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#partigiani

Caro @marcotravaglio, ogni volta che mi dico che più in basso di un certo livello tu non possa andare, ti presenti con una ruspa e cominci a scavare. Decidendo di sputare sulla Resistenza di ieri insultando quella di oggi, hai superato di nuovo una linea rossa, scegliendo la strada di un delirio revisionista, che somiglia tanto - diciamo anche troppo - alle manipolazioni che in Russia hanno portato a riscrivere la storia sui libri di testo, a mandare al macero tutti i testi politicamente non allineati, a mettere sotto controllo i copioni delle opere teatrali e dei film, perché celebrino ciò che serve al regime e non la verità. Ti piaccia o no, quella ucraina è Resistenza contro un invasore, una resistenza armata come la fu la nostra, con armi fornite anche da paesi stranieri come inglesi e americani fecero con i nostri eroici partigiani, i quali no, non avrebbero fatto un granché solo con pistole e fucili sottratti ai tedeschi. Puoi anche raccontare ai beoti che si bevono ogni tua menzogna che quella tra Russia e Ucraina è null'altro che una guerra tra Stati, ma chiunque non sia indottrinato dalla tua propaganda ha ancora ben impresse nella mente le scene di donne e bambini intenti a costruire molotov negli scantinati o in mezzo alle strade coperte di neve per respingere l'invasione appena iniziata, ma anche le storie di avvocati, scrittori, commercialisti e operai ritrovatisi disciplinatamente in fila fuori dai centri di reclutamento senza aver mai preso in mano un'arma fino ad allora, e ancora anziani e ragazzi protestare in strada nelle zone occupate cercando di fermare i carri armati russi a mani nude. Disconoscere ignobilmente il coraggio ed il sacrificio di un popolo intero che dal primo giorno cerca di salvare le proprie città, le proprie famiglie e delle libertà che il suo invasore vorrebbe sottrargli solo perché non le ha mai avute, dice del tuo approccio morale a questa guerra persino più di quanto il tuo sorrisetto saccente non faccia. In Ucraina non ci sono dubbi e non ci sono mai stati, nonostante tu a giorni alterni continui a copiare ed incollare la propaganda russa sulle volontà delle popolazioni russofone. Fin dal 2014 i sondaggi erano molto chiari: l'annessione alla Russia era chiesta solo da un quarto della popolazione. Il successivo sondaggio lo fecero i piedi e le ruote dei mezzi utilizzati per le evacuazioni: a guerra in Donbas iniziata, 1,5 milioni di ucraini fuggirono verso l'Ucraina e solo in 200.000 si diressero in Russia chiedendo la cittadinanza, perché sapevano tutti chi era l'aggressore. L'anno precedente, in un altro sondaggio, una percentuale simile di sudtirolesi si era espresso a favore dell'annessione all'Austria, ma forse a te non è chiaro quale differenza ci sia tra l'avere come vicino un paese dell'odiata Europa e la pacifica Russia. Non perderò tempo a confutare per l'ennesima volta le tue cazzate di propaganda su Maidan e su presunti complotti della NATO, mi limito a postare una foto per mostrarti quello che secondo me un giornalista dovrebbe fare: ascoltare. Io ho ascoltato Mustafa Nayyem, dal cui post su Facebook del 21 novembre 2013 le proteste a Maidan sono effettivamente nate. Tu avresti potuto almeno ascoltare Carlo Smuraglia e Nello Sbracalari, due che la resistenza l'hanno fatta di persona, che non hanno mai avuto dubbio nel definire Resistenza quella ucraina e che oggi si vergognerebbero profondamente nel leggere su un giornale italiano, di un paese liberato dalla dittatura anche grazie al sacrificio di molti nostri connazionali, una quotidiana apologia di un autocrate imperialista, invasore e oppressore. Come italiano, come giornalista e come iscritto alla @FiapItalia provo per te infinita vergogna. #Resistenza #Ucraina #Libertà

