NewsByWire: Il Chiosco di Giornali Abbandonato a San Severo Diventa il Teatro più Piccolo del Mondo — 6 Posti, 15 Minuti, 1 Esperienza Indimenticabile SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/newsbywire-il-chiosco-di-giornali-abbandonato-san-pi%C3%B9-sardella-ph-d--xtcvf/ A San Severo, in Italia, la compagnia teatrale "Foyer '97" ha trasformato un chiosco di giornali abbandonato in "Teatro Edicola", il teatro più piccolo del mondo, con soli sei posti a sedere per spettacoli di 15 minuti. Questa iniziativa mira a rivitalizzare gli spazi urbani inutilizzati e a favorire i legami di comunità, mettendo in evidenza il declino dei chioschi di giornali in Italia e il potenziale dei progetti culturali dal basso di influenzare positivamente le comunità locali. Sostenuto dal Comune, il progetto dimostra come interventi culturali su piccola scala possano avere effetti sociali e culturali duraturi. È un vero piacere e un onore condividere la brillante innovazione del direttore artistico di Teatro '97, il signor Francesco Gravino, e la sua ragguardevole compagnia teatrale su questa meravigliosa e innovativa creazione, un "Teatro Edicola". A San Severo, nel Sud Italia, la compagnia teatrale “Foyer ’97” ha trasformato un chiosco di giornali chiuso da tempo in un monumento culturale unico nel suo genere, riaccendendo il dibattito nazionale sulla scomparsa delle edicole in Italia e sul potere dell’arte dal basso nelle comunità più svantaggiate. Un’edicola da tempo abbandonata su una strada tranquilla del centro di San Severo, in provincia di Foggia, ha ricevuto una seconda vita — e potrebbe essere diversa da qualsiasi altra cosa al mondo. Il luogo si chiama “Teatro Edicola” e si candida a essere il teatro più piccolo della Terra. Il progetto è stato ideato e diretto dal direttore artistico di “Foyer ’97”, Francesco Gravino, ed è stato lanciato in occasione della Giornata Mondiale del Teatro 2026 del 27 marzo, con l’obiettivo dichiarato di trasformare un pezzo dimenticato di infrastruttura urbana in un luogo d’incontro tra persone e storie. Lo spazio misura solo pochi metri quadrati. All’interno ci sono gli artisti, all’esterno il pubblico: sei spettatori alla volta, seduti a meno di un metro dal palco. Ogni spettacolo dura circa quindici minuti — il tempo sufficiente, dicono coloro che hanno assistito, per vivere un’esperienza diversa da qualsiasi altra serata a teatro. La scelta di lavorare in uno spazio così radicalmente ristretto è voluta, non una necessità. «Questo è un teatro di prossimità», ha spiegato Gravino. «In un’epoca di distanze digitali, noi rimettiamo il contatto umano al centro». La frase suona quasi come un manifesto, lanciato proprio nel momento in cui la cultura fatica a trovare uno spazio fisico nelle città e le connessioni autentiche tra le persone sembrano sempre più rare. Il Comune di San Severo ha sostenuto l’iniziativa, riconoscendola come esempio concreto di rigenerazione urbana. Gli amministratori cittadini hanno sottolineato che il progetto dimostra come interventi su piccola scala — a basso costo ma ad alto significato — possano generare un impatto culturale e sociale destinato a durare ben oltre l’evento stesso: «Non servono grandi investimenti per fare cultura. Servono idee che uniscano una comunità». Teatro Edicola parla di una sfida che riguarda tutta l’Italia. Secondo i dati di settore, il numero di edicole attive nel Paese è sceso da circa 35.000 nel 2005 a circa 20.000 nel 2024 — un calo del 42,8% in meno di vent’anni. Un tempo pilastri della vita di quartiere e luoghi di scambio sociale spontaneo, migliaia di chioschi sono stati chiusi a causa del crollo delle vendite della carta stampata e del passaggio all’informazione digitale, lasciando vuoti inutilizzati sparsi per le città italiane. In questo contesto, ciò che sta accadendo a San Severo assume un particolare valore civico. La città, come gran parte del Sud Italia, viene spesso descritta nel discorso pubblico per le sue vulnerabilità strutturali — criminalità organizzata, disagio sociale e marginalizzazione urbana. In territori come questo, un’iniziativa culturale di piccole dimensioni può diventare qualcosa di più di un progetto artistico: un atto di appartenenza e di resistenza. Forte del successo della stagione inaugurale, Teatro Foyer ’97 sta ora valutando di programmare nuovi spettacoli su base continuativa e sta esplorando attivamente la possibilità di acquistare l’edicola per dare al progetto una sede definitiva. San Severo, con il suo teatro in miniatura, sta lanciando un messaggio che va ben oltre i suoi confini: la cultura può mettere radici ovunque — anche negli spazi più piccoli. Forse è proprio da lì che dovrebbe ricominciare.
