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#capolavoro

L’ennesimo capolavoro di surrealismo giuridico: il clandestino è espellibile, ma per la Cassazione è illegale il trattenimento nel CPR. Risultato? Lo Stato ha espulso un migrante e ora rischia di doverlo "re-importare" a spese dei contribuenti. La sicurezza nazionale trasformata in un gioco dell'oca. Oggi su @LaVeritaWeb #Migranti #Giustizia #Surrealismo

Indipendentemente da come andrà Charles sta facendo una gara pazzesca tutta di cuore ❤️ adesso probabilmente dipende anche da un po' di fortuna ma sta facendo un capolavoro #Charles #gara #cuore

The Bayeux Tapestry, a masterpiece from the 11th century saved from destruction during the French Revolution, returns to London after a millennium and has already sold 100,000 tickets in just 24 hours, setting a new box office record at the British Museum. (translated)

Da telone per i carri militari a capolavoro da 800 milioni: l’Arazzo di Bayeux torna a Londra dopo un millennio, venduti 100 mila biglietti in 24 ore

Dice Bersani che, siccome gli italiani non hanno capito quale capolavoro politico fosse il Conte II, ci si deve provare di nuovo, magari spalmando ben bene il PD sulle posizioni putiniane dell’avvocato del popolo. Con strateghi di questa portata, cosa potrebbe mai andare storto? #politica #Italia #Bersani

Quindi #Leclerc ha buttato fuori strada #Hamilton dopo due curve facendolo precipitare in 10ª posizione per poi farsi superare da chiunque e uscire dopo 2 giri. Capolavoro #Ferrari, fenomeno Charles a Monza https://t.co/GMWLTyJuJw #F1 #Monza #Ferrari