«Quella dell’Ucraina è una storia di resistenza. I partigiani italiani erano contenti dei lanci di armi dagli aerei americani per sparare ai nazifascisti e poi fare la pace. Oggi non so chi stia vincendo in Ucraina, ma in Italia ha vinto Putin» (@zdizoro) https://t.co/trsVlETA8k #Ucraina #Resistenza #Storia

@PBerizzi La Repubblica Italiana è nata perché i Partigiani, dopo avere disertato dai bandi del boia Graziani, hanno preso in mano le armi per combattere i nazifascisti e spesso ci hanno rimesso la vita, conquistando la libertà. Così giusto un ripassino prima di correggere i compiti. #Resistenza #Liberazione #StoriaItalia

Lo scrittore ucraino pacifista Artem Chapeye, arruolatosi all’inizio dell’invasione russa, risponde alla segretaria dei Giovani Democratici, Virginia Libero: «Fanno bene i giovani a rifiutare le guerre di aggressione mosse dai loro governi. Ma la resistenza a un’invasione non è “la vostra guerra di destra”. È la stessa guerra che fecero i vostri partigiani. Onestamente, ne ho abbastanza di rispondere a formule astratte di persone privilegiate, che non si rendono nemmeno conto di quanto lo siano a non dover prendere decisioni così difficili come le nostre e a potersi limitare a fare retorica teorica. Spero davvero che gli italiani non si ritrovino mai più nella stessa situazione in cui siamo noi. Solo ora comprendo il significato profondo di quest’espressione, e da una città in guerra ve lo auguro sinceramente: la pace sia con voi». (La Repubblica) #Pace #Ucraina #DirittiUmani

@CucchiRiccardo La guerra è la normalità se un nemico ti attacca. A quel punto o ti arrendi o combatti con le armi. Se i Partigiani nel 1943 avessero scelto la resa io e te probabilmente parleremmo tedesco. #guerra #lotta #resistenza

Secondo i partigiani di ATESH, gli occupanti russi stanno rimuovendo i trasformatori dalle stazioni di pompaggio del Canale della Crimea nel tentativo di sostituire gli impianti colpiti dai droni ucraini e ripristinare l'elettricità nella penisola. Agenti riferiscono che le autorità di occupazione hanno iniziato a smantellare i trasformatori di potenza dalle stazioni di pompaggio del Canale della Crimea settentrionale. Le apparecchiature vengono trasportate nelle sottostazioni elettriche danneggiate dagli attacchi delle Forze di Difesa ucraine. Il motivo è che in Russia non ci sono più trasformatori di ricambio. Dopo i sistematici attacchi dell'esercito ucraino al settore energetico, gli occupanti sono costretti a cannibalizzare le proprie infrastrutture, rimuovendo apparecchiature da alcuni impianti per colmare le lacune in altri. Un nuovo trasformatore di questo tipo richiede dai sei mesi a un anno e mezzo di produzione e le sanzioni non consentono di acquistarlo rapidamente all'estero. Vengono prelevati anche gli apparecchi meno performanti. Vengono rimossi trasformatori di potenza da 10-40 MVA, come quelli che le grandi stazioni di pompaggio richiedevano, ad esempio, il modello NS-355 sul Canale di Collegamento. Si tratta di apparecchiature universali, adatte a quasi tutte le sottostazioni. Ora, per il comando russo, le infrastrutture necessarie all'industria della difesa, ai nodi ferroviari, alla difesa antiaerea, ai radar e ai posti di comando sono di fondamentale importanza. Il trasferimento di trasformatori dalle stazioni di pompaggio "inattive" rappresenta un tentativo di ripristinare rapidamente l'energia senza dover attendere nuove forniture dall'estero o lunghi tempi di produzione. Tra i mesi di giugno e luglio sono stati decine i colpi alle stazioni elettriche. La rete della Crimea (che alimenta a sua volta parte della Kherson occupata) è seriamente compromessa. #Crimea #Energia #Ucraina