NewsByWire: Il Chiosco di Giornali Abbandonato a San Severo Diventa il Teatro più Piccolo del Mondo — 6 Posti, 15 Minuti, 1 Esperienza Indimenticabile SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/newsbywire-il-chiosco-di-giornali-abbandonato-san-pi%C3%B9-sardella-ph-d--xtcvf/ A San Severo, in Italia, la compagnia teatrale "Foyer '97" ha trasformato un chiosco di giornali abbandonato in "Teatro Edicola", il teatro più piccolo del mondo, con soli sei posti a sedere per spettacoli di 15 minuti. Questa iniziativa mira a rivitalizzare gli spazi urbani inutilizzati e a favorire i legami di comunità, mettendo in evidenza il declino dei chioschi di giornali in Italia e il potenziale dei progetti culturali dal basso di influenzare positivamente le comunità locali. Sostenuto dal Comune, il progetto dimostra come interventi culturali su piccola scala possano avere effetti sociali e culturali duraturi. È un vero piacere e un onore condividere la brillante innovazione del direttore artistico di Teatro '97, il signor Francesco Gravino, e la sua ragguardevole compagnia teatrale su questa meravigliosa e innovativa creazione, un "Teatro Edicola". A San Severo, nel Sud Italia, la compagnia teatrale “Foyer ’97” ha trasformato un chiosco di giornali chiuso da tempo in un monumento culturale unico nel suo genere, riaccendendo il dibattito nazionale sulla scomparsa delle edicole in Italia e sul potere dell’arte dal basso nelle comunità più svantaggiate. Un’edicola da tempo abbandonata su una strada tranquilla del centro di San Severo, in provincia di Foggia, ha ricevuto una seconda vita — e potrebbe essere diversa da qualsiasi altra cosa al mondo. Il luogo si chiama “Teatro Edicola” e si candida a essere il teatro più piccolo della Terra. Il progetto è stato ideato e diretto dal direttore artistico di “Foyer ’97”, Francesco Gravino, ed è stato lanciato in occasione della Giornata Mondiale del Teatro 2026 del 27 marzo, con l’obiettivo dichiarato di trasformare un pezzo dimenticato di infrastruttura urbana in un luogo d’incontro tra persone e storie. Lo spazio misura solo pochi metri quadrati. All’interno ci sono gli artisti, all’esterno il pubblico: sei spettatori alla volta, seduti a meno di un metro dal palco. Ogni spettacolo dura circa quindici minuti — il tempo sufficiente, dicono coloro che hanno assistito, per vivere un’esperienza diversa da qualsiasi altra serata a teatro. La scelta di lavorare in uno spazio così radicalmente ristretto è voluta, non una necessità. «Questo è un teatro di prossimità», ha spiegato Gravino. «In un’epoca di distanze digitali, noi rimettiamo il contatto umano al centro». La frase suona quasi come un manifesto, lanciato proprio nel momento in cui la cultura fatica a trovare uno spazio fisico nelle città e le connessioni autentiche tra le persone sembrano sempre più rare. Il Comune di San Severo ha sostenuto l’iniziativa, riconoscendola come esempio concreto di rigenerazione urbana. Gli amministratori cittadini hanno sottolineato che il progetto dimostra come interventi su piccola scala — a basso costo ma ad alto significato — possano generare un impatto culturale e sociale destinato a durare ben oltre l’evento stesso: «Non servono grandi investimenti per fare cultura. Servono idee che uniscano una comunità». Teatro Edicola parla di una sfida che riguarda tutta l’Italia. Secondo i dati di settore, il numero di edicole attive nel Paese è sceso da circa 35.000 nel 2005 a circa 20.000 nel 2024 — un calo del 42,8% in meno di vent’anni. Un tempo pilastri della vita di quartiere e luoghi di scambio sociale spontaneo, migliaia di chioschi sono stati chiusi a causa del crollo delle vendite della carta stampata e del passaggio all’informazione digitale, lasciando vuoti inutilizzati sparsi per le città italiane. In questo contesto, ciò che sta accadendo a San Severo assume un particolare valore civico. La città, come gran parte del Sud Italia, viene spesso descritta nel discorso pubblico per le sue vulnerabilità strutturali — criminalità organizzata, disagio sociale e marginalizzazione urbana. In territori come questo, un’iniziativa culturale di piccole dimensioni può diventare qualcosa di più di un progetto artistico: un atto di appartenenza e di resistenza. Forte del successo della stagione inaugurale, Teatro Foyer ’97 sta ora valutando di programmare nuovi spettacoli su base continuativa e sta esplorando attivamente la possibilità di acquistare l’edicola per dare al progetto una sede definitiva. San Severo, con il suo teatro in miniatura, sta lanciando un messaggio che va ben oltre i suoi confini: la cultura può mettere radici ovunque — anche negli spazi più piccoli. Forse è proprio da lì che dovrebbe ricominciare.
The Psychologist – The British Psychological Society – Quando i Muri Diventano Benessere SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/psychologist-british-psychological-society-when-sardella-ph-d--jl9df/ Dr Luciano Magaldi Sardella e il Professor Matteo Mantuano parlano di come lo "Stramurales International Street Art Festival" e l'arte di strada partecipativa transforma la salute mentale urbana. Link: https://www.bps.org.uk/psychologist/when-walls-become-wellness The Psychologist, The British Psychological Society by esteemed Dr. Joe Sutton, Head of Science Communication at BPS. Contenuto dell’articolo In un torrido pomeriggio del giugno 2018, ci trovavamo nella piazza centrale di Stornara, una piccola città agricola della Puglia, nel Sud Italia, ad assistere a qualcosa di straordinario. L'artista locale Lino Lombardi stava facilitando un acceso dibattito tra i residenti su quali progetti murali avrebbero dovuto ornare i muri fatiscenti della loro città. Ciò che ci colpì non fu l'arte in sé, bensì la trasformazione che vedemmo negli occhi di persone che, solo pochi mesi prima, avevano descritto la loro città natale come un luogo da cui fuggire. Erano individui che reclamavano la propria narrazione, votavano sul proprio futuro, dipingendo letteralmente sopra decenni di declino. Siamo psicologi ambientali e di comunità che hanno