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#URSS

We have in many Ibero-American countries and also in Spain many political positions, including several heads of state, filled by individuals who were terrorists and militants of violent and criminal organizations in the service of communism, Cuba, and the USSR. (translated)

Les expérimentations communistes les plus extrêmes de l'histoire: - La Corée du Nord - L'URSS stalinienne - La Chine maoiste - Le Cambodge de Pol Pot - Le Cuba de Fidel Castro - Le Venezuela de Chavez Les expérimentations libérales les plus "extrêmes" de l'histoire: - Le Royaume-Uni victorien - Les Etats-Unis du Gilded Age - Le Singapour de Lee Kwan Yew - Hong Kong d'après-guerre - La Suisse de 1900 - La France de Napoleon 3 - le Taiwan des années 2000 #Histoire #Communisme #Libéralisme

Se invece di adescare redpillati e sparlare sulle facoltà umanistiche Miriana avesse aperto un libro di storia contemporanea, anche un banalissimo manuale di quinta liceo, saprebbe, ad esempio, che nell'URSS comunista l'occupazione era al 100% #Storia #Educazione #Comunicazione

Les ingérences c'est le prétexte parfait pour la censure. Comme au bon vieux temps de l'URSS. La dérive continue. Berk. #Censure #Liberté #URSS

Am fost colonizați în secolul al XIX-lea. Apoi am făcut parte din Uniunea Sovietică, unde nu ne-am bucurat de independență. Am fost parte a URSS, o republică, da, dar lipsită de drepturi. În memoria noastră istorică s-a păstrat înțelegerea a ceea ce înseamnă să fii colonie și apoi să devii un stat liber.

„Am fost o colonie”. Ruptură majoră între Rusia și cea mai mare țară din Caucaz
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Digi24 1w

Președintele azer Ilham Aliyev a afirmat că perioada de subordonare a Azerbaidjanului față de Imperiul Rus și URSS a fost una colonială, subliniind impactul negativ al acesteia asupra independenței și dezvoltării țării, în timp ce a recunoscut progresele realizate de Azerbaidjan în ultimele trei decenii de independență. #Azerbaidjan #colonizare #Caucaz

„Am fost o colonie”. Ruptură majoră între Rusia și cea mai mare țară din Caucaz

Et le défilé du petit, il est pas annulé à cause des chaleurs ? Regardez ce qu’elle est en train de devenir la France de Macron. Des parades officielles pour la nomenklatura. Suppression de tout ce qui crée du lien pour les gens. Nous sommes en URSS. Tout cramer putain ! QATSFE ! #France #Politique #Révolte

Conte. Caracciolo. Travaglio. Salvini. Bettini. Vannacci.   Poi Rizzo, Orsini, Basile, Fusaro, Di Battista, Santoro, Borghi, Lucidi.   La pattuglia dei personaggi pubblici apertamente filorussi è ampia e assortita. Giornalisti, politici, opinionisti di credibilità variabile. Sfigati e mediocri di ogni risma.   C’è chi lo fa per un odio atavico contro gli USA, chi per nostalgia dell’URSS. Chi di sicuro per denaro. Chi per puro calcolo politico.   Una cosa però li accomuna tutti. Nessuno di loro riesce a dire una frase semplice: la Russia ha aggredito, la Russia bombarda città, la Russia ammazza civili. C’è sempre un però, un contesto, una provocazione della NATO. Il però è il loro mestiere. #politica #Russia #opinionisti

Doszły do mnie informacje o oszustwach niektórych agencji zarejestrowanych w KRAZ. Agencje zatrudniają na czarno ludzi i nie płacą za nich składek na czas "oczekiwana na pozwolenie na pracę". Dopiero po uzyskaniu pozwolenia zatrudniają oficjalnie i zaczynają płacić ZUS/PIT. Znam ten sposób z Francji. Robiła tak agencja IPF. Sprawa się rypła, gdy jeden z nowych wylądował na OIOMie w Paryżu i po miesiącu zmarł. Wyszło wtedy, że przez pierwszy miesiąc nie zgłaszają nowych pracowników do URSSAF. #praca #oszustwa #legalnizacja

El artículo de Lucía Taboada destaca cómo el Mundial de fútbol de 2026 representa un hito histórico al ser probablemente el último torneo en el que jugadores nacidos en países desaparecidos como Yugoslavia, la URSS, Checoslovaquia y la Alemania dividida compiten, simbolizando el legado de un orden político que ya no existe y reflejando las complejas historias personales de futbolistas como Luka Modrić, Ivan Perišić y Manuel Neuer, quienes encarnan la transición entre épocas y naciones. #Mundial2026 #Fútbol #Yugoslavia