La Rivincita del “GIO Festival”: “Broadway World” Celebra “Marina” e il Teatro Umberto Giordano di Foggia (Lettere Meridiane.org by Geppe Inserra) SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/la-rivincita-del-gio-festival-broadway-world-celebra-e-asgue/ SOURCE: https://www.letteremeridiane.org/2026/08/la-rivincita-del-gio-festival-broadwayworld-celebra-marina-e-foggia/ Il GIO Festival è stato a dir poco snobbato da Rai3 Puglia e da altre testate regionali. Ma il festival dedicato a Umberto Giordano, promosso dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia e della Fondazione Monti Uniti, si è preso una bella rivincita, finendo nella home page di BroadwayWorld grazie alla prima mondiale dell’opera Marina, andata in scena il 5 giugno scorso al Teatro Umberto Giordano di Foggia. Non è poco, visto che BroadwayWorld è tra i più importanti siti statunitensi dedicati al teatro e allo spettacolo. Lo sbarco oltreoceano dell’opera del grande compositore foggiano non è sfuggito a Luciano Magaldi Sardella, che ha inviato alla redazione di Lettere Meridiane un approfondito e interessante contributo che potete leggere di seguito. Nell’articolo, l’autore ricostruisce con maestria la straordinaria vicenda della prima opera di Giordano, composta nel 1888 e rimasta per 138 anni senza un allestimento scenico, fino alla storica rappresentazione del 5 giugno scorso al Teatro Giordano. Ma soprattutto racconta come la prima edizione del GIO Festival abbia riportato Foggia al centro della scena lirica internazionale, attraverso il ritrovamento e la valorizzazione di Marina, il coinvolgimento di importanti istituzioni musicali e l’attenzione della stampa americana. Una stimolante riflessione sul riscatto culturale e identitario di una città che troppo a lungo ha portato il nome di Giordano sul frontone del proprio teatro senza riuscire a farne leva di visibilità internazionale. (g.i.) + + + + + Ci sono momenti nella storia di una città in cui il passato e il futuro si stringono la mano sul palcoscenico del presente. Foggia ha vissuto uno di questi momenti la sera del 5 giugno 2026, quando il sipario del Teatro Umberto Giordano si è alzato su Marina, un’opera composta nel lontano 1888 da un pressappoco ventunenne di nome Umberto Giordano, ancora studente al Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli. E quella partitura ha finalmente trovato, dopo centotrentotto anni di silenzio, il suo primo respiro scenico nel mondo. “Non è un evento ordinario. È una svolta. Un vuoto colmato. Una storia riscritta.” Umberto Giordano, uno dei più celebri compositori veristi della fin-de-siècle, nato a Foggia, autore di capolavori come Andrea Chénier, Fedora, Siberia, era rimasto fino ad oggi l’unico grande operista italiano senza un festival interamente dedicato alla sua opera. Un paradosso che pesava come un’ingiustizia storica su una città che porta il suo nome inciso sul frontone del proprio teatro più bello. È il viaggio incredibile di Marina, la prima opera di Umberto Giordano, che dopo 138 anni di oblio ha avuto la sua prima mondiale in forma scenica il 5 giugno 2026 al Teatro Umberto Giordano di Foggia, come evento di apertura del GIO Festival, durante la prima edizione del Giordano International Opera Festival. Il manoscritto, custodito nella Frederick R. Koch Collection della Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell’Università di Yale, ha compiuto un viaggio straordinario: dalle biblioteche d’élite della costa est americana al cuore pulsante della Daunia. Nella notte del 5 giugno 2026, al Teatro Umberto Giordano di Foggia, quel silenzio si è finalmente spezzato. Il GIO Festival è nato a Foggia come un grande nuovo progetto culturale promosso dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia, con l’obiettivo di trasformare l’eredità artistica del compositore verista in un motore di valorizzazione territoriale e turismo culturale. Sotto la direzione artistica della direttrice d’orchestra Gianna Fratta e del violinista Dino De Palma, l’evento colma finalmente un vuoto storico. Il modello di riferimento è esplicito e ambizioso: un progetto ispirato ai grandi festival dedicati ai compositori italiani come il Verdi Festival, il Puccini Festival, il Rossini Opera Festival (e così via…) , pur mantenendo una forte dimensione territoriale e partecipativa. Foggia, in altri termini, si candida ufficialmente al tavolo dei grandi. E lo fa con le credenziali che servono: una prima mondiale scenica irripetibile (parallela a quella concertistica del teatro milanese Dal Verme registrata dalla prestigiosa casa discografica lirica Decca Classics), una produzione operistica di qualità (tutta la macchina organizzativa), istituzioni culturali di primo piano al suo fianco (Teatro dell’Opera di Milano, Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari). Il festival si è avvalso della collaborazione dell’Orchestra del Conservatorio e del Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari, del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia, della Fondazione dei Monti Uniti e della Fondazione Apulia Felix. Una rete di eccellenze che ha conferito alla manifestazione spessore e risonanza nazionale. Il Teatro Umberto Giordano è uno scrigno ottocentesco di rara bellezza, il più antico teatro funzionante storico a ferro di cavallo in Puglia. Eppure per decenni ha vissuto in una sorta di semiclandestinità culturale, relegato ai margini delle rotte liriche che contano, condannato anche da ritari di lavorazioni che ne hanno bloccato l’utilizzo dal 2007 al 2014, inclusa la recente richiesta di adeguamento antincendio. Inoltre, Qualcuno lo chiamava, con quel misto di condiscendenza e rassegnazione tutta provinciale, “teatro di provincia”, destinato solo a raccogliere la denominazione storica di Umberto Giordano. Quell’etichetta è ora destinata a cadere. È proprio a Foggia che questo piccolo capolavoro giovanile ha visto il suo primo allestimento scenico, inserendo la città nella toponomastica internazionale dell’opera lirica. Un posizionamento che non ha precedenti nella storia recente della città. Il Teatro Giordano ha registrato il tutto esaurito nella storica prima in formato scenico della Marina giordaniana, accogliendo centinaia di spettatori, mentre altrettanti hanno seguito lo spettacolo dall’esterno grazie a un maxi schermo allestito per l’occasione. La produzione ha risposto con piena dignità artistica alle aspettative: l’allestimento ha trasportato la vicenda nel periodo della Prima Guerra Mondiale, accentuando il carattere drammatico e realistico dell’opera. Sul podio, l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia diretta da Matteo Dal Maso. Scene e costumi affidati ad Alfredo Troisi, luci curate da Massimo Russo. Un ensemble di talenti che ha reso onore al nome che il teatro porta con orgoglio. Il sigillo definitivo dell’importanza storica di questo momento è arrivato dall’altra parte dell’Atlantico. Broadway World, la più influente testata mondiale di critica e informazione sullo spettacolo dal vivo, arricchito dalle sue oltre 5,5 visualizzazioni mensili nel mondo, ha dedicato all’evento una copertura esclusiva, pubblicando una galleria fotografica integrale della première mondiale scenica a cura di Chloe Rabinowitz e un approfondimento critico di notevole spessore a cura di Rachel Stone. L’articolo della testata americana ha sottolineato il valore storico dell’operazione e il legame tra il compositore e la sua città natale, evidenziando la qualità musicale della partitura, definita sorprendentemente matura rispetto all’età del compositore. Il Teatro Umberto Giordano è così approdato per la prima volta sul sito newyorchese affiancandosi a leggendo comer Los Angeles Opera House, Houston Opera, BBC Classical Music at Royal Opera House, e via dicendo. È lì il suo posto naturale. Doveva esserci già da almeno diversi decenni. Ma finora il mondo conosceva Umberto Giordano, ricordandosi i suoi successi milanesi e non l’opera giovanile scritta tra Foggia e il conservatorio di Napoli, la perduta (e poi ritrovata) Marina (1888). Ma sottolineiamolo: non è un dettaglio secondario. Broadway World non dedica gallerie esclusive ai teatri di provincia. Lo fa per gli eventi che spostano le coordinate della storia della musica, dell’opera, del teatro nei circuiti che contano. E questa volta, quelle coordinate si sono spostate su Foggia grazie al GIO Festival, in nome di Umberto Giordano. Ricordiamo per onor di cronaca, o per chi ancora non lo sapesse, che Il GIO Festival è un nuovo e ambizioso evento a cadenza biennale ideato dalla Camera di Commercio di Foggia, con l’obiettivo di celebrare il genio del compositore foggiano Umberto Giordano e trasformarlo in un potente volano di sviluppo per l’intera Capitanata. Biennale significa continuità, progettualità, visione. Significa che Foggia non vuole essere una meteora nel firmamento operistico, ma una presenza stabile e riconoscibile nel panorama dei festival lirici del circuito internazionale. Andrea Chénier, Siberia e Fedora avevano già portato da almeno un secolo il nome di Giordano al Metropolitan Opera House di New York, dove l’opera viene eseguita ancora oggi con grande partecipazione di pubblico. Ora è Foggia stessa, non solo le sue opere sparse per il mondo, a reclamare il proprio “posto al sole”. Il compositore che la sua città aveva faticato a riconoscere in vita, e di cui conserva il nome sul teatro, sulla piazza e sul conservatorio, può diventare finalmente leva di un riscatto culturale, economico e identitario senza precedenti. Il GIO Festival 2026 non è un punto d’arrivo, spero. Dovrebbe essere il primo capitolo di una storia nuova per Foggia, per la Capitanata, per il Mezzogiorno culturale italiano. Il Teatro Umberto Giordano non è più soltanto un gioiello architettonico da preservare: è diventato ora un luogo di creazione e di ispirazione, capace di attrarre l’attenzione della stampa internazionale e di ospitare eventi che entrano nei libri della lirica mondiale. A chi ancora sussurra che Foggia è una città di provincia, la risposta ora è scritta sui palchi del mondo: la sera del 5 giugno 2026, la periferia è diventata centro.

