“Quando una persona malata chiede l’accesso al suicidio medicalmente assistito, il Servizio sanitario nazionale deve verificare le sue condizioni in modo completo e tempestivo”
“Quando una persona malata chiede l’accesso al suicidio medicalmente assistito, il Servizio sanitario nazionale deve verificare le sue condizioni in modo completo e tempestivo”
Su Coco Gauff ho una mia personale teoria: è stato costruito su di lei un tennis basato sulle caratteristiche più evidenti - fisico, esplosività, potenza - invece che intorno a ciò che sa fare con maggiore naturalezza. In fondo, trasformare una ragazza con qualità da bombardiera in una bombardiera era la cosa più ovvia da fare. Perché la scuola americana è fatta così e il mondo sarà sempre orfano delle sportellate di Serena, che pure non aveva le sue doti atletiche. Coco è una giocatrice difensiva e di contrattacco. La parte nel mezzo, quella della costruzione, ha spesso un ruolo sacrificato. Ma andando a guardare, è in questo che, per me, c’è qualcosa che stride. Nel contrattacco soffre di quell’impugnatura di dritto estrema. Le permette di generare moltissimo spin, ma la rende fallosa perché è più sensibile agli errori di timing e posizione. Problemi di timing li ha da sempre anche nel servizio, costruito per essere una big server che non è. Certo, quando servizio e dritto funzionano è potentissima, ma è talmente poco affidabile che una riflessione la suscita. Col rovescio, invece - il suo colpo più naturale al quale non deve pensare - con grande facilità usa variazioni, disegna il campo, legge, crea. È come se il suo istinto e la sua natura le dicessero costruisci, ma il suo tennis le dicesse attacca. Lo so, ha vinto slam e raggiunto tanto. Il mio è un discorso quasi sull’identità e io non sono lei, quindi rimangono mere supposizioni e chiacchiere fra amici. Mi chiedo solo quale sarebbe potuto essere il suo massimo potenziale, se Coco avesse giocato più da Coco. #gauff #tennis #usopen #gauff #tennis #sport
A Milano stiamo arrivando al paradosso- che poi paradosso non è - che non si trovano insegnanti disposti a trasferirsi e a viverci perché costa troppo. Cioè una città che si racconta innovativa e all’avanguardia che non riesce a garantire un servizio essenziale: la scuola #Milano #scuola #insegnanti
Recap quarti #usopen I due quarti di finale sono stati una botta di adrenalina così forte che potremmo fare qualunque cosa: scalare montagne, attraversare oceani, cancellare le iscrizioni alle newsletter promozionali. I primi a scendere in campo sono Michelsen e Tiafoe: slam di casa, pubblico di casa, pressione di casa. Niente di che, solo 20mila compatrioti che aspettano di incoronare il nuovo Capitan America, la notte di Natale sull’Arthur Ashe. La partita è di livello altissimo. I primi due set Tiafoe voleva vincere e Michelsen non voleva perdere. I successivi tre, Michelsen voleva vincere e Tiafoe non voleva perdere. Sembra la stessa cosa, ma non lo è. Non la spunta mai chi vuole vincere, ma chi si rifiuta di perdere. È la storia dei grandi esploratori, dei marinai, di Mila e Shiro. Pur sentendo il bisogno di accecarmi contro uno spigolo ogni volta che guardo il servizio di Big Foe, devo togliermi il cappello per il suo pragmatismo. Per quella capacità di giocare a tutto campo, che tante volte in passato era stata compromessa dall’istinto strategico di una pallina del flipper. Michelsen perde e scoppia in lacrime. Abbraccia Frances, Frances abbraccia lui, noi abbracciamo tutti e due. Il derby della canotta inizia tardi e termina alle 3:30 di notte. Nota della comunità: Shame. Shame. Shame. USO merita di attraversare ignudo le strade di Approdo del Re. Giocare a quell’ora è sbagliato, in tutti i modi in cui una cosa può essere sbagliata. Torniamo a noi. Shelton ha corretto diversi bug di sistema. Sono stati trovati e rimessi nelle gabbie i topolini che rosicchiavano i cavi del rovescio. Soprattutto, è stato fatto un grande upgrade del sangue freddo. Alcaraz, invece, è un computer che va benissimo e ogni tanto si blocca. Fa l’unica cosa che funziona sempre: si spegne e poi riaccende. Ma Carlos è pure una AI generativa, che impara dagli umani e da sè stesso. Infatti riesce a portare il match nel suo regno del quinto set. La partita è bellissima, siamo incollati alla tv. Alla quarta ora non capiamo più niente. È tardi ma è pure presto. È notte ma è pure giorno. Malediciamo Ben quando sbaglia Carlos e Carlos quando sbaglia Ben. Una sorta di dissociazione agonistica da cui non vorremmo svegliarci. Se non fosse che siamo già svegli da 150 ore. Shelton espugna il regno e vince. Carlos perde. Sorride in campo davanti a tutti e nel tunnel da solo con sè stesso. Mi rifiuto di credere che non fosse amareggiato, ma per un attimo, forse, gli sarà passata per la mente tutta la bellezza di questo sport. #MichelsenTiafoe #SheltonAlcaraz #tennis #tennis #USOpen #Sport
