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#restituire
Irene 3h

Due anni dopo quello che penso di te non è rimasto uguale. È cresciuto. E anche tanto. È cresciuta la stima, è cresciuto il rispetto, perché il tempo non racconta soltanto chi siamo: prima o poi lo dimostra. E tu, nel tempo, hai dimostrato di essere molto di più dell'immagine che avevo conosciuto attraverso una trasmissione. Da allora ho continuato a seguirti, passo dopo passo, ben oltre quelle telecamere. Ho avuto il privilegio "di conoscere" l'uomo che sei attraverso il modo in cui scegli di comportarti. Perché si può essere forti alzando la voce, ma ci vuole molta più forza per sapere quando non vale nemmeno la pena rispondere. E tu, nonostante provocazioni, cattiverie e parole che avrebbero fatto perdere la pazienza a chiunque, sei rimasto quasi sempre in silenzio. Nessuna guerra con gli haters, nessuna necessità di restituire fango al fango. Solo, in rarissime occasioni, qualche risposta ironica, più per divertirti che per combattere. Di te mi hanno colpito la discrezione, l'educazione, il rispetto, il modo di proteggere ciò che ami senza trasformarlo in qualcosa da esibire, la capacità di andare avanti per la tua strada senza sentire continuamente il bisogno di spiegarti. Ma soprattutto, dopo due anni, posso dire: È cresciuta la stima, è cresciuto il rispetto e anche il bene che ti voglio. Perché due anni sono abbastanza per capire che certe qualità non sono la posa di un momento: ma appartengono alla persona. Pensavo di aver visto giusto quando ti ho conosciuto. La verità è che non avevo ancora visto abbastanza. Oggi lo posso dire con ancora più convinzione di allora: SEI DAVVERO UN GRAN SIGNORE. #Rispetto #Stima #Crescita

We need to rebuild a pact with the people, we need the program to become not a book to read, but a tool in the hands of the people, capable of restoring hope, of mobilizing. We must clearly say that if we win, things will change. (translated)

Dopo “Broadway World”, la Marina (1888) del Teatro Umberto Giordano (GIO Festival) di Foggia approda sul belga “Opera Gazet” SOURCE: https://medium.com/@ingnucllms/dopo-broadway-world-la-marina-1888-del-teatro-umberto-giordano-gio-festival-di-foggia-d8a501107038 SOURCE: https://www.operagazet.com/marina-by-giordano-its-world-stage-premiere-in-foggia/ Dalla homepage di “Broadway World” alle pagine dell’autorevole magazine internazionale: la prima scenica mondiale del melodramma giovanile di Umberto Giordano consacra Foggia capitale del verismo ritrovato. FOGGIA, 29 agosto 2026 — Vi è un destino che attende, paziente, di compiersi. È il destino di Marina, melodramma in un atto su musica di Umberto Giordano e libretto di Enrico Golisciani, composta nel 1888 per il celebre concorso Sonzogno e poi ritirata dallo stesso compositore, caduta in un oblio lungo 138 anni. Quel destino si è compiuto il 5 giugno 2026 al Teatro Umberto Giordano di Foggia, con la World Staging Premiere dell’opera, evento inaugurale della prima edizione del GIO Festival — Giordano International Opera Festival, la nuova manifestazione internazionale che dal 5 al 20 giugno ha trasformato la Capitanata in un palcoscenico diffuso dedicato al Maestro foggiano. Un’impresa culturale di respiro europeo, promossa dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia e della Fondazione Monti Uniti, che ha saputo restituire alla storia un tassello fondamentale del verismo nascente. L’allestimento foggiano — regia di Giandomenico Vaccari, direzione e concertazione di Matteo Dal Maso, scene e costumi di Alfredo Troisi, luci di Massimo Russo, nel ruolo eponimo il soprano Valeria Sepe — ha rappresentato non una semplice esecuzione, ma la resurrezione scenica di un’opera creduta perduta, la cui partitura autografa è stata riscoperta solo recentemente presso la Beinecke Rare Book and Manuscript Library della Yale University, nella Frederick R. Koch Collection, grazie al lavoro filologico del direttore d’orchestra e musicologo veneto di origini tedesche, Andreas Gies, che ne ha curato l’edizione critica. Dopo l’eco transatlantica che ha visto il GIO Festival conquistare la homepage di BroadwayWorld grazie alla prima mondiale di Marina, con foto esclusive dello storico debutto, giunge oggi un nuovo, prestigioso riconoscimento internazionale. L’autorevole magazine operistico belga Opera Gazet dedica infatti un’ampia recensione musicologica all’evento foggiano con l’articolo: “ “MARINA” (by Giordano) — ITS WORLD STAGE PREMIÈRE IN FOGGIA”. Un approdo tutt’altro che secondario. Se “Broadway World” ha segnato il debutto transatlantico dell’opera del grande compositore foggiano, Opera Gazet ne suggella la consacrazione critica presso il pubblico più esigente e specializzato: quello dei melomani, degli studiosi e degli addetti ai lavori di tutto il mondo. Da Foggia a New York, da New York al circuito della stampa lirica internazionale. Il percorso di Marina conferma ciò che il GIO Festival ha inteso dimostrare sin dalla sua fondazione: il patrimonio giordaniano non è memoria locale, ma repertorio vivo, capace di dialogare con i grandi palcoscenici e con le più prestigiose testate del mondo. La riscoperta di Foggia è ormai patrimonio di tutti.