È morta a 100 anni Annunziata Verità, la partigiana che aveva sfuggito alla fucilazione nazifascista nel 1944, la cui vita è raccontata nel libro La ragazza ribelle del giornalista Claudio Visani. #partigiani #resistenza #AnnunziataVerità

È morta Annunziata Verità, la partigiana “che visse due volte” aveva 100 anni

Le code sul ponte di Kerch oggi hanno raggiunto i 15 km. Stando ai dati rilasciati dalle stesse autorità attraverso il canale Telegram, il picco si è registrato intorno alle 14, con 2450 auto in coda in sola uscita e un tempo di attesa previsto di oltre 5 ore. La Crimea si sta quindi svuotando, come dimostra la pressoché totale assenza di flussi in entrata, al ritmo di almeno 15-25.000 persone al giorno, nonostante le frequenti chiusure determinate da allarmi per possibili attacchi da parte dei droni. Attraverso quell’infrastruttura vitale, che collega la penisola alla terraferma, sta defluendo anche la credibilità del regime e lo sforzo ultradecennale di integrare la regione occupata nell’economia e nel sistema statale russo, per renderla la riviera dell’impero, il fiore all’occhiello delle politiche espansionistiche del Cremlino, oltre che l’esempio dell'immobilismo di un Occidente che nel 2014, quando fu strappata illegalmente all’Ucraina, si limitò ad imporre blande sanzioni. La ragione di queste lunghe code si giustifica con la necessità di effettuare rigidi controlli. Dopo i precedenti storici di attacchi al ponte, i russi utilizzano scanner a raggi X per i camion e ispezioni manuali totali per i bagagliai delle auto civili. Questo processo richiede dai 20 ai 40 minuti per veicolo, creando artificialmente code chilometriche. A questi si aggiungono le verifiche dei documenti per individuare eventuali disertori. I guardacoste e la polizia militare della Rosgvardia controllano i documenti di tutti gli uomini a bordo incrociandoli con il registro unico digitale della mobilitazione. Le autorità fanno attiva resistenza per impedire che la forza lavoro maschile o i potenziali coscritti ucraini, tatari o russi scappino verso la Federazione eludendo la leva forzata. Se un nome è nella lista, l'auto viene bloccata e l'uomo prelevato. Sono in molti tuttavia a ritenere che le code siano in parte volute. Il Cremlino ha infatti bisogno di scoraggiare in ogni modo in trasferimento in massa verso la terraferma, perché una fuga collettiva equivarrebbe ad una sconfitta totale per un regime che vorrebbe rivendicare una posizione di forza per assicurarsi il controllo dei territori occupati nel 2022, quando non riesce nemmeno a garantire la sicurezza di quelli annessi nel 2014. Inoltre secondo gruppi partigiani sul posto, sembra che tra i pochi mezzi in entrata ci sarebbero cisterne e carichi di munizioni, il cui transito è di norma vietato sul ponte, proprio per non mettere in pericolo l’infrastruttura. Le autorità avrebbero però accettato il rischio confidando che le auto di civili in fila dissuadano le forze armate ucraine da eventuali attacchi, usando quindi le persone in fuga come involontari scudi umani per coprire il rifornimento, nel disperato tentativo di sopperire alla totale mancanza di carburante e ai blackout. I leader della Repubblica Autonoma di Crimea e della Città di Sebastopoli hanno però nel frattempo dichiarato lo stato di emergenza, confermando di non poter più gesti #Crimea #KerchBridge #Russia

Carlo Calenda Jun 25

Ma vi rendete conto della gravità di questo fatto? Un network di propagandisti sostenuti e finanziato dai russi per diffondere le bugie di un dittatore fascista, a cui poi vanno a rendere conto del lavoro svolto in Italia. Altro che “partigiani della verità”, Kollaborazionisti #Propaganda #Fascismo #Kollaborazionisti #IT #RU