La Rivincita del “GIO Festival”: “Broadway World” Celebra “Marina” e il Teatro Umberto Giordano di Foggia (Lettere Meridiane.org by Geppe Inserra)

Luciano Magaldi Sardella, LSE Review of Books, “A currency in crisis — the euro’s structural fragility” SOURCE: https://medium.com/@ingnucllms/luciano-magaldi-sardella-lse-review-of-books-a-currency-in-crisis-the-euros-structural-7203469e2706 Source: https://lnkd.in/dBJpcU3n Ringraziando in anticipo: - Redattrice Ms Anna D’Anton, Managing Editor di LSE Review of Books, London School of Economics and Political Science(LSE). - Dr John H. Cochrane, Senior Fellow della Hoover Institution presso Stanford University e autore di opere fondamentali quali The Fiscal Theory of the Price Level e Asset Pricing (entrambe Princeton University Press). - Dr Luis Garicano, Professore di Politiche Pubbliche alla London School of Economics, già membro del Parlamento Europeo dal 2019 al 2022. - Dr Klaus Masuch, che ha accompagnato l’Euro dalla sua nascita, ricoprendo ruoli di primissimo piano alla Banca Centrale Europea per oltre vent’anni, dalla strategia di politica monetaria alla supervisione dei paesi dell’UE. Un onore che non dimenticherò facilmente: ho avuto il privilegio di continuare il mio ruolo come recensore di saggistica accademica per la londinese LSE, na delle più autorevoli pubblicazioni accademiche al mondo, il volume: “Crisis Cycle: Challenges, Evolution, and Future of the Euro”, pubblicato dalla “Princeton University Press” della Princeton University, Ivy League, USA. Questo capolavoro editoriale analizza l’evoluzione dell’Euro dal suo idealismo fondativo fino all’attuale fragilità istituzionalizzata, rivelando come l’unione monetaria si trovi intrappolata in un circolo vizioso di crisi e improvvisazione. Ringrazio di cuore i Professori Cochrane, Garicano e Masuch per aver scritto un’opera di tale profondità e lucidità. Recensire un lavoro simile è, prima ancora che un compito, un’opportunità intellettuale rara.