El último Mundial del viejo mundo

Moștenirea aparatului de securitate sovietic supraviețuiește în fosta Uniune Sovietică, deoarece instituțiile autoritare și mentalitățile din perioada comunistă continuă să influențeze viața politică, în ciuda optimismului inițial post-URSS, datorită lipsei unei confruntări autentice cu trecutul represiv. #moștenireSovietică #drepturileOmului #democrație

De ce a supraviețuit moștenirea aparatului de securitate sovietic după prăbușirea URSS: „Faptul că nu aveți cazier judiciar e eșecul nostru”

Recordar cómo la URSS se plantó ante la FIFA en 1973 y se negó a jugar el partido de vuelta en el Estadio Nacional de Chile, en las eliminatorias del Mundial, después de que el genocida Pinochet convirtiera el estadio en un centro de tortura y exterminio. La FIFA, aún con las gradas manchadas de sangre, se negó a anular el partido en Chile, todo lo contrario, le dio el partido perdido a la URSS por 2-0 y otorgó la victoria al regimen criminal de Pinochet. La imagen fue dantesca, los jugadores de Chile marcando un gol ante un rival fantasma, por mera formalidad, con un cartel que decia "la juventud y el deporte unen hoy a Chile"... una juventud que fue masacrada por las calles por el carnicero de Pinochet. La misma mafia de la FIFA que hoy se niega a expulsar a "Israel" de sus competiciones y que anuló una tarjeta roja a un jugador porque Trump lo ordenó, también apoyó el golpe de estado en Chile, toda la vida siempre al servicio del poder político del capital. #FIFA #Chile #Historia

Scipion 3w

Les Girondins exclus de toutes les compétitions nationales en attendant l’appel C’est reparti pour un été de galère à enchaîner la DNCG, le CNOSF, le tribunal arbitral du sport, le conseil d’état, l’Urssaf, le fisc et l’appel en détresse à Julien Courbet https://t.co/BnWYuk3rgA #Girondins #DroitDuSport #Football

« Vous n’étiez pas née que j’aidais des Juifs à quitter l’URSS, alors que j’étais pro-communiste » La jolie leçon de @JLMelenchon à cette macroniste devenue silencieuse 🤣 https://t.co/5jSIzhom8V #Histoire #Politique #Solidarité

