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#adattamento
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Nel contesto della guerra moderna, caratterizzata da droni e attacchi informatici, l'articolo di Gabriele Segre evidenzia come il vertice della NATO ad Ankara abbia trascurato la fondamentale questione della rapida evoluzione della natura della guerra, mettendo in evidenza la necessità di un adattamento tempestivo delle strategie militari rispetto a un mondo sempre più instabile. #GuerraAsimmetrica #Droni #Nato

Droni e hacker, perché la guerra non aspetta l’Occidente
ANSA.it 2d

Obsidian Entertainment, studio di sviluppo sussidiario di Microsoft, sarebbe al lavoro su un nuovo capitolo della serie di videogame Fallout, con la direzione di Josh Sawyer, segnando il ritorno del titolo dopo l'uscita di Fallout 4 nel 2015, in un contesto di rinnovato interesse grazie all'adattamento televisivo prodotto da Amazon. #Fallout #ObsidianEntertainment #Bethesda

Dopo 11 anni Microsoft al lavoro su un nuovo videogioco di Fallout

Giugno 2026 è stato il mese più caldo mai registrato nell'Europa occidentale, con temperature che hanno raggiunto picchi record e hanno causato gravi conseguenze sanitarie e sociali, spingendo la necessità di un adattamento ai cambiamenti climatici, mentre i dati del Servizio Copernicus evidenziano un sistema climatico in continua evoluzione e riscaldamento. #CambiamentiClimatici #EmergenzaCaldo #CaldoEstremo

Clima, in Europa occidentale mai un giugno così caldo, il secondo più torrido a livello globale – I dati di Copernicus

Il condizionatore non è un fallimento. Il fallimento è colpevolizzare i cittadini e cementificare le città. Per anni in Europa si è discusso moltissimo di divieti, slogan, scelte "verdi" spesso vendute come soluzioni definitive, ma molto meno di una cosa concreta, come rendere vivibili le città in un clima che sta cambiando. L'adattamento climatico gioca un ruolo fondamentale nella situazione che stiamo vivendo. Il punto non è dire sì o no al condizionatore. Per un anziano fragile, una persona malata, un bambino piccolo o una casa che di notte non scende mai sotto i 28-30°C, raffrescare un ambiente non è un capriccio, è salute. Colpevolizzare il condizionatore e poi urlare che ci sono centinaia di morti per il caldo è un'ipocrisia insopportabile. L'adattamento climatico è anche dotare di aria climatizzata soprattutto le persone piu' fragili ma non solo, servono anche più verde urbano, meno asfalto, una progettazione urbanistica completamente diversa nelle grandi città. Questa è la parte che manca spesso nel dibattito europeo, meno moralismo sul cittadino che accende il climatizzatore e più coraggio nel ripensare quartieri, scuole, ospedali, piazze e periferie. E soprattutto servirebbe meno ipocrisia perché spesso arrivano messaggi completamente contrastanti, si incentiva l’auto elettrica, ma poi molte città non hanno infrastrutture adeguate per gestirla davvero, addirittura a Roma si è deciso di far pagare le auto elettriche entrano in ZTL. Si disegnano piste ciclabili che in alcuni casi restano scollegate, poco sicure o poco utilizzate, si chiedono raccolte differenziate sempre più scrupolose, con TARI spesso pesanti per famiglie e imprese, mentre poi si continua a consumare suolo, tagliare alberi, impermeabilizzare piazzali e trasformare spazi urbani in superfici di cemento rovente. E allora il problema non è essere "green", il problema è fare un green di facciata, dove il cittadino viene educato, tassato e colpevolizzato, mentre le grandi scelte urbanistiche continuano spesso ad andare nella direzione opposta. Se davvero vuoi adattare le città al clima che cambia, non puoi parlare solo di emissioni, divieti e comportamenti individuali ma devi anche chiederti quanta ombra hai tolto, quanto suolo hai sigillato, quanti alberi hai abbattuto, quanti quartieri hai lasciato senza verde. Il caldo non colpisce tutti allo stesso modo, chi vive in una casa fresca, in un quartiere alberato e può permettersi bollette alte vivrà un’estate mentre chi abita in un appartamento vecchio, in mezzo al cemento, senza ombra e senza possibilità di raffrescare, ne vivrà un’altra e questa non è più solo una questione climatica. Sta diventando una disuguaglianza sociale inaccettabile, dentro un’enorme ipocrisia collettiva. #AdattamentoClimatico #GiustiziaAmbientale #CittàSostenibili