LUCIANO MAGALDI SARDELLA: RECENSIONE LETTERARIA-ACCADEMICA "LONDON SCHOOL OF ECONOMICS (LSE)" PUBBLICATA DA "PRINCETON UNIVERSITY PRESS" SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/luciano-magaldi-sardella-recensione-london-school-lse-sardella-ph-d--dbdse/ Sono felice di condividere una notizia che rappresenta per me un momento significativo nel mio percorso come critico di letteratura accademica per la London School of Economics (LSE): la mia recensione del volume "Crisis Cycle: Challenges, Evolution, and Future of the Euro", pubblicato da Princeton University Press, è stata inclusa tra le valutazioni citate nella pagina ufficiale del libro. Essere affiancato come critico alle opere di eccellenza mondiali come John H. Cochrane, Luis Garicano e Klaus Masuch mi fa riflettere ancora su quanta strada c'è da fare per imitare il loro virtuoso esempio. Il libro di John H. Cochrane affronta una domanda cruciale per il futuro dell’Europa: l’euro può davvero sopravvivere nella sua forma attuale? Nella mia recensione per la LSE Review of Books ho cercato di restituire la complessità di questa sfida, che considero centrale per economisti, policymaker e studiosi di integrazione europea. Princeton University Press: https://press.princeton.edu/books/hardcover/9780691271606/crisis-cycle Edizione Princeton University Press su Amazon: https://www.amazon.com/-/he/Crisis-Cycle-Challenges-Evolution-Future/dp/0691271607?dplnkId=7aec93f6-7222-4fad-ae43-f63efc4fca18 Bluesky: https://bsky.app/profile/did:plc:4snhergltry4xlrwkx72uvlm Pagina del libro (Kennys): https://www.kennys.ie/shop/crisis-cycle-challenges-evolution-and-future-of-the-euro-cochrane-john-h-9780691271606 LSE Review of Books Email Love: https://emaillove.com/email-inspiration-from-lse-review-of-books-22 Con profonda gratitudine accademica verso tutti coloro che mi hanno supportato, continuo a impegnarmi per contribuire al dibattito internazionale sulle trasformazioni economiche e istituzionali del nostro continente.

LUCIANO MAGALDI SARDELLA: RECENSIONE LETTERARIA-ACCADEMICA "LONDON SCHOOL OF ECONOMICS (LSE)" PUBBLICATA DA "PRINCETON UNIVERSITY PRESS"

#BolognaLazio regala un po' di tranquillità, per i 3 punti, per essere chiaro e senza equivoci, sono felicissimo, il contesto naturalmente non cambia e soltanto la libertà dall'attuale gestione può restituire la speranza di sogno e rispetto che la nostra storia merita. L'unico gesto di cuore in questo momento è prendere atto di una frattura insanabile che può essere curata soltanto con la messa in vendita della società. Perché i tifosi laziali hanno diritto ad ambire a traguardi maggiori di un campionato di metà classifica, e ad essere rispettati e non derisi o traditi. Oggi mi accontento del gol vincente di Frattesi e godo, da domani si continua la lotta per la libertà: la maglia biancoceleste non può e non deve essere il presente societario #Lazio #Calcio #Tifosi

Ten years after the earthquake in Amatrice, President Sergio Mattarella and Prime Minister Giorgia Meloni commemorated the 299 victims, emphasizing the urgency of completing the reconstruction and addressing the difficulties that emerged in the process, calling for collective responsibility to restore normality to the affected areas. (translated)

Dieci anni dal terremoto di Amatrice, la commemorazione di Mattarella: “La ricostruzione va ultimata velocemente, non si può aspettare”

