"A me pare di vedere l'immagine di uno Stato vigliacco"
"A me pare di vedere l'immagine di uno Stato vigliacco"
È stata la migliore presidente della Repubblica che l’Italia non abbia mai avuto. Il punto più alto di una lunga vita da militante radicale, culminata nella primavera del 1999 nella “follia” di una candidatura “all’americana” al Quirinale, con tanto di slogan - «Finalmente l’uomo giusto» - comitato elettorale, spot tv, libretti agiografici distribuiti in migliaia di copie. Grazie a lei, alla sua immagine potentissima, alle copertine che i settimanali internazionali le avevano dedicato quando era commissaria Ue, alle successive europee i radicali arrivarono a una vetta mai più raggiunta, né prima né dopo: oltre due milioni e mezzo di voti, pari all’8,5%, più di quanti ne ha presi il M5S di Conte nel 2024 per fare un paragone. È il segno della straordinaria esistenza di Emma Bonino, la ragazza della provincia italiana – nata a Bra, in provincia di Cuneo -, capace di passare dalla lotta sui marciapiedi al vertice delle Istituzioni e ritorno. Non una teorica, ma una persona che ha incarnato una teoria della prassi fin da quando, nel 1974, incrocia la politica perché la politica la considera una fuorilegge. L’articolo completo di Francesco Bei su Repubblica #rep #EmmaBonino #Italia #politica
Altra notizia ESCLUSIVA di quelli là. Postano un'immagine fake di un account Facebook per cercare di deridere Lautaro. Peccato che diverse ore prima, @DHuijsen avesse smentito la proprietà di qualsiasi profilo Facebook. "Raccontiamo la Juve con cuore lucido e voce sincera" https://t.co/8jHnFAe0Un #Juve #Lautaro #FakeNews
Helena aveva annunciato che doveva andare a Venezia per due eventi, ma che probabilmente ne avrebbe fatto solo uno. E tanto è stato. L'evento gala amfAR è uno degli appuntamenti benefici più esclusivi e prestigiosi a livello internazionale, con un parterre di ospiti selezionatissimi e rigidi standard di accesso. Non si compra il biglietto come al cinema. Ogni tavolo sono migliaia di dollari di donazioni e vengono gestiti da aziende, brand e agenzie. E ogni ospite è comunque filtrato dall'organizzazione per garantire la qualità e la reputazione degli ospiti dell'evento. Partecipare a un gala del genere, essere menzionati ed essere ripresi direttamente dai canali ufficiali dell'organizzazione e poi dall'agenzia Wannabe conferisce un posizionamento di alto profilo. Dimostra che la sua agenzia e il suo team stanno puntando su un'immagine di livello privilegiando contesti esclusivi. Per i brand che collaborano o vogliono collaborare con un personaggio, la presenza a un evento charity globale come amfAR ha un valore di posizionamento di gran lunga superiore rispetto al semplice passaggio sul red carpet promozionale. Ma le capre continueranno a belare perchè uscire dal recinto della propria mediocrità e capire come funzionano le cose è troppo sforzo. 😊 #amfAR #Venezia #eventi
La stima di Bellingham nei confronti di Barella era cosa ben nota, ma ieri sera, dopo la partita, è arrivata un’altra bellissima dimostrazione di rispetto: Jude è andato da Nicolò per chiedergli la maglia e i due se la sono scambiata. Un’immagine bellissima, quella di due grandi https://t.co/Gnt5RArCqF #Calcio #Bellingham #Barella
Il commento di AS su Real Madrid-Inter: "Una buona Inter si suicida contro il Real Madrid. Prestazione eroica di Courtois. Il Real ha graziato i nerazzurri quando la partita è impazzita. Il vento soffiava forte in entrambe le direzioni e ha reso la partita imprevedibile, davanti a un Bernabéu disorientato, incapace di capire se aggrapparsi al risultato o preoccuparsi per l’immagine inquietante offerta dalla propria squadra, che da una parte sembrava subire il dominio dell’avversario e dall’altra continuava comunque ad avere occasioni sufficienti per dilagare" #RealMadrid #Inter #ChampionsLeague
