Florence joins together to remember Lorena Isceri, a victim of femicide, in a demonstration that underlines the importance of not becoming accustomed to these tragedies and of fighting against violence against women. (translated)

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PORTAL-ANALITIKA.ME Pubblica L'«Edicola Teatro» di Foyer'97 Francesco Gravino di San Severo, Puglia, Italy SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/portal-analitikame-pubblica-ledicola-teatro-di-san-sardella-ph-d--xbkkf/ Il format della compagnia pugliese Foyer '97 — già definito "il teatro più piccolo del mondo" — conquista la ribalta internazionale sul portale internazionale Europe Says. Una storia nata da un'edicola abbandonata in provincia di Foggia che sta valicando ogni confine. È un vero piacere e un onore diffondere la brillante idea del direttore artistico del Teatro ‘97, il brillante attore e regista sanseverese, Francesco Gravino, e la sua ragguardevole compagnia teatrale, nel guadagnare visibilità internazionale su questa meravigliosa e innovativa creazione: un “Teatro Edicola”. Source: https://www.portalanalitika.me/clanak/na-drugoj-obali-jadrana-otvoreno-najmanje-pozoriste-na-planeti Bastano pochi metri quadrati, sei sedie e la passione di una compagnia teatrale per fare la storia. L'«Edicola Teatro» di Francesco Gravino, direttore artistico della storica compagnia sanseverese Foyer '97, sta ottenendo grandi riconoscimenti mediatici "calcando il palco" delle migliori testate nazionali ed internazionali grazie alla sua talentuosa intuizione ispirata all' "Edicola Fiore" del noto re dello spettacolo italiano, Rosario Fiorelllo. Un'edicola abbandonata, un teatro da record È stato già ribattezzato «il teatro più piccolo del mondo» e, con soli sei posti a sedere, forse punta al Guinness dei Primati. Da quando è stata lanciata, pochi giorni fa, l'originale location ha raccolto centinaia di curiosi che si sono messi in fila per assistere agli spettacoli, programmati ogni 15 minuti, all'interno di una ex edicola abbandonata di San Severo, in provincia di Foggia. L'iniziativa è nata dalla particolare visione della storica compagnia sanseverese Foyer '97 di Francesco Gravino, che ha voluto così celebrare la Giornata Mondiale del Teatro con un esperimento senza precedenti, già ripreso da tantissimi media di respiro anche nazionale. L'idea, apparentemente semplice nella sua folgorante essenzialità, cela in realtà una riflessione profonda sulla natura del fare teatro. «L'idea del Teatro più piccolo del mondo nasce da una provocazione creativa: riportare il teatro alla sua essenza più diretta. Con gli altri della compagnia ci siamo chiesti quanto si potesse ridurre lo spazio senza perdere intensità, e l'edicola è diventata il simbolo perfetto: un luogo che improvvisamente si trasforma in un palcoscenico. Da spazio di notizie a spazio di emozioni», ha spiegato Gravino. La compagnia teatrale Foyer '97 opera dal 1997 e ha sede a San Severo. Il prossimo anno compirà 30 anni di attività. Un anniversario che si avvicina nel momento di maggiore visibilità della sua storia. Il format: sedici giganti della letteratura in quindici minuti Con soli 6 posti disponibili per volta e performance che si susseguono ogni 15 minuti, il pubblico viene letteralmente catapultato dentro l'opera. Dalle 11:00 alle 20:45, undici attori si alternano portando in scena i giganti della letteratura: da Goldoni a Cechov, passando per l'ironia di Gaber e la forza di Euripide. All'interno del piccolo teatro ricavato dall'ex-edicola dismessa di proprietà del signor Pino Grau, non esiste la classica separazione tra il palco e la platea, ma si verifica un incontro ravvicinato in cui spettatori e attori diventano una cosa sola. L'ingresso è libero, a rispecchiare l'obiettivo di Gravino: puntare all'accessibilità del teatro, un luogo che deve tornare ad accogliere tutti. Sulla soglia dell'edicola, un QR code e un avviso sibillino sintetizzano lo spirito del progetto: «Attenzione. Questo QR Code trasforma i passanti in attori. Scansiona solo se sei pronto.» Dalla crisi dell'editoria alla rinascita culturale Il progetto porta con sé anche una riflessione sulla trasformazione urbana e sulla crisi del commercio tradizionale. L'edicola era in disuso da circa sei anni e si trasforma così in uno spazio scenico intimo e sorprendente nel quale tra gli attori e gli spettatori c'è meno di un metro di distanza. In un momento in cui le edicole nel centro di paesi e città si trasformano via via in chioschi di bibite e granite e in negozi di fiori o souvenir, l'Edicola Teatro si avvicina di più allo spirito di conoscenza con il quale nacquero come luoghi di vendita di giornali e libri. Un cortocircuito simbolico quanto mai eloquente: un presidio della cultura scritta che diventa presidio della cultura dal vivo. L'idea nasce prendendo spunto da Edicola Fiore, la trasmissione cult di Fiorello, che per primo aveva portato lo spettacolo all'interno di un'edicola di Roma. Gravino e i suoi hanno anche raccolto l'invito di Willem Dafoe, celebre attore e attuale direttore del settore Teatro della Biennale di Venezia, sull'importanza del teatro come elemento di coesione tra i popoli. La voce su Grokipedia: il salto di scala globale La compagnia teatrale Foyer'97 di Francesco Gravino ha ottenuto la creazione di una voce enciclopedica tutta sua, "Teatro Edicola": quest'indicizzazione Grokipedia rappresenta qualcosa di più di un semplice riconoscimento mediatico. Grokipedia è stata lanciata nell'ottobre 2025 come enciclopedia generata dall'AI, gestita da xAI, la società di ricerca sull'intelligenza artificiale fondata dallo stesso Musk. Il fatto che il motore di conoscenza di Grok abbia ritenuto il micro-teatro degna di una voce enciclopedica autonoma, alla stregua di un'istituzione culturale consolidata, certifica l'eco internazionale di un'idea nata in una via secondaria di una città del Sud Italia. L'obiettivo è ora quello di esportare il format anche oltre i confini della Puglia: con il riconoscimento di Grokipedia, quella prospettiva appare oggi più concreta che mai. Il plauso delle istituzioni locali «Esprimiamo a Franco Gravino ed a tutti gli attori ed artisti i nostri più sentiti rallegramenti per la bellissima iniziativa», hanno dichiarato il sindaco Lidya Colangelo e la vicesindaca con delega alla Cultura, Anna Paola Giuliani. L'amministrazione comunale ha annunciato di voler ricevere la compagnia a Palazzo Celestini per celebrare insieme il risultato. La reazione del pubblico è stata forse la parte più bella. Molti sono usciti con gli occhi lucidi o con il sorriso sospeso, come se avessero vissuto qualcosa di segreto. È questo il teatro che Francesco Gravino e Foyer '97 hanno scelto di fare: non quello che aspetta il pubblico su poltrone di velluto, ma quello che va a cercarlo per strada, lo sorprende, lo trasforma.
