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#Lukashenko

BREAKING Die Russen haben heute Nacht die ukrainische Drohnenproduktion weitgegehend zerstört bzw massivst beschädigt Nun bleiben nur mehr die im Westen zusammengebauten Drohnen per Direktlieferung - und es ist nur noch eine Frage der Zeit bis die Verteilerzentren an der polnischen und rumänischen Grenze ins Visier der Russen geraten ! Was mich darüber hinaus persönlich extrem stutzig macht ist die Reise des belarussischen Präsidenten Lukashenko in diesem Zusammenhang Zuerst drei Tage in Moskau bei Putin - ohne Fotos, ohne Pressekonferenz, ohne Erklärung über den Zweck der Reise Und dann - unmittelbar danach - reiste Lukashenko nach Peking zum chinesischen Präsidenten Xi und hatte ein dreistündiges Vieraugengespräch - sehr ungewöhnlich für ein ökonomisch nicht relevantes Land - Xi hat nicht einmal für viel wichtigere Staatslenker kurzfristig so lange Zeit für Gespräche Nun die Frage aller Fragen Was ist der Plan ? Was wurde hier besprochen und beschlossen ? Kleiner Tipp - Der kleine Schneekönig in Kiew behauptet seit Wochen dass Russland 200 000 Mann in Weißrussland zusammengezogen hat um eine neue Front zu eröffnen Kiew, die Hauptstadt der RestUkraine, ist übrigens nur 90 Kilometer von der belarussischen Grenze entfernt... Eins steht fest - dieser Krieg wird sich noch heuer ganz anders entwickeln als die gleichgeschalteten Propagandaorgeln ihren Abonnenten des Betreuten Denkens verkaufen... #Ukraine #Russland #Geopolitik

"La Cina sostiene la difesa della sovranità e dell'indipendenza bielorusse". Mi sa che l'enigmatico incontro di ieri con Nonno è finito male. Ma proprio male male. Al punto che Lukashenko è andato di corsa a mettersi sotto la protezione militare di Gigi Ping. https://t.co/0DxeoR8fXx #Cina #Bielorussia #Geopolitica

China își reafirmă sprijinul pentru suveranitatea, independența și integritatea teritorială a Belarusului, subliniind importanța relațiilor bilaterale în contextul tensiunilor regionale și al războiului din Ucraina, în cadrul unei întâlniri între președinții Xi Jinping și Alexander Lukashenko. #China #Belarus #suveranitate

China promite sprijin pentru suveranitatea națională a Belarusului

Alle 10 di stamattina Lukashenko ha lasciato la Russia diretto in Asia. Si conclude la più lunga, segreta, enigmatica, drammatica visita del dittatore bielorusso dal suo protettore. https://t.co/mhEIkIG6ek #Lukashenko #Russia #Asia

Lukashenko tells visiting Russian officials that “President Zelensky’s” envoys have recently visited him in Minsk, sitting at the same desk — and that he had told the Ukrainians that Belarus wants peace and only peace. https://t.co/efsNZaWNuD #Lukashenko #Zelensky #BelarusPeace #BY #UA #RU

O Kremlin condenou o ultimato do presidente ucraniano Zelensky a Lukashenko, exigindo a desativação de sistemas russos na Bielorrússia, considerando a declaração uma escalada agressiva e uma violação da soberania bielorrussa. #GuerraTraduzida #Ucrânia #Kremlin

Kremlin condena o ultimato de Zelensky a Lukashenko

Zelenskyy is advising Belarusian dictator Lukashenko to withdraw the military equipment stationed along the Ukrainian border that is being used to direct artillery fire against Ukrainian civilians. "I am giving Lukashenko one week to remove this equipment. Otherwise, we will do https://t.co/Yktb0tSgap #Zelenskyy #Belarus #Ukraine #UA #BY

L
lastampa.it Jun 20

Donald Trump ha dichiarato che la Russia avrebbe dovuto rimanere nel G8 per evitare la crisi in Ucraina, mentre il presidente ucraino Zelensky ha intimato a Lukashenko di rimuovere i ripetitori per i droni russi entro una settimana, avvertendo che se non lo farà, agirà l'Ucraina. #Russia #Ucraina #Zelensky

Trump: “La Russia doveva restare nel G8”. Zelensky alla Bielorussia: “Via i ripetitori per i droni”

