BETA nonprofit public democratic european moderated

Search

#Sociologi

Håll i hatten vänner. Här publicerar Aube Tollu, lärare i sociologi och kriminologi vid sociologiska insitutionen i Lund, en avhandling som genom ett queerteoretiskt perspektiv ”utmanar reduktionistiska narrativ som framställer jihadistgruppers medlemmar som avvikande eller monstruösa” och ”argumenterar för nyanserade tolkningar som tar hänsyn till deras komplexa livserfarenheter.” Avhandlingen syftar till att ”placera jihadistgruppers medlemmar som individer inskrivna i moderniteten, vars ambitioner och kamp ofta speglar bredare och banala sociala dynamiker” samt att beakta deras ”inneboende mänskliga sårbarhet och handlingskraft.” Den förespråkar ”motstånd mot avhumaniserande narrativ” om jihadister och ”föreslår lekfullhet” samt ”ovillkorlig empati och omsorg för alla.” Detta är inte forskning – det är rappakalja och ideologisk aktivism, finansierad med skattemedel. När svenska universitet legitimerar sympatier för terrorister under täckmanteln av akademisk forskning, blir frågan: varför tvingas vi finasiera denna smörja? #Utbildning #Sociologi #Jihadism

O

🚨La crise de la santé mentale des jeunes : et si on lisait vraiment les chiffres ? 📒 Comprendre la santé mentale des jeunes - Revue de littérature ✍️ Alex Maignan, doctorant en sociologie à l'Université Paris Nanterre (Cresppa-CSU) et à l'EHESS (IRIS) - Structure éditrice : INJEP (Institut national de la jeunesse et de l'éducation populaire), collection INJEP Notes & Rapports - Aout 2026 Capsules Audio de Pratiques en Santé 🎙️🎥 https://www.youtube.com/watch?v=-JHK0P0ZfXs 🔍💡 Santé mentale des jeunes : une revue de littérature qui décortique le discours de « crise » et remet les chiffres du suicide, de l'anxiété et de la détresse dans leur contexte social. 🧠 De quoi affûter son regard de terrain avant d'accompagner. Analyse de Pratiques en Santé et lien vers la source ℹ️➕ https://www.pratiquesensante.com/blog/pratiques-15/comprendre-la-sante-mentale-des-jeunes-revue-de-litterature-6112 ( voir dans l'article l'étude de cas et la présentation FALC) 📌 Ce document permet de sortir du réflexe « les jeunes vont mal à cause des écrans » pour comprendre pourquoi et comment ce discours de crise s'est imposé, sans nier les réalités mesurées. Il outille celles et ceux qui repèrent, orientent ou accompagnent des jeunes en souffrance en clarifiant ce que les chiffres disent vraiment, ce qu'ils masquent, et comment les inégalités de genre et de classe structurent aussi bien la souffrance que le recours à l'aide. Sa cartographie des dispositifs (maisons des adolescents, école, insertion, prison, numérique) et sa lecture critique de la « norme d'autonomie » aident à interroger ses propres pratiques d'accompagnement. Un texte pour penser avant d'agir #️⃣ #SantéMentale #injep #PromotionSanté #Jeunesse #DéterminantsSociaux #LittératieSanté #PréventionJeunes #SociologieDeLaSanté #pratiquesensante

La crise de la santé mentale des jeunes : et si on lisait vraiment les chiffres ?