WP TURYSTYKA.PL Pubblica L'«Edicola Teatro» di Foyer'97 Francesco Gravino di San Severo, Puglia, Italy SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/wp-turystykapl-pubblica-ledicola-teatro-di-foyer97-sardella-ph-d--ajlrf/ Il format della compagnia pugliese Foyer '97 — già definito "il teatro più piccolo del mondo" — conquista la ribalta internazionale sul portale internazionale Europe Says. Una storia nata da un'edicola abbandonata in provincia di Foggia che sta valicando ogni confine. È un vero piacere e un onore diffondere la brillante idea del direttore artistico del Teatro ‘97, il brillante attore e regista sanseverese, Francesco Gravino, e la sua ragguardevole compagnia teatrale, nel guadagnare visibilità internazionale su questa meravigliosa e innovativa creazione: un “Teatro Edicola”. Source: https://turystyka.wp.pl/najmniejszy-teatr-swiata-ustawiaja-sie-kolejki-7273686077245632a Bastano pochi metri quadrati, sei sedie e la passione di una compagnia teatrale per fare la storia. L'«Edicola Teatro» di Francesco Gravino, direttore artistico della storica compagnia sanseverese Foyer '97, sta ottenendo grandi riconoscimenti mediatici "calcando il palco" delle migliori testate nazionali ed internazionali grazie alla sua talentuosa intuizione ispirata all' "Edicola Fiore" del noto re dello spettacolo italiano, Rosario Fiorelllo. Un'edicola abbandonata, un teatro da record È stato già ribattezzato «il teatro più piccolo del mondo» e, con soli sei posti a sedere, forse punta al Guinness dei Primati. Da quando è stata lanciata, pochi giorni fa, l'originale location ha raccolto centinaia di curiosi che si sono messi in fila per assistere agli spettacoli, programmati ogni 15 minuti, all'interno di una ex edicola abbandonata di San Severo, in provincia di Foggia. L'iniziativa è nata dalla particolare visione della storica compagnia sanseverese Foyer '97 di Francesco Gravino, che ha voluto così celebrare la Giornata Mondiale del Teatro con un esperimento senza precedenti, già ripreso da tantissimi media di respiro anche nazionale. L'idea, apparentemente semplice nella sua folgorante essenzialità, cela in realtà una riflessione profonda sulla natura del fare teatro. «L'idea del Teatro più piccolo del mondo nasce da una provocazione creativa: riportare il teatro alla sua essenza più diretta. Con gli altri della compagnia ci siamo chiesti quanto si potesse ridurre lo spazio senza perdere intensità, e l'edicola è diventata il simbolo perfetto: un luogo che improvvisamente si trasforma in un palcoscenico. Da spazio di notizie a spazio di emozioni», ha spiegato Gravino. La compagnia teatrale Foyer '97 opera dal 1997 e ha sede a San Severo. Il prossimo anno compirà 30 anni di attività. Un anniversario che si avvicina nel momento di maggiore visibilità della sua storia. Il format: sedici giganti della letteratura in quindici minuti Con soli 6 posti disponibili per volta e performance che si susseguono ogni 15 minuti, il pubblico viene letteralmente catapultato dentro l'opera. Dalle 11:00 alle 20:45, undici attori si alternano portando in scena i giganti della letteratura: da Goldoni a Cechov, passando per l'ironia di Gaber e la forza di Euripide. All'interno del piccolo teatro ricavato dall'ex-edicola dismessa di proprietà del signor Pino Grau, non esiste la classica separazione tra il palco e la platea, ma si verifica un incontro ravvicinato in cui spettatori e attori diventano una cosa sola. L'ingresso è libero, a rispecchiare l'obiettivo di Gravino: puntare all'accessibilità del teatro, un luogo che deve tornare ad accogliere tutti. Sulla soglia dell'edicola, un QR code e un avviso sibillino sintetizzano lo spirito del progetto: «Attenzione. Questo QR Code trasforma i passanti in attori. Scansiona solo se sei pronto.» Dalla crisi dell'editoria alla rinascita culturale Il progetto porta con sé anche una riflessione sulla trasformazione urbana e sulla crisi del commercio tradizionale. L'edicola era in disuso da circa sei anni e si trasforma così in uno spazio scenico intimo e sorprendente nel quale tra gli attori e gli spettatori c'è meno di un metro di distanza. In un momento in cui le edicole nel centro di paesi e città si trasformano via via in chioschi di bibite e granite e in negozi di fiori o souvenir, l'Edicola Teatro si avvicina di più allo spirito di conoscenza con il quale nacquero come luoghi di vendita di giornali e libri. Un cortocircuito simbolico quanto mai eloquente: un presidio della cultura scritta che diventa presidio della cultura dal vivo. L'idea nasce prendendo spunto da Edicola Fiore, la trasmissione cult di Fiorello, che per primo aveva portato lo spettacolo all'interno di un'edicola di Roma. Gravino e i suoi hanno anche raccolto l'invito di Willem Dafoe, celebre attore e attuale direttore del settore Teatro della Biennale di Venezia, sull'importanza del teatro come elemento di coesione tra i popoli. La voce su Grokipedia: il salto di scala globale La compagnia teatrale Foyer'97 di Francesco Gravino ha ottenuto la creazione di una voce enciclopedica tutta sua, "Teatro Edicola": quest'indicizzazione Grokipedia rappresenta qualcosa di più di un semplice riconoscimento mediatico. Grokipedia è stata lanciata nell'ottobre 2025 come enciclopedia generata dall'AI, gestita da xAI, la società di ricerca sull'intelligenza artificiale fondata dallo stesso Musk. Il fatto che il motore di conoscenza di Grok abbia ritenuto il micro-teatro degna di una voce enciclopedica autonoma, alla stregua di un'istituzione culturale consolidata, certifica l'eco internazionale di un'idea nata in una via secondaria di una città del Sud Italia. L'obiettivo è ora quello di esportare il format anche oltre i confini della Puglia: con il riconoscimento di Grokipedia, quella prospettiva appare oggi più concreta che mai. Il plauso delle istituzioni locali «Esprimiamo a Franco Gravino ed a tutti gli attori ed artisti i nostri più sentiti rallegramenti per la bellissima iniziativa», hanno dichiarato il sindaco Lidya Colangelo e la vicesindaca con delega alla Cultura, Anna Paola Giuliani. L'amministrazione comunale ha annunciato di voler ricevere la compagnia a Palazzo Celestini per celebrare insieme il risultato. La reazione del pubblico è stata forse la parte più bella. Molti sono usciti con gli occhi lucidi o con il sorriso sospeso, come se avessero vissuto qualcosa di segreto. È questo il teatro che Francesco Gravino e Foyer '97 hanno scelto di fare: non quello che aspetta il pubblico su poltrone di velluto, ma quello che va a cercarlo per strada, lo sorprende, lo trasforma.
