The Chinese dissident artist Gao Zhen has been sentenced to three years in prison for creating satirical statues of Mao Zedong, deemed offensive, violating a 2018 law that protects the reputation of national heroes. (translated)

The Chinese dissident artist Gao Zhen has been sentenced to three years in prison for creating satirical statues of Mao Zedong, deemed offensive, violating a 2018 law that protects the reputation of national heroes. (translated)

Mulțumiri, aplauze și sute de mesaje: pompierii români, adevărați eroi în Serbia. Predoiu: „Recunoscuți și respectați în toată Europa” Citește mai mult la: https://t.co/qDZGoA3fkN #eroi #pompieri #serbia
Aika uskomaton olkiukko. Kukaan ei väittänyt, että suomalaiset miehet eivät tekisi seksuaalirikoksia. Jos suomalainen mies ahdistelee naista, se on aivan yhtä tuomittavaa. Tässä videossa puhutaan kuitenkin näistä tekijöistä ja tästä tapauksesta. Se, että myös suomalaiset syyllistyvät rikoksiin, ei tee näiden miesten käytöksestä yhtään hyväksyttävämpää eikä heidän taustastaan kiellettyä puheenaihetta. Ja jos eri ryhmien välillä on rikostilastoissa eroja, niistä pitää voida puhua ihan samalla tavalla kuin muistakin tilastollisista eroista. ”Sua ei kiinnosta naiset vaan rasismi” on kätevä syytös silloin, kun itse tapahtumasta ei haluta keskustella. Minua kiinnostaa se, että Suomessa naisten pitäisi saada istua Mäkkärissä rauhassa ilman tällaista paskaa. Tekijän nimi, ihonväri tai tausta ei anna siihen kenellekään erivapautta. Miksi vihaat suomalaisia naisia niin paljon Minka? #Suomi #naistenoikeudet #rikokset
Paolo Crepet, during the Dedalo 2026 event, raised an alarm about the risks of digital addiction, comparing the behavior of scrolling on social media to heroin, and suggesting that the incessant switching between content could compromise our ability to perceive emotions and activate dopaminergic mechanisms similar to those of traditional addictions. (translated)

Per chi non si beve tutto. Mentre gran parte del giornalismo italiano si esercita nell’antica arte del copia-incolla da agenzie ONU e comunicati di Hamas, c’è un giornalista in Rai che ha deciso di non farsi dettare la linea da Ramallah. Si chiama Giovan Battista Brunori, e oggi è una rarità: uno che ha ancora la schiena dritta. Capo della sede RAI a Gerusalemme, Brunori ha fatto qualcosa che nel 2025 equivale a un atto di insubordinazione: ha mostrato Gaza da un altro angolo, quello scomodo, quello che smentisce le lacrime facili e la propaganda prefabbricata. Quando il Tg1 ha disturbato la narrazione La settimana scorsa, il suo servizio per il Tg1 ha fatto tremare più tastiere che razzi. Le immagini? Scorte di aiuti umanitari marcite al sole perché “nessuno andava a ritirarle”. La frase? Tagliente come un referto: «Il cibo a Gaza sta avariando perché non ci sono organizzazioni che lo vanno a prendere.» Apriti cielo. Le ONG si sono stracciate le vesti. La sinistra ha invocato la gogna. La Rai? È corsa ai ripari con una replica del Tg3, in pieno stile “scusate il giornalismo”. Ma Brunori non ha indietreggiato. Perché il giornalismo, quello vero, non chiede il permesso prima di disturbare. Sul campo, non su Zoom Giovan Battista Brunori non racconta Gaza da un bar di Ramallah o da un attico romano. Nel 2024 era tra i pochi a documentare l’attacco del 7 ottobre, le infiltrazioni di Hamas, le case distrutte degli israeliani di Netiv HaAsara, a due passi dal confine. Mentre altri parlavano di “resistenza”, lui mostrava famiglie sgozzate, villaggi assaltati, bambini presi in ostaggio. Un crimine? No. Un servizio pubblico. Ma questo oggi basta per finire nella lista nera degli “squilibrati filo-israeliani” (copyright collettivi studenteschi). La colpa di raccontare tutto Brunori non si limita a un copione. Non chiude gli occhi dove serve. Nel caos informativo della guerra Israele-Gaza, è uno dei pochi a non affidarsi alle infografiche dell’UNRWA e ai pianti in slow motion rilanciati da Al Jazeera. E questo lo rende pericoloso. Perché chi racconta tutto, rompe l’incantesimo. Non c’è spazio per i “Mr. Fafo”, i martiri ricorrenti da Instagram, quando