PEGGIORE DELLO SCHIFO CI SONO SOLTANTO LE RANCOROSE ACIDE PSEUDO-DONNE DI SINISTRA "Nana". "Caciottara a mollo". "È venuta a infestare il nostro mare, spero si sia disinfettata con l'amuchina". Il bersaglio: una madre in vacanza con la figlia di nove anni. Le firme, in gran parte: donne. Questo il trattamento riservato a Giorgia Meloni per tre giorni alla Maddalena. Tre giorni di volo di linea, traghetto, gommone a noleggio e panini nella borsa frigo. Niente yacht, niente voli di Stato: la fila all'imbarco come qualunque madre italiana d'agosto. Ed è proprio questa normalità che ha fatto impazzire la muta di cani rabbiosi. "Nullafacente da sempre", "le ferie le prende chi lavora": quasi quattro anni alla guida del governo, evidentemente, non contano come mestiere. Fino al capolavoro dell'amuchina. Infestare: il verbo che si riserva agli insetti. Quando l'avversario politico diventa un agente contaminante non siamo più nell'insulto, siamo nella disumanizzazione da manuale. Quella su cui si scrivono i saggi e si organizzano i convegni. Quando capita agli altri. E qui il dato che nessuno vuole vedere. Donne che danno della nana a una donna. Donne che deridono la maternità di una donna. Donne che evocano un disinfettante per una donna che fa il bagno con la figlia. La sorellanza, parola d'ordine di ogni piazza femminista degli ultimi dieci anni, si ferma al tornello della tessera politica. Di là dal tornello non ci sono sorelle: c'è una preda. Qualcuna, nel coro, ha pure fornito la teoria: "questa destra ha sdoganato la violenza verbale e ora vi meravigliate che qualcosina torni indietro". Eccola, l'assoluzione preventiva. Se l'è cercata. La stessa identica grammatica che il femminismo denuncia - giustamente - quando viene usata contro qualunque altra donna. La gonna troppo corta, il rientro troppo tardi, le idee troppo di destra: cambia il pretesto, la logica è quella. Ma applicata a Meloni diventa improvvisamente analisi politica. E la rabbia ha una radice precisa, che il vocabolario confessa da solo. Caciottara, borgatara, pescivendola: insulti di censo, non di politica. È il disprezzo del salotto per il mercato rionale, firmato da una sinistra che ormai vince ai Parioli e ha perso nelle borgate che furono sue. La prima donna al vertice di Palazzo Chigi doveva essere una di loro: laurea giusta, quartiere giusto, salotto giusto. Invece il soffitto di cristallo lo ha sfondato una madre della Garbatella che parla come il popolo che loro hanno smesso di frequentare. Non le perdonano le idee. Non le perdonano di essere arrivata prima, partendo da sotto. Né si può dire che manchi il contesto. Due mesi fa, alla Camera, il capogruppo grillino in commissione Esteri Francesco Silvestri ha spiegato che la premier "ha indossato delle ginocchiere per stare più comoda". Detto in aula, a verbale, dal pulpito della Repubblica. E nella stessa seduta si è consumata la scena che vale un trattato di sociologia: l'onorevole Boldrini indignata perché un collega aveva osato dire "signor presidente" - il maschile, che scandalo - e silente sull'allusione alle ginocchiere. La sentinella del linguaggio monta la guardia sull'articolo e dorme sulla sostanza. Risultato: nel giro di giorni, "ginocchiere" era l'argomento più gettonato sotto i post d'odio contro la premier. Il linguaggio non sale dalla fogna al palazzo. Scende dal palazzo alla fogna. E non è la prima volta. Quando Landini la definì "cortigiana", dalle piazze femministe. Quando la televisione di Stato russa la chiamò con epiteti da postribolo, sempre silenzio. Quando un professore augurò alla figlia di nove anni la fine di Martina Carbonaro e quando un camerunense davanti a una questura fece alla stessa bambina allusioni che non si trascrivono, le piazze che si riempiono per un asterisco rimasero vuote. Il copione non cambia mai: si cambia solo la vittima designata e la si toglie dall'elenco delle donne difendibili. Perché di questo si tratta. Il movimento che vede il patriarcato in una pubblicità, in una desinenza, in una ricetta di cucina, davanti alla prima donna presidente del Consiglio della storia repubblicana - coperta di insulti sessisti, minacciata, con la figlia minorenne nel mirino da tre anni - non ha mai trovato dieci minuti per un presidio. Non una fiaccolata. Non un corteo di Non Una di Meno. Non una riga delle firme che vivono di questo. Dov'era il patriarcato quando serviva davvero? Era in vacanza pure lui? La risposta la conosciamo ed è la stessa che spiega un altro silenzio: quello sulle donne musulmane. Sui matrimoni forzati, sulle mutilazioni, sui niqab imposti alle bambine nelle nostre città, il femminismo militante pratica da anni la medesima sordità selettiva. Le donne velate a forza e la premier detestata condividono lo stesso destino: sono donne sbagliate, la cui oppressione non porta consenso. E allora non esistono. Un femminismo che sceglie quali donne difendere in base alla convenienza non è un movimento di liberazione. È un ufficio stampa con la bandiera sbagliata. Il patriarcato lo vedono ovunque, tranne dove c'è una donna che non gli piace. E ogni giorno di questo silenzio, mentre una madre viene linciata per un traghetto e una bambina cresce sotto scorta digitale, quel silenzio firma. Con nome, cognome e sigla dell'associazione. #Femminismo #Sorellanza #Politica

Fra molto l'IA dimostrerà che il 90% delle tesi di dottorato sono copiate. Ora, vorrei rivolgermi ai proprietari di autolavaggio a Foggia che hanno pagato quattro anni di affitto di una stanza a Milano a 900€ per il figlio specializzato in "Percorsi gender e queer nella sociologia dell'etica delle generazioni ecologiche": non era meglio non si fosse neanche laureato...? #IA #Dottorato #Foggia

Es que ni se sonrojan. Menuda puta vergüenza lo del madridismo sociológico. https://t.co/LB5MH1ffbm #Madridismo #Vergüenza #Fútbol

The Sociology professor at the University of Cambridge, Jason Arday, has resigned from his position following weeks of plagiarism accusations and the opening of an investigation into his academic credentials and professional background, although he has denied these accusations, stating that his resignation is a result of the impact the situation has had on his personal life. (translated)

Dimite el controvertido profesor de Cambridge Jason Arday después de las acusaciones de plagio
T

