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#Qualco

Good morning! Since March 6, not even a week after the #USA attack against #IRAN, we denounce - thanks to the objective data from open sources - that the #Meloni government grants the use of #USMilitaryBases. Now something is moving: https://t.co/qETLdmaTRI (translated)

Questo Mondiale l’ha vinto il Giappone giocando finalmente col Brasile, coronando il sogno di Oliver Hutton. L’ha vinto il santone ghanese in tribuna, l’impresa di Curaçao, il portiere quarantenne Vozinha e Lumumba, l’uomo statua rimasto immobile 90 minuti per ricordare il colonialismo. L’hanno vinto i tifosi della Norvegia, i meme su Haaland e il procione impagliato di Haaland. L’hanno vinto i cori dell’Inghilterra e la pelle d’oca per i cori dell’Inghilterra. Più di tutti, lo hanno vinto i Beatles e gli Oasis. L’ha perso la FIFA e l’ha vinto il direttore marketing della Levi’s. L’ha vinto Bellingham: gli occhi di Bellingham, il sorriso di Bellingham, tutto di Bellingham fino alla cistifellea di Bellingham. L’ha perso l’halftime show, ma l’ha vinto Shakira, che dal 2006 è per i Mondiali quello che Mariah Carey è per il Natale. L’hanno vinto il Messico e il Canada. L’ha perso gli Stati Uniti, in tutti i modi in cui si può perdere qualcosa, soprattutto la faccia. L’ha vinto la gioia di baby Yamal, il figlio di Cucurella e la madre di Nico Williams, che per un futuro migliore aveva attraversato il Sahara a piedi, incinta. L’ha vinto l’eroe solitario sugli spalti con la maglia dell’Italia, e un po’ l’abbiamo vinto pure noi, che abbiamo tifato questo e quello mettendo un cerotto sul cuore infranto. L’ha vinto il football e l’ha perso il soccer. L’ha vinto la Spagna e l’ha perso l’Argentina, non per il risultato, ma per aver trasformato la finale in un episodio di The Walking Dead: sia nel senso degli zombie sia in quello della brutalità. Alla fine, anche questo Mondiale lo hanno vinto le storie. Così tante che qui non entrano tutte. Perché lo sport fa sempre questa magia: nel bene e nel male, nel tempo di una partita racconta tutto ciò che siamo. #worldcup #football #sport #mondiale

Al posto di #Fakir, la prossima volta potrebbe esserci un ragazzo autistico spaventato che da in escandescenza perché spaventato da qualcosa. Qualcuno chiama le ff.oo e quelle per fermarlo lo uccidono. Potrebbe esserci vostro figlio che ha bevuto, o che si è fatto una canna. #DirittiUmani #Autismo #Violenza

La parte più bella di tutto il mondiale per quanto mi riguarda è Adani che ha dovuto commentare per 120 minuti la nazionale che tifa (non si sa bene perchè) vedendola giocare nello stesso identico modo che lui ripudia. Condannato a sperare in qualcosa che non sarebbe arrivato. #Mondiale #Calcio #Commento

Se ho capito bene la strategia dell'Argentina è provare a difendere perfettamente su ogni azione intercettando ogni passaggio pericoloso per poi passarla allo gnomo demoniaco sperando si inventi qualcosa. La gran jaula de Livorno #Argentina #Strategia #Calcio

