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#spiagge

Gli organizzatori della Coppa del Mondo di calcio stanno monitorando attentamente la qualità dell’aria nell’area di New York in vista della finale di domenica tra Spagna e Argentina, dopo che dense colonne di fumo provenienti dagli incendi boschivi in Canada hanno fatto scattare allerte sulla qualità dell’aria in vaste zone del Midwest e del nord-est degli Stati Uniti. Lo smog ha ridotto drasticamente la visibilità dello skyline di Manhattan, mentre a Chicago spiagge e piscine sono state chiuse a causa dei livelli di inquinamento considerati pericolosi. Trump: "Riteniamo il Canada responsabile della mancata manutenzione delle proprie foreste e della relativa vegetazione. Ciò sta causando un'invasione ingiustificata negli Stati Uniti di aria sporca e insalubre. Assolutamente inaccettabile! I costi sono incalcolabili! Il Canada si è rifiutato di attuare interventi basilari di gestione forestale e di rimozione dei detriti" #QualitàAria #CoppaDelMondo #Inquinamento

Divieti illegali e accesso al mare negato. Questa è la realtà di tante spiagge italiane, sotto ostaggio dei balneari. Ci è accaduto anche a Vico Equense, in provincia di Napoli, dove questi signori considerano il mare di loro proprietà e non volevano neanche farci accedere alla spiaggia. E non solo: una volta arrivati sul lido abbiamo incontrato un cartello con il divieto alle borse frigo, ancora una volta illegale. Non smetteremo mai di ribadire che il mare è di tutti e questa lobby deve finire di spadroneggiare senza gare e spiagge libere adeguate. @Ivan_Grieco #MareLibero #DirittiUmani #SpiaggeItaliane

Gli attacchi ucraini di queste settimane stanno trasformando la Crimea in un luogo invivibile. La penisola si trova attualmente divisa in fasce di gravità, con blackout che non sono più semplici interruzioni temporanee, ma veri e propri distacchi strutturali (nel video la centrale di Balaklava, dopo l’attacco di ieri). Nei distretti settentrionali e centrali, in particolare a Dzhankoi (snodo logistico e ferroviario vitale per le truppe russe), Armyansk e Krasnoperekopsk, intere comunità sono rimaste completamente senza elettricità per oltre sette giorni consecutivi. Nelle località balneari come Alushta, Yevpatoria e villaggi limitrofi, l'energia elettrica viene erogata secondo un severissimo piano di razionamento rotativo: solo 2 ore di luce a fronte di 10-12 ore di blackout continuo. A Sebastopoli (550.000 abitanti) e Simferopoli, i blackout interessano la quasi totalità della popolazione civile, con turnazioni di 2 ore di elettricità seguite da 6 ore di distacco programmato. La corrente viene garantita in modo prioritario solo ai comandi militari, ai sistemi di difesa aerea e ad alcune strutture governative ed ospedaliere. Il collasso prolungato della rete elettrica ha innescato un effetto a catena estremamente pesante sulla vita quotidiana e sulle attività economiche. Innanzitutto la crisi idrica ed emergenza sanitaria: Il fermo delle stazioni di pompaggio elettriche ha interrotto l'erogazione dell'acqua corrente in molti distretti (come quello di Rozdolne). Nei villaggi rurali del nord, l'acqua potabile distribuita con le autobotti ha raggiunto prezzi esorbitanti a causa del costo del carburante per i trasporti. Senza ripetitori alimentati, ampie porzioni della penisola sono isolate, prive di segnale telefonico e connessione internet. Gli sportelli bancomat (ATM) sono fuori servizio e i distributori di carburante faticano a erogare benzina, costringendo i negozi rimasti aperti (grazie a piccoli generatori d'emergenza) ad accettare esclusivamente pagamenti in contanti. Le spiagge di Feodosia, Sudak e Yalta sono deserte. La mancanza di servizi essenziali, aria condizionata e acqua ha spinto i turisti russi a cancellare le prenotazioni e molti coloni a tentare di lasciare la penisola, creando lunghe code di auto verso il ponte di Kerch. Ovviamente la mancanza di energia, acqua, comunicazioni e carburanti causa problemi insormontabili di approvvigionamento anche alle forze armate ed ai sistemi di difesa della penisola, la quale, secondo molti analisti, è destinata a svuotarsi e a rendere costosissima ed insostenibile la sua difesa ad oltranza da parte della Russia. #Crimea #Ucraina #Blackout