Metaphysics of the Solitary Absolute: Philosophical and Legal Analysis of the Thesis of Solitary Amorality ​The Thesis of Solitary Amorality, formulated by Tom Nesky under the banner of the Axiom of Relationality of Law and Being, constitutes a radical challenge to classical and contemporary normative theories. Its central premise—stating that law, morality, and the category of crime are not inherent properties of reality, but artificial products of social relations—requires a rigorous deconstruction at the intersection of legal positivism, phenomenological existentialism, ontological anarchism, and monistic metaphysics. This paper attempts a systematic analysis of the intellectual pillars of this thesis, examining its internal coherence, genealogical roots, and consequences for the understanding of freedom and human subjectivity. ​The Systemic Construction of Crime vs. Pure Theory of Law ​The first pillar of the Thesis of Solitary Amorality, designated as Nullum Crimen Sine Systema, posits that law does not discover pre-legal categories of evil, but brings them into existence through the very act of establishing a boundary of permissibility. This assertion exhibits a profound convergence with 20th-century legal positivism, particularly with Hans Kelsen's Pure Theory of Law (Reine Rechtslehre). Kelsen advocated for a methodological purification of legal science from ethical, sociological, and political elements, defining law as a normative system founded upon a hypothetical basic norm (Grundnorm). ​In the Kelsenian view, the legal system functions as a coercive apparatus devoid of inherent moral value. A crucial point of intersection with Nesky's thesis is the elimination of the traditional dualism between acts that are inherently evil (mala in se) and acts prohibited merely by law (mala prohibita). Kelsen argued that an act becomes unlawful solely when a legal norm attaches state-enforced coercion to it. Unlawfulness is not an ontological property of the act, but the result of a relationship of normative imputation. This implies that the law does not penalize an act because it is intrinsically evil; rather, an act is considered evil solely because it has been subjected to systemic penalization. ​This clash became prominent during the debates surrounding the Nuremberg trials, where positions based on natural law and legal positivism collided. While prosecutors such as Robert Jackson invoked universal moral norms (mala in se) as the basis for punishing criminals despite the previously binding positive law of the Third Reich, Kelsen pointed out the theoretical inconsistency of such an approach. He argued that judging on the basis of retroactive law (ex post facto) constitutes a breach in the systemic coherence of positivism, even if it might be justified by political and historical necessity. ​Nesky's project imparts an existential dimension of oppression to this structure, bringing it close to the critique of the state formulated by Friedrich Nietzsche. Nietzsche famously described the state as "the coldest of all cold monsters," which devours the individual's singularity and imposes herd morality upon them. The gaze of the state, mediated through the Other, paralyzes the sovereignty of the individual and forces them to navigate within arbitrarily designated normative boundaries. Every stroke drawn across the chaos of reality establishes a boundary, and every boundary instantly creates the concept of its transgression. ​The Paradox of the Systemic Cage and the Limits of Ontological Anarchism ​The second pillar of the thesis—The Paradox of the Systemic Cage—points to the impossibility of escaping the system through rules alone. Every attempt to negate the existing order, from establishing anarchist structures to escaping into geographical isolation, immediately transforms into a new system whose primary imperative becomes the defense and maintenance of that very absence of rules. This process of structural looping finds its reflection in the current of ontological anarchism formulated by Hakim Bey (pseudonym of Peter Lamborn Wilson). ​Bey, drawing on a synthesis of Nietzscheanism, Situationist theory of the spectacle, and chaos esotericism, recognized that classical revolutions striving to overthrow the state inevitably reproduce structures of domination, becoming new forms of confinement. As an alternative, he proposed the concept of the Temporary Autonomous Zone (TAZ). TAZ is a tactic for creating temporary, non-hierarchical spaces that deliberately evade formal structures of state control. The key element of TAZ is its ephemerality: before the system can map, define, and absorb the autonomous zone, it must dissolve itself and relocate to another point in space-time. ​Attempts to transform TAZ into Permanent Autonomous Zones (PAZ) immediately encounter the paradox noted by Nesky. The need to defend and codify freedom within a lasting community gives rise to internal rules, mechanisms of exclusion, and hierarchy. For this reason, Murray Bookchin criticized ontological anarchism (calling it "lifestyle anarchism" or "bourgeois anarchism") for its lack of political realism and its flight from systemic struggle against capital and state in favor of aesthetic rebellion. The convergence of these perspectives demonstrates that freedom defined as reactive resistance to a system remains structurally determined by it. ​The Dissolution of the Relational Mirror: The Existential Gaze and the Collapse of Morality ​The third pillar of the thesis, designated as The Dissolution of the Mirror (L'Autre), posits that good and evil require the presence of an external witness and judge. This assertion represents a direct application of Jean-Paul Sartre's existential phenomenology, particularly his analysis of the Gaze (le look / le regard) and the relation to the Other (l'Autre) presented in Being and Nothingness. ​Sartre illustrates the constitutive role of the Other through an analysis of the voyeur's situation. At the moment of complete absorption in the act of peeping through a keyhole, the subject's consciousness is pre-reflective—the voyeur does not reflect on himself; his consciousness completely merges with the act being performed. Only the sudden sound of footsteps in the hallway shatters this unity. The voyeur realizes that he himself is seen, and is instantly paralyzed by shame. ​For Sartre, shame is not a purely internal emotion; it is shame of oneself before the Other. The Gaze of the Other objectifies the free subject (being-for-itself—pour-soi), freezing them into a specific role and moral evaluation (being-for-others—pour-autrui). As Ellie Anderson points out, Descartes' formula "I think, therefore I am" is replaced in Sartre by "I feel shame, therefore Others exist." The Gaze of the Other marks the birth of social morality, wherein the individual learns to view themselves from a third-person perspective. ​This existential dynamic corresponds to the Nietzschean genealogy of "bad conscience." Nietzsche demonstrates that morality and guilt are products of the forced internalization of human instincts that could no longer be discharged outwardly due to social barriers. Forced into the constraints of society, man turns against himself, creating an internal judge (conscience) modeled on the external tyrant. ​This vision also resonates with the classical theory of Thomas Hobbes. In Leviathan, Hobbes explicitly declares that in the state of nature, where there is no common power, there is no law, and where there is no law, no notion of injustice exists. Concepts of good, evil, justice, and property are attributes of man living in society, not in solitude. Removing the social fabric reverts the individual to a state in which theft and injury lose their raison d'être due to the absence of relational reference to the Other. #philosophy # metaphysics # thesis # morality