L
lastampa.it Jun 25

Durante le celebrazioni per l'80° anniversario della prima seduta dell'Assemblea Costituente, il presidente Sergio Mattarella ha ricordato come il fascismo avesse messo a rischio l'unità d'Italia e ha celebrato il ruolo cruciale dei partigiani e di una nuova classe dirigente nella transizione da monarchia a repubblica, sottolineando l'importanza della memoria dei martiri antifascisti. #AssembleaCostituente #Italia #Fascismo

Mattarella celebra l'Assemblea costituente: “Il fascismo aveva messo a rischio l'unità d'Italia”
Carlo Calenda Jun 25

Ma vi rendete conto della gravità di questo fatto? Un network di propagandisti sostenuti e finanziato dai russi per diffondere le bugie di un dittatore fascista. A cui poi vanno a rendere conto del lavoro svolto in Italia. Altro che “partigiani della verità”, Kollaborazionisti #Propaganda #Fascismo #Informazione #IT #RU

Il silenzio del governo italiano sul genocidio palestinese aumenta la responsabilità morale di intellettuali e artisti, invitandoli a non rimanere indifferenti e a prendere posizione contro le ingiustizie perpetrate, ricordando l'importanza di essere partigiani come sostenuto da Antonio Gramsci. #Genocidio #Gaza #Israele

Il silenzio del governo sul genocidio amplifica la responsabilità di intellettuali e artisti italiani

Le forze armate della Crimea occupata si preparano ad uno sbarco ucraino. In due post pubblicati a distanza di poche ore sul canale del gruppo partigiano ATESH, si legge, stando agli elementi raccolti da agenti della resistenza, funzionari statali e ufficiali del FSB starebbero trasferendo frettolosamente le loro famiglie fuori dalla Crimea. Gli stessi che invitano la popolazione alla calma nonostante gli attacchi ucraini a ponti e ferrovie, ai blackout e alla penuria di carburante, starebbero infatti impacchettando tutte le cose di maggior valore e si starebbero contendendo i mezzi di trasporto (evidentemente decimati dalla mancanza di combustibile) per abbandonare la penisola. La data che circola come un incubo è quella del 21 giugno. Già nei giorni scorsi il canale aveva segnalato la fuga piuttosto frettolosa dei vertici del comando della flotta del Mar Nero. Tra i militari, si legge nei post, serpeggiano voci legate alla vaghezza degli ordini ricevuti. Tra una sigaretta e una bevuta si dicono certi di essere lì in vista di un imminente sbarco. Secondo molti i vertici militari si aspettano il D-day proprio il 21 giugno. Che lo sbarco avvenga davvero quel giorno o che si tratti di una magistrale operazione di guerra psicologica (PSYOP) per mandare i russi nel panico, le contromisure del Cremlino dimostrano che la minaccia viene presa maledettamente sul serio. I partigiani di Atesh e i residenti locali segnalano che nelle ultime 24 ore sono state poste in massima allerta le unità della 810ª Brigata della Fanteria di Marina rimaste a presidio delle spiagge di Eupatoria e Olenevka. Sono stati schierati ulteriori denti di drago e mine anti-sbarco direttamente sul bagnasciuga delle coste occidentali, trasformando le spiagge turistiche in zone di guerra fortificate. I "gruppi di fuoco mobili" su pick-up stanno pattugliando le strade costiere T0107 notte e giorno, terrorizzati dall'idea di vedere spuntare i gommoni ucraini dal buio. Perché? Perché i vertici militari hanno semplicemente unito i puntini dei fatti avvenuti negli ultimi giorni. I colpi sistematici a ponti, strade e ferrovie e la distruzione di tutti i radar della costa nordoccidentale. È quindi ora impossibile avvistare imbarcazioni ucraine in anticipo e ricevere rinforzi o munizioni dalla terraferma. In caso di attacco, i militari presenti sulla penisola dovranno cavarsela da soli. #Crimea #UkrainianWar #Resistenza