l'immagine migliore del primo tempo è Huijsen che dice "stai zitto stai zitto" a Barella, dopo che si sbraccia come ogni santissima volta per protestare https://t.co/5KanKjOO4r #calcio #sport #serieA
Pier Luigi Zanatta, correspondent for ANSA in Beijing, tells how his historic photograph of two young people bowing before the portrait of Mao Zedong became the only image published by Western media the day after his death, in a context of silence and political tension. (translated)

La foto originale vs la foto postata da Laura Pausini Un filtro lo mettiamo tutti, per carità nulla di male, ma le "star che lanciano messaggi" al posto di abusare di photoshop potrebbero lanciare "un messaggio ai giovani" sull'uso dei social e sulla questione immagine. https://t.co/FCG9gikELY #socialmedia #influencer #immagine
Alberto Pellai, a psychotherapist, criticizes Sfera Ebbasta's entrance to San Siro with ten girls as an image laden with gender stereotypes that deserves deep reflection, highlighting the contrast between gender education messages and popular culture that continues to perpetuate such stereotypes. (translated)

Quando non sarò più che un sogno Vengo a voi per dirvi di Lui e della via per chiuderlo nel vostro cuore e della disciplina che porta la sua grazia. Per mezzo della mia mente che in silenzio vi parla, io comunico con voi che mi avete chiesto di guidarvi alla presenza del mio Amato o vi parlo con un dolce sguardo espressivo o con amore vi dico parole sommesse o, in modo chiaro, vi induco a non allontanarvi da Lui. Ma quando non sarò più che un ricordo o un'immagine mentale, o una voce silente, quando nessun richiamo terreno potrà mai rivelare la mia dimora nello spazio inesplorato, quando né lievi implorazioni, né duri, possenti comandi vi porteranno la mia risposta, sorriderò nella vostra mente quando sarete nel giusto e quando avrete torto piangerò coi miei occhi osservandovi nell'oscurità, e piangerò coi vostri occhi, forse; e, sussurrando, parlerò nella vostra coscienza e ragionerò con voi attraverso la vostra ragione e amerò tutti attraverso il vostro amore. Quando non potrete più parlare con me, leggete i miei Sussurri dall'Eternità; attraverso di essi vi parlerò eternamente. Sconosciuto camminerò al vostro fianco e vi proteggerò con braccia invisibili. E non appena conoscerete il mio Amato e udrete la Sua voce nel silenzio voi conoscerete anche me in un modo tangibile, più di quanto mi abbiate conosciuto su questo piano terrestre. E, inoltre, quando non sarò più che un sogno per voi verrò a ricordarvi che anche voi non siete altro che un sogno del mio Celeste Amato, e quando anche voi saprete di essere un sogno, come lo so io ora, saremo tutti per sempre desti in Lui. — Paramahansa Yogananda
Il GIO Festival Conquista Broadway World: Riflettori Internazionali sulla Prima Scenica di “Marina” di Umberto Giordano SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/il-gio-festival-conquista-broadway-world-riflettori-sardella-ph-d--xonke/ SOURCE: https://www.immediato.net/2026/08/20/il-gio-festival-conquista-broadway-world-riflettori-internazionali-sulla-prima-scenica-di-marina-di-umberto-giordano/ La prestigiosa testata statunitense dedica un ampio approfondimento alla rappresentazione andata in scena al Teatro Giordano di Foggia. L'opera, composta nel 1888 e rimasta per quasi 140 anni senza una vera messa in scena, è tornata a vivere nell'ambito del festival diretto da Gianna Fratta e Dino De Palma. a prima mondiale scenica di “Marina”, opera giovanile di Umberto Giordano, porta Foggia sulle pagine della stampa internazionale. A dedicare un ampio approfondimento all’evento è stata Broadway World, testata statunitense specializzata nel mondo dello spettacolo, che ha raccontato la produzione