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#macchine
PJ 3d

PJ reported that Vasseur had pointed out a problem with the FIA's software and had said that, during the red flag, the software of all the cars had been changed, making the system work. #AutoRacer #F1 https://t.co/XLaT6AEKEU #F1 #Formula1 #Motorsport (translated)

Chiara described those cars as dangerous and wrote that, if the incident had occurred on the first lap in the wet, it could have caused an accident involving ten vehicles. #macchine #sicurezza #automobili (translated)

Michele wrote that driving these cars in the rain, all that was missing was for someone to be electrocuted to complete what he described as a already negative picture. #incidente #guida #pioggia (translated)

Antonino Rendina had mocked electric F1, claiming it was so fake that it seemed to be hit by a video game bug. He added the phrase "wonderful engines and where to find them" and compared the episode to Bottas' mapping, which, according to him, read the curves poorly and caused him to end up crashing into something. The post was accompanied by the hashtag #BahrainGP. #BahrainGP #F1 #Motori #Sport (translated)

RONDOSSG argued that, before asserting that Italians could not rap in English, the same reasoning should be applied to Latinos born in the United States who used that language. He referred to the Italian mass emigration to America and defined Italian-American culture as the one closest to Italian culture, citing history and roots. He added that Americans would in turn adopt Italian elements, such as food, clothing brands, and cars. #CulturaItaliana #ItalianiInAmerica #StoriaEIdentità (translated)

Pope Leo XIV wrote that, in the era of artificial intelligence, it was urgent to distinguish human art from machine-generated content. He argued that there was an ontological difference between the two, even before an aesthetic one, and that algorithms lacked a human component. He added that the Church wished to renew the alliance with artists and cultural institutions to protect the human. #IntelligenzaArtificiale #Arte #Cultura (translated)

Per non perdere la nostra umanità in mezzo al “paradiso delle macchine” che invade e condiziona la nostra vita quotidiana, è urgente formare le menti a un discernimento etico, capace di riconoscere ciò che è moralmente buono. Questa esigenza è fondamentale per riconoscere il vero bene che fa crescere l’uomo secondo la sua vocazione primaria, nel rispetto incondizionato della sua libertà interiore e della sua sacra dignità. #ViaggioApostolico #Francia https://t.co/JmHGZYranf #Umanità #Etica #Libertà

Elena Pero, l’infinita bravura in una persona normale A 60 anni la voce del tennis di Sky si è spenta all’improvviso: in un’epoca di telecronisti invasati e indemoniati Elena, bravissima e simpaticissima, era una sopravvissuta di un’era che non c’è più Io arrivai a Mediaset, o meglio alle tv Fininvest nell’ottobre 1988; avevo 34 anni. Il mio ufficio a Palazzo dei Cigni a Milanodue era attiguo a quello di Rino Tommasi e di lì a poco vidi arrivare Elena Pero che Rino aveva scelto, fra mille, come sua personale assistente e collaboratrice visto che di tennis sapeva tutto quello che mente umana avrebbe potuto sapere: e se a dirlo era Rino Tommasi, altro da aggiungere non c’è. Aveva 22 anni Elena, era timida ma sempre sorridente, silenziosa ma sempre arguta ogni volta che avevi occasione di scambiare due parole con lei, magari alla macchinetta del caffè: era straordinariamente intelligente, straordinariamente ironica (e autoironica), straordinariamente simpatica. Come me, che avevo scelto di lavorare dietro le quinte, da autore e curatore di programmi senza apparire in video, anche Elena apprezzava il low profile: apparire non era ciò che desiderava e questa predisposizione alla riservatezza e al riserbo che ci accomunava ci aveva reso in qualche modo complici. Le redazioni delle tv, credo di poter dire di qualunque tv, pullulano - lo dico con tutto il rispetto possibile - di bambinoni di 30, 40 e 50 anni mai cresciuti la cui unica ragione di vita - parlo di vita quotidiana - è quella di mettere, come si dice in gergo, il faccione in televisione. Tutto il resto non conta. Come diceva quello: tessera e distintivo. Dopo qualche tempo Rino Tommasi si trasferì a Sky e Elena, che nel frattempo si era fidanzata col produttore più timido, silenzioso e gentile dei produttori Fininvest, Sergio Velli, naturalmente lo seguì. Erano i primi anni Novanta e tutto avrebbe pensato, Elena Pero, tranne che un giorno sarebbe diventata la voce del tennis per Sky al ritiro dalle scene del suo mentore e grande maestro Rino Tommasi. Dire quanto brava sia stata Elena come telecronista, e quanto sia riuscita a rimanere se stessa in un’epoca in cui ai telecronisti è richiesto di essere prima di tutto urlatori, indemoniati e invasati, è supefluo. A Elena avreste potuto chiedere tutto, ma non di smettere di essere la “persona normale” che tenacemente e convintamente aveva scelto di essere credo fin da bambina. Io le volevo bene soprattutto per questo. E adesso che non c’è più, nell’abbracciare Sergio e Martina che l’hanno persa troppo presto sento un sottile ma forte dispiacere che mi assale: non averle mai detto che averla conosciuta è stato per me un piacere, un divertimento e un onore. #ElenaPero #Tennis #SkySports