si mostra la realtà nuda: tunnel sotto gli ospedali, miliziani travestiti da soccorritori, aiuti bloccati da Hamas per esigenze belliche. Il problema? È difficile smentirlo Brunori ha un curriculum da campo: Afghanistan, Iraq, Libano, Ucraina. Ha vinto il premio Ilaria Alpi (1998), il Premio Feniks (2021) e quello Delio Costanzo (2024). Ma il suo vero trofeo è l’indipendenza. Non lavora per far contenti i partiti. Né le ambasciate. Né le piazze. Parla arabo. Conosce la storia. E quando va in onda, non ha bisogno di urlare per dire cose gravi. In un mondo dove la verità è soggetta al sentiment, Brunori è rimasto fedele alla sostanza. Non piacerà a chi cerca eroi prefabbricati e vittime su commissione. Ma è l’unico in Rai che ancora ti fa cambiare canale perché dice troppo, non perché dice poco. E oggi, questo, è rivoluzionario. Chi non si inginocchia alla propaganda, chi ha ancora fame di giustizia, ti guarda e ti dice: vai avanti. Perché oggi, raccontare la verità è un atto di coraggio. @LuigiGiliberti2 #Giornalismo #Verità #LibertàDiStampa
Megfeszített tempóban zajlik a munka Pakson. Az első bárka beállítása, rögzítése folyamatban van. Rövidesen a második bárka is megérkezik. A Duna jobb partján a terep előkészítése megtörtént, az utak kialakítása folyik és elkezdődött a legjobb mérnökök által készített tervek alapján a kövek beborítasa. A bal parton a honvédség erői végzik a felvonulási terület és a depók kialakítását. Azon az oldalon is megkezdődik még a mai napon a műtárgy építése. Első körben 35 ezer, majd 110 ezer tonna kő kerül beépítésre. Jelenleg a Paksi Atomerőmű két turbinája üzembiztosan termel. Eközben a sokat emlegetett romániai atomerőművet teljesen le kellett állítani. Pakson a vízügyi és energetikai szakemberek és a honvédség a Védelmi Igazgatási Hivatal koordinálásával összehangoltan végzik a munkát. 15 órakor sajtótájékoztatón ismertetem szakemberekkel a három évtizede nem látott építkezés részleteit. #Paks #energia #építkezés
Il mito non è una fiaba. Le comunità umane hanno sempre raccontato storie per ricordare ciò che le ha formate. Una crisi che ha rischiato di spezzarle. Una prova quasi impossibile. Una sconfitta da cui è nata una nuova consapevolezza. Un gesto, una scelta, un conflitto che, nel tempo, hanno finito per dire qualcosa di essenziale su chi siamo. È forse questo uno dei significati più profondi del mito. Il mito non è semplicemente una storia del passato. È una memoria condivisa che continua a essere raccontata perché contiene qualcosa che una comunità riconosce come vero. Per questo il mito non è una fiaba. La fiaba tende a semplificare: elimina le contraddizioni, ordina il mondo, separa il bene dal male e conduce verso una conclusione. Il mito, invece, conserva l'ambivalenza dell'esperienza umana. I suoi eroi non sono perfetti. Le loro vittorie hanno spesso un prezzo. Le loro virtù possono diventare difetti. Le loro scelte possono essere insieme necessarie e terribili. Prendiamo a esempio l'iliade. Achille è grande perché è anche distruttivo. Odisseo è astuto perché è anche ambiguo. Agamennone è re, ma il suo potere non lo rende meno fragile. È proprio questa imperfezione a rendere il mito inesauribile. Ogni generazione lo racconta nuovamente, con le proprie parole e le proprie inquietudini. Cambiano i significati, cambiano le domande, talvolta persino i personaggi acquistano volti nuovi. Eppure qualcosa rimane. Non perché il mito sia immutabile. Ma perché, attraverso il cambiamento, conserva una verità che non appartiene interamente a nessuna generazione. Forse è per questo che continuiamo a tornare a Omero, alle tragedie greche, ai grandi racconti fondativi. Non perché ci parlino di un mondo scomparso. Ma perché ci ricordano che alcune delle domande fondamentali dell'essere umano non sono mai cambiate. E forse il mito è proprio questo: una comunità che racconta se stessa per capire, ogni volta da capo, chi è. Sto esplorando questo spazio attraverso il mito, la letteratura, il teatro e la filosofia: non per cercare risposte definitive, ma per vedere cosa possono ancora dirci sul modo in cui abitiamo il mondo.