Onore a questo Sindaco👏🏻 Se avessimo un decimo degli amministratori dello spessore di Josi Della Ragione avremmo un Paese definibile finalmente civile. Il sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione ha dato un’ulteriore (e non dovuta) dimostrazione del perché è uno dei migliori sindaci e amministratori di questo Paese culturalmente in macerie. Il titolare di uno stabilimento balneare della sua città ha definito con disprezzo chi utilizza la spiaggia libera “un pezzente”. Esattamente come lo leggete: “pezzente”. Poi ha aggiunto un attacco personale: “Il sindaco vuole aumentare la spiaggia libera perché ama i pezzenti”. Allora lui, Josi Della Ragione, ha fatto una cosa semplicissima. Ha preso carta e penna e ha risposto direttamente al balneare con una lettera che è al contempo una lezione politica e di stile. (L. Tosa) Eccola: “Caro ex concessionario di spiaggia pubblica, ascoltami bene. Hai ragione, amo i pezzenti. Li amo così tanto, che porteremo i litorali della nostra città ad avere oltre l’80% tra spiaggia libera e spiaggia libera attrezzata. Per tutti, libera. Senza più padroni. Ma con nuove concessioni di chioschi, in spiagge libere attrezzate, e stabilimenti, affidati con bandi pubblici. Senza piaceri, amici. Ma per merito. E con regole chiare: per i bagnanti e per i lavoratori. Cosi assicureremo ai cittadini ed a chi lavora in spiaggia più diritti, più tutele. Così libereremo il lungomare da prenditori senza scrupoli. Sarà una rivoluzione. Perché il vostro tempo è finito. È finita la cassa piena di soldi, a scapito di lavoratori sottopagati, o addirittura fatti lavorare in nero. Come schiavi, sotto al sole, per pochi spiccioli al giorno. È finito il tempo in cui frugavate nelle borse per vietare alle mamme di portare in spiaggia l’omogenizzato ai propri figli. O ad un papà di portare una bottiglia d’acqua. O ad un ragazzo di accedere con un panino. È finita l’epoca in cui chiedevate soldi pure per riscaldare una bottiglia di latte. È finito lo scempio dell’occupazione del nostro litorale con il titolo di ‘abusivo storico’. Sono finiti gli anni di vacche grasse in cui avete spellato vive le famiglie facendovi pagare lettini e sedie sdraio a peso d’oro. Sono finiti i bei tempi dei parcheggi abusivi senza pagare tasse e devastando il territorio, incassando cifre indegne anche per sole poche ore di sosta. Sono finite le stagioni in cui vietavate di accedere al mare perché ‘il varco del lido è proprietà privata’. Bacoli non è la vostra. Le spiagge non sono vostre. Il mare non è vostro. Liberarci da questo scempio, sarà la più grande conquista che garantiremo al popolo stanco della vostra protervia, arroganza. Una missione epocale, che stiamo costruendo con grande lavoro, impegno, studio. I “pezzenti” si riprenderanno ciò che è loro. E gli intoccabili prepotenti se ne torneranno a casa. Ve l’ho promesso: ci riusciremo”. Grandioso.💪🏻 - Sabrina Scozzoli #Giustizia #DirittiUmani #Cittadinanza

