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PEGGIORE DELLO SCHIFO CI SONO SOLTANTO LE RANCOROSE ACIDE PSEUDO-DONNE DI SINISTRA "Nana". "Caciottara a mollo". "È venuta a infestare il nostro mare, spero si sia disinfettata con l'amuchina". Il bersaglio: una madre in vacanza con la figlia di nove anni. Le firme, in gran parte: donne. Questo il trattamento riservato a Giorgia Meloni per tre giorni alla Maddalena. Tre giorni di volo di linea, traghetto, gommone a noleggio e panini nella borsa frigo. Niente yacht, niente voli di Stato: la fila all'imbarco come qualunque madre italiana d'agosto. Ed è proprio questa normalità che ha fatto impazzire la muta di cani rabbiosi. "Nullafacente da sempre", "le ferie le prende chi lavora": quasi quattro anni alla guida del governo, evidentemente, non contano come mestiere. Fino al capolavoro dell'amuchina. Infestare: il verbo che si riserva agli insetti. Quando l'avversario politico diventa un agente contaminante non siamo più nell'insulto, siamo nella disumanizzazione da manuale. Quella su cui si scrivono i saggi e si organizzano i convegni. Quando capita agli altri. E qui il dato che nessuno vuole vedere. Donne che danno della nana a una donna. Donne che deridono la maternità di una donna. Donne che evocano un disinfettante per una donna che fa il bagno con la figlia. La sorellanza, parola d'ordine di ogni piazza femminista degli ultimi dieci anni, si ferma al tornello della tessera politica. Di là dal tornello non ci sono sorelle: c'è una preda. Qualcuna, nel coro, ha pure fornito la teoria: "questa destra ha sdoganato la violenza verbale e ora vi meravigliate che qualcosina torni indietro". Eccola, l'assoluzione preventiva. Se l'è cercata. La stessa identica grammatica che il femminismo denuncia - giustamente - quando viene usata contro qualunque altra donna. La gonna troppo corta, il rientro troppo tardi, le idee troppo di destra: cambia il pretesto, la logica è quella. Ma applicata a Meloni diventa improvvisamente analisi politica. E la rabbia ha una radice precisa, che il vocabolario confessa da solo. Caciottara, borgatara, pescivendola: insulti di censo, non di politica. È il disprezzo del salotto per il mercato rionale, firmato da una sinistra che ormai vince ai Parioli e ha perso nelle borgate che furono sue. La prima donna al vertice di Palazzo Chigi doveva essere una di loro: laurea giusta, quartiere giusto, salotto giusto. Invece il soffitto di cristallo lo ha sfondato una madre della Garbatella che parla come il popolo che loro hanno smesso di frequentare. Non le perdonano le idee. Non le perdonano di essere arrivata prima, partendo da sotto. Né si può dire che manchi il contesto. Due mesi fa, alla Camera, il capogruppo grillino in commissione Esteri Francesco Silvestri ha spiegato che la premier "ha indossato delle ginocchiere per stare più comoda". Detto in aula, a verbale, dal pulpito della Repubblica. E nella stessa seduta si è consumata la scena che vale un trattato di sociologia: l'onorevole Boldrini indignata perché un collega aveva osato dire "signor presidente" - il maschile, che scandalo - e silente sull'allusione alle ginocchiere. La sentinella del linguaggio monta la guardia sull'articolo e dorme sulla sostanza. Risultato: nel giro di giorni, "ginocchiere" era l'argomento più gettonato sotto i post d'odio contro la premier. Il linguaggio non sale dalla fogna al palazzo. Scende dal palazzo alla fogna. E non è la prima volta. Quando Landini la definì "cortigiana", dalle piazze femministe. Quando la televisione di Stato russa la chiamò con epiteti da postribolo, sempre silenzio. Quando un professore augurò alla figlia di nove anni la fine di Martina Carbonaro e quando un camerunense davanti a una questura fece alla stessa bambina allusioni che non si trascrivono, le piazze che si riempiono per un asterisco rimasero vuote. Il copione non cambia mai: si cambia solo la vittima designata e la si toglie dall'elenco delle donne difendibili. Perché di questo si tratta. Il movimento che vede il patriarcato in una pubblicità, in una desinenza, in una ricetta di cucina, davanti alla prima donna presidente del Consiglio della storia repubblicana - coperta di insulti sessisti, minacciata, con la figlia minorenne nel mirino da tre anni - non ha mai trovato dieci minuti per un presidio. Non una fiaccolata. Non un corteo di Non Una di Meno. Non una riga delle firme che vivono di questo. Dov'era il patriarcato quando serviva davvero? Era in vacanza pure lui? La risposta la conosciamo ed è la stessa che spiega un altro silenzio: quello sulle donne musulmane. Sui matrimoni forzati, sulle mutilazioni, sui niqab imposti alle bambine nelle nostre città, il femminismo militante pratica da anni la medesima sordità selettiva. Le donne velate a forza e la premier detestata condividono lo stesso destino: sono donne sbagliate, la cui oppressione non porta consenso. E allora non esistono. Un femminismo che sceglie quali donne difendere in base alla convenienza non è un movimento di liberazione. È un ufficio stampa con la bandiera sbagliata. Il patriarcato lo vedono ovunque, tranne dove c'è una donna che non gli piace. E ogni giorno di questo silenzio, mentre una madre viene linciata per un traghetto e una bambina cresce sotto scorta digitale, quel silenzio firma. Con nome, cognome e sigla dell'associazione. #Femminismo #Sorellanza #Politica