⚫️🔵 Mentre @capuanogio corre ai ripari, arrampicandosi per giustificare il super tifoso #Inter #Butti, noi preferiamo occuparci di fatti. ❗️E i fatti raccontano l’ennesimo capolavoro di chi, invece di redigere un calendario equo, riesce a produrre l’ennesima opera degna di un tifoso interista. 🕰️ Calendario Serie A: l’Inter riposa più di tutti ❗️I numeri sono imbarazzanti. 📊 Nei primi 4 turni europei, l’Inter ha accumulato 762 ore e 30 minuti di recupero: il dato più alto dell’intera Serie A. 📊 Tempi di recupero totali: ▪️Inter — 762h30 ▪️Como — 725h45 ▪️Milan — 719h45 ▪️Roma — 702h00 ▪️Napoli — 685h00 ▪️Juventus — 666h30 🔍 Il punto chiave è il “dopo le coppe”: ▪️Inter — 441h15 ▪️Milan — 307h00 ▪️Juventus — 283h45 ⚫️🔵 L’Inter ha quasi due giorni in più rispetto ai rivali diretti. ❗️Due giorni che significano più freschezza, più preparazione, meno stress competitivo. ⚫️🔵 In un campionato che si riempie di moralismi e editoriali indignati, il calendario continua a parlare chiaro: ❗️l’Inter beneficia di un vantaggio strutturale, reiterato, misurabile. E mentre qualcuno prova a coprirlo con narrazioni, noi preferiamo mostrarlo con i numeri. #SerieA #Inter #Calcio

Mario 2w

Il Napoli si farà: -Inter -Arsenal -Bologna -Fiorentina con solo Lobotka, Gilmour, Anguissa e De Bruyne a centrocampo bravissimi a tutti, un capolavoro del genere si poteva fare solo con grande impegno #Napoli #Calcio #SerieA

Con il doppio turno Vannacci va in doppia cifra, la Sinistra è prima coalizione e tu punti a vincere in un testa a testa quindici giorni dopo con una parte del tuo elettorato che si è vista fare una legge contro proprio da te perché non lo ritieni abbastanza "maturo". E tutto ciò dopo 60 anni di discussioni sulla Francia che ha una legge elettorale fatta apposta per impedire alla Destra di governare. Sarebbe un capolavoro di suicidio che aprirebbe a riflessioni talmente profonde da annullare e ripensare tutto il quadro politico. #Politica #Elezioni #Sinistra

K!NO 2w

Senza € Senza Champions Con esuberi invendibili Con paletti UEFA Carnevali e Massara hanno fatto un CAPOLAVORO: Abbiamo una Dirigenza In Champions Senza Paletti UEFA Ricostruiranno dalle Macerie quel grattacielo chiamato JUVENTUS Presto tornerà la Quiete dopo anni di Tempesta https://t.co/DfAkdMDX6x #Juventus #Calcio #ChampionsLeague

