POSSIAMO ANCORA RENDERE LA SOVRANITÀ AL POPOLO. Chi può, tiri fuori gli attributi e riproponiamo insieme le preferenze. La sovranità al popolo può ancora essere restituita. CI VUOLE SOLO CORAGGIO. https://t.co/YaOY9QUkVo #Sovranità #Popolo #Coraggio
POSSIAMO ANCORA RENDERE LA SOVRANITÀ AL POPOLO. Chi può, tiri fuori gli attributi e riproponiamo insieme le preferenze. La sovranità al popolo può ancora essere restituita. CI VUOLE SOLO CORAGGIO. https://t.co/YaOY9QUkVo #Sovranità #Popolo #Coraggio
Il Contante è Libertà. Contro l’Euro digitale ed il Chat Control. Da oggi si può firmare. Coraggio firmate (e fate firmare) per inserire il Contante in Costituzione. Firmate qui 👉 https://t.co/P91Pkr7L4f https://t.co/yeaE2xDfEz #Contante #Libertà #Costituzione
Remembering the massacre of via D’Amelio means honoring the courage, the sense of the State and duty, the example of Paolo Borsellino and the agents of his escort who were killed with him on July 19, 34 years ago: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina and (translated)
Článek navrhuje, jak vzdělávat děti o významu magistráta Paola Borsellina, jehož život a odkaz symbolizují legalitu, statečnost a boj proti mafii, a to prostřednictvím využití knih a projektů ve školách, které podněcují mladé generace k osvojení si hodnot spravedlnosti a občanské odpovědnosti. #PaoloBorsellino #legalità #coraggio

On the 34th anniversary of the #massacre at #viaDAmelio, we remember #PaoloBorsellino and the members of his escort. Their sacrifice represents a testimony of courage, a sense of State, and loyalty to the values of justice. Preserving memory means renewing commitment against mafias, for legality. (translated)
Vorrei dire al popolo ungherese 'ce l’avete fatta di nuovo', contro ogni previsione, come nel 1956, quando vi siete coraggiosamente ribellati, e come nel 1989, quando siete stati i primi a tagliare il filo spinato che divideva il nostro continente.
Giuseppe Salamone: Vergognatevi! Io sto con #Buttafuoco. Persona coraggiosa. Intellettuale vero! Questa vicenda ha oltrepassato ogni limite della vergogna. Pietrangelo Buttafuoco, presidente della #Biennale di #Venezia a cui va la mia vicinanza, è stato preso di mira dal potere con una forza inquietante. Tutto questo sta accadendo perché ha deciso di aprire il padiglione russo alla Biennale. Prima quei deficienti dell'Unione Europea gli hanno revocato il contributo di 2 milioni. Poi gli hanno chiuso, sulla radio pubblica Rai Radio 1, la sua trasmissione "Lupus in fabula". Questo è quello che accade nelle cosiddette democrazie occidentali. Quelle dove, se non ti allinei al pensiero unico guerrafondaio e se non ti comporti da idiota russofobo, ti mettono ai margini. E ti mettono ai margini sotto il silenzio generale e con la collaborazione dei maggiori partiti di governo e di opposizione, ovvero quello di Giorgia Meloni e quello di Elly Schlein. Quei partiti che vi raccontano essere l'alternativa l'uno all'altro, ma che in realtà di differenze ne hanno poche o addirittura nessuna. #LibertàDiEspressione #Biennale #Democrazia
Buonanotte a tutti domani mattina sarò in ospedale alle 830 per iniziare una cura lunga molto importante, non mi va ancora di parlarne perché è una di quelle malattie purtroppo cosiddette " imbarazzanti " con il tempo se troverò coraggio ne parlerò anche per sensibilizzare ❤️ #buonanotte #cura #sensibilizzazione
Un’inchiesta “fulminea” che passa la patata bollente alla procura sportiva. Le “pressioni” ed i suggerimenti su #Rocchi vi furono. Costituisce illecito sportivo ai sensi del famoso art. 4 codice sportivo o no? E’ semplice: un po’di coraggio o l’#Inter è intoccabile? @Linkiesta #Sport #GiustiziaSportiva #Calcio
L'Argentina ha trionfato contro l'Inghilterra nella semifinale del Mondiale 2026, ribaltando il risultato con i gol di Enzo Fernandez e Lautaro Martinez grazie a due assist decisivi di Messi, dimostrando così che il coraggio e il gioco offensivo possono prevalere sul tatticismo avversario. #Argentina #Messi #Mondiali2026