E chi poteva schierarsi con una corporazione di avidi speculatori se non Lega e Fratelli d’Italia? (Foto e testi @AUniversale) Mattia Fiorini è il sindaco di Spotorno, un piccolo comune della Riviera ligure, in provincia di Savona. E ha fatto una cosa che in Italia riesce a sembrare rivoluzionaria: ha applicato la legge. Spotorno aveva la percentuale di spiagge libere più bassa di tutta la Liguria: 3,5%. Il resto era ombrelloni, lettini, cancelli, tutto in mano ai soliti stabilimenti balneari. Da qui, la sua decisione: portare la percentuale dal 3,5% al 40%, tra l’altro attrezzando una parte di quelle libere con bagnini, pulizia, docce, illuminazione serale. Apriti cielo. I balneari sono insorti. Il centrodestra si è accodato: Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia in fila a raccogliere firme, 2500 in pochi giorni. Consiglieri regionali arrivati fin lì per spiegare a un sindaco che aprire la spiaggia agli spotornesi rovina "il turismo di qualità". L'ultima trovata è di questi giorni. Spotorno vince la Bandiera Blu, il premio per il mare pulito. Il giorno della cerimonia i gestori degli stabilimenti disertano in blocco, per protesta, contro il sindaco che vuole aprire la spiaggia anche a chi ci arriva con l'asciugamano e basta. Fiorini ha tirato dritto. Ha chiamato la diserzione una mancanza di rispetto e ha tenuto il punto, come lo tiene da mesi: il 40% delle spiagge sarà libero. Fine. E ai balneari ha risposto così: "Quando parliamo di litorale non stiamo parlando soltanto di ombrelloni, lettini o abitudini estive. Stiamo parlando del rapporto tra una comunità e il suo mare. Di un bene di tutti che, proprio per questo, non può essere trattato come se fosse disponibile solo per chi lo sfrutta economicamente". Ci vuole coraggio, oggi, per fare semplicemente il proprio dovere. Mattia Fiorini ce l'ha avuto: ha restituito la spiaggia agli spotornesi e ha tenuto la schiena dritta mentre gli davano dell'eversore. Il mare, a Spotorno, è tornato di tutti. Grazie a lui. #SpiaggeLibere #TurismoSostenibile #CittadiniAttivi

Sei misteriose sfere di metallo sono state trovate sulle spiagge australiane, portando all'allerta delle autorità che invitano a non toccarle e a chiamare i servizi di emergenza, mentre l'Agenzia Spaziale Australiana indaga sulla loro possibile origine e tossicità. #PalleSpaziali #AllertaSicurezza #AgenziaSpazialeAustraliana

“Se le vedete non toccatele, allontanatevi subito e chiamate i servizi di emergenza”: piovono “palle spaziali” sulle spiagge australiane, sei misteriose sfere di metallo fanno scattare l’allerta

Strani oggetti metallici chiamati palle spaziali sono apparsi sulle spiagge del Queensland settentrionale in Australia, sollevando preoccupazioni sulla loro possibile origine da razzi e sul contenuto di sostanze chimiche tossiche, spingendo le autorità a mettere in sicurezza i reperti e a indagare ulteriormente. #PalleSpaziali #DetritiSpaziali #Queensland

"Palle spaziali" in spiaggia, il mistero delle sfere metalliche. «Non toccatele, sono pericolose»

SPIAGGE PRIVATE? NO GRAZIE! Il mare non è di proprietà dei balneari. Per questo chiediamo al Comune di Formia, che già ha ricevuto due richiami dall’Antitrust, di intervenire immediatamente per fare le gare, rimuovere questo cartello e qualsiasi ostacolo al passaggio. @Ivan_Grieco #SpiaggeLibere #Diritti #Formia

Le forze armate della Crimea occupata si preparano ad uno sbarco ucraino. In due post pubblicati a distanza di poche ore sul canale del gruppo partigiano ATESH, si legge, stando agli elementi raccolti da agenti della resistenza, funzionari statali e ufficiali del FSB starebbero trasferendo frettolosamente le loro famiglie fuori dalla Crimea. Gli stessi che invitano la popolazione alla calma nonostante gli attacchi ucraini a ponti e ferrovie, ai blackout e alla penuria di carburante, starebbero infatti impacchettando tutte le cose di maggior valore e si starebbero contendendo i mezzi di trasporto (evidentemente decimati dalla mancanza di combustibile) per abbandonare la penisola. La data che circola come un incubo è quella del 21 giugno. Già nei giorni scorsi il canale aveva segnalato la fuga piuttosto frettolosa dei vertici del comando della flotta del Mar Nero. Tra i militari, si legge nei post, serpeggiano voci legate alla vaghezza degli ordini ricevuti. Tra una sigaretta e una bevuta si dicono certi di essere lì in vista di un imminente sbarco. Secondo molti i vertici militari si aspettano il D-day proprio il 21 giugno. Che lo sbarco avvenga davvero quel giorno o che si tratti di una magistrale operazione di guerra psicologica (PSYOP) per mandare i russi nel panico, le contromisure del Cremlino dimostrano che la minaccia viene presa maledettamente sul serio. I partigiani di Atesh e i residenti locali segnalano che nelle ultime 24 ore sono state poste in massima allerta le unità della 810ª Brigata della Fanteria di Marina rimaste a presidio delle spiagge di Eupatoria e Olenevka. Sono stati schierati ulteriori denti di drago e mine anti-sbarco direttamente sul bagnasciuga delle coste occidentali, trasformando le spiagge turistiche in zone di guerra fortificate. I "gruppi di fuoco mobili" su pick-up stanno pattugliando le strade costiere T0107 notte e giorno, terrorizzati dall'idea di vedere spuntare i gommoni ucraini dal buio. Perché? Perché i vertici militari hanno semplicemente unito i puntini dei fatti avvenuti negli ultimi giorni. I colpi sistematici a ponti, strade e ferrovie e la distruzione di tutti i radar della costa nordoccidentale. È quindi ora impossibile avvistare imbarcazioni ucraine in anticipo e ricevere rinforzi o munizioni dalla terraferma. In caso di attacco, i militari presenti sulla penisola dovranno cavarsela da soli. #Crimea #UkrainianWar #Resistenza

