In Paris, the wait for the mass of Leo XIV has exceeded expectations with 600,000 registrants, forcing the authorities to expand the area of the celebration to Place de l'Étoile and Avenue de la Grande-Armée to accommodate the faithful. (translated)

In Paris, the wait for the mass of Leo XIV has exceeded expectations with 600,000 registrants, forcing the authorities to expand the area of the celebration to Place de l'Étoile and Avenue de la Grande-Armée to accommodate the faithful. (translated)

“Ma usciti da questo hotel ho l’impressione che la maggioranza delle persone ritiene che Meloni non sia stata all’altezza delle aspettative – attacca Matteo Renzi – la vera questione non sono i sondaggi, il sondaggio più forte al supermercato e dal benzinaio”
“Curtis Jones mancava, è uno che gioca tutte le partite da 6,5” ( Di Canio) La domanda ricorrente di ieri è su di lui. Vedete io la penso proprio così, è un ottimo normalizzatore di cose facili, ma le cose facili paradossalmente diventano difficili se vuoi strafare o non sai giocare a calcio. Questo è Curtis Jones ed è questo che porterà all’Inter, Chivu lo ha tanto voluto per questo. E a me piace. Se mi chiedete vuoi il dribblomane che fa tunnel o Jones, scelgo sempre Jones. Però non è il fenomeno che vi hanno descritto quelli che seguono (ride) la premier e sapevano tutto su di lui. In questi mesi ho visto accostamenti allucinanti che ne hanno aumentato l’hype a dismisura e ora potrebbe esserci il rebound: gente che si aspetta Zidane e si ritrova Jones. Il vero Jones. Se guardato con le giuste aspettative è un ottimo centrocampista, se guardato con ignoranza pioveranno critiche anche per lui, un po’ come quando i giornalai vi descrivevano Luis Henrique come il tanto agognato dribblomane e oggi è quasi odiato dai più. #CurtisJones #Calcio #Inter
La Rivincita del “GIO Festival”: “Broadway World” Celebra “Marina” e il Teatro Umberto Giordano di Foggia (Lettere Meridiane.org by Geppe Inserra) SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/la-rivincita-del-gio-festival-broadway-world-celebra-e-asgue/ SOURCE: https://www.letteremeridiane.org/2026/08/la-rivincita-del-gio-festival-broadwayworld-celebra-marina-e-foggia/ Il GIO Festival è stato a dir poco snobbato da Rai3 Puglia e da altre testate regionali. Ma il festival dedicato a Umberto Giordano, promosso dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia e della Fondazione Monti Uniti, si è preso una bella rivincita, finendo nella home page di BroadwayWorld grazie alla prima mondiale dell’opera Marina, andata in scena il 5 giugno scorso al Teatro Umberto Giordano di Foggia. Non è poco, visto che BroadwayWorld è tra i più importanti siti statunitensi dedicati al teatro e allo spettacolo. Lo sbarco oltreoceano dell’opera del grande compositore foggiano non è sfuggito a Luciano Magaldi Sardella, che ha inviato alla redazione di Lettere Meridiane un approfondito e interessante contributo che potete leggere di seguito. Nell’articolo, l’autore ricostruisce con maestria la straordinaria vicenda della prima opera di Giordano, composta nel 1888 e rimasta per 138 anni senza un allestimento scenico, fino alla storica rappresentazione del 5 giugno scorso al Teatro Giordano. Ma soprattutto racconta come la prima edizione del GIO Festival abbia riportato Foggia al centro della scena lirica internazionale, attraverso il ritrovamento e la valorizzazione di Marina, il coinvolgimento di importanti istituzioni musicali e l’attenzione della stampa americana. Una stimolante riflessione sul riscatto culturale e identitario di una città che troppo a lungo ha portato il nome di Giordano sul frontone del proprio teatro senza riuscire a farne leva di visibilità internazionale. (g.i.) + + + + + Ci sono momenti nella storia di una città in cui il passato e il futuro si stringono la mano sul palcoscenico del presente. Foggia ha vissuto uno di questi momenti la sera del 5 giugno 2026, quando il sipario del Teatro Umberto Giordano si è alzato su