ANSA.it 1w

La celebre serie La Casa nella Prateria torna su Netflix con un nuovo adattamento che mantiene intatti i temi originali della storia della famiglia Ingalls, arricchendola con nuove interpretazioni e una maggiore attenzione alla prospettiva della cultura Osage, il popolo nativo americano che abitava i territori prima dell'arrivo dei coloni. #LaCasaNellaPrateria #Netflix #LauraIngallsWilder

Tornano gli Ingalls, arriva La (nuova) Casa nella Prateria

Nessun allarme, tranquilli. Ci ha abituati troppo bene Jannik. Oggi era più umano nei suoi alti e bassi. Ma era la sua prima partita ufficiale sull'erba (un altro sport) dopo un anno. Ci ha messo del suo anche Kecmanovic con una prestazione di altissimo profilo, giocando al massimo, come chi non ha nulla da perdere. Alla fine però ha vinto in rimonta Jannik, dopo aver perso il primo set (black out di 9 punti) e essere poi sotto due set a uno. Da lì ha messo la freccia chiudendo al quinto set: 46 63 67 62 63. In crescendo, con l'atteggiamento di chi non molla mai nella battaglia. Resiliente. Ironia e livori, tam tam già miseramente partiti come al solito, sulla partita oggi di Sinner indicano solo poco rispetto e zero profondità di analisi. Questa è una partita di quelle "sporche" e vinte di testa che può da ora in poi accellerare l'adattamento sull'erba. Il torneo è appena cominciato, la prima insidia è stata superata, e il meglio sta per venire. For sure. Forza Jannik 💪 #Tennis #Sinner #Resilienza

L'articolo sottolinea l'importanza dell'adattamento ai cambiamenti climatici per affrontare le ondate di caldo estremo in Europa, proponendo misure concrete e strategie di governance per proteggere i gruppi vulnerabili e migliorare i sistemi di emergenza, mentre richiama l'attenzione sulla necessità di un approccio realistico alla transizione energetica. #CambiamentoClimatico #Adattamento #Mitigazione

Maledire il caldo non basta, bisogna imparare a conviverci: ecco qualche suggerimento
Il Post 2w

Il Post aggiornerà in tempo reale un liveblog su una giornata di estremo caldo che sta interessando gran parte d'Italia, evidenziando l'impatto crescente delle ondate di calore dovute al cambiamento climatico e la necessità di strategie di adattamento e mitigazione per le generazioni future. #CambiamentoClimatico #OndataDiCalore #Puglia

Una ordinaria giornata di caldo staordinario

Leggo "ormai abbiamo temperature caraibiche, ma ai Caraibi si vive benissimo, basta abituarsi". Beh', sì, a patto di cambiare coltivazioni, stili di vita, strutture urbane, edifici, abitudini, adattarsi a eventi estremi molto più frequenti, eccetera. Ma che vuoi che ci costi? #cambiamento #clima #adattamento

Fabrizio Pregliasco, esperto in igiene e medicina preventiva, avverte che l'attuale emergenza sanitaria legata al caldo record richiede una strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, poiché le temperature elevate e persistenti stanno aumentando i ricoveri e i decessi, specialmente tra le persone vulnerabili. #CaldoRecord #EmergenzaSanitaria #CambiamentiClimatici

Caldo record, Pregliasco: «Questa è un'emergenza sanitaria, serve una strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici»

L’isola di calore urbana si vede soprattutto di notte. Non quando il Sole picchia sull’asfalto, ma quando dovrebbe iniziare il raffreddamento e invece la città continua a restituire calore. Alcuni dati sulle minime della scorsa notte lo mostrano bene. Torino città: 24°C. Zone appena fuori: 22°C. Milano città: 23°C. Zone appena fuori: 21°C. Bologna città: 24°C. Zone appena fuori: 22°C. Roma città: 23°C. Zone appena fuori: 20-21°C. Parliamo spesso di 2°C di differenza, a Roma anche 2-3°C. Di giorno possono sembrare pochi ma di notte fanno tutta la differenza del mondo. Una minima più alta significa case che si raffreddano meno, sonno peggiore, maggiore stress per anziani e fragili, più uso di condizionatori, più calore riversato all’esterno e una città che fatica a respirare. Questo è il cuore dell’isola di calore urbana tra cemento, asfalto, strade che accumulano calore durante il giorno e la rilasciano lentamente dopo il tramonto. Per questo aumentare il verde urbano non è una scelta estetica è una misura di adattamento climatico. Servono molti più alberi, più ombra, più suoli permeabili, più parchi, più corridoi verdi e meno cemento inutile. Nelle città che si scaldano, il verde non serve solo a rendere una strada più bella, serve a renderla più vivibile. #IsolaDiCalore #Urbanizzazione #Clima

