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#Argo
ORA! 2d

Il caso Roggero riapre un tema delicato: il confine tra legittima difesa e giustizia privata. La legittima difesa serve a respingere una minaccia attuale; quando il pericolo è cessato, spetta allo Stato accertare le responsabilità e punire i colpevoli secondo la legge. È comprensibile che chi subisce una rapina provi paura, rabbia e persino desiderio di vendetta. Ma proprio lo Stato di diritto esiste perché la risposta ai reati non sia affidata alle emozioni o alle decisioni dei singoli. La pena è stabilita dalla legge e applicata dai tribunali, non dai cittadini. La destra lo sa e ci marcia. Invece di costruire carceri, riformare la giustizia e rafforzare la prevenzione, sfrutta ogni fatto di cronaca per dividere il mondo tra vittime e carnefici, e farsi paladina di un giustizialismo populista che mette sotto pressione le garanzie dello Stato di diritto. La sinistra, invece, troppo spesso teme di affermare che chi delinque deve scontare pene certe e che sicurezza e legalità sono esigenze reali. Così si rifugia in argomenti procedurali, senza affrontare il problema dell'illegalità e del crescente senso di insicurezza dei cittadini. La sicurezza si costruisce con forze dell'ordine efficienti, una giustizia rapida, pene certe e prevenzione efficace. Indebolire questo principio significa spostare il confine verso la giustizia privata, con il rischio di aumentare la violenza anziché ridurla. Se passa il principio che si può sparare a chi è ormai in fuga, il messaggio cambia per tutti: chi commette una rapina sarà incentivato a presentarsi armato e a usare la violenza per primo, convinto di non poter lasciare testimoni o di dover anticipare una possibile reazione. Il risultato non è una società più sicura, ma un'escalation della violenza che aumenta il rischio per cittadini, vittime e forze dell'ordine. Lo Stato di diritto serve anche a evitare questa spirale. #Giustizia #Sicurezza #StatoDiDiritto

Il centrosinistra non esiste. Esiste il Campo largo di Schlein e Conte, le cui campagne sono pericolose tanto quanto quelle della destra. L’argomento che bisogna stare per forza coi putiniani di sinistra perché sennò vincono i putiniani di destra, è francamente irragionevole. Io voglio dare agli italiani la possibilità di votare non per il meno peggio, non turandosi il naso. E solo loro decideranno se questa offerta merita di essere premiata o no. #politica #elezioni #Italia

M49 3d

Del gioielliere fotte sega, parliamo di stipendi, pensioni, sanità, scuola, università, sicurezza, trasporti, lotta alla povertà…tutti argomenti in cui il governo Meloni ha fallito #Politica #Italia #GovernoMeloni

PREVIEW SUBSTACK Given the great interest generated by the article describing a vaccine for the PREVENTION of pancreatic cancer, tomorrow morning we will return to the subject. Don't miss it! (translated)

Durante un talk show nel 2023, Mario Roggero, un gioielliere condannato per aver ucciso due rapinatori, ha dichiarato senza esitazione di rifare il suo gesto, sollevando un acceso dibattito sulla legittimità della giustizia fai-da-te in Italia, contro le argomentazioni di Luca Sommi che metteva in luce i rischi di una società in cui ognuno possa fare giustizia da sé. #Giustizia #LegittimaDifesa #Rete4

Quando Luca Sommi chiese a Mario Roggero: “Lei lo rifarebbe?”. E il gioielliere rispose: “Sì, subito!”
happy 3d

🎙️ News dal ritiro sudamericano 🇧🇷🇦🇷 📈 Il rewatch @verissimotv continua a macinare numeri: oltre 14.600 like in poche ore per una coppia di campioni che, da tanti mesi, ha conquistato il cuore di un pubblico trasversale. ⚽ La scelta di #HelenaPrestes e #JavierMartinez di vivere la propria storia con maggiore riservatezza non sembra aver cambiato il sentiment. Chi invece sui social era salito sul carro della curiosità troverà presto un’altra destinazione; chi rincorre l’hype continuerà a cercare argomenti. Nel frattempo, c’è anche chi preferisce limitarsi a rispettare le scelte altrui. 💛 Due personalità profondamente diverse, capaci però di fare squadra dentro e fuori dal campo. Forse è proprio questo che continua ad affascinare: la bellezza di un’intesa costruita sulle differenze, trasformate in un team vincente. ✨ Dal canale esclusivo filtra soprattutto questo: nella vita vera si respira serenità. Il resto è solo contorno. 🎙️Parola allo studio 🔗 https://t.co/TN6uMGeQIV #News #Sport #Amore