Nelle #FP3 tutti i team hanno lavorato per cercare un qualche tipo di ottimizzazione che però è molto complicata da realizzare. Le varie strategie si sono unificate solo parzialmente e rimangono differenze importanti: a Pouhon ad esempio ci sono 15 kph di delta in discesa tra #Ferrari che scarica tutto e #Verstappen che invece fa harvesting, e dopo la curva ce ne sono 19 tra Max che a quel punto scarica tutto e #Hamilton che invece ricarica... #RedBull continua a fare scelte uniche, come quella di rallentare molto a Eau Rouge e poi scaricare tutto all'inizio del Kemmel, e di fare harvesting nella prima metà dell'S2 per poi avere tutto da scaricare in alto, dove funziona meglio la sua PU, nell'S3, con best time. #Ferrari bene in curva, spinge con tutta l'energia che può in S1 e S2, ma lascia tanto nel LiCo prima della 8 e poi rimane quasi a secco in S3. #McLaren (partirà con +10 pos) carichissima, evidente dal gap, cresce linearmente in S1 e S3, decresce in tutte le curve dell'S2 #Mercedes una sintesi delle qualità migliori di tutti, veloce quando serve l'energia, veloce in quasi tutte le curve (tranne a Les Combes). Kimi strafavorito per la pole ma la #F1 ci ha abituato che quando sembra così poi succede qualcosa... vediamo la quali con anche la corsa contro il tempo dei meccanici Ferrari. #BelgianGP #F1 #BelgianGP #Motorsport

Lamine è un grandissimo giocatore, l'ho seguito moltissimo perché gioca in un club che amo. A 19 anni è uno dei più forti al mondo, ha tutta la carriera davanti e una grande opportunità di fare qualcosa di storico, anche se noi faremo il massimo affinché non sia questa volta. La verità è che questa foto è una cosa folle, ho fatto una foto con lui quando era un neonato e adesso ci affronteremo in una finale mondiale. Gli auguro sempre tutto il meglio, anche perché il suo bene è il bene del Barcellona.

Mondiali: Messi su Yamal, 'la foto una cosa folle, lui uno dei migliori'
www.ansa.it

Nolan prende il mito, lo ingigantisce, lo fa rimbombare in sala. Sì, è un’americanata. Ma è un’americanata fatta come si deve, con una consapevolezza cinematografica che oggi si vede sempre più di rado. Se l’obiettivo era riportare sul grande schermo il senso dello spettacolo epico dei colossal come Ben-Hur o I dieci comandamenti, facendolo scoprire anche a chi quelle storie non le ha mai viste, allora la missione è centrata. La colonna sonora è monumentale: arcaica, vibrante, quasi tribale. Non accompagna semplicemente le immagini, ma sembra emergere dalla terra e dal mare insieme ai personaggi. E quando tace, lascia spazio ai rumori naturali e ai silenzi, che diventano altrettanto potenti. Una delle cose che mi ha fatto sorridere di più è Agamennone: la cui figura nera, imponente, geometrica, ricorda quasi Darth Vader. E funziona. Quell’armatura smisurata, quasi disumana, trasforma il re in una figura tragica ancora prima che pronunci una parola, come se fosse già prigioniero del destino che lo aspetta. Le sequenze dedicate a Circe e Polifemo sono tra le più riuscite. Nolan le porta al limite dell’horror senza perdere il sapore del mito: inquietanti, disturbanti, memorabili. Charlize Theron, diciamolo, non la si manda via tanto facilmente. La sua Calipso è molto diversa da quella omerica: meno seduttrice, più adulta, riflessiva e malinconica. Una donna immortale che sembra aver già vissuto troppe eternità. Anne Hathaway, invece, probabilmente offre la miglior interpretazione del film. La sua Penelope non è solo la moglie che aspetta: è il vero centro emotivo della storia, una presenza forte, intelligente, che tiene insieme Itaca mentre tutto il resto si sgretola. Anche l’Ulisse di Nolan si discosta da quello di Omero. L’eroe astuto “dal multiforme ingegno” lascia spazio a un uomo già segnato prima ancora che inizi il viaggio. La trasformazione non nasce dopo Troia: sembra cominciare nel momento dell’addio a Penelope, a Telemaco e alla sua casa, quando capisce che la guerra gli porterà via qualcosa che non potrà più recuperare. E poi ci sono Eumeo e Argo. Ogni loro scena è un colpo al cuore. Impossibile non amarli. E impossibile non commuoversi. Non è un adattamento filologico, né pretende di esserlo. È Nolan che prende un poema di quasi tremila anni fa e lo traduce nel linguaggio del grande cinema contemporaneo: enorme, spettacolare, a tratti persino eccessivo. Ma quando le luci si riaccendono, viene voglia di tornare a leggere Omero. E forse è proprio questo il complimento più grande che si possa fare a un film del genere. #recensioniabombetta #nolan #odissea #Nolan #Odissea #Cinema