MERCATO JUVE 9 AGOSTO 8 OUT 6 giovani svenduti 2 pippe in prestito 5 IN 2 riserve (Boga/Celik) 2 19enni riserve (Ekhator/Ala) Kolo Gli eroi del 6° posto, con 2 scarti di ritorno:Luiz&Kolo I sogni: -Portiere Parma -28enne Bologna -Fllop del ManU -il CC da 3 anni in Arabia 🤔 #Mercato #Juventus #Calcio
Nyt kun kaikki ovat sitä mieltä, että ACAB koska ylinopeutta, ilman ajo-oikeutta, poliisia paennut mopoilija kiilattiin rumasti tieltä, niin heitänpä teille tämmöisen ajatusleikin. Pojat, kehittymättömine impulssikontrolleineen ja aivoineen, päättävät larpata vähän GTA:ta ja pahaa poikaa, perseillään mopoilla, saadaan ”fobba perään”, käännytään jossain mutkassa hiekkatielle, vauhtia 90-100km/h. Mutkan takana onkin tuore äiti lastenvaunujen kanssa. Tai joku perhe jonka kolmevuotias jää mopon alle. Poliisi teki oikein, voimankäytön aste-eroista voidaan olla sitten eri mieltä. Ei maailma voi toimia niin, että poliisia saa ajaa karkuun keinoilla millä hyvänsä, ainoana perusteluna ”pojat ovat poikia” ja ”nuorena kuuluu hölmöillä”. #ACAB #nuoriso #liikenneturvallisuus
Buon viaggio Maestro… “Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione, e il peccato fu creder speciale una cosa normale. Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo, sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo- E davvero non siamo più quegli eroi Pronti insieme a affrontare ogni impresa; Siamo come due foglie aggrappate su Un ramo in attesa." Ogni storia nasconde un'illusione: credere che l'ordinario sia straordinario. Quante volte ci siamo illusi di vivere momenti unici, mentre la routine ci avvolge come un abbraccio invisibile? Il tempo, inesorabile e implacabile, ci consuma giorno dopo giorno. Siamo così impegnati a correre da una scadenza all'altra da dimenticarci di fermarci, osservare e riflettere. Ironia della sorte, ogni giorno ci ricorda la fragilità della nostra particolare normalità. Ma è proprio nell'accettazione di questa realtà che possiamo trovare un significato più profondo. La bellezza risiede spesso nelle piccole cose, nei gesti quotidiani che tendiamo a dare per scontati. Mi piacerebbe sapere come affrontate la vostra quotidianità. Come trasformate l'ordinario in straordinario? Condividete le vostre riflessioni! #Quotidianità #Riflessioni #CrescitaPersonale
🥹🇮🇹 5 ANNI FA PATTA, JACOBS, DESALU E TORTU DIVENTAVANO GLI EROI DELLA 4X100! 6 agosto 2021: la staffetta azzurra compie il miracolo e regala all'Italia un meraviglioso oro: 37"50 che vale il metallo più pregiato per un centesimo sull'Inghilterra 🥇 #Olimpiadi #Olympics #Tokyo2020 #Olimpiadi #Tokyo2020 #Sport
Russia is building new military bases on the borders of NATO member Finland and Norway, which may pose an increased threat to the region's security over the next three years, as the Kremlin reinforces its forces along NATO's northeastern border in preparation for a potential conflict after the war. (translated)

Silver Sirotti, ferroviere. Il 4 agosto 1974 aiutò molti passeggeri del treno Italicus, sventrato da una bomba fascista, a mettersi in salvo. Morì tra le fiamme. Eterna gratitudine. https://t.co/Jrdo3dHN3Q #Storia #Eroismo #Ricordo
Sono del '76. Questo significa che mi sono beccato decenni di previsioni tecnologiche fatte a cazzo. Internet? Una moda. Linux? Roba da quattro nerd chiusi in cantina. Non prenderà mai piede. Oggi il kernel Linux gira praticamente ovunque. Server, cloud, Android, supercomputer. iOS e macOS arrivano dal mondo Unix e, tanto per chiudere il cerchio, perfino Windows oggi integra un kernel Linux con WSL. Contemporaneamente mi raccontavano che nel 2020 avremmo avuto le auto volanti, i robot maggiordomo e le città sulla Luna. Erano anche gli anni dell'eroina. Forse qualche correlazione c'era. Poi sono arrivati gli smartphone. "Figurati se uno legge le mail su un telefono." Bro, non erano previsioni fatte da incompetenti. Erano fatte da persone intelligenti che, semplicemente, proiettavano il presente in avanti. La tecnologia, invece, dice: 'Me ne frego'. Va dove trova spazio. Per anni sembra non succedere nulla, poi un giorno ti accorgi che quello che tutti davano per morto è diventato lo standard e quello che sembrava inevitabile è finito nello stesso cassetto del MiniDisc. Chissà quali certezze di oggi vi faranno ridere fra 30 anni... #tecnologia #innovazione #futuro
Mancini: “Sono pentito, come quando perdi la donna della tua vita”. Ranieri: “Dobbiamo far crescere i ragazzi, bisogna tornare a sviluppare la tecnica individuale”. Mancini: “Dobbiamo riportare l’Italia dove merita”. Ranieri: “I bambini non giocano più a calcio, dobbiamo riportali a giocare”. E I POVERI SOLDATI, SONO DEGLI EROI 🇮🇹 #Calcio #Giovani #Italia
Porteremo questo giovane eroico, e la sua famiglia, alla Casa Bianca. Forse, insieme al ragazzo che ha salvato, per dargli un alto Onore Civile. Molto coraggioso, se lo merita!
