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#putinism
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L'analisi della guerra in Ucraina evidenzia come gli attacchi ai magazzini di Wildberries, l'equivalente russo di Amazon, non solo mirano a colpire le infrastrutture economiche, ma anche a scuotere la coscienza dell'opinione pubblica russa, mettendo in crisi il mito del benessere sostenuto dal regime di Putin, mentre molti imprenditori, in particolare donne, lamentano la perdita delle loro attività. #GuerraInUcraina #Wildberries #Putinism

Guerra in Ucraina, i raid sull’Amazon russa mandano in frantumi il sogno putiniano

This is our summer of victory Crimea and Qeshm will be liberated Socialism, Putinism, Islamism will be defeated by the Free Flamingo https://t.co/yzX2qNoLLo #SummerOfVictory #Liberation #FreeFlamingo #RU #IR

According to Conte, it is Draghi who poses a belligerent threat, not Russia. For me, the real threat is the Putinist cretinism in the Government. (translated)

Consentitemi questa riflessione del lunedì mattina, a proposito delle infinite sequenze di video stranianti postati da giovani russi (per lo più ragazze) in lacrime per le chilometriche file ai distributori, ma che non dicono una sola parola sui missili e i droni che il loro paese spedisce contro case scuole e ospedali ucraini, che è poi la causa di ciò che stanno vivendo. La disperazione per l’auto a secco o le vacanze in Crimea rovinate che provocano lacrime, ma non un briciolo di analisi su come si sia arrivati a vedere colonne di fumo in città, alla chiusura dei social, al rigido controllo di internet, sono il sintomo del successo della propaganda di regime, che in un quarto di secolo di putinismo ha cresciuto intere generazioni di automi, addestrati a ricercare il benessere materiale, e ad ignorare il prezzo reale che loro stessi ed altri pagano per assicurarselo. Nelle lacrime di questi ragazzi c’è rabbia, talvolta paura, ma non c’è traccia di colpa, per ragioni storiche che il regime di Putin ha sfruttato per consolidarsi e conquistare il potere. La più importante di queste è che è mancato nella storia russa un processo di identificazione della colpa, che molti storici riassumono come l'assenza di una "Norimberga russa", la quale avrebbe comportato una vera Vergangenheitsbewältigung (il termine tedesco che indica il "superamento/elaborazione del passato"). Nel 1945, la Germania nazista è stata occupata, rasa al suolo, divisa e costretta a guardare in faccia i propri crimini. Il processo di denazificazione non è stato immediato né perfetto, ma l'umiliazione militare e morale totale ha costretto i tedeschi a ridefinire la propria identità nazionale in opposizione al nazismo. Nel 1991, in Russia, non è successo nulla di tutto ciò. L'Unione Sovietica è crollata su se stessa per implosione economica e strutturale. Ma non ci sono state truppe straniere a Mosca, non ci sono stati processi pubblici per i crimini del gulag o dello stalinismo, e gli archivi del KGB sono stati aperti solo parzialmente per poi essere rapidamente richiusi. Il Cremlino stesso ha gradualmente riscritto i libri di storia, rispolverato simboli del passato, messo al bando ong come Memorial, che cercavano di tenere viva la memoria dei crimini sovietici perché si evitasse di commetterli ancora. Il risultato è che per la popolazione, il crollo dell'URSS non è stato vissuto come la liberazione da un regime oppressivo, ma come una catastrofe geopolitica e sociale che ha portato povertà, caos e perdita di status. La fine della Guerra Fredda è stata percepita come un "incidente della storia" o, peggio, come un tradimento interno e occidentale, e non come il fallimento intrinseco di un modello imperiale e autoritario. Mancando l'elaborazione della colpa storica, lo spazio psicologico lasciato vuoto dal crollo dell'ideologia comunista è stato riempito dal risentimento. Negli ultimi vent'anni, la propaganda del regime ha fatto leva esattamente su questa "volontà di rivalsa sociale", incanalata contro l'Occidente, rappresentato come l’entità che ha umiliato e calpestato il paese approfittando di un suo momento di fragilità. Un approccio revanscista che ha permesso a Putin di stabilire una continuità tra l'impero zarista, l'URSS e la Russia odierna per costruire il mito della "Grande Russia" vittoriosa e perennemente assediata da nemici esterni. Per sostenere questo impianto, il regime ha sostanzialmente esonerato in questi anni il popolo dalla politica. La conduzione dello Stato dipende da una classe dirigente autoproclamatasi tale che ha col popolo un patto sociale, il quale prevede la rinuncia collettiva ai diritti politici, in cambio di relativo benessere. Lo sgomento e le lacrime nascono dal fatto che quel patto è per la prima volta entrato in crisi e le promesse vengono infrante. Il nesso di causa-effetto ("non c'è benzina PERCHÉ stiamo aggredendo un altro Stato e siamo isolati dal mondo") viene attivamente rimosso o ribaltato, incolpando le sanzioni "ingiuste" dell'Occidente cattivo, alimentando ulteriormente quel circolo vizioso di vittimismo e vendetta storica. Sostengo, come altri, che la Russia non abbia mai fatto i conti con i propri mostri del passato e, che finché quel passaggio doloroso ma necessario non avverrà, la tentazione di rifugiarsi nel mito dell'impero e della forza rimarrà purtroppo la bussola di gran parte di quel popolo. Senza un’umiliazione netta, un processo pubblico che immortali e fissi nella storia le colpe di oggi e di ieri, quei giovani in lacrime continueranno a sentirsi non responsabili delle loro disgrazie. E a ritenere che il modello costruito da Vladimir Putin sia la soluzione e non il problema. #Russia #Storia #Propaganda