La benzina sfonda i 2 euro al litro anche fuori dalle autostrade, il gasolio è fuori controllo e si è mangiato da un pezzo i miseri e tardivi interventi del Governo, settembre è alle porte e per diverse famiglie fra libri e materiale scolastico potrebbero andare via fino a 1.400 euro a studente, per non parlare del rischio di nuove stangate delle bollette visto il prezzo del gas. Serve un Consiglio dei ministri straordinario per intervenire subito, anche se siamo già in forte ritardo. Serve recuperare risorse anche dagli extraprofitti di settori che hanno fatto utili record con le varie emergenze e che sono intoccabili per questo Governo. Serve che il nostro Governo riunisca subito a Bruxelles i leader europei per un nuovo Pnrr contro questa crisi collegata a guerre che hanno lasciato correre anche se a pagare sono i cittadini. Serve rivedere subito gli impegni sul Riarmo per spostare gli investimenti dove servono davvero. Sono anni che ci prendono in giro. I rave party, le polemiche pretestuose dal gioielliere alla famiglia nel bosco, alla crociata contro Report. Per non parlare dell’inutile e dannoso show su Ceuta e delle scelte sui migranti che hanno prodotto un bel cortocircuito: dopo la propaganda roboante del Governo contro la Spagna, ora Svezia, Austria, Svizzera, Germania e Finlandia sono in fila per rimandare in Italia i migranti da noi registrati. Un capolavoro targato Meloni: i rimpatri funzionano, ma contro di noi. Per 4 anni hanno completamente dimenticato di fare quello per cui erano stati scelti: offrire soluzioni ai problemi reali. #CaroPrezzo #CrisiEconomica #PoliticaItaliana

Alla fine Giorgia Meloni ha fatto un autogol clamoroso. Per rincorrere Vannacci ha infranto le regole europee. E adesso Germania, Svizzera, Austria e Finlandia ci restituiscono pan per focaccia rimandandoci indietro persone che altrimenti non sarebbero mai tornate in Italia. E brava Giorgia, bel capolavoro: hai rotto la solidarietà europea e ora ci toccano i cocci. Ma ci rendiamo conto dei danni che fa questo Governo? #GiorgiaMeloni #UnioneEuropea #PoliticaItaliana

Un pozzo senza fondo di soldi pubblici. E senza aver mai posato una sola pietra. Il capolavoro di Salvini. https://t.co/34Iy6Iy6il #politica #Salvini #corruzione

ANSA.it 4w

Hundreds of Ukrainian drones flew over Moscow while NATO did not shoot down a Russian drone in Romania, while Italy stands out in the medal table with Iapichino and the 4x400 relay. (translated)

PRIME PAGINE | Centinaia di droni ucraini su Mosca, la Nato ne abbatte uno russo in Romania

AZZURRE COL TURBO E D’ARGENTO! 🇮🇹🔥🥈 Sara Curtis, Benedetta Pilato, Anita Gastaldi ed Emma Virginia Menicucci d'argento nella 4x100 mista in 3'53"60. Record nazionale!Capolavoro di Sara Curtis che ritocca il record italiano dei 100 dorso in 58"43. 📸 @DBM_Media https://t.co/5EkOlrBhst #Nuoto #RecordNazionale #Italia

Considerando la situazione, la cessione di Frattesi con le condizioni concordate rappresenta un mezzo capolavoro #Frattesi #calcio #transfervotum

Alessandro Aug 12

31 milioni di euro per Spence. Capolavoro della dirigenza 👏 Here we go ⚫️🔵 https://t.co/17CnliUqT5 #Spence #TransferMarket #FootballNews