Ieri in un confronto radiofonico uno studioso islamista ha detto che sono #femminista colonizzatrice (😂) e ha affermato che il mio femminismo universalista è morto e quello moderno accetta il #burka, il #Niqab ecc (che lascia le donne libere di essere oppresse) @stemolinaradio https://t.co/YrEA7T4hgQ #femminismo #dirittidelledonne #libertà

Soraya era entrata a Temptation Island con degli obiettivi: - regina dei meme con le sue facce scioccate - icona femminista supportando le fidanzate tradite - ragazza sognatrice che vuole sentirsi una principessa per il suo lui. Le è andato tutto malissimo #TemptationIsland #TemptationIsland #Femminismo #RealityShow

Ilaria Salis Jul 20

Questo Paese deve seriamente fare i conti con l’uso della forza da parte delle Forze dell’Ordine, che in alcuni contesti e nei confronti di determinati gruppi sociali assume caratteristiche particolarmente violente. Negli anni, in più occasioni, il suo impiego ha avuto conseguenze tragiche. Stiamo scivolando, quasi senza rendercene conto, verso un modello securitario sempre più pericoloso e simile a quello USA. Dovrebbe far riflettere, in questo senso, la canea scatenatasi sul caso Roggero e sulla cosiddetta “legittima difesa.” Occorre una riflessione profonda sulle modalità operative, sulla formazione degli agenti e di tutti gli operatori coinvolti nella gestione dell’ordine pubblico: un confronto che la destra – reazionaria qual è – non ha alcun interesse ad aprire. La loro idea di sicurezza si fonda su una concezione barbarica dei rapporti sociali, che alimenta deliberatamente la paura e legittima il ricorso alla forza per trasformarli in consenso politico. De-escalation, dialogo, prevenzione, educazione, cura, approcci comunitari: dovrebbero essere questi i pilastri di una politica della sicurezza efficace. È una prospettiva che il pensiero femminista sostiene da decenni, contrapponendo alla logica della forza bruta quella dell’ascolto, della relazione, della responsabilità, della trasformazione. Purtroppo, chi oggi governa sembra non comprendere nemmeno i termini di questa discussione. O forse li comprende fin troppo bene. Il punto è che non vuole cambiare nulla. Perché è proprio su questo modello schifoso che ci campa politicamente. #Sicurezza #DirittiUmani #Giustizia sociale

L
lastampa.it Jun 24

Un gruppo Facebook con oltre 53.000 iscritti, Meglio una di meno che una femminista di troppo, ha suscitato polemiche per la sua agenda di proteggere donne e bambini dalla propaganda woke, mentre attivisti e studiosi mettono in guardia contro la misoginia diffusa e l'uso di tali piattaforme come modelli di business basati sull'odio e sulla disinformazione. #misoginia #femminismo #violenzasulladonna

“Meglio una di meno che una femminista di troppo”. Nuova bufera su un gruppo Facebook
ANSA.it Jun 14

Luisa Muraro, filosofa e una delle voci più influenti del femminismo italiano, è morta a 86 anni, lasciando un'importante eredità di opere e un impatto duraturo attraverso la sua carriera accademica e il suo coinvolgimento nella comunità femminista, tra cui la fondazione della Libreria delle Donne a Milano e il gruppo Diotima, dedicato agli studi sulle donne. #femminismo #filosofia #LuisaMuraro

Addio a Luisa Muraro, filosofa e voce del femminismo italiano
Il Post Jun 13

È morta la filosofa Luisa Muraro, una delle figure più rilevanti del femminismo italiano e cofondatrice della Libreria delle donne di Milano, notoria per il suo contributo alla comunità filosofica femminista e per le sue opere che hanno approfondito il ruolo delle donne nella cultura e nella società. #femminismo #LuisMuraro #libreriedelledonne

È morta la filosofa Luisa Muraro, una delle principali teoriche del femminismo italiano

Shame on the 5 stars! Monumental Giorgia, who continues to give style lessons to those who profess to be feminists, while throwing insults at the first female Prime Minister! (translated)

La raccolta firme “Dire grazie a Lea” chiede che a Lea Melandri, scrittrice e attivista femminista, venga assegnato il contributo della legge Bacchelli per riconoscere il suo impegno nella giustizia sociale e nel movimento femminista, con già 150 associazioni e 5.000 persone che hanno sottoscritto l'appello. #Femminismo #LeggeBacchelli #LeaMelandri

“Dire grazie a Lea”: raccolta firme per chiedere di assegnare il contributo della legge Bacchelli a Melandri
Javier Milei Jun 5

Il movimento femminista è una lotta ridicola e innaturale.

In Argentina un femminicidio è diventato un caso nazionale
www.ilpost.it

“La violenza di genere viene operata da uomini – indipendentemente dalle loro origini – ed è rivolta a donne – indipendentemente dalle loro origini” Scrive la femminista Angela Alvisi, commentando la tentata violenza sexxuale ai danni di una ragazza di 20 anni perpetrata da un 29enne maliano, già tornato libero con l’obbligo di firma. Il “patriarcato” spiegato bene 👉 quasi 1 violenza sessuale su 2 è commessa dal 9% della popolazione residente in Italia, gli stranieri #ViolenzaDiGenere #Femminismo #DirittiUmani

A Milano si terrà il convegno Femminismo fortemente sconsigliato, ma necessario, organizzato dalla Rete Dichiariamo, per promuovere un libero confronto su temi delicati come censura, Gpa e nonviolenza, in un momento di crescente pressione e divisione all'interno del movimento femminista. #Femminismo #Censura #LibertàDiEsprimere

Femminismo fortemente sconsigliato: a Milano un convegno su censura, Gpa e nonviolenza