Un Paese senza disciplina perde se stesso. Roberto Vannacci propone di reintrodurre un servizio di leva moderno, diverso da quello del passato, per restituire ai giovani il senso delle regole, della responsabilità e dell’appartenenza alla comunità. Non un semplice ritorno nostalgico alla vecchia caserma, ma un percorso capace di insegnare puntualità, rispetto, sacrificio e collaborazione. Indossare una divisa non dovrebbe significare imparare la guerra, ma comprendere che la libertà non è scontata e che ogni diritto porta con sé anche dei doveri. Significa alzarsi quando si vorrebbe restare fermi, aiutare chi è in difficoltà e mettere per qualche mese il bene collettivo davanti alle comodità personali. Una proposta destinata a dividere, ma che affronta un problema reale: troppi ragazzi vengono lasciati soli, senza punti di riferimento e senza qualcuno che insegni loro il valore dell’impegno. L’Italia non ha bisogno di giovani più aggressivi, ma di cittadini più consapevoli, preparati e capaci di servire il proprio Paese con dignità. Perché una nazione forte non si costruisce soltanto con le parole: si costruisce attraverso educazione, responsabilità e rispetto. #Educazione #Responsabilità #Cittadinanza

Who should choose the parliamentarians: the citizens or the party secretariats? Reintroducing preferences means giving Italians back the right to truly choose their representatives. In September, this battle must return to Parliament. (translated)

Marco M.M. Aug 15

Perché perdiamo 3°C in quota ma al suolo sembra non cambiare nulla? In queste ore abbiamo iniziato a perdere qualcosa a 850 hPa, cioè intorno ai 1500 metri di quota. Parliamo di un calo di circa 2-3°C, localmente anche qualcosa in più. E allora la domanda è legittima: perché al suolo il cambiamento si sente ancora poco? Il motivo principale è proprio l’inerzia della massa d’aria calda accumulata. Dopo settimane sotto anticiclone subtropicale continentale, il caldo non è più solo nella massa d’aria in quota, è entrato nei suoli, nelle città, nell’asfalto, nel cemento, nei muri, nei bassi strati e nel mare, che resta molto caldo e continua a restituire energia e umidità. Quindi sì, in quota qualcosa comincia a muoversi m vicino al suolo c’è ancora un grande serbatoio caldo da smaltire. In più, se l’anticiclone resta presente, anche se un po’ meno forte, continua a limitare il ricambio d’aria. La ventilazione può essere debole, la subsidenza può comprimere e riscaldare gli strati inferiori, l’umidità può restare elevata e il punto di rugiada continuare a rendere l’aria pesante. Non siamo ancora fuori dalla fase calda ma il primo passo c’è, il caldo sta iniziando a indebolirsi in quota e per sentirlo davvero al suolo servirà ancora un pò di tempo. #Meteo #Clima #CambiamentoClimatico

Non basta dire che il woke è finito. Dovere restituire tutti i soldi [semicit.] https://t.co/NO6xvOsD71 #Woke #Società #Cultura

Frattesi alla fine è un giocatore della Lazio. Dopo l'ennesima vicenda, diciamolo, vergognosa. Cavillo burocratico? Dietro ci sono numeri impietosi, che parlano di un ridimensionamento sempre più marcato. E di una gestione societaria impossibilitata a dare ai tifosi ciò che meritano. E a restituire alla storia laziale il suo calibro. Tutto dice che occorre voltare pagina ed aprire un nuovo capitolo, senza l'attuale proprietà. E anche senza chi l'ha protetta, coperta, avallata, coccolata. #Lazio #calcio #sport

L
lastampa.it Aug 5

As the National Recovery and Resilience Plan (Pnrr) approaches its conclusion, the real economic opportunity for Italy lies in foreign direct investments, which amount to over 77 billion euros and promise a significant contribution to GDP without any debt to repay. (translated)