Ai cacciatori piace solo uccidere. Fermiamo le ulteriori deroghe previste (caccia nei parchi, sulle spiagge, di notte, con richiami vivi) e poi aboliamo la caccia: un anacronismo ingiustificabile. https://t.co/oEsehksW6D #Caccia #StopCaccia #ProtezioneAnimali

Una donna di circa 30 anni è in condizioni critiche in ospedale dopo essere stata attaccata da uno squalo a Coogee Beach, Sydney, segnando un incidente che ha portato alla chiusura delle spiagge nella zona. #AttaccoSqualo #Sydney #Ospedali

Donna attaccata da uno squalo è in condizioni critiche in ospedale: ferite profonde a braccia e gambe

La nuova ordinanza a Punta Molentis in Sardegna vieta l'installazione di ombrelloni per adulti, consentendoli solo a famiglie con bambini fino a 10 anni e anziani oltre i 65 anni, suscitando forti polemiche tra i turisti, mentre altre località come Jesolo e Bibione introducono cambiamenti significativi nella gestione delle spiagge. #Estate2026 #PuntaMolentis #DivietiSpiaggia

Niente bambini o over 65? Allora l’ombrellone in spiaggia libera è vietato: i folli divieti dell’estate in Sardegna (e non solo)

Questa non è una spiaggia qualsiasi, una di quelle che si appresta a essere presa d’assalto nella bella estate che sta per iniziare. Questa spiaggia si trova in Francia. E 82 anni fa ha visto lo sbarco sotto il fuoco di migliaia di ragazzi di 20 anni o persino più giovani; molti dei quali su quella spiaggia rimasero per sempre, falcidiati dal fuoco delle mitragliatrici dei nazisti. Quei ragazzi erano soprattutto americani e britannici, ma c’erano anche tanti canadesi. È stato grazie a loro se l’Europa (e l’Italia, grazie anche al contributo della lotta partigiana) si sono liberati dalla tirannia e sono tornate o diventate libere e democratiche. In questi tempi in cui libertà e democrazia sembrano essere merci meno preziose, o comunque sacrificabili, il @Partito_Libdem vuole ricordare il sacrificio di quei ragazzi che vennero da lontano a perdere la propria vita su quelle spiagge, affinché noi potessimo essere liberi. #Libertà #Democrazia #Storia