andata in scena il 5 giugno al Teatro Umberto Giordano nell’ambito del GIO Festival. A segnalare l’eco internazionale dell’iniziativa è Luciano Magaldi Sardella, che in una comunicazione inviata alle redazioni ha evidenziato come l’evento abbia ricevuto attenzione anche oltreoceano. Il titolo scelto da Broadway World è eloquente: “Marina, Umberto Giordano’s Lost Opera, Makes World Stage Premiere in Foggia”. Un’opera rimasta nell’ombra per quasi 140 anni “Marina” venne composta nel 1888 da Giordano, allora poco più che ventenne e ancora allievo del Conservatorio di Napoli. L’opera partecipò alla seconda edizione del Concorso Sonzogno di Milano, ma non vinse e rimase sostanzialmente dimenticata per decenni, mentre la carriera del compositore foggiano avrebbe successivamente trovato consacrazione con titoli come “Andrea Chénier” e “Fedora”. La partitura, secondo quanto riportato nell’approfondimento, ha conosciuto una prima esecuzione concertistica solo all’inizio del 2026 al Teatro Dal Verme di Milano. La rappresentazione di Foggia ha segnato invece il vero debutto scenico dell’opera, nel teatro che porta il nome dello stesso Giordano. La prima scenica al Teatro Giordano La produzione è stata presentata il 5 giugno nel corso del GIO Festival. La direzione artistica è affidata a Gianna Fratta e Dino De Palma, mentre la regia della rappresentazione è stata curata da Giandomenico Vaccari. Secondo il racconto pubblicato da Broadway World, l’allestimento ha trasportato la vicenda nel periodo della Prima Guerra Mondiale, accentuando il carattere drammatico e realistico dell’opera. Nel ruolo di Marina si è esibita Valeria Sepe, mentre sul podio l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia è stata diretta da Matteo Dal Maso. Il cast comprendeva inoltre Samuele Simoncini nel ruolo di Giorgio Lascari, Elia Fabbian e Cüneyt Ünsal, mentre il Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli è stato preparato da Marco Medved. Broadway World celebra Foggia L’articolo della testata americana sottolinea il valore storico dell’operazione e il legame tra il compositore e la sua città natale. Il dato simbolico è forte: proprio nel teatro intitolato a Giordano, Foggia ha ospitato per la prima volta la versione scenica completa di un’opera rimasta fuori dal repertorio per oltre un secolo. L’approfondimento evidenzia anche la qualità musicale della partitura, definita sorprendentemente matura rispetto all’età del compositore e già capace di anticipare alcuni elementi che avrebbero caratterizzato la successiva produzione di Giordano. Un festival tra Foggia, Gargano e Monti Dauni Il GIO Festival, acronimo di Giordano International Opera Festival, è stato promosso dalla Camera di Commercio di Foggia in partnership con Comune e Provincia, con il sostegno della Regione Puglia e di Puglia Culture. L’iniziativa ha coinvolto non soltanto il capoluogo ma anche il Gargano e i Monti Dauni, con un calendario articolato tra opera, jazz, cinema, danza, musica da camera e divulgazione scientifica. La chiusura del festival è stata affidata il 20 giugno a “Andrea Chénier” in piazza Cavour, con una produzione nata alla Scala di Milano e trasportata a Foggia. Sul podio, per l’occasione, Gianna Fratta ha diretto il Coro e l’Orchestra del Teatro Petruzzelli. L’immagine di Foggia oltre i confini italiani Il risalto ottenuto da “Marina” rappresenta anche un risultato sul piano dell’immagine per il territorio. La narrazione proposta dal festival punta infatti a valorizzare il patrimonio culturale foggiano attraverso una delle sue figure più rappresentative. La comparsa della produzione sulle pagine di Broadway World rafforza questa dimensione internazionale, trasformando il recupero di un’opera dimenticata in un’occasione di promozione culturale per l’intera Capitanata.
