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#divulgazione
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Il libro L’arte di respirare di James Nestor esplora l'importanza del respiro nella nostra vita quotidiana, evidenziando come una corretta respirazione possa contrastare stress e invecchiamento, attraverso esperimenti scientifici e un racconto che intreccia fisiologia, storia e pratiche respiratorie antiche. #Respirazione #Benessere #DivulgazioneScientifica

Respirare è un’arte, conoscerla serve a contrastare stress e invecchiamento
Il Post 2w

Il governo italiano ha espulso due militari russi accusati di spionaggio, identificati come Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov, nell'ambito di un'indagine che ha portato all'arresto di due ex agenti dei servizi segreti italiani coinvolti nella divulgazione di informazioni riservate. #Russia #Spionaggio #ServiziSegreti

L’Italia ha espulso due militari russi accusati di spionaggio

Il meteo a 10-15 giorni non è falso, è fragile. La previsione meteorologica non è astrologia, nasce da fisica, modelli numerici, satelliti e radiosondaggi però l’atmosfera è un sistema caotico. Vuol dire che un piccolo errore nello stato iniziale, magari sulla posizione di una saccatura, sull’intensità di un promontorio, sull’umidità disponibile o sulla traiettoria di una goccia fredda, può amplificarsi giorno dopo giorno, per questo l’attendibilità cala con la distanza temporale. Indicativamente, entro 24-48 ore siamo spesso su valori molto alti, anche 90-95% per il quadro generale. A 72 ore la previsione resta buona, ma i dettagli locali iniziano già a pesare, tra 96 e 120 ore entriamo in una fascia più delicata, 60-75%, dipende dalla situazione. A 144 ore, cioè 6 giorni, siamo spesso al limite tra previsione e tendenza, può esserci un segnale utile, ma non sempre abbastanza solido per parlare di temperature precise, temporali su singole zone o svolte nette. Oltre i 7-10 giorni l’attendibilità può scendere facilmente sotto il 30-40%, soprattutto sui dettagli, ecco perché io difficilmente vado oltre le 144 ore. Non per prudenza eccessiva ma per rispetto della meteorologia. Se oltre quella soglia compaiono segnali chiari, coerenti tra più modelli e confermati da più corse, allora si può parlare di tendenza importante ma trasformare una mappa a 240 ore in una previsione certa, città per città, grado per grado non è divulgazione, è clickbait con una carta meteo in mano. #Meteo #Previsione #Meteorologia

Gabriella Greison, fisica nucleare e rockstar della fisica, denuncia le discriminazioni di genere e gli stereotipi sessisti che ha affrontato nella sua carriera, sottolineando come il suo aspetto fisico abbia influenzato le percezioni nel mondo accademico, mentre incoraggia i giovani a superare queste barriere. #sessismo #fisica #divulgazione

“Nessun premio Nobel è diventato famoso per gli addominali. Nei laboratori mi dicevano ‘togliti il rossetto’. ‘Se è così bella, perché vuoi fare fisica?'”: lo sfogo di Gabriella Greison

Abbiamo più mappe, più modelli, più dati eppure spesso il meteo viene raccontato con meno meteorologia. C’è una cosa preziosa nella vecchia scuola meteo di Bernacca, Baroni e Caroselli, l’abitudine a guardare il tempo come un quadro d’insieme, non come una somma di fattori isolati. Allora non c’erano le mappe colorate di oggi, non c’erano gli spaghi a portata di telefono, non c’erano app aggiornate continuamente, eppure si provava a spiegare il tempo partendo dalla circolazione atmosferica, alte e basse pressioni, isobare, fronti, correnti, masse d’aria, traiettorie delle perturbazioni. Non era solo "farà caldo" o "pioverà". I fenomeni atmosferici venivano illustrati, si spiegava da dove arrivava l’aria, quale traiettoria avrebbe seguito, quali zone sarebbero state più esposte e quali più riparate, perché una perturbazione sarebbe riuscita a entrare meglio al Nord o perché un anticiclone avrebbe protetto il Mediterraneo per più giorni. Il numero finale, la temperatura o la pioggia prevista, arrivava dopo era la conseguenza di un ragionamento. Oggi abbiamo strumenti molto più avanzati e dati molto più raffinati, ma spesso il racconto pubblico del meteo si è impoverito. Si prende un fattore, lo si isola, lo si mette nel titolo e tutto il resto scompare. Una massima, una minima, un colore rosso o blu su una carta, una percentuale di pioggia, un bollino, una singola corsa modellistica, tutto diventa più immediato, ma anche più fragile. La buona divulgazione dovrebbe tornare lì, non solo dire che cosa succederà, ma spiegare perché, il tempo atmosferico non è mai un dato buttato lì è una storia fatta di aria che si muove, pressioni che cambiano, correnti che deviano, mari che mitigano, rilievi che amplificano, città che trattengono calore. Serve una meteorologia più leggibile, capace di far capire senza titoli urlati e scorciatoie fuorvianti perché quando il meteo diventa solo spettacolo e clickbait, il pubblico non capisce e si divide di più. #meteo #meteorologia #clima