La Crimea è Ucraina, non può sopravvivere senza l’Ucraina e la guerra iniziata nel 2022 sta paradossalmente dimostrando quanto l'annessione del 2014 sia stata incauta e di fatto insostenibile. Lo scrivo, con buona pace di Travaglio, ma soprattutto di Lucio Caracciolo, che sulla rivista Limes, continua a proporre cartine in cui si ritrova la regione illegalmente occupata puntualmente dello stesso colore della Russia, quasi a legittimare per via editoriale ciò che il diritto internazionale vieta. In questi giorni, infatti, si parla molto - l’ho fatto io stesso - del blocco logistico che sta paralizzando i rifornimenti della penisola, legato all’abbandono del traffico ferroviario attraverso il ponte di Kerch, oltre ai colpi inferti all’Ucraina sia ai traghetti che operano nello stretto, sia ai collegamenti via terra lungo la M-14, la strada che attraversa tutte le aree occupate del sud-est dell’Ucraina. Si susseguono notizie sui razionamenti della benzina e sui social appaiono immagini di code interminabili ai distributori per accaparrarsi quel poco di carburante che non viene requisito dalle forze di occupazione per le esigenze militari. Ma ci sono almeno altre due emergenze che ora rischiano di esplodere e che ben rappresentano come la visione imperiale di Vladimir Putin sia del tutto scollegata dalle reali capacità militari e logistiche di una media potenza come la Russia. La prima è quella energetica. La Crimea viene rifornita attraverso cavi sottomarini che operano già al massimo della capacità, anche a causa delle necessità dell’esercito e dei sistemi di difesa. L’infrastruttura è quindi estremamente fragile, dal momento che le sottostazioni elettriche sia sul lato della Crimea che su quello di Krasnodar sono esposte al fuoco ucraino e il loro danneggiamento causerebbe il collasso dell’intera rete. Per compensare il deficit, la Russia ha costruito due grandi centrali termoelettriche a ciclo combinato, Tavridska (vicino a Simferopol) e Balaklava (vicino a Sebastopoli). Questi impianti sono alimentati a gas, ma l'intero sistema di generazione di supporto (inclusi i massicci generatori diesel d'emergenza installati per proteggere i siti militari, i radar e gli ospedali) dipende appunto dalla logistica dei combustibili liquidi, che, come si è detto, è praticamente interrotta. I flussi turistici estivi rischiano di mettere a dura prova la tenuta del sistema. La seconda e assai più grave emergenza è quella idrica. La scelta folle delle forze di occupazione russe di far saltare la diga di Kakhovka nel giugno del 2023 per ostacolare la controffensiva ucraina ha di fatto azzerato la portata del Canale Nord-Crimeano (Severo-Krymskiy Kanal), che storicamente forniva l’85% dell’acqua utilizzata dalla penisola. I bacini idrici che alimentano il sud-est e il centro della Crimea (in particolare il bacino di Belogorsk e quello di Taigan) mostrano ampie aree completamente deidratate. Il fiume Biyuk-Karasu, che dovrebbe alimentarli, è quasi in secca. Le riserve accumulate ad inizio anno, nonostante le rassicurazioni delle autorità, difficilmente sopravviveranno alla stagione estiva. A questo si aggiungono le recenti criminali perforazioni disposte dall’amministrazione, le quali hanno causato la contaminazione delle falde con acqua salata. Dai rubinetti in molte zone della penisola esce quindi acqua salmastra, inutilizzabile sia per scopi potabili, sia per l’irrigazione, elemento questo, che sta azzerando tutte le coltivazioni intensive. Il Cremlino sta stanziando miliardi di rubli in sussidi d'emergenza per salvare almeno la viticoltura e la frutticoltura, ma gli idrologi locali concordano sul fatto che, senza una soluzione strutturale, la Crimea si avvia verso un processo di progressiva desertificazione interna. Il paradosso vero è che le azioni criminali del Cremlino stanno ricreando artificialmente esattamente le condizioni che costrinsero l’allora leader dell’URSS Nikita Chruščëv a “donare” la Crimea all’Ucraina nel 1954. Una scelta ritenuta scellerata da Putin. Secondo la retorica del capo del Cremlino - avvalorata anche da diversi accademici nostrani, che sostengono che la penisola sia "sempre stata russa” - quella cessione fu infatti un’elargizione azzardata ed ingiusta, ma la realtà dei fatti è che fu allora una scelta non solo oculata, ma anche necessaria. Dopo la deportazione nel ‘44 di 200.000 tatari, la popolazione turcofona indigena della penisola, accusati falsamente di collaborazione col nazismo (un evergreen della propaganda di Mosca), Stalin vi spostò decine di migliaia di russi, i quali tuttavia, a differenza dei nativi, non riuscirono a coltivare le aride terre interne con la poca acqua disponibile, facendo così crollare la produzione agricola e l’economia della regione. Fu allora progettato proprio il Canale Nord-Crimeano, che avrebbe dovuto portare acqua dal Dnipro grazie alla diga di Kakhovka, ma il fatto che la mastodontica opera dovesse essere gestita da due diverse amministrazioni (russa e ucraina) rendeva l’impresa un incubo burocratico. Chruščëv decise dunque di rendere la Crimea ucraina proprio per ragioni “idriche”, sebbene avesse presentato la cessione come un "nobile atto del popolo russo" per commemorare il 300° anniversario del Trattato di Perejaslav (1654), interpretato dalla propaganda sovietica come la "riunificazione eterna" tra Ucraina e Russia, ottenendo peraltro anche l’appoggio della potente élite politica di Kyiv. Non ci vuole molto per capire che nella Crimea ucraina, che fino al 2014 i russi frequentavano senza restrizioni come splendido paradiso turistico, oggi quegli stessi russi si ritrovano su spiagge piene di denti di drago, con chilometri di filo spinato sulla battigia e trincee per la fanteria, per poi immergersi in un mare minato, spesso a due passi da postazioni missilistiche che rappresentano obiettivi militari, mentre mancano benzina, acqua ed energia e la situazione agricola del 2026 somiglia a quella dei primi anni ‘50. Piaccia o no ai propagandisti nostrani, il fallimento della presa di Kherson nel 2022 rende impensabile uno scenario in cui la Crimea possa sopravvivere senza l’Ucraina. La Russia d’altra parte fa, anche lì, le uniche cose che sa fare: uccidere, deportare, militarizzare, desertificare, distruggere. #CrimeaIsUkraine #SlavaUkraini #CrimeaIsUkraine #Ukraine #Russia