Marina, un’opera composta nel lontano 1888 da un pressappoco ventunenne di nome Umberto Giordano, ancora studente al Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli. E quella partitura ha finalmente trovato, dopo centotrentotto anni di silenzio, il suo primo respiro scenico nel mondo. “Non è un evento ordinario. È una svolta. Un vuoto colmato. Una storia riscritta.” Umberto Giordano, uno dei più celebri compositori veristi della fin-de-siècle, nato a Foggia, autore di capolavori come Andrea Chénier, Fedora, Siberia, era rimasto fino ad oggi l’unico grande operista italiano senza un festival interamente dedicato alla sua opera. Un paradosso che pesava come un’ingiustizia storica su una città che porta il suo nome inciso sul frontone del proprio teatro più bello. È il viaggio incredibile di Marina, la prima opera di Umberto Giordano, che dopo 138 anni di oblio ha avuto la sua prima mondiale in forma scenica il 5 giugno 2026 al Teatro Umberto Giordano di Foggia, come evento di apertura del GIO Festival, durante la prima edizione del Giordano International Opera Festival. Il manoscritto, custodito nella Frederick R. Koch Collection della Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell’Università di Yale, ha compiuto un viaggio straordinario: dalle biblioteche d’élite della costa est americana al cuore pulsante della Daunia. Nella notte del 5 giugno 2026, al Teatro Umberto Giordano di Foggia, quel silenzio si è finalmente spezzato. Il GIO Festival è nato a Foggia come un grande nuovo progetto culturale promosso dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia, con l’obiettivo di trasformare l’eredità artistica del compositore verista in un motore di valorizzazione territoriale e turismo culturale. Sotto la direzione artistica della direttrice d’orchestra Gianna Fratta e del violinista Dino De Palma, l’evento colma finalmente un vuoto storico. Il modello di riferimento è esplicito e ambizioso: un progetto ispirato ai grandi festival dedicati ai compositori italiani come il Verdi Festival, il Puccini Festival, il Rossini Opera Festival (e così via…) , pur mantenendo una forte dimensione territoriale e partecipativa. Foggia, in altri termini, si candida ufficialmente al tavolo dei grandi. E lo fa con le credenziali che servono: una prima mondiale scenica irripetibile (parallela a quella concertistica del teatro milanese Dal Verme registrata dalla prestigiosa casa discografica lirica Decca Classics), una produzione operistica di qualità (tutta la macchina organizzativa), istituzioni culturali di primo piano al suo fianco (Teatro dell’Opera di Milano, Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari). Il festival si è avvalso della collaborazione dell’Orchestra del Conservatorio e del Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari, del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia, della Fondazione dei Monti Uniti e della Fondazione Apulia Felix. Una rete di eccellenze che ha conferito alla manifestazione spessore e risonanza nazionale. Il Teatro Umberto Giordano è uno scrigno ottocentesco di rara bellezza, il più antico teatro funzionante storico a ferro di cavallo in Puglia. Eppure per decenni ha vissuto in una sorta di semiclandestinità culturale, relegato ai margini delle rotte liriche che contano, condannato anche da ritari di lavorazioni che ne hanno bloccato l’utilizzo dal 2007 al 2014, inclusa la recente richiesta di adeguamento antincendio. Inoltre, Qualcuno lo chiamava, con quel misto di condiscendenza e rassegnazione tutta provinciale, “teatro di provincia”, destinato solo a raccogliere la denominazione storica di Umberto Giordano. Quell’etichetta è ora destinata a cadere. È proprio a Foggia che questo piccolo capolavoro giovanile ha visto il suo primo allestimento scenico, inserendo la città nella toponomastica internazionale dell’opera lirica. Un posizionamento che non ha precedenti nella storia recente della città. Il Teatro Giordano ha registrato il tutto esaurito nella storica prima