trascorso oltre un decennio a studiare come gli ambienti costruiti plasmino i risultati in termini di salute mentale. La ricerca del Dottor Luciano Magaldi Sardella si concentra sugli interventi artistici partecipativi nelle comunità rurali in declino, mentre il Professor Matteo Mantuano è specializzato nei meccanismi psicologici dell'empowerment comunitario e dell'agentività collettiva. Quando venimmo a conoscenza del festival Stramurales all'inizio del 2018, riconoscemmo in esso una rara opportunità di osservare l'arte urbana partecipativa come potenziale strumento per affrontare la crisi della salute mentale che affligge le città in via di spopolamento del Sud Italia. Nel corso degli ultimi sette anni abbiamo condotto un'ampia ricerca sul campo a Stornara — intervistando i residenti, documentando l'evoluzione del festival e analizzando i suoi impatti psicologici e sociali. Ciò che abbiamo trovato a Stornara era qualcosa di ben più significativo di un'innovativa iniziativa artistica guidata dalla comunità. Era la psicologia ambientale in azione — che ridefiniva la nostra comprensione del rapporto tra ambienti costruiti, arti partecipative e salute mentale. La Crisi Nascosta alla Vista di Tutti Ricerche recenti rivelano un'allarmante convergenza di crisi ambientali e della salute mentale che rimane curiosamente poco esaminata nel discorso psicologico. La ricerca sulla salute mentale riceve appena il 2,3 per cento dei finanziamenti complessivi del National Institute of Health. Non possiamo sapere quanta parte di questi riguardi i nostri ambienti — sia naturali che costruiti — che plasmano in modo fondamentale il nostro benessere psicologico. Il campo di recente proposta denominato "EnvironMental Health" sottolinea che il deterioramento degli ambienti costruiti correla significativamente con stress elevato, isolamento sociale e peggioramento dei risultati in termini di salute mentale. Le comunità rurali del Sud Italia incarnano questa crisi. Tra il 2002 e il 2017, la regione del Sud Italia ha perso circa due milioni di residenti a causa della migrazione, prevalentemente giovani adulti tra i 15 e i 34 anni. Questo esodo ha creato ciò che Johan Galtung ha descritto come "violenza strutturale" — assetti sistematici che impediscono alle comunità di realizzare il proprio potenziale. Il tributo in termini di salute mentale si manifesta non solo in diagnosi individuali, ma nella disperazione collettiva, nell'erosione del capitale sociale e in comunità che guardano il proprio futuro emigrare letteralmente. Stornara esemplificava questa traiettoria. Nel 2017, questo comune di 6.000 abitanti affrontava la familiare spirale: la contrazione economica che precipitava l'emigrazione giovanile, accelerando il deterioramento delle infrastrutture e alimentando un ulteriore declino. I muri crollavano. Le attività commerciali chiudevano. La speranza evaporava. Poi qualcosa cambiò. La Rivoluzione Stramurales: Democrazia attraverso l'Arte Ciò che è emerso a Stornara trascende il convenzionale turismo culturale. Il Festival Internazionale di Street Art Stramurales opera attraverso tre meccanismi democratici fondamentali che lo distinguono dai superficiali progetti di abbellimento urbano. Organizzato attraverso Stornara Life APS — un'associazione a iscrizione aperta fondata dal Maestro Lino Lombardi — il festival previene la cattura elitaria attraverso la partecipazione volontaria dei proprietari degli immobili, garantendo l'assenza di coercizione; la selezione democratica dei contenuti attraverso la votazione annuale della comunità sui temi del festival e sulle proposte di murales; e una governance trasparente e inclusiva che dà a tutti i residenti voce in capitolo nella direzione del festival. Questa architettura partecipativa facilita ciò che l'Organizzazione Mondiale della Sanità descrive come "empowerment comunitario" — processi che consentono alle comunità di aumentare il controllo sui fattori determinanti che influenzano la loro salute. Recenti studi sul campo a Vienna dimostrano che gli interventi di arte urbana riducono stress e ansia migliorando al contempo gli stati d'umore, ma Stramurales va oltre, incorporando la creazione artistica all'interno di strutture decisionali democratiche. Quando i residenti offrono volontariamente i propri muri e votano sui contenuti, compiono atti di investimento materiale e psicologico. Questo ripristino dell'agentività collettiva — la convinzione che i residenti possano plasmare il futuro della propria città natale anziché limitarsi ad assistere al suo declino — affronta direttamente la violenza strutturale che erode la salute mentale. Tra il 2020 e il 2025, Stornara ha registrato un notevole incremento delle entrate turistiche nonostante le perturbazioni causate dalla pandemia. Nuove attività commerciali hanno aperto i battenti. Un emigrato originario di Stornara, tornato a malincuore nel 2017 per assistere i genitori anziani, lavora ora come guida turistica e descrive Stornara come "la città più bella d'Italia". Non si tratta semplicemente di indicatori economici. Sono risultati in termini di salute mentale. La Scienza alla Base della Trasformazione La ricerca contemporanea in molteplici discipline valida ciò che i residenti di Stornara sperimentano visceralmente. Una revisione sistematica del 2024, che ha esaminato 79 articoli sottoposti a revisione paritaria, ha identificato come i luoghi dell'arte — dai musei permanenti alle installazioni pubbliche temporanee — stimolino il coinvolgimento della comunità, rafforzino l'identità culturale e favoriscano la coesione sociale. I progetti murali guidati dalla comunità rafforzano specificamente l'identità e l'orgoglio locali, creando nuove routine che incoraggiano le persone a interagire e costruire relazioni. Una recente ricerca sperimentale condotta a Berlino ha rilevato che le mostre d'arte a livello del marciapiede hanno alterato significativamente il legame dei visitatori con il proprio quartiere e la loro soddisfazione nei suoi confronti, migliorando il benessere complessivo. Ciò si allinea