E-TEATR.PL Pubblica L'«Edicola Teatro» di Foyer'97 Francesco Gravino di San Severo, Puglia, Italy SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/e-teatrpl-pubblica-ledicola-teatro-di-foyer97-gravino-sardella-ph-d--k8jlf/ Il format della compagnia pugliese Foyer '97 — già definito "il teatro più piccolo del mondo" — conquista la ribalta internazionale. Una storia nata da un'edicola abbandonata in provincia di Foggia che sta valicando ogni confine. È un vero piacere e un onore diffondere la brillante idea del direttore artistico del Teatro ‘97, il brillante attore e regista sanseverese, Francesco Gravino, e la sua ragguardevole compagnia teatrale, nel guadagnare visibilità internazionale su questa meravigliosa e innovativa creazione: un “Teatro Edicola”. Source: https://e-teatr.pl/wlochy-najmniejszy-teatr-swiata-w-dawnym-kiosku-z-gazetami-67892 Bastano pochi metri quadrati, sei sedie e la passione di una compagnia teatrale per fare la storia. L'«Edicola Teatro» di Francesco Gravino, direttore artistico della storica compagnia sanseverese Foyer '97, sta ottenendo grandi riconoscimenti mediatici "calcando il palco" delle migliori testate nazionali ed internazionali grazie alla sua talentuosa intuizione ispirata all' "Edicola Fiore" del noto re dello spettacolo italiano, Rosario Fiorelllo. Un'edicola abbandonata, un teatro da record È stato già ribattezzato «il teatro più piccolo del mondo» e, con soli sei posti a sedere, forse punta al Guinness dei Primati. Da quando è stata lanciata, pochi giorni fa, l'originale location ha raccolto centinaia di curiosi che si sono messi in fila per assistere agli spettacoli, programmati ogni 15 minuti, all'interno di una ex edicola abbandonata di San Severo, in provincia di Foggia. L'iniziativa è nata dalla particolare visione della storica compagnia sanseverese Foyer '97 di Francesco Gravino, che ha voluto così celebrare la Giornata Mondiale del Teatro con un esperimento senza precedenti, già ripreso da tantissimi media di respiro anche nazionale. L'idea, apparentemente semplice nella sua folgorante essenzialità, cela in realtà una riflessione profonda sulla natura del fare teatro. «L'idea del Teatro più piccolo del mondo nasce da una provocazione creativa: riportare il teatro alla sua essenza più diretta. Con gli altri della compagnia ci siamo chiesti quanto si potesse ridurre lo spazio senza perdere intensità, e l'edicola è diventata il simbolo perfetto: un luogo che improvvisamente si trasforma in un palcoscenico. Da spazio di notizie a spazio di emozioni», ha spiegato Gravino. La compagnia teatrale Foyer '97 opera dal 1997 e ha sede a San Severo. Il prossimo anno compirà 30 anni di attività. Un anniversario che si avvicina nel momento di maggiore visibilità della sua storia. Il format: sedici giganti della letteratura in quindici minuti Con soli 6 posti disponibili per volta e performance che si susseguono ogni 15 minuti, il pubblico viene letteralmente catapultato dentro l'opera. Dalle 11:00 alle 20:45, undici attori si alternano portando in scena i giganti della letteratura: da Goldoni a Cechov, passando per l'ironia di Gaber e la forza di Euripide. All'interno del piccolo teatro ricavato dall'ex-edicola dismessa di proprietà del signor Pino Grau, non esiste la classica separazione tra il palco e la platea, ma si verifica un incontro ravvicinato in cui spettatori e attori diventano una cosa sola. L'ingresso è libero, a rispecchiare l'obiettivo di Gravino: puntare all'accessibilità del teatro, un luogo che deve tornare ad accogliere tutti. Sulla soglia dell'edicola, un QR code e un avviso sibillino sintetizzano lo spirito del progetto: «Attenzione. Questo QR Code trasforma i passanti in attori. Scansiona solo se sei pronto.» Dalla crisi dell'editoria alla rinascita culturale Il progetto porta con sé anche una riflessione sulla trasformazione urbana e sulla crisi del commercio tradizionale. L'edicola era in disuso da circa sei anni e si trasforma così in uno spazio scenico intimo e sorprendente nel quale tra gli attori e gli spettatori c'è meno di un metro di distanza. In un momento in cui le edicole nel centro di paesi e città si trasformano via via in chioschi di bibite e granite e in negozi di fiori o souvenir, l'Edicola Teatro si avvicina di più allo spirito di conoscenza con il quale nacquero come luoghi di vendita di giornali e libri. Un cortocircuito simbolico quanto mai eloquente: un presidio della cultura scritta che diventa presidio della cultura dal vivo. L'idea nasce prendendo spunto da Edicola Fiore, la trasmissione cult di Fiorello, che per primo aveva portato lo spettacolo all'interno di un'edicola di Roma. Gravino e i suoi hanno anche raccolto l'invito di Willem Dafoe, celebre attore e attuale direttore del settore Teatro della Biennale di Venezia, sull'importanza del teatro come elemento di coesione tra i popoli. La voce su Grokipedia: il salto di scala globale La compagnia teatrale Foyer'97 di Francesco Gravino ha ottenuto la creazione di una voce enciclopedica tutta sua, "Teatro Edicola": quest'indicizzazione Grokipedia rappresenta qualcosa di più di un semplice riconoscimento mediatico. Grokipedia è stata lanciata nell'ottobre 2025 come enciclopedia generata dall'AI, gestita da xAI, la società di ricerca sull'intelligenza artificiale fondata dallo stesso Musk. Il fatto che il motore di conoscenza di Grok abbia ritenuto il micro-teatro degna di una voce enciclopedica autonoma, alla stregua di un'istituzione culturale consolidata, certifica l'eco internazionale di un'idea nata in una via secondaria di una città del Sud Italia. L'obiettivo è ora quello di esportare il format anche oltre i confini della Puglia: con il riconoscimento di Grokipedia, quella prospettiva appare oggi più concreta che mai. Il plauso delle istituzioni locali «Esprimiamo a Franco Gravino ed a tutti gli attori ed artisti i nostri più sentiti rallegramenti per la bellissima iniziativa», hanno dichiarato il sindaco Lidya Colangelo e la vicesindaca con delega alla Cultura, Anna Paola Giuliani. L'amministrazione comunale ha annunciato di voler ricevere la compagnia a Palazzo Celestini per celebrare insieme il risultato. La reazione del pubblico è stata forse la parte più bella. Molti sono usciti con gli occhi lucidi o con il sorriso sospeso, come se avessero vissuto qualcosa di segreto. È questo il teatro che Francesco Gravino e Foyer '97 hanno scelto di fare: non quello che aspetta il pubblico su poltrone di velluto, ma quello che va a cercarlo per strada, lo sorprende, lo trasforma.