Deze man kan echt niet rekenen. Het geboortecijfer van de autochtone bevolking zit onder de vervangingsgraad dus die krimpt. Als je dan groeit door migratie is dat enkel vervanging en verandert de verhouding wel. #demografie #migratie #sociologie

HWL 7d

Glöm anlagda bränder i Sydeuropa, det största hotet mot Europa är tydligen att en svensk man har fel personlighet 😂 Enligt en ny, omfattande undersökning från Indikator Opinion uppger nästan 80 procent av svenskarna att de ser ett starkt samband mellan sommarens värmerekord, skogsbränder i Sydeuropa och globala klimatförändringar. Men klyftan i befolkningen är djup. Hela 85 procent av kvinnorna köper narrativet rakt av, medan nästan var tredje man är skeptisk eller avfärdar kopplingarna helt. När media ska förklara denna "farliga" avvikelse hämtar de in sin expert, en docent i sociologi från Uppsala universitet. Hans vetenskapliga analys i videoinslaget är så obetalbar att den borde kamma hem Nobelpriset i humor: "Män kör mer bil, äter mer kött. Det påverkar också hur man ser på klimatet och händelser som extremväder. Man omedvetet försvarar sin identitet." Det bästa med det här "expertuttalandet" är hur öppet det visar på föraktet för alla som vägrar gå i takt. Om du inte drabbas av akuta panikattacker klockan sju på morgonen när nyhetsuppläsaren visar en röd karta, beror det inte på att du har fakta på fötterna, det beror på att du är känslogolvad av din egen personlighet. Det är nästan magiskt hur klimatdebatten förvandlats från forskning till ren statlig uppfostringsanstalt, där etablissemangets experter glatt delar ut psykiatriska diagnoser till alla som råkar tänka självständigt. Är det inte fascinerande att en svensk mans sunda förnuft numera betraktas som ett farligare biovapen mot Sydeuropa än en faktiskt anlagd brand? #Klimatförändringar #Sverige #Samhälle

The article explores the phenomenon of pregnancy denial, which can lead some women to commit tragic acts, such as the murder of their newborns, by shedding light on recent cases in Orange and Saint-Étienne, and by analyzing the psychological and sociological mechanisms that underlie this refusal of motherhood. (translated)

"Un refus de maternité" : comment expliquer que certaines femmes tuent leur nouveau-né après une grossesse passée inaperçue
Punta 2w

Jajajajajaja. Ayer eran 20.000 y hoy, de repente, 50.000 clavaos. Y van fichando la salida. Odio a los políticos con toda mi alma, pero a los “medios de comunicación” mil veces más. #Política #MediosDeComunicación #Sociología

normal qu'ils soient peu nombreux dans les résidences secondaires ou les massifs forestiers de Gironde puisque les classes populaires n'avaient pas les moyens de quitter leurs HLM pour se payer un « exode vert » post-covid par contre quand le pays était à l'arrêt complet, ils étaient dans le métro dès 5h du matin, dans les services d'urgence, la logistique, les caisses de supermarché et la propreté pendant que d'autres faisaient leur exode ou télétravaillaient à la campagne confondre la sociologie du foncier rural avec un manque d'engagement, c'est le sommet de l'aveuglement #Société #Engagement #Inégalités