Freeman della City di Londra: Onoreficenza Ordinaria per Tutti, Onoraria per Pochi. SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/freeman-della-city-di-londra-dal-1996-unonoreficenza-sardella-ph-d--qlt0f/ Abstract La Freedom della City of Londra è un'istituzione di origini medievali documentata fin dal 1237, originariamente concepita per garantire ai cittadini liberi protezione dai vincoli feudali, diritto al commercio e proprietà fondiaria entro le mura della Square Mile (la denominazione del territorio della City londinese). Progressivamente trasformatasi da privilegio economico concreto a riconoscimento civico e simbolico, essa ha mantenuto nel tempo la propria rilevanza attraverso successive riforme normative (notevolmente l'apertura a tutte le nazionalità nel 1996) e conta oggi circa 1.800-2.000 nuove ammissioni annue. Il presente articolo esamina l'evoluzione storico-giuridica del titolo, illustra le molteplici vie di accesso previste dalla normativa vigente (servitù per apprendistato, patrimonio, riscatto per nomina diretta, presentazione tramite le Livery Company (o Compagnie di Livrea) e iscrizione al registro elettorale), e analizza il profilo contemporaneo dei Freemen alla luce di ammissioni recenti a figure di spicco dei mondi della finanza, della cultura, dello sport e delle istituzioni. Contrariamente all'immagine elitaria che circonda molte onorificenze britanniche, la Freedom ordinaria si rivela accessibile a qualsiasi persona, indipendentemente da nazionalità o condizione economica, a fronte di requisiti minimi e di una quota amministrativa di £180-185. Il contributo conclude riflettendo sul significato contemporaneo dell'istituzione: non nei privilegi residuali ormai perlopiù simbolici, ma nella sua funzione identitaria, civico-partecipativa e di connessione con la lunga storia della città più antica e autorevole d'Europa. Parole chiave: Freedom of the City of London; Livery Companies; City of London Corporation; onorificenze britanniche; identità civica urbana. Contenuto dell’articolo Introduzione Nel panorama delle onorificenze storiche britanniche, poche istituzioni evocano un immaginario così ricco come la Freedom della City di Londra. Menzionata in film, romanzi e articoli di costume con toni di esclusività e mistero, essa appare frequentemente associata a figure di altissimo profilo: sovrani, capi di Stato, comandanti militari di ritorno dalle guerre. Eppure, a uno sguardo più ravvicinato e metodicamente documentato, emerge un quadro assai diverso: quello di un titolo che, nella sua dimensione ordinaria e non onorifica, è oggi accessibile a un numero considerevole di persone ogni anno, senza che siano richiesti meriti straordinari né mezzi economici elevati. Il presente contributo si propone di esaminare l'istituzione nella sua duplice valenza, storica e contemporanea, con l'obiettivo di sfatare l'equivoco più diffuso: quello che confonde la Freedom ordinaria con la Honorary Freedom (o Freeedom onoraria) quest'ultima effettivamente rara e riservata a figure di standing internazionale. L'articolo ripercorre le origini medievali e l'evoluzione normativa (§ 2), illustra le vie di accesso vigenti (§ 3), discute requisiti, costi e procedimento (§ 4), analizza la composizione contemporanea del corpo dei Freemen (§ 5), esamina diritti, privilegi e obblighi (§ 6), passa in rassegna i destinatari più illustri degli ultimi decenni (§ 7), e conclude con alcune riflessioni sul significato odierno dell'istituto (§ 8). Origini e Sviluppo Storico dell'Istituzione La Freedom della City di London è documentata fin dal 1237, durante il regno di Enrico III, come forma di status civico che designava gli individui non soggetti a un signore feudale e quindi titolari delle protezioni garantite dalle carte della City. In questa accezione originaria, il termine freeman indicava l'uomo libero in senso pieno: colui che poteva commerciare liberamente nel perimetro della Square Mile, il Miglio Quadrato, possedere beni e aderire alle corporazioni di mestiere senza interferenze esterne. I privilegi pratici erano di portata concreta e direttamente funzionali all'economia medievale: esenzione da determinati pedaggi, tra cui il celebre