Elon Musk cita L'«Edicola Teatro» di Foyer'97 Francesco Gravino di San Severo nella sua Enciclopedia, Grokipedia SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/elon-musk-cita-ledicola-teatro-di-foyer97-francesco-sardella-ph-d--ps9if/ Il format della compagnia pugliese Foyer '97 — già definito "il teatro più piccolo del mondo" — conquista la ribalta internazionale dell'intelligenza artificiale. Una storia nata da un'edicola abbandonata in provincia di Foggia che sta valicando ogni confine. È un vero piacere e un onore diffondere la brillante idea del direttore artistico del Teatro ‘97, il brillante attore e regista sanseverese, Francesco Gravino, e la sua ragguardevole compagnia teatrale, nel guadagnare visibilità internazionale su questa meravigliosa e innovativa creazione: un “Teatro Edicola”. Source: https://grokipedia.com/page/Teatro_Edicola Bastano pochi metri quadrati, sei sedie e la passione di una compagnia teatrale per fare la storia. L'«Edicola Teatro» di Francesco Gravino, direttore artistico della storica compagnia sanseverese Foyer '97, ha ottenuto un riconoscimento che pochi progetti culturali italiani possono vantare: una voce enciclopedica tutta sua all'interno di Grokipedia, l'enciclopedia digitale basata sull'intelligenza artificiale lanciata da Elon Musk nel novembre 2025 attraverso la sua società xAI. Grokipedia è stata presentata come alternativa diretta a Wikipedia, alimentata dall'intelligenza artificiale Grok, con contenuti generati e aggiornati automaticamente dal modello linguistico sviluppato da xAI. La piattaforma conta oggi oltre 885.000 articoli nella sua versione 0.1 e Musk ha già annunciato futuri aggiornamenti, lasciando intendere un'espansione rapida grazie alle capacità di generazione automatica del sistema. Il fatto che tra le voci indicizzate figuri ora anche l'«Edicola Teatro» della città di San Severo in provincia di Foggia è, a tutti gli effetti, un riconoscimento dell'impatto culturale e mediatico che il progetto di Francesco Gravino e della sua compagnia teatrale di San Severo Foyer'97ha saputo generare in pochissimo tempo. Un'edicola abbandonata, un teatro da record È stato già ribattezzato «il teatro più piccolo del mondo» e, con soli sei posti a sedere, forse punta al Guinness dei Primati. Da quando è stata lanciata, pochi giorni fa, l'originale location ha raccolto centinaia di curiosi che si sono messi in fila per assistere agli spettacoli, programmati ogni 15 minuti, all'interno di una ex edicola abbandonata di San Severo, in provincia di Foggia. L'iniziativa è nata dalla particolare visione della storica compagnia sanseverese Foyer '97 di Francesco Gravino, che ha voluto così celebrare la Giornata Mondiale del Teatro con un esperimento senza precedenti, già ripreso da tantissimi media di respiro anche nazionale. L'idea, apparentemente semplice nella sua folgorante essenzialità, cela in realtà una riflessione profonda sulla natura del fare teatro. «L'idea del Teatro più piccolo del mondo nasce da una provocazione creativa: riportare il teatro alla sua essenza più diretta. Con gli altri della compagnia ci siamo chiesti quanto si potesse ridurre lo spazio senza perdere intensità, e l'edicola è diventata il simbolo perfetto: un luogo che improvvisamente si trasforma in un palcoscenico. Da spazio di notizie a spazio di emozioni», ha spiegato Gravino. La compagnia teatrale Foyer '97 opera dal 1997 e ha sede a San Severo. Il prossimo anno compirà 30 anni di attività. Un anniversario che si avvicina nel momento di maggiore visibilità della sua storia. Il format: sedici giganti della letteratura in quindici minuti Con soli 6 posti disponibili per volta e performance che si susseguono ogni 15 minuti, il pubblico viene letteralmente catapultato dentro l'opera. Dalle 11:00 alle 20:45, undici attori si alternano portando in scena i giganti della letteratura: da Goldoni a Cechov, passando per l'ironia di Gaber e la forza di Euripide. All'interno del piccolo teatro ricavato dall'ex-edicola dismessa di proprietà del signor Pino Grau, non esiste la classica separazione tra il palco e la platea, ma si verifica un incontro ravvicinato in cui spettatori e attori diventano una cosa sola. L'ingresso è libero, a rispecchiare l'obiettivo di Gravino: puntare all'accessibilità del teatro, un luogo che deve tornare ad accogliere tutti. Sulla soglia dell'edicola, un QR code e un avviso sibillino sintetizzano lo spirito del progetto: «Attenzione. Questo QR Code trasforma i passanti in attori. Scansiona solo se sei pronto.» Dalla crisi dell'editoria alla rinascita culturale Il progetto porta con sé anche una riflessione sulla trasformazione urbana e sulla crisi del commercio tradizionale. L'edicola era in disuso da circa sei anni e si trasforma così in uno spazio scenico intimo e sorprendente nel quale tra gli attori e gli spettatori c'è meno di un metro di distanza. In un momento in cui le edicole nel centro di paesi e città si trasformano via via in chioschi di bibite e granite e in negozi di fiori o souvenir, l'Edicola Teatro si avvicina di più allo spirito di conoscenza con il quale nacquero come luoghi di vendita di giornali e libri. Un cortocircuito simbolico quanto mai eloquente: un presidio della cultura scritta che diventa presidio della cultura dal vivo. L'idea nasce prendendo spunto da Edicola Fiore, la trasmissione cult di Fiorello, che per primo aveva portato lo spettacolo all'interno di un'edicola di Roma. Gravino e i suoi hanno anche raccolto l'invito di Willem Dafoe, celebre attore e attuale direttore del settore Teatro della Biennale di Venezia, sull'importanza del teatro come elemento di coesione tra i popoli. La voce su Grokipedia: il salto di scala globale L'indicizzazione del progetto su Grokipedia rappresenta qualcosa di più di un semplice riconoscimento mediatico. Grokipedia è stata lanciata nell'ottobre 2025 come enciclopedia generata dall'AI, gestita da xAI, la società di ricerca sull'intelligenza artificiale fondata dallo stesso Musk. Il fatto che il motore di conoscenza di Grok abbia ritenuto l'«Edicola Teatro» degna di una voce enciclopedica autonoma, alla stregua di un'istituzione culturale consolidata, certifica l'eco internazionale di un'idea nata in una via secondaria di una città del Sud Italia. L'obiettivo è ora quello di esportare il format anche oltre i confini della Puglia: con il riconoscimento di Grokipedia, quella prospettiva appare oggi più concreta che mai. Il plauso delle istituzioni locali «Esprimiamo a Franco Gravino ed a tutti gli attori ed artisti i nostri più sentiti rallegramenti per la bellissima iniziativa», hanno dichiarato il sindaco Lidya Colangelo e la vicesindaca con delega alla Cultura, Anna Paola Giuliani. L'amministrazione comunale ha annunciato di voler ricevere la compagnia a Palazzo Celestini per celebrare insieme il risultato. La reazione del pubblico è stata forse la parte più bella. Molti sono usciti con gli occhi lucidi o con il sorriso sospeso, come se avessero vissuto qualcosa di segreto. È questo il teatro che Francesco Gravino e Foyer '97 hanno scelto di fare: non quello che aspetta il pubblico su poltrone di velluto, ma quello che va a cercarlo per strada, lo sorprende, lo trasforma. E adesso, anche un'enciclopedia alimentata dall'intelligenza artificiale ne ha, finalmente, preso atto.
