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#alberi

La Pedemontana lombarda minaccia il Bosco delle Querce, simbolo del disastro di Seveso, con il piano che prevede il taglio di 3200 alberi, suscitando proteste da parte di Legambiente e Greenpeace, mentre la società sostiene di aver rispettato tutte le norme di compensazione e mitigazione ambientale. #Deforestazione #Ambiente #Seveso

La Pedemontana lombarda minaccia il bosco simbolo del disastro di Seveso. La società: “Tutte le norme rispettate”. Gli attivisti: “Devastazione ambientale”

Il Nord Italia è stato colpito da nubifragi e raffiche di vento che hanno causato un morto nel Modenese, mentre Milano ha emesso un'allerta arancione avvisando la popolazione di stare lontana da parchi e alberi a causa di temporali e forti venti. #Maltempo #Milano #EmiliaRomagna

Nubifragi e raffiche di vento al Nord, un morto nel Modenese. Allerta arancione a Milano: “Lontani da parchi e alberi”

A Medellín il verde urbano non ha migliorato solo il paesaggio, ha abbassato concretamente il caldo. Negli ultimi 10 anni la città ha realizzato 30 corridoi verdi, 18 lungo le strade e 12 vicino ai corsi d’acqua piantando oltre 600.000 alberi. Nelle aree interessate la temperatura dell’aria è diminuita fino a circa 2°C, con riduzioni ancora più forti sulle superfici esposte al Sole. Il motivo è fisico, più ombra ed evapotraspirazione, meno asfalto rovente e meno calore accumulato. Non hanno dovuto abbattere interi quartieri o stravolgere l'urbanistica della città, hanno lavorato soprattutto sullo spazio pubblico già esistente, trasformando superfici marginali o poco valorizzate in una rete vegetale continua. La scelta intelligente è stata quindi non creare un unico enorme parco, ma distribuire il verde dentro la città costruita, dove le persone camminano, pedalano e aspettano i mezzi pubblici. Naturalmente qualche tratto ha richiesto lavori, rifacimento di marciapiedi e riorganizzazione dello spazio stradale, ma non una demolizione sistematica degli edifici residenziali. È questo che rende il caso replicabile, hanno inserito ombra ed evapotraspirazione nei punti più caldi sfruttando la struttura urbana esistente. Dove il verde urbano è continuo e ben progettato, l’isola di calore arretra e i termometri lo dimostrano. #VerdeUrbano #Medellín #Sostenibilità

L'Italia sta affrontando una grave emergenza ecologica a causa di incendi devastanti, con oltre 700.000 alberi distrutti in Piemonte e riscaldamento estremo che mette a rischio l'irrigazione nel Bacino del fiume Po e sta causando la mortalità massiccia di molluschi per le alte temperature dell'acqua, indicativa di una nuova normalità climatica. #EmergenzaCaldo #Incendi #CatastrofeEcologica

Emergenza incendi, città roventi e cozze che muoiono per l’acqua troppo calda: gli effetti dell’estate torrida. E cosa dobbiamo aspettarci
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In Piemonte, gli incendi hanno distrutto circa 700 mila alberi, causando una grave catastrofe ecologica che compromette la biodiversità locale e richiederà fino a 70 anni per un ripristino completo degli ecosistemi forestali. #IncendiPiemonte #CatastrofeEcologica #Biodiversità

Incendi in Piemonte, 700 mila alberi perduti: “Catastrofe ecologica”

Vi presentiamo l'albero bioclimatico. L'ennesima fesseria targata @gualtierieurope. Una struttura che garantirebbe l'abbassamento delle temperature tramite l'ombra e l'evaporazione. Mezzo milione di euro per combattere il caldo. Ma non bastava tenersi gli alberi? Liberiamo Roma! https://t.co/o8uNsY0jEv #Roma #Ambiente #Sostenibilità

@rep_roma invece di piantare decine di alberi si spendono soldi per questo semplicemente perchè non hanno denari per fare manutenzione del verde e mettere in sicurezza le aree verdi cittadine. #Ambiente #Sostenibilità #VerdeUrbano