🎪📉🔥 Tenetevi forte, perché qui siamo al cortocircuito totale! Il colpo di spugna che doveva cancellare #Arbitropoli e salvare l'Inter si è appena trasformato in un vero e proprio boomerang. Nel firmare la richiesta di archiviazione penale, lo stesso capo della Procura Marcello Viola (sì, proprio lui) ha dovuto mettere nero su bianco una dichiarazione che suona come una condanna morale e sportiva senza appello (vedi allegato di @MarcoCento38849 ): «La richiesta di archiviazione ricostruisce, nei limiti del materiale probatorio acquisito, la sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati, attraverso l’esame analitico dei risultati delle intercettazioni telefoniche e della loro tempistica, in taluni casi comparato con gli esiti dei servizi di pedinamento.» Traduzione dal legalese al mondo reale? Viola ha appena confermato ufficialmente che le interferenze sulle designazioni arbitrali ipotizzate dal pm Ascione ci sono state eccome. Sono fatti storicamente accaduti, provati da intercettazioni analitiche, tempistiche sospette e persino dai pedinamenti degli investigatori! Andiamo a smontare questa follia tutta italiana: 1) ARCHIVIANO MA CONFERMANO IL FATTO: Siamo alla follia pura. Ti dicono: "Sì, è vero, i dirigenti nerazzurri telefonavano, facevano pressioni, incontravano persone e interferivano sulle designazioni degli arbitri. Però per noi penalmente non è abbastanza, quindi archiviamo". È come trovare il ladro con le mani nella cassaforte grazie a un pedinamento e dire: "Sì, il fatto sussiste storicamente, ma non possiamo processarlo per furto perché la serratura era già mezza aperta". 2) LE PROVE SONO SCHIACCANTI: Non stiamo parlando di semplici chiacchiere da bar o suggestioni dei tifosi. Qui si parla di un "esame analitico", di incroci di telefonate e addirittura di "servizi di pedinamento" degli inquirenti. Il sistema di pressione c'era, era scientifico e opprimente. Altro che "nessun riscontro"! 3) E ORA CHINÈ NON HA PIÙ SCUSE: LA PALLA PASSA ALLA GIUSTIZIA SPORTIVA ⚖️🐍 Questo esposto di Viola è una bomba atomica confezionata su un piatto d'argento per la giustizia sportiva. Se il capo della Procura ordinaria scrive che le interferenze sulle designazioni arbitrali hanno una "sussistenza storica", il Procuratore Federale Giuseppe Chinè non può più girarsi dall'altra parte. Per la giustizia sportiva e per violare l'Articolo 4 sulla lealtà non serve il reato penale: basta e avanza la prova che si sia tentato di interferire con i designatori. E Viola ha appena certificato che quelle interferenze sono reali, storiche e documentate. Potete pure scappare dal processo penale grazie alla scadenza dei termini e alle acrobazie dei capi di procura, ma la verità storica è scritta sui vostri stessi atti di archiviazione. Siete stati blindati dai tribunali ordinari, ma il fango di questa vicenda vi rimarrà incollato addosso per sempre. Vediamo se adesso il "Sistemone" avrà il coraggio di insabbiare anche l'evidenza storica certificata dai suoi stessi magistrati! 🚪🤫👋 #Arbitropoli #Interopoli #MarcelloViola #Chine #GiustiziaSportiva #IlFattoSussiste #Arbitropoli #GiustiziaSportiva #Calcio
Giuseppe Cruciani ha definito la condanna definitiva di Mario Roggero una vergogna nazionale. 14 anni e 9 mesi di carcere per un uomo di 72 anni che ha difeso se stesso, la sua famiglia e il suo negozio durante quella che era la quinta rapina subita. E come se non bastasse, anche i risarcimenti milionari alle famiglie dei ladri: un’assurdità che aggiunge insulto al danno. Cruciani ha ragione: è un dramma assoluto. Ora servono fatti concreti: grazia immediata o un partito che abbia il coraggio di candidare Mario Roggero alle prossime elezioni. Solo così possiamo farlo uscire e restituire un po’ di dignità a chi ha scelto di difendersi invece di subire. #aCruciani #lazanzara #MarioRoggero #Magistratura #graziaperRoggero @gcruciani #Giustizia #Dignità #DirittiUmani
“L’arbitro non è all’altezza della situazione. Ha ammonito un giocatore dell’Inghilterra prima di quelli dell’Argentina. È una roba incredibile, una vergogna” Marco Tardelli (Rai1) e il coraggio di dire le cose come stanno. #InghilterraArgentina #ENGARG #calcio #arbitro #sport