Sull’adattamento sono d’accordo, anzi, è uno dei punti più seri e meno affrontati del dibattito climatico. Adattarsi non significa arrendersi al caldo ma significa ripensare città, case, alberature, suoli, gestione dell’acqua e agricoltura. Il clima del passato non è più il riferimento operativo sufficiente per progettare il futuro però sulla frase "indietro non si torna" serve molta cautela. Se vuol dire che non torneremo magicamente al clima di mezzo secolo fa nel giro di pochi anni, è vero ma se diventa un messaggio di destino chiuso, allora no. Non è cosi che funziona il clima. La vera maturità climatica non è dire "ormai è fatta", è dire che una parte del conto la stiamo vivendo, ma il conto finale non è ancora scritto. #AdattamentoClimatico #CambiamentoClimatico #Sostenibilità

Il Post 2w

Il caldo estremo ha spinto le culture umane ad adottare diverse strategie di adattamento, variando dall'uso di abiti larghi in lana nelle zone desertiche per proteggersi dai raggi UV, alla scelta di tessuti leggeri come cotone e lino nelle aree umide, evidenziando come le tecniche di termoregolazione siano influenzate da molteplici fattori ambientali ed evolutivi. #Antropologia #CaldoEstremo #Evoluzione

Come le culture umane si sono adattate al caldo

@ClaudioBorghi Senatore, qui il teatrino è solo il suo. Hanno persino reso inutile la sua richiesta all'AGCOM. Tra l'altro sembra che lei cada dal pero: l'adattamento delle interviste esiste dalla notte dei tempi in tutte le televisioni. È curioso che se ne accorga soltanto adesso. #politica #televisione #interviste

🇧🇷⚫️🔵 Luis Henrique: “La stagione è stata meravigliosa. Sono stato molto felice, molto orgoglioso di me stesso e della squadra. È stato un anno di grande adattamento, sia per quanto riguarda il ruolo sia per il modo di aiutare la squadra in fase difensiva e nell’uscita dal basso. Ma mi sento pronto per fare una stagione ancora migliore. La Nazionale? Lavorerò per questo e darò il massimo ogni giorno, negli allenamenti e nelle partite, cercando di fare buoni numeri. La Nazionale arriverà come conseguenza. È un sogno da realizzare e io darò tutto me stesso per esserci, se Dio vuole, alla prossima Coppa del Mondo. Ho giocato in Francia, ho imparato il francese, quindi i francesi scherzano sempre con me. Thuram, Bonny, Diouf, i ragazzi francesi sono amici” (GE) #Calcio #LuisHenrique #CoppaDelMondo