diritto di condurre greggi di pecore attraverso il London Bridge senza pagamento, concessione radicata nel commercio della lana che dominava l'economia inglese, protezione contro l'arresto arbitrario fuori dalla giurisdizione della City, e accesso ai mercati regolamentati dalle corporazioni. Come confermato dalle successive riemissioni della Magna Carta da parte di Enrico III nel 1225, tali libertà erano intrinsecamente legate all'autogoverno della City, che le difendeva dall'ingerenza regia e baronale. La progressiva codificazione dell'istituzione avvenne attraverso ordinanze regie a partire dal XIV secolo: nel 1319 Edoardo II emanò costituzioni che limitavano l'accesso alla Freedom ai membri delle corporazioni di mestiere, vietando l'ammissione di estranei non affiliati e formalizzando così la "servitù per apprendistato" come via principale per i nuovi entrati, mentre la via patrimoniale garantiva la continuità per le famiglie già stabilite. I monarchi successivi , da Edoardo III in poi, confermarono ripetutamente le libertà cittadine attraverso carte concesse spesso in cambio di prestiti finanziari, consolidando l'autonomia della City e il suo ruolo di creditore della Corona. Nel XIX secolo, con l'industrializzazione e l'espansione demografica di Londra, il controllo corporativo sul commercio si rivelò sempre meno applicabile: il Municipal Corporations Act del 1835 ampliò l'eligibilità a chiunque vivesse, lavorasse o avesse un legame significativo con Londra, sganciando parzialmente il titolo dall'appartenenza corporativa e trasformandolo progressivamente in una distinzione onorifica a carattere civico. Nel corso del Novecento ulteriori riforme inclusivizzarono l'accesso: le donne, già ammesse informalmente come vedove ereditiere in epoche precedenti, ma formalmente escluse dalle vie standard, videro riconosciuto il diritto all'ammissione ordinaria, con Angela Burdett-Coutts che aveva già ricevuto la Honorary Freedom (Freeedom Onoraria) nel 1872 e Florence Nightingale nel 1908, mentre la parità formale si consolidò nel XX secolo. Infine, nel 1996, fu abolito il requisito della cittadinanza britannica o del Commonwealth, aprendo il titolo a qualsiasi nazionalità. Le Vie di Accesso: Quadro Normativo Vigente La normativa vigente, gestita dalla Corte del Ciambellano della City of London Corporation, prevede cinque principali modalità di accesso alla Freedom della City londinese, che riflettono i diversi legami storici tra l'individuo e le istituzioni cittadine. Per servitù (by servitude) conferisce il titolo al completamento di un apprendistato formale secondo la Consuetudine di Londra, tradizionalmente della durata di sette anni, presso un maestro freeman di una Compagnia di Livrea (Livery Company). Questa via, la più antica e di maggior portata storica, verifica il merito attraverso la competenza pratica e la lealtà alla corporazione; gli apprendisti finali vengono ammessi senza necessità di approvazione della Court of Common Council qualora iscritti al registro elettorale della City da almeno un anno, e in tal caso non è previsto alcun contributo economico. Per patrimonio (by patrimony) conferisce l'eligibilità automatica ai figli di Freemen, purché il genitore detenesse questo titolo al momento della nascita del candidato e sia fornita adeguata documentazione. Storicamente limitato ai figli maschi, fu esteso alle figlie con il Municipal Corporations Act del 1835. Il candidato doveva aver compiuto il diciottesimo anno di età, non essere un "fallito non riabilitato" e non avere condanne penali rilevanti. Per riscatto (by redemption) costituisce la via aperta a chiunque: il candidato presenta domanda alla Corte del Ciambellano, supportato da due garanti, i Consiglieri Comunali, Aldermen o Liverymen con almeno un anno di atttvità che attestano la sua reputazione, e la pratica è esaminata dal Vicecomitato delle Ammissioni alla Freedom (Freedom Applications Sub-Committee) e approvata dalla Corte del Consiglio Comunale. La quota amministrativa (Freedom Fine) ammonta a £180 dalla revisione tariffaria del 1° aprile 2024 (£185 nella modalità per nomina diretta). Per i candidati iscritti al Ward List, il registro elettorale della City, la procedura