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#LACRIM

"Vete antes que tiremos gas otra vez". Es lo que me ha dicho un Policía con casco en Neptuno cuando después de ser gaseada me he acercado a preguntarle quién podía ayudarme porque no veía bien, no podía respirar y estaba asustada y desorientada porque me ardía todo. En la frontera de Ceuta no hicieron esto. No les dijeron esto. Allí a dar ayuda humanitaria y no hacer nada porque NO HACER NADA era la fuerza proporcional a usar de la Policía Nacional frente a 100.000 africanos asaltando nuestra frontera. Pero con nosotros, muchas chicas, alguna familia y gente normal que no estábamos haciendo nada, salvo irnos a casa, lo primero ha sido tirar gases lacrimógenos. Cobardes y traidores. #Ceuta #Policía #DerechosHumanos

Felón Marlaska ordena disolver a los manifestantes ante el Congreso con gases lacrimógenos. Ojalá hubiera empleado la misma contundencia cuando 80.000 invasores entraron en Ceuta como Pedro por su casa que la que le gusta emplear contra los españoles. https://t.co/8NO03K2uwl #Protestas #LibertadDeExpresión #España

"Ciao ragazzi, mi chiamo Alessandro Guzzon e ho una storia bellissima da raccontarvi in cui l'amicizia e il basket l'hanno fatta da padroni. Nella prima foto ci sono io assieme al giocatore NBA Sandro Mamukelashvili. Ci siamo conosciuti da ragazzini nel 2014, a Biella, quando eravamo compagni di squadra. Lui era arrivato dalla Georgia col sogno di diventare un giocatore di basket. Non parlava italiano ma si faceva chiamare da noi "Sandro". Un ragazzo dolce, genuino, col quale è nata una bellissima amicizia. Mi ricordo ancora le sue lacrime quando ha lasciato l'Italia perchè aveva ricevuto una borsa di studio per giocare negli USA. Nel frattempo ci siamo un po' persi di vista e lui è diventato un giocatore NBA. Io non avevo il suo talento, ho giocato in Serie C ed oltre al basket ho coltivato la passione per la fotografia e il video. Ho studiato, ho sperimentato, ho aperto una mia piccola agenzia per lavorare nel mondo del basket. L'anno scorso mi trovato a Cipro agli Europei di basket perchè seguivo da vicino Danilo Gallinari. A Cipro, dopo 10 anni, ho rivisto Sandro perchè era lì con la sua nazionale georgiana. È stato un incontro emozionante. Due amici che si erano persi di vista hanno chiacchierato a lungo come se il tempo non fosse mai passato. Un legame profondo che ha portato Sandro a propormi di trasferirmi a Toronto per occuparmi di tutto il suo materiale video, foto, vlog, social, durante partite, allenamenti e workout. Ho accettato. Negli USA ho avuto anche avuto la possibilità di seguire altri giocatori, tra cui Brandon Ingram. E a breve mi trasferirò a Los Angeles, dove continuerò ufficialmente a lavorare con Sandro come Personal Photographer, Videographer e Content Creator: si perchè Mamukelashvili è diventato un giocatore dei Lakers. In queste foto ci sono due amici che a 14 anni sognavano l'NBA. Entrambi hanno coronato il loro sogno. Uno giocherà al fianco di Luka Doncic in una delle squadre più famose al mondo. L'altro sarà a bordo campo con la sua videocamera. Entrambi sempre con l'Italia nel cuore: pensate che in NBA lui è per tutti semplicemente 'Sandro' e uno dei suoi obiettivi è quello di comprarsi una casa a Biella. Tutto questo grazie al basket, e all'amicizia." #Basket #Amicizia #NBA