La strategia ucraina di strangolamento delle filiere logistiche russe sta drasticamente accelerando. Tra i colpi messi a segno questa notte, alcuni sono di straordinaria rilevanza strategica e meritano di essere raccontati. Nel giro di poche ore, sono stati distrutti ben cinque impianti radar in Crimea (Capo Tarkhankut, Severne, Snezhnoye, Portove e Steregushche, località quest’ultima dove è stato distrutto anche l’impianto missilistico OSA, che doveva difenderla), i quali formano una catena continua che sorveglia l'angolo nord-occidentale della penisola, proprio lo specchio di mare che guarda verso l'estuario del Dnipro e Odessa, e che rappresentavano gli occhi della Flotta del Mar Nero e dell'aviazione russa per la caccia ai droni aerei e marini. Al di là del colossale danno economico ed operativo (per la costruzione e la taratura di strumenti di questo tipo possono essere necessari persino anni, tanto più per un paese sotto sanzioni, che ha oggettive difficoltà a reperire la componentistica occidentale necessaria) ora si rischiano conseguenze pesanti per l’intera penisola. Innanzitutto, senza questi 5 radar, la Russia ha perso la capacità di avvistare a lungo raggio i droni di superficie ucraini (Magura V5, Sea Baby), esponendo di fatto tutto il fianco occidentale della Crimea ad attacchi (e potenziali sbarchi) che a questo punto non possono più essere scoperti per tempo. In secondo luogo, con il colpo a Capo Tarkhankut si sono resi inutilizzabili i sistemi missilistici costieri Bastion, che tengono anche sotto tiro città come Odessa, lanciando i pericolosi missili supersonici Oniks. Ma soprattutto il danneggiamento dei radar di Portove e Steregushche, che monitoravano le rotte aeree a bassa quota, comporta la creazione di un "corridoio cieco" nel nord della Crimea. Attraverso questa falla, i droni kamikaze a lungo raggio e i missili ucraini possono volare indisturbati e a bassissima quota per colpire i ponti d'emergenza o i treni merci diretti al mega-hub di Dzhankoi, senza che le batterie contraeree interne ricevano il preavviso radar. Vista la sequenza serrata di questi giorni, non è escluso che quest’ultimo colpo sia finalizzato a neutralizzare le ultime difese rimaste a protezione dell’unico collegamento ancora pienamente funzionante tra la penisola e la parte occupata di Kherson, la linea ferroviaria, senza la quale il traffico pesante sarebbe del tutto interrotto. Tuttavia le cattive notizie per la Russia arrivano anche da Donetsk. Le forze ucraine hanno preso di mira e pesantemente danneggiato il ponte sul fiume Hruzkyi Yelanchyk a Novoazovsk, la "porta d'ingresso" dell'intero corridoio terrestre russo, a pochissimi chilometri dal confine sovrano della Federazione Russa. Novoazovsk si trova infatti sulla direttrice dell'autostrada M14, l'arteria vitale che i russi utilizzano per far entrare i convogli pesanti su gomma da Rostov sul Don verso Mariupol, Berdiansk e, infine, Melitopol e Kherson. Il ponte sul fiume Hruzkyi Yelanchyk era stato ristrutturato e potenziato dai russi nel 2024 proprio per aumentare la portata dei carichi logistici pesanti e sostenere lo sforzo bellico nel sud. I rapporti sul campo e le immagini satellitari confermano che l'attacco della notte scorsa ha centrato in pieno i camion militari russi che lo stavano attraversando. Il ponte è ora ridotto a una sola corsia agibile, forzando le autorità di occupazione a vietare il transito ai TIR pesanti e a deviare il traffico su strade secondarie e sterrate, allungando drasticamente i tempi di percorrenza. Il fatto che queste azioni di questa portata vengano compiute in pochi giorni o addirittura in poche ore, senza dare alla Russia il tempo di adottare contromisure e seguendo un’unica strategia, rivela la straordinaria capacità di adattamento e di coordinamento delle forze armate ucraine, tanto più rispetto a quelle di Mosca, storicamente afflitte da rigidità e burocrazia e costrette dall’approccio repressivo ad edulcorare i rapporti, impedendo ai vertici militari di conoscere la reale situazione sul campo. Ma soprattutto le capacità raggiunte dai droni ucraini stanno vanificando del tutto i vantaggi che la Russia contava di capitalizzare sul campo: la superiorità demografica, non più sufficiente - vista l’impietosa sproporzione di vittime tra le due parti - e la vastità delle aree conquistate, spacciate spesso anche dai propagandisti nostrani come il metro con cui misurare il trionfo di Putin, ma che, ora che nulla lì è più al sicuro, rischiano invece di diventare un insostenibile Vietnam che, per chi ha scommesso tutto sulla vittoria totale, equivale alla peggiore delle sconfitte. #Ucraina #Geopolitica #Conflitto