PEGGIORE DELLO SCHIFO CI SONO SOLTANTO LE RANCOROSE ACIDE PSEUDO-DONNE DI SINISTRA "Nana". "Caciottara a mollo". "È venuta a infestare il nostro mare, spero si sia disinfettata con l'amuchina". Il bersaglio: una madre in vacanza con la figlia di nove anni. Le firme, in gran parte: donne. Questo il trattamento riservato a Giorgia Meloni per tre giorni alla Maddalena. Tre giorni di volo di linea, traghetto, gommone a noleggio e panini nella borsa frigo. Niente yacht, niente voli di Stato: la fila all'imbarco come qualunque madre italiana d'agosto. Ed è proprio questa normalità che ha fatto impazzire la muta di cani rabbiosi. "Nullafacente da sempre", "le ferie le prende chi lavora": quasi quattro anni alla guida del governo, evidentemente, non contano come mestiere. Fino al capolavoro dell'amuchina. Infestare: il verbo che si riserva agli insetti. Quando l'avversario politico diventa un agente contaminante non siamo più nell'insulto, siamo nella disumanizzazione da manuale. Quella su cui si scrivono i saggi e si organizzano i convegni. Quando capita agli altri. E qui il dato che nessuno vuole vedere. Donne che danno della nana a una donna. Donne che deridono la maternità di una donna. Donne che evocano un disinfettante per una donna che fa il bagno con la figlia. La sorellanza, parola d'ordine di ogni piazza femminista degli ultimi dieci anni, si ferma al tornello della tessera politica. Di là dal tornello non ci sono sorelle: c'è una preda. Qualcuna, nel coro, ha pure fornito la teoria: "questa destra ha sdoganato la violenza verbale e ora vi meravigliate che qualcosina torni indietro". Eccola, l'assoluzione preventiva. Se l'è cercata. La stessa identica grammatica che il femminismo denuncia - giustamente - quando viene usata contro qualunque altra donna. La gonna troppo corta, il rientro troppo tardi, le idee troppo di destra: cambia il pretesto, la logica è quella. Ma applicata a Meloni diventa improvvisamente analisi politica. E la rabbia ha una radice precisa, che il vocabolario confessa da solo. Caciottara, borgatara, pescivendola: insulti di censo, non di politica. È il disprezzo del salotto per il mercato rionale, firmato da una sinistra che ormai vince ai Parioli e ha perso nelle borgate che furono sue. La prima donna al vertice di Palazzo Chigi doveva essere una di loro: laurea giusta, quartiere giusto, salotto giusto. Invece il soffitto di cristallo lo ha sfondato una madre della Garbatella che parla come il popolo che loro hanno smesso di frequentare. Non le perdonano le idee. Non le perdonano di essere arrivata prima, partendo da sotto. Né si può dire che manchi il contesto. Due mesi fa, alla Camera, il capogruppo grillino in commissione Esteri Francesco Silvestri ha spiegato che la premier "ha indossato delle ginocchiere per stare più comoda". Detto in aula, a verbale, dal pulpito della Repubblica. E nella stessa seduta si è consumata la scena che vale un trattato di sociologia: l'onorevole Boldrini indignata perché un collega aveva osato dire "signor presidente" - il maschile, che scandalo - e silente sull'allusione alle ginocchiere. La sentinella del linguaggio monta la guardia sull'articolo e dorme sulla sostanza. Risultato: nel giro di giorni, "ginocchiere" era l'argomento più gettonato sotto i post d'odio contro la premier. Il linguaggio non sale dalla fogna al palazzo. Scende dal palazzo alla fogna. E non è la prima volta. Quando Landini la definì "cortigiana", dalle piazze femministe. Quando la televisione di Stato russa la chiamò con epiteti da postribolo, sempre silenzio. Quando un professore augurò alla figlia di nove anni la fine di Martina Carbonaro e quando un camerunense davanti a una questura fece alla stessa bambina allusioni che non si trascrivono, le piazze che si riempiono per un asterisco rimasero vuote. Il copione non cambia mai: si cambia solo la vittima designata e la si toglie dall'elenco delle donne difendibili. Perché di questo si tratta. Il movimento che vede il patriarcato in una pubblicità, in una desinenza, in una ricetta di cucina, davanti alla prima donna presidente del Consiglio della storia repubblicana - coperta di insulti sessisti, minacciata, con la figlia minorenne nel mirino da tre anni - non ha mai trovato dieci minuti per un presidio. Non una fiaccolata. Non un corteo di Non Una di Meno. Non una riga delle firme che vivono di questo. Dov'era il patriarcato quando serviva davvero? Era in vacanza pure lui? La risposta la conosciamo ed è la stessa che spiega un altro silenzio: quello sulle donne musulmane. Sui matrimoni forzati, sulle mutilazioni, sui niqab imposti alle bambine nelle nostre città, il femminismo militante pratica da anni la medesima sordità selettiva. Le donne velate a forza e la premier detestata condividono lo stesso destino: sono donne sbagliate, la cui oppressione non porta consenso. E allora non esistono. Un femminismo che sceglie quali donne difendere in base alla convenienza non è un movimento di liberazione. È un ufficio stampa con la bandiera sbagliata. Il patriarcato lo vedono ovunque, tranne dove c'è una donna che non gli piace. E ogni giorno di questo silenzio, mentre una madre viene linciata per un traghetto e una bambina cresce sotto scorta digitale, quel silenzio firma. Con nome, cognome e sigla dell'associazione. #Femminismo #Sorellanza #Politica

un girovago Aug 8

Quindi se un clandestino voleva andare in Spagna ora la Meloni lo ha sul groppone? Un capolavoro🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣 https://t.co/TEDnoY35QH #Italia #immigrazione #politica