Il presidente dell'Albania sta vendendo spiagge e isole a Kushner e ad altri miliardari. A Pishë Poro-Narta, area protetta nel delta del Vjosa, sono entrati mezzi pesanti per demolire e costruire; l’isola incontaminata di Sazan, all’interno di un parco marino, è stata ceduta a Jared Kushner, genero di Trump, per un investimento da 1,4 miliardi di dollari destinato alla realizzazione di un resort a cinque stelle.

Figlia e genero di Trump progettano mega resort di lusso in un’area protetta in Albania: protesta di migliaia di cittadini a Tirana
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Apprendo con sconcertato stupore dalle spiagge della mia Romagna,stranamente semi deserte, che è bastato l’esonero di #Allegri per trasformare il #Milan da squadra candidata allo scudetto, il che avrebbe costretto all’espatrio i critici dissidenti, in una banda del buco dal futuro peggiore del presente. Sarò un inguaribile ottimista, ma credo sia obiettivamente impossibile che il #Milan del futuro sia peggiore della scombiccherata compagine che nelle ultime 15 partite di campionato ha raccolto la bellezza di 20!pt-media 1.33/partita-fallendo tutti gli obiettivi stagionali. Certo bisognerà dotare il club di una direzione sportiva efficiente e integrare l’organico con 3 giocatori, uno per reparto, funzionali al progetto tecnico, e il resto dipenderà come sempre da molti fattori, ma sicuramente non rivedremo l’orrido calcio del #Milan targato #Allegri #Milan #Calcio #SerieA

Secondo un'indagine annuale di Altroconsumo, i prezzi per stabilimenti balneari in Italia hanno registrato un aumento medio del 6% rispetto all'anno precedente, con un incremento complessivo del 24% negli ultimi cinque anni, rendendo Alassio la località più costosa e evidenziando i rincari record a Taormina, mentre oltre 91.000 consumatori hanno firmato una petizione per chiedere una riforma delle concessioni balneari. #SpiaggeCostose #RincariBalneari #RiformaConcessioni

Spiagge sempre più costose, prezzi su fino al +16% rispetto al 2025: Alassio la più cara, rincari record a Taormina

La classifica delle 50 spiagge più belle del mondo per il 2026 evidenzia una crescente preferenza per location remote e incontaminate, con Entalula Beach nelle Filippine al primo posto, seguita da Fteri Beach in Grecia e Wharton Beach in Australia, mentre l'Italia è rappresentata da Cala dei Gabbiani e La Pelosa, rispettivamente al 18° e al 48° posto. #spiagge #viaggi #overtourism

La classifica delle 50 spiagge più belle del mondo 2026: in lista 8 località italiane, sul podio 3 paradisi incontaminati (e lontani dall’overtourism)
L
lastampa.it May 26

Nella classifica delle 50 spiagge più belle del mondo del 2026, dominata da luoghi remoti e incontaminati, l'Entalula Beach nelle Filippine si aggiudica il primo posto, mentre l'Italia si distingue con due spiagge in Sardegna: Cala dei Gabbiani al 18° posto e La Pelosa di Stintino al 48°, confermando il suo status come capitale del turismo balneare mediterraneo. #spiagge #Italia #turismo

La classifica delle 50 spiagge più belle del mondo 2026: due sono in Italia