Un match epico che è anche una pura indecenza. I miglioramenti di Ben Shelton che conquista la sua vittoria più importante con grande merito e con anche una tenuta mentale mai vista. Il fenomeno Alcaraz che dopo mesi fermo ai box non può essere al 100% (nemmeno al servizio) ma combatte con numeri da funambolo fino al super tie break del quinto set. Da sconfitto Carlos reagisce con la classe del suo sorriso. Epperò. Uno spettacolo simile, durato 4h 28', non merita certi dirigenti e organizzatori. Inconcepibile far iniziare un quarto di finale Slam dopo le 23. Una partita che finisce alle 3.33 di notte è il più grande scempio fatto al tennis. A decidere orari&Co sono gli stessi parrucconi che poi si lamentano del numero sempre più alto di giocatori infortunati costretti a dare forfait ai tornei... #UsOpen #Tennis #BenShelton #Alcaraz
Cinque poliziotti del commissariato di Anzio e Nettuno, in provincia di Roma, sono stati arrestati e sospesi dal servizio con l'accusa di associazione a delinquere, traffico di droga, peculato e falso. Secondo gli investigatori, avrebbero favorito un gruppo italo-albanese dedito allo spaccio, arrivando in un caso a evitare il sequestro di 50 kg di cocaina permettendone la vendita #polizia #droga #giustizia
«Sta chiaramente cercando di agevolare la loro situazione finanziaria mentre prestano servizio presso la Casa Bianca»
«La legittimazione del panenteismo da parte della Santa Sede non rappresenta un innocuo aggiornamento pastorale, bensì il culmine coerente di quella deriva modernista secolare che mira a dissolvere la Redenzione nel panteismo gnostico e la Grazia nell'autosufficienza pelagiana. Se il cosmo viene dichiarato intrinsecamente divino e l'umanità si redime attraverso il divenire di un'evoluzione collettiva, la Croce perde la sua tragica necessità e la Chiesa si riduce a cortigiana della storia, un'inutile agenzia di servizi sociali al servizio degli interessi del mondo. Contro questa sottile parodia gnostica della fede, che deifica la materia solo per celare la ferita del peccato originale e sminuire la Maestà divina, i cattolici sono chiamati oggi più che mai al dovere della resistenza. È necessario istruirsi e riaffermare con fermezza l'assoluta trascendenza del Creatore, la drammatica realtà della Caduta e la perfetta adeguatezza del Sacrificio di Cristo. In questo modo ogni fedele può contribuire a superare la grave crisi dell'autorità petrina che la Chiesa sta vivendo oggi, con l'incrollabile certezza che, nonostante i temporanei tradimenti delle sue gerarchie, le porte dell'inferno non prevarranno.» https://t.co/U82hHC3Ktz #Fede #Chiesa #Resistenza
Giuseppe #Conte a La Stampa: "Sono al servizio del progetto progressista, a prescindere da chi vincerà le primarie. Se sarà Schlein, la sosterremo. Non farlo sarebbe di una vigliaccheria inconcepibile. Per me non ci sono alternative. Se accettassi di individuare il leader in un altro modo, i miei mi sputerebbero. Per noi è la prima volta in una coalizione alle Politiche, dobbiamo far sentire coinvolta la nostra base. Per me Renzi ci fa perdere voti, prenderlo in coalizione è un errore ma tanto Elly ha deciso fin dall’inizio di tenerlo dentro e dovremo farci i conti." #Politica #Progressismo #Elezioni
Sapete in cosa consiste il “ministero cristiano”? No, perché non sapete nulla della vostra religione. Ministero (o ministerio) significa servizio, ufficio, impiego: è un servizio svolto da un fedele. In latino il minister è il servo, colui che presta servizio. Il ministro, in politica, dovrebbe essere colui che serve il popolo. Il “ministro di Dio” è colui che serve Dio in pensieri, parole e, soprattutto, opere. #MinisteroCristiano #Servizio #Fede
In Gesù Cristo, Dio ha scelto le più umili condizioni storiche e la più umile delle creature, Maria, per manifestare l’originalità del suo Regno, in cui la prepotenza non ha posto e l’onnipotenza è creazione, servizio e cura della vita. https://t.co/i4uFAHcHPH #GesùCristo #Maria #Fede
“Si spera che ora nel parlamento regionale di Magdeburgo vi siano le maggioranze necessarie per un cambiamento nella politica energetica, la fine delle sanzioni contro la Russia, un miglioramento dell’istruzione e una riforma radicale del servizio pubblico radiotelevisivo”