con le teorie emergenti sull'impatto della fruizione artistica sulla salute mentale, che individua cinque meccanismi chiave: processi affettivi che regolano le emozioni e lo stress; processi cognitivi che forniscono stimolazione sensoriale e apprendimento; processi sociali che creano esperienze condivise; auto-trasformazione attraverso la riflessione; e costruzione della resilienza per affrontare le sfide. La ricerca in psicologia ambientale dimostra che gli ambienti costruiti operano come interventi terapeutici. Studi sulle strutture di degenza psichiatrica rivelano che gli elementi progettuali che influenzano privacy, controllo, accesso alla luce naturale e, in particolare, l'inclusione di opere d'arte hanno un impatto significativo sui risultati dei pazienti. Se i muri degli ospedali hanno importanza terapeutica, quanto più lo avranno i muri che incontriamo quotidianamente nelle nostre comunità? Il modello Stramurales sfrutta questi meccanismi attraverso il recente concetto di "visual health activism". Diversi murales affrontano esplicitamente temi legati alla salute e ai diritti umani: "Refuge for All Migrants" di Alaniz Niz rappresenta i lavoratori agricoli africani sfruttati; "Turning Our Backs on Migration" di Sabotaje al Montaje sfida le politiche escludenti; "African Child at Sunset" di Devil Art Design ritrae giovani migranti in cerca di un futuro dignitoso. Queste opere affrontano i determinanti sociali della salute attraverso la difesa dei diritti umani. Le politiche migratorie che negano i diritti fondamentali creano vulnerabilità sanitarie — tra cui accesso limitato all'assistenza sanitaria, condizioni di lavoro pericolose e trauma psicologico derivante dalla discriminazione. I murales svolgono una duplice funzione di salute pubblica: affrontano la salute mentale dei residenti, advocando al contempo per le popolazioni i cui diritti alla salute sono sistematicamente violati. Attaccamento alla Terra e Resilienza Comunitaria Il rapporto tra percezione ambientale, identità culturale e resilienza comunitaria ha ricevuto notevole attenzione accademica nel 2024-2025. Ricerche condotte nelle aree rurali della Cina dimostrano che la percezione ambientale degli spazi pubblici influenza la resilienza comunitaria attraverso gli effetti di mediazione concatenati dell'identità culturale e dell'attaccamento ai luoghi. Quando le comunità trasformano i propri ambienti fisici attraverso processi partecipativi, rafforzano simultaneamente i legami psicologici che costituiscono il fondamento della resilienza. Questo spiega perché Stramurales riesce laddove i tradizionali approcci allo sviluppo economico falliscono. Il festival non si limita a creare valore economico — sebbene oltre 150 murales di artisti internazionali attirino ormai migliaia di visitatori ogni anno. Ridefinisce fondamentalmente il rapporto dei residenti con il proprio ambiente, trasformando le narrative del declino in prove di vitalità. Ogni murale democraticamente selezionato diventa ciò che i ricercatori sulla resilienza chiamano un "ancora di speranza" — una prova tangibile che contraddice la disperazione. La teoria contemporanea della resilienza sottolinea che la forza risiede non soltanto nelle infrastrutture fisiche, ma nella coesione sociale. Una recente analisi del design urbano resiliente nei quartieri emarginati americani ha rilevato che il messaggio dei residenti — "Ci piacciono i nostri vicini, ci piace il carattere del luogo in cui viviamo" — rivelava che la resilienza riguarda fondamentalmente le persone e la comunità. Gli interventi progettuali hanno successo quando preservano e rafforzano questi legami sociali, anziché imporre visioni esterne. Stramurales incarna questo principio. I meccanismi di votazione democratica assicurano che l'arte rifletta i valori autentici della comunità, piuttosto che le preferenze degli artisti o dei curatori. Questo previene lo spostamento culturale che spesso accompagna la rigenerazione urbana, in cui i miglioramenti avvantaggiano i nuovi arrivati alienando al contempo i residenti preesistenti. Centrando l'agentività dei residenti, Stramurales costruisce quella che i ricercatori descrivono come "resilienza critica" — una capacità che affronta le disuguaglianze sottostanti anziché limitarsi ad adattarsi ad esse. Il Divario della Partecipazione e l'Accesso Universale Questi risultati risuonano profondamente con le preoccupazioni di lunga data riguardanti l'accessibilità alle arti. La Commissione Warwick del 2015 ha documentato che l'8 per cento più ricco e più istruito della popolazione britannica rappresentava il 44 per cento delle presenze ai concerti di musica dal vivo e il 28 per cento delle visite alle mostre di arte visiva. Questo divario nella partecipazione colpisce in modo particolare le comunità che trarrebbero il massimo beneficio dall'impegno artistico per la salute e il benessere. Ma Stramurales sfida questa narrativa. La street art come infrastruttura di salute pubblica non richiede biglietti d'ingresso, prenotazioni anticipate né capitale culturale per essere apprezzata. Esiste nei luoghi in cui le persone vivono, trasformando i tragitti quotidiani in incontri con la bellezza e il significato. Il processo di selezione democratica garantisce che l'accessibilità si estenda oltre la fruizione alla co-creazione — i residenti non si limitano a guardare l'arte, ma determinano ciò che appare sui propri muri. Ricerche recenti sulle arti partecipative e sulla coesione sociale sottolineano che gli interventi di successo condividono caratteristiche comuni: erogazione nelle comunità locali, approcci non stigmatizzanti, flessibilità, promozione del coinvolgimento sociale, coinvolgimento di mostre ed erogazione entro specifici archi temporali. Stramurales incorpora tutti questi elementi aggiungendo al contempo una genuine governance democratica. Questo è urgentemente rilevante. Le condizioni di salute mentale tra i giovani a livello mondiale sono in aumento, e i servizi tradizionali di salute mentale rimangono cronicamente sottofinanziati. Se non