A 16-year-old lifeguard saved a young man in trouble in the suddenly dangerous waves at Seabright State Beach in Santa Cruz, drawing attention and praise, including from President Trump, for his heroic act. (translated)

VENDETTA, POLITICA E DEMOCRAZIA: una visione sociologica Il caso giudiziario del gioielliere condannato per l'omicidio di alcuni rapinatori in fuga ha superato i confini delle aule di tribunale, trasformandosi in un acceso dibattito pubblico e questo stimola l’interesse del sociologo. Se osservata attraverso le categorie sociologiche di Pierre Bourdieu, questa vicenda cessa di essere un isolato fatto di cronaca o una questione di dottrina penale, configurandosi come una chiara manifestazione delle tensioni strutturali che attraversano lo spazio sociale, in particolare nel rapporto tra il campo giuridico, il mondo dei profani e il campo politico. Il campo giuridico si costituisce storicamente come uno spazio sociale autonomo, regolato da logiche proprie e accessibile solo a professionisti dotati di specifiche competenze linguistiche e tecniche (giudici, avvocati, giuristi, ecc.). Quando i magistrati emettono una sentenza di condanna basata sul rigido scrutinio della legittima difesa, applicando i requisiti di attualità del pericolo e proporzionalità, esercitano il potere tipico del campo ovvero il potere di nominare, classificare e produrre la realtà sociale in modo legittimo. L'evento drammatico viene spogliato della sua carica emotiva e tradotto in categorie codificate dalla legge. A questa razionalizzazione formale si contrappone l'habitus dei profani, ovvero dei cittadini comuni, la cui percezione della giustizia risponde a un senso pratico immediato. Per una parte consistente dell'opinione pubblica, la condanna dell'esercente appare incomprensibile perché urta contro schemi cognitivi basati sulla tutela emotiva della proprietà privata e sul principio della compensazione morale rispetto al torto subìto. Si manifesta così una frattura netta tra la neutralizzazione formale della violenza operata dallo Stato e le istanze etiche, spesso disorganiche, del pubblico non specialista. Sotto il profilo della sociologia del diritto, il contrasto tra l'azione del gioielliere e la risposta dell'ordinamento richiama il principio fondativo dello Stato moderno cioè la rinuncia da parte del cittadino al proprio diritto di vendetta privata. Nel patto sociale stabilito all’interno degli Stati di diritto, l'individuo cede la gestione della giustizia riparativa (vendetta) a un'entità terza e impersonale, lo Stato, la quale assume su di sé il monopolio della forza legittima. La reazione del gioielliere, che colpisce i rapinatori durante la fuga, viene interpretata dal campo giuridico come un tentativo di riappropriarsi di quella violenza privata originaria che il contratto sociale ha storicamente bandito. La condanna penale non mira soltanto a sanzionare un illecito, ma risponde alla necessità strutturale di riaffermare l'esclusività del potere statale, impedendo che i singoli consociati tornino a farsi giustizia da sé, disfacendo l'ordine legalizzato e pertanto la coesione sociale. Questa divisione tra habitus profano e razionalità giuridica apre lo spazio a un marcato pericolo di manipolazione dell'opinione pubblica, operata dalle forze politiche attraverso una sistematica comunicazione mediatica. Nel tentativo di erodere l'autonomia del campo giuridico, gli attori politici più radicali e conservatori utilizzano i mass media per amplificare la risposta emotiva dei cittadini profani, offrendo una narrazione semplificata e polarizzata del reato. La cronaca giudiziaria viene così strumentalizzata per veicolare e legittimare modelli di controllo sociale basati sulla violenza e sull'autodifesa militarizzata, elementi ideologici tipici delle destre populiste che, si ricorda, hanno come nucleo valoriale ed ontologico fondante, l'assunto della disuguaglianza tra i cittadini, formalizzando una divisione gerarchica tra chi ha il diritto intrinseco di essere protetto, o persino di esercitare una forza letale, e chi viene permanentemente declassato a una categoria subalterna priva di tutele umane fondamentali. Attraverso la