IL LATTE DI AVENA: Prof. @RoyDeVita: IL ‘LATTE’ CHE VI FA IMPENNARE LA GLICEMIA COME UNA COCA COLA. Pensate che il latte d’avena sia l’alternativa più sana e “light” per la vostra colazione? La realtà biochimica vi racconterà una storia molto diversa. Durante il processo industriale, gli amidi dell’avena vengono letteralmente idrolizzati, trasformandosi in zuccheri semplici ad altissimo indice glicemico. In breve: state bevendo un picco glicemico liquido pensando di fare una scelta salutare. È il classico schema del marketing: togliere un ingrediente per rimpiazzarlo con qualcosa di nutrizionalmente peggiore per il vostro metabolismo. Voi lo consumate abitualmente? Controllate mai l’etichetta? #LatteDiAvena #ProudOfScience #Salute

The review of the #ETS - which is met with diametrically opposed but all critical judgments from both the industrial and environmental fronts - changes something, but not as much as expected. In any case, the lack of any measure to limit volatility strikes. (translated)

Finally, something is changing, here’s how 👇 The EU is waking up: the restrictions on CO2 quotas have been eased. But it’s not enough. (translated)

Mara 4d

Mancano?Si Siamo felici nel saperli felici?Si Si stanno proteggendo?Si Sono delusi da tanti?Si Si è rotto qualcosa tra noi e loro?Si Sono innamorati e felici?Si Mi sono rotta il cazzo di tanta cattiveria?Si Continuerò a seguirli e sostenerli contro tutto e tutti? Siiiii #helevier https://t.co/XXgTTCLjG5 #amore #felicità #sostegno

Ci racconteranno, ci spiegheranno, ci preciseranno che il campionato italiano di Serie A si è svolto e si volgerà senza ombre. Ma ai club concorrenti dell'Inter questa situazione va bene? Nessuno in Lega ha qualcosa da eccepire? (estratto dal Corriere della Sera) https://t.co/PC8PlMMZPy #SerieA #Calcio #Inter

🐹Prima di entrare nell’esercito ci siamo detti: ‘Una volta che saremo tutti congedati, andiamo a vedere gli ARMY in tutti i posti dove non abbiamo potuto fare un tour durante il COVID.’ Non era qualcosa di cui stavamo parlando con l’agenzia. Era una promessa che ci siamo fatti + https://t.co/yT4on8A0gp #ARMY #COVID19 #tour