Lži o "zelené" ekonomice - část první. Politici lžou, protože jsou lidé líní číst. Když je nikdo neusvědčí, vznikne něco doslova šíleného, jak ukazují případy akceleračních zón a Národního klimaticko-energetického plánu. Téma absurdních nápadů v "zelené politice" i ve věci vymezování akceleračních zón rozdělím na tři díly. Nelze totiž celou anabázi pochopit bez potřebného kontextu. Každý politik potřebuje k realizaci vlastní, často zcela neefektivní či bizarní koncepce, jediné dvě věci - podkladovou studii, kterou zpracuje někdo, kdo potvrdí jeho teze a dostatečně obsáhlý a nudný legislativní dokument, který nikdo nechce skutečně přečíst. Středobodem státní politiky v oblasti OZE, tedy i akceleračních zón, se stala studie vytvořená týmem SEEPIA při Univerzitě Karlově z roku 2024. Na základě tohoto materiálu došlo k vytvoření Národního klimaticko-energetického plánu (NKEP), z něhož vychází i Hladíkovy akcelerační zóny, agrovoltaika, koncepce zeleného vodíku a další oblasti, které stát dotuje desítkami miliard korun ročně. „Klíčové předpoklady všech scénářů definovala státní správa, která je diskutovala se stakeholdery.“ Zdroj - https://t.co/HyLMQWnWdS Politici moc dobře věděli, co schvalují. A jak dokážu níže, neustále o tom, co schválili, také lhali. Studii nezpracovávali ekonomové, energetici, natož pak průmyslníci, ale socio-ekonomičtí výzkumníci, kteří souběžně s návrhem energetické koncepce České republiky vyučují předmět "Ekonomika Zelené Dohody" z pohledu sociologických dopadů na spotřebu a řízení (!!!) poptávky. https://t.co/7U3S13t8Rf Níže cituji originální výroky studie, která i v současnosti určuje koncepci tuzemské energetiky a zprostředkovaně také průmyslové politiky. "Cena emisní povolenky není dostatečně motivující... Možným řešením je snížení spotřeby masa v jídelníčku..." (strana 31) Cena EUA je přitom modelovaná (strana 4) na 240 eurech v roce 2032 (!!!) a 340 eurech (!!!) v roce 2040. Podle "výzkumníků" je ale nutné i tak cenu zvýšit. "Řízení na straně (energetické) poptávky může výrazně snížit náklady tranzice..." (strana 31) "Optimalizace (řízení poptávky) předpokládá racionální (!) reakci průmyslu a domácností - finanční/energetickou gramotnost..." (strana 31) To není vše. "Ve scénáři WAM3 dosáhne v roce 2045 LOLE (nedostatek energie) cca. 145 GWh, což je třeba řešit řízením poptávky (!), než výstavbou špičkových zdrojů..." "Výzkumníci" posléze na straně 35 studie modelují investiční náklady do rozvoje sítě na 200 miliard ročně (!!!) v roce 2035 a 300 miliard ročně o 10 let později. To vše v cenách roku 2020, tedy před započtením kumulované inflace ve výši 30 a více procent. Kompletní studie k energetice a průmyslu je zde - https://t.co/Lu9pLDL4lw Vláda Petra Fialy na základě této studie jednomyslně závazný dokument NKEP přijala - počítá tedy s investicemi do sítě ve výši 200 až 300 miliard ročně, zavedením ETS 2 (!!!) a cenou povolenek mezi 200 až 300 eury za kus. Tento scénář je dnes součástí legislativy. Z NKEP přitom vychází i potřeba výstavby OZE, jejich prioritizace a závazné cíle v této oblasti. https://t.co/WZrn5YTgNF... Nyní na scénu přichází Petr Hladík a jeho hlavní poradce pro energetiku, Martin Sedlák ze Svazu moderní energetiky (lobbisté za OZE). Rozvoj OZE je pro Hladíka, jak deklaroval před nástupem do čela resortu, absolutní prioritou. https://t.co/FRcsLNzpAQ Vlček ze STAN a Hladík z MŽP se pomyslně při modelování implementace opatření Green Dealu utrhli ze řetězu natolik, že jim oponenturu vypracoval Zbyněk Stanjura skrze ČVUT. Skuteční experti na energetiku studii rozcupovali, ale to Vlčka a Hladíka nezastavilo. NKEP byl přijat, podkladová studie SEEPIA zůstala. https://t.co/sAcxXQ2zmn... Model by prý podle ČVUT neobstál ani jako "bakalářka"... Jakmile byl schválen NKEP, byla otevřena cesta k akceleračním zónám. A znovu bylo třeba vybrat "vhodné odborníky". Nikoli ty skutečné experty, ale politicky motivované lidi s jasnými pohledy na svět a agendou. Hladíkovo MŽP s poradci ze Svazu moderní energetiky zaúkolovalo Výzkumný ústav pro krajinu (VÚK), aby akcelerační zóny vymezil. To ale není vše, Hladík také zaměstnává dva "experty" a soukromou firmu, která projekt řídí - zakázka je společnosti Integra Consulting zadána napřímo bez výběrového řízení. Řízení projektu - https://t.co/upPIy0OYbI "Expert" Martin Abel - https://t.co/HBUVlAaLwM "Expertka" Eva Volfová - https://t.co/5wi4s3lWUC Martin Abel je přitom bývalý kandidát Zelených a člen Klimatické žaloby - spolku, který chtěl soudně Českou republiku přinutit k radikálnímu snížení emisí. Abel získává smlouvu na 1,9 milionu korun. https://t.co/UC8pyeWOZS Eva Volfová je členkou hnutí STAN a byla také náměstkyní MŽP pod Annou Hubáčkovou v letech 2022 až 2023. Jde o aktivní političku, která taktéž získává smlouvu na 1,9 milionu korun. https://t.co/4EajdCD6eX Vymezení zón tak dostali za úkol aktivní politici a projekt neřídilo MŽP nebo VÚK, nýbrž předem vybraná soukromá firma. Je to ale daleko horší, což rozeberu v příštím textu, kde se budu akceleračním zónám věnovat ve větším detailu. Nyní je třeba uvést lži politiků na pravou míru. Koncepci rozvoje OZE nevytvářeli odborníci, nýbrž sociologové z Univerzity Karlovy, kteří vyučují "ekonomiku Green Dealu". Politici na základě závazného materiálu vzali na vědomí, že bude třeba omezit spotřebu masa i energie, řídit poptávku, utlumit průmysl, zvýšit cenu ETS 1 i ETS 2 nad 240/340 euro v letech 2035 a 2045 - vše bylo vládou schváleno a přijato. Politici taktéž schválili rámec investic do přenosové soustavy ve výši 200 až 300 miliard v 10 až 15 letém horizontu. Schválili i snížení relativního HDP a průmyslové výroby, snížení spotřeby a snížení průmyslového výkonu. Vše je sepsáno v závazně přijatém Národně klimaticko-energetickém plánu, který vychází ze studie SEEPIA. NKEP - https://t.co/WZrn5YTgNF... SEEPIA - https://t.co/Lu9pLDL4lw Petr Fiala lhal, když uvedl, "Nové emisní povolenky nezavedeme. Lidé nesmějí doplácet na nesmyslné ambice" https://t.co/4lmXBSGO0m Ty nesmyslné ambice Fialova vláda v NKEP schválila již v prosinci 2024. I další politici Fialovy vlády, Vít Rakušan nebo Petr Hladík, rovněž lhali. Mluvili o zastropování emisních povolenek, ale přitom již v NKEP závazně přijali jejich několikanásobné zdražení. Dokonce přijali i tezi o tom, že bude třeba povolenky zdražit výrazně více, než je plánováno a počítali i s adekvátními příjmy rozpočtu. https://t.co/w9XDO4Komf... Na Ministerstvu životního prostředí by již předem vytvořen odbor Sociálně-klimatického fondu (příjmy z ETS 2) a byli také přijati zaměstnanci, kteří měli odbor spravovat. https://t.co/CGXPWrkPoF Lhal i Martin Kupka, "Druhým krokem je tlak na odložení celé regulace (ETS 2). Jednání s EU vedeme průběžně, na podzim budou intenzivnější,“ https://t.co/w9XDO4Komf... Jako člen vlády Kupka implementaci ETS 2 a využití příjmů z těchto povolenek schválil. Opět, je to uvedeno v dokumentu NKEP. Politici lžou zcela běžně. Úroveň analýz médií klesla natolik, že již proti množství zcela prokazatelných lží neexistuje funkční obrana. Lidé přestali číst dokumenty, které politici schvalují a ti tak získávají naprosto volné pole působnosti při popírání vlastních závazných rozhodnutí. Tak vznikají informační války - lidé "fandí" jednomu či druhému táboru a nevyhodnocují reálie. I proto jsem toho přesvědčení, že je třeba založit médium, které bude analýzy předkládat v uceleném, ověřitelném, úplném a faktickém formátu. Zatím mi přijde, že je v jistých kruzích eminentní zájem na tom, aby projekt Paukner Media nikdy nevznikl. Foto Fiala: Wiki #ZelenáPolitika #OZE #EnergetickáKoncepce

