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#restituire

Giuseppe Cruciani ha definito la condanna definitiva di Mario Roggero una vergogna nazionale. 14 anni e 9 mesi di carcere per un uomo di 72 anni che ha difeso se stesso, la sua famiglia e il suo negozio durante quella che era la quinta rapina subita. E come se non bastasse, anche i risarcimenti milionari alle famiglie dei ladri: un’assurdità che aggiunge insulto al danno. Cruciani ha ragione: è un dramma assoluto. Ora servono fatti concreti: grazia immediata o un partito che abbia il coraggio di candidare Mario Roggero alle prossime elezioni. Solo così possiamo farlo uscire e restituire un po’ di dignità a chi ha scelto di difendersi invece di subire. #aCruciani #lazanzara #MarioRoggero #Magistratura #graziaperRoggero @gcruciani #Giustizia #Dignità #DirittiUmani

Dopo la clamorosa batosta al referendum, è arrivata ieri anche quella in Aula. Due sconfitte diverse, ma altrettanto significative, che segnano un passaggio politico cruciale. Da un lato, questo Governo non può più rivendicare alcuna maggioranza sociale – ammesso che l’abbia mai avuta, visto che è arrivato al potere soprattutto grazie alle divisioni del campo progressista. Dall’altro, non sembra più poter contare nemmeno su una solida maggioranza parlamentare: sono tantissimi i franchi tiratori che ieri hanno impallinato Meloni🏹 In un Paese democratico, la conseguenza dovrebbe essere una sola: prendere atto di aver perso la fiducia del Paese e della stessa maggioranza, rassegnare le dimissioni e restituire la parola alle cittadine e ai cittadini. Per quanto ci riguarda, è il momento di accelerare la costruzione dell’alternativa progressista: l’unica oggi in grado di sconfiggere la destra post-fascista, che, se non viene mandata a casa, rischia di trascinare l’Italia – e con essa l’Europa – in un baratro ancor più profondo di nazionalismo e capitalismo autoritario. Per questo dobbiamo far pesare fino in fondo le nostre idee e le nostre priorità all’interno della coalizione: diritti sociali e diritti civili, insieme e inseparabili; casa, lavoro, sanità e istruzione pubbliche; una vera tassazione e redistribuzione della ricchezza; giustizia climatica e adattamento ai cambiamenti climatici; cura del territorio; pace e una politica estera finalmente autonoma e con la schiena dritta. Avanti tutta, con l’ottimismo della volontà e la convinzione che un’altra Italia sia possibile. Vogliamo vincere. Per costruire un Paese più giusto e felice, migliorando concretamente, sin da subito, le condizioni materiali di vita della maggioranza delle persone. #Italia #Politica #DirittiSociali

Ten. Col. (ris.) incursore Fabio Filomeni: C’avrei giurato che finiva così. I signori parlamentari, bocciando l’emendamento sulla legge elettorale che ripristinava le preferenze, hanno deciso che il popolo bue non ha diritto di scegliere da chi vuole essere rappresentato. Anche per la prossima legislatura, saranno i segretari dei partiti a nominare i leccaculo più appropriati da mettere in parlamento. E il bello è che a parole erano tutti compatti nel voler restituire la scelta democratica al popolo sovrano. Poi hanno trovato l’escamotage del voto segreto così, nel buio dell’urna, ognuno ha potuto votare come gli è parso senza essere additato. Perché la verità è che nessuno di quei deputati da 14 mila euro al mese voleva seriamente rimettere nelle mani del popolo la propria futura candidatura. Perché? Molto semplice: sanno di aver tradito il mandato popolare, di aver raggirato le promesse elettorali, di aver mangiato pane a ufo per quattro anni senza redigere uno straccio di legge (tanto ci pensa il governo a colpi di decreto sottoposti a fiducia). E sanno benissimo che nessuno di loro sarebbe rieletto in parlamento per volontà popolare. Un popolo che li disistima, quando non li detesta per la loro ignavia e la loro viltà. Sono quelli che per una poltrona venderebbero la madre e che poi predicano la meritocrazia senza un minimo di cultura e di istruzione. Ecco perché la scorsa notte nessuno di loro avrà dormito. Perché se è vero che si può rimanere a fissare il soffitto arrovellati dalle preoccupazioni, dai debiti o dai problemi di salute, è altrettanto vero che si può passare la notte insonne per la felicità di sapere che anche la prossima volta, ad aggiudicarsi il biglietto della lotteria di un seggio in parlamento, saranno i soliti raccomandati, gli amici degli amici, cioè loro stessi. E con tanto più gusto perché in barba al popolo bue che cornuto è e cornuto rimarrà. Uno spettacolo vergognoso. L’unico atto di decenza che potrebbe fare questo governo sarebbe quello di dimettersi. Ma non lo farà. E in fondo per noi popolo bue cambierebbe ben poco perché dovremmo andare ad elezioni sempre con la stessa legge elettorale e quindi con i listini dei candidati scelti dalla oligarchia dei partiti. Vale sempre una delle sessantacinque tesi di Jean Thiriart: “Questa democrazia dei partiti non è la vera democrazia. Il denaro è il denominatore comune: esso permette di comprare tutto, Ivi compreso il potere politico. Tutti i poteri sono concentrati nelle mani di una casta di politicanti di professione, separati dal popolo e manovrati dai gruppi finanziari, spesso estranei all’Europa”. #democrazia #politica #elezioni