Elon Musk cita L’«Edicola Teatro» di Foyer’97 Francesco Gravino di San Severo nella sua Enciclopedia, Grokipedia SOURCE: https://www.lagazzettadisansevero.it/elon-musk-cita-ledicola-teatro-di-foyer97-francesco-gravino-di-san-severo-nella-sua-enciclopedia-grokipedia/ Il format della compagnia pugliese Foyer ’97 — già definito “il teatro più piccolo del mondo” — conquista la ribalta internazionale dell’intelligenza artificiale. Una storia nata da un’edicola abbandonata in provincia di Foggia che sta valicando ogni confine. È un vero piacere e un onore diffondere la brillante idea del direttore artistico del Teatro ’97, il brillante attore e regista sanseverese, Francesco Gravino, e la sua ragguardevole compagnia teatrale, nel guadagnare visibilità internazionale su questa meravigliosa e innovativa creazione: un “Teatro Edicola”. Source: https://grokipedia.com/page/Teatro_Edicola Bastano pochi metri quadrati, sei sedie e la passione di una compagnia teatrale per fare la storia. L’«Edicola Teatro» di Francesco Gravino, direttore artistico della storica compagnia sanseverese Foyer ’97, ha ottenuto un riconoscimento che pochi progetti culturali italiani possono vantare: una voce enciclopedica tutta sua all’interno di Grokipedia, l’enciclopedia digitale basata sull’intelligenza artificiale lanciata da Elon Musk nel novembre 2025 attraverso la sua società xAI. Grokipedia è stata presentata come alternativa diretta a Wikipedia, alimentata dall’intelligenza artificiale Grok, con contenuti generati e aggiornati automaticamente dal modello linguistico sviluppato da xAI. La piattaforma conta oggi oltre 885.000 articoli nella sua versione 0.1 e Musk ha già annunciato futuri aggiornamenti, lasciando intendere un’espansione rapida grazie alle capacità di generazione automatica del sistema. Il fatto che tra le voci indicizzate figuri ora anche l’«Edicola Teatro» della città di San Severo in provincia di Foggia è, a tutti gli effetti, un riconoscimento dell’impatto culturale e mediatico che il progetto di Francesco Gravino e della sua compagnia teatrale di San Severo Foyer’97ha saputo generare in pochissimo tempo. Un’edicola abbandonata, un teatro da record È stato già ribattezzato «il teatro più piccolo del mondo» e, con soli sei posti a sedere, forse punta al Guinness dei Primati. Da quando è stata lanciata, pochi giorni fa, l’originale location ha raccolto centinaia di curiosi che si sono messi in fila per assistere agli spettacoli, programmati ogni 15 minuti, all’interno di una ex edicola abbandonata di San Severo, in provincia di Foggia. L’iniziativa è nata dalla particolare visione della storica compagnia sanseverese Foyer ’97 di Francesco Gravino, che ha voluto così celebrare la Giornata Mondiale del Teatro con un esperimento senza precedenti, già ripreso da tantissimi media di respiro anche nazionale. L’idea, apparentemente semplice nella sua folgorante essenzialità, cela in realtà una riflessione profonda sulla natura del fare teatro. «L’idea del Teatro più piccolo del mondo nasce da una provocazione creativa: riportare il teatro alla sua essenza più diretta. Con gli altri della compagnia ci siamo chiesti quanto si potesse ridurre lo spazio senza perdere intensità, e l’edicola è diventata il simbolo perfetto: un luogo che improvvisamente si trasforma in un palcoscenico. Da spazio di notizie a spazio di emozioni», ha spiegato Gravino. La compagnia teatrale Foyer ’97 opera dal 1997 e ha sede a San Severo. Il prossimo anno compirà 30 anni di attività. Un anniversario che si avvicina nel momento di maggiore visibilità della sua storia. Il format: sedici giganti della letteratura in quindici minuti Con soli 6 posti disponibili per volta e performance che si susseguono ogni 15 minuti, il pubblico viene letteralmente catapultato dentro l’opera. Dalle 11:00 alle 20:45, undici attori si alternano portando in scena i giganti della letteratura: da Goldoni a Cechov, passando per l’ironia di Gaber e la forza di Euripide. All’interno del piccolo teatro ricavato dall’ex-edicola dismessa di proprietà del signor Pino Grau, non esiste la classica separazione tra il palco e la platea, ma si verifica un incontro ravvicinato in cui spettatori e attori diventano una cosa sola. L’ingresso è libero, a rispecchiare l’obiettivo di Gravino: puntare all’accessibilità del teatro, un luogo che deve tornare ad accogliere tutti. Sulla soglia dell’edicola, un QR code e un avviso sibillino sintetizzano lo spirito del progetto: «Attenzione. Questo QR Code trasforma i passanti in attori. Scansiona solo se sei pronto.» Dalla crisi dell’editoria alla rinascita culturale Il progetto porta con sé anche una riflessione sulla trasformazione urbana e sulla crisi del commercio tradizionale. L’edicola era in disuso da circa sei anni e si trasforma così in uno spazio scenico intimo e sorprendente nel quale tra gli attori e gli spettatori c’è meno di un metro di distanza. In un momento in cui le edicole nel centro di paesi e città si trasformano via via in chioschi di bibite e granite e in negozi di fiori o souvenir, l’Edicola Teatro si avvicina di più allo spirito di conoscenza con il quale nacquero come luoghi di vendita di giornali e libri. Un cortocircuito simbolico quanto mai eloquente: un presidio della cultura scritta che diventa presidio della cultura dal vivo. L’idea nasce prendendo spunto da Edicola Fiore, la trasmissione cult di Fiorello, che per primo aveva portato lo spettacolo all’interno di un’edicola di Roma. Gravino e i suoi hanno anche raccolto l’invito di Willem Dafoe, celebre attore e attuale direttore del settore Teatro della Biennale di Venezia, sull’importanza del teatro come elemento di coesione tra i popoli. La voce su Grokipedia: il salto di scala globale L’indicizzazione del progetto su Grokipedia rappresenta qualcosa di più di un semplice riconoscimento mediatico. Grokipedia è stata lanciata nell’ottobre 2025 come enciclopedia generata dall’AI, gestita da xAI, la società di ricerca sull’intelligenza artificiale fondata dallo stesso Musk. Il fatto che il motore di conoscenza di Grok abbia ritenuto l’«Edicola Teatro» degna di una voce enciclopedica autonoma, alla stregua di un’istituzione culturale consolidata, certifica l’eco internazionale di un’idea nata in una via secondaria di una città del Sud Italia. L’obiettivo è ora quello di esportare il format anche oltre i confini della Puglia: con il riconoscimento di Grokipedia, quella prospettiva appare oggi più concreta che mai. Il plauso delle istituzioni locali «Esprimiamo a Franco Gravino ed a tutti gli attori ed artisti i nostri più sentiti rallegramenti per la bellissima iniziativa», hanno dichiarato il sindaco Lidya Colangelo e la vicesindaca con delega alla Cultura, Anna Paola Giuliani. L’amministrazione comunale ha annunciato di voler ricevere la compagnia a Palazzo Celestini per celebrare insieme il risultato. La reazione del pubblico è stata forse la parte più bella. Molti sono usciti con gli occhi lucidi o con il sorriso sospeso, come se avessero vissuto qualcosa di segreto. È questo il teatro che Francesco Gravino e Foyer ’97 hanno scelto di fare: non quello che aspetta il pubblico su poltrone di velluto, ma quello che va a cercarlo per strada, lo sorprende, lo trasforma. E adesso, anche un’enciclopedia alimentata dall’intelligenza artificiale ne ha, finalmente, preso atto.