La gestione della sicurezza urbana a Trieste ovvero il fallimento strutturale del populismo penale e la distorsione delle risorse pubbliche... Propongo una riflessione sociologica della situazione a Trieste, città che da storico crocevia multiculturale, si ritrova adesso a fare i conti con fenomeni di insicurezza, intolleranza, chiusura umana, politica e sociale. La trasformazione delle dinamiche di sicurezza nel contesto triestino evidenzia una profonda divergenza tra la percezione politica della minaccia e la reale evoluzione della criminalità urbana. Negli ultimi anni, a partire dall'idea di un muro lungo il confine della regione fino alla recinzione di Piazza Libertà, la gestione dell'ordine pubblico locale ha registrato un costante orientamento delle risorse operative verso il contrasto dei flussi migratori transfrontalieri, affrontati mediante logiche emergenziali anche in assenza di riscontri oggettivi circa una loro pericolosità sociale intrinseca. Tale focalizzazione simbolica non è priva di effetti, anzi, il principale è quello che ha generato il ridimensionamento dei presidi di vigilanza e di controllo all'interno del tessuto cittadino, favorendo l'insorgere di fenomeni di microcriminalità, degrado materiale e devianza diffusa nelle aree centrali e periferiche del territorio urbano. La risposta proposta dalle amministrazioni nazionali, regionali e locali di orientamento conservatore e di destra si è concentrata sulla progressiva marginalizzazione delle politiche di prevenzione sociale, preferendo l'adozione di misure coercitive e l'inasprimento della risposta sanzionatoria. Questa impostazione poggia sul paradigma dell'efficacia della deterrenza penale, un modello teorico ampiamente decostruito dalla ricerca criminologica e giuspenalistica contemporanea. L'evidenza scientifica attesta da tempo che l'aumento della severità delle sanzioni e la repressione meramente reattiva non generano una riduzione della frequenza dei reati, provocando piuttosto lo spostamento della criminalità verso zone meno presidiate e l'incremento dell'insicurezza percepita dalla cittadinanza (Pratt et al., 2006; Tonry, 2018). L'adozione di modelli riconducibili al populismo penale (Wacquant, 2009) risponde all'esigenza di catalizzare il consenso attraverso la costruzione simbolica di una minaccia esterna, incarnata dalla figura del migrante alla frontiera, invece di affrontare la complessità dei problemi sociali urbani. Le analisi empiriche confermano che gli interventi basati esclusivamente sulla militarizzazione e sulla punitività ignorano i fattori causali fondamentali della devianza, quali l'isolamento sociale, la carenza di reti educative territoriali e l'abbandono degli spazi pubblici (Currie, 2007). L'allontanamento delle forze dell'ordine dal controllo capillare del centro urbano triestino in favore del pattugliamento di confine configura, di conseguenza, un fallimento strategico privo di fondamento scientifico. La costruzione di una sicurezza reale ed effettiva richiede l'abbandono della retorica emergenziale, a favore di interventi integrati incentrati sulla prevenzione socio-strutturale, sulla riqualificazione urbana e sulla coesione sociale. Per chi volesse approfondire i temi, leggete: Currie, E. (2007). Against marginality: For a critical criminology of violence. Theoretical Criminology, 11(2), 175-190. Pratt, T. C., Cullen, F. T., Blevins, K. R., Daigle, L. E., & Madensen, T. D. (2006). The empirical status of deterrence theory: A meta-analysis. In F. T. Cullen, J. P. Wright, & K. R. Blevins (A cura di), Taking stock: The status of criminological theory (pp. 367-395). Transaction Publishers. Tonry, M. (2018). An honest and sane approach to policing and crime control. Criminology & Public Policy, 17(4), 781-789. Wacquant, L. (2009). Punishing the poor: The neoliberal government of social insecurity. Duke University Press. #Trieste #sicurezza