Piccola nota finale, poi torno a parlare di mappe e meteorologia chiudendo qualsiasi discussione. Il cambiamento climatico è reale ed osservabile nei dati, non ho mai scritto il contrario e non ho mai strizzato l'occhio a nessuno. Fare meteorologia però significa anche distinguere, una previsione a 3-5 giorni da una tendenza climatica, il caldo secco da quello afoso, distinguere le varie tipologie di masse d'aria. Non è minimizzazione è semplice analisi meteorologica. Uso un profilo con nome e iniziali per ragioni professionali e contrattuali. Non perché debba nascondere chissà cosa, l'ho detto tante volte sono laureato in Fisica dell'atmosfera e meteorologia certificato WMO, i titoli ci sono. Non devo però pubblicare certificati, contratti e dati personali su X per poter spiegare una carta meteorologica, anche perchè una spiegazione meteorologica non diventa vera o falsa in base al certificato anagrafico e lavorativo di chi la scrive. Se una previsione è sbagliata, si dice dove, se un passaggio fisico è scorretto, si corregge nel merito. Se invece si passa direttamente a "non vedo il cognome, quindi è una truffa", non siamo più nel confronto scientifico ma siamo nel pettegolezzo travestito da rigore. La divulgazione non è peer review ma serve proprio a portare concetti, dati e strumenti fuori dai convegni, fuori dalle cerchie ristrette, verso persone che magari non hanno studiato meteorologia ma vogliono capire che cosa stanno guardando quando vedono una mappa, un temporale, un’ondata di caldo, un punto di rugiada o un geopotenziale. Ed è questo che provo a fare, spiegare il tempo atmosferico e il clima in modo accessibile, senza mitologie, senza tifoserie e senza trasformare ogni previsione in una prova di appartenenza. Tutto gratuitamente e senza alcun ritorno economico, solo per amore della scienza che amo ed ho studiato. Chi mi legge non è un ingenuo da pescare è una persona curiosa e la curiosità, in qualunque disciplina, non è mai una colpa. #Meteorologia #CambiamentoClimatico #Scienza

L'articolo discute come il dibattito sulla Disclosure degli UFO stia avanzando nonostante il silenzio dei media, evidenziando eventi significativi come la manifestazione bipartisan a Washington e una giornata dedicata al fenomeno UFO all'Assemblea Nazionale di Francia, mentre si sottolinea il ruolo dell'Italia nella divulgazione di informazioni sugli avvistamenti UFO e l'impatto che il film di Spielberg ha avuto sulla percezione pubblica del tema. #UFO #Disclosure #Media

Ufo, la Disclosure va avanti nel silenzio dei media (meglio parlare di Spielberg)