Thomas Jäger Jun 19

Ukraines Langstreckensanktionen haben im Informationsraum das Märchen von der "Militärischen Spezialoperation" enttarnt. Nun wird der "Krieg gegen Westen/NATO/EU" als nächstes Märchen aufgetischt. Die Putinisten hierzulande sind schon dabei, es mit Nuklearangst zu garnieren. #Ukraine #Krieg #Putinismus

adevarul.ro Jun 8

Articolul lui Bernard Guetta discută despre inevitabilitatea căderii lui Vladimir Putin și despre impactul acesteia asupra sistemului putinist, subliniind că, în ciuda dificultăților economice și a nemulțumirii populare, viitorii lideri ruși se vor confrunta cu rivalități interne și un vid de putere, iar Rusia va continua un drum lung și incert spre libertate, similar cu experiențele istorice ale altor națiuni. #putinism #VladimirPutin #Ucraina

Era post-putinismului

A fost si un lucru bun, cu drona ruseasca. A scos toti putinistii la suprafata.👍 In Romania multi erau #putinisti sub acoperire, o ardeau sub diverse deghizari. Cand a cazut drona, s au deschis toate conservele rusesti, fix cu explicatiile si cu cuvintele rusilor. #Romania #Putinism #Drona

Novinky May 28

Saša Mitrofanov ve svém článku analyzuje paralely mezi různými totalitárními režimy 20. století a současnými politickými fenomény, argumentuje, že současné vedení v Česku se vrací k principům normalizace, kde je postavení jednotlivce určováno oddaností vůdci nikoli schopnostmi, a poukazuje na to, že tato situace je výsledkem pomsty neschopných a všehoschopných za události listopadu 1989. #normalizace #putinismus #meritokracie

Očima Saši Mitrofanova: Pomsta neschopných a všehoschopných

Alois Mock opened the Iron Curtain. Today, Austria needs courage for Western ties again. "Only NATO can save the People's Party." Illusions of neutrality do not protect us against Putinism, hybrid warfare, and geopolitical reality. Security can only be found... (translated)

Umělec Yarockij, odsouzený za karikaturu s Putinem, zemřel ve vězení v kolonii K‑9 v Krasnodarském kraji: v noci na 7. května spáchal sebevraždu. O události informoval jiný politický vězeň Nozdrinov. Smrt člověka, který skončil za mřížemi kvůli kresbě, je obžalobou putinismu. https://t.co/ShvPGDwFAP #Umění #LidskáPráva #PolitickáVězenství

iDNES.cz Apr 29

Ruský novinář a spisovatel Dmitry Glukhovsky ve své knize My-Deník pádu kriticky analyzuje mafiánské aspekty putinovského režimu, odhaluje kremelskou propagandu a zkorumpovanost, zatímco varuje před iluzemi o současném Rusku, které podle něj vládne prostřednictvím moci silnějšího a beztrestného zločinu. #DmitryGlukhovsky #Rusko #Putinismus

MY: Reportáže Rusa z Ruska - Neviditelný pes

Proruský bloger Ilja Remeslo byl po kritice Putina za uzurpaci moci nedobrovolně hospitalizován na psychiatrii. Po propuštění v rozhovoru pro Ksenii Sobčak👇uvádí, že chce pokračovat ve své činnosti a kritizuje samotný politický systém, tedy „putinismus“. https://t.co/ZYRfqUD47P #Putinismus #Politika #SvobodaProjevu

Proruský bloger Ilja Remeslo byl po kritice Putina za uzurpaci moci nedobrovolně hospitalizován na psychiatrii. Po propuštění v rozhovoru pro Ksenii Sobčak uvádí, že chce pokračovat ve své činnosti a kritizuje samotný politický systém, tedy „putinismus“. https://t.co/ZYRfqUD47P #Putinismus #Politika #SvobodaVýrazu

V přímém přenosu v Maďarsku prohrává nejen fašistický putinismus, ale také trumpismus. Rozum a lidskost vítězí nad fanatickým tmářstvím. Maďaři dnes opravdu píšou dějiny.