Provocazione o Insulto? Perché smettere di confonderli cambierà il modo in cui discuti Introduzione: Il Calore dello Scontro Nel cuore di una disputa accesa, quando la pressione dialettica sale, è comune percepire un’istanza dell'interlocutore non come un contributo al tema, ma come una minaccia identitaria. In quel momento, la nostra architettura cognitiva sembra collassare sotto il peso di una reazione pre-razionale: facciamo fatica a distinguere tra un pungolo intellettuale e un attacco personale. Le riflessioni di L.S. annotate nel suo "Diario XII" nel giugno 2026, mettono a nudo questa fragilità psicologica. L'autore stesso ammette di lasciarsi talvolta suggestionare da una tendenza pericolosamente moderna: l’assimilazione della provocazione all'insulto. Se persino chi analizza professionalmente le dinamiche comunicative fatica a riconoscere il confine, è evidente che ci troviamo di fronte a un nodo cruciale della nostra fenomenologia relazionale. Perché cediamo così facilmente all'istinto di replica, rinunciando a comprendere la reale natura dello scontro? L'Illusione della Somiglianza: Una Questione di Forma La confusione tra provocazione e insulto nasce primariamente da un inganno estetico. Siamo abituati a pensare che una comunicazione razionale debba essere necessariamente garbata e formale; quando invece la provocazione si manifesta in una veste rozza, goffa o persino astiosa, il nostro sistema di difesa la cataloga immediatamente come ostilità gratuita. È l'incapacità di distinguere tra l'estetica della consegna e l'intento del messaggio. La provocazione è spesso un'invitante sfida logica travestita da minaccia; tuttavia, la sua superficie ruvida innesca un istinto di risposta speculare che ci impedisce di guardare oltre la crosta del linguaggio. Ci fermiamo all'istinto di replica perché interpretiamo la sgradevolezza del tono come una prova dell'assenza di contenuto, ignorando che la verità può talvolta indossare abiti scomposti per scuotere le nostre certezze più radicate. La Provocazione come Strumento Razionale Contrariamente alla percezione comune, la provocazione non è un atto di chiusura, ma un'operazione euristica. Essa è intrisa di una tagliente razionalità che mira a forzare l'analisi e a spingere il confronto verso territori inesplorati. Nonostante l'apparente aggressività, la provocazione riconosce la dignità intellettuale dell'altro, considerandolo un soggetto capace di sostenere una tensione dialettica elevata."La provocazione chiede qualcosa."Questo passaggio del diario chiarisce l'essenza dell'atto: la provocazione è una domanda, un’istanza che esige un approfondimento o una difesa logica delle proprie posizioni. È un invito al gioco dialettico, per quanto duro possa apparire. Chi provoca non vuole distruggere l'interlocutore, ma testare la solidità delle sue fondamenta razionali, offrendo uno stimolo che, se accolto, produce una crescita per entrambi gli attori della discussione. L'Insulto: La Manifestazione del Dolore L'insulto opera su un piano ontologico radicalmente differente. Non è un argomento, né il tentativo di instaurare un dialogo; è, al contrario, la resa dell'intelletto e la manifestazione di un io interiore ferito e brutto. Quando un interlocutore "accusa il colpo" e si sente sopraffatto da un'argomentazione che non riesce a gestire, l'insulto diventa un meccanismo di difesa estremo. È l'estrusione del disagio di chi non ha più strumenti per abitare il piano della ragione. Come nota acutamente L.B., il ricorso all'insulto segnala spesso non tanto una mancanza di capacità intellettiva, quanto una deliberata mancanza di volontà di confrontarsi onestamente."L'insulto sanguina."Questa immagine potente descrive la natura viscerale e disordinata dell'offesa. Mentre la provocazione è chirurgica, l'insulto è una ferita aperta che sporca il campo del discorso. Esso non chiede nulla, non propone nulla: si limita a testimoniare la sofferenza e la "bruttezza" di chi lo scaglia. L'insulto non è un segnale di forza dominatrice, ma il sintomo di una vulnerabilità mal gestita che cerca di nascondersi dietro l'aggressione verbale. La Trappola del Registro: Perché Non Rispondere al Fuoco col Fuoco Il pericolo maggiore in un dibattito non è subire un insulto, ma reagire adottando lo stesso registro dell'avversario. Cedere a questa tentazione significa commettere una profonda ingiustizia alla sincerità delle nostre stesse posizioni. Se permettiamo alla scomposta reazione altrui di dettare le regole della nostra comunicazione, tradiamo l'integrità del