MATRIMONIO AL NORD: Chiesa alle 11. Ristorante alle 13. 60 invitati. Antipasto, primo, secondo, dolce e caffè. Alle 17: «Grazie di tutto, bellissima giornata». Alle 17:30 sono già tutti a casa. 😂 MATRIMONIO AL SUD: Ore 6:00: sveglia. La signora prepara la borsa: busta con 300 euro, fazzoletti, trucco e TRE paia di scarpe. Perché nessuno sa quando finirà la giornata. Ore 11: chiesa. 150 persone. «Marò, quant’è fatt gruoss ’o figlio ’e Michele!» «Ma Franchino s’è spusato?» «E chesta chi è? A mugliera?» 😂 Finisce la cerimonia e partono 4 chili di confetti lanciati con una potenza che la Protezione Civile monitora la zona. Poi carovana di 70 macchine, clacson impazziti e gente ai balconi che non sa chi si è sposato ma saluta lo stesso. Arrivi al ristorante e trovi ALTRE 250 PERSONE. Non erano in chiesa perché stavano «facendo l’aperitivo». Traduzione: 7 Campari e 4 prosecchi. 😂 Ore 14:00, 400 persone sedute. Cominciano gli antipasti. Ore 17:30: stanno ancora arrivando gli antipasti. Poi due primi, due secondi, fritture, sorbetto, frutta, dolci e una quantità di cibo sufficiente a sfamare un piccolo comune. Tra una portata e l’altra si balla. Le mogli scatenate in pista. I mariti al tavolo a discutere di calcio, pensioni, macchine e lavori abusivi fatti nel 1997. Ore 21:00. «Signori, è aperto il buffet serale!» IL BUFFET SERALE?! 😳 Ma se stiamo mangiando da otto ore! A mezzanotte ricompare pure la pasta. Ore 1:00, finalmente un uomo trova il coraggio: «Me ne voglio andare… m’aggio stancato.» Ma prima bisogna superare l’ultima fase. La zia chiama il cameriere: «Cameriè, fammi tre vassoi… aggia purtà nu poco ’e robba ô cane e ê gatti.» Il cane non vedrà mai niente. 😂 Ore 2:00. Rientro a casa: cravatta scomparsa, giacca sul braccio, camicia con tre macchie di sugo e cinque di vino. La moglie entra in cucina e trova il marito davanti al vassoio avanzato. «MA STAI MANGIANDO ANCORA?!» Lui la guarda serio: «E pecché… che cazz’ avimmo mangiato oggi?» 😂 Il matrimonio al Sud non è una cerimonia. È una prova di resistenza. E chi arriva al caffè… può considerarsi un sopravvissuto. 😂 #matrimonio #tradizioni #risate

L

Il saggio di Gianrico Carofiglio avverte contro il pericolo di cedere il nostro potere alle macchine e sottolinea l'importanza di mantenere abilità e competenze umane, affinché le future generazioni possano affrontare le sfide legate all'intelligenza artificiale senza diventare dipendenti da essa. #IntelligenzaArtificiale #SovranitàTecnologica #RischiTecnologici

Ai, non regaliamo il nostro potere a una macchina

La cosa più divertente in assoluto senza alcuna ombra di dubbio è vedere gli HACKER con il corpo completamente tatuato, piercing, cappellino nero sempre su, magliette solo nere, pantaloni neri, bandiera col teschio in tutta la casa, vivono in cantina, hanno 30 processori raffreddati ad acqua, lavorano solo su macchine linux modificate, hanno sette vpn, nella vita commerciano roba trovata sul deep web, entrano nelle telecamere dei pc delle casalinghe, hanno i numeri di carta di credito del vicino, entrano nelle macchine Dominion per il conteggio dei voti, modificano le distro dopo un'ora che sono uscite, che adesso dicono che l'IA è pericolosa, che deve pensarci lo Stato, che ci vogliono le leggi, che l'open source non va bene e che bisogna fermarsi se no qualche malintenzionato potrebbe fare cose brutte. L'equivalente dei centri sociali che controllavano il greenpass per la mescita di vini bio ma ancora più ridicoli. Ecco questi sono veramente il vertice del comico... #Hacker #Tecnologia #Umorismo