Sono sufficientemente amico dell’Ucraina per non rischiare di essere frainteso quando scrivo di essere tra i tanti che non concordano con la rimozione di @FedorovMykhailo dal Ministero della difesa. Ho profondo rispetto per le dinamiche politiche interne di un paese sovrano, ma ritengo che questa mossa, compiuta nell’ambito di un rimpasto probabilmente necessario, rischi di causare più problemi di quanti ne risolva e di risultare incomprensibile al popolo, che, infatti, si sta già mobilitando. Si sa che all’origine dell’avvicendamento c’è lo scontro tra lo stesso Fedorov ed il Comandante in capo Oleksandr Syrsky e che gran parte delle questioni ruotano attorno alle commesse della Difesa, a loro volta collegate a due diverse concezioni della guerra. Facendo tesoro della sua esperienza da Ministro per l’Innovazione tecnologica, Fedorov ha premuto per un approccio asimmetrico e digitale. La sua filosofia parte dalla constatazione che con il costo di un singolo proiettile d'artiglieria tradizionale si possono acquistare 10 droni FPV ad alta precisione. Ha quindi spinto massicciamente per deviare fondi verso la produzione domestica di droni, guerra elettronica (EW) e software di tracciamento dati. Ha anche creato un "marketplace" digitale (DOT-Chain) dove le brigate al fronte possono ordinare direttamente i droni di cui hanno bisogno in base all'efficacia reale registrata sul campo (attraverso piattaforme di tracciamento dati come DELTA). Questo elimina la burocrazia centrale e premia i produttori ucraini più innovativi, un sistema che ha stimolato lo sviluppo tecnologico, fatto nascere centinaia di start-up e assicurato all’Ucraina un primato assoluto nel settore. Syrsky e lo Stato Maggiore ritengono che, per quanto utili, i droni non possano sostituire la potenza di fuoco pesante e la tenuta della linea di fronte che solo l'artiglieria convenzionale e i sistemi missilistici pesanti possono garantire. Va da sé che Fedorov, centralizzando presso il Ministero gli acquisti, ha sottratto ricchi appalti ad imprese storicamente vicine all’apparato militare, ma ha anche puntato tutto sulla trasparenza dei conti e sulla tracciabilità dei flussi, sbloccando fondi per 60 miliardi di grivne e diventando per questo estremamente popolare sia in patria che tra gli alleati. Fedorov era la migliore garanzia sia per i governi nazionali sia per l’UE del corretto impiego dei fondi per la difesa. Come ho scritto in un recente post, pubblicando questa stessa foto, Fedorov ha riscritto le regole della guerra. E aggiungo che è diventato anche per questo uno dei volti internazionali di un’Ucraina che vuole guardare avanti, al futuro, all’innovazione, alla trasparenza e al merito. Ha semmai commesso l’errore di sottovalutare il peso ineludibile che in un paese in guerra hanno le forze armate. Qualcosa si sta muovendo. Già ieri sera sparuti gruppi di manifestanti sono scesi in strada per contestare la scelta di Zelensky, come in una democrazia sana è giusto che accada e personalmente mi auguro di rivedere le piazze piene di gente con cartelli in mano che ricordino sempre a chi governa che il potere appartiene al popolo e che nell’interesse del popolo ogni decisione deve essere presa. Chiudo questo post con WE WILL WIN. Non perché sia necessariamente in tema, ma perché è quello che, come si vede da questo breve video, Fedorov ha scritto sulla mia bandiera. #SlavaUkraïni #Ucraina #Politica #Innovazione

Fatemi sapere come sta quell'uomo. Come posso sapere qualcosa sulle sue condizioni?

Paolo Belli travolge un pedone con la sua bici: Alessandro Magnani muore a 41 anni. Il cantante sotto choc
www.ilmessaggero.it
pap1pap 6d