Fiducia-Tranquillitá-Consapevolezza-No stess. Queste le parole d'ordine che facevano filtrare in pieno subbuglio, dopo Palestra e Khalaili saltati, tifosi in fermento e tante chiacchiere(c'è chi parlava di lacrime e sangue e chi parlava di acquisti ipermegagalattici) La dirigenza è stata lucida e ha portato a casa quello che si era prefissato(anche in base alle possibilità) in accordo con l'allenatore. È un mercato certamente positivo, uno dei migliori da anni, la rosa è più profonda e livellata. Probabilmente è mancato il guizzo finale ma credetemi due mesi fa in pochi avrebbero scommesso su ingressi del calibro di Stones, Spence e Jones sforando i famosi paletti immaginari propinati dai soliti noti che parlano di Inter senza avere il minimo contatto con la dirigenza. Io ho fatto del mio meglio, probabilmente ho commesso errori, a volte ho preso, ma la mia prerogativa più grande era fare cronaca senza illudere nessuno, è stato un lavoro faticoso quest'anno più del solito. Ora tutti uniti nella stessa direzione, sarà stagione lunga, squadra e allenatore hanno bisogno del massimo sostegno. AVANTI #INTER #Inter #Calciomercato #ForzaInter

In a shocking turn at the US Open, Novak Djokovic was eliminated in the first round in tears by Mariano Navone, revealing that he has a serious physical problem that has plagued him throughout the season. (translated)

Clamoroso agli Us Open, Djokovic in lacrime eliminato al primo turno: “Vomito, ho un problema serio. Il mio corpo ha iniziato a cedere”

In campo, solo per rispetto dell'avversario. Con la consapevolezza di non avere più chance contro un avversario per una volta, più forte, più resistente di lui. In lacrime. Un Djokovic così inerme non si era mai visto. E fa male https://t.co/u8PwKZ4muW #tennis #Djokovic #sport

Le lacrime di commozione di Federer alla Hall of Fame di Newport. Le emozioni, la classe, il carisma che sa trasmettere ogni volta. Il patrimonio e il privilegio di una grande bellezza da custodire con cura ❤️ https://t.co/XVpmVGTpAT #Federer #HallOfFame #Emozioni

Caro @RafaeLeao7, esattamente 7 anni dopo la presentazione di quel giovane gracilino proveniente da Lille, è arrivato il momento di salutarci. Alcuni saranno felici, altri meno, forse memori della sliding door che ha visto uscire il tuo compagno di binario a sinistra, sostituito poi da figure di valore non altrettanto elevato. Ma ad oggi sappiamo un po' tutti che è meglio così, perché le avventure nel calcio iniziano, si trasformano in storia e possono finire senza necessariamente lasciarsi male. Personalmente porterò con me il ricordo delle lacrime di #Sassuolo, di uno Scudetto che, al contrario di quanto pensano in molti, porta incisa anche la tua firma. Come un leader deve fare nei momenti importanti. E quello lo era, al di là della vittoria in sé. Quel pomeriggio a #Sassuolo non tutti eravamo sereni. L'esodo dei tifosi fu accompagnato dal timore di un 5 maggio a tinte rossonere. Il rischio di cadere in un campo a noi ostico era alto, altissimo. Eppure entrasti con leggerezza, accompagnato da quel sorriso che ti ha da sempre caratterizzato, sistemando le cose a modo tuo, con corsa e classe. Sarebbe potuto essere l'inizio di una crescita esponenziale, cosa che non è avvenuta, forse anche per colpa di un progetto smontato dalla proprietà da capo a piedi, che ha scombussolato un po' tutto, voi giocatori compresi. Il periodo storico del Milan certamente non ti ha aiutato. Squadre cambiate, allenatori cambiati, progetti iniziati e poi ribaltati. Ma è proprio nei momenti complicati che il milanista chiede qualcosa in più ai suoi giocatori, soprattutto a quelli più forti. Non soltanto il gol o l'assist, ma la sensazione che quel giocatore abbia dato tutto, sempre. Anche quando le cose non funzionano, anche quando il talento non basta, fino a uscire dal campo con la maglia strappata e sporca di fango. La partecipazione alle sfilate e la passione per il rap non sono una colpa, ma inevitabilmente si sono trasformate in una sentenza ad ogni partita persa, anche quelle non per colpa tua. E così si è arrivati inevitabilmente ad un rapporto fatto più di post pubblicati sui social, che di reti sui campi di calcio. Le dichiarazioni di questa estate poi, un punto esclamativo sopra una rottura che nessuno aveva avuto il coraggio di portare alla luce prima di quel giorno. C'è una canzone che ti invito ad ascoltare. Si chiama "Un attimo ancora" e gli autori sono rapper italiani chiamati Gemelli Diversi. Parla proprio di noi, di un amore intenso ma giunto inevitabilmente al termine. "Dammi solo un minuto, un soffio di fiato Un attimo ancora Stare insieme è finito, abbiamo capito Ma a dirselo è dura" Questo è quello che provo in questo momento, ma perdonami sin da ora se da domani penserò solo ed esclusivamente al futuro, perché come sai, il #Milan viene sempre prima di tutto e di tutti. Buona fortuna ragazzo. #Milan #Calcio #Addio