Consentitemi questa riflessione del lunedì mattina, a proposito delle infinite sequenze di video stranianti postati da giovani russi (per lo più ragazze) in lacrime per le chilometriche file ai distributori, ma che non dicono una sola parola sui missili e i droni che il loro paese spedisce contro case scuole e ospedali ucraini, che è poi la causa di ciò che stanno vivendo. La disperazione per l’auto a secco o le vacanze in Crimea rovinate che provocano lacrime, ma non un briciolo di analisi su come si sia arrivati a vedere colonne di fumo in città, alla chiusura dei social, al rigido controllo di internet, sono il sintomo del successo della propaganda di regime, che in un quarto di secolo di putinismo ha cresciuto intere generazioni di automi, addestrati a ricercare il benessere materiale, e ad ignorare il prezzo reale che loro stessi ed altri pagano per assicurarselo. Nelle lacrime di questi ragazzi c’è rabbia, talvolta paura, ma non c’è traccia di colpa, per ragioni storiche che il regime di Putin ha sfruttato per consolidarsi e conquistare il potere. La più importante di queste è che è mancato nella storia russa un processo di identificazione della colpa, che molti storici riassumono come l'assenza di una "Norimberga russa", la quale avrebbe comportato una vera Vergangenheitsbewältigung (il termine tedesco che indica il "superamento/elaborazione del passato"). Nel 1945, la Germania nazista è stata occupata, rasa al suolo, divisa e costretta a guardare in faccia i propri crimini. Il processo di denazificazione non è stato immediato né perfetto, ma l'umiliazione militare e morale totale ha costretto i tedeschi a ridefinire la propria identità nazionale in opposizione al nazismo. Nel 1991, in Russia, non è successo nulla di tutto ciò. L'Unione Sovietica è crollata su se stessa per implosione economica e strutturale. Ma non ci sono state truppe straniere a Mosca, non ci sono stati processi pubblici per i crimini del gulag o dello stalinismo, e gli archivi del KGB sono stati aperti solo parzialmente per poi essere rapidamente richiusi. Il Cremlino stesso ha gradualmente riscritto i libri di storia, rispolverato simboli del passato, messo al bando ong come Memorial, che cercavano di tenere viva la memoria dei crimini sovietici perché si evitasse di commetterli ancora. Il risultato è che per la popolazione, il crollo dell'URSS non è stato vissuto come la liberazione da un regime oppressivo, ma come una catastrofe geopolitica e sociale che ha portato povertà, caos e perdita di status. La fine della Guerra Fredda è stata percepita come un "incidente della storia" o, peggio, come un tradimento interno e occidentale, e non come il fallimento intrinseco di un modello imperiale e autoritario. Mancando l'elaborazione della colpa storica, lo spazio psicologico lasciato vuoto dal crollo dell'ideologia comunista è stato riempito dal risentimento. Negli ultimi vent'anni, la propaganda del regime ha fatto leva esattamente su questa "volontà di rivalsa sociale", incanalata contro l'Occidente, rappresentato come l’entità che ha umiliato e calpestato il paese approfittando di un suo momento di fragilità. Un approccio revanscista che ha permesso a Putin di stabilire una continuità tra l'impero zarista, l'URSS e la Russia odierna per costruire il mito della "Grande Russia" vittoriosa e perennemente assediata da nemici esterni. Per sostenere questo impianto, il regime ha sostanzialmente esonerato in questi anni il popolo dalla politica. La conduzione dello Stato dipende da una classe dirigente autoproclamatasi tale che ha col popolo un patto sociale, il quale prevede la rinuncia collettiva ai diritti politici, in cambio di relativo benessere. Lo sgomento e le lacrime nascono dal fatto che quel patto è per la prima volta entrato in crisi e le promesse vengono infrante. Il nesso di causa-effetto ("non c'è benzina PERCHÉ stiamo aggredendo un altro Stato e siamo isolati dal mondo") viene attivamente rimosso o ribaltato, incolpando le sanzioni "ingiuste" dell'Occidente cattivo, alimentando ulteriormente quel circolo vizioso di vittimismo e vendetta storica. Sostengo, come altri, che la Russia non abbia mai fatto i conti con i propri mostri del passato e, che finché quel passaggio doloroso ma necessario non avverrà, la tentazione di rifugiarsi nel mito dell'impero e della forza rimarrà purtroppo la bussola di gran parte di quel popolo. Senza un’umiliazione netta, un processo pubblico che immortali e fissi nella storia le colpe di oggi e di ieri, quei giovani in lacrime continueranno a sentirsi non responsabili delle loro disgrazie. E a ritenere che il modello costruito da Vladimir Putin sia la soluzione e non il problema. #Russia #Storia #Propaganda

Noi am învățat acest lucru din propria noastră experiență după destrămarea URSS și după acea încălzire temporară, după cum s-a dovedit, a relațiilor cu Occidentul. În acea perioadă, sub acoperirea unor vorbe frumoase despre dorința de parteneriat cu țara noastră, NATO s-a apropiat, în realitate, până la granițele noastre. Alianța a folosit regimuri-marionetă drept instrument împotriva noastră. Așa a fost cu Georgia, așa s-a întâmplat cu Ucraina, care în 2014 s-a transformat într-un focar de rusofobie. Din păcate, același lucru se întâmplă acum cu Moldova și chiar, din păcate, cu Armenia.

Medvedev, furios la adresa Republicii Moldova: „Un regim-marionetă al NATO, asmuțit asupra Rusiei”
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Today marks the 85th anniversary of the invasion of the USSR by the German National Socialist regime. The invasion caused 27 million deaths in the USSR. (translated)

The South African Black resistance and the international campaign for the boycott and sanctions against the South African regime were essential. South Africa's defeat in Angola and the disintegration of the USSR changed the priorities of the USA in the area. (translated)

En clair : l’Etat confisquerait la plupart des grandes entreprises et ETI. Nationalisation sans indemnisation. La plus grande opération de spoliation depuis l’avènement du communisme en URSS. ⚠️ce n’est pas la lubie d’un économiste atterrant. C’est le programme de Mélenchon #nationalisation #économie #politique

#PAYATTENTIONTOTHEDATA - Rayan (19 years 320 days) becomes the SIXTH youngest player to play a World Cup match wearing the Brazil jersey: 🇧🇷 17 years 237 days: Pelé (1958 vs USSR) 🇧🇷 18 years 25 days: Carlos Leite (1930 vs Bolivia) 🇧🇷 19 years 124 days: Marco Antonio (1970 vs Romania) 🇧🇷 19 years 171 days: (translated)