in formato scenico della Marina giordaniana, accogliendo centinaia di spettatori, mentre altrettanti hanno seguito lo spettacolo dall’esterno grazie a un maxi schermo allestito per l’occasione. La produzione ha risposto con piena dignità artistica alle aspettative: l’allestimento ha trasportato la vicenda nel periodo della Prima Guerra Mondiale, accentuando il carattere drammatico e realistico dell’opera. Sul podio, l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia diretta da Matteo Dal Maso. Scene e costumi affidati ad Alfredo Troisi, luci curate da Massimo Russo. Un ensemble di talenti che ha reso onore al nome che il teatro porta con orgoglio. Il sigillo definitivo dell’importanza storica di questo momento è arrivato dall’altra parte dell’Atlantico. Broadway World, la più influente testata mondiale di critica e informazione sullo spettacolo dal vivo, arricchito dalle sue oltre 5,5 visualizzazioni mensili nel mondo, ha dedicato all’evento una copertura esclusiva, pubblicando una galleria fotografica integrale della première mondiale scenica a cura di Chloe Rabinowitz e un approfondimento critico di notevole spessore a cura di Rachel Stone. L’articolo della testata americana ha sottolineato il valore storico dell’operazione e il legame tra il compositore e la sua città natale, evidenziando la qualità musicale della partitura, definita sorprendentemente matura rispetto all’età del compositore. Il Teatro Umberto Giordano è così approdato per la prima volta sul sito newyorchese affiancandosi a leggendo comer Los Angeles Opera House, Houston Opera, BBC Classical Music at Royal Opera House, e via dicendo. È lì il suo posto naturale. Doveva esserci già da almeno diversi decenni. Ma finora il mondo conosceva Umberto Giordano, ricordandosi i suoi successi milanesi e non l’opera giovanile scritta tra Foggia e il conservatorio di Napoli, la perduta (e poi ritrovata) Marina (1888). Ma sottolineiamolo: non è un dettaglio secondario. Broadway World non dedica gallerie esclusive ai teatri di provincia. Lo fa per gli eventi che spostano le coordinate della storia della musica, dell’opera, del teatro nei circuiti che contano. E questa volta, quelle coordinate si sono spostate su Foggia grazie al GIO Festival, in nome di Umberto Giordano. Ricordiamo per onor di cronaca, o per chi ancora non lo sapesse, che Il GIO Festival è un nuovo e ambizioso evento a cadenza biennale ideato dalla Camera di Commercio di Foggia, con l’obiettivo di celebrare il genio del compositore foggiano Umberto Giordano e trasformarlo in un potente volano di sviluppo per l’intera Capitanata. Biennale significa continuità, progettualità, visione. Significa che Foggia non vuole essere una meteora nel firmamento operistico, ma una presenza stabile e riconoscibile nel panorama dei festival lirici del circuito internazionale. Andrea Chénier, Siberia e Fedora avevano già portato da almeno un secolo il nome di Giordano al Metropolitan Opera House di New York, dove l’opera viene eseguita ancora oggi con grande partecipazione di pubblico. Ora è Foggia stessa, non solo le sue opere sparse per il mondo, a reclamare il proprio “posto al sole”. Il compositore che la sua città aveva faticato a riconoscere in vita, e di cui conserva il nome sul teatro, sulla piazza e sul conservatorio, può diventare finalmente leva di un riscatto culturale, economico e identitario senza precedenti. Il GIO Festival 2026 non è un punto d’arrivo, spero. Dovrebbe essere il primo capitolo di una storia nuova per Foggia, per la Capitanata, per il Mezzogiorno culturale italiano. Il Teatro Umberto Giordano non è più soltanto un gioiello architettonico da preservare: è diventato ora un luogo di creazione e di ispirazione, capace di attrarre l’attenzione della stampa internazionale e di ospitare eventi che entrano nei libri della lirica mondiale. A chi ancora sussurra che Foggia è una città di provincia, la risposta ora è scritta sui palchi del mondo: la sera del 5 giugno 2026, la periferia è diventata centro.