Hundreds of protesters in Ceuta tried to expel migrants from El Trampolín beach during protests that took place on August 26 and 27, leading to clashes with the police, who used tear gas to disperse the crowd, while residents demanded the resignation of the government and cried out for their city. (translated)

Ceuta. Centenas de manifestantes tentam expulsar migrantes

92 minuti di applausi per @AvvSaverioMacri che quasi con le lacrime agli occhi difende l’onore del Prof. Giarda, di cui è stato allievo, senza alcun timore di scontrarsi con i “mostri sacri” del Foro. Integrità e coraggio. Esemplare! #VeritàNascoste #garlasco #giustizia #onore #coraggio

Massimiliano Ossini revealed that his wife faced cancer during her pregnancy, and they decided to share their story only years later, after seeing a pregnant girl in tears due to a cancer diagnosis. (translated)

“Mia moglie ha avuto un tumore mentre era incinta, l’abbiamo raccontato anni dopo perché durante un controllo abbiamo visto una ragazza in dolce attesa in lacrime. Aveva ricevuto la diagnosi del cancro”: così Massimiliano Ossini

Tension in Ceuta has increased following the use of tear gas by the police during the distribution of food to migrants at the Trampolín beach, where incidents between groups have led to police intervention to contain disturbances and ensure safety. (translated)

Crece la tensión en Ceuta: la Policía usa gas lacrimógeno en el reparto de alimentos a migrantes en El Trampolín

Il teatrino dell'anziano in lacrime che si stacca dal gruppo e bacia la Meloni, sotto l'occhio attento della telecamera, è degno della miglior propaganda di Goebbels. Brava Giorgia. #Amatrice #politica #propaganda #Italia

Ero a cena a mangiare del terribile cibo balinese, torno in hotel, guardo il telefono e mi commuovo. L’Inter è tornata grande, la corazzata nerazzurra alzerà la quarta a Madrid. Sono in ginocchio, in lacrime. È per distacco la notte più bella della mia vita. #Inter #emozioni #Madrid

Înțelegerea curentă a condiției artistului o situează într-o iluzie a libertății sale. Se spune că artistul alege să creeze, că-și revendică vocația ca act de libertate. Aceasta-i o reprezentare care confundă două lucruri esențiale: 1. Libertate liberă de sarcini: iluzia că poți evada din destinul tău, că ai libertate externă de a refuza condiția de artist, ceea ce e în bună măsură fals. 2. Libertate asumată: conștiența deplină a condiției tale și angajamentul total în ea. Aceasta-i adevărata libertate a creatorului — nu libertate de ceva, ci libertate în ceea ce ești. https://andreiburdusa.site/conditia-artistului-lacrima-lentila-vie

