BETA nonprofit public democratic european moderated

Search

#caporali
Il Post 3w

Un'indagine della procura di Savona ha portato all'arresto di otto persone accusate di sfruttare decine di operai nel cantiere per la costruzione della nuova diga di Genova, costringendoli a turni di lavoro estenuanti con paghe tra i 5 e i 7,5 euro all'ora, in condizioni di vita precarie e sotto il controllo dei presunti caporali. #caporalato #Genova #lavoro

Le indagini per caporalato in uno dei cantieri per costruire la diga di Genova

Stamattina su La7 Caporali, giornalista del Fatto, ha posto l'annosa questione: con la remigrazione chi raccoglierà i pomodori a tre euro l'ora? Questo pensiero piace così tanto alla sinistra che viene riproposto su base quotidiana come se fosse il silver bullet per fermare i licantropi fascisti. Al di là dell'aspetto umano di queste affermazioni (quindi il miglior argomento per tenere persone in Italia senza titolo è che possiamo farle lavorare a basso prezzo nei campi?) io mi domando se veramente questa gente pensa che, se domani dovessero magicamente sparire tutti gli immigrati, improvvisamente lasceremmo i pomodori a marcire nei campi. Come spesso accade, chi frequenta i salotti bene di sinistra non ha idea di come funzioni il mondo e magari non ha mai messo piede in un'attività agricola, tranne forse qualche cantina nel Chianti, e non si rende conto del cambiamento avvenuto nella composizione demografica del lavoro stagionale agricolo negli ultimi vent'anni. Fino ai primi anni 2000 il lavoro stagionale era sostanzialmente rivolto a chi aveva bisogno di un po' di pocket money per potersi pagare le vacanze: principalmente studenti delle superiori e studenti universitari. C'erano anche tante altre persone in situazioni di difficoltà che lavoravano per arrotondare, ma era pacifico a tutti che quello non era un lavoro fatto per mantenere una famiglia, bensì un lavoretto estivo per mettersi 2000 euro in tasca a fine stagione. Ovviamente non era legale, ma l'industria agricola poggiava su questo, e vi poggia tutt'ora. L'agricoltura non è esattamente un settore redditizio per gli imprenditori agricoli, e lo è ancora meno per chi passa le ore nei campi: tuttavia, la barriera all'ingresso era bassa, e per chi ama stare all'aria aperta l'idea di guadagnare 4/5 euro l'ora per raccogliere un po' di frutta non era male. Poi sono arrivati gli immigrati, i quali hanno accettato di fare lo stesso lavoro a prezzi inferiori. Il costo del lavoro si è praticamente dimezzato e i primi imprenditori ad assumere manovalanza a basso costo hanno potuto "tagliare" la concorrenza, che nel frattempo si è adeguata, spingendo fuori mercato quelle attività agricole tradizionali che cercavano di mantenere manodopera italiana pagata ai prezzi pre-immigrazione. Quegli studenti che trovavano conveniente lavorare per 4-5 euro l'ora hanno ritenuto non valesse la pena faticare per la metà dei soldi, e così sono stati di fatto "sostituiti" dai nuovi arrivati. Quindi, per rispondere alla domanda molto intelligente ma troppo borghese di Caporali, se domani sparissero gli immigrati clandestini quei pomodori non marciranno nei campi ma verranno raccolti da italiani disposti a lavorare a condizioni migliori di quelle attualmente offerte dal mercato. E perché mai si dovrebbe alzare magicamente il prezzo del lavoro, chiederà Caporali? Per lo stesso motivo per cui salgono tutti i prezzi: legge di domanda e offerta. L'arrivo di milioni di braccianti a basso costo ha inevitabilmente avuto un effetto distorsivo sul sistema dei salari, in un Paese la cui situazione salariale è già ferma al palo a causa della contrattazione collettiva, e i populisti di sinistra non si rendono conto (o fanno finta di non rendersi conto) di come l'immigrazione di massa abbia tolto opportunità proprio agli ultimi della società. Purtroppo il dibattito politico è distorto: la paura dell'ultradestra impedisce di ragionare su ciò che si dice. Per i conduttori dei talk-show bisogna tirare everything in the kitchen sink al Vannacci di turno, e quindi non c'è tempo di pensare alle idiozie che vengono fuori dalla parte dei "buoni" (a nulla). #Immigrazione #Agricoltura #Lavoro