“BROADWAY WORLD” di NEW YORK OMAGGIA IL “TEATRO MERCADANTE” di CERIGNOLA NEL NOME DEL “MASCAGNI FESTIVAL” SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/broadway-world-di-new-york-omaggia-il-teatro-nel-nome-sardella-ph-d--yqqae/ by Stephi Wild, New York City. SOURCE: https://www.broadwayworld.com/italy/article/Photos-Teatro-Mercadante-and-Teatro-Goldoni-Partner-on-SOUNDTRACK-MASCAGNI-20260827 Il più influente portale teatrale del mondo consacra il gemellaggio culturale tra Cerignola e Livorno e il risarcimento storico di un verismo nato in Puglia: esiste un momento in cui una storia locale cessa di essere periferica e, per il semplice fatto di essere raccontata nel luogo giusto, diventa storia universale. Quel momento, per il Teatro Mercadante di Cerignola, è accaduto… . Broadway World, la bibbia del teatro internazionale con almeno 6 milioni di utenti globali mensili e letta quotidianamente da produttori, direttori artistici e critici da New York al West End, ha accolto nelle sue pagine il patto culturale tra il Mercadante e la Fondazione Teatro Goldoni di Livorno, siglato nella primavera del 2026 dal direttore artistico Savino Zaba e dall’Amministrazione comunale nella persona del Vice Sindaco e Assessore alla Cultura Maria Dibisceglia. A firmare il servizio, uscito nell’edizione del 27 agosto, è Stephi Wild, con il titolo: “Photos: Teatro Mercadante and Teatro Goldoni Partner on SOUNDTRACK MASCAGNI.” Non è un dettaglio. Broadway World non recensisce stagioni provinciali. Quando lo fa, sta dicendo al sistema teatrale anglofono che qualcosa, laggiù, merita di essere visto. Il cuore del riconoscimento è Soundtrack Mascagni: la musica che ha ispirato il cinema, il cinema che ha celebrato Mascagni, la coproduzione che la VII edizione del Mascagni Festival ha scelto come evento di chiusura. Uno spettacolo ibrido, un concerto-reading per voce narrante, ensemble, immagini e suoni, dove drammaturgia e testo sono di Vittorio Giacci, gli interpreti sono gli Artisti della Mascagni Academy e l’Orchestra del Teatro Goldoni di Livorno “Massimo de Bernart” diretta da Maurizio Colasanti. Sul palco, nei panni di un Mascagni immaginario, narratore e guida attraverso il proprio universo musicale, l’attore-regista Maurizio Nichetti. Uno spettacolo, si legge nelle note italiane, “nato dalla sinergia tra il Teatro Mercadante di Cerignola e il Teatro Goldoni di Livorno” che vedrà sul palco il grande attore e regista Maurizio Nichetti e l’Orchestra del Goldoni, diretta dal maestro Maurizio Colasanti, con regia affidata a Marco Voleri e Savino Zaba. Ciò che Broadway World ha intercettato non è solo uno spettacolo. È una tesi storiografica che finalmente forza la letteratura internazionale: per decenni, le biografie anglofone hanno liquidato il decennio pugliese di Pietro Mascagni come “anni di povertà e oscurità”. La verità documentale, custodita nel Polo Museale di Piano San Rocco, è di un’altra tempra. Nel dicembre 1886, in tournée con la compagnia Maresca, Mascagni fece tappa a Cerignola, dove il sindaco allora in carica, il commendatore Cannone, lo invitò a fermarsi per dirigere la neonata filarmonica. Il compositore resterà, salvo momentanee assenze, nella casa di via Assunta sino al 1895, componendo ben cinque opere: Cavalleria rusticana; L’amico Fritz; I Rantzau; Guglielmo Ratcliff; Silvano. Un terzo dell’intera produzione operistica, scritta in una povertà febbrile, in una cittadina agricola della piana ofantina. Fu lì, nel luglio del 1888, che gli arrivarono per cartolina da Livorno, dagli amici poeti Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, i versi della Cavalleria. Lì, il 27 maggio 1889, chiuse l’autografo. La busta, quel mattino, recava timbro postale di Cerignola. Il debutto mondiale al Costanzi di Roma, il 17 maggio 1890 davanti alla Regina Margherita, fu un terremoto. La parabola produttiva sancita da Broadway World è esemplare per come ribalta la tradizionale direttrice Nord-Sud dei progetti culturali. Si parte ial Mascagni Festival di Livorno con “Soundtrack Mascagni,” poi il debutto anche a Cerignola, nel corso della prossima stagione del Mercadante. Anzi, con data già fissata: “Soundtrack Mascagni” sarà presentato a Cerignola il prossimo 24 ottobre come spettacolo di apertura della stagione teatrale 2026/2027 del Teatro Mercadante. Un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: il cinema come lente per rileggere Mascagni. Il compositore che Scorsese e Coppola hanno saccheggiato, che Visconti ha citato come un nume, aveva già nella sua scrittura, densa, sinfonica, quasi montata per tagli, una vocazione cinematografica, e “Soundtrack Mascagni” non celebra solo questa filiazione, ma la interroga. Che Broadway World abbia scelto di fotografare proprio questo: un teatro di provincia che non chiede ospitalità ma co-produce alla pari con un teatro di tradizione come il Goldoni, dice molto sullo spostamento dell’asse culturale italiano. Non più il Sud che importa, ma il Sud che genera archivio, che custodisce autografi, caricature, lettere inedite, e le restituisce al circuito internazionale. Per Cerignola, abituata a vedersi raccontare come terra di grano e non di musica, l’approdo su Broadway World è più di una rassegna stampa. È la certificazione che la sua storia mascagnana non è più una nota a piè di pagina locale, ma un capitolo necessario della storia del verismo. E che il Mercadante, da teatro comunale di provincia, è entrato a pieno titolo nel novero dei teatri che il mondo guarda.