Allora, facciamo un riassunto delle procedure di mercato dell'Inter partendo dal basso, ricordando che gli esponenti di Oaktree non hanno alcuna esperienza di calcio, probabilmente qualcuno non conosce la regola del fuorigioco, qualcuno di diagonali conosce solo quelle di geometria, tutti a parte Gigliani, messo in cda da Oaktree, ex gruppo City con responsabilità sul Palermo, sempre in B cmq da 4 anni, ora presidente del Saint Louis in MLS e che ci tengo sempre a ricordare che da quando è arrivato lui sono passati in 3 anni da primi di conference e 4° in assoluto a penultimi di conference e quartultimi in assoluto. Tarantino il responsabile delle giovanili ha potere fino a 100K a firma congiunta con Ausilio e/o Marotta. Ausilio ha potere sino a 10 milioni a firma congiunta con Marotta. Marotta ha potere quindi sino a 10 milioni in accordo con Ausilio e da 10.000.001 euro deve passare dalle forche caudine di Oaktree rappresentata da Catanese. Catanese decide sino a 20 milioni (non è che oaktree abbia tutta sta fiducia eh max) Da 20 milioni in su l'operazione deve avere ANCHE l'approvazione della Ralph E di Cano, non basta solo uno dei 2, servono entrambi. Da 10milioni e 1 euro in su si aggiungono le motivazioni tecnico/tattiche/finanziario/economiche che Ausilio e Marotta devono presentare per ottenere l'avallo sino a 20 milioni e poi ancora oltre i 20 milioni , motivazioni che passano al vaglio del golden boy dei DS mondiali Gigliani e dei suoi mirabolanti algoritmi. Teoricamente Ralph e Cano poi con tutti i dati in mano potrebbero decidere direttamente, ma visto che sarebbero a culo scoperto e in posizione "a ponte" ho il sospetto che debbano fare un ulteriore passaggio più in alto. E così sono spiegati i 45 giorni di cui parla Lucci per arrivare alla proposta accettata dall'Atalanta, che sicuramente ha il culo sporco, ma se ne parla pubblicamente è perchè qualcosa in mano ha. Non sono in discussione tanto i limiti che è vero che tutti i DS/CEO hanno, e nessuno chiede di dare ad un 20enne 7 milioni di ingaggio o pagarlo 60 milioni, quanto le tempistiche decisionali bibliche, che sono poi solo frutto di ignoranza calcistica, che ho il fondatissimo sospetto che per buttare 100 milioni su un'azione in borsa in improvviso calo/rialzo ci mettano esagerando 45 minuti e non 45 giorni. #Inter #Calcio #Mercato

Fabrizio Romano è l'unico che parla di mercato senza aver bisogno di pubblicità o di visibilità, quindi se lui dice qualcosa io gli credo. E soprattutto è sempre molto chiaro senza illudere. Se dice che l'Inter sta parlando per un giocatore, l'Inter sta parlando per un giocatore. Se il tifoso interpreta queste parole come "l'Inter ha chiuso per il giocatore" non è responsabilità di Fabrizio Romano. È il numero uno indiscusso e riconosciuto all'unanimità da tutto il mondo del calcio. #FabrizioRomano #Calcio #Mercato