VENDETTA, POLITICA E DEMOCRAZIA: una visione sociologica Il caso giudiziario del gioielliere condannato per l'omicidio di alcuni rapinatori in fuga ha superato i confini delle aule di tribunale, trasformandosi in un acceso dibattito pubblico e questo stimola l’interesse del sociologo. Se osservata attraverso le categorie sociologiche di Pierre Bourdieu, questa vicenda cessa di essere un isolato fatto di cronaca o una questione di dottrina penale, configurandosi come una chiara manifestazione delle tensioni strutturali che attraversano lo spazio sociale, in particolare nel rapporto tra il campo giuridico, il mondo dei profani e il campo politico. Il campo giuridico si costituisce storicamente come uno spazio sociale autonomo, regolato da logiche proprie e accessibile solo a professionisti dotati di specifiche competenze linguistiche e tecniche (giudici, avvocati, giuristi, ecc.). Quando i magistrati emettono una sentenza di condanna basata sul rigido scrutinio della legittima difesa, applicando i requisiti di attualità del pericolo e proporzionalità, esercitano il potere tipico del campo ovvero il potere di nominare, classificare e produrre la realtà sociale in modo legittimo. L'evento drammatico viene spogliato della sua carica emotiva e tradotto in categorie codificate dalla legge. A questa razionalizzazione formale si contrappone l'habitus dei profani, ovvero dei cittadini comuni, la cui percezione della giustizia risponde a un senso pratico immediato. Per una parte consistente dell'opinione pubblica, la condanna dell'esercente appare incomprensibile perché urta contro schemi cognitivi basati sulla tutela emotiva della proprietà privata e sul principio della compensazione morale rispetto al torto subìto. Si manifesta così una frattura netta tra la neutralizzazione formale della violenza operata dallo Stato e le istanze etiche, spesso disorganiche, del pubblico non specialista. Sotto il profilo della sociologia del diritto, il contrasto tra l'azione del gioielliere e la risposta dell'ordinamento richiama il principio fondativo dello Stato moderno cioè la rinuncia da parte del cittadino al proprio diritto di vendetta privata. Nel patto sociale stabilito all’interno degli Stati di diritto, l'individuo cede la gestione della giustizia riparativa (vendetta) a un'entità terza e impersonale, lo Stato, la quale assume su di sé il monopolio della forza legittima. La reazione del gioielliere, che colpisce i rapinatori durante la fuga, viene interpretata dal campo giuridico come un tentativo di riappropriarsi di quella violenza privata originaria che il contratto sociale ha storicamente bandito. La condanna penale non mira soltanto a sanzionare un illecito, ma risponde alla necessità strutturale di riaffermare l'esclusività del potere statale, impedendo che i singoli consociati tornino a farsi giustizia da sé, disfacendo l'ordine legalizzato e pertanto la coesione sociale. Questa divisione tra habitus profano e razionalità giuridica apre lo spazio a un marcato pericolo di manipolazione dell'opinione pubblica, operata dalle forze politiche attraverso una sistematica comunicazione mediatica. Nel tentativo di erodere l'autonomia del campo giuridico, gli attori politici più radicali e conservatori utilizzano i mass media per amplificare la risposta emotiva dei cittadini profani, offrendo una narrazione semplificata e polarizzata del reato. La cronaca giudiziaria viene così strumentalizzata per veicolare e legittimare modelli di controllo sociale basati sulla violenza e sull'autodifesa militarizzata, elementi ideologici tipici delle destre populiste che, si ricorda, hanno come nucleo valoriale ed ontologico fondante, l'assunto della disuguaglianza tra i cittadini, formalizzando una divisione gerarchica tra chi ha il diritto intrinseco di essere protetto, o persino di esercitare una forza letale, e chi viene permanentemente declassato a una categoria subalterna priva di tutele umane fondamentali. Attraverso la celebrazione mediatica del cittadino che si fa giustizia da sé, la propaganda politica tenta di normalizzare l'uso privato delle armi e di ridefinire il concetto stesso di sicurezza, trasformando un grave illecito penale in un atto di eroismo civile. Questa strategia non mira solo a raccogliere consenso elettorale immediato, ma persegue l'obiettivo più profondo di imporre una visione del mondo autoritaria, in cui la coesione sociale non è garantita dall'equità delle istituzioni terze, bensì dalla minaccia della forza privata e dalla punizione esemplare del deviante. La vicenda si arricchisce di un ulteriore livello di complessità con l'intervento del Ministro della Giustizia il quale, superando le proprie prerogative in ossequio alla linea della propria parte politica, richiede formalmente la grazia per il condannato. Dal punto di vista bourdieusiano, questa condotta descrive il tentativo del campo politico di invadere i confini del campo giuridico, cercando di subordinare l'ortodossia delle procedure legali alle logiche del consenso elettorale e alla legittimazione dei sopra citati modelli securitari. Il ministro tenta di capitalizzare politicamente il risentimento dei profani, proponendo un principio di visione e di divisione del mondo alternativo a quello espresso dalla magistratura, fondato sull'idea di una giustizia sostanziale e di parte. A questa ingerenza risponde l'ammonimento del Presidente della Repubblica, che interviene per sanzionare l'infrazione delle regole istituzionali e per ristabilire i confini del campo giuridico. Il richiamo del Quirinale risponde alla necessità non tanto di ribadire le proprie prerogative quanto di difendere l'autonomia del diritto da condizionamenti esterni, riaffermando l'immagine di un potere statale neutrale, oggettivo e superiore agli interessi particolari delle fazioni politiche. In ultima analisi, il conflitto generato attorno alla figura del gioielliere mette a nudo l'essenza stessa del fenomeno giuridico secondo Bourdieu per cui il diritto non è un apparato neutrale e universale, ma l'esito di una lotta simbolica permanente per il monopolio della violenza legittima. La condanna giudiziaria e la successiva difesa dei confini istituzionali da parte della presidenza servono a mantenere viva l'efficacia dell'imposizione di un ordine sociale dominante che si dissimula dietro l'apparenza di una mera, e inevitabile, applicazione tecnica della legge. Il caso esaminato mostra quindi come la stabilità di questo ordine fondante dei regimi democratici dipenda costantemente dalla capacità del campo giuridico di respingere le spinte emotive della piazza, i modelli di controllo reazionari e le strumentalizzazioni della politica, riaffermando ogni volta la propria universale legittimità. L'analisi di questa complessa dinamica tra campi del potere permette di formulare una considerazione conclusiva sulla natura e sulla funzione dell'ordine sociale dominante all'interno dei sistemi democratici contemporanei. Sebbene Bourdieu evidenzi con severità critica i meccanismi di conservazione e di dissimulazione del potere insiti nelle istituzioni statali, la strenua difesa dei confini del campo giuridico mostra un risvolto democratico di fondamentale importanza. I meccanismi di autoconservazione istituzionale, la rigida e razionale applicazione della norma penale e la ferma reazione del vertice dello Stato contro le ingerenze di parte non devono essere intesi come una sterile chiusura tecnocratica, bensì come i veri e propri anticorpi che proteggono la democrazia. Nel momento in cui le forze politiche radicali tentano di cavalcare le passioni popolari per legittimare modelli reazionari di controllo sociale, la tenuta dell'ordine giuridico formale si erge come un argine insostituibile. Riaffermando la neutralità della legge e l'esclusività statale della forza, questi presidi istituzionali neutralizzano il pericolo di una deriva autoritaristica, impedendo che lo Stato di diritto venga svuotato dall'interno a favore di una logica della violenza privata e del populismo penale e politico. PS: se volete approfondire leggete Bourdieu "La forza del diritto. Elementi per una sociologia del campo giuridico"