Provocazione o Insulto? Perché smettere di confonderli cambierà il modo in cui discuti Introduzione: Il Calore dello Scontro Nel cuore di una disputa accesa, quando la pressione dialettica sale, è comune percepire un’istanza dell'interlocutore non come un contributo al tema, ma come una minaccia identitaria. In quel momento, la nostra architettura cognitiva sembra collassare sotto il peso di una reazione pre-razionale: facciamo fatica a distinguere tra un pungolo intellettuale e un attacco personale. Le riflessioni di L.S. annotate nel suo "Diario XII" nel giugno 2026, mettono a nudo questa fragilità psicologica. L'autore stesso ammette di lasciarsi talvolta suggestionare da una tendenza pericolosamente moderna: l’assimilazione della provocazione all'insulto. Se persino chi analizza professionalmente le dinamiche comunicative fatica a riconoscere il confine, è evidente che ci troviamo di fronte a un nodo cruciale della nostra fenomenologia relazionale. Perché cediamo così facilmente all'istinto di replica, rinunciando a comprendere la reale natura dello scontro? L'Illusione della Somiglianza: Una Questione di Forma La confusione tra provocazione e insulto nasce primariamente da un inganno estetico. Siamo abituati a pensare che una comunicazione razionale debba essere necessariamente garbata e formale; quando invece la provocazione si manifesta in una veste rozza, goffa o persino astiosa, il nostro sistema di difesa la cataloga immediatamente come ostilità gratuita. È l'incapacità di distinguere tra l'estetica della consegna e l'intento del messaggio. La provocazione è spesso un'invitante sfida logica travestita da minaccia; tuttavia, la sua superficie ruvida innesca un istinto di risposta speculare che ci impedisce di guardare oltre la crosta del linguaggio. Ci fermiamo all'istinto di replica perché interpretiamo la sgradevolezza del tono come una prova dell'assenza di contenuto, ignorando che la verità può talvolta indossare abiti scomposti per scuotere le nostre certezze più radicate. La Provocazione come Strumento Razionale Contrariamente alla percezione comune, la provocazione non è un atto di chiusura, ma un'operazione euristica. Essa è intrisa di una tagliente razionalità che mira a forzare l'analisi e a spingere il confronto verso territori inesplorati. Nonostante l'apparente aggressività, la provocazione riconosce la dignità intellettuale dell'altro, considerandolo un soggetto capace di sostenere una tensione dialettica elevata."La provocazione chiede qualcosa."Questo passaggio del diario chiarisce l'essenza dell'atto: la provocazione è una domanda, un’istanza che esige un approfondimento o una difesa logica delle proprie posizioni. È un invito al gioco dialettico, per quanto duro possa apparire. Chi provoca non vuole distruggere l'interlocutore, ma testare la solidità delle sue fondamenta razionali, offrendo uno stimolo che, se accolto, produce una crescita per entrambi gli attori della discussione. L'Insulto: La Manifestazione del Dolore L'insulto opera su un piano ontologico radicalmente differente. Non è un argomento, né il tentativo di instaurare un dialogo; è, al contrario, la resa dell'intelletto e la manifestazione di un io interiore ferito e brutto. Quando un interlocutore "accusa il colpo" e si sente sopraffatto da un'argomentazione che non riesce a gestire, l'insulto diventa un meccanismo di difesa estremo. È l'estrusione del disagio di chi non ha più strumenti per abitare il piano della ragione. Come nota acutamente L.B., il ricorso all'insulto segnala spesso non tanto una mancanza di capacità intellettiva, quanto una deliberata mancanza di volontà di confrontarsi onestamente."L'insulto sanguina."Questa immagine potente descrive la natura viscerale e disordinata dell'offesa. Mentre la provocazione è chirurgica, l'insulto è una ferita aperta che sporca il campo del discorso. Esso non chiede nulla, non propone nulla: si limita a testimoniare la sofferenza e la "bruttezza" di chi lo scaglia. L'insulto non è un segnale di forza dominatrice, ma il sintomo di una vulnerabilità mal gestita che cerca di nascondersi dietro l'aggressione verbale. La Trappola del Registro: Perché Non Rispondere al Fuoco col Fuoco Il pericolo maggiore in un dibattito non è subire un insulto, ma reagire adottando lo stesso registro dell'avversario. Cedere a questa tentazione significa commettere una profonda ingiustizia alla sincerità delle nostre stesse posizioni. Se permettiamo alla scomposta reazione altrui di dettare le regole della nostra comunicazione, tradiamo l'integrità del nostro pensiero originale. Discendere nel disordine emotivo dell'altro è un atto di auto-sabotaggio filosofico: significa rinunciare alla superiorità della ragione per affogare nello stesso "sangue" dell'insultante. Mantenere la lucidità di fronte a un attacco scomposto non è solo una prova di forza psicologica, ma un dovere etico verso la verità che stiamo cercando di esprimere. Rimanere ancorati alla propria razionalità, anche quando l'altro capitola nell'offesa, è l'unico modo per onestamente onorare il contenuto del proprio discorso. Conclusione: Oltre la Superficie del Dialogo Smettere di sovrapporre provocazione e insulto è un atto di igiene mentale e civile. Dobbiamo imparare a vedere nella prima una richiesta di analisi e nel secondo l'esposizione di una ferita interiore. Sono due polarità opposte: l'una cerca il "più" della conoscenza attraverso lo scontro, l'altra rivela il "meno" della capacità dialettica. In un'epoca di conflitti verbali perenni, recuperare questa distinzione significa restituire nobiltà alla discussione e proteggere la nostra integrità intellettuale dalle reazioni scomposte che, troppo spesso, scambiamo per forza.La prossima volta che ti sentirai attaccato, avrai il coraggio di chiederti se l'altro sta cercando un confronto o se sta semplicemente sanguinando?