riusciamo a scalare gli interventi clinici per soddisfare la domanda, dobbiamo investire in approcci preventivi di salute pubblica che mirino ai determinanti sociali. Da Stornara al Mondo: Implicazioni per la Pratica Il modello Stramurales offre un modello replicabile che richiede un modesto investimento finanziario ma una sostanziale partecipazione comunitaria. Gli elementi essenziali includono: coinvolgimento volontario, processo decisionale democratico, uso strategico dei social media per il marketing e integrazione delle narrative locali con le pratiche artistiche globali. Diverse città hanno implementato varianti con risultati promettenti. La ricerca sugli interventi artistici negli spazi urbani in Europa e in Asia dimostra che i progetti d'arte partecipativa possono fungere da "social prescribing", migliorando la resilienza psicologica e potenziando il coinvolgimento pubblico. Gli approcci di "tactical urbanism" — interventi su piccola scala e a basso costo per migliorare gli spazi pubblici — incorporano sempre più l'arte come elemento centrale piuttosto che supplementare. Le implicazioni si estendono oltre le singole comunità. I quadri internazionali, tra cui il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, sanciscono i diritti alla salute e alla partecipazione culturale. Gli obblighi degli Stati di conservare, sviluppare e diffondere la cultura dovrebbero sostenere le iniziative culturali guidate dalla comunità che hanno un impatto dimostrabile sui risultati in termini di salute. Come sottolineano le analisi della governance pandemica, le future riforme della politica sanitaria devono affrontare non solo la preparazione biomedica, ma anche le vulnerabilità sottostanti nella resilienza comunitaria e nella coesione sociale. La street art che opera attraverso strutture partecipative rafforza direttamente queste dimensioni. Cosa gli Psicologi Possono Fare Abbiamo un ruolo da svolgere a molteplici livelli. In primo luogo, dobbiamo condurre ricerche che documentino gli impatti sulla salute mentale degli interventi artistici partecipativi. Sebbene esistano prove promettenti, studi metodologicamente rigorosi con campioni adeguati e follow-up a lungo termine rimangono scarsi. Abbiamo bisogno di disegni sperimentali, non solo di studi osservazionali, che esaminino i meccanismi attraverso i quali le trasformazioni ambientali influenzano i risultati psicologici. In secondo luogo, dovremmo sostenere politiche che riconoscano il coinvolgimento artistico come intervento sanitario. Ciò significa supportare il finanziamento della salute pubblica per le iniziative artistiche comunitarie, in particolare nelle aree economicamente depresse dove i tradizionali approcci allo sviluppo hanno fallito. Dovremmo collaborare con urbanisti, architetti e artisti per integrare le arti partecipative nella rigenerazione dei quartieri fin dall'inizio, non come ripensamenti successivi. In terzo luogo, dobbiamo garantire che gli interventi incarnino una partecipazione genuina piuttosto che una consultazione di facciata. Il modello Stramurales ha successo perché i residenti detengono un potere reale. Senza questo, gli interventi artistici rischiano di replicare le strutture di potere esistenti e di accelerare potenzialmente la gentrificazione che allontana le comunità che si propongono di servire. In quarto luogo, dovremmo adottare metodi di ricerca basati sulle arti che mettano al centro le voci della comunità. Approcci collaborativi come il teatro partecipativo, il photovoice e la poetica collaborativa permettono alle comunità di articolare le proprie esperienze e aspirazioni in modi che le tradizionali valutazioni psicologiche non riescono a cogliere. Questi metodi riconoscono che le comunità possiedono una competenza propria riguardo ai propri bisogni e alle potenziali soluzioni. Infine, dobbiamo collocare gli interventi artistici all'interno di quadri più ampi che affrontino la giustizia sociale. L'arte non dovrebbe funzionare come un "cerotto" che maschera le disuguaglianze sottostanti. Dovremmo invece sfruttare il potenziale dirompente delle arti per promuovere quella che i ricercatori definiscono "resilienza critica" — una capacità che sfida le ingiustizie sistemiche anziché limitarsi ad aiutare le persone ad adattarsi ad esse. Ciò significa affrontare non solo i sintomi (il disagio mentale) ma le cause (la violenza strutturale, l'abbandono economico, i fallimenti politici). Ripensare le Infrastrutture Sanitarie Pubbliche Il caso Stramurales impone una riconsiderazione fondamentale di cosa costituisca un'infrastruttura sanitaria. Immaginiamo tipicamente cliniche, ospedali, farmacie — istituzioni biomediche che erogano trattamenti per condizioni diagnosticate. Ma cosa succederebbe se l'intervento di salute mentale più efficace per una comunità in declino non fosse una nuova struttura psichiatrica, bensì processi democratici che consentano ai residenti di trasformare il proprio ambiente visivo? I muri ricoperti di arte selezionata democraticamente, creata attraverso una genuina partecipazione comunitaria, migliorano in modo dimostrabile la salute mentale della comunità operando al contempo i diritti culturali sanciti dal diritto internazionale. Il modesto investimento finanziario richiesto impallidisce di fronte ai costi dei servizi clinici che trattano il disagio prevenibile. Per le comunità che vivono il declino in cui i tradizionali approcci allo sviluppo economico hanno fallito, la street art partecipativa può offrire l'intervento di salute mentale più conveniente, accessibile e sostenibile disponibile. Non si tratta di romanticizzare l'arte o di sminuire le gravi malattie mentali che richiedono cure cliniche. Si tratta di riconoscere che la salute mentale della popolazione richiede di affrontare i determinanti sociali — e che le arti partecipative che prendono di mira gli ambienti costruiti, il capitale sociale e l'agentività collettiva affrontano direttamente questi determinanti. La domanda che la psicologia deve porsi non è se l'arte possa funzionare come intervento