"BROADWAY WORLD(NEW YORK CITY)" PUBBLICA IN ESCLUSIVA LE FOTO DELLA PRIMA SCENICA MONDIALE DI "MARINA (1888)" AL TEATRO UMBERTO GIORDANO DI FOGGIA SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/broadway-worldnew-york-city-pubblica-esclusiva-le-di-sardella-ph-d--vtkme/ by CHLOE RABINOWITZ SOURCE: https://www.broadwayworld.com/bwwopera/article/Photos-MARINA-Umberto-Giordanos-Lost-Opera-Receives-World-Stage-Premiere-at-GIO-Festival-20260821?fbclid=IwY2xjawT2NhRwZG9mAWV4dG4DYWVtAjEwAGJyaWQRMDQ5ek5hQkxMWVhBOE5LVlFzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEe4n96y7J22kojADqwAArAhonni1Rm_6wdWDWB3zK8mfyTaQXJeYs8rq9CSjY_aem_9q2QndVzG5uXkgAXBVifQg IL "GIO FESTIVAL" DI FOGGIA ENTRA NEI CIRCUITI DELLA STAMPA LIRICA INTERNAZIONALE E NEL CIRCUITO DEI TEATRI CHE CONTANO? QUESTO E' UN OTTIMO INIZIO ! IL TEATRO UMBERTO GIORDANO NON E' PIU' UN TEATRO DI PROVINCIA, COME ALCUNI RIBATTEVANO, MA DIVENTA TESSUTO STORICO LIRICO DI EMERGENTE LIVELLO INTERNAZIONALE ! BRAODWAY WORLD L'HA DESCRITTO UN EVENTO MONDIALE ESCLUSIVO: "Exclusive 2026 Gran Gala Opening of Giordano's Marina (1888) at the World Staging Premiere of Giordano International Opera Festival (GIO Festival) in Foggia's Umberto Giordano Theatre." IL "GIORDANO INTERNATIONAL OPERA FESTIVAL (GIO FESTIVAL) ORA HA TUTTO: - PRIMA SCENICA MONDIALE DI "MARINA (1888)" DI UMBERTO GIORDANO CHE SEGNATO LA STORIA LIRICA MONDIALE; - UMBERTO GIORDANO, COMPOSITORE VERISTA NATO A FOGGIA DI LIVELLO GLOBALE; - SERVIZIO STAMPA LIRICA DI LIVELLO MONDIALE SU BRAODWAY WORLD; - EVENTO OPERISTICO INTERNAZIONALE, ANCHE SE EMERGENTE VISTA LA PRIMA EDIZIONE; - COLLABORAZIONE DI LIVELLO NAZIONALE CON TEATRO DELLA SCALA E FONDAZIONE TEATRO PETRUZZELLI; - TEATRO UMBERTO GIORDANO CHE SPICCA IL SALTO DI QUALITA' NELL' OPERISTICA INTERNAZIONALE. Ecco qui pubblicate le foto esclusive del debutto mondiale di Marina (1888) al Teatro Umberto Giordano di Foggia, segnando una svolta storica nei libri della lirica mondiale e della storia operistica foggiana e nazionale e mondiale di Umberto Giordano. Il tutto sancito e ribadito da "Broadway World", il quale ha pubblicato una galleria fotografica esclusiva che documenta in modo completo e dettagliato la storica prima mondiale dell’opera Marina di Umberto Giordano, presentata al Teatro Umberto Giordano di Foggia in occasione del GIO Festival 2026. La raccolta visiva rappresenta un contributo di grande valore per studiosi, appassionati d’opera e professionisti del settore, offrendo uno sguardo approfondito su ogni elemento della produzione. Produzione scenica: La galleria mostra con chiarezza la visione registica che ha guidato la messa in scena: atmosfere della Prima Guerra Mondiale, tensioni drammatiche, dinamiche familiari e la costruzione di un immaginario visivo coerente con la lettura contemporanea dell’opera. Le immagini catturano la forza narrativa delle scelte sceniche e la cura dei dettagli che hanno caratterizzato questa prima assoluta. Il cast: Le fotografie ritraggono i protagonisti nei momenti più intensi della rappresentazione: - la Marina interpretata da Valeria Sepe, - il Giorgio Lascari di Samuele Simoncini, - le figure di Lambro ed Elia Fabbian, - Daniele interpretato da Cüneyt Ünsal. Ogni scatto restituisce la qualità interpretativa degli artisti e la profondità emotiva dei personaggi. Scenografie e costumi: La documentazione visiva mette in risalto il lavoro di Alfredo Troisi, autore di scene e costumi, e la progettazione luministica di Massimo Russo. Le immagini mostrano ambientazioni curate, tessuti, colori e soluzioni sceniche che hanno contribuito a ricreare un contesto storico credibile e suggestivo. Momenti salienti della serata inaugurale: La galleria include anche fotografie che immortalano l’atmosfera del teatro gremito, la partecipazione del pubblico, l’emozione del debutto e la risposta entusiasta della città. Sono immagini che testimoniano un evento culturale di grande rilevanza, capace di unire comunità, istituzioni e appassionati.