Che brutta scena vedere la sinistra esultare per la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze. Altro che “potere al popolo”: PD e M5S hanno votato contro la possibilità di restituire agli italiani il diritto di scegliere direttamente i propri rappresentanti. Coerenza zero. https://t.co/Kmn2p5Ra1R #politica #diritti #Italia

Jannik Sinner ha vinto il suo secondo titolo consecutivo a Wimbledon, ma è stato costretto a restituire il trofeo originale all'All England Club dopo soli trenta minuti, rispettando così una tradizione storica che prevede che il trofeo rimanga sempre di proprietà del torneo, mentre lui ha portato a casa una replica in scala ridotta. #Wimbledon #JannikSinner #Tennis

Sinner costretto a restituire il trofeo di Wimbledon dopo solo mezz?ora, perché lo ha dovuto lasciare a Londra (e cosa ha avuto in cambio)

Massimo Coppola, ex sindaco di Sorrento, ha raggiunto un accordo con la procura per patteggiare una pena di cinque anni di reclusione e restituire 205mila euro di tangenti in cambio della chiusura di dieci accuse di corruzione e altre imputazioni relative a reati di induzione indebita e peculato, con la decisione finale prevista per il 14 luglio. #Corruzione #Sorrento #Tangenti

‘Sistema Sorrento’, Massimo Coppola patteggia 5 anni e restituisce 205mila euro di tangenti: c’è l’accordo tra pm e avvocati, il giudice decide il 14 luglio

A 59 anni dalla sua morte, Don Lorenzo Milani rimane una figura controcorrente per il suo impegno nel restituire la voce ai marginalizzati e nel considerare l'istruzione come uno strumento di giustizia e dignità, nonché un atto di amore verso gli ultimi, affrontando le ingiustizie sociali con una visione che sfida la cultura dell'indifferenza. #DonMilani #Giustizia #Educazione