Zelensky le advirte a Lukashenko que si no desmonta los equipos en su territorio que usa Rusia para atacar a las ciudades ucranianas, se encargarán de quitarlos. Estos sucede luego que Lukashenko pidiera en público no ser atacado por Ucrania por su colaboración con Putin https://t.co/nRF8B16BnA #Ucrania #Rusia #Lukashenko

Delfi Jun 19

Ukrainian President Volodymyr Zelensky has issued an ultimatum to Belarusian leader Alexander Lukashenko to remove military equipment used by Russia for targeting Ukraine from the border within a week, threatening that Ukraine will take action if he fails to comply. #Зеленский #Беларусь #война

Зеленский поставил Лукашенко ультиматум: убрать с границы технику для коррекции ударов по Украине, "или это сделаем мы"

Ricapitolando. In questi mesi il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lodato Putin, Kim Jong-un, Orbán, Netanyahu, Lukashenko, Xi Jinping. E ha attaccato: Papa Leone XIV, Meloni, Macron, Starmer, Merz, Sanchez, Carney, l’Unione Europea e la NATO. https://t.co/8pIuCgwRj2 #Politica #Trump #Internazionale

Observador Jun 17

O Presidente da Bielorrússia, Alexander Lukashenko, pediu desculpas a Volodymyr Zelensky por críticas excessivas, reconhecendo que foi duro e que a Bielorrússia não representa uma ameaça para a Ucrânia, enquanto expressa preocupação com o impacto da guerra em seu país. #GuerraNaUcrânia #Lukashenko #Zelensky

Lukashenko pede perdão a Zelensky e admite exageros
Pekka Toveri Jun 6

A significant message. But it reveals the weakening of Putin's position, that Lukashenko dares to say out loud that Belarus will not participate in the war in Ukraine. (translated)

Le elezioni in Armenia del 7 giugno si svolgono in un contesto di crescente tensione con la Russia e di apertura verso l'Unione Europea, con il presidente Pashinyan che cerca di bilanciare questi interessi opposti, mentre Lukashenko avverte dei rischi di un possibile scenario simile a quello ucraino per il Paese. #Armenia #UnioneEuropea #Russia

Elezioni in Armenia, il Paese guarda all’Ue ma è legato a doppio filo alla Russia. Lukashenko: “Se fanno passi falsi rischiano uno scenario ucraino”
Digi24 Jun 1

Frantsishak Viacorka, consilierul liderei Opoziției din exil a Belarusului, a avertizat că regimul Lukașenko, sprijinit de Rusia, se pregătește pentru escaladarea conflictului în apropierea frontierelor cu Ucraina și statele NATO, prin modernizarea infrastructurii militare, deși în prezent nu există indicii imediate ale unei invazii. #Belarus #Lukashenko #Ucraina

Avertismentul unui oficial al Opoziției din Belarus: Rușii și regimul Lukașenko pregătesc o escaladare a conflictului