La signora @DNIGabbard è una traditrice, bugiarda e nota propagandista filorussa, che può sperare di ingannare solo i pochi imbecilli rimasti fedeli al truffatore malato di mente che hanno eletto presidente (oltre a qualche decerebrato terrapiattista nostrano, lettore del Fatto Quotidiano). Peccato che gli incredibili documenti desecretati che rivelerebbero la presenza di biolaboratori finanziati dagli USA in tutto il mondo, inclusi 40 in Ucraina, riportino errori grossolani come una collocazione inesatta persino della capitale Kyiv, località inesistenti come "Cherniv" e intere regioni come la Zakarpattia, spacciate per città. La cosa più diivertente è che uno di questi laboratori sarebbe collocato nella Crimea occupata dal 2014 dalla Russia, che in 12 anni non se ne è evidentemente ancora accorta. Vengono spacciati per segreti i finanziamenti statunitensi che erano invece abbondamente pubblici e ovviamente dipinti come biolaboratori per il potenziamento di ceppi virali quelli che erano invece centri di ricerca per la loro messa in sicurezza (così nascosti da essere stati inaugurati con cerimonie ufficiali, i cui resoconti sono stati pubblicati sui siti della stessa ambasciata USA). Peraltro, come confermato dall'OMS e non smentito dai "documenti" inventati di sana pianta dall'ufficio di Gabbard, l'Ucraina non dispone di laboratori BSL-4 (Biosafety Level 4), cioè quelli con il livello massimo di contenimento biologico e gli unici nei quali sarebbe teoricamente possibile sviluppare o manipolare armi biologiche avanzate. Le strutture presenti sul territorio ucraino sono di livello BSL-2 o BSL-3, vale a dire normalissimi laboratori diagnostici e di salute pubblica. Servono a fare i tamponi per il Covid-19, a monitorare i focolai di influenza aviaria, a controllare la peste suina africana (che colpisce gli allevamenti) o a diagnosticare casi di tubercolosi e antrace, patogeni purtroppo endemici in molte aree agricole dell'Europa orientale. Gabbard non è però una semplice bugiarda e sulla questione dei biolaboratori può considerarsi la più fedele cheerleader della propaganda tossica di Mosca. Le reti OSINT specializzate nel monitoraggio della disinfomazione (come il Cardiff Crime and Security Research Institute o Pyrra Technologies) hanno mappato la cronologia e i flussi digitali dei post di Tulsi Gabbard, scoprendo un pattern perfetto di "rimbalzo" della propaganda. In particolare i ricercatori di Pyrra Technologies hanno dimostrato, tramite l'analisi retroattiva delle piattaforme alt-tech, che la narrativa specifica sui biolaboratori militari statunitensi in Ucraina era nata su un canale della piattaforma della destra radicale Gab il 14 febbraio 2022 (dieci giorni prima dell'invasione russa), accompagnata da una grafica infondata. Nel marzo 2022, Gabbard ha ripreso esattamente quella struttura narrativa nei suoi video social. L'OSINT ha dimostrato come il suo video sia stato immediatamente catturato dagli algoritmi di monitoraggio dei media statali russi. Nel giro di 24 ore dalla pubblicazione dei video di Gabbard, i canali della TV di Stato russa (come i talk show di Solovyov) hanno tradotto i suoi video usandoli come "prova d'autorità" e la figura di Gabbard è stata utilizzata da Mosca per mostrare al pubblico domestico russo che le accuse del Cremlino erano confermate da una ex deputata ed ex candidata alle presidenziali americane. Già nel 2015 Gabbard aveva dato prova della sua assoluta fedeltà alla Russia, sposando una linea negazionista rispetto alle accuse mosse contro l'ex dittatore siriano Assad di aver utlizzato armi chimiche contro i ribelli, accuse poi inequivocabilmete provate da diverse inchieste di gruppi OSINT (tra i quali @bellingcat). L'uscita di Gabbard non è casuale, perché avviene nel momento in cui è tornata a funzionare a pieno regime la macchina della disinformazione russa, la quale ha ripreso a diffondere teorie deliranti come quella delle zanzare killer geneticamente modificate per colpire ed uccidere solo alcuni ceppi dei popoli slavi ed alla divulgazione di "documentari" di propaganda creati dal acanale russo RT e promossi anche in Italia dai soliti noti. I novax, i terrapiattisti e gli sciechimichisti ovviamente non stanno più nella pelle. #Disinformazione #Propaganda #Ucraina

Marco M.M. Jun 12

Cari amici del Corriere, questa è pura mistificazione. Vorrei informarvi che NOAA ha confermato El Nino non ha parlato di "anno supercaldo in Italia". In primis il possibile picco è atteso tra tardo autunno e inverno, non oggi. Secondo, sul Mediterraneo gli effetti di El Nino non sono diretti, lineari e automatici. Terzo, per l’Italia contano anche anche altri indici climatici come NAO, getto polare, VP, disposizione delle alte pressioni e configurazioni emisferiche. Tra un segnale climatico globale e una previsione annuale sull’Italia c’è un mondo intero di dinamiche atmosferiche ed ignorarlo non è divulgazione ma un raccapricciante spettacolo di disinformazione. #Clima #ElNino #Disinformazione