Il nuovo Pnrr sono gli investimenti esteri
Timostene Aug 2

Alle 10.25 l’orologio della stazione di Bologna è fermo da quarantasei anni. Ottantacinque morti, più di duecento feriti, una sala d’aspetto di seconda classe in un sabato di partenze.   Due giorni dopo cade l’anniversario dell’Italicus. Quattro agosto 1974, dodici morti in galleria a San Benedetto Val di Sambro. Prima c’era stata piazza Fontana, diciassette morti nel dicembre del 1969. Piazza della Loggia a Brescia, 28 maggio 1974, otto morti sotto la pioggia durante un comizio antifascista. Gioia Tauro, sei morti. Peteano, tre carabinieri saltati in aria. La questura di Milano, quattro morti. Un elenco che quasi nessuno ricorda per intero, e già questo è una vittoria postuma di chi le bombe le ha messe.   Non sono opinioni. Sono sentenze passate in giudicato. Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, i NAR. Fioravanti, Mambro, Ciavardini, Cavallini, Bellini. Licio Gelli e la P2 per i depistaggi. Tutto questo arriva dopo il tentativo di golpe Borghese del dicembre 1970, la notte in cui un pezzo di apparati dello Stato provò a prendersi il paese.   Il metodo aveva un nome tecnico: strategia della tensione. Funziona così. Si semina terrore tra gente qualunque, si aspetta che la paura produca domanda di ordine, si incassano leggi più dure, più controllo, più repressione. La bomba non serve a uccidere quelle ottantacinque persone. Serve a spaventare i cinquanta milioni rimasti vivi.   Adesso la parte scomoda.   Guardate cosa è successo in questi giorni a Ceuta. Migliaia di persone partite a nuoto da Castillejos, i corpi che il mare continua a restituire davanti al frangiflutti del Tarajal. Ottantaquattro finora, sessantasette recuperati dalla Guardia Civil e altri diciassette dalle autorità marocchine, e il conteggio non è chiuso. Al centro della reazione politica del nostro governo non ci sono stati quei morti. C’è stato il ripristino dei controlli alle frontiere con la Spagna per un mese, il vocabolario della “minaccia ibrida”, il richiamo al terrorismo. Il dramma trasformato in materia prima entro ventiquattr’ore. In Spagna peninsulare, va detto, non è arrivato nessuno.   La tecnica cambia. La logica no. Allora il terrore veniva prodotto con le bombe. Oggi la paura viene alimentata trasformando ogni tragedia in un’emergenza permanente. Cambiano gli strumenti, resta l’idea che una società impaurita sia più disponibile a rinunciare a libertà, diritti e garanzie in cambio della promessa di sicurezza.   Nel 1980 a pagare erano i pendolari di Bologna, con un nome, una faccia, una foto sul giornale. Oggi pagano corpi senza documenti che il mare restituisce a pezzi o non restituisce affatto. Quei morti finiscono per diventare funzionali a una narrazione politica fondata sull’emergenza permanente.   Dal 2014 a oggi l’Organizzazione internazionale per le migrazioni conta più di trentamila persone morte o disperse nel Mediterraneo. Nessuna commissione d’inchiesta. In compenso decreti sicurezza, CPR, accordi con la Libia, centri in Albania.   Gli eredi politici del MSI governano oggi il Paese. È legittimo chiedersi se abbiano davvero reciso ogni continuità culturale con quella tradizione oppure se ne abbiano semplicemente sostituito gli strumenti. Se ieri il consenso passava attraverso la paura delle bombe, oggi passa attraverso la paura dello straniero. Cambia il nemico, cambia il metodo, resta la funzione politica della paura al centro del discorso pubblico.   Mattarella oggi ha detto che la strategia neofascista voleva distruggere libertà e democrazia. Ha usato il passato. Io, quel passato, non riesco ancora a vederlo. #Memoria #DirittiUmani #Politica

La scomparsa di don Antonio Mazzi mi addolora profondamente. Oggi non perdiamo soltanto il fondatore di Exodus, ma un uomo straordinario che ho avuto la fortuna di conoscere, stimare e chiamare amico. Nel corso degli anni il nostro rapporto è cresciuto attraverso tanti incontri, confronti ed esperienze condivise. Ho sempre ammirato la sua capacità di guardare oltre le difficoltà, di non arrendersi mai e di restituire speranza a chi la vita aveva messo più duramente alla prova. Ciao, don Antonio. Grazie per la tua amicizia, per i tuoi consigli e per tutto il bene che hai seminato. Alla Comunità Exodus e a tutti coloro che gli hanno voluto bene rivolgo, a nome della Regione Lombardia e mio personale, il più sincero e affettuoso abbraccio.

È morto don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus
www.ansa.it
Alekos Prete Jul 30

«Il Consiglio approva.» ​Bastano tre parole pronunciate con il garbo delle cose giuste per restituire fiato alla Storia. ​Dopo oltre un secolo, Parabita cancella l’onorificenza a Mussolini. Pochi secondi in un’aula consiliare, ma un passo bellissimo per la nostra democrazia. https://t.co/aVEQ2VALYN #Democrazia #Storia #Parabita