Condiția Artistului: Lacrima ca Lentilă Vie

Per chi non si beve tutto. Mentre gran parte del giornalismo italiano si esercita nell’antica arte del copia-incolla da agenzie ONU e comunicati di Hamas, c’è un giornalista in Rai che ha deciso di non farsi dettare la linea da Ramallah. Si chiama Giovan Battista Brunori, e oggi è una rarità: uno che ha ancora la schiena dritta. Capo della sede RAI a Gerusalemme, Brunori ha fatto qualcosa che nel 2025 equivale a un atto di insubordinazione: ha mostrato Gaza da un altro angolo, quello scomodo, quello che smentisce le lacrime facili e la propaganda prefabbricata. Quando il Tg1 ha disturbato la narrazione La settimana scorsa, il suo servizio per il Tg1 ha fatto tremare più tastiere che razzi. Le immagini? Scorte di aiuti umanitari marcite al sole perché “nessuno andava a ritirarle”. La frase? Tagliente come un referto: «Il cibo a Gaza sta avariando perché non ci sono organizzazioni che lo vanno a prendere.» Apriti cielo. Le ONG si sono stracciate le vesti. La sinistra ha invocato la gogna. La Rai? È corsa ai ripari con una replica del Tg3, in pieno stile “scusate il giornalismo”. Ma Brunori non ha indietreggiato. Perché il giornalismo, quello vero, non chiede il permesso prima di disturbare. Sul campo, non su Zoom Giovan Battista Brunori non racconta Gaza da un bar di Ramallah o da un attico romano. Nel 2024 era tra i pochi a documentare l’attacco del 7 ottobre, le infiltrazioni di Hamas, le case distrutte degli israeliani di Netiv HaAsara, a due passi dal confine. Mentre altri parlavano di “resistenza”, lui mostrava famiglie sgozzate, villaggi assaltati, bambini presi in ostaggio. Un crimine? No. Un servizio pubblico. Ma questo oggi basta per finire nella lista nera degli “squilibrati filo-israeliani” (copyright collettivi studenteschi). La colpa di raccontare tutto Brunori non si limita a un copione. Non chiude gli occhi dove serve. Nel caos informativo della guerra Israele-Gaza, è uno dei pochi a non affidarsi alle infografiche dell’UNRWA e ai pianti in slow motion rilanciati da Al Jazeera. E questo lo rende pericoloso. Perché chi racconta tutto, rompe l’incantesimo. Non c’è spazio per i “Mr. Fafo”, i martiri ricorrenti da Instagram, quando si mostra la realtà nuda: tunnel sotto gli ospedali, miliziani travestiti da soccorritori, aiuti bloccati da Hamas per esigenze belliche. Il problema? È difficile smentirlo Brunori ha un curriculum da campo: Afghanistan, Iraq, Libano, Ucraina. Ha vinto il premio Ilaria Alpi (1998), il Premio Feniks (2021) e quello Delio Costanzo (2024). Ma il suo vero trofeo è l’indipendenza. Non lavora per far contenti i partiti. Né le ambasciate. Né le piazze. Parla arabo. Conosce la storia. E quando va in onda, non ha bisogno di urlare per dire cose gravi. In un mondo dove la verità è soggetta al sentiment, Brunori è rimasto fedele alla sostanza. Non piacerà a chi cerca eroi prefabbricati e vittime su commissione. Ma è l’unico in Rai che ancora ti fa cambiare canale perché dice troppo, non perché dice poco. E oggi, questo, è rivoluzionario. Chi non si inginocchia alla propaganda, chi ha ancora fame di giustizia, ti guarda e ti dice: vai avanti. Perché oggi, raccontare la verità è un atto di coraggio. @LuigiGiliberti2 #Giornalismo #Verità #LibertàDiStampa

Manual de como arrasar: - Cheguei antes do FM - experimente a culinária - aprenda um pouco do idioma e da cultura - converse com seus fãs e se aproxime deles - tome vacina - agradeça com os olhos lacrimejando Obrigada Neko, você é gigante! https://t.co/XDesmg46Cb #Cultura #Culinária #Comunicação

Moroccan forces have dispersed hundreds of migrants attempting to reach Ceuta, using police charges and tear gas, while the situation remained tense but without an organized attempt to breach the border. (translated)

Ceuta, cariche e lacrimogeni: Rabat blocca centinaia di migranti verso l'exclave spagnola
ANSA.it 3w

The Moroccan government suppressed a mass attempt by sub-Saharan migrants to enter the exclave of Ceuta with charges and tear gas, maintaining a heavy presence of security forces both on its territory and at the border, while Spain has strengthened security measures without easing vigilance, despite the expulsion of Spanish journalists by Moroccan authorities. (translated)

Cariche e lacrimogeni, Rabat blocca centinaia di migranti verso Ceuta

Come Erika Saraceni, uscita in lacrime dalla finale del salto triplo,anche Edoardo Stronati non ha deluso nessuno. Sono giovanissimi,al loro primo europeo e vengono da infortuni. La finale non è andata come sperato, ma sarà tutta esperienza. Non si può parlare di "delusione" 😭😭 https://t.co/XOMgyOHlk2 #Sport #GiovaniAtleti #Esperienza