Questo Paese deve seriamente fare i conti con l’uso della forza da parte delle Forze dell’Ordine, che in alcuni contesti e nei confronti di determinati gruppi sociali assume caratteristiche particolarmente violente. Negli anni, in più occasioni, il suo impiego ha avuto conseguenze tragiche. Stiamo scivolando, quasi senza rendercene conto, verso un modello securitario sempre più pericoloso e simile a quello USA. Dovrebbe far riflettere, in questo senso, la canea scatenatasi sul caso Roggero e sulla cosiddetta “legittima difesa.” Occorre una riflessione profonda sulle modalità operative, sulla formazione degli agenti e di tutti gli operatori coinvolti nella gestione dell’ordine pubblico: un confronto che la destra – reazionaria qual è – non ha alcun interesse ad aprire. La loro idea di sicurezza si fonda su una concezione barbarica dei rapporti sociali, che alimenta deliberatamente la paura e legittima il ricorso alla forza per trasformarli in consenso politico. De-escalation, dialogo, prevenzione, educazione, cura, approcci comunitari: dovrebbero essere questi i pilastri di una politica della sicurezza efficace. È una prospettiva che il pensiero femminista sostiene da decenni, contrapponendo alla logica della forza bruta quella dell’ascolto, della relazione, della responsabilità, della trasformazione. Purtroppo, chi oggi governa sembra non comprendere nemmeno i termini di questa discussione. O forse li comprende fin troppo bene. Il punto è che non vuole cambiare nulla. Perché è proprio su questo modello schifoso che ci campa politicamente. #Sicurezza #DirittiUmani #Giustizia sociale