Don Milani, 59 anni dopo la morte, resta ancora una figura scomoda

L’isola di calore urbana si vede soprattutto di notte. Non quando il Sole picchia sull’asfalto, ma quando dovrebbe iniziare il raffreddamento e invece la città continua a restituire calore. Alcuni dati sulle minime della scorsa notte lo mostrano bene. Torino città: 24°C. Zone appena fuori: 22°C. Milano città: 23°C. Zone appena fuori: 21°C. Bologna città: 24°C. Zone appena fuori: 22°C. Roma città: 23°C. Zone appena fuori: 20-21°C. Parliamo spesso di 2°C di differenza, a Roma anche 2-3°C. Di giorno possono sembrare pochi ma di notte fanno tutta la differenza del mondo. Una minima più alta significa case che si raffreddano meno, sonno peggiore, maggiore stress per anziani e fragili, più uso di condizionatori, più calore riversato all’esterno e una città che fatica a respirare. Questo è il cuore dell’isola di calore urbana tra cemento, asfalto, strade che accumulano calore durante il giorno e la rilasciano lentamente dopo il tramonto. Per questo aumentare il verde urbano non è una scelta estetica è una misura di adattamento climatico. Servono molti più alberi, più ombra, più suoli permeabili, più parchi, più corridoi verdi e meno cemento inutile. Nelle città che si scaldano, il verde non serve solo a rendere una strada più bella, serve a renderla più vivibile. #IsolaDiCalore #Urbanizzazione #Clima

La sera, durante un’ondata di caldo, spesso arriva la domanda più semplice: "Perché il Sole è tramontato ma sembra non cambiare nulla?" Perché il calore non sparisce quando sparisce il Sole, come ho già detto le superfici esposte hanno una memoria termica, accumulano calore e nelle ore serali, la restituiscono lentamente all’aria intorno. È per questo che dopo il tramonto può continuare a sembrare tutto caldo, il marciapiede, le pareti di casa, la strada sotto la finestra, persino l’aria ferma tra i palazzi. In campagna o in zone più verdi il raffreddamento può essere più rapido mentre in città, invece, il calore resta intrappolato più a lungo. Per questo parlo spesso dell'importanza di aumentare in modo esponenziale le zone verdi nelle aree urbane. In città se l’aria è umida e il vento è debole, il corpo fatica ancora di più a disperdere calore e non basta che il termometro scenda di uno o due gradi ma conta anche quanto l’ambiente intorno continua a restituire calore. Per questo le ore serali sono spesso quelle in cui si capisce davvero quanto una fase calda sia pesante. Di giorno guardiamo la massima, di sera sentiamo l’inerzia. Il Sole va giù ma la città, invece, continua a scaldare. #Caldo #Urbanismo #Sostenibilità

O statuetă din bronz, parte a patrimoniului cultural național al Germaniei și reclamată ca furată la sfârșitul anului 2025, a fost recuperată de polițiști din România în locuința unui bărbat din județul Buzău, iar ancheta urmărește restituirea acesteia Germaniei și identificarea suspecților furtului. #patrimoniu #statueta #politist

Statuetă furată din patrimoniul Germaniei, descoperită în casa unui bărbat din România

Il Sole ha già iniziato a fare un passo indietro, l’atmosfera no. Da due giorni abbiamo superato il solstizio d’estate, questo significa che le giornate hanno già iniziato ad accorciarsi, ma all’inizio quasi non ce ne accorgiamo. Intorno al solstizio la variazione della durata del giorno è minima, nei primi giorni si parla di pochi secondi al giorno, poi di qualche decina di secondi. Per dare un ordine di grandezza a Roma, tra il 21 e il 30 giugno, si perdono appena circa 2 minuti di luce. A Milano circa 2 minuti e mezzo. A Palermo meno di 2 minuti. Poi però il ritmo cambia, durante luglio il calo diventa più evidente. Sempre come ordine di grandezza, a Roma tra il 21 giugno e il 31 luglio si perdono circa 45 minuti di luce, a Milano poco più di 50 minuti, a Palermo circa 38 minuti. A fine agosto il segnale è ancora più netto, rispetto al solstizio, Roma ha quasi 2 ore di luce in meno, Milano oltre 2 ore e un quarto, Palermo circa 1 ora e 45 minuti. Meno luce però non significa automaticamente meno caldo, l’atmosfera non risponde come un interruttore. Il suolo e le città hanno memoria termica, continuano ad accumulare e rilasciare calore anche dopo il massimo astronomico della radiazione solare. Per questo, in Italia, il periodo più caldo dell’anno arriva spesso dopo il solstizio, tra luglio e inizio agosto. L’effetto del calo della luce sulle temperature, soprattutto sulle minime notturne, diventa davvero più percepibile solo più avanti, spesso non prima dell’ultima decade di agosto, quando le notti si allungano di più, il Sole sale meno alto e il bilancio energetico comincia lentamente a cambiare. Poi naturalmente decide sempre la circolazione atmosferica, una massa d’aria subtropicale può tenere alte le temperature anche con giornate più corte, mentre un’irruzione fresca può abbassarle molto prima, però il segnale astronomico è partito. Chi soffre il caldo non vedrà un sollievo immediato, ma da qui in avanti la luce comincia lentamente a restituire spazio alla notte. Il Sole ha già iniziato a fare un passo indietro. #Estate #Sole #Clima