è gratuita. La presentazione tramite Compagnia di Livrea (Livery Company) è la via più frequentemente percorsa nella prassi contemporanea: il candidato diviene dapprima membro della propria corporazione di riferimento, a sèguito di una procedura variabile per ciascuna delle 113 Compagnie di Livrea attualmente attive, e successivamente invia la domanda online alla Corte del Ciambellano per il passaggio alla Freedom della City, con approvazione nella quasi totalità dei casi di carattere routinario. Requisiti, Costi e Procedimento I requisiti per l'accesso alla Freedom ordinaria sono di una semplicità sorprendente rispetto all'aura di esclusività del titolo. Il candidato deve aver compiuto diciotto anni, non essere un "fallito non ristabilito" e non avere condanne penali non ancora estinte ai sensi del Rehabilitation of Offenders Act del 1974. Non è previsto alcun requisito di nazionalità, residenza, livello di istruzione o stato patrimoniale. La documentazione richiesta è di carattere anagrafico standard: certificato di nascita integrale, eventuale certificato di matrimonio o documento attestante il cambio di nome, e se mediante presentazione, il certificato di appartenenza della corporazione di riferimento. La domanda viene inoltrata online tramite il portale della City of London Corporation. La cerimonia di ammissione si svolge alla Guildhall di Londra, nell'Aula Tribunalizia del Ciambellano, ogni giorno feriale tra le 10:30 e le 12:00 e tra le 14:00 e le 15:30. Il neo-Freeman è invitato a leggere ad alta voce la Dichiarazione di un Freeman (Declaration of a Freeman) e a firmare il Registro delle Ammissioni, ricevendo al termine il certificato calligrafato su pergamena e una copia delle Regole di Condotta di Vita (Rules for the Conduct of Life), il documento settecentesco di orientamento morale che invita il titolare a condurre una vita retta, compassionevole e socialmente attiva. Per chi non possa recarsi fisicamente a Londra, la City Corporation ha mantenuto la possibilità di svolgere la cerimonia in modalità virtuale, introdotta durante la pandemia e successivamente conservata. Composizione Contemporanea del Corpo dei Freemen Un dato empirico significativo contribuisce a ridimensionare la dimensione elitaria del titolo: ogni anno vengono ammesse tra le 1.800 e le 2.000 nuove persone, in un corpo complessivo che conta oltre 300.000 ammissioni documentate nel corso dei secoli. Come rileva la stessa City of London Corporation, i Freemen contemporanei comprendono "un'ampia sezione trasversale della popolazione", includendo professionisti, studenti, artigiani, imprenditori, personale militare e cittadini stranieri. Il crescente apporto di studenti universitari, spesso presentati in gruppi dalle proprie istituzioni accademiche e di professionisti internazionali, ha ulteriormente ampliato la base demografica. La cerimonia di gruppo del 2024, in cui 40 individui provenienti da settori che spaziano dalla scienza alla medicina, dall'imprenditoria alle iniziative per la diversità, hanno ricevuto il titolo simultaneamente, esemplifica questa apertura. Va ribadita, tuttavia, una distinzione fondamentale: la Freedom Onoraria della City di Londra costituisce un'istituzione del tutto separata e di portata radicalmente diversa. Concessa dalla Corte of Consiglio Comunale con una risoluzione speciale, è riservata a figure di eccezionale statura internazionalte tipicamente meno di una dozzina di concessioni annue e rappresenta, nelle parole della stessa City Corporation, il massimo onore che essa possa conferire. È questa la Freedom di cui hanno goduto Winston Churchill, la regina Elisabetta II e, più di recente, la presentatrice televisiva Rachel Riley (ottobre 2025) per il suo impegno nell'educazione alla Shoah e nella lotta all'antisemitismo. La confusione tra le due forme è la principale responsabile della percezione distorta dell'istituto nel dibattito pubblico. Il Significato Contemporaneo: tra Identità e Partecipazione Se la quasi totalità dei privilegi pratici un tempo associati alla condizione di Freeman è oggi scomparsa o ridotta a forma cerimoniale solenne, ciò che persiste è il potente valore simbolico e identitario del titolo. La cerimonia