Lo ripeto qua perché merita un thread a sé: le critiche sulla qualifica della #Ferrari secondo me sono immotivate. La PU Ferrari quest'anno era tra le peggiori e Monza è la pista più di motore in un regolamento dove conta soprattutto il motore... Senza ADUO 2 #Leclerc ed #Hamilton uscivano facile in Q2, quello era il valore della PU Ferrari. Il fatto che siano a un paio di decimi dalla pole e abbiano possibilità addirittura di vittoria per la gara in una pista del genere ha del miracoloso, ed arriva grazie al gran giro dei piloti, ad un gran telaio e a un bel passo avanti di motore con l'ADUO 2. Che non significa prendere o addirittura superare Mercedes, che in qualifica peraltro ha una extra mappa clamorosa. Non si capisce da dove arrivi l'aspettativa che Lewis e Charles avessero dovuto fare prima fila fischiettando su una pista del genere. Ciò non assolve il peccato originale del motore 26, che sempre da lì è uscito... ma serve solo ad avere un quadro più chiaro, tra aspettative e realtà. #ItalianGP #Ferrari #F1 #ItalianGP
A private plane carrying U.S. envoys Jared Kushner and Steve Witkoff has landed in Moscow as Russian Deputy Foreign Minister Sergei Ryabkov expresses his hopes for a meeting with President Putin regarding the current crisis. (translated)

At the Venice Film Festival, director Nanni Moretti presents his new film It Will Happen Tonight amid applause, while the Gallagher brothers from Oasis launch their documentary without granting interviews, in an event full of stars and expectations. (translated)

La Ferrari ha davvero accorciato il gap di potenza? I piloti Mercedes dicono “molto”, la Ferrari minimizza. Nessuno dice la verità, entrambi buttano la palla che scotta nel campo opposto per alleggerire le aspettative a Monza https://t.co/72pWqEc3F5 #F1 #Formula1 #Ferrari
CLAMOROSO A NEW YORK: BU LASCIA 4 GAME A JÓDAR 🤯 Si chiude in maniera rapidissima lo US Open dello spagnolo! Il classe 2006 cede con lo score di 6-2 6-1 6-1 al cinese Bu, che era entrato in tabellone come lucky loser dopo aver perso al turno decisivo di qualificazioni contro Federico Cinà! Prestazione ai limiti della perfezione da parte del n°124 ATP, che al settimo tentativo centra la sua prima vittoria Slam; rimandato, invece, Jódar, che arrivava a questo appuntamento con ben altre aspettative... #USOpen #Tennis #Sport
Piero Ausilio is about to leave Inter after 28 years, as the club did not make sufficient efforts to retain him and did not meet his contract expectations. (translated)

In a hundred days since his installation, Ali al-Zaidi's government in Iraq has disappointed expectations, failing to fulfill crucial commitments regarding human rights and leaving several issues related to justice and freedom of expression unresolved. (translated)

In Iceland, the referendum on reopening negotiations for accession to the European Union favors the no, with 50.1% of voters rejecting the government's proposal, while the capital Reykjavík shows support for yes but with results below expectations. (translated)

🚨🚨⚽️Simonelli: "Sulla Supercoppa stiamo aspettando delle offerte. Se saranno in linea con le aspettative potremo giocarla sia fuori che dentro l'Europa, ma non lontanissimo. Altrimenti sarà a San Siro perché come da regolamento si gioca sul campo della squadra che ha vinto lo Scudetto. Non sappiamo ancora dove giocare ma con grandissima probabilità la giocheremo o il 22 o il 23 dicembre, prima di Natale" #Supercoppa #Calcio #Sport