Il condizionatore non è un fallimento. Il fallimento è colpevolizzare i cittadini e cementificare le città. Per anni in Europa si è discusso moltissimo di divieti, slogan, scelte "verdi" spesso vendute come soluzioni definitive, ma molto meno di una cosa concreta, come rendere vivibili le città in un clima che sta cambiando. L'adattamento climatico gioca un ruolo fondamentale nella situazione che stiamo vivendo. Il punto non è dire sì o no al condizionatore. Per un anziano fragile, una persona malata, un bambino piccolo o una casa che di notte non scende mai sotto i 28-30°C, raffrescare un ambiente non è un capriccio, è salute. Colpevolizzare il condizionatore e poi urlare che ci sono centinaia di morti per il caldo è un'ipocrisia insopportabile. L'adattamento climatico è anche dotare di aria climatizzata soprattutto le persone piu' fragili ma non solo, servono anche più verde urbano, meno asfalto, una progettazione urbanistica completamente diversa nelle grandi città. Questa è la parte che manca spesso nel dibattito europeo, meno moralismo sul cittadino che accende il climatizzatore e più coraggio nel ripensare quartieri, scuole, ospedali, piazze e periferie. E soprattutto servirebbe meno ipocrisia perché spesso arrivano messaggi completamente contrastanti, si incentiva l’auto elettrica, ma poi molte città non hanno infrastrutture adeguate per gestirla davvero, addirittura a Roma si è deciso di far pagare le auto elettriche entrano in ZTL. Si disegnano piste ciclabili che in alcuni casi restano scollegate, poco sicure o poco utilizzate, si chiedono raccolte differenziate sempre più scrupolose, con TARI spesso pesanti per famiglie e imprese, mentre poi si continua a consumare suolo, tagliare alberi, impermeabilizzare piazzali e trasformare spazi urbani in superfici di cemento rovente. E allora il problema non è essere "green", il problema è fare un green di facciata, dove il cittadino viene educato, tassato e colpevolizzato, mentre le grandi scelte urbanistiche continuano spesso ad andare nella direzione opposta. Se davvero vuoi adattare le città al clima che cambia, non puoi parlare solo di emissioni, divieti e comportamenti individuali ma devi anche chiederti quanta ombra hai tolto, quanto suolo hai sigillato, quanti alberi hai abbattuto, quanti quartieri hai lasciato senza verde. Il caldo non colpisce tutti allo stesso modo, chi vive in una casa fresca, in un quartiere alberato e può permettersi bollette alte vivrà un’estate mentre chi abita in un appartamento vecchio, in mezzo al cemento, senza ombra e senza possibilità di raffrescare, ne vivrà un’altra e questa non è più solo una questione climatica. Sta diventando una disuguaglianza sociale inaccettabile, dentro un’enorme ipocrisia collettiva. #AdattamentoClimatico #GiustiziaAmbientale #CittàSostenibili

This beautiful article by @lucianocapone explains the dangers of conspiracy theories and how one cannot joke about health. In this case, the health of trees, but it applies exactly the same way to the health of people. (translated)

Dieci anni fa i vip pugliesi (Al Bano, Caparezza, Negramaro, Emma Marrone, etc) lanciarono una campagna social complottista su Xylella per "difendere gli ulivi". Ora, dopo 21 milioni di alberi seccati, sono spariti: a difendere gli ulivi c'è Helen Mirren. https://t.co/rfskZPo2u2 #Xylella #ulivi #Puglia

Nelle prossime 48-72 ore sentiremo parlare spesso di temporali, colpi di vento e possibili fenomeni localmente intensi e c’è una parola da conoscere bene: downburst. Non è il solito termine in inglese inventato dai media ma si tratta di un termine scientifico che indica uno specifico fenomeno. Non si tratta di un tornado o di una tromba d'aria, è una raffica discendente molto violenta che nasce dentro un temporale. L’aria, raffreddata da pioggia e grandine, precipita rapidamente verso il suolo e quando arriva a terra, si espande in orizzontale con raffiche anche improvvise e molto forti. Per questo a volte, durante un temporale, il vento sembra arrivare "di colpo", prima aria ferma o quasi, poi una murata d’aria che piega alberi, solleva polvere, sposta oggetti e può creare danni anche senza rotazione. La differenza è importante, nel tornado il vento ruota attorno a un vortice, nel downburst l’aria scende e si apre a ventaglio al suolo con forti raffiche di vento orizzontali fino a 80-100 km/h. Questo non significa che ogni temporale produrrà un downburst, significa però che, nelle fasi temporalesche estive più intense, non bisogna guardare solo pioggia e fulmini, a volte il fenomeno più pericoloso è il vento improvviso che scende dalla nube e si allarga al suolo in pochi minuti. #temporali #meteobollettino #downburst

La prima immagine è la realtà, la seconda è la stessa Piazza San Giovanni, a Roma, rifatta da poco trasformata con l’IA in una foresta urbana. Non è solo estetica, è fisica dell’atmosfera urbana. Una piazza minerale, piena di asfalto, pietra e superfici dure, assorbe calore di giorno e lo restituisce lentamente di notte ed è uno dei motori dell’isola di calore urbana. Il verde fa l’opposto, ombreggia, evapotranspira, riduce la temperatura superficiale, limita l’accumulo di calore e rende l’aria più respirabile. Una rete seria di alberi, parchi, suoli permeabili e corridoi verdi può abbassare le temperature urbane anche di 2-3 °C nelle aree più esposte. Si tratta di un qualcosa anche scientificamente dimostrato, come accaduto nella città di Medellin. Non servono alberelli decorativi messi a caso, servono vere foreste urbane e non per abbellire la città ma per raffreddarla. #UrbanForest #SustainableCities #ClimateAction