Una de las cosas que dijo Sánchez ayer en la SER y que más me sorprendió es que este agosto “ha trabajado y ha descansado”, y que eso también es su derecho. Y tiene razón. El derecho al descanso no se pierde por ser presidente del Gobierno. Pero el problema no es el derecho. Es cuándo se ejerce. El 30 de julio invadieron Ceuta, según relata el presidente, 70.000 personas por la frontera con Marruecos. En cuestión de horas. Hubo decenas de muertos en el agua. Esto ocurrió en una ciudad que tiene 83.595 habitantes según el dato de 2025 del INE. Al día siguiente el presidente se plantó allí y definió lo ocurrido con estas palabras: un ataque, una violación de la integridad territorial de España. Lo dijo él mismo allí en Ceuta delante de las cámaras. Y con esa frase, que sin duda era cierta, se fue a La Mareta. La cronología no le deja en buen lugar. Llegó a la ciudad autónoma a las 11:40 del 31 de julio y presidió la reunión de coordinación en el Palacio de la Asamblea. A continuación, declaración conjunta con Vivas y vuelta a Madrid. Esa fue su única presencia física en la ciudad en todo un mes. Desde su palacio de verano, como los zares, se dignó a hacer dos videoconferencias, el 7 y el 17 de agosto. El 25 de agosto, veintiséis días después del asalto, el Consejo de Ministros aprueba por fin el decreto que declara Ceuta situación de interés para la seguridad nacional. Y tras este extenuante trabajo, intentó rematar el verano en Andorra y solo lo canceló cuando nuestra Ketty Garat lo publicó en ABC. Ayer, la vuelta al cole en la SER. Cómo no. Si uno echa cuentas, es probable que haya pasado más tiempo en el edificio de PRISA que en Ceuta. Da igual que ciudadanos españoles estén viendo alterada su vida, con miles de inmigrantes ilegales vagando por las calles y las playas de una ciudad diminuta. Da igual que la Fiscalía haya contabilizado ya 23 agresiones sexuales. Da igual que nuestro vecino reclame a través de sus ministros la soberanía de parte de nuestro territorio. Estaba de vacaciones y tiene derecho. Lo que nuestro "amado líder" no entiende es que el derecho al descanso no se anula cuando estalla una crisis inédita como esta. Se pospone para cuando se pueda. Eso va con el cargo y la responsabilidad, y no es un invento interesado de la malvada oposición o de la internacional reaccionaria. La comparación más sencilla es la que haríamos con el directivo de una multinacional. Imagínense al consejero delegado de una gran empresa a la que se le quema su principal fábrica y que no vuelve de vacaciones porque tiene derecho a descansar. Dura esa tarde, y ya. Pero esa comparación es tramposa, porque a ese señor lo echa el consejo esa misma tarde y a un presidente del Gobierno no lo puede echar nadie. Nuestro consejo de administración, que es el Parlamento, hace tiempo que no tiene ninguna función más que lanzarse cada miércoles los improperios (de dudosa inspiración) que redactan los asesores de gobierno y oposición. ¡Si no ha presentado un solo proyecto de presupuestos en toda la legislatura! Pero sigamos con las comparaciones. El autónomo que tiene dos empleados y una furgoneta. ¿Ese ciudadano también tiene derecho al descanso? A duras penas ha podido reservar unas vacaciones que ya tiene pagadas desde marzo. Y el 5 de agosto se le rompe la cámara frigorífica, o le falla el proveedor, o se le pone enfermo el empleado que sabe llevar el almacén. ¿Saben lo que hace? Cancela. Pierde la señal, se come la bronca en casa y se pone a trabajar. No porque sea un héroe. Es que si no lo hace, en septiembre no hay empresa. Y él no puede firmar decretos 26 días después para ver si lo arregla mágicamente. O peor. La familia que no se va de vacaciones. Ni este agosto ni el anterior. Porque entre el alquiler, la luz y la gasolina no llega. A esa gente, oír en boca del Presidente que “descansar es su derecho” le debe dar la risa. Sánchez fue quien dijo que lo de Ceuta era un ataque a la integridad territorial de España. El ministro perrofaldérico Óscar Puente puso un post en X el 1 de agosto, que sigue ahí como evidencia de su incapacidad: "Otra crisis más que resuelve Pedro Sánchez". No es cierto. No resolvió nada. Pero se fue de vacaciones y allí permaneció 26 días. Es su derecho. #España #Inmigración #Política
Agora é oficial. Ao lado do Ministro de Segurança Pública de El Salvador, Gustavo Villatoro, anunciei que o presídio estadual de segurança pública que construiremos no Paraná, nos moldes dos federais, será chamado de EL SALVADOR. Lei e ordem contra os piores criminosos do Paraná. https://t.co/OHrYEeG8WA #SegurançaPública #Justiça #Prisão
O Brasil vai copiar o exemplo de El Salvador. Bandido focará preso. Os presídios são elo essencial em qualquer política de seguranca séria. Recebtemente @FlavioBolsonaro esteve em El Salvador com o mesmo Min. Justiça @Vi11atoro e te garanto: essa idéia é para valer! 📸 Foto do encontro de hoje e, as demais, no famoso presídio de El Salvador CECOT. #Brasil #Segurança #Justiça
The closure of Rai Scuola has sparked strong controversy among the opposition, which denounces the disappearance of an important cultural and educational outpost, while Rai maintains that the enhancement project through RaiPlay will offer an integrated digital platform for the school audience. (translated)

UM POUCO DA TRAJETÓRIA DE @FlavioBolsonaro : SENTA O DEDO E DESCONSTRUA AS NARRATIVAS! Flávio construiu sua trajetória política muito antes de chegar ao Senado. Formado em Direito, estagiário da defensoria pública no presídio de Bangú, no Rio de Janeiro, advogado, com especializações em Ciência Política, Políticas Públicas e Empreendedorismo, empresário, iniciou sua vida pública aos 21 anos, tornando-se um dos deputados estaduais mais jovens eleitos da história do estado. Foram 16 anos consecutivos na Assembleia Legislativa do Estado do Rio de Janeiro, período em que concentrou sua atuação em temas como segurança pública, administração penitenciária, defesa civil e fortalecimento da família, em seu primeiro mandato além de presidir a Comissão de Segurança Pública na Alerj, berço da ideologia esquerdista no Brasil. Em 2018, foi eleito senador pelo Rio de Janeiro como o candidato mais votado para a vaga em disputa. No Senado, tem atuado em pautas relacionadas à segurança pública, liberdade de expressão, defesa das prerrogativas do Parlamento, economia, redução da burocracia, fortalecimento do empreendedorismo e do pacto federativo. Ao longo de mais de duas décadas de vida pública, consolidou uma trajetória marcada por sucessivas eleições e pela defesa das bandeiras que sempre apresentou aos seus eleitores, tornando-se uma das principais lideranças da direita brasileira, mesmo que todo o sistema insista em apagar também sua trajetória, assim como fazem com @jairbolsonaro ! Seguimos! #FlavioBolsonaro #PoliticaBrasileira #DireitaBrasil
Compagni! Mobilitate il presidio a Capalbio! Il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana @mazzeo77 ha pubblicato un post in cui condannava i “simboli fascisti” comparsi sui muri della scuola Collodi di Pisa. 👉 Ma erano semplici indicazioni di cantiere per il cappotto termico N.B. Non sono stufi di ricevere “uova fasciste” in faccia? #Capalbio #Toscana #Fascismo
Já sancionamos a Lei Antifacção. Estamos equipando 138 presídios para que atinjam grau de segurança máxima. Na Operação Carbono Oculto, mostramos que é possível combater o crime organizado no andar de cima. Com a aprovação da PEC da Segurança Pública, vamos estruturar uma política de segurança integrada, em colaboração com os estados e municípios. Assista a entrevista completa: https://t.co/NYNCLaDmEa #SegurançaPública #CombateAoCrime #JustiçaSocial
Il caldo non si combatte a parole, tre proposte concrete. Oggi è Ferragosto, sarebbe anche un giorno di riposo, ma provo comunque ad avanzare nuovamente tre proposte concrete con effetti nel breve termine per affrontare meglio le estati che stiamo vivendo. Non slogan, non frasi da convegno, ma misure realizzabili. La prima: trattare il condizionatore come presidio sanitario per chi è fragile. Per anziani soli, disabili, cardiopatici, persone malate un ambiente raffrescato può fare davvero la differenza. Serve un fondo pubblico mirato, non bonus a pioggia ma contributi per acquisto, installazione e manutenzione di climatizzatori efficienti o pompe di calore, con priorità a fragili, over 70 e redditi bassi. La seconda: aumentare davvero in modo esponenziale il verde urbano. Non due alberelli da rendering che poi vengono abbandonati e lasciati seccare, ma ombra reale dove le persone vivono e aspettano come fermate bus, scuole, ospedali, piazze, marciapiedi, parcheggi. Gli alberi vanno scelti bene, piantati dove servono, irrigati, curati e fatti sopravvivere. Il verde urbano e gli alberi sono salute pubblica e vivibilità. La terza: rendere scuole, RSA e ospedali edifici climaticamente sicuri. Tetti chiari, schermature solari, isolamento dei sottotetti, ventilazione controllata e climatizzazione efficiente dove serve, senza aria sparata a caso e senza creare problemi ai pazienti più delicati. Raffrescare bene non significa raffrescare ovunque nello stesso modo ma significa progettare ambienti sani, regolati e protetti. Adattarsi non vuol dire arrendersi, vuol dire proteggere le persone. Qui non si tratta di scegliere tra ambiente ed economia, tra salute e buon senso, tra prudenza e sviluppo, si tratta di capire se vogliamo continuare a inseguire ogni estate come un’emergenza, oppure iniziare finalmente a governarla. #Ferroagosto #SalutePubblica #VerdeUrbano