Sull’ipotesi di ingresso di Kyiv nell’UE si è scatenato un circo che la dice lunga su quanto il nostro paese resti fondamentalmente un’Italietta senza visione, fatta di piccole bottegucce e orticelli da proteggere, gestita da venditori di pentole di varia fatta che si atteggiano a statisti. Salvini ad esempio ha fienili e trattori a cui dover rendere conto, quindi non dice che l’eventuale ingresso di un colosso agricolo come l’Ucraina sarebbe inevitabilmente accompagnato da norme di adattamento che impedirebbero di dirottare a est tutti i fondi del PAC. Conte ha la scusa della “pacieh” e spiega che tirare dentro un paese in guerra ci trascinerebbe tutti nel conflitto. Ma lo può dire chi non ha mai letto l’articolo 42 del Trattato sull’Unione Europea, che parla, si, di mutua assistenza, ma lasciando ai governi la scelta dei mezzi, che possono consistere anche in un supporto economico, umanitario e militare, cioè quello che facciamo già. L’uscita più interessante, però, mi pare quella di @StefanoFassina, il quale al @fattoquotidiano (e a chi sennò?) dichiara che far entrare l’Ucraina ed altri, immetterebbe sul mercato 70-80 milioni di lavoratori sottopagati che rischierebbero di creare un gigantesco dumping sociale. Ovviamente, si tratta di numeri completamente campati in aria. Le uniche candidature immaginabili al momento si limitano infatti all’Ucraina e ai paesi balcanici, che in totale contano 56 milioni di abitanti. Il che significa tra i 22 ed i 24 milioni di lavoratori. Lo stipendio medio in questi paesi non è di 400, ma di 600-850 euro. Ora, faccio presente a Fassina che tra il 2004 ed il 2007 sono entrati a far parte dell’UE 12 paesi, che hanno portato in dote 45 milioni di lavoratori (cioè il doppio di quelli degli stati in attesa), con un gap stipendiale di gran lunga superiore a quello degli attuali candidati. Nonostante questo la mobilità interna negli anni successivi si è limitata a circa 4-5 milioni, i quali hanno per lo più occupato posizioni scoperte. Inoltre Fassina dimentica che 6 milioni di Ucraini si sono già spostati all’estero nei primi mesi di guerra e molti di loro si sono integrati. È dunque probabile che a seguito di un ingresso nell’UE, con le nuove opportunità che gli investimenti comporterebbero, si determinerebbe semmai un esodo al contrario, cioè un rientro di milioni persone in patria. Quelli di Fassina sono quindi numeri sparati a caso che servono a giustificare la chiusura antieuropeísta dell’intervista, nella quale spiega che l’idea di ammettere Kyiv è un modo con cui le élite politiche di Bruxelles puntano a sopravvivere attraverso uno status di guerra permanente. Il fatto che si ritrovi a dire roba tipo “prima gli italiani” e “Europa guerrafondaia” come un Vannacci qualsiasi non sembra sembra destare in lui alcun turbamento. Un cenno lo meritano infine anche le parole del Ministro @GuidoCrosetto, che devo dire sono state per me la delusione peggiore di tutte. Non perché i timori legati alle sfide che un ingresso dell’Ucraina siano infondati, ma per l’approccio opportunista e la totale mancanza di strategia che le sue parole rivelano. Affermare che Kyiv non può entrare ma può fare con noi accordi sulla difesa vuol dire semplicemente tenere un intero paese fuori dalla porta e pretendere che ti dia solo quello che ti serve. Inoltre dire che la guerra è un ostacolo anziché immaginare che l’Europa sia il mezzo migliore per concluderla lancia un messaggio pericoloso a Vladimir Putin. E cioè che se vuole impedire che paesi come l’Armenia e la Moldova entrino nell’UE è proprio la guerra lo strumento che deve utilizzare, perché è l’unico in grado di arrestare il processo. Sarebbe inoltre la vera ricompensa per i 12 anni di aggressione all’Ucraina, iniziata proprio per impedire l’avvicinamento all’UE. Chiedo a Crosetto: se ancora una volta confermiamo allo zar che aggredire, uccidere e bombardare paga, come possiamo pretendere che smetta di farlo? #UE #Ucraina #politica

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lastampa.it May 31

Luis Enrique ha portato il Paris Saint-Germain a un trionfo storico in Champions League, dimostrando una straordinaria capacità di adattamento tattico e di gestione delle situazioni, con un gioco solido e collettivo che ha permesso alla squadra di conquistare il titolo per la seconda volta consecutiva. #ChampionsLeague #LuisEnrique #PSG

Champions, il trionfo di Luis Enrique. L’uomo che cerca e trova le soluzioni
Rebelle Vague May 29

Variety annuncia che Alice Rohrwacher dirigerà un adattamento del libro Il barone rampante di Italo Calvino. https://t.co/ULPyrpi6PA #AliceRohrwacher #IlBaroneRampante #Cinema

Xu Yao è stato giustiziato in Cina per aver avvelenato il suo socio Lin Qi, magnate dei videogiochi, il cui patrimonio netto era stimato in 6,8 miliardi di yuan, con la società Yoozoo Games che ha ottenuto fama internazionale grazie ai diritti di adattamento della trilogia di fantascienza da cui Netflix ha tratto la serie 3 Body Problem. #Cina #PenaDiMorte #Giustizia

Ha ucciso il socio magnate dei videogiochi Lin Q, pena di morte per Xu Yao in Cina: “Giustizia è stata fatta”