sanitario — Stramurales e le prove crescenti dimostrano che può farlo. Piuttosto, la domanda è se possediamo l'immaginazione per ripensare le infrastrutture sanitarie, riconoscendo che una promozione efficace della salute mentale può richiedere tanto il processo decisionale democratico e la partecipazione comunitaria quanto la competenza clinica. Mentre guardavamo i residenti di Stornara votare sui murales in quel pomeriggio di giugno, assistevamo a persone che esercitavano una capacità umana fondamentale troppo spesso negata nel nostro campo: il potere di plasmare il proprio ambiente e, attraverso quella creazione, di guarire. Forse questa è la lezione più vitale che Stramurales offre alla psicologia — che a volte l'intervento più terapeutico non è somministrato da professionisti, ma creato da comunità che reclamano la propria agentività… un muro selezionato democraticamente alla volta. Dr Luciano Magaldi Sardella holds a PhD in Cognitive Leadership at Aspire Institute, Harvard Business School. Professor Matteo Mantuano is Professor of Social Sciences and Psychoeducational Health, Unitré University of Milan, Italy. Photo: 'Kid trapped in a box' mural by Leticia Mandragora References: All-Party Parliamentary Group on Arts, Health and Wellbeing (2017). Creative Health: The Arts for Health and Wellbeing (2nd ed.). Belfiore, E. & Bennett, O. (2024). The social impact of the arts: An intellectual history. London: Palgrave Macmillan. Bone, J.K., Bu, F., Fluharty, M.E., Paul, E., Sonke, J.K. & Fancourt, D. (2024). Who engages in the arts in the United States? A comparison of several types of engagement using data from The General Social Survey. PLOS ONE, 19(1), e0296743. doi:10.1371/journal.pone.0296743 Chatterjee, H.J. & Noble, G. (2024). Museums, health and well-being: A preliminary report for Phase I. UCL Museums & Public Health Research Group. Cohen, G.D., Perlstein, S., Chapline, J., Kelly, J., Firth, K.M. & Simmens, S. (2006). 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In Finale Ligure, a man killed his wife and son before taking his own life, leaving a farewell note that reveals an unbearable family distress, provoking disbelief and pain in the community. (translated)

I find it wrong to hold celebrations for the duration of the government. Not because it is not an important milestone, but because we are in the midst of a period of enormous social discomfort and fear for the future. As servants of the people, it would be more appropriate for us to focus on this. (translated)
Pensate al disagio di Alejandra Martínez, attivista di sinistra, che spiega alle donne di Ceuta che non c’è alcuna emergenza sicurezza in città. https://t.co/nqyckckHGY #GiustiziaSociale #DirittiUmani #Sicurezza
Piero Marrazzo, former president of the Lazio Region, reflects on how desire has driven him to share a home with a transgender woman, facing the consequences of a scandal that marked his career while emphasizing his heterosexuality, despite acknowledging the complexity of gender dynamics and his betrayal as a sign of deep discomfort. (translated)

An extreme heatwave is about to hit Italy, with temperatures possibly reaching 40°C in some cities and maximum discomfort expected for Tuesday, August 11, while the heat may persist until Ferragosto. (translated)

Volo ✈️😂😂 Grande Javi 👏👏👏 Perfetto da piazzare sotto ogni tweet del disagio. https://t.co/5qrHMsPuQ0 #Volo #Javi #Disagio
Il mare non è solo lo sfondo dell’estate. In queste settimane è una vera batteria termica accesa attorno all’Italia. Al momento le temperature superficiali dei mari italiani oscillano in molti tratti tra 27 e 31°C. Significa che il Mediterraneo non si limita ad accompagnare l’ondata di caldo ma può renderla più difficile da smaltire, soprattutto di notte. La terraferma, dopo il tramonto, prova a raffreddarsi per irraggiamento. Il mare invece ha molta più inerzia, perde calore lentamente e continua a cedere energia e umidità all’aria sovrastante. Il risultato è evidente soprattutto lungo le coste, nelle pianure vicine al mare e nelle grandi città litoranee con minime più alte, aria più umida, punto di rugiada elevato e notti decisamente pesanti. Quando l’umidità resta alta, il sudore evapora peggio e il corpo fatica a disperdere calore. Per questo una notte a 25-26°C con aria molto umida può risultare più pesante di quanto dica il termometro. Il mare caldo alimenta la persistenza, aumenta il disagio e rende il raffreddamento notturno molto più difficile e in estate, spesso, la vera differenza non la fa solo il picco del pomeriggio. La fa la notte che non riesce più a raffreddare davvero. #Mare #Caldo #Estate
Quando il silenzio diventa rumore: perché stiamo ignorando il grido che non esce 1. Introduzione: La tensione invisibile delle nostre giornate C’è un rumore bianco che satura le nostre vite, una frequenza costante che maschera un vuoto pneumatico. È la tensione invisibile che portiamo sotto la pelle, il peso di tutto ciò che scegliamo di non dire per non incrinare la superficie lucida delle nostre esistenze digitali. Siamo immersi in un paradosso: comunichiamo costantemente, ma evitiamo la verità.Oggi la ragione non viene smentita, viene peggio: subisce l' annegamento della ragione in un mare di stimoli irrilevanti. Ci muoviamo tra interfacce perfette e feed curati, ma dietro lo schermo la pressione sale. Cosa accade quando la capacità di analisi affoga sotto la tirannia dell'apparenza? Accade che smettiamo di vivere e iniziamo a resistere, in attesa di un crollo che sentiamo imminente ma che non abbiamo il coraggio di nominare. 2. Il paradosso del grido inespresso Il "grido che non esce" non è assenza di voce. È un accumulo tossico. È la paralisi comunicativa di una società che ha trasformato il conflitto in tabù e il disagio in un'anomalia da nascondere. Questa tensione non evapora; si sedimenta, diventa acida, divora le fondamenta del nostro equilibrio mentale."Il grido che non esce. La tensione che divora."Rimanere in silenzio è più pericoloso di una protesta urlata. Uno sfogo è un incendio che brucia e si spegne; la tensione repressa è un processo di combustione lenta che consuma l'ossigeno della nostra salute sociale. È un'energia incendiaria che non trova sfogo e che, inevitabilmente, trasforma l'individuo in una polveriera pronta a detonare al primo contatto con la realtà. 