Provocazione o Insulto? Perché smettere di confonderli cambierà il modo in cui discuti Introduzione: Il Calore dello Scontro Nel cuore di una disputa accesa, quando la pressione dialettica sale, è comune percepire un’istanza dell'interlocutore non come un contributo al tema, ma come una minaccia identitaria. In quel momento, la nostra architettura cognitiva sembra collassare sotto il peso di una reazione pre-razionale: facciamo fatica a distinguere tra un pungolo intellettuale e un attacco personale. Le riflessioni di L.S. annotate nel suo "Diario XII" nel giugno 2026, mettono a nudo questa fragilità psicologica. L'autore stesso ammette di lasciarsi talvolta suggestionare da una tendenza pericolosamente moderna: l’assimilazione della provocazione all'insulto. Se persino chi analizza professionalmente le dinamiche comunicative fatica a riconoscere il confine, è evidente che ci troviamo di fronte a un nodo cruciale della nostra fenomenologia relazionale. Perché cediamo così facilmente all'istinto di replica, rinunciando a comprendere la reale natura dello scontro? L'Illusione della Somiglianza: Una Questione di Forma La confusione tra provocazione e insulto nasce primariamente da un inganno estetico. Siamo abituati a pensare che una comunicazione razionale debba essere necessariamente garbata e formale; quando invece la provocazione si manifesta in una veste rozza, goffa o persino astiosa, il nostro sistema di difesa la cataloga immediatamente come ostilità gratuita. È l'incapacità di distinguere tra l'estetica della consegna e l'intento del messaggio. La provocazione è spesso un'invitante sfida logica travestita da minaccia; tuttavia, la sua superficie ruvida innesca un istinto di risposta speculare che ci impedisce di guardare oltre la crosta del linguaggio. Ci fermiamo all'istinto di replica perché interpretiamo la sgradevolezza del tono come una prova dell'assenza di contenuto, ignorando che la verità può talvolta indossare abiti scomposti per scuotere le nostre certezze più radicate. La Provocazione come Strumento Razionale Contrariamente alla percezione comune, la provocazione non è un atto di chiusura, ma un'operazione euristica. Essa è intrisa di una tagliente razionalità che mira a forzare l'analisi e a spingere il confronto verso territori inesplorati. Nonostante l'apparente aggressività, la provocazione riconosce la dignità intellettuale dell'altro, considerandolo un soggetto capace di sostenere una tensione dialettica elevata."La provocazione chiede qualcosa."Questo passaggio del diario chiarisce l'essenza dell'atto: la provocazione è una domanda, un’istanza che esige un approfondimento o una difesa logica delle proprie posizioni. È un invito al gioco dialettico, per quanto duro possa apparire. Chi provoca non vuole distruggere l'interlocutore, ma testare la solidità delle sue fondamenta razionali, offrendo uno stimolo che, se accolto, produce una crescita per entrambi gli attori della discussione. L'Insulto: La Manifestazione del Dolore L'insulto opera su un piano ontologico radicalmente differente. Non è un argomento, né il tentativo di instaurare un dialogo; è, al contrario, la resa dell'intelletto e la manifestazione di un io interiore ferito e brutto. Quando un interlocutore "accusa il colpo" e si sente sopraffatto da un'argomentazione che non riesce a gestire, l'insulto diventa un meccanismo di difesa estremo. È l'estrusione del disagio di chi non ha più strumenti per abitare il piano della ragione. Come nota acutamente L.B., il ricorso all'insulto segnala spesso non tanto una mancanza di capacità intellettiva, quanto una deliberata mancanza di volontà di confrontarsi onestamente."L'insulto sanguina."Questa immagine potente descrive la natura viscerale e disordinata dell'offesa. Mentre la provocazione è chirurgica, l'insulto è una ferita aperta che sporca il campo del discorso. Esso non chiede nulla, non propone nulla: si limita a testimoniare la sofferenza e la "bruttezza" di chi lo scaglia. L'insulto non è un segnale di forza dominatrice, ma il sintomo di una vulnerabilità mal gestita che cerca di nascondersi dietro l'aggressione verbale. La Trappola del Registro: Perché Non Rispondere al Fuoco col Fuoco Il pericolo maggiore in un dibattito non è subire un insulto, ma reagire adottando lo stesso registro dell'avversario. Cedere a questa tentazione significa commettere una profonda ingiustizia alla sincerità delle nostre stesse posizioni. Se permettiamo alla scomposta reazione altrui di dettare le regole della nostra comunicazione, tradiamo l'integrità del nostro pensiero originale. Discendere nel disordine emotivo dell'altro è un atto di auto-sabotaggio filosofico: significa rinunciare alla superiorità della ragione per affogare nello stesso "sangue" dell'insultante. Mantenere la lucidità di fronte a un attacco scomposto non è solo una prova di forza psicologica, ma un dovere etico verso la verità che stiamo cercando di esprimere. Rimanere ancorati alla propria razionalità, anche quando l'altro capitola nell'offesa, è l'unico modo per onestamente onorare il contenuto del proprio discorso. Conclusione: Oltre la Superficie del Dialogo Smettere di sovrapporre provocazione e insulto è un atto di igiene mentale e civile. Dobbiamo imparare a vedere nella prima una richiesta di analisi e nel secondo l'esposizione di una ferita interiore. Sono due polarità opposte: l'una cerca il "più" della conoscenza attraverso lo scontro, l'altra rivela il "meno" della capacità dialettica. In un'epoca di conflitti verbali perenni, recuperare questa distinzione significa restituire nobiltà alla discussione e proteggere la nostra integrità intellettuale dalle reazioni scomposte che, troppo spesso, scambiamo per forza.La prossima volta che ti sentirai attaccato, avrai il coraggio di chiederti se l'altro sta cercando un confronto o se sta semplicemente sanguinando?