conserva elementi di solennità rituale la lettura della Dichiarazione, la firma sullo storico Registro delle Ammissioni, il ricevimento del certificato calligrafato su pergamena, che inscrivono il nuovo Freeman in una catena di continuità di quasi otto secoli, collegando figure eterogenee attraverso un legame condiviso con la storia del Miglio Quadrato (o Square Mile). La nobile istituzione londinese svolge altresì una funzione di coesione nell'ecosistema della City e delle Compagnie di Livrea: le 113 corporazioni attive hanno erogato collettivamente oltre 81 milioni di sterline in attività benefiche nel 2024, con programmi di formazione professionale, borse di studio e apprendistati tecnici che preservano competenze specializzate in settori economicamente rilevanti. Essere Freeman costituisce un prerequisito formale per l'avanzamento a Liveryman, e quindi per l'esercizio dei diritti elettorali nella governance della City: un residuo di democrazia corporativa che, per quanto distante dai modelli di suffragio universale, mantiene una sua logica istituzionale nell'architettura giuridica unica del Miglio Quadrato londinese. Critici di orientamento progressista hanno rilevato che il sistema favorisce reti consolidate e accessi per via ereditaria o professionale, potenzialmente escludendo strati più ampi della popolazione londinese con un bacino di Freemen viventi ben inferiore all'1% dei nove milioni di residenti nella Grande Londra (Great London). Tuttavia, i dati sulle ammissioni recenti, con riconoscimenti che spaziano dall'imprenditoria africana allo sport comunitario, dalla radiofonia alla medicina, suggeriscono una traiettoria di apertura progressiva che, pur senza raggiungere la piena rappresentatività demografica, testimonia la volontà istituzionale di mantenere l'istituto come tradizione viva piuttosto che reliquia esclusiva. Conclusioni L'analisi condotta permette di formulare alcune considerazioni conclusive. La Freedom della City, quella ordinaria, è oggi un'onorificenza accessibile a una platea ben più ampia di quanto l'immaginario collettivo suggerisca: i requisiti di ammissione sono minimi, i costi contenuti, le procedure relativamente snelle e aperte a qualsiasi nazionalità. La persistente confusione con la Freedom Onoraria, riservata a figure di eccezionaleelevatura internazionale, è la principale responsabile di una percezione distorta che merita di essere corretta. Il valore contemporaneo del titolo non risiede nei privilegi residuali, ormai perlopiù solenni e cerimoniali, ma in tre dimensioni complementari: quella identitaria, che connette il titolare a quasi otto secoli di storia istituzionale; quella civico-partecipativa, che attraverso l'accesso alle Livery Companies e al sistema elettorale della City inserisce il Freeman in reti realmente operative; e quella comunitaria, che attraverso i meccanismi di riconoscimento onorifico celebra contributi di portata e provenienza sempre più eterogenee. In questo senso, la Freedom rappresenta un caso di studio istruttivo su come le istituzioni storiche possano reinventarsi senza perdere autenticità, mantenendo vivo il proprio significato attraverso l'inclusione piuttosto che l'esclusione. Riferimenti e Fonti: City of London Corporation. (2024). Freedom of the City of London. https://www.cityoflondon.gov.uk/about-us/law-historic-governance/freedom-of-the-city Guild of Freemen of the City of London. (2025). Freedom of the City. https://www.guild-freemen-london.co.uk/freedom-of-the-city Livery Committee. (2025). Freedom of the City. https://liverycommittee.org/about/membership-freedom-and-livery-clothing/freedom-of-the-city/ Municipal Corporations Act 1835. UK Parliament. Rehabilitation of Offenders Act 1974. UK Parliament. Grokipedia. (2025). Freedom of the City of London. https://grokipedia.com/page/Freedom_of_the_City_of_London City Solicitors' Educational Trust. (2025). Applying for the Freedom of the City of London. LondradaVivere.com. (2025). La "Freedom of the City of London": un'antica libertà ancora viva. City of London Corporation. (2023). Livery Companies: Charitable Activities Report 2024. ONS / City of London Corporation. (2023). Financial Services Contribution to UK GDP.