Elly Schlein Jul 27

Pensavo che Giorgetti scherzasse quando hanno detto che interverranno soltanto sul gasolio. E gli altri? La benzina? Dopo giorni e giorni che insistiamo con Giorgia Meloni perché riattivino subito il meccanismo delle accise mobili, quello che consente di restituire subito ai cittadini l’extragettito Iva, che entra nelle casse dello Stato sia sui rincari di gasolio che su quelli di benzina, se ne vengono fuori con una risposta talmente insufficiente che non farà scendere nemmeno il gasolio sotto i due euro. chiaro che così non basta, ed è anche chiaro che è il motivo per cui stanno provando a farci parlare di tutto il resto per non parlare dei problemi veri degli italiani

“Un’elemosina”, “presa per i fondelli”: le opposizioni contro lo sconto sul gasolio. Conte: “Il messaggio è ‘arrangiatevi'”
www.ilfattoquotidiano.it

Il Tribunale di Milano ha ordinato a Leonardo Maria Del Vecchio di restituire la figlia Bianca, di un anno, alla madre Sara Soldati entro martedì, dopo una denuncia per sottrazione di minore e violenza privata, poiché Del Vecchio ha trattenuto la bambina sul suo yacht in Sardegna dal 9 luglio. #TribunaleDiMilano #LeonardoDelVecchio #SottrazioneDiMinore

“Leonardo Maria Del Vecchio restituisca la figlia”: l’ordine del Tribunale dopo la denuncia dell’ex compagna Sara Soldati

Il governo ha ottenuto risultati positivi sulle liste d’attesa, ma l'analisi dell'associazione Coscioni e le critiche del Pd e di Forza Italia rivelano che solo il 3% delle prestazioni comprese nei livelli essenziali di assistenza è monitorato, sottolineando la necessità di un riesame della piattaforma nazionale per restituire una visione completa del fenomeno. #Sanità #ListeDAttesa #ServizioSanitarioNazionale

Liste d’attesa, perché i risultati “positivi” del governo considerano solo una parte delle prestazioni: “Monitorato solo il 3% dei Lea”
Davide Scifo Jul 16

Giuseppe Cruciani ha definito la condanna definitiva di Mario Roggero una vergogna nazionale. 14 anni e 9 mesi di carcere per un uomo di 72 anni che ha difeso se stesso, la sua famiglia e il suo negozio durante quella che era la quinta rapina subita. E come se non bastasse, anche i risarcimenti milionari alle famiglie dei ladri: un’assurdità che aggiunge insulto al danno. Cruciani ha ragione: è un dramma assoluto. Ora servono fatti concreti: grazia immediata o un partito che abbia il coraggio di candidare Mario Roggero alle prossime elezioni. Solo così possiamo farlo uscire e restituire un po’ di dignità a chi ha scelto di difendersi invece di subire. #aCruciani #lazanzara #MarioRoggero #Magistratura #graziaperRoggero @gcruciani #Giustizia #Dignità #DirittiUmani

Ilaria Salis Jul 15

Dopo la clamorosa batosta al referendum, è arrivata ieri anche quella in Aula. Due sconfitte diverse, ma altrettanto significative, che segnano un passaggio politico cruciale. Da un lato, questo Governo non può più rivendicare alcuna maggioranza sociale – ammesso che l’abbia mai avuta, visto che è arrivato al potere soprattutto grazie alle divisioni del campo progressista. Dall’altro, non sembra più poter contare nemmeno su una solida maggioranza parlamentare: sono tantissimi i franchi tiratori che ieri hanno impallinato Meloni🏹 In un Paese democratico, la conseguenza dovrebbe essere una sola: prendere atto di aver perso la fiducia del Paese e della stessa maggioranza, rassegnare le dimissioni e restituire la parola alle cittadine e ai cittadini. Per quanto ci riguarda, è il momento di accelerare la costruzione dell’alternativa progressista: l’unica oggi in grado di sconfiggere la destra post-fascista, che, se non viene mandata a casa, rischia di trascinare l’Italia – e con essa l’Europa – in un baratro ancor più profondo di nazionalismo e capitalismo autoritario. Per questo dobbiamo far pesare fino in fondo le nostre idee e le nostre priorità all’interno della coalizione: diritti sociali e diritti civili, insieme e inseparabili; casa, lavoro, sanità e istruzione pubbliche; una vera tassazione e redistribuzione della ricchezza; giustizia climatica e adattamento ai cambiamenti climatici; cura del territorio; pace e una politica estera finalmente autonoma e con la schiena dritta. Avanti tutta, con l’ottimismo della volontà e la convinzione che un’altra Italia sia possibile. Vogliamo vincere. Per costruire un Paese più giusto e felice, migliorando concretamente, sin da subito, le condizioni materiali di vita della maggioranza delle persone. #Italia #Politica #DirittiSociali