nostro pensiero originale. Discendere nel disordine emotivo dell'altro è un atto di auto-sabotaggio filosofico: significa rinunciare alla superiorità della ragione per affogare nello stesso "sangue" dell'insultante. Mantenere la lucidità di fronte a un attacco scomposto non è solo una prova di forza psicologica, ma un dovere etico verso la verità che stiamo cercando di esprimere. Rimanere ancorati alla propria razionalità, anche quando l'altro capitola nell'offesa, è l'unico modo per onestamente onorare il contenuto del proprio discorso. Conclusione: Oltre la Superficie del Dialogo Smettere di sovrapporre provocazione e insulto è un atto di igiene mentale e civile. Dobbiamo imparare a vedere nella prima una richiesta di analisi e nel secondo l'esposizione di una ferita interiore. Sono due polarità opposte: l'una cerca il "più" della conoscenza attraverso lo scontro, l'altra rivela il "meno" della capacità dialettica. In un'epoca di conflitti verbali perenni, recuperare questa distinzione significa restituire nobiltà alla discussione e proteggere la nostra integrità intellettuale dalle reazioni scomposte che, troppo spesso, scambiamo per forza.La prossima volta che ti sentirai attaccato, avrai il coraggio di chiederti se l'altro sta cercando un confronto o se sta semplicemente sanguinando?
VOTO SEGRETO, I VILI SI NASCONDONO DIETRO LA MASCHERA DELL'IPOCRISIA. CHE SCHIFO! Le preferenze avrebbero riportato agli italiani la scelta di chi portare il Parlamento. Ma con un voto segreto, quello di chi nasconde la faccia e fa i giochetti, la sinistra e una parte della destra hanno tradito la democrazia e il Paese Le bestie sinistre insieme ad alcuni luridi vermi traditori, esultano perché agli italiani è stata negata la possibilità di scegliere i propri rappresentanti con le preferenze. Non c’è da stupirsi. Cosa possono sapere delle preferenze quelli che vengono scelti con un click o nominati dalle segreterie di partito? La sinistra festeggia quando i cittadini contano meno e i partiti contano di più. Andatelo a spiegare agli amministratori, anche del PD💩, che vengono eletti con le preferenze e si conquistano ogni voto sul territorio, perché la sinistra (il loro partito) esulta per aver votato contro le preferenze alle elezioni politiche. La verità è semplice: quando decidono i cittadini, qualcuno perde il controllo. Molto meglio farsi blindare dalle segreterie di partito e farsi catapultare in Parlamento senza aver mai chiesto un voto agli elettori. Chi ha paura delle preferenze, in realtà, ha paura del giudizio degli elettori. E chi preferisce le nomine al voto dovrebbe avere almeno il coraggio di dirlo apertamente, invece di impartire lezioni di democrazia. - Luca Sbardella 📹 @Tommasocerno "Il Giornale" #Democrazia #VotoSegreto #Politica
Nel suo messaggio per il decimo anniversario del tentativo di colpo di stato del 2016, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sottolinea il coraggio del popolo turco nella difesa della sua indipendenza e della democrazia, affermando che la Turchia continuerà a combattere il terrorismo e a promuovere la pace e la stabilità nella regione attraverso riforme e investimenti in vari settori strategici. #Turchia #Pace #Terrorismo

un colpo durissimo quello inferto alla ‘ndrangheta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, con l’impiego di oltre 500 agenti della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri nella grande operazione che ha portato all’arresto di 79 persone, colpendo gli interessi delle cosche. Grazie a chi ogni giorno difende la legalità con coraggio e professionalità. Lo Stato non si piega. La lotta alle mafie è e continuerà a essere una priorità assoluta del Governo
Hormuz, il "pizzo" di Trump il balordo Trump pretende che le monarchie del Golfo paghino gli Usa per la protezione delle navi che attraversano Hormuz: ovviamente sorvola su fatto che lui ha provocato questa situazione con la guerra iniziata con Israele contro l'Iran il 28 febbraio, prima non si pagava. Qualcuno avrà il coraggio di dirgli in faccia che è un balordo? Per ora no, e pure l'Italia si accoda al vertice di Rubio anti-antifa, come se non avessimo una costituzione antifascista. Siamo dei miserabili. #Trump #GolfoPersico #PoliticaInternazionale