Four men burned alive. Forty-eight hours of attention. Then oblivion. It's always this way. That's why I wrote this piece and thank l'Unità for hosting me: because the problem is not just the labor recruiters. It's a system that exploits, humiliates, and kills in indifference. (translated)

Il Post Jun 6

L'indagine sull'omicidio di quattro braccianti afghani bruciati vivi in Calabria ha rivelato che l'assassinio è stato una vendetta dei caporali contro le vittime, accusate di ribellarsi allo sfruttamento, e ha portato all'arresto di due uomini pakistani identificati come i caporali, mentre un unico sopravvissuto ha fornito dettagli cruciali sulle minacce e le violenze subite. #Amendolara #Calabria #Caporalato

Cosa ha scoperto l’indagine sui braccianti bruciati vivi in Calabria

Burned alive inside a minivan. Four laborers — Afghan and Pakistani — died like this, in Calabria, on June 2, 2026. They worked in the fields picking strawberries. They were not paid. When they protested, the foremen threw gasoline in the cabin and locked the doors. (translated)

ANSA.it Jun 5

Nella statale 106, arteria vitale per l'economia dei caporali pakistani che sfruttano giovani migranti per la raccolta di frutta, si è consumata la tragica morte di quattro lavoratori braccianti, simbolo di un sistema di sfruttamento che continua in un contesto di omertà e precarietà, mentre i paesi della costa jonica si svuotano e riempiono regolarmente di questi lavoratori a caccia di un futuro migliore. #Migranti #Braccianti #Caporali

Nei borghi sulla statale jonica, i nuovi feudi dei caporali - IL REPORTAGE
L
lastampa.it Jun 5

V článku se autor Niccolò Zancan zaměřuje na osudy čtyř migrantů, Waseema Khana, Amjada Safiho, Fazala Amina Khogyana a Ismata Ullaha Qiemiho, kteří byli brutálně uhořeni za nejasných okolností v italské obci Villapiana, přičemž místní obyvatelé a rodiny obětí žijí v zahraničí a nechtějí spolupracovat s vyšetřovateli. #Braccianti #Vittime #Caporali

Braccianti bruciati vivi, i morti di nessuno
Il Post Jun 4

I quattro braccianti uccisi il primo giugno nell'incendio di un minivan in Calabria vivevano e lavoravano con i loro presunti assassini in una modesta abitazione e ogni giorno venivano trasportati in Basilicata per raccogliere fragole, mentre la loro situazione lavorativa era segnata da incertezze e possibili sfruttamenti da parte di caporali. #Calabria #Caporalato #Omicidio

In che condizioni vivevano e lavoravano i braccianti bruciati vivi in Calabria
L
lastampa.it Jun 4

Il reportage Strage dei braccianti, tra gli schiavi delle fragole di Niccolò Zancan denuncia la tragica condizione dei braccianti migranti in Calabria, costretti a lavorare in condizioni disumane e sfruttati dai caporali, mentre la comunità rimane silenziosa di fronte a una crisi segnata dalla violenza e dalla crudeltà. #Braccianti #Mafia #Migranti

Strage dei braccianti, tra gli schiavi delle fragole

Il sistema della mafia del Pakistan nei campi della Basilicata è emerso da indagini che rivelano condizioni di lavoro degradanti e salari da fame per i braccianti, con caporali che intimidiscono i testimoni e imprenditori complici che traggono profitto dal lavoro sfruttato, mentre le forze dell'ordine stanno approfondendo il ruolo dei datori di lavoro e i legami con la 'ndrangheta. #Basilicata #Braccianti #Caporalato