L'Obs 2w

Dans un entretien, Jonathan Boismard raconte son expérience d'internement involontaire en psychiatrie pour bipolarité, soulignant que les soins semblent souvent céder la place à une gestion chimique des patients, une réflexion qu'il développe dans son livre « Une Vie de fêlé », où il aborde son séjour dans un hôpital psychiatrique à travers le prisme de la sociologie. #Psychiatrie #Bipolarité #InternementForcé

Interné contre son gré en psychiatrie, Jonathan Boismard raconte : « On soigne moins qu’on ne gère chimiquement »

Humans are super prejudiced against machine minds: A group of sociologists have studied how much more value humans assign to other humans – in blood and flesh – versus, hypothetically, the same mind but run on computer hardware rather than a biological brain. Across five https://t.co/PqYaffWGz7 #AI #Bias #Humanity #Therearenospecificmentionsofcountriesintheprovidedtweet.Therefore #theresponseis:

Les pompiers sont les véritables héros civiques de notre époque. Dans une société qui manque de modèles, ils incarnent le courage, le dévouement, la fraternité et le sens du devoir. Ils devraient être davantage mis à l’honneur : intervenir dans les écoles pour transmettre les gestes qui sauvent et le goût du service, défiler au 14 Juillet aux côtés des pompiers de Paris, et inspirer de grandes fictions populaires financées par le CNC. Plutôt que de multiplier les interventions d’ONG militantes et les séries sociologiques, on pourrait enfin proposer aux enfants et au pays des figures réelles auxquelles s’identifier. #Héros #Courage #ServicePublic

immigrant from Ghana, autistic to the point that until 16 he could not read anything, is admitted to a doctorate in "sociology of racism." In a few years, he becomes a university professor at Cambridge. Professor of what? "Racism and Inequality...". But it means that he is the (translated)

MA SOLO IO HO NOTATO CHE SI È CREATO UN BEL RAPPORTO PIÙ TRA GLI UOMINI CHE TRA LE DONNE RISPETTO AGLI ANNI PASSATI? #temptationisland #relazioni #sociologia #cambiamento