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Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, sottolinea la necessità di regole globali per regolare l'intelligenza artificiale e difendere la verità, il lavoro e i diritti umani, avvertendo dei rischi legati alla disinformazione e alla possibile sostituzione del lavoro umano da parte delle macchine. #IntelligenzaArtificiale #RegoleGlobali #UmanesimoTecnologico

Meloni: sull’Ai servono regole globali. Difendiamo la verità, il lavoro e l’uomo

I ricercatori avvertono sui rischi associati allo sviluppo incontrollato dell'intelligenza artificiale, che spaziano dall'uso malevolo per attacchi informatici, alla creazione di armi avanzate e organismi biologici pericolosi, fino alla comunicazione in lingue incomprensibili tra macchine, creando enormi preoccupazioni geopolitiche e sistemiche. #IntelligenzaArtificiale #RischiAI #Tecnologia

Dai virus al furto di dati, dalle armi al “giorno del giudizio”: tutti gli allarmi dei ricercatori sui rischi di sviluppo incontrollato dell’AI

C'era qualcuno che pensava di potersi giocare il mondiale con questa roba qua, credo di sentirmi veramente male "Antonelli è fuori dai giochi a Monza" Le altre "macchine" sembrano la 500 a GPL di mia madre #F1 #Mondiale #Monza

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non ho capito bene la dinamica di questo, ma ci sono già stati troppo incidenti con botti pazzeschi in cui il pilota sembra totalmente passeggero della macchina. queste macchine e questi motori sono pericolosi #motori #incidenti #sicurezza

21 macchine su 22 prendono la scia indovinata chi è l'unico che non ne ha presa mezza indizio inizia per L e finisce per ECLERC #F1 #Formula1 #Leclerc

ANSA.it Sep 1

Uno studio dell'Università Linnaeus rivela che l'interazione con robot e chatbot alimentati da Intelligenza Artificiale sta trasformando la comunicazione umana, portando a una sterile 'umanità robotoide' in cui le persone si adattano e imitano i comportamenti delle macchine. #UmantàRobotoide #Chatbot #IntelligenzaArtificiale

A forza di parlare con robot e IA ci trasformiamo in Robotoidi

Bill Gates esprime preoccupazione per l'intelligenza artificiale, affermando che il mondo non è pronto per affrontare le sfide che essa comporta, e propone misure per riservare lavori agli esseri umani e rallentare il passaggio verso un'era dominata dalle macchine. #IntelligenzaArtificiale #BillGates #FuturoDelLavoro

Bill Gates è preoccupato dall’intelligenza artificiale: perché per lui il mondo non è pronto
Lunacharsky Aug 25

Dall'aeroporto di Vnukovo, dove stamattina NON è atterrato nessun aereo militare americano, NON è partito alcun corteo di macchine NON dirette verso il centro di Mosca con targhe NON americane. https://t.co/JIA88RwATV #Vnukovo #Mosca #Notizie

#2agosto di 46 anni fa, #2Agosto1980 Non avevo ancora 11 anni, mancavano pochi giorni al mio compleanno ma io me ne sentivo già 11, anzi di più. Quartiere Barca, stavo giocando con gli amici sotto casa, sulle nostre biciclette con la carta fissata tra i raggi per fare quel “tatatatata”… Successe quel boom. L’onda d’urto arrivò subito benché lontani qualche km. Dalle finestre dei palazzi sopra noi spuntarono volti di mamme e nonne: “cos’è stato?” Decidemmo di avventurarci in centro, in bici, verso quel sordo e curioso boato. E arrivammo. Non avevamo mai visto una cosa del genere in TV, al cinema e neanche alle macchinette delle sale giochi a 200 Lire alla volta. Eravamo più candidi. Oltre Topolino non si leggeva, e lì quelle tragedie non accadevano. Impietriti, sul viale proprio davanti alla stazione, ad assorbire le urla, la disperazione, la polvere, le sirene, l’odore, il caos e l’apocalisse. E scappammo via. Vergognandoci. Sì, con le gambe tremolanti d’angoscia, ricordo bene la sensazione di vergogna che mi e ci avvolse. La vergogna per essere scappati via invece di rimanere di fronte a quella “cosa” troppo più grande di noi. Quella “vergogna” di quella fuga la provo ancora oggi e, per preservare il ricordo, trovo giusto rispolverarla ogni anno. Dai ricordi di un undicenne, 2 agosto 1980 Bologna. #Memoria #Storia #Bologna