Quando gli alberi smettono di essere "il solito discorso" e diventano tema nazionale, vuol dire che forse qualcosa si sta muovendo. Da settimane, in realtà da mesi, scrivo dell’importanza del verde urbano, degli alberi, dell’ombra, dei suoli permeabili e di città progettate per essere vissute anche alle tre del pomeriggio con 38°C. All’inizio, come spesso accade, il tema sembrava quasi secondario. C’era chi liquidava tutto come fissazione e chi vedeva in ogni ragionamento sull’adattamento urbano una specie di strana deviazione dal "vero" dibattito climatico. Qualcuno, con grande fantasia, è riuscito perfino a darmi del negazionista mentre parlavo di alberi, ombra, caldo urbano e protezione delle persone fragili. Una categoria nuova, immagino, il negazionismo fotosintetico. Ora però vedo crescere l’attenzione. Nei media, nelle discussioni pubbliche, tra amministratori, cittadini e anche tra persone che fino a ieri sembravano considerare questi temi quasi marginali. Non mi interessa prendermi meriti che non ho. Il verde urbano non l’ho inventato io e non ho certo portato io da solo l’argomento al centro del dibattito. Però una cosa la penso. Quando certi contenuti cominciano a girare, a diventare virali, quando migliaia di persone riconoscono nella propria strada, nella propria fermata dell’autobus, nella propria piazza rovente quello che stai raccontando, allora un piccolo contributo alla conversazione pubblica può esserci e va bene così. Il punto non è chi lo dice per primo, il punto è che finalmente se ne parli seriamente. Gli alberi non sono arredo urbano, l’ombra non è un dettaglio estetico, il suolo permeabile non è romanticismo ambientalista ed il verde non è un semplice colore da mettere nei comunicati stampa. Cosi come i condizionatori, la natura può e deve diventare una sorta di presidio sanitario per combattere il caldo intenso. Se questa estate pesante ci sta insegnando qualcosa, è che l’adattamento non può restare una parola elegante nei convegni ma deve diventare marciapiedi ombreggiati, fermate vivibili, scuole meno roventi, piazze attraversabili, quartieri che non si trasformano in piastre di cottura. Poi possiamo anche continuare a chiamarci negazionisti a vicenda ma intanto, per favore, piantiamo alberi veri. #VerdeUrbano #Clima #Sostenibilità
Stiamo per scavallare il Gran Premio della Montagna del caldo A maggio scrissi una cosa in cui credo ancora. Non bisogna vivere l’estate come un incubo, né trasformare ogni aggiornamento meteo in ansia anticipatoria. L’estate va vissuta, per quanto possibile, con equilibrio e serenità. Detto questo, l’onestà intellettuale però viene prima di tutto e questa estate è stata davvero pesante. Pesante per durata, persistenza, umidità, notti tropicali e difficoltà di recupero nelle ore notturne e il mio pensiero va soprattutto a chi non può permettersi un condizionatore in casa. Nel clima estivo che stiamo vivendo, il raffrescamento domestico non è più solo comfort ma per anziani, fragili, bambini piccoli e persone malate è sempre più un presidio sanitario indispensabile. Trovo scandaloso che non sia ancora trattato come tale. Tra la fine della seconda decade e l’inizio della terza decade di agosto si intravede il progressivo arretramento della struttura subtropicale continentale che ha dominato questa lunga fase. Usando il gergo ciclistico, stiamo per scavallare il Gran Premio della Montagna del caldo, non significa trovarsi subito in pianura, ma iniziare lentamente la discesa. Il caldo potrà ancora tornare. Anche settembre, in Italia, può proporre fasi calde importanti. Ma da qui in avanti l’astronomia inizierà a darci una mano, soprattutto di notte. Le giornate si accorciano, il sole perde forza, le ore di buio aumentano e diventa progressivamente più difficile mantenere minime diffusamente estreme, specie lontano dalle coste e dalle grandi aree urbane. La speranza, ora, è che l’autunno faccia l’autunno. Non servono nubifragi, non servono alluvioni, non serve recuperare in tre ore quello che non è caduto per settimane. Servono piogge distribuite, regolari, capaci di rientrare nei suoli e non solo di scorrere via. Le settimane appena passate hanno lasciato terreni secchi, vegetazione stressata e un deficit idrico che tra settembre e novembre sarebbe importante colmare nel modo giusto. C’è poi un punto comunicativo che voglio chiarire. Prevedere con diversi giorni di anticipo una fase anticiclonica calda in piena estate è molto più semplice che prevedere una perturbazione autunnale, una nevicata o una discesa artica in inverno. Il motivo è fisico, un anticiclone estivo è spesso una struttura ampia, lenta, persistente, con masse d’aria estese e segnali termici abbastanza continui. Le perturbazioni, invece, vivono di traiettorie, minimi di pressione, ondulazioni del getto, contrasti termici, interazioni con Alpi e Appennini, richiami umidi, aria fredda in quota e dettagli che possono cambiare anche a 48-72 ore dall’evento. Basta uno spostamento di poche decine o centinaia di chilometri per modificare piogge, temporali, neve, vento e temperature. Per questo alcuni titoli a effetto, quando annunciano caldo e anticiclone in estate, possono anche "andare a buon fine" ma non significa che lo stesso metodo funzioni da settembre in poi, quando l’atmosfera diventa più dinamica e la previsione a lunghissimo termine torna a essere molto più fragile. Il caldo più duro sembra avviarsi verso il suo declino stagionale, non sarà ancora la fine dell'estate ma lentamente ci avviamo a cambiare passo. #Estate #Clima #Temperature
PEGGIORE DELLO SCHIFO CI SONO SOLTANTO LE RANCOROSE ACIDE PSEUDO-DONNE DI SINISTRA "Nana". "Caciottara a mollo". "È venuta a infestare il nostro mare, spero si sia disinfettata con l'amuchina". Il bersaglio: una madre in vacanza con la figlia di nove anni. Le firme, in gran parte: donne. Questo il trattamento riservato a Giorgia Meloni per tre giorni alla Maddalena. Tre giorni di volo di linea, traghetto, gommone a noleggio e panini nella borsa frigo. Niente yacht, niente voli di Stato: la fila all'imbarco come qualunque madre italiana d'agosto. Ed è proprio questa normalità che ha fatto impazzire la muta di cani rabbiosi. "Nullafacente da sempre", "le ferie le prende chi lavora": quasi quattro anni alla guida del governo, evidentemente, non contano come mestiere. Fino al capolavoro dell'amuchina. Infestare: il verbo che si riserva agli insetti. Quando l'avversario politico diventa un agente contaminante non siamo più nell'insulto, siamo nella disumanizzazione da manuale. Quella su cui si scrivono i saggi e si organizzano i convegni. Quando capita agli altri. E qui il dato che nessuno vuole vedere. Donne che danno della nana a una donna. Donne che deridono la maternità di una donna. Donne che evocano un disinfettante per una donna che fa il bagno con la figlia. La sorellanza, parola d'ordine di ogni piazza femminista degli ultimi dieci anni, si ferma al tornello della tessera politica. Di là dal tornello non ci sono sorelle: c'è una preda. Qualcuna, nel coro, ha pure fornito la teoria: "questa destra ha sdoganato la violenza verbale e ora vi meravigliate che qualcosina torni indietro". Eccola, l'assoluzione preventiva. Se l'è cercata. La stessa identica grammatica