Sara Curtis, si sente il simbolo di un’Italia nuova? «Amo il mio sport e faccio il mio dovere, non c’è niente di fenomenale». Insomma: sei medaglie agli Europei e due record del mondo in 24 ore nei 50 dorso. «Mi sono preparata per questo e sono felice di aver raggiunto i miei obiettivi, anche se forse sono andati anche oltre le mie aspettative». Lo sport cosiddetto dilettantistico sta regalando all’Italia più soddisfazioni del calcio. «Al calcio va riconosciuto il ruolo storico e mediatico che ha, ma questo non giustifica i commenti ignoranti e arroganti fatti sulle nostre discipline. Non lo elemosino, ma un calciatore non sarebbe mai sceso dal suo piedistallo per farmi i complimenti come ha fatto Jannik Sinner». L'intervista integrale di Alessandra Retico su Repubblica #rep #sport #Italia #successo
The relatives of the victims of the Morandi Bridge, represented by Egle Possetti, express expectations of greater attention from the government and declare themselves hopeful while awaiting the appeal, while commemorating the eighth anniversary of the tragedy that led to the death of 43 people, emphasizing the importance of keeping the memory of the victims alive in the Genoese community. (translated)

Come cambia l'Inter con Spence? Djed Spence non è un sostituto diretto di Dumfries nel senso tattico del termine. L'olandese era un quinto a tutta fascia che garantiva all'Inter profondità verticale, inserimento sul secondo palo e superiorità fisica sull'ultimo terzo: un attaccante aggiunto travestito da esterno, difficile da replicare a prescindere dal nome. E la sensazione è che l'Inter non volesse nemmeno cercarne uno simile, dato che lo stesso Dumfries aveva faticato ad inizio anno a trovare gli automatismi nell'approccio di Chivu. Spence propone qualcosa di diverso: il suo contributo parte prima, nella capacità di rompere linee attraverso la conduzione. Con quasi 4 dribbling tentati ogni 90 minuti (percentile 99 tra i difensori) e oltre 3.7 progressive carries per 90 (percentile 98), è il giocatore che nella rosa del Tottenham ha registrato più dribbling riusciti nelle ultime due stagioni tra tutte le competizioni. I cross tentati (2.3 per 90) e la posizione media avanzata confermano una presenza offensiva reale, anche se i quinti dell'Inter operano mediamente più alti e con maggiori volumi di passaggi nell'ultimo terzo. I numeri offensivi nella stagione 2025-26 al Tottenham (0 gol e 0 assist in Premier League su 21 partite da titolare) vanno letti nel contesto: Spence ha giocato da terzino sinistro per quasi tutta la stagione, con Porro intoccabile dall'altra parte. Agire sul lato debole, destro di piede, comprime naturalmente le possibilità di cross e conclusione. All'Inter troverà la fascia destra, il suo lato naturale. La similarità con Dimarco (forte nel volume (87) e nel mix di azioni (83.5)) va spiegata con precisione per non creare aspettative distorte. Non sono gemelli: Dimarco è molto più estremo nella rifinitura laterale (5.7 cross per 90 contro 2.3), più incisivo nelle azioni difensive di squadra. Quello che li avvicina è la direzione del profilo: entrambi esterni progressivi e di ampiezza, sopra media nella progressione palla al piede, non costruiti sul duello aereo né sulla circolazione sicura. Spence, anzi, supera Dimarco nella distanza media delle conduzioni progressive, è più fisico e di strappo, meno rifinitorio. Insomma, Spence porta caratteristiche nuove che Chivu ha cercato a lungo, in una fascia dove ad oggi non esistono certezze, ma solo otttime suggestioni. #Inter #Spence #Calcio
CECCON È BRONZO NEI 200 METRI DORSO 🥉😍 Thomas Ceccon non delude le aspettative e si prende la medaglia dei bronzo nei 200 dorso firmando anche il nuovo record italiano 🇮🇹 #EuropeanAquatics #Paris2026 #Ceccon https://t.co/fsRdgu7Dax #Ceccon #Bronzo #Nuoto
Spence+Jones sarebbe completamento di mercato ottimo per l'Inter, adeguato alle richieste e alle aspettative di Chivu. Cedere L.Henrique con un giovane talento offensivo al suo posto sarebbe la ciliegina sulla torta. Applausi ai dirigenti se ce la dovessero fare. #Inter #Calciomercato #Calcio