Nolan prende il mito, lo ingigantisce, lo fa rimbombare in sala. Sì, è un’americanata. Ma è un’americanata fatta come si deve, con una consapevolezza cinematografica che oggi si vede sempre più di rado. Se l’obiettivo era riportare sul grande schermo il senso dello spettacolo epico dei colossal come Ben-Hur o I dieci comandamenti, facendolo scoprire anche a chi quelle storie non le ha mai viste, allora la missione è centrata. La colonna sonora è monumentale: arcaica, vibrante, quasi tribale. Non accompagna semplicemente le immagini, ma sembra emergere dalla terra e dal mare insieme ai personaggi. E quando tace, lascia spazio ai rumori naturali e ai silenzi, che diventano altrettanto potenti. Una delle cose che mi ha fatto sorridere di più è Agamennone: la cui figura nera, imponente, geometrica, ricorda quasi Darth Vader. E funziona. Quell’armatura smisurata, quasi disumana, trasforma il re in una figura tragica ancora prima che pronunci una parola, come se fosse già prigioniero del destino che lo aspetta. Le sequenze dedicate a Circe e Polifemo sono tra le più riuscite. Nolan le porta al limite dell’horror senza perdere il sapore del mito: inquietanti, disturbanti, memorabili. Charlize Theron, diciamolo, non la si manda via tanto facilmente. La sua Calipso è molto diversa da quella omerica: meno seduttrice, più adulta, riflessiva e malinconica. Una donna immortale che sembra aver già vissuto troppe eternità. Anne Hathaway, invece, probabilmente offre la miglior interpretazione del film. La sua Penelope non è solo la moglie che aspetta: è il vero centro emotivo della storia, una presenza forte, intelligente, che tiene insieme Itaca mentre tutto il resto si sgretola. Anche l’Ulisse di Nolan si discosta da quello di Omero. L’eroe astuto “dal multiforme ingegno” lascia spazio a un uomo già segnato prima ancora che inizi il viaggio. La trasformazione non nasce dopo Troia: sembra cominciare nel momento dell’addio a Penelope, a Telemaco e alla sua casa, quando capisce che la guerra gli porterà via qualcosa che non potrà più recuperare. E poi ci sono Eumeo e Argo. Ogni loro scena è un colpo al cuore. Impossibile non amarli. E impossibile non commuoversi. Non è un adattamento filologico, né pretende di esserlo. È Nolan che prende un poema di quasi tremila anni fa e lo traduce nel linguaggio del grande cinema contemporaneo: enorme, spettacolare, a tratti persino eccessivo. Ma quando le luci si riaccendono, viene voglia di tornare a leggere Omero. E forse è proprio questo il complimento più grande che si possa fare a un film del genere. #recensioniabombetta #nolan #odissea #Nolan #Odissea #Cinema

A livello sportivo, quelle che stanno uscendo sono intercettazioni imbarazzanti. Poi certo, qui siamo dell’opinione che non possono essere emesse sentenze sulla base di discorsi telefonici e pressioni varie (vi sorprenderò, a mio giudizio di normale amministrazione in questo mondo) però sono fatti gravi per il Codice di Giustizia Sportiva. Oggi dalla Procura #FIGC sembra emergere la volontà di indagare ma conosciamo bene la velocità a doppia mandata della Procura di #Chiné e d’altronde, in altri casi, sulla stessa incidevano le bocche starnazzanti di tanti media scatenati sull’argomento. Oggi, per la maggior parte, in silenzio. Bah, chissà perché . #Sport #GiustiziaSportiva #Indagine

Uno degli account più pacati, assennati e capaci di sintetizzare anche gli argomenti complessi, caratteristiche che evidentemente non sono piaciute a chi lo ha fatto sospendere per presunte violazioni. Questo posto è diventato invivibile, volgare, cattivo e violento. https://t.co/PU5UambayX #LibertàDiEspressione #SocialMedia #Censura