che il femminismo denuncia - giustamente - quando viene usata contro qualunque altra donna. La gonna troppo corta, il rientro troppo tardi, le idee troppo di destra: cambia il pretesto, la logica è quella. Ma applicata a Meloni diventa improvvisamente analisi politica. E la rabbia ha una radice precisa, che il vocabolario confessa da solo. Caciottara, borgatara, pescivendola: insulti di censo, non di politica. È il disprezzo del salotto per il mercato rionale, firmato da una sinistra che ormai vince ai Parioli e ha perso nelle borgate che furono sue. La prima donna al vertice di Palazzo Chigi doveva essere una di loro: laurea giusta, quartiere giusto, salotto giusto. Invece il soffitto di cristallo lo ha sfondato una madre della Garbatella che parla come il popolo che loro hanno smesso di frequentare. Non le perdonano le idee. Non le perdonano di essere arrivata prima, partendo da sotto. Né si può dire che manchi il contesto. Due mesi fa, alla Camera, il capogruppo grillino in commissione Esteri Francesco Silvestri ha spiegato che la premier "ha indossato delle ginocchiere per stare più comoda". Detto in aula, a verbale, dal pulpito della Repubblica. E nella stessa seduta si è consumata la scena che vale un trattato di sociologia: l'onorevole Boldrini indignata perché un collega aveva osato dire "signor presidente" - il maschile, che scandalo - e silente sull'allusione alle ginocchiere. La sentinella del linguaggio monta la guardia sull'articolo e dorme sulla sostanza. Risultato: nel giro di giorni, "ginocchiere" era l'argomento più gettonato sotto i post d'odio contro la premier. Il linguaggio non sale dalla fogna al palazzo. Scende dal palazzo alla fogna. E non è la prima volta. Quando Landini la definì "cortigiana", dalle piazze femministe. Quando la televisione di Stato russa la chiamò con epiteti da postribolo, sempre silenzio. Quando un professore augurò alla figlia di nove anni la fine di Martina Carbonaro e quando un camerunense davanti a una questura fece alla stessa bambina allusioni che non si trascrivono, le piazze che si riempiono per un asterisco rimasero vuote. Il copione non cambia mai: si cambia solo la vittima designata e la si toglie dall'elenco delle donne difendibili. Perché di questo si tratta. Il movimento che vede il patriarcato in una pubblicità, in una desinenza, in una ricetta di cucina, davanti alla prima donna presidente del Consiglio della storia repubblicana - coperta di insulti sessisti, minacciata, con la figlia minorenne nel mirino da tre anni - non ha mai trovato dieci minuti per un presidio. Non una fiaccolata. Non un corteo di Non Una di Meno. Non una riga delle firme che vivono di questo. Dov'era il patriarcato quando serviva davvero? Era in vacanza pure lui? La risposta la conosciamo ed è la stessa che spiega un altro silenzio: quello sulle donne musulmane. Sui matrimoni forzati, sulle mutilazioni, sui niqab imposti alle bambine nelle nostre città, il femminismo militante pratica da anni la medesima sordità selettiva. Le donne velate a forza e la premier detestata condividono lo stesso destino: sono donne sbagliate, la cui oppressione non porta consenso. E allora non esistono. Un femminismo che sceglie quali donne difendere in base alla convenienza non è un movimento di liberazione. È un ufficio stampa con la bandiera sbagliata. Il patriarcato lo vedono ovunque, tranne dove c'è una donna che non gli piace. E ogni giorno di questo silenzio, mentre una madre viene linciata per un traghetto e una bambina cresce sotto scorta digitale, quel silenzio firma. Con nome, cognome e sigla dell'associazione. #Femminismo #Sorellanza #Politica
Roma Termini, benvenuti nella piazza dove il treno parte e il pendolare evapora. Questo è il piazzale davanti alla stazione Termini, uno dei luoghi più attraversati d’Italia. Migliaia di persone ogni giorno come viaggiatori con valigie, pendolari, lavoratori, turisti, anziani, bambini, gente che aspetta un autobus, un taxi, un appuntamento ed anche un po’ di tregua dal caldo. E cosa trova? Pietra, cemento, sole pieno e quasi zero ombra. Sembra meno una porta d’ingresso della Capitale e più una prova di sopravvivenza urbana sponsorizzata dall’asfalto. Poi gli amministratori si riempiono la bocca con l'adattamento climatico, città resilienti, mobilità sostenibile, transizione ecologica. Tutto giusto ma se davanti alla principale stazione di Roma costruisci una distesa minerale senza alberi veri, senza ombra diffusa, senza un minimo di raffrescamento naturale, il messaggio ai cittadini è abbastanza chiaro: cuocetevi con dignità. Il verde urbano ormai non è decorazione ma è un vero e proprio presidio sanitario nei mesi estivi e non serve trasformare Termini in una foresta amazzonica. Basterebbe ricordarsi che le persone non sono sagome nei rendering ma camminano, aspettano, sudano e respirano. Una grande stazione dovrebbe accogliere e non grigliare i pendolari prima ancora che salgano sul treno. Non si può parlare ogni giorno di green, sostenibilità, città del futuro, e poi progettare gli spazi più frequentati come se l’obiettivo fosse testare la resistenza umana sulla pietra refrattaria. Il green non si misura nei convegni, nei comunicati o nei rendering con tre foglie messe in trasparenza. Si misura a luglio ed agosto, alle tre del pomeriggio, quando un viaggiatore esce da Termini e trova una cosa molto semplice, ombra o forno. #Roma #Sostenibilità #Urbanismo
Há uma linha clara: Lula e PT relativizam o crime, protegem bandido e enfraquecem a polícia. @FlavioBolsonaro e @plnacional_ defendem o cidadão, penas duras e presídios que não sejam escritórios do crime organizado. Assista à fala completa em nosso canal do YouTube: https://t.co/FQZi07xHQT #SegurançaPública #Justiça #Crime
A primeira-dama Janja, fez um apelo público nesta quinta-feira, 6 de agosto, para que o Discord seja retirado “imediatamente” do ar e cobrou que sejam encontrados “instrumentos” para isso. Janja não ocupa cargo eletivo e não recebeu um único voto para decidir quais plataformas 200 milhões de brasileiros podem acessar. Ainda assim, pediu publicamente uma medida extrema e, pouco depois, o advogado-geral da União, Jorge Messias, anunciou que a AGU pretende recorrer à Justiça para tentar suspender o Discord no país. A ofensiva ocorre após um caso gravíssimo envolvendo crimes contra menores praticados por usuários do Discord. E aqui não há relativização: aliciadores, abusadores e criminosos que atacam crianças precisam ser identificados, caçados pela polícia, processados e presos. Mas banir o Discord resolve o quê? Absolutamente nada. O criminoso não desaparece quando o aplicativo sai do ar; ele simplesmente troca de plataforma ou migra para qualquer outro serviço disponível. Bloquear milhões de usuários não é política de segurança pública; é a confissão de que o Estado prefere censurar a fazer o difícil trabalho de investigar, localizar e prender criminosos. Curiosamente, essa fúria para “bloquear de qualquer forma” uma rede social nunca aparece com a mesma eficiência para impedir efetivamente o uso de celulares dentro dos presídios, de onde facções comandam tráfico, golpes, extorsões e assassinatos. Para tirar celular de bandido da cadeia, são décadas de fracasso; mas, para tirar do ar uma plataforma usada por milhões de brasileiros, encontram “instrumentos” imediatamente. Prendam os criminosos, protejam as crianças, responsabilizem quem violar a lei. Mas não transformem censura coletiva em atalho para a incompetência do Estado. O bandido troca de plataforma em cinco minutos; mas, o precedente autoritário fica para todos. E, a menos de dois meses da eleição, comprar uma guerra com uma plataforma usada massivamente por jovens é uma estratégia eleitoral brilhante. Vai pegar muito bem com o eleitor jovem, Janja. Continue com seu autoritarismo. #LiberdadeDeExpressão #Censura #DireitosHumanos