Marco M.M. Jun 6

Il caldo non ha sempre lo stesso passaporto. Dire "anticiclone" non basta. Il problema nasce quando ogni anticiclone estivo viene raccontato come "fiammata africana". La meteorologia serve proprio a distinguere, non a usare sempre la stessa etichetta. C’è il subtropicale marittimo, più vicino all’Anticiclone delle Azzorre, spesso con caldo più moderato e atmosfera più mobile e c’è il subtropicale continentale, quello delle risalite più calde, molto afose, quando la configurazione richiama aria dal Sahara o dalla zona subsahariana. Sembrano dettagli ma in realtà sono la differenza tra una normale fase estiva e un’ondata di caldo strutturata. Chiamare tutto "Africa" non è divulgazione è pigrizia comunicativa e quando diventa sistematico, il confine con il clickbait si fa molto sottile. #meteo #clima #caldo

Marco M.M. Jun 1

Quando non si riesce a contestare nel merito ciò che una persona scrive, si passa al tentativo di delegittimarla personalmente, è un metodo vecchio, e nemmeno particolarmente elegante. Io continuerò a fare ciò che faccio, leggere le mappe, spiegare i fenomeni, distinguere meteo e clima, correggere quando serve, evitare sia il negazionismo sia il catastrofismo da palcoscenico. Il resto lo lascio a chi ha bisogno di trasformare una discussione scientifica in una schedatura personale. Quanto al “meteorologo del Twitter” le ripeto, va bene così. Meglio provare a fare divulgazione qui che usare la scienza come clava per zittire chi non parla con il tuo stesso tono. #scientifica #meteorologia #discussione

Marco M.M. May 30

"È meteo o è clima?" Domanda legittima, certo, ma ormai è diventata il terreno di una guerra abbastanza sterile. Da una parte chi vede l’apocalisse in ogni carta colorata, dall’altra chi usa ogni temporale fresco, ogni nevicata tardiva, ogni giorno sotto media per dire che il cambiamento climatico non esiste. Entrambi, a modo loro, fanno un torto alla meteorologia. L’aria fresca di metà maggio era meteorologia, l’ondata di caldo degli ultimi giorni era meteorologia ma entrambe si muovono dentro un clima di fondo che non è più quello di 60 o 70 anni fa. Questa è la distinzione che molti fingono di non capire, Il singolo episodio è meteo mentre la frequenza, l’intensità, la persistenza e la distribuzione statistica degli episodi nel tempo sono clima. Il problema non è scegliere una tifoseria, il problema è capire come un’atmosfera caotica e mobile continui a produrre variabilità dentro un sistema climatico che sta cambiando. In sintesi, il cambiamento climatico non produce effetti meteorologici lineari. Io non voglio trasformare la meteorologia in un tribunale permanente dell’angoscia e non voglio nemmeno ridurla al baraccone di chi nega tutto per partito preso. Voglio raccontarla per quello che è, una scienza meravigliosa, complessa, piena di sfumature, dove il dubbio non è debolezza ma metodo perché se ogni fenomeno diventa una bandiera da sventolare contro qualcuno, allora non stiamo facendo divulgazione, stiamo solo trasformando la scienza in propaganda di giornata. La scienza non dovrebbe farsi trascinare dalle tifoserie, dovrebbe aiutare a capire, anche quando la spiegazione non piace a nessuno dei due schieramenti. #Meteo #Clima #CambiamentoClimatico

Sabrina F. May 27

VACCINI ALLEVAMENTI: LE STRANEZZE... Per favore, condividete in ogni dove, sui vostri canali social, UTILE LA DIVULGAZIONE, BISOGNA INFORMARE PIÙ PERSONE POSSIBILE. GRAZIE 🙏🏻🌹 SEGUITE CON MOLTA ATTENZIONE. "La cosa curiosa di questa sperimentazione è che all'art.1 che la prevede dice in modo abbastanza chiaro, dice che l'esportazione dei prodotti provenienti da questi animali è proibita. Allora la domanda da farsi è: perché mai dovrebbe essere vietato esportarli se sono tanto sicuri?"... - @AlessandroFusi9 📹Border Night 👇👇👇 #Vaccini #SalutePubblica #SicurezzaAnimale