Provocazione o Insulto? Perché smettere di confonderli cambierà il modo in cui discuti Introduzione: Il Calore dello Scontro Nel cuore di una disputa accesa, quando la pressione dialettica sale, è comune percepire un’istanza dell'interlocutore non come un contributo al tema, ma come una minaccia identitaria. In quel momento, la nostra architettura cognitiva sembra collassare sotto il peso di una reazione pre-razionale: facciamo fatica a distinguere tra un pungolo intellettuale e un attacco personale. Le riflessioni di L.S. annotate nel suo "Diario XII" nel giugno 2026, mettono a nudo questa fragilità psicologica. L'autore stesso ammette di lasciarsi talvolta suggestionare da una tendenza pericolosamente moderna: l’assimilazione della provocazione all'insulto. Se persino chi analizza professionalmente le dinamiche comunicative fatica a riconoscere il confine, è evidente che ci troviamo di fronte a un nodo cruciale della nostra fenomenologia relazionale. Perché cediamo così facilmente all'istinto di replica, rinunciando a comprendere la reale natura dello scontro? L'Illusione della Somiglianza: Una Questione di Forma La confusione tra provocazione e insulto nasce primariamente da un inganno estetico. Siamo abituati a pensare che una comunicazione razionale debba essere necessariamente garbata e formale; quando invece la provocazione si manifesta in una veste rozza, goffa o persino astiosa, il nostro sistema di difesa la cataloga immediatamente come ostilità gratuita. È l'incapacità di distinguere tra l'estetica della consegna e l'intento del messaggio. La provocazione è spesso un'invitante sfida logica travestita da minaccia; tuttavia, la sua superficie ruvida innesca un istinto di risposta speculare che ci impedisce di guardare oltre la crosta del linguaggio. Ci fermiamo all'istinto di replica perché interpretiamo la sgradevolezza del tono come una prova dell'assenza di contenuto, ignorando che la verità può talvolta indossare abiti scomposti per scuotere le nostre certezze più radicate. La Provocazione come Strumento Razionale Contrariamente alla percezione comune, la provocazione non è un atto di chiusura, ma un'operazione euristica. Essa è intrisa di una tagliente razionalità che mira a forzare l'analisi e a spingere il confronto verso territori inesplorati. Nonostante l'apparente aggressività, la provocazione riconosce la dignità intellettuale dell'altro, considerandolo un soggetto capace di sostenere una tensione dialettica elevata."La provocazione chiede qualcosa."Questo passaggio del diario chiarisce l'essenza dell'atto: la provocazione è una domanda, un’istanza che esige un approfondimento o una difesa logica delle proprie posizioni. È un invito al gioco dialettico, per quanto duro possa apparire. Chi provoca non vuole distruggere l'interlocutore, ma testare la solidità delle sue fondamenta razionali, offrendo uno stimolo che, se accolto, produce una crescita per entrambi gli attori della discussione. L'Insulto: La Manifestazione del Dolore L'insulto opera su un piano ontologico radicalmente differente. Non è un argomento, né il tentativo di instaurare un dialogo; è, al contrario, la resa dell'intelletto e la manifestazione di un io interiore ferito e brutto. Quando un interlocutore "accusa il colpo" e si sente sopraffatto da un'argomentazione che non riesce a gestire, l'insulto diventa un meccanismo di difesa estremo. È l'estrusione del disagio di chi non ha più strumenti per abitare il piano della ragione. Come nota acutamente L.B., il ricorso all'insulto segnala spesso non tanto una mancanza di capacità intellettiva, quanto una deliberata mancanza di volontà di confrontarsi onestamente."L'insulto sanguina."Questa immagine potente descrive la natura viscerale e disordinata dell'offesa. Mentre la provocazione è chirurgica, l'insulto è una ferita aperta che sporca il campo del discorso. Esso non chiede nulla, non propone nulla: si limita a testimoniare la sofferenza e la "bruttezza" di chi lo scaglia. L'insulto non è un segnale di forza dominatrice, ma il sintomo di una vulnerabilità mal gestita che cerca di nascondersi dietro l'aggressione verbale. La Trappola del Registro: Perché Non Rispondere al Fuoco col Fuoco Il pericolo maggiore in un dibattito non è subire un insulto, ma reagire adottando lo stesso registro dell'avversario. Cedere a questa tentazione significa commettere una profonda ingiustizia alla sincerità delle nostre stesse posizioni. Se permettiamo alla scomposta reazione altrui di dettare le regole della nostra comunicazione, tradiamo l'integrità del nostro pensiero originale. Discendere nel disordine emotivo dell'altro è un atto di auto-sabotaggio filosofico: significa rinunciare alla superiorità della ragione per affogare nello stesso "sangue" dell'insultante. Mantenere la lucidità di fronte a un attacco scomposto non è solo una prova di forza psicologica, ma un dovere etico verso la verità che stiamo cercando di esprimere. Rimanere ancorati alla propria razionalità, anche quando l'altro capitola nell'offesa, è l'unico modo per onestamente onorare il contenuto del proprio discorso. Conclusione: Oltre la Superficie del Dialogo Smettere di sovrapporre provocazione e insulto è un atto di igiene mentale e civile. Dobbiamo imparare a vedere nella prima una richiesta di analisi e nel secondo l'esposizione di una ferita interiore. Sono due polarità opposte: l'una cerca il "più" della conoscenza attraverso lo scontro, l'altra rivela il "meno" della capacità dialettica. In un'epoca di conflitti verbali perenni, recuperare questa distinzione significa restituire nobiltà alla discussione e proteggere la nostra integrità intellettuale dalle reazioni scomposte che, troppo spesso, scambiamo per forza.La prossima volta che ti sentirai attaccato, avrai il coraggio di chiederti se l'altro sta cercando un confronto o se sta semplicemente sanguinando?