L’ “Edicola Teatro” di San Severo (Francesco Gravino / Foyer ’97) su RSI (Radiotelevisione Svizzera Italiana) SOURCE: https://www.linkedin.com/posts/luciano-magaldi-s-05a4a71b3_l-edicola-teatro-di-san-severo-francesco-ugcPost-7479213118582280193-v2DU/ Nel cuore intimo di Via Matteo Tondi, a San Severo, in Puglia, dove un'edicola in disuso è stato riportato alla vita grazie alla visione artistica di Francesco Gravino e della compagnia teatrale sanseverese Foyer ’97, la Radiotelevisione Svizzera Italiana (RSI) ha ora posato il proprio sguardo su questo straordinario esperimento culturale, offrendo un ritratto intriso di finezza, curiosità e ammirazione civica. Il teatro più piccolo del mondo, nato da un’idea che un tempo sembrava donchisciottesca e oggi riconosciuta come un luminoso emblema della creatività pugliese, è stato presentato a un pubblico internazionale attraverso il video reportage di RSI, che ne coglie sia la fragilità poetica sia lo spirito audace. Il servizio si erge come un tributo alla stessa San Severo: al suo impulso artistico, all’eredità sempre viva di Andrea Pazienza, e a tutti coloro che credono che la bellezza possa fiorire nei luoghi più inattesi, persino nella cornice lignea di un'ex-edicola. La copertura di RSI mette in luce una verità che Gravino e Foyer ’97 incarnano da tempo: la cultura non dipende dai grandi auditorium, ma dalle grandi visioni e dal coraggio di immaginare diversamente e dalla tenacia di trasformare l’immaginazione in spazio vissuto. Le mie più sentite congratulazioni a Gravino, a Foyer ’97 e a tutti coloro che custodiscono questo gioiello urbano, il quale continua non solo a sorprendere l’Italia, ma ora anche a incuriosire e ispirare spettatori oltre i suoi confini! Nel cuore intimo di Via Matteo Tondi, a San Severo, in Puglia, dove un'edicola in disuso è stato riportato alla vita grazie alla visione artistica di Francesco Gravino e della compagnia teatrale sanseverese Foyer ’97, la Radiotelevisione Svizzera Italiana (RSI) ha ora posato il proprio sguardo su questo straordinario esperimento culturale, offrendo un ritratto intriso di finezza, curiosità e ammirazione civica. Il teatro più piccolo del mondo, nato da un’idea che un tempo sembrava donchisciottesca e oggi riconosciuta come un luminoso emblema della creatività pugliese, è stato presentato a un pubblico internazionale attraverso il video reportage di RSI, che ne coglie sia la fragilità poetica sia lo spirito audace. Il servizio si erge come un tributo alla stessa San Severo: al suo impulso artistico, all’eredità sempre viva di Andrea Pazienza, e a tutti coloro che credono che la bellezza possa fiorire nei luoghi più inattesi, persino nella cornice lignea di un'ex-edicola. La copertura di RSI mette in luce una verità che Gravino e Foyer ’97 incarnano da tempo: la cultura non dipende dai grandi auditorium, ma dalle grandi visioni e dal coraggio di immaginare diversamente e dalla tenacia di trasformare l’immaginazione in spazio vissuto. Le mie più sentite congratulazioni a Gravino, a Foyer ’97 e a tutti coloro che custodiscono questo gioiello urbano, il quale continua non solo a sorprendere l’Italia, ma ora anche a incuriosire e ispirare spettatori oltre i suoi confini!
"RadioText-RadioSoftware (1983–1989)": Il Primo Programma Radiofonico (dimenticato) della Divulgazione Informatica in Italia SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/radiotext-radiosoftware-19831989-il-primo-programma-sardella-ph-d--hkcpf/ Radiosoftware costituisce il pioniere italiano in assoluto della divulgazione via etere di alfabetizzazione digitale nel Belpaese Abstract Il presente contributo ricostruisce la storia di Radiosoftware, il prilo programma radiofonico italiano che ha anticipato di oltre un decennio la divulgazione della microtelematica, dell'informatica e del digitale, e le moderne modalità di distribuzione digitale del software. Nato nel 1983 presso Radio Popolare e successivamente sviluppato come iniziativa nazionale su Rai Radio 3 dal 1984 al 1989, Radiosoftware rappresenta il primo radioprogramma italiano con divulgazione e trasmissione via etere di software eseguibile per home computer. Attraverso l'analisi della sua evoluzione tecnica, dei contenuti didattici e dell'impatto culturale, questo articolo dimostra come l'iniziativa abbia costituito un precedente significativo nell'alfabetizzazione informatica nazionale, nella democratizzazione dell'accesso al software e nello sviluppo di comunità di programmatori amatoriali, ponendosi come capostipite di un ecosistema mediale dedicato alla divulgazione tecnologica che si è esteso fino all'era contemporanea. Keywords: storia dell'informatica italiana, divulgazione tecnologica, broadcasting digitale, alfabetizzazione informatica, Radio Popolare Introduzione: L'Alba della Divulgazione Informatica in Italia Nel panorama della storia dei media digitali italiani, un capitolo fondamentale rimane poco esplorato dalla letteratura accademica: quello della divulgazione informatica attraverso il mezzo radiofonico negli anni Ottanta. In un'epoca caratterizzata dall'assenza di connettività di rete e da barriere economiche e geografiche nell'accesso alle tecnologie informatiche, la radio si configurò come strumento democratico per la diffusione della cultura digitale nascente. Radiosoftware emerge in questo contesto come iniziativa pionieristica assoluta in Italia, anticipando non solo analoghe esperienze italiane, ma posizionandosi tra i primi esperimenti europei di trasmissione di software via etere. La sua genesi