3. La diffidenza come barriera al dialogo Perché abbiamo smesso di cercarci davvero? L'incomprensione che ci isola non è un errore del sistema, ma una diffidenza sistematica che abbiamo introiettato. In un mondo di performance digitali, l'altro è diventato un giudice o un estraneo da cui difendersi, mai un interlocutore con cui rischiare il dialogo.In questo scenario, la superficialità dell'apparenza diventa il nostro bunker. Preferiamo la sicurezza di una bugia estetica alla complessità di un confronto reale. Ci rifugiamo nel non-detto, convinti che ignorare il baratro serva a non caderci dentro. Ma la ragione, quando affoga, trascina con sé ogni possibilità di soluzione razionale, lasciandoci in balia di istinti primordiali mascherati da civiltà. 4. La trappola dei bisogni manovrati Siamo pedine di un gioco di cui non possediamo le regole. Ci sentiamo persi e condizionati da un'architettura di "bisogni manovrati": desideri indotti da algoritmi che ci distraggono dalla nostra reale condizione di svuotamento. Questa manipolazione trasforma la nostra esistenza in un ciclo infinito di consumo e insoddisfazione.Il risultato è un futuro che spaventa, un orizzonte percepito come una minaccia immutabile. La disperazione mascherata nasce proprio qui: dalla consapevolezza, più o meno conscia, di aver barattato la propria libertà di scelta con la rassicurante inerzia dei condizionamenti esterni. Se non crediamo di poter cambiare il domani, smettiamo di abitarlo, diventando spettatori passivi del nostro stesso declino. 5. Il risveglio forzato della storia La storia non è un progresso lineare, ma un ciclo di tensioni e rotture. La "disperazione mascherata" che caratterizza il nostro tempo ha un limite fisico: deflagrerà nel momento in cui la realtà non potrà più essere contenuta dagli argini artificiali della superficialità. L'inerzia non è una protezione, è solo un ritardo nel pagamento del conto."Gli addormentati non sceglieranno — si sveglieranno male."Chi oggi sceglie di dormire, cullato dai propri bisogni indotti, non sta evitando il conflitto: sta solo rinunciando a gestirlo. Il risveglio non sarà un invito gentile, ma un trauma necessario. La storia non cambia le sue manifestazioni e non fa sconti a chi ha preferito l'illusione alla consapevolezza. La scelta consapevole è l'unica via per non essere travolti dalle macerie di un sistema che ha esaurito il suo tempo. 6. Conclusione: Oltre il gioco delle apparenze Il gioco delle apparenze continua, ma il sipario è logoro. Dobbiamo avere il coraggio di squarciare la coltre di finto silenzio prima che la realtà collassi su se stessa. Dare voce al "grido che non esce" non è un atto di debolezza, ma l'unico gesto di rivolta rimasto contro l'annegamento della ragione.Restare passivi, chiusi nella propria diffidenza, è una condanna che firmiamo ogni giorno. La domanda non è se la tensione esploderà, ma come ci troverà quel momento. Saremo pronti ad agire con lucidità o saremo parte della massa che subisce il crollo? Perché, alla fine di tutto, la storia parla chiaro:La storia non cambia le sue manifestazioni — e chi dorme non sceglie: si sveglia.
Il caldo nelle città non si combatte con gli slogan, ecco 10 cose concrete da fare subito. Io ci provo, se siete d'accordo con le proposte e con questa visione, condividendo il post, magari qualche decisore politico potrà leggere. Fermo restando il discorso delle emissioni che resta importante ma con un impatto a lungo termine, il caldo urbano non dipende solo dall’atmosfera ma dipende anche da come abbiamo costruito le città. Troppo asfalto, troppo cemento, poca ombra, poco verde, superfici che accumulano calore di giorno e che lo restituiscono lentamente di sera e di notte come vi ho spiegato tante volte. Se vogliamo ridurre davvero il disagio durante le ondate di caldo, servono interventi concreti. Non miracoli, ma scelte pratiche. Ecco le mie proposte: 1. Mappare i quartieri più caldi con dati satellitari e sensori al suolo, così da intervenire prima dove il rischio è maggiore. 2. Depavimentare piazze, cortili scolastici, parcheggi e marciapiedi inutilmente cementificati, restituendo spazio a suolo naturale e permeabile. 3. Aumentare in modo serio gli alberi nelle strade, non piantarli a caso. Servono specie adatte, spazio per le radici, acqua e manutenzione. 4. Creare corridoi d’ombra lungo percorsi pedonali, fermate dei mezzi, scuole, ospedali, mercati e zone molto frequentate. 5. Rendere obbligatori materiali chiari e meno assorbenti per tetti, piazze, parcheggi, edifici pubblici e grandi superfici esposte al sole. 6. Trasformare i grandi parcheggi scoperti in aree ombreggiate, con alberi e superfici drenanti. 7. Proteggere gli edifici più sensibili. Scuole, ospedali, RSA devono avere schermature solari e raffrescamento efficiente anche attraverso un sistema di condizionamento efficace ma non invasivo. 8. Adattare gli orari dei lavori all’aperto durante le allerte caldo, soprattutto in edilizia, agricoltura, manutenzione stradale e logistica. 9. Recuperare acqua piovana e acque riutilizzabili per mantenere vivo il verde urbano anche nei periodi più secchi. 10. Introdurre per legge un test climatico per ogni nuova riqualificazione urbana. Quanta ombra crea? Quanto calore accumula? Quanta superficie impermeabile aggiunge? Quanto sarà vivibile a luglio ed agosto alle 15? Servono città che nei mesi estivi non diventino piastre roventi ed ogni metro quadrato sottratto alle superfici che diventano bollenti può fare differenza dove il caldo pesa davvero. #CaldoUrbano #Sostenibilità #VerdeUrbano
Eleonora Bianchini's article about the Minister of Labor Calderone collects stories of Italians who emigrate abroad in search of better opportunities, highlighting the discomfort and frustration regarding the job situation in Italy, which appears characterized by precariousness and disparity, contrary to the minister's optimism. (translated)