“Lukashenko ha detto che era ora che i presidenti di Ucraina e Bielorussia si incontrassero... ed è arrivata Sviatlana Tsikhanouskaya”. Ho preso spunto da questo interessante episodio, perché l’invito ufficiale a Kiev per la leader dell’opposizione bielorussa in esilio, considerata dalla comunità internazionale la legittima vincitrice delle elezioni del 2020, non è solo un assist alla Bielorussia democratica. È un capolavoro di "trolling" geopolitico. Una mossa di judo comunicativo che trasforma la minaccia del regime di Minsk, che proprio in questi mesi si presta a esercitazioni nucleari congiunte con Mosca, in una barzelletta da social network. Dietro la risata c’è infatti una strategia precisa, che per la prima volta nella storia della Russia di Putin sta mettendo a nudo i limiti strutturali della macchina d'informazione di Mosca. Per decenni, la Russia ha dominato lo spazio post-sovietico (e non solo) attraverso una dottrina di guerra d'informazione basata sulla saturazione, sul cinismo e sul terrore psicologico. La propaganda del Cremlino è rigida, verticale, solenne. Si nutre dei lunghi e cupi monologhi storici di Vladimir Putin, delle minacce nucleari apocalittiche di Dmitry Medvedev e dei talk-show televisivi urlati da megafoni di regime. È una comunicazione che esige rispetto o, in alternativa, paura. L'Ucraina ha capito che rispondere a questa narrazione con lo stesso tono accorato e burocratico sarebbe stato un suicidio comunicativo. Kiev ha così introdotto nel conflitto il linguaggio del XXI secolo: la decentralizzazione, l'ironia "memetica" e l'immediatezza. Quando Lukashenko si è offerto come mediatore, l'Ucraina non ha risposto con un freddo comunicato del Ministero degli Esteri. Ha usato il paradosso. Invitare Tsikhanouskaya significa dire al mondo, in modo chiaro e comprensibile a chiunque, che Lukashenko è un usurpatore senza legittimità. Il potere autoritario sa come gestire la rabbia o la sottomissione, ma si ritrova del tutto disarmato di fronte a chi decide di prenderlo in giro. L'episodio Tsikhanouskaya è solo l'ultimo capitolo di una strategia che ha radicalmente ribaltato i rapporti di forza comunicativi. Dai selfie in strada di Zelensky fatti nelle prime ore di invasione per smentire le notizie sulla sua fuga, fino alla documentazione meticolosa dell’impatto sui civili della guerra di terrore russa o ai successi delle azioni di guerra, ottenuti attraverso l’impiego di nuove tecnologie, ad evidenziare le differenze tra una macchina bellica offensiva russa costruita sulla retorica di grandi missili e bombardamenti a tappeto sulle città, e quella difensiva, agile, basata su invenzioni domestiche, capaci di bucare le difese della presunta superpotenza. La stessa nascita della NAFO (North Atlantic Fella Organization), un esercito decentralizzato di utenti web che, a colpi di ironia e immagini di cani Shiba, neutralizza quotidianamente i bot e i troll russi sui social è in questo senso un fenomeno emblematico. Questa agilità comunicativa serve a un duplice scopo. All'interno, mantiene alto il morale di una popolazione sotto le bombe, trasformando la resilienza in orgoglio. All'esterno, garantisce il supporto di parti delle opinioni pubbliche occidentali altrimenti esposte alla disinformazione di Mosca, traducendo una complessa e tragica guerra di logoramento in una narrazione universale di Davide contro Golia, dove Davide ha il volto di trenta-quarantenni spigliati e determinati, mentre il gigante non è solo cattivo, ma ha anche tutta la goffaggine di una spietata ed autoreferenziale gerontocrazia. C’è quindi, di conseguenza, anche un problema di velocità. La macchina della propaganda russa è una burocrazia pesante: per reagire a un imprevisto ha bisogno di direttive che scendano dall'alto. La comunicazione ucraina, invece, agisce in tempo reale, con l'elasticità di una start-up. A qualcuno questa guerra nella guerra potrà sembrare un dettaglio, ma in realtà non lo è. Perché soprattutto su questo terreno si gioca il sostegno del quale l’Ucraina ancora gode a livello internazionale. E dall’esito di questa battaglia dipende almeno in parte la possibilità di trasformare la vittoria di Kyiv in un trionfo del mondo libero. Vale a dire l’opportunità di bloccare ogni possibile via di fuga al regime morente di Vladimir Putin, cui non sarà possibile spacciare per pareggio una sconfitta che appare sempre più catastrofica e quindi sfuggire al destino che attende (quasi) tutti i più sanguinari dittatori della storia. #Ucraina #Bielorussia #Geopolitica

Observador May 25

O presidente bielorrusso Alexander Lukashenko e o presidente francês Emmanuel Macron discutiram por telefone questões regionais e relações da Bielorrússia com a UE e a França, com Macron pedindo a Lukashenko que não permita que o país seja arrastado para a guerra na Ucrânia, logo após um bombardeio russo que deixou mortos e feridos na região. #GuerraNaUcrânia #Bielorrússia #Macron

Lukashenko e Macron falaram por telefone
E

I asked Aleksandr Lukashenko to ensure the withdrawal of Russian troops from his country and that Belarus should not become a de facto accomplice of Russia in the war against Ukraine.

Emmanuel Macron cere Belarusului să se distanțeze de Rusia. Apel tensionat după atacurile asupra Ucrainei
stirileprotv.ro
E

I warned Alexander Lukashenko to refrain from involvement in the war against Ukraine.

Ziņas vieglajā valodā 24. maijā
www.lsm.lv
Observador May 21

Putin declarou a intenção de adquirir armas nucleares para uso excecional após conversas com Alexandr Lukashenko e exercícios nucleares conjuntos entre Rússia e Bielorrússia, visando garantir a segurança nacional dos dois países. #GuerraTraduzida #Putin #SegurançaNacional

Putin quer "armas nucleares para uso excecional"