presso Radio Popolare nel 1983 e la successiva evoluzione come programma nazionale su Rai Radio 3 testimoniano un percorso di innovazione tecnica e pedagogica che merita un'analisi approfondita. Contenuto dell’articolo La Fase Originaria: Radio Popolare (1983) La nascita di Radiosoftware presso Radio Popolare nel 1983 costituisce il momento fondativo della divulgazione informatica radiofonica in Italia. In un periodo in cui i personal computer rappresentavano ancora oggetti di nicchia, il programma si propose di esplorare sistematicamente linguaggi di programmazione, architetture hardware e applicazioni pratiche dell'informatica domestica, rivolgendosi a un pubblico eterogeneo composto da studenti, insegnanti, hobbisti e professionisti. Questa prima incarnazione stabilì i paradigmi concettuali che avrebbero caratterizzato l'intera tradizione successiva: accessibilità linguistica, vocazione didattica, attenzione alle dimensioni sociali e culturali della tecnologia, promozione della partecipazione attiva degli ascoltatori. Contenuto dell’articolo L'Evoluzione Nazionale: da Radiotext a Radiosoftware (1984–1989) L'esperienza maturata presso Radio Popolare trovò sviluppo sistematico nell'iniziativa nazionale coordinata da Rai Radio 3. La fase pilota, denominata Radiotext, prese avvio l'11 maggio 1984 come segmento sperimentale all'interno del programma di attualità Un certo discorso, condotto da Pasquale Santoli. Otto episodi da 30 minuti, trasmessi il venerdì alle 16:00 con repliche domenicali, testarono la fattibilità tecnica e l'interesse del pubblico verso la trasmissione di software eseguibile attraverso segnali audio. Curata da Luigi Grimaldi e Giovanni Sighele della Lega Informatica di Firenze, in collaborazione con Arci Media, la fase pilota dimostrò la viabilità del concetto. Nell'autunno del 1984, il formato si consolidò con la denominazione definitiva Radiosoftware, espandendosi a episodi di un'ora e mantenendo la collocazione all'interno di Un certo discorso. Contenuto dell’articolo La terza stagione, inaugurata il 7 febbraio 1986, introdusse una strutturazione tematica articolata in tre segmenti distintivi: "Hard & soft news" (aggiornamenti e recensioni), "Studiare con il computer" (applicazioni didattiche) e "Radio + informatica" (intersecazioni sperimentali tra broadcasting e informatica). Questa fase evidenziò una crescente sofisticazione pedagogica e una maggiore attenzione alle applicazioni educative formali. Nel tardo 1986, il programma acquisì autonomia editoriale, trasformandosi in trasmissione indipendente con collocazione notturna nei weekend. Il 1987 segnò un'innovazione tecnica significativa con l'introduzione dell'interfaccia hardware a 4800 bit/s sviluppata dal Centro Ricerche RAI di Torino, che consentiva la connessione diretta alla porta seriale RS-232, superando i limiti del metodo audio-cassetta. La fase conclusiva, dal febbraio al giugno 1989, adottò un formato quotidiano breve (10 minuti, dal lunedì al venerdì alle 19:45), concentrandosi su software compatibile MS-DOS. Nonostante l'annuncio di un ciclo per il 1990, nessuna trasmissione nazionale è documentata oltre il giugno 1989. Contenuto dell’articolo Il Metodo Audio-Cassetta (1984–1987) La metodologia iniziale replicava i meccanismi di caricamento da cassetta tipici degli home computer degli anni Ottanta. I programmi venivano codificati come sequenze di impulsi audio—rumori elettronici incomprensibili all'orecchio umano—che gli ascoltatori registravano su audiocassette vergini collegando un registratore all'uscita audio della radio. La cassetta registrata veniva successivamente riprodotta attraverso l'interfaccia cassetta del computer, che decodificava i segnali caricando il software in memoria. Questo approccio, basato su tecniche di modulazione simili al frequency-shift keying (FSK), garantiva compatibilità con piattaforme eterogenee quali ZX Spectrum 48K, Commodore 64, Olivetti M10, successivamente estese ad Apple II, MSX, BBC Micro, Olivetti M24 e M28. Ogni episodio trasmetteva sequenzialmente versioni specifiche per ciascuna piattaforma. Sebbene accessibile e rivoluzionario per la distribuzione di massa nell'Italia pre-Internet, questo metodo presentava limitazioni significative: bassa velocità di trasmissione, suscettibilità agli errori indotti da interferenze radio o rumore ambientale, necessità di precise regolazioni di volume e timing. Contenuto dell’articolo L'Interfaccia Hardware RAI-Radiosoftware (1987) Nel 1987, il Centro Ricerche RAI di Torino sviluppò un'interfaccia avanzata documentata nei rapporti CCIR come sistema RAI-Radiosoftware. L'innovazione principale consisteva nella trasmissione diretta a 4800 bit/s utilizzando modulazione bifase organizzata in pacchetti, consentendo la connessione alla porta seriale RS-232 del computer senza intermediazione di cassette. L'interfaccia era progettata per l'indipendenza dal sistema operativo, con software di gestione adattabile per MS-DOS, CP/M e potenziali estensioni future a Macintosh. Per i computer Olivetti M24 e M28 era disponibile una versione con scheda interna. Il Centro Ricerche sviluppò inoltre software di gestione, cassette di test e manuali, considerando una commercializzazione iniziale a circa 90.000 lire. Questa evoluzione tecnica rappresentò un significativo avanzamento in termini di velocità, affidabilità e usabilità, pur mantenendo in parallelo il metodo audio-cassetta per garantire l'accesso universale. Contenuto dell’articolo Tipologie di Software Trasmesso Il catalogo di software distribuito