Durante la terza edizione di Paper Fest a Carrara, Daniela Ranieri presenta il suo libro Ma come parli?!, un'analisi del linguaggio politico contemporaneo che mira a decodificare le strategie comunicative dei leader, come Meloni, Renzi, Schlein, Salvini e Trump, per restituire consapevolezza e anticorpi ai cittadini. #PaperFest #MaComeParli #LinguaggioPolitico

“Il nuovo Renzi, Schlein e l’anti-lingua, Trump primitivo”: Daniela Ranieri presenta a Paper Fest il suo “manuale di resistenza al linguaggio dei politici”

Millions of women and men live as refugees, forced to flee from famine, poverty, wars, dictatorships, and terrible violence. It is a moral duty to welcome them, to offer the opportunity for a life free from fear and oppression, and to restore their dignity. (translated)

adevarul.ro Jun 19

Autoritatea Naţională Sanitară Veterinară şi pentru Siguranţa Alimentelor (ANSVSA) a anunţat retragerea de pe piaţă a linguriţei pentru hrănirea bebeluşilor „babylove Esslernlöffel”, comercializată de DM-Drogerie Markt, din cauza riscului de sufocare datorat desprinderii unor mici părți, solicitând consumatorilor să nu o mai utilizeze şi să o returneze pentru restituirea sumei. #bebelusi #sigurantaalimentelor #retragerideprodus

Produse pentru bebeluși, retrase de la raft. ANSVSA reclamă un „pericol de sufocare”
Matteo Renzi Jun 18

A great honor to see here in Chicago leaders who have been colleagues and who are friends, starting with President Clinton. Restoring strength and credibility to the United States, to the American dream, to the free world: this is the common objective of those who do not give in to sovereignty and to... (translated)

Il Messaggero Jun 18

Stefania Sandrelli reagisce con indignazione alla richiesta dell'Inps di restituire 140mila euro e alla riduzione della sua pensione mensile di 450 euro, accusando l'ente di aver umiliato gli artisti e scatenando una rivolta nel settore dello spettacolo italiano. #StefaniaSandrelli #pensione #Inps

Stefania Sandrelli e la pensione: «Rivogliono 140mila euro, ho pianto. Mi hanno umiliato come donna e lavoratrice»
Keir Starmer Jun 16

Voglio restituire ai bambini la loro infanzia

Londra anti-social. Com’è difficile togliere ai giovani i difetti degli adulti
www.lastampa.it

Dal punto di vista emotivo, signore e signori, non ci sono parole per esprimere a fondo questo momento, è un sogno che si realizza, l'idea di avere un progetto che parte da zero è un'esperienza che definisco un privilegio. Per questo sento la responsabilità di restituire quanto più possibile.

Luca Parmitano: «In volo per portare l?Italia a un passo dalla Luna. È un sogno che si realizza»
www.ilmessaggero.it
adevarul.ro Jun 10

PSD propune un proiect de lege prin care băncile ar fi obligate să compenseze consumatorii afectați de majorările nesolicitate ale ratelor, fără a fi necesare procese individuale, instaurând un mecanism de recalculare a obligațiilor și restituire a prejudiciului constatat de autoritățile competente. #PSD #banci #despagubiri

PSD vrea ca băncile să plătească despăgubiri consumatorilor afectați de ratele majorate