Andrea 3w

sindaco le temperature sono troppo alte, forse dovremmo chiudere i siti archeologici nelle ore calde, magari ampliando gli orari serali. forse dovremmo smetterla di creare isole di calore e piantare alberi dove possibile aumentando il personale per la loro cura ecc il sindaco: https://t.co/oicejaUPFm #climatechange #archeologia #sostenibilità

L’isola di calore urbana si vede soprattutto di notte. Non quando il Sole picchia sull’asfalto, ma quando dovrebbe iniziare il raffreddamento e invece la città continua a restituire calore. Alcuni dati sulle minime della scorsa notte lo mostrano bene. Torino città: 24°C. Zone appena fuori: 22°C. Milano città: 23°C. Zone appena fuori: 21°C. Bologna città: 24°C. Zone appena fuori: 22°C. Roma città: 23°C. Zone appena fuori: 20-21°C. Parliamo spesso di 2°C di differenza, a Roma anche 2-3°C. Di giorno possono sembrare pochi ma di notte fanno tutta la differenza del mondo. Una minima più alta significa case che si raffreddano meno, sonno peggiore, maggiore stress per anziani e fragili, più uso di condizionatori, più calore riversato all’esterno e una città che fatica a respirare. Questo è il cuore dell’isola di calore urbana tra cemento, asfalto, strade che accumulano calore durante il giorno e la rilasciano lentamente dopo il tramonto. Per questo aumentare il verde urbano non è una scelta estetica è una misura di adattamento climatico. Servono molti più alberi, più ombra, più suoli permeabili, più parchi, più corridoi verdi e meno cemento inutile. Nelle città che si scaldano, il verde non serve solo a rendere una strada più bella, serve a renderla più vivibile. #IsolaDiCalore #Urbanizzazione #Clima

L’unica cosa da dire sul gran caldo è questa: finché i sindaci Pd e progressisti continueranno ad abbattere alberi nelle nostre città, sarà sempre peggio. “La vegetazione urbana è il primo antidoto alle isole di calore”, spiega @ValerioRossiAlb. Ci stanno privando di un servizio ecosistemico cruciale. E’ un suicidio collettivo. Ne ho parlato ieri a @Ariachetira #CambiamentoClimatico #SalvaguardiaAmbiente #Ecosistemi

L

La Cina sta implementando un ambizioso progetto di afforestazione, noto come Grande Muraglia Verde, per combattere il riscaldamento climatico e arginare l'avanzata dei deserti, con l'obiettivo di piantare 100 miliardi di alberi entro il 2050 e triplicare la copertura forestale nelle province del nord del paese. #GrandeMuragliaVerde #RiscaldamentoClimatico #ForesteCinesi

Una Grande Muraglia verde: la strategia di Pechino per combattere il riscaldamento climatico

Zitti che, in questa prima puntata, Giovanni Mr carrettino delle brioche, quello di cui “ridono pure i cugini” e che ha “scoperto a 30 anni che gli alberi di Natale sono finti”, potrebbe essere il maschio (e forse pure la persona) migliore là in mezzo #TemptationIsland 🦌 #TemptationIsland #Giovanni #RealityTV

ANSA.it 4w

Gli attivisti della Flotilla, Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, sono stati liberati dopo un mese di detenzione in Libia e rientreranno oggi in Italia, dove saranno accolti da manifestazioni che criticano il governo per la mancanza di condanne formali alle violazioni subite e chiedono un intervento diplomatico equo contro le violazioni dei diritti umani. #Libia #DirittiUmani #Solidarietà

Attivisti Flotilla liberati, stamattina il rientro in Italia: 'Tajani non ha condannato le violazioni'

Sono felice di poter annunciare la liberazione di Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, i due attivisti italiani della Flotilla, che erano detenuti da un mese in Libia. Insieme a loro è stato affidato al nostro console a Bengasi anche Matias Alvarez Rodriguez, uruguaiano con cittadinanza italiana, che abbiamo seguito e assistito in questi giorni. Grazie a un intenso lavoro diplomatico, in coordinamento tra il ministero degli Esteri e Palazzo Chigi, domani faranno finalmente rientro in Italia. Ringrazio il personale della Farnesina e la nostra intelligence per l’ottimo lavoro.

Flotilla di terra, rilasciati i due attivisti italiani detenuti da un mese in Libia. L’annuncio di Tajani: “Rientreranno mercoledì”
www.ilfattoquotidiano.it

I due attivisti italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, detenuti per un mese in Libia, sono stati rilasciati e torneranno in Italia grazie a un'intensa attività diplomatica, come annunciato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. #Flotilla #Libia #Attivisti

Flotilla di terra, rilasciati i due attivisti italiani detenuti da un mese in Libia. L’annuncio di Tajani: “Rientreranno mercoledì”