attraverso Radiosoftware rifletteva un'ampia gamma di applicazioni: utilità pratiche (database tematici su moda, musica, itinerari, diete personalizzate), strumenti educativi (programmi didattici per scuole medie, superiori e conservatori), software ludico (giochi come il pentathlon olimpico per Commodore 64), dimostrazioni grafiche e strumenti creativi (basi per composizione musicale, fumetti digitali). Particolarmente significativa fu l'introduzione, dalla terza stagione, di software didattico sviluppato in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione, progettato specificamente per l'utilizzo scolastico in diverse discipline, non limitato all'informatica. Contenuto dell’articolo Partecipazione Comunitaria: La Sezione ORSA L'Osservatorio Radiofonico del Software Autoprodotto (ORSA), riproposto nella terza stagione dal febbraio 1986, costituì uno spazio dedicato alla trasmissione di programmi creati dagli ascoltatori. Questa rubrica trasformò Radiosoftware in una piattaforma bidirezionale, anticipando logiche collaborative che caratterizzeranno decenni dopo le comunità open source e le culture partecipative digitali. La sezione "posta degli ascoltatori" in "Hard & soft news" facilitava inoltre un dialogo continuo con il pubblico, integrando feedback, domande e suggerimenti nella programmazione. Questionari distribuiti alla fine dei cicli e indagini condotte da riviste specializzate come Sperimentare con l'elettronica e il computer fornivano ulteriori meccanismi di valutazione e orientamento editoriale. Contenuto dell’articolo Collaborazioni Istituzionali e Esperimenti Scolastici Nel 1987, Radiosoftware collaborò con l'ITIS Enrico Fermi di Roma per produrre una serie di trasmissioni dedicate allo sviluppo e all'applicazione di software didattico in contesti scolastici. L'iniziativa coinvolse centri di ricezione sperimentali in 60 scuole italiane, dove studenti e insegnanti utilizzavano le interfacce specializzate sviluppate dal Centro Ricerche RAI per catturare e caricare direttamente il software trasmesso. Questi esperimenti posizionarono Radiosoftware come strumento operativo di innovazione pedagogica, estendendo il suo impatto oltre l'utenza hobbistica verso l'integrazione formale nel sistema educativo nazionale. Contenuto dell’articolo Confronto con Esperienze Europee Sebbene Radiosoftware rappresenti la prima iniziativa nazionale italiana, non fu il primo esperimento europeo di trasmissione radiofonica di software. Nei Paesi Bassi, il programma Hobbyscoop dell'emittente pubblica NOS iniziò a trasmettere programmi informatici via radio intorno al 1979-1980, sviluppando successivamente lo standard Basicode (dal 1982). Questo formato standardizzato utilizzava un sottoinsieme ristretto di comandi BASIC e routine di traduzione specifiche per piattaforma, garantendo portabilità attraverso architetture eterogenee mediante modulazione FSK a 1200 bps. Contenuto dell’articolo Nel Regno Unito, The Chip Shop di BBC Radio 4, condotto da Barry Norman e lanciato nel 1984, includeva un servizio "takeaway" che trasmetteva programmi Basicode in orario notturno su VHF. Contenuto dell’articolo Differenziazione Tecnica e Culturale Diversamente dagli approcci basati su Basicode, che privilegiavano la portabilità a livello di linguaggio interpretato, Radiosoftware trasmetteva file eseguibili specifici per piattaforma, spesso in codice macchina, codificati come toni audio analoghi ai segnali di caricamento da cassetta. Questa scelta rifletteva priorità differenti: massimizzare le prestazioni e le capacità specifiche di ciascuna architettura piuttosto che garantire compatibilità universale attraverso un linguaggio standardizzato. L'introduzione successiva dell'interfaccia a 4800 bit/s con connessione RS-232 rappresentò un'ulteriore differenziazione, bypassando completamente la registrazione su cassetta. Queste specificità tecniche testimoniano un percorso di sviluppo autonomo, orientato alle caratteristiche del mercato e dell'ecosistema informatico italiano. Contenuto dell’articolo Transizione verso il Telesoftware Tra il 1988 e il 1989, Radiosoftware fu progressivamente affiancato e superato dal telesoftware trasmesso attraverso Televideo, il sistema teletext di RAI. Definito tecnicamente dal Centro Ricerche RAI in collaborazione con Olivetti, il sistema divenne operativo nel 1989 dopo esperimenti scolastici coordinati con il Ministero della Pubblica Istruzione e Seleco nel 1988. Il telesoftware rappresentava un'evoluzione naturale che spostava la distribuzione dalla radio alla televisione, offrendo vantaggi in termini di capacità di banda e infrastruttura di ricezione già diffusa. Questa transizione rifletteva tendenze più ampie nella convergenza mediale e nell'evoluzione delle tecnologie di broadcasting digitale. Contenuto dell’articolo Obsolescenza e Ascesa di Internet L'emergere di Internet negli anni Novanta rese obsoleti sia i metodi di distribuzione software basati su radio che quelli basati su teletext. Le reti digitali bidirezionali offrivano velocità, scalabilità e interattività incomparabili, trasformando radicalmente i paradigmi di accesso e distribuzione del software. Tuttavia, l'eredità concettuale di Radiosoftware persiste: l'idea di distribuzione massiva di contenuti digitali eseguibili attraverso canali di broadcasting anticipò logiche che riemergono nelle moderne distribuzioni over-the-air di firmware e aggiornamenti software per dispositivi mobili e IoT. Contenuto dell’articolo L'Ecosistema della Divulgazione Informatica Radiofonica Italiana 📻 TIMELINE COMPLETA Dalla nascita della divulgazione informatica in radio all'ecosistema digitale contemporaneo 🟦 1983 — L'ORIGINE Radiosoftware – Radio Popolare (1983) Il primo programma italiano interamente dedicato all'informatica, ai linguaggi di programmazione e ai personal computer. Capostipite assoluto della tradizione italiana di divulgazione tecnologica radiofonica. 