Valerio Gentile, a man disfigured by acid by his ex-partner, has died in the hospital after showing signs of distress and possible substance abuse, leaving friends and family shocked by his tragic end and his still-present love for the woman who had inflicted such suffering on him. (translated)

Caldo intenso e umido fino almeno all’8 agosto. Più che cercare "il picco", conviene guardare la persistenza. Nei prossimi giorni il caldo resterà ben presente su gran parte del Paese, con valori elevati e soprattutto con un’umidità destinata a rendere il disagio più marcato, in particolare nelle aree urbane, costiere e nelle ore serali e notturne. In questa fase parlare continuamente di "picco" rischia di essere fuorviante. Non siamo davanti a una fiammata isolata di 24 ore, ma a una fase calda persistente, con temperature alte per più giorni consecutivi e con notti quasi sempre poco rinfrescanti. Il caldo sarà quindi intenso, a tratti molto fastidioso, almeno fino all’8 agosto. Questo non significa però atmosfera completamente immobile. Come già spiegato nei post precedenti, la struttura anticiclonica non sarà sempre blindata e nelle ore pomeridiane continueranno a svilupparsi temporali di calore, soprattutto nelle zone interne, sui rilievi e localmente nelle aree vicine. Saranno fenomeni irregolari, non distribuiti ovunque, ma dove riusciranno a formarsi potranno risultare anche intensi per brevi tratti. Dopo l’8 agosto i modelli iniziano a mostrare segnali più concreti di cambiamento, almeno per il Nord Italia. È una tendenza interessante, ma dovrà essere confermata entro martedì prima di darle un peso maggiore. #Caldo #Meteo #Umidità
Italy is facing a wave of extreme heat with 25 cities on red alert, as temperatures continue to rise well above seasonal averages, creating conditions of physical discomfort, especially in urban areas, with the peak expected between August 2 and 3. (translated)

Di male in peggio. La lobby dei balneari, dopo l’aggressione di Torre del Greco, alza ulteriormente il tiro arrivando alle minacce. Giuseppe Ricci, presidente di ITB Balneari, ha scritto che «se nessuno interviene subito a far smettere le scorribande sulle spiagge di alcuni provocatori, potrebbero accadere o crearsi situazioni di pericolo e disagio per tutti noi» e che «si potrebbe verificare qualcosa di irreparabile. I nostri balneari potrebbero reagire e quando un balneare reagisce fa male». Questi soggetti si percepiscono davvero padroni del mare, al punto da dichiarare pubblicamente la qualunque pur di difendere i propri interessi contro chi chiede gare, più spiagge libere e controlli. Voglio rassicurare Ricci e tutti i suoi colleghi: non smetteremo quelle che lui chiama “scorribande sulle spiagge”. Finché la sua categoria non si adeguerà pienamente alla legalità e alla libera concorrenza, continueremo a esprimere il nostro dissenso e a denunciare gli abusi. #Diritti #SpiaggeLibere #Legalità
No Filippo, non ci siamo proprio. Cristian sta parlando del momento di disagio che ha segnato la sua vita nella coppia e tu lo interrompi e esorti alla fine del falò e al no di Soraya che non ha capito niente di quello che ha vissuto. #temptationisland #realitytv #relazioni #amore
L'articolo spiega il funzionamento delle detassazioni al 5% e 15% su aumenti di stipendio e lavoro notturno e festivo, introdotte dalla legge di Bilancio, con specifici requisiti reddituali e limiti sull'importo agevolabile; l'imposta sostitutiva applicata ai rinnovi contrattuali e alle prestazioni lavorative in condizioni di disagio mira a ridurre l'impatto fiscale per i lavoratori, migliorando il loro reddito netto mensile. #BustaPaga #Detassazione #LavoroNotturno

✍️ Appunti di viaggio Sul campo gli avversari sono ossessionati dai suoi colpi micidiali. Tutto normale nello sport, essendo il n.1 al mondo. Ma è fuori dal campo che Jannik trova gli avversari più ossessionati: dai suoi soldi e dal successo. La storia della residenza torna di moda ad orologeria. È nel cassetto, viene tirata fuori spesso d'estate, sotto l'ombrellone, per mancanza di conoscenza e argomenti. Un boomerang che svela in modo inequivocabile l'insostenibile leggerezza dell'essere senza contenuti. Si cerca il caso nazionale, senza sapere. Sa bene invece Jannik come sia arrivato n.1 al mondo. Lasciando la famiglia a 14 anni. Un prezzo altissimo da pagare per la missione che aveva in testa. Andare da solo a Bordighera da Piatti a sudare con dei carichi di lavoro e problemi da risolvere ogni giorno per provare la scalata dalla Val Pusteria all'Everest. Da San Candido al Tempio Sacro del Centre Court dell'All England Club. Eppure oggi quello che guadagna sembra dare fastidio. Soprattutto a chi non hai mai preso una racchetta in mano, nemmeno per sbaglio. Senza sapere neppure che Jannik ha anche creato e finanzia la Jannik Sinner Foundation, organizzazione no profit che devolve milioni di euro per sviluppare progetti di supporto all'attività sportiva e all'istruzione di bambini e ragazzi che vivono in contesti di disagio socio-economico. Invece di parlare di questi gesti di grande generosità, fatti spesso in silenzio e quindi bisogna attivarsi un po' e lavorare per trovare storie interessanti e nobili da raccontare, si cerca il piattume della morbosità. Si scende di livello. Dalle foto dal buco della serratura a violare un po' di tranquillità nei pochissimi giorni di vacanza al mare, alla morbosità sul "mistero" del malore a Parigi. La caccia al virus. Talmente un mistero che si è rialzato più forte di prima andando a stravincere a Wimbledon. C'è Sinner per fortuna per chi ama emozioni, valori, serietà, correttezza, umanità e un modello pieno di luce per le nuove generazioni. C'è anche Sinner per fortuna per stanare le ossessioni di chi ha scelto altre strade. Piene di nuvole grigie. L'invidia come stile di vita. Il rischio, per loro, di un decennio durissimo davanti. ✍️ Angelo #JannikSinner #Tennis #Successo