Timostene Jun 11

Paraculata da manuale. Meloni usa il cadavere di Berlinguer come zerbino per far rientrare dalla porta principale Almirante. Il capo redattore della Difesa della Razza, il repubblichino che firmava i manifesti di fucilazione contro gli italiani, quello che a Salò cacciava i partigiani insieme ai nazisti, il fondatore del partito da cui lei viene. Tutto ripulito con una corona di fiori del 1984. Il destinatario del suo tweet non sono gli italiani. Sono i suoi elettori in fuga verso Vannacci, quelli che la trovano troppo moderata, troppo atlantista, troppo poco camerata. A loro doveva dire una cosa sola: tranquilli, gli antichi valori sono al sicuro. Berlinguer è il pretesto. Almirante è il messaggio. #Politica #Storia #Italia

L
lastampa.it Jun 8

V článku se rozebírá otázka, co se stalo s 37 dokumenty, které byly zabaveny Benito Mussolinim při jeho zatčení v roce 1945, a odhaluje se, že tyto dokumenty byly předány britským tajným službám třemi partigány, což naznačuje možný vliv Winstona Churchilla na události související s jeho smrtí. #Mussolini #Partigiani #Storia

Chi uccise davvero il Duce?

Paola Cortellesi, sei una maschera di ipocrisia unica! Ma d'altronde mica hai bisogno di recitare, sei proprio così di tuo, ti basta mostrare la tua vera faccia.Sul palco del Quirinale si è messa a fare il solito elenco di nomi che, secondo lei, "nessuno nomina mai". Ha tirato in ballo Tina Anselmi, Nilde Iotti, Irma Bandiera, Teresa Mattei e Teresa Vergalli. FALSO! Smettila di dire balle! Io stesso sono testimone: a La Spezia, durante la manifestazione ufficiale "Donne d'Italia", la Iotti e la Anselmi sono state nominate e celebrate eccome. La memoria non è proprietà privata della sinistra e del vostro cinema radical chic!La verità è che la Cortellesi fa la selettiva e omette quello che le fa comodo. Davanti alle massime cariche dello Stato ha fatto finta di niente e ha volutamente evitato di nominare Giorgia Meloni, la prima donna in assoluto a diventare Presidente del Consiglio in Italia, che tra l'altro era seduta proprio lì davanti a lei. Questa è discriminazione politica pura: per voi le donne valgono solo se hanno la tessera di partito corretta?E guarda caso si è "dimenticata" pure di tutto il sangue delle donne e delle ragazzine violentate, torturate ed epurate dai partigiani dopo il 25 aprile con la scusa del collaborazionismo. Perché non hai fatto i loro nomi, Paola?Ti rinfresco la memoria io:Giuseppina Ghersi, una studentessa di soli 13 anni brutalmente violentata e uccisa a Savona a guerra finita.Marilena Grill, ausiliaria assassinata a Torino nel maggio '45.Luciana Minardi, massacrata nel ravennate.Rosa Amodio, uccisa nel luglio del '47.Norma Cossetto, la studentessa istriana violentata e buttata in una foiba dai partigiani titini.Decine di ausiliarie e civili trucidate post 25 aprile che per te non esistono. Io con te e con tutto il tuo cerchio magico ho chiuso. Mai più un soldo a nessun film, nessuna visione e nessun canale dove compare anche solo un tuo cameo o la tua firma. Questa finta superiorità morale ha stancato! #Politica #Donne #Memoria

Giorgia Meloni rivendica continuità con il percorso politico di Giorgio Almirante. Un percorso iniziato con la redazione de “La difesa della razza”, passando per i repubblichini di Salò, fucilando partigiani, intrecciandosi con la stagione dell’estremismo nero. Un bel percorso! #Meloni #Almirante #Estremismo #IT

Dopo la guerra, i partigiani aspiravano a un progetto di civiltà piuttosto che alla vendetta, mirando a comportamenti opposti al fascismo e a costruire una società che precludesse future violenze e ingiustizie, mentre oggi la domanda su cosa significhi essere antifascisti continua a interrogare l'Italia. #Antifascism #CivilSociety #CollectiveMemory

Una domanda per tutti: che cosa significa essere antifascisti oggi?