🟦 ANNI '80 — I PRIMI EREDI 1984–1989 — Bit, Byte & Musica – Radio Popolare Tecnologia, elettronica, prime reti, cultura hacker. Prosegue lo spirito pionieristico di Radiosoftware, esplorando le dimensioni controculturali e comunitarie dell'informatica nascente. 11987–1990 — Decoder / Cyberpunk – Radio Popolare Prime discussioni sistematiche su BBS, crittografia, telematica alternativa, anticipando tematiche che diventeranno centrali nell'era Internet. 🟩 ANNI '90 — L'ERA INTERNET 1993 — Golem – Radio3 Riflessione critica su media e tecnologie digitali, inserendo la trasformazione tecnologica in un quadro culturale e filosofico più ampio. 1994 — Eta Beta – Radio1 Innovazione, società dell'informazione, trasformazione digitale. Divulgazione tecnologica per un pubblico generalista in fase di prima alfabetizzazione digitale. 1995 — Internetworkcity – Radio Deejay Condotto da Claudio Cecchetto e Marco Camisani Calzolari, rappresenta il primo programma pop-commerciale dedicato a Internet, introducendo email, siti web, chat e cultura cyber al grande pubblico con linguaggio accessibile e approccio divulgativo massificato. 1996–1999 — Mediamente (versione radiofonica) – RAI Divulgazione su Internet, reti, cultura digitale, con particolare attenzione alle implicazioni sociali e cognitive delle tecnologie emergenti. 1997–2000 — Cybernet / Tecnologie e Libertà – Radio Sherwood Software libero, diritti digitali, reti civiche. Prosecuzione della tradizione critica e comunitaria inaugurata da Radio Popolare, con focus su dimensioni politiche e libertarie della tecnologia. Questa timeline evidenzia come Radiosoftware non rappresenti un fenomeno isolato, ma il punto di origine di una tradizione continuativa che ha attraversato oltre quattro decenni. Dai linguaggi di programmazione e dalla trasmissione di software via etere degli anni Ottanta, attraverso le esplorazioni delle BBS e della telematica alternativa, fino all'alfabetizzazione di massa su Internet negli anni Novanta e alle riflessioni critiche su software libero e diritti digitali, si delinea un filo conduttore che testimonia il ruolo del mezzo radiofonico come spazio privilegiato per la mediazione culturale delle tecnologie emergenti. Contenuto dell’articolo Riconoscimento Contemporaneo e Preservazione Archivistica In anni recenti, Radiosoftware ha acquisito rinnovata attenzione come iniziativa pioneristica nella storia dell'informatica italiana. Nel 2024, contributi di studiosi come Andrea Fortuna hanno descritto il programma come capitolo affascinante nella diffusione del personal computing in Italia, sottolineando il suo approccio innovativo alla distribuzione di software eseguibile nell'era pre-Internet. La RAI ha preservato selezioni dalla fase iniziale del programma attraverso piattaforme digitali come RaiPlay Sound, dove una playlist dedicata nella serie "Via Asiago 10" include diversi episodi pilota del 1984, originariamente trasmessi su Rai Radio 3. Sforzi di preservazione da parte di appassionati hanno ulteriormente contribuito a mantenere accessibili porzioni dell'eredità del programma, con registrazioni audio parziali e interviste agli ascoltatori disponibili su siti dedicati. Radiosoftware costituisce un caso di studio significativo per molteplici prospettive disciplinari. Dal punto di vista della storia dei media, rappresenta un'innovazione nell'utilizzo del mezzo radiofonico, estendendo le sue funzionalità oltre la trasmissione di contenuti audio verso la distribuzione di codice eseguibile. Nella storia dell'informatica, testimonia strategie di democratizzazione dell'accesso al software in contesti caratterizzati da scarsità di risorse e infrastrutture. Dal punto di vista pedagogico, anticipa modelli di apprendimento distribuito e comunitario che riemergono nelle moderne piattaforme educative online. La dimensione partecipativa incarnata dalla sezione ORSA prefigura dinamiche collaborative che caratterizzeranno le culture open source. La sua posizione come capostipite di un ecosistema mediale continuativo dedicato alla divulgazione tecnologica—da Radio Popolare attraverso le emittenti pubbliche nazionali fino alle esperienze degli anni Novanta—sottolinea il ruolo del broadcasting radiofonico come infrastruttura culturale essenziale nei processi di alfabetizzazione digitale nazionale. In un'epoca in cui la distribuzione over-the-air di aggiornamenti software è divenuta pratica ordinaria per miliardi di dispositivi connessi, Radiosoftware emerge non come curiosità antiquaria, ma come antecedente concettuale che illumina genealogie tecnologiche spesso trascurate. La sua riscoperta e preservazione archivistica costituiscono operazioni essenziali per una comprensione completa delle radici della cultura digitale italiana.
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DARDERI SI PRENDE IL 3° TURNO 🇮🇹 L’italiano torna per il secondo anno consecutivo a giocarsi il match decisivo per gli ottavi di finale dello US Open, lo fa battendo in quattro set Svrcina (6-3 6-7 6-4 6-4) in una partita piena di game di servizio rubati da entrambi al proprio avversario. Ora Darderi aspetta il vincente tra Sweeny e Musetti! #USOpen #Tennis #Darderi