celebrazione mediatica del cittadino che si fa giustizia da sé, la propaganda politica tenta di normalizzare l'uso privato delle armi e di ridefinire il concetto stesso di sicurezza, trasformando un grave illecito penale in un atto di eroismo civile. Questa strategia non mira solo a raccogliere consenso elettorale immediato, ma persegue l'obiettivo più profondo di imporre una visione del mondo autoritaria, in cui la coesione sociale non è garantita dall'equità delle istituzioni terze, bensì dalla minaccia della forza privata e dalla punizione esemplare del deviante. La vicenda si arricchisce di un ulteriore livello di complessità con l'intervento del Ministro della Giustizia il quale, superando le proprie prerogative in ossequio alla linea della propria parte politica, richiede formalmente la grazia per il condannato. Dal punto di vista bourdieusiano, questa condotta descrive il tentativo del campo politico di invadere i confini del campo giuridico, cercando di subordinare l'ortodossia delle procedure legali alle logiche del consenso elettorale e alla legittimazione dei sopra citati modelli securitari. Il ministro tenta di capitalizzare politicamente il risentimento dei profani, proponendo un principio di visione e di divisione del mondo alternativo a quello espresso dalla magistratura, fondato sull'idea di una giustizia sostanziale e di parte. A questa ingerenza risponde l'ammonimento del Presidente della Repubblica, che interviene per sanzionare l'infrazione delle regole istituzionali e per ristabilire i confini del campo giuridico. Il richiamo del Quirinale risponde alla necessità non tanto di ribadire le proprie prerogative quanto di difendere l'autonomia del diritto da condizionamenti esterni, riaffermando l'immagine di un potere statale neutrale, oggettivo e superiore agli interessi particolari delle fazioni politiche. In ultima analisi, il conflitto generato attorno alla figura del gioielliere mette a nudo l'essenza stessa del fenomeno giuridico secondo Bourdieu per cui il diritto non è un apparato neutrale e universale, ma l'esito di una lotta simbolica permanente per il monopolio della violenza legittima. La condanna giudiziaria e la successiva difesa dei confini istituzionali da parte della presidenza servono a mantenere viva l'efficacia dell'imposizione di un ordine sociale dominante che si dissimula dietro l'apparenza di una mera, e inevitabile, applicazione tecnica della legge. Il caso esaminato mostra quindi come la stabilità di questo ordine fondante dei regimi democratici dipenda costantemente dalla capacità del campo giuridico di respingere le spinte emotive della piazza, i modelli di controllo reazionari e le strumentalizzazioni della politica, riaffermando ogni volta la propria universale legittimità. L'analisi di questa complessa dinamica tra campi del potere permette di formulare una considerazione conclusiva sulla natura e sulla funzione dell'ordine sociale dominante all'interno dei sistemi democratici contemporanei. Sebbene Bourdieu evidenzi con severità critica i meccanismi di conservazione e di dissimulazione del potere insiti nelle istituzioni statali, la strenua difesa dei confini del campo giuridico mostra un risvolto democratico di fondamentale importanza. I meccanismi di autoconservazione istituzionale, la rigida e razionale applicazione della norma penale e la ferma reazione del vertice dello Stato contro le ingerenze di parte non devono essere intesi come una sterile chiusura tecnocratica, bensì come i veri e propri anticorpi che proteggono la democrazia. Nel momento in cui le forze politiche radicali tentano di cavalcare le passioni popolari per legittimare modelli reazionari di controllo sociale, la tenuta dell'ordine giuridico formale si erge come un argine insostituibile. Riaffermando la neutralità della legge e l'esclusività statale della forza, questi presidi istituzionali neutralizzano il pericolo di una deriva autoritaristica, impedendo che lo Stato di diritto venga svuotato dall'interno a favore di una logica della violenza privata e del populismo penale e politico. PS: se volete approfondire leggete Bourdieu "La forza del diritto. Elementi per una sociologia del campo giuridico"