppe Bergomi che lo aspetta. Quella camminata con la torcia tra le dita è un orgoglio: "Contiene la storia dello sport, e un po' anche quella della civiltà umana. Mai provato una cosa simile. È stato pazzesco, mi tremavano le gambe e forse anche la mano". Quando entrambi passano la torcia a Anna Danesi, capitana delle azzurre del volley, Franco fa un passo indietro e cerca la mano di Beppe, per essere aiutato e sorretto. Nei nostri occhi non ci sono colori, derby o tifo diversi, non ci sono le Champions e nemmeno Pasadena 1994. Ci sono il Capitano e lo Zio. C'è la famiglia italiana del calcio, e anche della vita. Insieme. Il suo ultimo e potente messaggio pubblico. Ciao Franco, leggenda e leader in campo, uomo gentile e attento fuori. 6 per Sempre #Sport #Calcio #Olimpiadi

Il senatore Calenda è un corrotto pagato dalla CIA? Carlo Calenda mi perseguita da quattro anni, accusandomi di essere un "propagandista del Cremlino" e affidandomi il compito di trovare le prove per dimostrare di non esserlo. Ma io non posso difendermi da questa accusa, semplicemente perché non sono un propagandista del Cremlino, con cui non ho mai avuto alcun contatto. Non avendo mai avuto contatti con il Cremlino, non ho documenti per dimostrare di non avere contatti con il Cremlino. Quindi, l'unico modo che ho di difendermi da questa brutale aggressione - che Calenda guida contro di me usando i suoi parlamentari e il suo partito al gran completo - è di usare contro Calenda la stessa tecnica che egli usa contro di me. La mia affermazione è questa: Calenda è un corrotto al servizio della CIA. Lascio che sia Calenda a esibire le prove di non essere un corrotto al servizio di una potenza straniera. Con questo paradosso, che chiamo il paradosso di "Calenda il gran corrotto" o il paradosso di "quel gran corrotto di Calenda", ho voluto rendere evidente che, se tutti usassimo i metodi di Azione, la società libera morirebbe e il dibattito pubblico diventerebbe soltanto una rissa irrazionale. A partire da questo momento, prendo il seguente impegno: ogni volta che un parlamentare di Azione dirà che sono un propagandista del Cremlino, scriverò sui miei social: CALENDA È UN CORROTTO AL SERVIZIO DELLA CIA. #Calenda #Corruzione #Politica

President Mattarella criticized the Meloni government for its delay in the reform of Rai, emphasizing the urgency of complying with the new European regulations that guarantee the editorial independence of public service, and denouncing the current proposal as a maintenance of the status quo that does not respect these rules. (translated)

Rai, i richiami di Mattarella smentiscono la (non) riforma del governo: “L’Ue chiede indipendenza editoriale del servizio pubblico”
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#garlasco Su denuncia della famiglia #Poggi, il #Garante della #Privacy ha multato @zona_bianca e @redazioneiene per questa immagine. La stessa immagine del corpo di Chiara che vediamo qui, con tanto il logo di @QuartoGrado sul corpo. Se lo fa la trasmissione "dalla nostra" va tutto bene e non lede la dignità della figlia. Questo significa usare la figlia Chiara come pretesto per punire solo l'informazione che non condanna Alberto #Stasi e cerca la verità, ed è molto triste. Ma il pubblico se ne accorge, e ancora una volta, la multa che pensavate avrebbe spaventato tutti, non fa altro che convincerci ancora di più che "c'è del marcio in Danimarca" e ci spinge ad andare sempre più a fondo. Grazie sempre a tutti voi che credete nel mio lavoro 💛 #Giustizia #LibertàDiStampa #Verità