#ULTIMORA Streaming, la docuserie su Rita De Crescenzo sarà visibile solo tramite pezzotto - di Rosaria Greco Crediti dell'immagine sul sito https://t.co/jOpG8PKVL2 https://t.co/4AGGpyLWil #Streaming #Docuserie #RitaDeCrescenzo
✒️ #Zazzaroni scappa. @SerVessicchio no. ▪️E la domanda resta lì, sospesa. ▪️C’è un dettaglio che racconta più di mille editoriali. Mentre al @CorSport, Ivan #Zazzaroni continua a glissare sulle intercettazioni di #Arbitropoli, impegnato in una costante operazione di riabilitazione dell’immagine di #Rocchi, c’è chi invece sceglie la strada opposta: quella della trasparenza, della domanda diretta, della responsabilità giornalistica. Parliamo di @SerVessicchio . Educato, rispettoso, impeccabile. Lo incontra. Gli pone domande semplici, lineari, inevitabili: ❓️<<Perché non parli delle intercettazioni? Perché difendi Rocchi ignorando le carte?>> 🔊 Zazzaroni, però, fa ciò che un direttore non dovrebbe mai fare: scappa. Non risponde. Non argomenta. Non chiarisce. ❗️E, nel tentativo di deviare il discorso, trova persino il tempo di una frase sprezzante: 🔊«Preoccupati di fare dei like juventini.» ▪️Un classico. Quando non puoi rispondere sui contenuti, sposti il focus. Non entri nel merito, attacchi il pubblico. Non affronti le intercettazioni, accusi gli juventini. Non chiarisci il tuo ruolo nell’inchiesta, derubi la critica a tifo. ❗️Ma la realtà è semplice: le domande restano. Le intercettazioni pure. Le risposte, invece, continuano a mancare. ⭐️Credits: @SerVessicchio #Giornalismo #Intercettazioni #Trasparenza
"La difesa di De Rensis ha cambiato la narrazione e l'immagine di Stasi. È questo che ha dato fastidio". M. Leofreddi ❤️ #veritànascoste #Garlasco #veritànascoste #Garlasco #giustizia
“Ricordo il nome di tutte le donne che si sono ammazzate insieme al figlio disabile, sono stata tutte loro. È inevitabile, è capitato di pensarlo a tutte noi madri caregiver”. Fondatrice e portavoce di Tetrabondi Ets, che da anni promuove progetti e iniziative per costruire un approccio diverso alla disabilità, Valentina Perniciaro è diventata caregiver con la nascita del suo secondo figlio Sirio: “Sono uscita dal buio quando ho imparato a vedere un bambino dietro l’immagine che diagnosi, parole e sguardi avevano costruito. Ma fondamentale è stata anche l’energia di tutte quelle donne che come me erano da mesi nel reparto di terapia intensiva neonatale”. E pensando alla tragedia accaduta a Roma, dove Luca Abbasciano e Valentina Pambianco hanno ucciso la figlia Bianca e poi si sono tolti la vita, Valentina Perniciaro dice: “Bianca anche nella sua complessità avrebbe avuto diritto di frequentare la materna. Avrebbe fatto bene a tutti: agli altri bambini, a lei, ai suoi genitori. Avrebbe voluto dire concedere alla madre non solo magari di lavorare, ma anche il contatto con se stessa e con il mondo. Oggi lei e i suoi genitori sono al cimitero. Ed è una responsabilità collettiva”. Su Repubblica l’intervista di Alessia Candito #rep #disabilità #caregiver #maternità
GARLASCO: GEMELLE CAPPA, INTERCETTAZIONI SHOCK Vi aspetto stasera alle ore 20.00 in live su #Twitch per il nostro appuntamento con il TG Crime e le #Garlasco #News. Stefania #Cappa denuncia l'avv. De Rensis, il giornalista De Giuseppe e l'ex maresciallo Marchetto con l'accusa di aver organizzato una "regia occulta" mediatica al fine di far convergere su di lei i sospetti rispetto all'omicidio della cugina #Chiara #Poggi. Ma siamo sicuri che non ci sia dietro un meccanismo di proiezione? Sempre più prove, tra #intercettazioni e SIT, dimostrano come già nel 2007 le Cappa fossero impegnate nel far ricadere la colpevolezza su #Alberto #Stasi, accordandosi tra loro per manipolare la narrazione mediatica. Parleremo poi degli sviluppi sul caso #Pamela #Genini: un'immagine satellitare potrebbe aver immortalato il momento della profanazione della tomba. Come sempre, tantissimo amore giallo a tutti voi che ci sarete 💛💛💛 #Garlasco #News #intercettazioni