ANSA.it 7d

La sentenza del processo per l'omicidio di Giulio Regeni sarà pronunciata il 28 settembre, dopo che i difensori dei quattro agenti egiziani accusati di sequestrarlo, torturarlo e ucciderlo hanno presentato le loro argomentazioni. #GiulioRegeni #processo #giustizia

Caso Regeni, la sentenza è fissata per il 28 settembre

Leggo l’editoriale di Caracciolo su Limes e cosa ci trovo? Che Mosca non è una minaccia e che raccontare che la Russia voglia invadere l’Europa è utile solo a giustificare il riarmo. Cioè esattamente quello che qualche giorno fa ha detto Conte, scritto Travaglio e ripetuto Bettini. È interessante vedere quanto spesso attorno ad argomentazioni filorusse si verifichi questo straordinario coordinamento (mesi fa se ne parlò, ad esempio, per la famigerata “minaccia baltica”) e come nel gruppo di megafoni che rilanciano certe teorie Limes e Caracciolo non manchino praticamente mai. #Russia #Geopolitica #Storia

Chi sul Chat Control usa l'argomento demenziale: "cosa hai da nascondere?" non ha nemmeno il sadismo di Dzeržinskij, è semplicemente un cretino e non merita alcuna risposta. A meno che non mi fornisca la password del suo home banking, in quel caso sono disposto a discutere l'argomento. #ChatControl #Privacy #Libertà

Jesse Eisenberg ha raccontato la sua esperienza di donazione di un rene per sensibilizzare sull'argomento, sottolineando che chi dona un rene tende a vivere più a lungo e che circa 90.000 persone negli Stati Uniti aspettano un trapianto. #DonazioneRene #JesseEisenberg #TrapiantoRene

“Si può donare un rene, io l’ho fatto. Le persone che donano un rene tendono a vivere più a lungo rispetto a chi non lo fa”: parla Jesse Eisenberg

Ma il fatto che se fa caldo parlano di apocalisse climatica e se fa un po' meno caldo cambiano argomento non suggerisce proprio alcuna riflessione al parco buoi...? #climatechange #globalwarming #sostenibilità

Dopo l'eliminazione degli Stati Uniti dai Mondiali di calcio, i leader europei presenti al vertice della NATO avrebbero deciso di evitare di discutere dell'argomento con Donald Trump per non disturbare i fragili equilibri dell'Alleanza Atlantica. #Mondiali2026 #Nato #Trump

«Non menzioniamo i Mondiali a Trump». La scelta dei leader Nato dopo il caso Balogun (e l'eliminazione Usa)

#garlasco il sistematico e coordinato attacco alla procura insistito, generico, non argomentato, pregiudiziale, propagandistico, fondato anche su dati falsati e analisi ridicole,da parte di chi ha precisi interessi di parte, è la miglior prova che a Pavia sono sulla strada giusta #giustizia #Pavia #attualità

The PD rejects preferences arguing that they would penalize women. I wonder where the logic is: if a candidate has support, they receive preferences; if they don’t, they don’t receive them. Tying the system of preferences to gender equality, among all the anti-preference arguments, (translated)

One of the most disturbing topics: the sharp increase in the incidence of cancer in young people. (translated)

Tomorrow morning we will tackle one of the most disturbing topics: the sharp increase in cancer incidence among young people (and the vaccine has nothing to do with it, as it has been increasing for 30 years). Don't miss it. (translated)