Il sistema della “mafia del Pakistan” nei campi della Basilicata: braccianti sorvegliati e testimoni intimiditi

Quattro braccianti, tre provenienti dall'Afghanistan e uno dal Pakistan, sono stati bruciati vivi ad Amendolara dopo aver chiesto un giusto compenso per il loro lavoro nella raccolta delle fragole, subendo l’estremo sfruttamento da parte di caporali pakistani che ora sono in carcere accusati di omicidio plurimo. #Braccianti #Basilicata #Amendolara

Amin, Ullah, Safi e Waseem: chi erano i braccianti bruciati vivi ad Amendolara. Il più grande aveva 29 anni

Raccoglievano fragole, li hanno bruciati vivi perché chiedevano ai caporali di essere pagati Quattro braccianti, tre afghani e un pakistano sono morti così nelle campagne calabresi, un quinto si è salvato Vittime della schiavitù Paese che celebra il 2 giugno e la Costituzione L’apertura del Manifesto con l’editoriale del direttore @andreafabozzi #DirittiUmani #Schiavitù #Giustizia

L
lastampa.it Jun 3

Taj Alamyar, l'unico sopravvissuto all'incendio di un minivan che ha ucciso quattro braccianti pakistani, racconta la terribile esperienza di essere stato costretto a lavorare come schiavo e di come la richiesta di pagamento abbia portato i caporali a bruciarli vivi. #SfruttamentoLavorativo #Braccianti #Calabria

Taj Alamyar, l’unico sopravvissuto alla mattanza dei braccianti: “I miei amici bruciati vivi erano schiavi”

Dva pakistánští caporali byli zadrženi po tom, co v Kalábrii zapálili minibus s pěti afgánskými braccianti, přičemž čtyři z nich zahynuli, zatímco jediný přeživší popsal hrůznost útoku a tvrdil, že byli výhružně ohrožováni zbraněmi. #Caporalato #Migranti #Omicidio

Braccianti bruciati vivi in auto, fermati i due ?caporali?. Il sopravvissuto: «Un orrore, ci minacciavano con le armi»

Nel contesto della strage di Amendolara, quattro braccianti pakistani sono stati bruciati vivi dopo essersi ribellati ai caporali, un triste esempio della brutalità e dello sfruttamento sistematico dei lavoratori migranti nell'agricoltura italiana, come evidenziato dalle parole dell'unico superstite, Taj Mohammad Alamyar. #Calabria #Caporalato #Omicidio

La strage di Amendolara | Bruciati vivi perché si sono ribellati ai caporali: vite a perdere, storia dei fantasmi che raccolgono le fragole
L
lastampa.it Jun 2

Un bracciante afgano è l'unico sopravvissuto alla strage di Amendolara, dove quattro pakistani sono stati bruciati vivi dai loro caporali, che non li pagavano e li minacciavano, rivelando la brutalità della mafia pakistana che sfrutta lavoratori migranti. #StrageAmendolara #MafiaPachistana #Migrazione

Amendolara, c’è un bracciante sopravvissuto: “È stata la mafia pakistana, non ci pagavano”

Un unico superstite di un quadruplice omicidio di braccianti ad Amendolara ha raccontato di essere riuscito a fuggire rompendo un finestrino, mentre le vittime, che rifiutavano di pagare per il trasporto, sono state bruciate vive dai loro aguzzini, due caporali pakistani, in un atto di vendetta per aver alzato la testa. #Braccianti #Calabria #Pakistan

Il superstite della strage di braccianti ad Amendolara: “Ho rotto il finestrino a testate. Volevano i soldi”
L
lastampa.it Jun 2

Vincenzo Pellegrino, segretario della Flai Cgil Basilicata, denuncia che nel Metapontino operano circa 10.000 lavoratori schiavizzati dai caporali, guadagnando al massimo 40 euro per dodici ore di lavoro nei campi. #caporali #braccianti #schiavitù

Il sindacalista: “Metapontino ostaggio dei caporali, qui lavorano almeno 10mila schiavi”